Gazzettino di Rovigo da sospensione dall’Ordine

ottobre 13, 2016

Denunciati i giornalisti della redazione de Il gazzettino di Rovigo, Gabriele Coltro (capocronista), Claudio Bertoncin (vice capo-cronista), Luca Gigli, Ivan Malfatto, Franco Pavan, Paolo Ponzetti, Nicoletta Canazza, Marina Lucchin, per discriminazione politica a mezzo stampa, violazione della “Carta di Roma”, violazione art.21 diritto-dovere di informazione, violazione norme fondamentali della professione (comunanza tra colleghi e rispetto dei lettori), violazione diritto di rettifica. Roba da sospensione dall’Ordine con passaggio tirocinante all’edilizia. 

SIMILIA GIORNALISTI (?) GAZZETTINO DI ROVIGO
In Turchia 151 giornalisti sono rinchiusi in carcere,
a Rovigo a piede libero giornalisti alla “turca”
Gabriele Coltro (capocronista), Claudio Bertoncin (vice capo-cronista), Luca Gigli, Ivan Malfatto, Franco Pavan, Paolo Ponzetti, Nicoletta Canazza, Marina Lucchin, della sezione di Rovigo de “Il gazzettino”, sembrano violare tutte le norme deontologiche dimostrando propria sponte la degradante sprofondante discesa nelle classifiche per quanto riguarda proprio la “libertà di stampa” italica dei giornalisti di cotal stampo sé replicante e clonante, dimostrando al punto due la loro propria “incostituzionalità” anche deontologica perché proprio i giornalisti, e di quel tipo, che non garantiscono la “Libertà di informazione”, anche secondo Freedom House che sancisce l’Italia parzialmente “libera di stampa”, sono da lavori agricoli ed edili per non dire da galera, in tutti i casi da finis dei lavori intellettuali, che risiedono nell’intelletto che sarebbe una proprietà logaritmica esponenziale ad alzo zero per coloro, per i quali si auspica un passaggio immediato ai lavori manuali tipo muratore edile*, agricoltura, spala merda, spalaneve, raccolta pomodori nel sud Italia, in una vera propria regressione della categoria. Perché prima del pollice opponibile (usato dai pennivendoli) l’evoluzione della specie si era arrestata nel palmo della mano a spatola, atto proprio a portare, spatolare eccetera… Ma che razza de ratatuia giornalistica ramazza per le strade quotidiane di Rovigo?
il-gazzettino-rovigo-album-lombrosiano
Album di fisiognomica lombrosiana di giornalisti sarchiaponi del Gazzettino di Rovigo, secondo la tavola periodica degli elementi deontologici sotto zero pertinente a coloro i quali. Al centro il capocronista Coltro, detto testa (da penna) a biro, pertinente proprio per gerarchia anche se per portamento all’uopo tale vezzeggiativo spetterebbe al pugnace e più concernente Franco Pavan identificatosi nella figurina a lato destro. Sotto a sinistra Luca Gigli il gongolante transeunte, retrocedente da capo-cornista, posa nel suo splendore onomatopeico, per l’occasione e per i posteri in versione da prima comunione, che dopo non si è più fotografato perché spaccava l’obiettivo. Il Bertoncin vice-capocornista, traslato italiano di quel Bertillon alla sezione francese del sistema antropometrico, sta in arguta posa solitaria, quasi imbronciato anzichenò nel coniugare i condizionali di stampa che potrebbero essere transitivi con la busta paga, proprio sotto, sottostante – carponi, in tutti i sensi, il capo cordata. Sottolineato sul lato sinistro, il pilòn Ponzetti ripreso con lo sguardo liscivo da ipocondriaco lussurioso. Marina Lucchina, che l’abito non fa la monaca (di Monza), soggiace, virgulto increspato di primavera, in alto a destra. Nicoletta Canazza, cugina del generale Calavera nelle storie di Capitan Miki, appiana, anzi appaia l’intelletto lucchiniano (nel senso che na’ motta e na’ busa fa on guaivo) sulla sinistra della precedente: non sinistra taumaturgica, ma sinistra fisiologica. Ivan Malfatto (nomen omen), disastrato sesquipedale, “staziona” (nel senso della “via crucis” dei giornalisti gazzettiniani) a lato delle due fantesche di redazione. Sotto a destra, apprendista giornalista “turco”, filogovernativo e mazzettiero, di redazione.

