Gli accattoni rom e la banda dei caterpillar

ottobre 2, 2008


Rovigo 29 settembre. “Mendicanti in centro scatta il blitz”,   la polizia porta in Questura cinque persone. Così titola un quotidiano locale e, con lo stesso rilievo: “Altra ruspa rubata, 250 mila euro di danni”, il terzo furto della banda dei caterpillar.
Il confronto fra un danno sociale inventato (accattonaggio) ed un atto di evidente criminalità… 
ALLARME ROM: integrazione o emarginazione?
Dal linguaggio parlato di Rovigo è scomparsa l’espressione “per carità”, sostituita dalla frase “porca miseria” o “miseria ladra”.
L’antropologia culturale potrebbe spiegare che si tratta di una “società” così formale, ed avara, che si preoccupa di emarginare o di mettere in galera più chi chiede l’elemosina e la carità che non chi procura danno reale. Così, a
nche a Rovigo, alimentato dalle istituzioni e dalla “stampa”, l’allarme rom sembra mettere a rischio la “sicurezza” dei cittadini. Non si tratta di lavavetri o di residenti nei “campi nomadi” o di borseggiatori minorenni, ma di alcuni accattoni e fra questi una mamma con bambino conosciuta da tempo in città.

Alcune riflessioni documentate sul “pericolo rom” e sulle politiche di integrazione, per ridurre l’eventuale “pericolo”, o di emarginazione per continuare ad alimentarlo ed usarlo come falso problema.

UN ARTICOLO DEL 29 SETTEMBRE 2007

Riproposto per la tematica e le riflessioni, sempre attuali.                      

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ALLARME ACCATTONI A ROVIGO
Gli strilloni dei tre quotidiani di Rovigo, le locandine gialle che sparano titoloni per indurre all’acquisto, usano frasi di questo tipo: “Sfruttavano i bambini, dieci famiglie sotto indagine”, “Bambini tolti dalla schiavitù dell’elemosina”, “Il racket dei bambini mendicanti”.
 
                  
>>IL RESTO DEL CARLINO
– La Cronaca Degli Accattoni
“Mendicanti in centro scatta il blitz”
Resto del carlino Rovigo, 29 settembre
5 persone senza fissa dimora dopo accertamenti in Questura sono state rilasciate. Una donna, una nomade nota in città ma stanziata a Crespino, è stata sorpresa a chiedere elemosina con un bambino in braccio di nemmeno tre anni. Un comportamento che è punito dalla legge. La donna potrebbe finire nei guai come nove altre famiglie di Villanova Marchesana su cui nei mesi scorsi si è concentrata l’attenzione della polizia. La Polizia ha scoperto che i familiari portavano i bambini in città la mattina, per chiedere l’elemosina,  e li riprendevano la sera. Giovani in età scolare.
La Questura
ha posto fine alla vicenda segnalando il fatto al tribunale dei minori di Venezia che ha disposto l’affidamento dei bambini ai servizi sociali. Così i bambini non sono più sulla strada e possono frequentare la scuola.
                  
La Cronaca Dei Caterpillar
“Altra ruspa rubata, 250mila euro di danni”
Resto del carlino Rovigo, 29 settembre
Un’altra ruspa rubata e 250mila euro di danni per il proprietario.
I malviventi pare abbiano agito di notte caricando la ruspa su un rimorchio per poi darsi immediatamente alla fuga. Sul fatto stanno indagando i Carabinieri e non si esclude che i malviventi facciano parte di una banda organizzata di romeni. E’ il terzo furto nel giro di una settimana. A inizio settimana era stata la ditta Cignoni a subire il furto di una pala cingolata del valore di molte migliaia di euro.
Un furto simile, era stato messo a segno alcuni giorni prima in un cantiere di Rovigo quando i malviventi hanno portato via un caterpillar del valore di 120 mila euro. I ladri, anche in questo caso, hanno agito di notte riuscendo ad impossessarsi del mezzo di lavoro dopo averlo caricato su un grosso rimorchio.
                       
IL DANNO DEGLI ACCATTONI E DEI LADRI DI CATERPILLAR
Per dare un’idea del contesto in cui è inserita la notizia.
E’ evidente il danno prodotto dalla banda dei caterpillar rispetto a quello della banda di accattoni, compresa una mamma con il figlio di tre anni. La Polizia così solerte nel “blitz” (termine militare) verso alcuni bambini, arrestati e portati in Questura dopo mesi e mesi di appostamenti, potrebbe esserlo verso i ladri di ruspe e nei loro riguardi sì utilizzare tecniche da Polizia d’assalto militare.
Gli accattoni come falso problema? Come gratificazione sociale?
                                     
