Capi-cronisti di Rovigo, di stampo-stampa mafiosa?

dicembre 31, 2016

I capi-cronisti di tutti e tre i quotidiani di Rovigo (Il Resto del Carlino, La Voce, Il Gazzettino), Carlo Cavriani, Roberto Rizzo, Luca Gigli-Claudio Bertoncin, sono segnalati alla Procura della Repubblica per discriminazione politica a mezzo stampa in possibile consociazione di stampo mafioso.  

CUPA COLTRE DI NEBBIA A ROVIGO METEREOPATICA
Rovigo, 31 dicembre 2016. C’è una coltre di nebbia, anzi una “cupola” che in modo metereopatico si estende e si espande sulla libertà e sul diritto di in-formazione, sulla deontologia professionale dei giornalisti. Da anni non si vede un titolo o una notizia sul manicomio di Granzette “agitato” da Biancoenero, la visibilità è ridotta ed offuscata, si riduce alla pagina di un diario, ad un muro screpolato, ad una pietra, su cui si può ancora scrivere col gessetto che il manicomio “vive”, anche se non lo leggerà nessuno, anche se l’Art.21 della Costituzione garantisce il diritto-dovere di in-formazione e non solo quello di espressione.
manicomio-della-nebbia
Il manicomio sotto una coltre-cupola di nebbia calata dalla stampa quotidiana locale

Se, per sbaglio, scappa una notizia…
Se per sbaglio, su uno dei tre quotidiani, venisse data una notizia sul Manicomio di Granzette, ecco che scompare il nome della “guida” e dell’associazione che ha promosso la “visita guidata”, come pubblicare il titolo di un film senza il nome dell’attore protagonista e del regista.  carlino rovigo manicomio 16 giugno 2016

> Carlo Cavriani il contadino del Carlino 

Peggiora ancora la libertà di stampa in Italia Nella classifica di Reporters senza frontiere l’Italia perde altri quattro posti 25 aprile 2016. Libertà di stampa 2016, Italia scende al 77esimo posto. Secondo la classifica di Reporters sans frontières le cause sono da ricondurre al “Livello di violenza allarmante e ingerenze del Vaticano”. L’Italia si classifica al 77° posto, fra Moldova 76° e Benin 78°, nella classifica di Reporters sans frontières (Rsf), che registra il termometro della libertà di stampa nel mondo. L’Italia perde quattro posizioni rispetto allo scorso anno e scende sotto paesi come il Botswana (che ci sorpassa nettamente al 42° posto) perché, secondo la relazione dell’agenzia francese, «tra i 30 e i 50 cronisti si trovano sotto protezione di polizia» e Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi «rischiano otto anni di carcere per libri che rivelano i malaffari della Santa Sede». La classifica – Italia 77° su 180. E davanti all’Italia ci sono paesi che difficilmente si possono definire campioni di democrazia. Ad esempio Tonga 37°, al 42° posto c’è il Burkina Faso, un paese dove negli ultimi mesi si sono succeduti colpi di stato, attacchi di al Qaida, al 58° posto c’è El Salvador, il paese con il più alto tasso annuale di omicidi al mondo. Al 76° posto è considerata poco più libera dell’Italia la Moldova, considerato uno dei paesi più corrotti d’Europa. In Europa l’Italia è seguita solo Cipro – 81°, Grecia – 89° e Bulgaria – 113°. Il primo fra i 180 Paesi censiti è la Finlandia, ultimo l’Eritrea. reporters-senza-frontiere-2016-italiaL’Italia sprofonda ancora nella classifica per la “Libertà di stampa” secondo l’ultimo rapporto annuale di Reporters sans frontières. E non c’entrano gli idraulici con le chiavi inglesi, c’entrano proprio i giornalisti del tubo.