* MURATORE EDILE A CHI?
Pierferdinando Casini passato indefessamente dal Parlamento a marito Caltagirone, poi “separato” in casa ma alle dipendenze di famiglia, dal suo ultimo eremo professionale, come Direttore tecnico della impresa edile “La cazzuola edilizia” (Caltagirone), avrebbe testé dichiarato: «È purtroppo abuso comune dare del muratore, nell’accezione di sfaticato o di scarsa professionalità, a persone che si ritengano portatrici di deficenze di deontologia e di capacità professionale, ancorchè Lombrosiana e tracoidea. È facile ed ancorché discriminatorio, e me ne sono accorto io medesimo parlamentare di lungo corso che una cazzuola ed una vanga da tenere in mano comporta caratteristiche acrobatiche e di perizia che si acquisiscono solo col tempo e con caparbia volontà. È ora di finirla con le discriminazioni, se uno fa il giornalista del panegirico Minculpop sarà altrettanto inefficace e prossemico anche a fare il muratore. I neuroni e la loro collocazione cervicale non dipendono dalla cazzuola o dai pixel di uno schermo computeristico, ma dall’attitudine alla libertà, dal rifuggire dalla paraculaggine, dalla coscienza, ed i giornalisti dotati della quale, 
incredi-bilmente rarissimi – anzichenò, non facciano i muratori, gli altri vengano in caduta libera che gli faremo un culo così! (chi mi conosce sa che questo caciaraggine esula dal mio linguaggio sempre a modo oltreché forbito ma quando ci vuole ci vuole!». casini-muratore-caltagironePierferdinando Casini “separato” in casa Caltagirone presta manodopera presso una succursale dell’azienda di famiglia. 

AL PRESIDENTE DE IL GAZZETTINO SPA AZZURRA CALTAGIRONE

OGGETTO: segnalazione incompetenza professionale dei giornalisti
            
 della redazione de “Il gazzettino” di Rovigo

Egregio Presidente, ho appena fatta una denuncia-esposto alla Procura di Rovigo per violazione delle norme professionali basilari (discriminazione a mezzo stampa, mancata rettifica, violazione dell’articolo 1 – Testo unico dei doveri del giornalista, violazione del rispetto e fiducia fra la stampa ed i lettori…) che riguarda tutti i giornalisti della redazione de Il gazzettino di Rovigo, nessuno escluso: Gabriele Coltro (capocronista), Claudio Bertoncin (vice capo-cronista), Luca Gigli, Ivan Malfatto, Franco Pavan, Paolo Ponzetti, Nicoletta Canazza, Marina Lucchin. La invito pertanto a verificare la professionalità dei suoi dipendenti di Rovigo in quanto, secondo me, la flessione delle vendite del giornale, in Polesine, non è dovuta semplice-mente all’avanzare dei giornali online ed alla crisi economica, ma riguarda soprattutto la scarsa professionalità dei suoi dipendenti. Nel qual caso, per risollevare le vendite, e garantire anche un servizio di fiducia ai lettori, basterebbe mandarli a casa e sostituirli con personale più competente. Resto a disposizione per mandarLe materiale più dettagliato sulla vicenda, che non è la prima.
Rovigo, 13 ottobre 2016,
in fede, Roberto Costa giornalista
caltagirone-editore

