Consiglio disciplina ODG o Tribunale speciale?

gennaio 19, 2017

Consiglio di disciplina Ordine Giornalisti del Veneto o Tribunale speciale a difesa della “casta” e contro ogni moralizzazione della categoria? Della serie: corso di formazione professionale, 4 crediti telematici deontologia. 

OGGETTO: ricusazione di procedimento disciplinare, per conflitto di interessi del Consiglio di Disciplina, per insufficienza nel merito, per  incompetenza del responsabile del procedimento.

DA ACCUSATORE AD IMPUTATO
«Faccio una segnalazione-esposto per violazione della “Carta di Roma” ed incitamento all’odio razziale di un articolo pubblicato su Il Resto del Carlino di Rovigo, all’Ordine dei Giornalisti del Veneto e mi trovo sottoposto a procedimento disciplinare per una fotografia satirica?».
caterina-zanirato-satiraA sinistra la fotografia taroccata, sottoposta a procedimento disciplinare, a destra quella originale. enzo-bon-mp-giornalisti-venetoIl Consigliere disciplinatore Enzo Bon col caratteristico copricapo da Military Police dell’Ordine dei Giornalisti? Da MinculPop professionale? Da Porca Miseria, sezione “acqua alta” del Consiglio di Disciplina della Giudecca?

Peggiora ancora la libertà di stampa in Italia
Nella classifica di Reporters senza frontiere l’Italia perde altri quattro posti
25 aprile 2016
. Libertà di stampa 2016, Italia scende al 77esimo posto. Secondo la classifica di Reporters sans frontières le cause sono da ricondurre al “Livello di violenza allarmante e ingerenze del Vaticano”. L’Italia si classifica al 77° posto, fra Moldova 76° e Benin 78°, nella classifica di Reporters sans frontières (Rsf), che registra il termometro della libertà di stampa nel mondo. L’Italia perde quattro posizioni rispetto allo scorso anno e scende sotto paesi come il Botswana (che ci sorpassa nettamente al 42° posto) perché, secondo la relazione dell’agenzia francese, «tra i 30 e i 50 cronisti si trovano sotto protezione di polizia» e Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi «rischiano otto anni di carcere per libri che rivelano i malaffari della Santa Sede». La classifica – Italia 77° su 180. E davanti all’Italia ci sono paesi che difficilmente si possono definire campioni di democrazia. Ad esempio Tonga 37°, al 42° posto c’è il Burkina Faso, un paese dove negli ultimi mesi si sono succeduti colpi di stato, attacchi di al Qaida, al 58° posto c’è El Salvador, il paese con il più alto tasso annuale di omicidi al mondo. Al 76° posto è considerata poco più libera dell’Italia la Moldova, considerato uno dei paesi più corrotti d’Europa. In Europa l’Italia è seguita solo Cipro – 81°, Grecia – 89° e Bulgaria – 113°. Il primo fra i 180 Paesi censiti è la Finlandia, ultimo l’Eritrea.
reporters-senza-frontiere-2016-italia
L’Italia sprofonda ancora nella classifica per la “Libertà di stampa” secondo l’ultimo rapporto annuale di Reporters sans frontières. E non c’entrano gli idraulici con le chiavi inglesi, c’entrano proprio i giornalisti del tubo.

Italia “parzialmente libera” per la libertà di stampa
Nella classifica Freedom House 2016 Italia ancora “parzialmente libera”
Su queste pagine si è talvolta scritto che i giornalisti italiani sono parzialmente liberi per la libertà di stampa, come le prostitute, parzialmente libere di scegliersi il cliente. Secondo l’ultimo rapporto di Freedom House, organizzazione non governativa statunitense che valuta il grado di libertà democratiche in 197 Paesi del Pianeta, anche per l’anno 2016 l’Italia è “parzialmente libera” per la libertà di stampa, assieme ad altri Paesi come Perù o Sierra Leone, al 77° posto della classifica mondiale (subito prima di Benin -78°, e Guinea-Bissau – 79°, ben dopo la Tanzania – 71°, ed il Senegal – 65°). La classifica viene stilata su 197 Paesi del pianeta e va da 0-10 (i più liberi) al massimo di 100 (i meno liberi). L’Italia è l’unico Paese dell’Unione Europea parzialmente libero, insieme alla Grecia, dove l’emittente pubblica è stata spenta: fra i Paesi dell’Europa occidentale solo l’Albania – 82° e la Grecia – 89° sono posizionati peggio. E si sta parlando di una delle garanzie di ogni Stato di diritto, sancita dall’articolo 21 della nostra Costituzione: la libertà di stampa.
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 .