Italia “parzialmente libera” per la libertà di stampa
Nella classifica Freedom House 2016 Italia ancora “parzialmente libera”
Su queste pagine si è talvolta scritto che i giornalisti italiani sono parzialmente liberi per la libertà di stampa, come le prostitute, parzialmente libere di scegliersi il cliente. A questa evidente considerazione filologica va aggiunta una “vera libertà professionale”, quella di discriminazione a mezzo stampa, di mancata rettifica, di violazione delle norme fondamentali… Secondo l’ultimo rapporto di Freedom House, organizzazione non governativa statunitense che valuta il grado di libertà democratiche in 197 Paesi del Pianeta, anche per l’anno 2016 l’Italia è “parzialmente libera” per la libertà di stampa, assieme ad altri Paesi come Perù o Sierra Leone, al 77° posto della classifica mondiale (subito prima di Benin -78°, e Guinea-Bissau – 79°, ben dopo la Tanzania – 71°, ed il Senegal – 65°). La classifica viene stilata su 197 Paesi del pianeta e va da 0-10 (i più liberi) al massimo di 100 (i meno liberi). L’Italia è l’unico Paese dell’Unione Europea parzialmente libero, insieme alla Grecia, dove l’emittente pubblica è stata spenta: fra i Paesi dell’Europa occidentale solo l’Albania – 82° e la Grecia – 89° sono posizionati peggio. E si sta parlando di una delle garanzie di ogni Stato di diritto, sancita dall’articolo 21 della nostra Costituzione: la libertà di stampa.la-stampa-serve-non-serva

 bacchetta.

 La denuncia alla Procura della Repubblica 

Alla Procura della Repubblica di Rovigo,
all’Ordine Nazionale dei Giornalisti,
all’Ordine dei Giornalisti del Veneto
,

OGGETTO: denuncia per discriminazione politica a mezzo stampa, in consociazionismo di stampo mafioso, violazione art.21 diritto-dovere di in-formazione, violazione della comunanza e collaborazione tra colleghi – violazione del rispetto dei lettori, dei capicronisti dei quotidiani di Rovigo (Carlo Cavriani – Carlino, Luca Gigli e Claudio Bertoncin – Gazzettino, Roberto Rizzo – La voce.

RIASSUNTO DI DIRITTO DI NOTIZIA – IL MANICOMIO DI ROVIGO
Quando una notizia fa notizia ma viene censurata
Il Manicomio di Rovigo si è intessuto nella comunità polesana operando dal 1930 al 1997 con una capienza di 700 pazienti e 225 infermieri. Dal 1997 giace chiuso, abbandonato e vandalizzato: si tratta di un complesso di oltre 20 edifici distribuito su una superficie di 220 mila metri quadrati, un piccolo paese abbandonato alla periferia della città. Le uniche associazioni che da anni organizzano manifestazioni culturali e teatrali, conferenze-stampa e pubblicazioni di libri, sull’area manicomiale sono Biancoenero (associazione a tutela di immigrati e minoranze) ed il recente Centro documentazione Manicomio Provinciale di cui fa parte, ed è promotore Roberto Costa. Manifestazioni culturali come le “visite guidate” all’area manicomiale (con permesso dell’Ulss 18 proprietaria) organizzate da 4 anni a questa parte (numero 14) per far conoscere l’area ai cittadini per una possibile ridestinazione, o la petizione per “liberare” il Manicomio e valorizzarlo anche come area turistico-paesaggistica; manifestazioni teatrali come “L’urlo di Ginsberg al manicomio di Rovigo” o “Chi fora-fora chi sotto sotto: poeti da manicomio”, organizzate proprio nello spiazzo davanti al cancello sbarrato – dietro al quale recitava l’attore, o ancora “Manicomio di mezza estate”, manifestazione teatrale organizzata al Csv di Rovigo; conferenze-stampa come quella organizzata, sempre davanti al cancello in periodo elettorale del Comune, dal titolo “Manicomio all’eternit di Rovigo” o quelle per presentare le diverse pubblicazioni ed il calendario; pubblicazioni come “Cronache sociali dal manicomio di Granzette 1906-1930-1997-2015” (che è anche l’unica disponibile sulla tematica), sviluppata su 680 pagine formato A4, “Un pittore nel manicomio di Rovigo”, “Carte da s-legare dal primo manicomio di Rovigo. Ecco, nessuna di queste varie manifestazioni che vanno a de-scrivere il Manicomio di Rovigo, è mai stata pubblicata sui tre quotidiani di Rovigo, salvo qualche “refuso” di stampa, tra l’altro neanche poi rettificato a norma di legge. Nonostante ogni ed ogni volta si sia dato comunicato stampa, prima e dopo, delle varie manifestazioni a tutti e tre i quotidiani locali.
Ed è una notizia la pubblicazione dell’unico libro-storico disponibile sul Manicomio locale, è una notizia che centinaia di rodigini (ma anche da altre parti d’Italia) abbiano “visitato” e continuino a visitare il Manicomio con Biancoenero, è una notizia che un attore reciti e drammatizzi a memoria “L’urlo” di Ginsberg dietro al cancello con decine e decine di spettatori dall’altra parte, è una notizia il “Manicomio all’eternit”: tutti i tetti degli edifici (16.000 metri quadri) di eternit, abbandonati dal 1997 e senza alcuna perizia tecnica ambientale, è una notizia che, all’ultimo “ottobre” rodigino (quello della fiera cittadina) si sia presentato con teatralizzazione il libro sul manicomio alla prestigiosa Pescheria Nuova e con patrocinio del Comune (tutte le altre manifestazioni lì svolte sono state naturalmente ampiamente recensite sui quotidiani locali.

