La madonna della chiesa del manicomio, restaurata pressappoco dall’Ulss 18, è stata posizionata nella hall dell’Ospedale Civile. Scopri le differenze fra l’originale ed il restaurato male. Leggi il seguito dell’articolo »

Rovigo, 1 luglio. Nessuna ristrutturazione della dismessa area manicomiale può avvenire cancellando la memoria dell’Ospedale Psichiatrico. Ogni recupero della superficie deve prevedere uno spazio adeguato per una “memoria manicomiale” attiva, che si faccia presente. Per una riconciliazione nazionale con le vittime manicomiali. Con il restauro visionario del dipinto murale del 1° maggio 1979.
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Mercoledì 25 di maggio, a Rovigo, Redazione Biancoenero organizza due manifestazioni nel “Giorno della memoria” di Antonin Artaud.
1- Alle ore 14 Roberto Costa interpreta “Farfadi ta azor tau ela”, elegia funebre per tutti i manicomi, alle scale mobili del centro commerciale Le Torri. 2- Alle ore 21, presso il Csv, in viale Trieste n.23, si tiene la presentazione del video-film “Aliénation et magie noire, par Antonin Artaud de l’asile de fous de Rovigo”. Trascrizione per immagini, dal manicomio di Rovigo, su testo radiofonico registrato da Artaud nel 1946.
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Rovigo, 16 luglio. Il manicomio, verso la chiusura diventa “sociale”. Con la “legge Basaglia” del 1978 anche l’Ospedale Psichiatrico di Rovigo chiude ufficiosamente, ma il “residuo” perdura fino al 31 dicembre 1997. Il Centro del sociale nasce nel 1980 e accompagna con le sue iniziative di socializzazione lo svuotamento progressivo del manicomio, fino alla sua definitiva chiusura. Leggi il seguito dell’articolo »

Rovigo, 17 maggio. “L’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Rovigo – Luogo di condizione umana separata”, di Gianfranco Rizzo – 1997, è un docu-mentario filmico importante di memoria dal “manicomio” di Granzette. Leggi il seguito dell’articolo »

L’Arci,  nell’atto di “celebrare” Franco Basaglia – promotore della legge a chiusura dei manicomi, lo svuota di significato e ne umilia la memoria praticando discriminazione ed emarginazione verso le uniche persone che nel territorio hanno lavorato per l’abolizione del manicomio.
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Un infermiere psichiatrico esprime il suo  “punto di vista” sulle lacune del libro di Luigi Lugaresi sul manicomio di Granzette. Una ex-degente lancia un appello per tornare a Rovigo, dove ha conoscenti ed amici, dal Centro Ospiti di Badia dove è stata trasferita a chiusura del manicomio. Da Bian-coenero, periodico polesano di immigrati e minoranze, gennaio 2000.
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Il primo maggio 1979 si tiene la più notevole festa di “liberazione” sociale del manicomio di Rovigo, a un anno della legge 180 (di apertura dei manicomi di Franco Basaglia). Il manicomio, relegato ai margini – in una zona di confine, rientra nella società coi suoi limiti, le sue risorse, le sue contraddizioni, la sua ansia di libertà. Leggi il seguito dell’articolo »