 Il ricorso del procedimento disciplinare 

RICUSAZIONE PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

AL CONSIGLIO DI DISCIPLINA NAZIONALE
AL CONSIGLIO DISCIPLINA VENETO
AL PROCURATORE GENERALE DELLA REPUBBLICA DI VENEZIA
AL MINISTERO GIUSTIZIA: Vigilanza Consigli regionali Ordine Giornalisti

OGGETTO: ricusazione del procedimento disciplinare nei confronti di Roberto Costa, per conflitto di interessi del Consiglio di Disciplina, per insufficienza nel merito, per  incompetenza del responsabile del procedimento.

1 – RICUSAZIONE PER CONFLITTO DI INTERESSI GERARCHICO
Ricuso la DELIBERA N. 140/2016 che mi convoca a Venezia in data giorno 20 febbraio 2017 per essere sottoposto a procedimento disciplinare in quanto, come già espresso in una lettera chiarificatoria in data 25 luglio 2016, c’è un evidente conflitto di interessi nel Collegio Territoriale n.3, che fa parte del Consiglio di Disciplina del Veneto presieduto dalla Presidente Fiorenza Coppari e dell’Ordine Giornalisti del Veneto Presieduto da Gianluca Amadori. Presidente Disciplina Coppari e Presidente Ordine Amadori che negli anni scorsi hanno dato mandato di denunciarmi all’autorità giudiziaria.
Nel caso del Presidente ricordo che alcune mie segnalazioni di violazione del codice deontologico (mi riferisco soprattutto alla violazione della “Carta di Roma”) mi sono state ricusate per incompetenza territoriale, come mi precisa una lettera del 17 aprile 2012, il Presidente Amadori: «vista la delibera n. 86/2012 del 7/2/2012 con la quale questo Consiglio ha dato mandato ad un legale di valutare la possibilità di questo Ordine e dei suoi componenti di procedere giudizialmente nei confronti del Sig. Roberto Costa per altre e diverse condotte dallo stesso tenute», perché si sentivano «denigrati da molte memorie e missive depositate a più riprese a codesto Consiglio» da Roberto Costa. Segnalazioni e denunce che ho fatto proprio per la passione di esercitare come giornalista sociale e per i diritti umani, essendo anche Direttore di Biancoenero, periodico polesano di immigrati e minoranze, registrato 1993.
Quindi una mia segnalazione del 13/03/2012, prot. 892/2012, per segnalarne una su tante, è stata ricusata con: «DELIBERA di prendere atto delle citate astensioni e del conseguente venir meno del numero legale per la validità delle sedute di cui all’art. 23 L.P. e di rimettere gli atti del presente procedimento al CNOG per la designazione dell’Ordine regionale competente alla valutazione dell’esposto del signor Costa». Quindi se le mie segnalazioni erano spostate all’Ordine dell’Emilia dal Presidente, chiedo che anche le mie imputazioni, di semplice iscritto, siano spostate all’Ordine dell’Emilia.
Nel caso della Presidente del Consiglio di disciplina, che è quella che designa le pratiche ad un Collegio determinato, faccio presente che in data 17 maggio 2016 ho ricevuto una missiva avvocatizia dove mi si comunica  che a nome della Dott.ssa Coppari, Presidente del Consiglio Territoriale di Disciplina presso l’Ordine dei Giornalisti del Veneto, si intende denunciarmi presso l’Autorità Giudiziaria per un articolo, “Farsa deontologica giornalistica a Rovigo”, ritenuto diffamatorio e pubblicato su  Redazione Biancoenero [in effetti sempre uno dei tre – Ndr] in data 24 settembre 2014.

2 – RICUSAZIONE PER PERTINENZA MEDESIMA
Il Consiglio di Disciplina mi processa per delle critiche al Consiglio di Disciplina medesimo?
Ho evidenziato in giallo, alla DELIBERA sottostante, due punti, 1- «una serie di ulteriori accuse verso altri colleghi e verso componenti dell’Ordine e del Consiglio di disciplina territoriale», 2 – «tra cui i documenti prodotti dall’esponente», estrapolati dalla mia lettera di chiarimenti: il Consiglio di disciplina estrapola delle mie critiche per aggiungerle al procedimento disciplinare? Io credo che sia paradossale ed in conflitto di interessi che un Consiglio di Disciplina mi voglia disciplinare per delle critiche rivolte allo stesso.