DANNO ECONOMICO E SOCIALE
È evidente il danno economico e culturale che i tre quotidiani locali arrecano alle associazioni promotrici, (le pubblicazioni e le le manifestazioni teatrali e culturali sono autoprodotte), è evidente il danno alla ricerca storica e raccolta di documenti su pazienti e infermieri sul territorio quando nessun giornale dà notizia che è nato un Centro documentazione manicomiale a questo scopo, è evidente – altresì e non da ultimo, il danno alla comunità, ai lettori rodigini che sono impediti dall’avere notizie sulla tematica manicomiale: la storia, il Centro Documentazione, la ridestinazione pubblica.

DISCRIMINARE ROBERTO COSTA sul manicomio
La vicenda di censura totale e discriminatoria verso queste attività manicomiali, che dura ormai da anni ed anni, va riassunta nella figura del giornalista Roberto Costa, promotore e attivo nelle associazioni indicate. Come direttore di Biancoenero – periodico polesano di immigrati e minoranze, egli, negli ultimi anni ha fatto numerose segnalazioni all’Ordine dei Giornalisti del Veneto ed alla Procura di Rovigo, per violazione della “Carta di Roma”, protocollo deontologico nato proprio per tutelare immigrati, richiedenti asilo e rom a livello di in-formazione, e negli ultimi anni si è assistito ad un vero e proprio incitamento all’odio razziale, anche a mezzo stampa su questa tematica, tanto che è nata anche l’associazione “Carta di Roma” promossa da Ordine e Federazione Giornalisti. La stessa “Carta di Roma” (nata nel 2011) è stata inglobata nel 2016 nel “Testo unico dei doveri del giornalisti”. Per ritorsione verso queste segnalazioni, i capo-cronisti locali, si sono organizzati e consociati, per discriminare completamente ogni notizia che riguardi, anche di riflesso, Roberto Costa.

DISCRIMINARE ROBERTO COSTA sugli immigrati
Un altro esempio di discriminazione politica sono le 20 manifestazioni settimanali e consecutive per la Pace ed i Diritti dei Migranti” che si sono svolte nel periodo aprile-agosto 2011 nella piazza centrale della città, organizzate dall’associazione Biancoenero, per i diritti umani e la giustizia sociale. 20 manifestazioni pubbliche tenute sabato dopo sabato (con comunicati stampa prima e dopo con fotografie), con partecipazione di diversi cittadini. 20 sabato “Della pace e dei diritti umani”, contro la guerra di Libia e per il diritto dei Migranti, tenute nel salotto della città, visibili a tutti i cittadini, per ben 20 sabato di fila, fuorché alla penna dei giornalisti di Rovigo de Il Gazzettino, Il Resto del Carlino, La Voce, che pareva di essere tornati al Minculpop! Neanche una riga sui tre quotidiani locali dopo ben 20 manifestazioni nel salotto della città.

LA DENUNCIA IN OGGETTO:
VISITA GUIDATA NATALIZIA E CALENDARIO DEL MANICOMIO
Dopo questa inevitabile premessa, si passa alla denuncia in oggetto che riguarda la completa discriminazione politica , a mezzo censura di stampa, di un vero e proprio avvenimento culturale di portata nazionale: venerdì 16 dicembre “visita guidata” al Manicomio dismesso e presentazione del calendario 2017 (primo e unico) sul Manicomio di Granzette. I comunicati-stampa sono stati spediti per posta elettronica a tutti e tre i quotidiani cartacei di Rovigo.

