L’Assostampa polesana segnalata all’Ordine

aprile 29, 2017

Maurizio Romanato, “fiduciario” dell’Assostampa polesana (emanazione del Sindacato Giornalisti del Veneto) segnalato all’ordine dei Giornalisti e referenti nazionali, per discriminazione politica in corso di aggiornamento. Un fiduciario da Minculpop* del moderno “regime” partitocratico? 

* Minculpop e Sindacato Fascista dei Giornalisti
In effetti, data l’età, Maurizio Romanato sembra ancorato, ipotesi da fantascienza, al Sindacato Fascista dei Giornalisti creato dal “regime” nel 1924 per asservire e controllare la categoria. Il Ministero della cultura popolare (MinCulPop) viene istituito successivamente, nel 1937, col compito di controllo sulla cultura e di organizzazione della propaganda del fascismo. Fra i suoi compiti quello di predisporre delle disposizioni giornaliere, sotto forma di “veline”, alla stampa quotidiana e periodica.
Il “fiduciario” polesano Maurizio Romanato col peculiare copricapo ad un convegno Assostampa con il caratteristico foglio d’Ordine da emanare agli iscritti. [Art.21 Costituzione Italiana, diritto di critica ed anche di satira ]. 

I GIORNALISTI DEL MODERNO REGIME PARTITOCRATICO
Una piccola nota di stampa, visto che siamo in tema sulla categoria dei Giornalisti da “regime”. Il giornalista fa parte di una categoria professionale, che non è un Ente Morale o una Associazione di volontariato per i Diritti Umani: è un professionista “libero” di vendersi e di farsi pagare dal miglior offerente. E per fare e gestire un giornale ci vogliono soldi, tanti soldi. Per cui se è in busta paga dell’Azienda Caltagirone, come il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto Gianluca Amadori, è pagato proprio per fare gli interessi e gli affari del potente gruppo immobiliare-finanziario-grandi lavori. Che fa parte a pieno titolo della “partitocrazia”, quell’insieme di potentati economici, partiti, grandi editori, apparati militari, logge della massoneria, e pare anche della mafia, che continuano a governare la nostra nazione. All’articolo 2 del Testo Unico dei Doveri del Giornalista c’è l’obbligo di scrivere «la verità sostanziale dei fatti». Ed è un fatto sostanziale che la corruzione che Governa il nostro sistema politico-economico è imperante, l’effetto “mani pulite” – l’inchiesta giudiziaria che ha tentato di portare giustizia nel “sistema” – è stato completamente rimosso in un buco di memoria sociale e l’Italia è tornata addirittura peggio che nei primi anni ’90 del secolo scorso, a detta degli stessi inquirenti del pool milanese che ha scoperchiato “tangentopoli” (quel sistema politico-amministrativo nel quale è prassi normale dare e ricevere tangenti).
Per ritornare al tema, quale libertà di stampa e di verità hanno i giornalisti Caltagirone del Messaggero di Roma sulle olimpiadi si o no nella capitale, visto che l’Azienda è strettamente connessa con i lavori edilizi all’uopo? A Torino i giornalisti della Stampa (ma gli Agnelli controllano 20 giornali in Italia) devono difendere gli interessi della Fiat che li paga e quale diritto di notizia possono scrivere sui conflitti col sindacato e sul dirigente Fiat Marchionne? Quale libertà di stampa e di etica professionale sui diritti umani dei migranti e sugli “zingari”, si poteva trovare nei giornalisti de “La Padania” (stipendiati dalla Lega Nord) che pure è stata finanziata coi soldi dello Stato e dei cittadini contribuenti: 300 mila euro al mese per ben 17 anni di attività? Nella parabola dell’etica professionale dei giornalisti pagati per difendere gli interessi e gli affari dei potentati economici che li as-soldano al proprio servizio, vedasi la serietà deontologica dei giornalisti tipo Il Foglio e Mediaset su notizie che riguardino Berlusconi e Alfano, per esempio, e quale verità sostanziale dei fatti possano scrivere i giornalisti de La Repubblica e L’Espresso su attività che riguardino il loro presidente-editore De Benedetti che non è un filantropo o un’attivista per i diritti umani, è un imprenditore che lavora e si adopera solo a racimolare soldi (=potere) ad uso personale e privato. E per quanto riguarda i giornali finanziari, che libertà di inchiesta e di indagine ha il giornalista de Il Sole 24 Ore, in busta paga della Confindustria, diretta espressione delle brame dei principali gruppi industriali del paese?