Peggiora ancora la libertà di stampa in Italia
Nella classifica di Reporters senza frontiere l’Italia perde altri quattro posti
25 aprile 2016
. Libertà di stampa 2016, Italia scende al 77esimo posto. Secondo la classifica di Reporters sans frontières le cause sono da ricondurre al “Livello di violenza allarmante e ingerenze del Vaticano”. L’Italia si classifica al 77° posto, fra Moldova 76° e Benin 78°, nella classifica di Reporters sans frontières (Rsf), che registra il termometro della libertà di stampa nel mondo. L’Italia perde quattro posizioni rispetto allo scorso anno e scende sotto paesi come il Botswana (che ci sorpassa nettamente al 42° posto) perché, secondo la relazione dell’agenzia francese, «tra i 30 e i 50 cronisti si trovano sotto protezione di polizia» e Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi «rischiano otto anni di carcere per libri che rivelano i malaffari della Santa Sede». La classifica – Italia 77° su 180. E davanti all’Italia ci sono paesi che difficilmente si possono definire campioni di democrazia. Ad esempio Tonga 37°, al 42° posto c’è il Burkina Faso, un paese dove negli ultimi mesi si sono succeduti colpi di stato, attacchi di al Qaida, al 58° posto c’è El Salvador, il paese con il più alto tasso annuale di omicidi al mondo. Al 76° posto è considerata poco più libera dell’Italia la Moldova, considerato uno dei paesi più corrotti d’Europa. In Europa l’Italia è seguita solo Cipro – 81°, Grecia – 89° e Bulgaria – 113°. Il primo fra i 180 Paesi censiti è la Finlandia, ultimo l’Eritrea.reporters-senza-frontiere-2016-italia
L’Italia sprofonda ancora nella classifica per la “Libertà di stampa” secondo l’ultimo rapporto annuale di Reporters sans frontières. E non c’entrano gli idraulici con le chiavi inglesi, c’entrano proprio i giornalisti del tubo.

Italia “parzialmente libera” per la libertà di stampa
Nella classifica Freedom House 2016 Italia ancora “parzialmente libera”
Su queste pagine si è talvolta scritto che i giornalisti italiani sono parzialmente liberi per la libertà di stampa, come le prostitute, parzialmente libere di scegliersi il cliente. Secondo l’ultimo rapporto di Freedom House, organizzazione non governativa statunitense che valuta il grado di libertà democratiche in 197 Paesi del Pianeta, anche per l’anno 2016 l’Italia è “parzialmente libera” per la libertà di stampa, assieme ad altri Paesi come Perù o Sierra Leone, al 77° posto della classifica mondiale (subito prima di Benin -78°, e Guinea-Bissau – 79°, ben dopo la Tanzania – 71°, ed il Senegal – 65°). La classifica viene stilata su 197 Paesi del pianeta e va da 0-10 (i più liberi) al massimo di 100 (i meno liberi). L’Italia è l’unico Paese dell’Unione Europea parzialmente libero, insieme alla Grecia, dove l’emittente pubblica è stata spenta: fra i Paesi dell’Europa occidentale solo l’Albania – 82° e la Grecia – 89° sono posizionati peggio. E si sta parlando di una delle garanzie di ogni Stato di diritto, sancita dall’articolo 21 della nostra Costituzione: la libertà di stampa.la-stampa-serve-non-serva

 bacchetta.

 La denuncia alla Procura della Repubblica 

Alla Procura della Repubblica di Rovigo,
all’Ordine dei Giornalisti del Veneto,

OGGETTO: denuncia per discriminazione politica a mezzo stampa, violazione della “Carta di Roma” e discriminazione razziale, violazione art.21 diritto-dovere di in-formazione, violazione della comunanza e collaborazione tra colleghi e rispetto dei lettori, violazione diritto di rettifica.

Egregio Ordine dei Giornalisti del Veneto,
Egregio Procuratore della Repubblica,
con le motivazioni all’”oggetto”, si denunciano i giornalisti Gabriele Coltro (capocronista), Claudio Bertoncin (vice capo-cronista), Luca Gigli, Ivan Malfatto, Franco Pavan, Paolo Ponzetti, Nicoletta Canazza, Marina Lucchin, della redazione de “Il gazzettino” di Rovigo.

RIASSUNTO: 1 – L’associazione Biancoenero, manda un comunicato di proposta di accoglienza profughi presso il manicomio dismesso di Rovigo in data 17 settembre 2016: non viene pubblicato. 2 – Su il Il gazzettino di Rovigo il 26 settembre 2016 viene pubblicata un comunicato di protesta di Fratelli d’Italia. A differenza di Rovigooggi.it, quotidiano online che, invece, pubblica sì il comunicato dei “Fratelli d’Italia” ma dopo avere pubblicato quello di Biancoenero. 3 – Biancoenero chiede un diritto di rettifica al capo-cronista Gabriele Coltro (diritto di proposta e non solo di protesta) in data 26 settembre 2016. 4 – Poiché il capo-cornista sembra transeunte e non trova neanche il tempo di rispondere per la cosiddetta cortesia professionale, Biancoenero chiede il diritto di rettifica, non concesso, ai colleghi dei redazione “Il gazzettino di Rovigo”, Claudio Bertoncin, Luca Gigli, Ivan Malfatto, Franco Pavan, Paolo Ponzetti, Nicoletta Canazza, Marina Lucchin, in data 29 settembre 2016. Che non viene, pure, concesso. Da qui la segnalazione-denuncia all’Ordine ed alla Procura.