 COMUNICATO STAMPA 1: 27 novembre 2016 
OGGETTO: IL CALENDARIO DEL MANICOMIO DI GRANZETTE
Il calendario del manicomio di Granzette
Con la strenna di Natale è in arrivo il calendario del Manicomio di Rovigo, per un anno – una fotografia al mese, di memoria e di attualità. Il primo e unico calendario nella storia del Manicomio, per dare voce e visione di un’area ed ad una storia ancora oscurate: il manicomio come paesaggio dell’anima. Per la presentazione ufficiale si è chiesta una “visita guidata” natalizia all’ex Manicomio provinciale in data venerdì 16 dicembre. Un’occasione per fare luce su una zona oscurata di memoria sociale e su un’area, abbandonata dal 1997, che va riconsegnata alla collettività anche con la creazione di un Museo della memoria manicomiale.

12 CALENDE MANICOMIALI da parete
14 pagine, una di pre-fazione e una di post-fazione, 24×33 cm. con spirale metallica gira-pagine. Su prenotazione: red.biancoenero@teletu.it

IL MANICOMIO PROVINCIALE DI ROVIGO 1930-1997
L’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Rovigo viene progettato nel 1906 per un costo di un milione di lire, ma i lavori vengono sospesi nel 1910, con la maggior parte degli edifici edificati, per l’eccessiva levitazione dei costi. Durante la I guerra mondiale il Manicomio abbandonato viene requisito dapprima co-me sede di due batterie di artiglieria da campagna e quindi come ospedale da campo (n.204) per feriti leg-geri e convalescenti. Intanto due padiglioni vengono ceduti alla costituenda Stazione Sperimentale di Bieti-coltura e a quella di Pollicoltura. Il progetto del Manicomio viene ripreso dall’Amministrazione Provinciale nel 1925 e l’Ospedale apre il 20 marzo 1930. Costruito per 400 alienati il Manicomio sarà utilizzato negli anni a venire per una media di 700 con un personale infermieristico di 224 persone. Dal 1930 l’O.P.P. assolve la sua funzione di internamento e “cura” (compresa insulinoterapia, elettroshock e camicie di forza) per tutta la Provincia in base alla Legge n.36 del 1904 “Sui manicomi e sugli alienati”, che prevede il ricovero coatto su provvedimento dell’Autorità Giudiziaria e la perdita dei diritti civili elementari: «Debbono essere custodite e curate nei manicomi le persone affette per qualsiasi causa da alienazione mentale quando siano pericolose a sé o agli altri, o siano di pubblico scandalo e non siano e non possano essere convenientemente custodite e curate fuorché nei manicomi». Il Manicomio “chiude” (gli internamenti) con la Legge 180 del 13 maggio 1978 e si trasforma in Residuo Psichiatrico che chiuderà definitivamente (nel 1995 ci sono ancora 223 pazienti) solo il 31 dicembre 1997. Dal 1997 il Manicomio di Granzette giace abbandonato, vandalizzato e sprangato al pubblico. Un piccolo villaggio alla periferia della città, con due km. di viali alberati, disteso su un’area di 220 mila metri quadri, con 15 grandi edifici ed altri minori, 6000 di parco secolare, un campo sportivo ed un’area agricola di 60 mila m².
A cura del Centro Documentazione manicomio di Granzette
calendario-del-manicomio-di-rovigo