3 – RICUSAZIONE PER ERRATA RESPONSABILITÀ
Entro nel merito – en passant, che vorrei esporre in modo più dettagliato e pertinente al Consiglio di Disciplina delegato, probabilmente dell’Emilia Romagna.
A – Faccio una denuncia per discriminazione razziale verso i Rom/Sinti (per violazione della “Carta di Roma”) di una giornalista di Rovigo e mi ritrovo imputato per una fotografia satirica che illustra un articolo-inchiesta dove è riportata la segnalazione «… con un programma di fotoritocco per ridicolizzarla»? Ma guardi, signor Consiglio di Disciplina Territoriale (Collegio 3), e Consigliere (poco) Bon (ton) che in Italia esiste il diritto di comica e di satira che si premette proprio di ridicolizzare le persone mirate! Guardi signor Consigliere Bon che ci sono stati dei “satiri” assassinati per le loro vignette! Prima che giornalista io sono italiano e la Costituzione prevede il diritto di critica ed anche di parodia e di satira e se l’Ordine dei Giornalisti  non lo permette, allora è anti-costituzionale, secondo il mio diritto di critica e di espressione. O sto violando il codice di “comunanza” di appartenenza all’Ordine?
B – Come già scritto alla richiesta di chiarimenti,  – ma il Bon non lo percepisce, io sono Direttore responsabile del periodico cartaceo Biancoenero, periodico polesano di immigrati e minoranze registrato Trib. Rovigo anno  1993 (per questo, una volta approvata, ho fatta tante segnalazioni sulla violazione della “Carta di Roma”). L’articolo incriminato è pubblicato su uno dei tre blog a titolo diversificato “Redazione Bianco-e-nero”, il quale  nel frattempo ha anche cambiato nome – “Rovigo Fuori orario-Fuori bandiera”, ed è il responsabile del sito che va eventualmente incriminato.
B1 – Ricordo che agli inizi del secolo ho chiesto una rettifica a norma di legge per una notizia falsa e discriminatoria pubblicata su “Il gazzettino” di Rovigo, su Rovigo Opera Nomadi e mi rispose l’allora Consiglio di disciplina che il Direttore del Gazzettino online (alla segnalazione avevo allegato un file dal sito internet) aveva un altro direttore dal Gazzettino cartaceo. Poi ho allegato l’articolo cartaceo e della rettifica ad una notizia falsa e diffamatoria vero un gruppo di attivisti volontari non si è saputo più nulla. Il Consigliere disciplinare Bon è il successore di quel Consiglio evasore di segnalazioni deontologiche?

L’ARTICOLO INCRIMINATO
L’articolo incriminato, “Il Resto del Carlino e l’ossessione zingara”, pubblicato in origine su Redazione Bianco-e-nero (uno dei tre blog con titolo simile), poi diventato “Rovigo Fuori orario-Fuori bandiera, riporta in epilogo una mia segnalazione contro la giornalista Caterina Zanirato, il suo capo-redattore Carlo Cavriani ed il Direttore responsabile Andrea Cangini, inviata il 24 febbraio 2015 ripresa da un altro sito, il primo e originale Redazione Biancoenero – periodico polesano di immigrati e minoranze – 1993. E a latere di questa segnalazione-denuncia l’articolista de-scrive una vera e propria “ossessione zingara” del quotidiano di Rovigo, con una parte satirica sulla giornalista ed il capo-cornista responsabile, con un’ampia panoramica iconografica degli zingari nella storia della pittura, riportando anche un monitoraggio di Freedom House sullo “sprofondo” giornalistico italiano – per incitare ad una maggiore correttezza professionale verso questa minoranza etnica perseguitata (e sterminata) da secoli. Riporto la premessa e la finale di questa denuncia:
Alla Procura della Repubblica di Rovigo, all’Ordine dei Giornalisti del Veneto, e per competenza a: UNAR, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Federazione Nazionale Stampa Italiana.
OGGETTO: invenzione allucinatoria di reato ascritto ad una “zingarella” “di etnia rom”, diffusione di sentimenti di ostilità e criminalizzazione nei riguardi di etnia rom a mezzo stampa, violazione Carta di Roma – con declinazione sui Rom, mancanza di verifica di notizia.
ESTREMI DI REATO: A seguito di quanto esposto si denunciano l’articolista del Resto del Carlino c.z. (Caterina Zanirato), il capo-cronista di Rovigo Carlo Cavriani ed il direttore responsabile Andrea Cangini, per violazione del codice deontologico (mancata verifica di notizia e violazione “Carta di Roma”) ed incitamento all’odio razziale (verso le popolazioni Rom/Sinte) mediante invenzione di notizia.