PROTEZIONE SPECIALE PER I ROM
Nella vicenda accattoni, l’accattonaggio non è perseguibile penalmente (lo sfruttamento ed il maltrattamento dei minori sì), si tratta di Rom. E’ di due giorni fa la forte sollecitazione del Parlamento europeo, agli Stati membri, ad applicare la direttiva anti-discriminazione con una esortazione a garantire ai Rom una protezione speciale particolare. Proprio perché i Rom, secondo i monitoraggi della stessa Ue, sono, anno dopo anno, le popolazioni più discriminate e sottoposte ad atti di violenza razziale dell’Unione europea.  Il problema non sono gli accattoni rom ma la società (a partire dalle istituzioni) che discrimina ed emargina i Rom inducendoli all’accattonaggio. Nel caso degli accattoni di Rovigo, metterli fuorilegge, anche con espulsioni nei paesi limitrofi di provenienza, vuol dire perseguire una politica di emarginazione-esclusione e non di integrazione
                                    
POLITICA DI EMARGINAZIONE O DI INTEGRAZIONE?
Una politica di emarginazione che induce al disagio sociale ed alla devianza. Se questi poveri, che sono anche disoccupati, non trovano da mangiare con l’accattonaggio, come?
Un bambino in Istituto, tolto alla famiglia, costa cento euro al giorno alla collettività. E produce il disagio di un adulto cresciuto senza i genitori. Un progetto di lavoro per i genitori costa molto meno. Un adulto in carcere costa molto di più che non il suo inserimento in una cooperativa sociale.
Art. 4 della Costituzione Repubblica Italiana: “La Repubblica riconosce e tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”.
Nel caso di Rovigo, una cittadina di 55 mila abitanti, l’introduzione dei tassametri per automobili (gli autovelox) ha portato nelle casse comunali un milione di euro in più nell’ultimo anno. Perché non utilizzare una quota di quei soldi, non preventivati e non pre-destinati nel bilancio comunale, per progetti di integrazione sociale verso i più poveri, i bisognosi, i bambini?
O è più facile e porta più voti mandare le Forze Armate di Polizia?
Nel caso di Rovigo, che hanno fatto i Servizi Sociali ed i sedicenti assessori alla Pace, ai Diritti Umani, alla Famiglia, nei riguardi di alcune minorenni e di alcune donne che chiedono l’elemosina, conosciute da mesi e da anni?
Una di queste, con bambino in braccio, è stata espulsa al vicino paese di Crespino, con biglietto omaggio di corriera, dalla Giunta precedente, di Centro-destra, due anni fa. Oggi è la Giunta di Centro-sinistra che, come la precedente, applica politiche di esclusione sociale nei confronti dei più bisognosi.
                                     
I ROM COME FALSO PROBLEMA
Le politiche di repressione e di emarginazione, verso i poveri ed i Rom, producono miseria sociale e hanno costi molto più onerosi che non i progetti di integrazione. Ma sono utili a produrre un capro espiatorio strutturale alla società dei consumi; deviano l’attenzione su un falso problema (il fastidio visibile degli accattoni invece che l’invisibilità della mafia e della partitocrazia-clientelare); sfogano gli istinti da basso ventre (posteriore) come il tifo guerrafondaio negli stadi domenicali; agitano il fantasma della paura verso i poveri per anestetizzare il panico di una Società Occidentale che saccheggia-usa-consuma-spreca l’82% delle risorse del Pianeta. Un pianeta che anche per il “benessere” dell’Italia, all’ottavo posto nella graduatoria mondiale, sta andando verso la morte (de-forestazione, inquinamento, effetto-serra, surriscaldamento globale…).
Le politiche di integrazione sociale sono benefiche e biodinamiche, sono meno costose in termini economici, e producono ricchezza umana: i Rom come il sale della vita ad insaporire un minestrone fatto di differenze etniche. A produrre “sistema” reale.
                                     