CRONACA
1 – Comunicato profughi al manicomio,
associazione Biancoenero, 17 settembre 2016
Profughi da manicomio
I richiedenti asilo al manicomio di Granzette
Saltata la possibilità, per inagibilità, di un Centro profughi presso l’ex base missilistica Nato di Zelo, perché non riprendere in considerazione l’ex manicomio di Rovigo già sede di un sopralluogo nel 2003 per un CPT (Centro permanenza temporanea) per immigrati? Si ricorda che si tratta di un area di 220 mila metri quadri, con 20 grandi edifici e costruzioni minori, sprangata ed abbandonata dal 1997, con alcuni padiglioni in buono stato usati come archivio dall’Ulss 18. Si tratterebbe di una occasione unica per riaprire e valorizzare un’area che rappresenta uno dei più pregevoli poli turistici dal punto di vista naturale e storico del Polesine. Ecco un decalogo a sostenere questa proposta di valorizzazione dell’area. Nell’occasione di un Centro per richiedenti asilo presso l’ex manicomio provinciale di Rovigo:
1 – verrebbero finalmente usate le nuove nove aree sosta con panchine installate (in uno stralcio di lavori da 60 mila euro), e mai usate ed in disuso, a marzo 2015;
2 – si aprirebbe la strada ad altri insediamenti, come quella di un polo universitario alternativo al pessimo “cubo” in affitto in zona Censer o anche sedi di Uffici Pubblici, centri sportivi, case alloggio per anziani, spazi per associazioni…;
3 – da questo insediamento per profughi un abile scrittore di Granzette potrebbe narrare la storia di un manicomio lager ristrutturato a contenimento migranti e vincere il prossimo premio Campiello;
4 – ai “lavori socialmente utili”, alcuni richiedenti asilo potrebbero ristrutturare lo storico dipinto murale (4,805×9,45 metri, antesignano della “street art”), “Carovana dei folli verso l’uscita” – in copertina sull’ultimo libro sulla storia di Franco Basaglia, meta di turisti, ancorché clandestini, da tutta Italia;
5 – il riutilizzo di questi grandi edifici pubblici, oltre a creare nuovi confortevoli alloggi, potrebbe mettere fine alla bieca speculazione in atto (con affitti esorbitanti) verso i richiedenti asilo in Polesine (vedasi cooperativa Porto Alegre ed il “bed and breakfast” Sacco di Rovigo);
6 – potrebbe essere l’occasione propizia per aprire finalmente, in un piccolo spazio, un Centro documentazione testimonianze e memoria del Manicomio di Granzette, come da anni ci si prodiga invano, per dare memoria e testimonianza di una tragedia sociale collettiva;
7 – in questa rielaborazione comunitaria di un’area pubblica si potrebbero anche riutilizzare alcuni padiglioni per spostarci il “Polo archivistico di Rovigo”, ed utilizzare la precedente area a ciò designata – l’ex Caserma Silvestri, che è in pieno centro città, per appartamenti per giovani coppie, cinema, asilo nido ed altri servizi cittadini più consoni al centro città;
9 – si tratterebbe anche di un’occasione unica per rimettere in funzione la sublime fontana prospicente il parco, realizzata da un paziente, il famoso “Pittoretto” del manicomio di Granzette, e ricordare questo artista da Manicomio che vi ha realizzato 48 dipinti murali ed una Via crucis su lenzuola;
10 – un modo per rivitalizzare un’area abbandonata dal 1997 e quotata dieci milioni di euro e rivalutare il paese contiguo di Granzette, fortemente intrecciato con la storia del manicomio.
Per finire, l’ipotesi di un Centro richiedenti asilo presso l’ex manicomio di Granzette, in linea con le decine di migliaia di cene di solidarietà verso i terremotati di Amatrice e paesi limitrofi, rappresenterebbe un atto di indomita solidarietà internazionale verso altri “terremotati” del Terzo Mondo (quello saccheggiato dal Primo): di guerra, sociali, economici, ambientali. Un esempio di come la solidarietà (che è “la tenerezza dei popoli”) e l’amore verso l’altro da sé, il prossimo, non ha distinzioni di pelle, di razza, di nazionalità, di religione. In linea con la “dignità sociale”, sancita dall’art.3 della forse revisionanda Costituzione.
Redazione Biancoenero
Centro documentazione e memoria del manicomio di Granzette

