Il Gazzettino da espulsione dall’Ordine

marzo 11, 2017

Denunciati alla Procura della Repubblica ed all’Ordine dei Giornalisti, Roberto Papetti direttore de Il gazzettino, Luca Gigli e Claudio Bertoncin responsabili della cronaca di Rovigo, Azzurra Caltagirone Presidente-editore de Il gazzettino S.P.A., per violazione della «rettifica a norma di legge» e della «fiducia tra la stampa e i lettori» all’art.1 del T.U. dei Doveri del giornalista , con l’aggravante (da galera) della discriminazione politica a mezzo stampa. 

GIORNALISTI GAZZETTINO DA BARZELLETTA?
Che ci siano giornalisti da gazzettino come il Direttore Roberto Papetti ed i capocronisti di Rovigo Luca Gigli e Claudio Bertoncin, che non conoscono o non sanno applicare la fondamentale “rettifica a norma di legge” per notizie false o incomplete, proprio all’articolo Numero Uno, ormai farebbe ridere tutta la categoria se la Codesta avesse ancora un Ordine costituente.
E sì che da 4 anni a questa parte tutti i giornalisti hanno l’obbligo ai corsi di aggiornamento professionali con particolare riguardo a quelli proprio sulla deontologia. A seguito di una precedente denuncia, sempre per mancata “rettifica a norma di legge” del Resto del Carlino di Rovigo, ci si chiede, ancora una volta perché il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto Gianluca Amadori, pur dipendente  a Il gazzettino del Direttore Papetti ed a busta paga dalla Caltagirone S.P.A., non sia in grado di fare rispettare le norme deontologiche, ancorché fondamentali, della categoria dei giornalisti.
E’ come se Rovigo fosse stata espulsa dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto e diventata zona franca di abusi e violazioni deontologiche di tutti i tipi.

AL PRESIDENTE DE IL GAZZETTINO SPA AZZURRA CALTAGIRONE

OGGETTO: segnalazione incompetenza professionale del Direttore del
.               Gazzettino e dei 
responsabili della redazione di Rovigo.

Egregio Presidente, ho appena fatta una denuncia-esposto alla Procura di Rovigo, ed all’Ordine dei Giornalisti del Veneto, per violazione dell’articolo numero 1 del Testo Unico dei doveri del giornalista e per discriminazione politica a mezzo stampa, che la vedono coimputata – come Editore, del direttore Papetti de “Il gazzettino” e dei responsabili della cronaca di Rovigo Gigli-Bertoncin. Mi permetta di farle notare che lo slogan “Caltagirone Editore SPA l’informazione che vale”, ne viene fortemente sminuito.
La invito pertanto a verificare la professionalità del suo Direttore e dei responsabili del supplemento di Rovigo in quanto, secondo me, la flessione delle vendite del giornale, non è dovuta semplicemente all’avanzare dei giornali online ed alla crisi economica, ma riguarda soprattutto la scarsa professionalità dei suoi dipendenti che ignorano e non sanno far rispettare addirittura l’articolo Numero Uno del codice deontologico. Nel qual caso, per risollevare le vendite, e garantire anche un servizio di serietà professionale e «la fiducia tra la stampa e i lettori», prevista sempre all’articolo 1, basterebbe mandarli a casa e sostituirli con personale più competente. Resto a disposizione per mandarLe materiale più dettagliato sulla vicenda, che non è la prima.
Rovigo, 11 marzo 2017,
in fede, Roberto Costa giornalista