SEGNALAZIONE ALL’ORDINE DEI GIORNALISTI
All’attenzione di Nicola Marini presidente Ordine Nazionale Giornalisti ,
Giuseppe Giulietti presidente Federazione Nazionale Stampa Italiana,
Gianluca Amadori presidente Ordine Giornalisti del Veneto,
Monica Andolfatto vice segretaria vicaria Sindacato Giornalisti del Veneto,
Giovanni Maria Bellu presidente di Carta di Roma,
Elisa Marincola, portavoce di Articolo 21,
Alberto Spampinato direttore responsabile Ossigeno per l’informazione.

OGGETTO: discriminazione politica a corso di aggiornamento professionale
.              
– 6 crediti deontologia.

CORSO DI AGGIORNAMENTO SULLA “CARTA DI ROMA” A ROVIGO
Il 20 di aprile l’Assostampa di Rovigo tiene un corso di aggiornamento professionale per giornalisti presso la sala della Protezione Civile della Provincia di Rovigo, in via Grandi 21: “I grandi disastri dal Vajont ad oggi. Quando la terra si ribella. Il ruolo del giornalista”, tenuto da due giornaliste de La stampa di Torino, Antonella Mariotti e Chiara Priante. Il corso inizia alle ore 9,30 e si conclude alle 13,30 e vale quattro crediti per il secondo triennio della formazione professionale. Naturalmente, come prassi comune, diversi giornalisti dei quotidiani locali si registrano alle ore 9,30 e poi vanno a fare il giro al mercato di piazza Vittorio per tornare a vidimare l’uscita (e l’accredito professionale) alle ore 13,30. Stanco di questa truffa professionale che si consuma fra il tacito consenso dei presenti – tutti conoscentesi e colloquiantesi, mi segno alcuni nomi di questi “furbetti del giornalino” per segnalarli all’Ordine dei Giornalisti che riporti un po’ di decoro. Maurizio Romanato, dell’associazione organizzatrice, nella presentazione dell’iniziativa, annuncia che il 20 giugno successivo, sempre a Rovigo, si terrà un altro corso di aggiornamento professionale che verterà sulla “Carta di Roma”, per un totale di 6 crediti formativi alla fondamentale voce “deontologia”.

COMPETENZE IN-FORMAZIONE SUI MIGRANTI
Visto che non è ancora inserito nella piattaforma S.I.Ge.F., chiedo a Maurizio Romanato, “fiduciario” dell’associazione, di essere inserito nel corso per i miei meriti professionali: sono direttore di Biancoenero, periodico polesano di immigrati e minoranze reg. al Trib. di Rovigo nel 1993 (uno dei giornali più storici del settore), nei primi anni del duemila ho anche diretto e rilanciato Romano Lil periodico dell’Opera Nomadi Nazionale (riconosciuta dallo Stato come Ente Morale); il 20 di aprile, nella presentazione del corso sui “grandi disastri della natura” Maurizio Romanato si “dimentica” di ricordare che la FNSI aderisce all’appello per la liberazione di Gabriele Del Grande dal carcere turco e nel mio piccolo anch’io sono stato incarcerato e poi espulso nel 1998 dalla Turchia dove operavo come giornalista per i diritti umani.
Ritengo di essere uno di quei pochi pionieri giornalisti sociali a attenti all’informazione su immigrati e minoranze da cui nasce proprio la “Carta di Roma”, il protocollo deontologico creato nel 2008 da Ordine Nazionale dei Giornalisti e FNSI a tutela dei diritti dei migranti nel settore dell’informazione, con il successivo vademecum sui Rom del 2011 che estende la tutela anche a queste popolazioni.

SEGNALAZIONI ALL’ORDINE PER L’APPLICAZIONE DELLA CARTA DI ROMA
Con l’approvazione della “Carta di Roma” ho cominciato a segnalare all’Ordine dei Giornalisti del Veneto numerose e numerose violazioni dei quotidiani di Rovigo (uno di stampo leghista e quindi consono) di questo protocollo deontologico: quotidiani di Rovigo che sono ben rappresentati nell’Associazione Polesana della Stampa che organizza corsi di aggiornamento professionale. Segnalazioni e denunce che mi hanno creato molte inimicizie e censure reiterate a mezzo stampa (sempre di tutti e tre i quotidiani di Rovigo) delle mie attività professionali (ultimamente mi dedico anche alla storia e testimonianze sul manicomio locale con pubblicazioni, manifestazioni culturali e conferenze) a violazione anche della cosiddetta “comunanza” fra colleghi, all’Art.1 del Testo Unico dei Doveri del Giornalista in vigore dal febbraio 2016 e che incorpora anche la Carta di Roma.