 COMUNICATO STAMPA 2: 6 dicembre 2016 
OGGETTO: VISITA GUIDATA NATALIZIA E CALENDARIO AL MANICOMIO DI GRANZETTE
Venerdì 16 dicembre alle ore 15, in via Chiarugi 135 Rovigo, “visita guidata” – solo su prenotazione ultimi posti disponibili,  alla storia, alla memoria ed all’attualità del Manicomio di Granzette abbandonato e chiuso dal 1997. Il manicomio, così profondamente intessuto nella realtà società polesana, fin dalla chiusura del 1997, continua ad essere una “zona oscurata” di memoria sociale: di storia, di testimonianze, di paesaggio e di ridestinazione.
IL CALENDARIO DEL MANICOMIO DI GRANZETTE 2017
Venerdì 16 dicembre, alle ore 14,45, in premessa alla “visita guidata”, viene presentato il primo e unico calendario nella storia del manicomio di Granzette. Il calendario apre 12 finestre di luce e memoria su una struttura chiusa, abbandonata ed oscurata socialmente. In effetti si tratta della prima parte di una trilogia, a calendario, della memoria del Manicomio di Granzette così cadenzata: 2017 – il Manicomio di Granzette come paesaggio dell’anima; 2018 – il Manicomio di Granzette nella storia; 2019 – il “Pittoretto” del manicomio di Granzette.
IL MANICOMIO PROVINCIALE DI ROVIGO 1930-1997
Costruito per 400 alienati il Manicomio “concentrazionario” di Granzette sarà utilizzato negli anni a venire per una media di 700 con un personale infermieristico di 224 persone. Dal 1930 l’Ospedale Psichiatrico Provinciale assolve la sua funzione di internamento e “cura” (compresa insulinoterapia, elettroshock e camicie di forza) per tutta la Provincia in base alla Legge n.36 del 1904 “Sui manicomi e sugli alienati” (in vigore fino al 1978), che prevede il ricovero coatto su provvedimento dell’Autorità Giudiziaria e la perdita dei diritti civili elementari: «Debbono essere custodite e curate nei manicomi le persone affette per qualsiasi causa da alienazione mentale quando siano pericolose a sé o agli altri, o siano di pubblico scandalo e non siano e non possano essere convenientemente custodite e curate fuorché nei manicomi». Il Manicomio “chiude” (gli internamenti) con la Legge 180 del 13 maggio 1978 e si trasforma in Residuo Psichiatrico che chiuderà definitivamente (nel 1995 ci sono ancora 223 pazienti) solo il 31 dicembre 1997. Dal 1997 il Manicomio di Granzette giace abbandonato, vandalizzato e chiuso al pubblico.

opp-rovigo-fronte-mezzogiorno-e-sera                       OPP di Rovigo, fronte mezzogiorno e sera, anni ’30
VISITA GUIDATA ANNO IV
Venerdì 16 dicembre, via Chiarugi 135 Rovigo. Alle ore 15 parte la “visita guidata”, condotta dallo storico Roberto Costa (autore di numerosi pubblicazioni sul manicomio di Granzette) di un’area fra le più suggestive ma anche la più oscurata del Polesine: un patrimonio sociale di testimonianza umana, di natura, paesaggio ed architettura. Un’area chiusa-sbarrata dal 1997 e che deve essere ri-conosciuta ed esplorata per salvarla dall’abbandono, dal degrado e ri-consegnarla alla collettività. Si tratta di un piccolo villaggio murato alla periferia della città, con 2,5 km. di viali alberati, disteso su un’area di 220 mila metri quadri, con 15 grandi edifici ed altri minori (portineria, chiesa, necroscopia, falegnameria, officine, stalla…), 6000 m² di parco secolare, un campo sportivo ed un’area agricola di 60 mila m².
 opp-di-rovigo-veduta-panoramicaManicomio dismesso di Rovigo, fronte mezzogiorno, veduta panoramica, anni 2000
Redazione Biancoenero – Centro documentazione Manicomio di Granzette Referente Roberto Costa tel.0425-411101

 COMUNICATO STAMPA 3: 12 dicembre 2016 
Rispedito il comunicato n.2 precedente.