caltagirone-editore

Peggiora ancora la libertà di stampa in Italia
Nella classifica di Reporters senza frontiere l’Italia perde altri quattro posti
25 aprile 2016
. Libertà di stampa 2016, Italia scende al 77esimo posto. Secondo la classifica di Reporters sans frontières le cause sono da ricondurre al “Livello di violenza allarmante e ingerenze del Vaticano”. L’Italia si classifica al 77° posto, fra Moldova 76° e Benin 78°, nella classifica di Reporters sans frontières (Rsf), che registra il termometro della libertà di stampa nel mondo. L’Italia perde quattro posizioni rispetto allo scorso anno e scende sotto paesi come il Botswana (che ci sorpassa nettamente al 42° posto) perché, secondo la relazione dell’agenzia francese, «tra i 30 e i 50 cronisti si trovano sotto protezione di polizia» e Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi «rischiano otto anni di carcere per libri che rivelano i malaffari della Santa Sede». La classifica – Italia 77° su 180. E davanti all’Italia ci sono paesi che difficilmente si possono definire campioni di democrazia. Ad esempio Tonga 37°, al 42° posto c’è il Burkina Faso, un paese dove negli ultimi mesi si sono succeduti colpi di stato, attacchi di al Qaida, al 58° posto c’è El Salvador, il paese con il più alto tasso annuale di omicidi al mondo. Al 76° posto è considerata poco più libera dell’Italia la Moldova, considerato uno dei paesi più corrotti d’Europa. In Europa l’Italia è seguita solo Cipro – 81°, Grecia – 89° e Bulgaria – 113°. Il primo fra i 180 Paesi censiti è la Finlandia, ultimo l’Eritrea.reporters-senza-frontiere-2016-italia
L’Italia sprofonda ancora nella classifica per la “Libertà di stampa” secondo l’ultimo rapporto annuale di Reporters sans frontières. E non c’entrano gli idraulici con le chiavi inglesi, c’entrano proprio i giornalisti del tubo.

Italia “parzialmente libera” per la libertà di stampa
Nella classifica Freedom House 2016 Italia ancora “parzialmente libera”
Su queste pagine si è talvolta scritto che i giornalisti italiani sono parzialmente liberi per la libertà di stampa, come le prostitute, parzialmente libere di scegliersi il cliente. Infatti, secondo l’ultimo rapporto di Freedom House, organizzazione non governativa statunitense che valuta il grado di libertà democratiche in 197 Paesi del Pianeta, anche per l’anno 2016 l’Italia è “parzialmente libera” per la libertà di stampa. A questa umiliante restrizione deontologica (monitorata anno dopo anno) va aggiunta una “vera libertà professionale”, quella di discriminazione a mezzo stampa, di mancata rettifica, di violazione delle norme fondamentali, perpetrata proprio dai tenutari dell’Ordine. l’Italia è classificata “parzialmente libera” al 77° posto della classifica mondiale (subito prima di Benin -78°, e Guinea-Bissau – 79°, ben dopo la Tanzania – 71°, ed il Senegal – 65°). La classifica viene stilata su 197 Paesi del pianeta e va da 0-10 (i più liberi) al massimo di 100 (i meno liberi). L’Italia è l’unico Paese dell’Unione Europea parzialmente libero, insieme alla Grecia, dove l’emittente pubblica è stata spenta: fra i Paesi dell’Europa occidentale solo l’Albania – 82° e la Grecia – 89° sono posizionati peggio. E si sta parlando di una delle garanzie di ogni Stato di diritto, sancita dall’articolo 21 della nostra Costituzione: la libertà di stampa.la-stampa-serve-non-serva

 bacchetta.

 La denuncia alla Procura della Repubblica 

Alla Procura della Repubblica di Rovigo,
all’Ordine dei Giornalisti del Veneto,
all’Ordine Nazionale dei Giornalisti

OGGETTO: violazione della “rettifica a norma di legge” confluita nell’art.1 Testo Unico dei Doveri del Giornalista del 27/1/2016 in vigore 3 febbraio 2016 alla dicitura «Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte» e «la fiducia tra la stampa e i lettori» e discriminazione politica a mezzo stampa, del Direttore de “Il gazzettino” Roberto Papetti, dei responsabili della cronaca di Rovigo Luca Gigli e Claudio Bertoncin e per corresponsabilità anche dell’editore Azzurra Caltagirone.

TESTO UNICO DEI DOVERI DEL GIORNALISTA
Articolo 1. Libertà d’informazione e di critica. L’attività del giornalista, attraverso qualunque strumento di comunicazione svolta, si ispira alla libertà di espressione sancita dalla Costituzione italiana ed è regolata dall’articolo 2 della legge n. 69 del 3 febbraio 1963: «È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori. Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori». La rettifica deve essere pubblicata entro due giorni dalla richiesta e deve avvenire con «le stesse caratteristiche grafiche e la stessa visibilità della notizia cui si riferisce».

LA RETTIFICA ANCHE PER OBBLIGO PROFESSIONALE
Il T. U. riprende la definizione del diritto di rettifica dalla legge 69 del 1963, che lo configura come un “diritto inviolabile” del cittadino in caso di notizie errate, inesatte o ingiustamente lesive della personalità altrui. Inoltre, la Carta estende il diritto di rettifica oltre il dettato della legge: quando il giornalista scopre che le notizie pubblicate sono errate o inesatte la rettifica è un suo obbligo anche in assenza di una richiesta dell’interessato.