UNA PRESENZA AL CORSO SULLA CARTA DI ROMA
Ho chiesto quindi al decano del giornalismo democristiano polesano Maurizio Romanato (per telefono il 24 e di persona il 26 aprile) di essere inserito nel prossimo corso sulla “Carta di Roma”, anche se non come relatore, magari per un saluto in introduzione o con un piccolo spazio di dieci minuti come giornalista locale attento, da decenni, a questa tematica, ma il “fiduciario”, che ha detto che mi conosce bene, mi ha risposto che non è assolutamente possibile, anche se mancano due mesi al corso, e che in tutti i casi potrò, bontà sua, fare un intervento alla fine quando è previsto un dibattito aperto a tutti i partecipanti.

COS’È LA DISCRIMINAZIONE POLITICA?
Ritengo che la mia esclusione da questo corso di aggiornamento professionale, di cui mi reputo competente in prima persona a Rovigo, sia frutto di una vera e propria discriminazione politica da parte di giornalisti che intendono miseramente vendicarsi per le mie segnalazioni a moralizzazione della categoria. Tanto per dare un altro esempio ricordo che nel 2003 nel riprendere fotograficamente il capo-cronista de Il Gazzettino di Rovigo, in ambito pubblico, sono stato insultato con la frase “testa di cazzo”. L’ho portato a processo dal Giudice di Pace da cui, per la mia gentilezza di carattere, ho accettato la proposta di conciliazione ed ho lasciato perdere. Ebbene quel capo-cronista, Donato Sinigaglia è ora presidente dell’Assostampa Polesana che organizza il corso di aggiornamento qui riportato. Il tertium non datur dell’Assostampa Polesana è Nicola Chiarini addetto stampa anche alla manifestazione del Deltablues di Rovigo e da cui dal 6 luglio 2009, nonostante ripetuti inviti ed una segnalazione anche all’Ordine dei Giornalisti, attendo di sapere, per un articolo sulla storica manifestazione, per quanti soldi il Comune e la Provincia hanno contribuito all’iniziativa.

APPELLO AI COLLEGHI REFERENTI DEL GIORNALISMO
Un appello ai colleghi in indirizzo, referenti delle istituzioni giornalistiche a tutela della deontologia professionale (che non resti un termine vuoto e ipocrita a difesa di interessi personali e di “ghenga”), perché rivolgano un invito all’Associazione Polesana della Stampa affinché siano riconosciuti i miei meriti ed io non venga discriminato, impedito di avere accesso e presenza pertinente, ad un corso su una tematica di cui sono attivista da 25 anni. Possiate usare delle vostre cariche per ristabilire un po’ di democrazia nell’Ordine, perché, mi si scusi la retorica, “”la “stampa serve non serva!”.

Granzette 28 aprile 2017,
Roberto Costa giornalista – 1992, tel …

N.B. In data odierna nella piattaforma S.I.Ge.F non è ancora inserito il corso di aggiornamento professionale del 20 giugno a Rovigo.

 

bacchetta

 

Allegato stampa sulla categoria
Peggiora ancora la libertà di stampa in Italia
Nella classifica di Reporters senza frontiere l’Italia perde altri quattro posti
25 aprile 2016
. Libertà di stampa 2016, Italia scende al 77esimo posto. Secondo la classifica di Reporters sans frontières le cause sono da ricondurre al “Livello di violenza allarmante e ingerenze del Vaticano”. L’Italia si classifica al 77° posto, fra Moldova 76° e Benin 78°, nella classifica di Reporters sans frontières (Rsf), che registra il termometro della libertà di stampa nel mondo. L’Italia perde quattro posizioni rispetto allo scorso anno e scende sotto paesi come il Botswana (che ci sorpassa nettamente al 42° posto) perché, secondo la relazione dell’agenzia francese, «tra i 30 e i 50 cronisti si trovano sotto protezione di polizia» e Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi «rischiano otto anni di carcere per libri che rivelano i malaffari della Santa Sede». La classifica – Italia 77° su 180. E davanti all’Italia ci sono paesi che difficilmente si possono definire campioni di democrazia. Ad esempio Tonga 37°, al 42° posto c’è il Burkina Faso, un paese dove negli ultimi mesi si sono succeduti colpi di stato, attacchi di al Qaida, al 58° posto c’è El Salvador, il paese con il più alto tasso annuale di omicidi al mondo. Al 76° posto è considerata poco più libera dell’Italia la Moldova, considerato uno dei paesi più corrotti d’Europa. In Europa l’Italia è seguita solo Cipro – 81°, Grecia – 89° e Bulgaria – 113°. Il primo fra i 180 Paesi censiti è la Finlandia, ultimo l’Eritrea.reporters-senza-frontiere-2016-italia
L’Italia sprofonda ancora nella classifica per la “Libertà di stampa” secondo l’ultimo rapporto annuale di Reporters sans frontières. E non c’entrano gli idraulici con le chiavi inglesi, c’entrano proprio i giornalisti del tubo.