LA FOTOGRAFIA INCRIMINATA
«… e pubblicando una foto dell’esponente modificata con un programma di fotoritocco per ridicolizzarla». Ho già risposto in fase di chiarimenti che mi sarei adoperato presso il responsabile del blog per far togliere delle frasi ritenute offensive (che sono state levate) ma che, per la fotografia, bastava una semplice richiesta della giornalista al blog. La fotografia incriminata è la numero uno che è stata ritoccata dalla numero due originale,  e non ne è molto diversa, accentua il tono da giornalista-starlet con cui si presenta la medesima. È un semplice esercizio parodistico, neanche satira.
trittico-caterina-zanirato
1 – La foto incriminata non è molto diversa dalla foto da starlet n.2 (la Zanirato in Provincia alla presentazione di un libro sullo sport) ed è caratteristica di una giornalista starlet, vedi posa n.3 con assessore del Comune alle terga. Sotto dal profilo Facebook.
caterina-zanirato-profilo-facebook

4 – RICUSAZIONE nel merito della mancata contestualizzazione
Non si può estrapolare e denunciare un giornalista per una fotografia ironica estrapolata da un contesto di precisa denuncia per discriminazione a mezzo stampa, da un articolo-inchiesta, anche iconografico sui Rom/Sinti,  in cui si stimola e si invoca il rispetto per una minoranza etnica perseguita da secoli, in cui si incoraggia anche il rispetto professionale dei giornalisti. Occorre leggere anche il contesto!

5 – RICUSAZIONE PER INCOMPETENZA
Il Consigliere Enzo Bon è quello che ha disciplinato il mio esposto, per violazione della Carta di Roma e incitamento all’odio razziale,  archiviandolo «non sussistendo alcun elemento di fatto». In particolare le frasi incriminate erano «zingarella» e «ladra di bell’aspetto di etnia rom».
A proposito di “zingarella”, secondo il Consigliere disciplinare: «rilevato che nella Carta di Roma del 2008 (ossia il Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti), come anche nell’allegato Glossario, non vi sono riferimenti specifici alla terminologia censurata dall’esponente, ma unicamente un necessario invito all’uso di definizioni corrette, principio base del giornalismo (il rispetto della verità sostanziale dei fatti) sul quale anche la Carta di Roma si fonda;». Ma il Consigliere dimentica la declina-zione sui Rom del 2011 della stessa Carta di Roma, e le linee guida per l’applicazione della Carta di Roma realizzato da Unar – Ufficio Nazionale Anti-discriminazioni Razziali, versione novembre 2015.
Una nota recente indirizzata dal Consiglio d’Europa (che proprio non ha una Carta di Roma) all’Italia, del 28 luglio 2016 esorta: «basta chiamarli ‘nomadi’, i rom vanno tutelati dalle discriminazioni». Qui si intende che il termine “nomadi” è discriminatorio. E la discriminazione induce all’odio. Ma per il Consigliere Bon, della Comunità giornalistica di Venezia, “zingari”, che è più offensivo e discriminatorio di nomadi, non è diffamatorio: «tenuto conto che l’utilizzo del termine “zingari”, essendo percepito perlopiù come offensivo dalle comunità Rom e Sinti, è sconsigliabile ma non può certo considerarsi totalmente errato…».
Al punto due la giornalista Zanirato che nell’articolo scrive “ladra di bell’aspetto di etnia Rom” senza specificare perché, quasi a intendere che le ladre di bell’aspetto sono genericamente Rom, risponde, a richiesta di chiarimenti del Consigliere Bon, che ha scritto così perché glielo ha detto la Questura, «quindi da fonte certa e qualificata» spiega l’arguto  Consigliere Bon. Il Consigliere Bon si è dimenticato le “veline” della Questura ed il Minculpop (fonti certe e qualificate) del periodo nazi-fascista?
Neanche un richiamo verbale alla giornalista che pubblica senza verifica le “veline” della Questura

… E SE LE LEGGI VIGENTI
E se le leggi vigenti dell’Ordine non prevedono un ricorso per conflitto di interessi allora vanno modificate o bypassate secondo coscienza: esiste anche l’obiezione di coscienza civile. Se il Presidente rimetteva le mie segnalazione ad un altro Ordine Regionale, anche la mia imputazione venga rivolta altrove.

Granzette 19 gennaio 2017
Roberto Costa, iscritto all’albo dal 1992,
direttore di Biancoenero, periodico polesano di immigrati e minoranze – 1993

.                                DELIBERA N. 140/2016
L’intestato Collegio 3del Consiglio di Disciplina Territoriale del Veneto, riunitosi in data 19/9/2016 nella propria sede in Venezia, San Polo 2162, ritualmente costituito ai sensi del DPR.7/8/2012, n.137 e del Regolamento sulle funzioni disciplinari adottato dal Cnog il 21 gennaio 2014 (DM 21/2/2014);
vista la segnalazione…
vista la missiva …
preso atto di quanto dichiarato dal giornalista nella sua missiva prot. 516/2016 del 1/8/2016, nella quale non si evincono elementi che possono, in qualche modo, giustificare il comportamento dell’attinto rispetto alla segnalazione dell’esponente ma, al contrario, una serie di ulteriori accuse verso altri colleghi 
 e verso componenti dell”Ordine e del Consiglio di disciplina territoriale
considerato
che, dall’esame della documentazione agli atti,  tra cui i documenti prodotti dall’esponente, emergono elementi sufficienti per l’apertura di un procedimento disciplinare;
ritenuta conclusa la fase delle “sommarie informazioni” di cui all’art. 56 Legge 69/1963;
richiamati gli artt. 2 e 48 della legge professionale (L. 69/1963) in relazione ai principi di cui alla Carta dei Doveri del Giornalista (Roma, 8-7-1993) oggi trasfusi nel Testo Unico di Deontologia (Roma, 27 gennaio 2016);
sentita la relazione del consigliere Bon, responsabile del presente procedimento;
richiamati l’art.8 del DPR.137/2012 nonché gli articoli 48, 49 e 56 della Legge 3.2.1963 n.69 che fanno obbligo di sottoporre a procedimento disciplinare gli iscritti all’Albo che si possano essere resi colpevoli di “fatti non conformi al decoro e alla dignità professionali o di fatti che compromettano la propria reputazione o la dignità dell’Ordine”;
DELIBERA
l’apertura del procedimento disciplinare a carico del giornalista ROBERTO COSTA con la contestazione del seguente addebito: “L’aver scritto e/o comunque pubblicato in data 8/1/2015 sul Blog – Testata online “Bianco e Nero”, di cui è curatore e direttore responsabile, al link https://biancoenerored.wordpress.com/2015/01/08/il-resto-del-carlino-e-lossessione-zingara-2 l’articolo dal titolo “Il Resto del Carlino e l’ossessione zingara”, nel quale ha offeso la dignità della collega Caterina Zanirato – oltre a molti altri colleghi – facendo insinuazioni sulla sua persona e pubblicando una foto dell’esponente modificata  con un programma di fotoritocco per ridicolizzarla. Comportamenti, questi, in violazione degli artt. 2 e 48 della legge professionale (L. 69/1963) in relazione ai principi di cui al Testo unico dei doveri del giornalista del 27/1/2016 (art.1 tutela della personalità altrui, doveri di lealtà e buona fede, di collaborazione tra colleghi; art.2 dovere di rispettare i diritti fondamentali delle persone e osservare le norme di legge poste a loro salvaguardia).” Pertanto, ai sensi e per gli effetti dell’art. 56 della legge 3 febbraio 1963 n. 69,
                                              INVITA
il giornalista ROBERTO COSTA a comparire avanti a questo Consiglio di Disciplina Territoriale, Collegio 3, il giorno 20 febbraio 2017 alle ore 11.00 nella sede presso l’Ordine dei Giornalisti del Veneto, S. Polo, 2162 – Venezia, per essere sentito riguardo le suddette contestazioni.
.                                                * * * *
Si avvisa che il giornalista potrà farsi assistere da un legale di fiducia ed ha la facoltà di presentare, entro la data di comparizione, documenti e memorie difensive.
Potrà, altresì, nel caso non voglia partecipare personalmente, farsi rappresentare da un avvocato munito di procura.
Si informa che, a norma degli articoli 4, 7, 9 e 10 della legge 241/90:
• il responsabile del procedimento è il consigliere Bon;
• presso gli uffici della segreteria dell’Ordine sono disponibili gli atti del procedimento e la giornalista può prenderne visione ed estrarne copia secondo le modalità previste dalla medesima Legge.
Venezia, 19 settembre 2016