 COMUNICATO STAMPA 4: 15 dicembre 2016 
OGGETTO: MANICOMIO DELLE NEBBIE – CONFERENZA-STAMPA
Alle Redazioni dei giornali rodigini
VENERDÌ 16 DICEMBRE 2016 ORE 14,45 VIA CHIARUGI 135 CANCELLO MANICOMIO
In occasione della 14esima ”visita guidata” al Manicomio abbandonato di Granzette (Ro), si convoca una conferenza stampa per presentare il calendario del Manicomio di Granzette 2017 e lo “stato delle cose” del manicomio chiuso e abbandonato dal 1997. Il Manicomio di Granzette è un piccolo villaggio abbandonato, con oltre 20 edifici, che si estende su una superfice di 220 mila metri quadri, ha assolto la sua funzione di internamento e “cura” per alienati mentali dal 1930 al 1997 con una capienza media di 700 pazienti e 225 infermieri. Dal 1997, della chiusura definitiva, con una valutazione di 10 milioni di euro, giace chiuso, abbandonato e vandalizzato nelle nebbie che ne hanno indistinto la storia, la memoria, l’architettura, il paesaggio e le possibili ri-destinazioni d’uso. Negli ultimi quattro anni con numerose iniziative culturali, coinvolgendo migliaia di persone, si è cercato di rischiarare questo bene collettivo con la proposta di un Museo della memoria che potrebbe diventare un polo turistico a livello nazionale.
Biancoenero-Centro documentazione Manicomio Provinciale
acei di Rovigo.

 COMUNICATO STAMPA 5: 17 dicembre 2016 
Spedito anche all’Ordine dei Giornalisti del Veneto
OGGETTO: VISITA GUIDATA AL MANICOMIO DI GRANZETTE
e discriminazione politica di stampo mafioso
Egregio Presidente ODG Veneto Gianluca Amadori.
Egregi capo-cronisti Carlo Cavriani Resto del Carlino Rovigo,
Luca Gigli – Claudio Bertoncin Il gazzettino Rovigo,
Roberto Rizzo La voce Rovigo,
DIRITTO DI NOTIZIA E DISCRIMINAZIONE POLITICA A MEZZO STAMPA IN CONSOCIAZIONE MAFIOSA
Io credo che sia una notizia la “visita guidata”, e la presentazione di un calendario, al Manicomio di Granzette chiuso e vandalizzato dal 1997. Tanto più che è da 4 anni che facciamo “visite” e presentazioni di libri e manifestazioni teatrali (tipo “L’urlo di Ginsberg dal manicomio dismesso di Rovigo” un avvenimento di portata nazionale) accuratamente censurate da tutti i giornali (i vostri) di Rovigo. Senza dimenticare la conferenza stampa sul Manicomio all’eternit (16.000 metri quadri di tetti degli edifici) dell’anno scorso, una vera “bomba” ambientale. Una censura tale da configurare il reato di discriminazione politica a mezzo stampa in associazione malavitosa di stampo mafioso. Perché, ricordando l’Art.21 della Costituzione e la missiva del Presidente Amadori di alcuni anni fa agli iscritti (“I giornalisti hanno l’obbligo di dare tutte le notizie”), è evidente che è in atto una censura concordata e premeditata verso Roberto Costa – Biancoenero, da parte di tutti e tre i quotidiani di Rovigo, una censura infame da minculpop che crea oltre alla discriminazione danno economico e sociale anche alla comunità. Quinto comunicato sulla “visita natalizia” con calendario del manicomio di Granzette.
VISITA GUIDATA NATALIZIA AL MANICOMIO DI ROVIGO
Il manicomio di Rovigo (un complesso di oltre 20 edifici disteso su un’area di 220 mila metri quadri), chiuso-abbandonato dal 1997, apre il cancello ad una quarantina di cittadini in una “visita guidata” alla storia ed alla memoria. Dal 1930 al 1997 il Manicomio di Granzette si è sedimentato nella comunità provinciale assolvendo la sua funzione di internamento e “cura” (“lager germanici” e “bolge infernali dantesche” li definiva il Ministro della Sanità Mariotti nel 1965) con una media di 700 pazienti e 225 infermieri. Si tratta della 14esima “visita” organizzata da Biancoenero e Centro doc. Manicomio Provinciale, negli ultimi quattro anni, che ha permesso ad un migliaio di cittadini – finora, di conoscere questa area dismessa di indubbio valore turistico, ambientale e storico, per una possibile ridestinazione d’uso che la salvi dal degrado.
«Cerchiamo di salvare questo piccolo paese abbandonato e vandalizzato alla periferia della città – ha premesso Roberto Costa “guida” della manifestazione – per salvare ed onorare anche la memoria storica e le testimonianze di chi ci è stato rinchiuso: i “diversi”, i pazzi, i “dissidenti politici”, i pellagrosi, le donne emancipate, gli omosessuali, i sordomuti, gli handicappati di vario tipo… Il Manicomio di Granzette, abbandonato e vandalizzato e saccheggiato dal 1997, è una sorta di cimitero profanato, dove si trovano dispersi anche documenti dei pazienti e fotografie e certificati di morte e la società per definirsi “civile”, per ricordare Gian Battista Vico, deve imparare ad onorare i morti. Per questo chiediamo che venga rivalutata l’area (quotata dall’Ulss 10 milioni di euro) e dentro ogni possibile riqualificazione  trovi spazio una sala destinata a Museo della memoria del Manicomio». Nell’occasione, in premessa alla “visita”, è stato presentato il primo e unico calendario del Manicomio di Granzette per l’anno 2017: 12 finestre mensili per dare luce e panorama al manicomio come paesaggio dell’anima. Subito dopo è iniziata la “visita”, una via crucis dei pazzi con 13 “stazioni” davanti ai reparti ed ai punti più significativi per illustrare la condizione del manicomio di Granzette negli anni settanta. Nonostante il freddo pungente la “visita” si è protratta per oltre due ore con grande interesse dei partecipanti provenienti da tutta Provincia: da Rovigo ma anche da Lendinara, Loreo, Contarina, Lusia…
davanti-al-cancello-manicomioGruppo per la “visita guidata” davanti al cancello del manicomio chiuso dal 1997
portineria-con-mappa
.       Davanti alla portineria viene spiegata la mappa della “visita” manicomiale
Biancoenero-Centro documentazione Manicomio Provinciale 