2 – Fratelli d’Italia replica su Il gazzettino, 26 settembre 2016
gazzettino-26-9-fratelli-italia-manicomio
.                        Il comunicato di protesta ai profughi in manicomio

3 – “Diritto di proposta e non solo di protesta”:
Biancoenero 26 settembre 2016.
Egregio capocronista Coltro, a pag.IV del Gazzettino di Rovigo di oggi è pubblicata una nota dei Fratelli d’Italia che boccia la proposta di destinazione di profughi nell’ex manicomio di Granzette: una protesta che richiama e confuta alcuni elementi fatti dalla nostra Associazione. Faccio presente, infatti, che la proposta di un possibile uso di alcuni padiglioni presso l’ex manicomio di Granzette è stata fatta da Associazione Biancoenero e spedita ai quotidiani la settimana scorsa. Mi auguro, che in anelito di deontologia professionale, voglia pubblicare anche la nostra proposta (in linea con l’accoglienza dei profughi predicata anche da Papa Francesco), anche per rendere più leggibile la protesta dei Fratelli d’Italia (seppure in linea con l’epoca nazi-fascista).
Roberto Costa per Associazione Biancoenero
(per i diritti umani e la giustizia sociale)

4 – “Diritto di notizia e di rettifica a norma di legge”:
Biancoenero 29 settembre 2016.
Egregi collegi, 
Claudio Bertoncin, Luca Gigli, Ivan Malfatto, Franco Pavan, Paolo Ponzetti, Nicoletta Canazza, Marina Lucchin, Redazione Il gazzettino di Rovigo.
In data 17 settembre abbiamo spedito comunicato stampa ai giornali locali, con oggetto “PROFUGHI DA MANICOMIO”, in cui si elencavano diverse motivazioni per aprire l’area manicomiale a riutilizzo sociale a partire anche da un Centro di accoglienza per profughi (“richiedenti asilo”): solo la nostra Associazione ha fatto questa proposta sull’utilizzo dell’ex manicomio. Nessuna pubblicazione del nostro comunicato sul vostro quotidiano. In data 26 settembre però viene pubblicata la protesta dei Fratelli d’Italia su un centro accoglienza profughi all’ex manicomio. Una protesta che richiama punto per punto alcune nostre proposte. In data 26 settembre ho perciò scritto personalmente al capocronista di Rovigo Coltro con oggetto “Diritto di protesta ma anche di proposta” in cui si elencavano alcune motivazioni per pubblicare il nostro comunicato visto che quello di Fratelli d’Italia era una risposta a questo, mancava una pertinenza di notizia. Nessuna pubblicazione neanche dopo le 48 ore previste per una rettifica a norma di legge. Rendo noto che anche su “rovigooggi.it” è stato pubblicato il comunicato di Fratelli d’Italia, ma solo a seguito della pubblicazione del nostro.  Vista l’inosservanza del capocronista mi rivolgo a voi perché sia ristabilito un diritto elementare di in-formazione e che venga pubblicato perciò il nostro comunicato. Elenco quattro buoni motivi a sostegno della mia richiesta. 1 – Il diritto-dovere di pubblicare tutte le notizie (previa verifica) come sollecitato più volte dal Presidente dell’Ordine Giornalisti del Veneto, anche per posta elettronica agli iscritti. 2 – Il diritto di rettifica con lo stesso spazio e la stessa evidenza del comunicato dei Fratelli d’Italia perché manca proprio la notizia del comunicato a cui fa seguito la protesta. 3 – La “comunanza” fra colleghi descritta agli artt. 2 e 48 della Legge Professionale n.69/1963 in relazione ai principi di cui al Testo unico dei doveri del giornalista del 27/1/2016. 4 – La pregnanza sociale di un comunicato che auspica l’accoglienza dei profughi in linea col pensiero e con le direttive di Papa Francesco, di cui voi professate la religione, a differenza del comunicato di intolleranza razzistica dei Fratelli d’Italia. Vi ringrazio per l’attenzione,
Roberto Costa giornalista, a nome dell’Associazione Biancoenero
per i diritti umani e la giustizia sociale.

A seguito di quanto esposto, si identificano le seguenti violazioni di legge ed etica professionale:

1 – DISCRIMINAZIONE POLITICA:
manicomio e manifestazioni per gli immigrati
Questa censura di notizia è una pratica usuale ed annuale del quotidiano. Da anni “Il gazzettino di Rovigo” opera una vera e propria discriminazione politica, o una faida di tipo mafioso che dir si voglia, verso Biancoenero e numerose segnalazioni-denuncia sono state rivolte, a tal proposito anche all’Ordine dei Giornalisti del Veneto.
Un esempio (1) è il manicomio dismesso di Rovigo, un’area di 220 mila m.q. con 23 grandi edifici, posta ai margini della città e dismessa (e chiusa) dal 1997 che riveste ancora attenzione nella cittadinanza (basti pensare alla possibile riqualificazione). Negli ultimi 4 anni come associazione Biancoenero e Centro documentazione Manicomio Provinciale, abbiamo fatto numerose “visite guidate” all’area portandoci dentro un migliaio di persone, organizzato manifestazioni teatrali e conferenze ed altre iniziative culturali (come la presentazioni di pubblicazioni specifiche sulla tematica), inviando sempre comunicati stampa al “Il gazzettino” che non ne ha mai riportato notizia. Un altro esempio (2) di discriminazione politica sono le 20 manifestazioni settimanali e consecutive per la Pace ed i Diritti dei Migranti” che si sono svolte nel periodo aprile-agosto 2011 nella piazza centrale della città. 20 manifestazioni pubbliche tenute sabato dopo sabato (con comunicati stampa prima e dopo con fotografie), con partecipazione di diversi cittadini. 20 sabato “Della pace e dei diritti umani”, contro la guerra di Libia e per il diritto dei Migranti, tenute nel salotto della città, visibili a tutti i cittadini, per ben 20 sabato di fila, fuorché alla penna dei giornalisti de “Il gazzettino di Rovigo”, che pareva di essere tornati al Minculpop! Neanche una riga sul “Gazzettino di Rovigo”, dopo ben 20 manifestazioni nel salotto della città!
2 – VIOLAZIONE CARTA DI ROMA
La “Carta di Roma” è il protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti denominato, in vigore dal 12 giugno 2008. È evidente la violazione della “carta di Roma” quando i giornalisti del Gazzettino di Rovigo censurano una notizia rivolta all’accoglienza degli immigrati e invece pubblicano un comunicato stampa razzista e di protesta verso gli immigrati. Oltre a violare anche le esortazioni del Papa che invita ad accogliere i profughi.
3 – VIOLAZIONE DIRITTO-DOVERE DI NOTIZIA: art. 21 della Costituzione
Il Presidente dell’Ordine Giornalisti del Veneto, Amadori – che pure lavora a “Il gazzettino”, ha più volte richiamato il diritto-dovere di informazione. In una circolare dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto, in data 8 luglio 2010, al paragrafo “Lealtà e buona fede”, in un preciso “Richiamo al rispetto delle norme deontologiche”, ricorda a tutti gli iscritti che “Il giornalista ha il diritto-dovere di dare tutte le notizie”.
4 – VIOLAZIONE COMUNANZA FRA COLLEGHI E RISPETTO DEI LETTORI
Io credo che in questa mancata notizia possano concretizzarsi delle violazioni deontologiche per il mancato rispetto dell’art. 2 della Legge Professionale n.69/1963 in relazione ai principi di cui al Testo unico dei doveri del giornalista del 27/1/2016, art.1: «È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori [A]. Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi [B], la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori [C]». E cioè il rispetto dell’art.21 diritto-dovere di in-formazione sancita dalla Costituzione Italiana che dovrebbe essere valida ed applicata soprattutto per i giornalisti. Nel merito: A – la notizia-protesta  dei Fratelli d’Italia risulta inesatta, manca la proposta a cui si protesta; B – non c’è spirito di collaborazione tra colleghi, neanche un rigo di risposta a due diverse lettere; C – manca la fiducia verso i lettori che sono privati di una notizia atta a capire il comunicato di protesta.
5 – VIOLAZIONE DIRITTO DI RETTIFICA
“La rettifica a norma di legge”, entro 48 ore e con lo stesso rilievo della pubblicazione errata o inesatta, è l’unica regola deontologica della professione giornalistica e va applicata a tutela dell’informazione quando si palesano falsità, errori, inesattezze. Riportato anche al paragrafo preceden-te. Viene pubblicata una nota di protesta e nonostante richiesta si rifiuta di comunicare la notizia di proposta a cui si riferisce la successiva protesta.