L’ARTICOLO PUBBLICATO in data 8 marzo 2017  .                        Il trafiletto a pagina XVII sulla manifestazione culturale

RICHIESTA DI RETTIFICA – non concessa
Spedita per posta elettronica in data 9 marzo 2017 ai capo-cronisti de Il gazzettino di Rovigo Luca Gigli e Claudio Bertoncin, al Direttore Roberto Papetti, all’Ordine dei Giornalisti del Veneto.

Egregio Direttore Roberto Papetti,
egregi capo-cronisti Luca Gigli-Claudio Bertoncin,
a pag.XVII della cronaca locale – di Rovigo, de “Il gazzettino” è pubblicata la seguente notizia:
VILLAMARZANA  Granzette, storia del manicomio. (M.Sca.). La biblioteca comunale di Villamarzana, con il patrocinio del Comune e la collaborazione del Sistema bibliotecario provinciale, organizza venerdì alle 21 nella barchessa di villa Cagnoni Boniotti di Gognano, la serata “Cronache sociali dal manicomio di Granzette. 1906-1930-1997-2016”. Al termine saranno raccolte le adesioni per la visita guidata all’ex manicomio alla periferia di Rovigo.

RETTIFICA A NORMA DI LEGGE
Nel pur scarno trafiletto ci sono i nomi di tutti gli organizzatori e patrocinatori dell’iniziativa ma manca il nome, importante, dell’autore, del conferenziere, magari puntato come altresì l’autore del breve articolino. La notizia, che è di “pubblico interesse” (secondo il codice deontologico) perché tratta di un manicomio abbandonato  dal 1997, un’area di 220 mila metri quadri fra le più turistiche della provincia, ed anche perché viene presentato l’unico libro-dvd disponibile sul mercato sulla storia del manicomio, con aggiornamenti al 2016. Si chiede perciò, per completare correttamente una notizia monca, una rettifica a norma di legge, in cui sia inserito il nome dell’autore – Roberto Costa, anche nel “rispetto della fiducia con i lettori” e della corretta informazione, sempre previste dal codice deontologico. Roberto Costa.

L’AGGRAVANTE DELLA DISCRIMINAZIONE POLITICA
Il responsabile dell’iniziativa per la Biblioteca di Villamarzana afferma di avere mandato il comunicato-stampa, poi pubblicato, completo del nome dell’autore: “Cronache sociali del manicomio di Granzette: 1906-1930-1997-2016, di Roberto Costa”.
È evidente che in redazione di Rovigo i responsabili Luca Gigli e/o Claudio Bertoncin hanno levato il nome dell’autore in una palese discriminazione politica che, tra l’altro continua da anni, verso Roberto Costa.

ALL’ORDINE NAZIONALE DEI GIORNALISTI
Conflitto di interessi del Presidente
ed incapacità del Consiglio Disciplina del Veneto
All’ONG, pure destinatario di questa missiva, si chiede di delegare al Consiglio di Disciplina di un altro Ordine Regionale (tipo quello dell’Emilia Romagna) questa segnalazione esposto per evidente conflitto di interessi del Presidente dell’Ordine del Veneto Gianluca Amadori che lavora a Il gazzettino presieduto da Roberto Papetti ed è in busta paga dell’editore Caltagirone, e per incapacità professionale del Consiglio di Disciplina del Veneto a dirimere questioni così banali ed evidenti di violazione deontologica, già segnalate in precedenza: come quella sempre per violazione della “rettifica a norma di legge” che riguarda il Resto del Carlino di Rovigo.

ESTREMI DI REATO
A seguito di quanto esposto si denunciano Roberto Papetti direttore de Il gazzettino, Luca Gigli e Claudio Bertoncin responsabili della cronaca di Rovigo e, in subordine, Azzurra Caltagirone presidente-editore de Il gazzettino SPA, per violazione dell’articolo N.1 del Testo Unico dei Doveri del Giornalista e per discriminazione politica a mezzo stampa.
Rovigo, 11 marzo 2017, ore 22,
in fede, Roberto Costa,
iscritto all’albo dei giornalisti dal 1992

procura repubblica presso tribunale di rovigo

bacchetta.

 

 

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