RIFLESSIONI OLTRE IL PRE-GIUDIZIO
Queste riflessioni per affrontare in modo ragionevole la questione accattoni rom che, anche a Rovigo, sembra diventata un problema di allarme sociale e di messa a rischio della “sicurezza” dei cittadini benpensanti. Ben pensanti?
Ma verso gli zingari-rom c’è un vero e proprio pre-giudizio secolare che rende difficile, se non impossibile, ragionare in modo pacato ed usare il buon senso per tentare di risolvere i problemi, anche quando sono di piccola portata.
La “psicosi collettiva del pre-giudizio verso gli zingari” è stata confermata da un Giudice, lo scorso 31 luglio a Palermo. In quell’occasione un normale gesto di protezione verso un bambino venne traviato da psicosi collettiva in un tentato rapimento.
Ed allora, ai progetti di integrazione sociale, per rimuovere l’emarginazione discriminata dei Rom, bisogna (termine volutamente “genitoriale”) accompagnare processi di riduzione dei pre-giudizi, anche attraverso la conoscenza e la valorizzazione della cultura rom.
suonatori romeni bianca e kostica

NOTA DI STAMPA LOCALE
Una lettera di Rovigo Opera Nomadi, una sintesi di questo articolo, è stata spedita ai quotidiani locali che non hanno pubblicato niente.

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note a margine_________
> IL GAZZETTINO: la stessa notizia da un altro quotidiano locale
Bambini nella schiavitù dell’elemosina
La Mobile ha tolto nove piccoli nomadi dalla strada e ora, seguiti dai servizi sociali, vanno a scuola
Il Gazzettino di Rovigo, 29 settembre. Luca Gigli
Una denuncia per accattonaggio con bambini. Ultimo atto di un qual-cosa che finora la squadra mobile della questura aveva tenuto nel silenzio, ma che rivela una realtà ben più articolata e un’operazione che ha tolto nove bambini dalla schiavitù del mendicare per strada. Martedì la mobile diretta da Leo Sciamanna ha passato il mercato setaccio, finendo con l’accompagnare in questura cinque persone che chiedevano l’elemosina, delle quali una lo faceva con la figlia di tre anni e ora è indagata. Perché se l’accattonaggio non è più reato, lo è farlo con i minori.
È da questo punto che Sciamanna parte per svelare un cammino intrapreso ancora nel novembre dell’anno scorso e che ha portato una vita diversa a nove bambini. «Abbiamo raggiunto un risultato eccezionale fino a oggi e lo testimonia il fatto che non si vedono più bambini chiedere la carità per strada. Tutto è partito dal fatto che in Basso Polesine ci sono delle comunità nomadi “stanziali”». In queste, «alcune famiglie per vivere prendevano i bambini e li facevano mendicare, tutto il giorno, invece di mandarli a scuola». Quale era il nucleo principale? «Erano di Villanova Marchesana».
È stata fatta una vera e propria indagine. «Li abbiamo seguiti, scattato fotografie e girato filmati – continua il dirigente della Mobile – tutto è ampiamente documentato. Al mattino prestissimo mettevano in auto i bambini e li portavano a Rovigo, a Venezia, a Ferrara, per chiedere l’elemosina tutto il giorno, andando a riprenderli alle 19, ma anche alle 21. Addirittura venivano pure scambiati, stavano tre ore con un mendicante, tre con un altro».
A quel punto è scattata la segnalazione ai servizi sociali dei Comuni di residenza «e al tribunale dei minori. Sono stati affidati appunto ai servizi sociali e tolti così dalle strade, togliendo la patria potestà. A questo punto le famiglie hanno capito che non potevano proseguire e hanno riavuto i figli, sempre sotto controllo dei servizi sociali. E così i bambini sono finalmente andati a scuola. Credo che sia stata un’operazione davvero importante».
                              

>APPROFONDIMENTI
La mendicità dei Rom non è cultura, è bisogno 
Romano Lil, 10 agosto 2007
Il “manghél”, l’elemosina dei Rom, non è una forma culturale ma un atto di sopravvivenza. L’opinione di Giorgio Bezzecchi, Santino Spinelli, Massimo Converso  e gli articoli del Codice Penale (non esiste reato di mendicità) che possono essere applicati per maltrattamento di minori.
 
Immagini: locandine dei quotidiani di Rovigo il 29 settembre, questuante al mercato di Rovigo, caterpillar con direttore, Bianca e Kostica musicisti (accattoni?) Rom Romeni, alfabeto lis. 

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