I CRONISTI RESPONSABILI NON IL DIRETTORE
Anche se a norma di legge parrebbe da incriminare il Direttore responsabile del giornale, che in questo caso non c’entra assolutamente niente, si denunciano i giornalisti nominati per la violazione delle fondamentali norme giornalistiche della professione in quanto, secondo il principio di responsa-bilità personale sancito dalla Costituzione ed anche dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, si ritiene che ogni persona sia responsabile ed artefice liberamente dei propri atti e misfatti e ne debba dare conto. Ed anche se il Direttore del giornale (Papetti) avesse dato mandato di discriminare l’associazione Biancoenero, esiste sempre l’obiezione di coscienza individuale di fronte alle aberrazioni direttoriali e di regime.

DENUNCIA A NORMA DI LEGGE – ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
A seguito di quanto esposto si denunciano i giornalisti della redazione de Il gazzettino di Rovigo, Gabriele Coltro (capocronista), Claudio Bertoncin (vice capo-cronista), Luca Gigli, Ivan Malfatto, Franco Pavan, Paolo Ponzetti, Nicoletta Canazza, Marina Lucchin, per discriminazione politica a mezzo stampa, violazione della “Carta di Roma”, violazione art.21 diritto-dovere di in-formazione, violazione norme fondamentali della professione (comunanza tra colleghi e rispetto dei lettori), violazione diritto di rettifica,  e si chiede perciò di aprire un’inchiesta sulla vicenda.

AL CONSIGLIO DI DISCIPLINA – in sub-Ordine
Viste le note avversioni del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto Gianluca Amadori, pur dipendente Caltagirone al Gazzettino di Venezia, viste le note avversioni della Presidente del Consiglio di Disciplina dell’O.G.V. Maria Fiorenza Coppari, sempre nei confronti del giornalista Roberto Costa, autore di questo esposto, viste le precedenti segnalazioni, di tentativo ingenuo di moralizzazione dell’Ordine dei Giornalisti, sempre puntuali e ben motivate come questa, che sono state inevase o archiviate perché il “fatto non sussiste”, si ricusa il Consiglio di Disciplina Territoriale dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto, a dirimere questa rilevante questione di deontologia professionale, e si chiede pertanto che la pratica venga trasferita ad un altro più confacente Ordine dei Giornalisti, come quello dell’Emilia Romagna.
Rovigo, 13 ottobre 2016,
in fede, Roberto Costa,
Direttore di Biancoenero,
periodico polesano di immigrati e minoranze reg. trib. di Rovigo 1993
procura repubblica presso tribunale di rovigoSperiamo che non nevichi copiosamente, nel qual caso la Procura resterebbe chiusa per strade impraticabili, impedenti l’accesso agli uffici dei P.M., cosicché il rallentamento dei lavori – già posapiano per organico ridotto, andrebbe ad aumentare – il rallentamento!, ulteriormente sì da applicare delle priorità nei “fascicoli”: nel qual caso questa nobile causa resterebbe inevasa per mancanza di personale da adibire alla bisogna ed andrebbe in prescrizione sua sponte epperchè, in tale eventualità, si darebbe procedura a procedimenti giudiziari più sostanziosi e pertinenti, vere e proprie criminalità: come l’evasione fiscale, la corruzione, gli appalti a tangente in Amministrazione Pubblica, il traffico di armi e di droga, lo sfruttamento della prostituzione…
  

bacchetta.

 

 

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