N.B.1 – LA COMUNANZA VALE ANCHE PER I PRESIDENTI COPPARI E AMADORI?
Al Consiglio di Disciplina, in sub-Ordine, ri-chiedo se la regola della “comunanza” tra colleghi che avrei violato [Testo unico dei doveri del giornalista del 27/1/2016 (art.1 tutela della personalità altrui, doveri di lealtà e buona fede, di collaborazione tra colleghi], vale anche per la Presidente del Consiglio di Disciplina Fiorenza Coppari e per il Presidente dell’Ordine Giornalisti del Veneto Gianluca Amadori che hanno dato mandato di denunciarmi all’Autorità Giudiziaria? Creando con questi comportamenti un vero e proprio clima di intolleranza nei miei confronti? Nei confronti di un giornalista sociale  indipendente e non legato alle corporazioni economiche?
Ricordo che la Presidente del Consiglio di Disciplina dell’ODG del Veneto a Rovigo (settembre 2014) in un corso di deontologia dichiarò che «l’Ordine era una casta quando sono entrata anni fa». Quindi è entrata nella “casta”? Per dare un altro esempio del comportamento del Presidente Amadori, rispetto alle mie segnalazioni all’Ordine:   Colui aveva bellamente dichiarato che «Costa si lamenta che non gli pubblicano i comunicati e quando glieli pubblicano pretende anche che siano firmati». Il caso riguardava proprio una delle solite violazioni del capo-cronista del Carlino di Rovigo che aveva pubblicato una mia intervista con fotografia (non un comunicato stampa!) all’avvocato degli Immigrati della Cgil ed alla mia risposta che il pezzo venisse almeno firmato non aveva dato più riscontro (così come il Consiglio di Disciplina, per la verità!). Come se il Presidente Amadori scrivesse articoli senza firma e a gratis per la Caltagirone S.P.A.?
N.B.2 – LA COMUNANZA VALE ANCHE NEI CONFRONTI DI ROBERTO COSTA?
Visto che è da anni che faccio segnalazioni per violazione della Carta di Roma (ma qualche giornalista legge gli articoli sugli immigrati ed i profughi e sui Rom, e l’incitamento all’odio, a mezzo stampa, nei loro confronti?) dei giornalisti dei tre quotidiani di Rovigo, ma anche di censura totale su ogni iniziativa che faccio con associazioni di volontariato sia sugli immigrati che sul manicomio. Nessuna notizia sui tre quotidiani di Rovigo delle diverse pubbli-cazioni [le uniche sulla tematica – Ndr] e manifestazioni culturali sul manicomio di Granzette degli ultimi quattro anni:  manicomio che ha operato dal 1930 al 1997 con una capienza di 700 malati e 225 infermieri. Censura totale che si configura come una vera e propria discriminazione politica a mezzo stampa e pluriennale nei miei confronti.
N.B.3 – LA DISCRIMINAZIONE VERSO ROBERTO COSTA SUGLI IMMIGRATI
Un altro esempio di discriminazione politica a mezzo stampa, sono le 20 manifestazioni settimanali e consecutive per la Pace ed i Diritti dei Migranti” che si sono svolte nel periodo aprile-agosto 2011 nella piazza centrale della città, organizzate dall’associazione Biancoenero, per i diritti umani e la giustizia sociale. 20 manifestazioni pubbliche tenute sabato dopo sabato (con comunicati stampa prima e dopo con fotografie), con partecipazione di diversi cittadini. 20 sabato “Della pace e dei diritti umani”, contro la guerra di Libia e per il diritto dei Migranti, tenute nel salotto della città, visibili a tutti i cittadini, per ben 20 sabato di fila, fuorché alla penna dei giornalisti di Rovigo de Il Gazzettino, Il Resto del Carlino, La Voce, che pareva di essere tornati al Minculpop! Neanche una riga sui tre quotidiani locali dopo ben 20 manifestazioni settimanali nel salotto della città!!!

ALLEGATI
Delibera apertura procedimento disciplinare 13-2016 Roberto Costa.

bacchetta.

 

 

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