Italia “parzialmente libera” per la libertà di stampa
Nella classifica Freedom House 2016 Italia ancora “parzialmente libera”
Su queste pagine si è talvolta scritto che i giornalisti italiani sono parzialmente liberi per la libertà di stampa, come le prostitute, parzialmente libere di scegliersi il cliente: si tratta sempre di vendersi al miglior offerente. A questa considerazione filologica va aggiunta una “vera libertà professionale”, quella di discriminazione e persecuzione verso chi non si adegua a questo regime di servitù. 
Secondo l’ultimo rapporto di Freedom House, organizzazione non governativa statunitense che valuta il grado di libertà democratiche in 197 Paesi del Pianeta, anche per l’anno 2016 l’Italia è “parzialmente libera” per la libertà di stampa, assieme ad altri Paesi come Perù o Sierra Leone, al 77° posto della classifica mondiale (subito prima di Benin -78°, e Guinea-Bissau – 79°, ben dopo la Tanzania – 71°, ed il Senegal – 65°). La classifica viene stilata su 197 Paesi del pianeta e va da 0-10 (i più liberi) al massimo di 100 (i meno liberi). L’Italia è l’unico Paese dell’Unione Europea parzialmente libero, insieme alla Grecia, dove l’emittente pubblica è stata spenta: fra i Paesi dell’Europa occidentale solo l’Albania – 82° e la Grecia – 89° sono posizionati peggio. E si sta scrivendo di una delle garanzie di ogni Stato di diritto, sancita dall’articolo 21 della nostra Costituzione: la libertà di stampa.
la-stampa-serve-non-serva

Nota a margine
AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE – Tre crediti descanta-baucchi
Rovigo, 7 maggio.
La segnalazione per discriminazione politica è indirizzata ai maggiori organi istituzionali e deontologici dell’Ordine, affinché vi pongano rimedio perché è nelle loro competenze. A 9 giorni di distanza nessuna nota pervenuta e sì che, per esempio, Beppe Giulietti, presidente della potente FNSI, compare un giorno sì e uno no in televisione battagliero a difendere l’etica professionale. Altri come l’associazione Carta di Roma e Ossigeno e Art.21 potrebbero dimostrare di essere coerenti o omeopatici ad un sistema da “sepolcri imbiancati” che predica bene ma razzola male. A 9 nove giorni di distanza da una segnalazione che tende a moralizzare la categoria ancora nessuna notizia dai referenti nazionali e locali. In caso di interessamento di qualcuno degli indirizzati se ne darà nota qui.
Nel caso che perduri la mancanza di interessamento dei capoccia della categoria, questo articolo potrebbe essere equiparato a 3 crediti descanta baucchi per chi crede che quello dei Giornalisti sia un Ordine morale, invece di una Categoria sottoposta e serva dei potentati economici.

Nota a margine due
IL CORSO – Rovigo martedì 20 giugno 9-13: “Deontologia. Immigrazione, integrazione. La sfida dell’informazione di fronte a pregiudizi e stereotipi. La Carta di Roma”. Incontro organizzato dal Sindacato giornalisti del Veneto Enti Esterni. Ref. Michela Orbani.

Nota a margine tre
L’APPELLO ALLA REFERENTE DEL CORSO
Tanto per completezza di in-formazione, in data 8 maggio 2017, la lettera di denuncia-appello è stata spedita anche alla referente del corso Michela Orbani, per conto del Sindacato Giornalisti del Veneto (quattro ore di corso, sei crediti deontologia). Anche la collega segretaria non ha avuto modo, o tempo, di rispondere alla lettera-denuncia-appello.

COME VA A FINIRE
> Farsa deontologica giornalistica a Rovigo

 

 

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