 COMUNICATO STAMPA 5 bis: 17 dicembre 2016 
OGGETTO: VISITA GUIDATA AL MANICOMIO DI GRANZETTE
Il manicomio di Rovigo (un complesso di oltre 20 edifici disteso su un’area di 220 mila metri quadri), chiuso-abbandonato dal 1997, apre il cancello ad una quarantina di cittadini in una “visita guidata” alla storia ed alla memoria. Dal 1930 al 1997 il Manicomio di Granzette si è sedimentato nella comunità provinciale assolvendo la sua funzione di internamento e “cura” (“lager germanici” e “bolge infernali dantesche” li definiva il Ministro della Sanità Mariotti nel 1965) con una media di 700 pazienti e 225 infermieri. Si tratta della 14esima “visita” organizzata da Biancoenero e Centro doc. Manicomio Provinciale, negli ultimi quattro anni, che ha permesso ad un migliaio di cittadini – finora, di conoscere questa area dismessa di indubbio valore turistico, ambientale e storico, per una possibile ridestinazione d’uso che la salvi dal degrado.
«Cerchiamo di salvare questo piccolo paese abbandonato e vandalizzato alla periferia della città – ha premesso Roberto Costa “guida” della manifestazione – per salvare ed onorare anche la memoria storica e le testimonianze di chi ci è stato rinchiuso: i “diversi”, i pazzi, i “dissidenti politici”, i pellagrosi, le donne emancipate, gli omosessuali, i sordomuti, gli handicappati di vario tipo… Il Manicomio di Granzette, abbandonato e vandalizzato e saccheggiato dal 1997, è una sorta di cimitero profanato, dove si trovano dispersi anche documenti dei pazienti e fotografie e certificati di morte e la società per definirsi “civile”, per ricordare Gian Battista Vico, deve imparare ad onorare i morti. Per questo chiediamo che venga rivalutata l’area (quotata dall’Ulss 10 milioni di euro) e dentro ogni possibile riqualificazione  trovi spazio una sala destinata a Museo della memoria del Manicomio». Nell’occasione, in premessa alla “visita”, è stato presentato il primo e unico calendario del Manicomio di Granzette per l’anno 2017: 12 finestre mensili per dare luce e panorama al manicomio come paesaggio dell’anima. Subito dopo è iniziata la “visita”, una via crucis dei pazzi con 13 “stazioni” davanti ai reparti ed ai punti più significativi per illustrare la condizione del manicomio di Granzette negli anni settanta. Nonostante il freddo pungente la “visita” si è protratta per oltre due ore con grande interesse dei partecipanti provenienti da tutta Provincia: da Rovigo ma anche da Lendinara, Loreo, Contarina, Lusia…davanti-al-cancello-manicomioGruppo per la “visita guidata” davanti al cancello del manicomio chiuso dal 1997
portineria-con-mappa
   Davanti alla portineria viene spiegata la mappa della “visita” manicomiale
Biancoenero-Centro documentazione Manicomio Provinciale 

A seguito di quanto esposto, si identificano le seguenti violazioni di legge ed etica professionale.

1 – DISCRIMINAZIONE POLITICA A MEZZO STAMPA
Questa censura di notizia è una pratica usuale ed annuale dei tre quotidiani di Rovigo, come spiegato in premessa. Si tratta di una vera e propria discriminazione politica, consociata in una faida di tipo mafioso, verso Biancoenero e Centro documentazione Manicomio Provinciale.
2 – VIOLAZIONE DIRITTO-DOVERE DI NOTIZIA: art. 21 della Costituzione
Il Presidente dell’Ordine Giornalisti del Veneto, Amadori – che pure lavora a “Il gazzettino”, ha più volte richiamato il diritto-dovere di informazione. In una circolare dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto, in data 8 luglio 2010, al paragrafo “Lealtà e buona fede”, in un preciso “Richiamo al rispetto delle norme deontologiche”, ha ricordato a tutti gli iscritti che “Il giornalista ha il diritto-dovere di dare tutte le notizie”.
3 – VIOLAZIONE COMUNANZA FRA COLLEGHI E RISPETTO DEI LETTORI
Io credo che in questa reiterata mancanza di notizia possano concretizzarsi delle violazioni deontologiche per il mancato rispetto dell’art. 2 della Legge Professionale n.69/1963 in relazione ai principi di cui al Testo unico dei doveri del giornalista del 27/1/2016, art.1: «È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede. Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori». E cioè il rispetto dell’art.21 diritto-dovere di in-formazione sancita dalla Costituzione Italiana che dovrebbe essere valida ed applicata soprattutto per i giornalisti.

 DENUNCIA A NORMA DI LEGGE – ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
A seguito di quanto esposto si denunciano i capo-cronisti dei quotidiani di Rovigo (Il Resto del Carlino, La Voce, Il Gazzettino), Carlo Cavriani, Roberto Rizzo, Luca Gigli-Claudio Bertoncin, per discriminazione politica a mezzo stampa, in consociazione di stampo mafioso (perché è evidente che c’è un coordinamento fra i diversi capo-cronisti), violazione art.21 diritto-dovere di in-formazione, violazione norme fondamentali della professione (comunanza tra colleghi e rispetto dei lettori) e si chiede perciò di aprire un fascicolo sulla vicenda.
Rovigo, 31 dicembre 2016,
in fede, Roberto Costa, giornalista iscritto all’albo dal 1993
procura repubblica presso tribunale di rovigoSperiamo1 che la nebbia metereopatica e fumogena non invada le stanze degli uffici della Procura così da offuscare questa ultima di altre pendenze a fare luce sull’Ordine dei Giornalisti pure annebbiato sull’etica professionale [che non la vede da qui a lì! – Ndr]; speriamo2 che non nevichi copiosamente, visto il freddo rabbioso di questi giorni, nel qual caso la Procura resterebbe chiusa per strade impraticabili, impedenti l’accesso agli uffici dei Sostituti Procuratori, cosicché il rallentamento dei lavori – già posapiano per organico ridotto (che se ne sono andati recentemente anche i giudici Negri e Stigliano Messuti), andrebbe ad aumentare – proprio il rallentamento!, ulteriormente sì da applicare delle priorità ai “fascicoli”: nel qual caso questa nobile causa di moralizzazione professionale rimarrebbe inevasa per mancanza di personale da adibire alla bisogna e cadrebbe in prescrizione sua sponte epperchè, in tale eventualità prioritaria, si darebbe procedura a procedimenti giudiziari ritenuti più pertinenti, come vere e proprie criminalità: quali l’evasione fiscale, la corruzione, gli appalti a “tangente” in Amministrazione Pubblica [ma va! – Ndr], il traffico di armi e di droga, lo sfruttamento della prostituzione, la violenza verso le donne …  

bacchetta.

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: