Sindaco di Rovigo denunciato per razzismo & co.

settembre 29, 2016

Il Sindaco di Rovigo, Massimo Bergamin, è denunciato in Procura per razzismo, discriminazione razziale, omofobia in amministrazione pubblica e incitamento a evadere le tasse. Una tetralogia di denunce che s-qualifica il Primo cittadino di Rovigo e precipita la cittadinanza tutta – complice e tacita, prona e ca-prona, al primo posto delle più discriminanti città d’Italia: Rovigo città de mona!
rovigo città de mona

In appendice una lettera aperta al Procuratore di Rovigo Carmelo Ruberto perché apra un “fascicolo” sulla vicenda.

NON A MIO NOME BERGAMIN SINDACO DI ROVIGO!!!
Bergamin Sindaco razzista, discriminatore, omofobo ed evasore fiscale non ci rappresenta assolutamente e ci ha già fatto sprofondare di vergogna a livello nazionale, a casa se ne deve tornare.
Comitato per una Rovigo democratica e civile contro il razzismo comunale bergamin sindaco di rovigo detto bella tegaMassimo Bergamin Sindaco mutanda (mutandis) di Rovigo, detto anche “bella tega”

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Alla Procura della Repubblica di Rovigo

OGGETTO: RAZZISMO, DISCRIMINAZIONE POLITICA, OMOFOBIA, INCITA-
.               MENTO ALL’EVASIONE FISCALE, DEL SINDACO DI ROVIGO

Egregio Procuratore della Repubblica,
Le segnalo alcuni episodi del Sindaco del Comune di Rovigo, Massimo Bergamin, che configurano, a mio parere, i reati di razzismo e discriminazione politica, omofobia e incitamento all’evasione fiscale, tanto più gravi in quanto commessi in Amministrazione Pubblica da un Primo cittadino che dovrebbe essere di esempio per tutti i suoi concittadini.

1 – RAZZISMO IN AMMINISTRAZIONE PUBBLICA
Levate le tre panchine di piazza della Repubblica
perché vi si assiedevano i profughi
Lunedì 5 settembre 2016, Massimo Bergamin, Sindaco di Rovigo, fa rimuovere le tre panchine di piazza della Repubblica perché vi si sedevano i profughi (richiedenti asilo) alloggiati nel palazzo  attiguo. A motivazione della rimozione il Sindaco, come riportato da diversi quotidiani, dichiara di averlo fatto per le proteste dei commercianti e di alcuni residenti della zona. Il tutto dopo che lo stesso Prefetto di Rovigo, a seguito delle lamentele del sindaco Massimo Bergamin, aveva spiegato che a suo avviso quei giovani non facevano nulla di male, se stavano seduti lì tutto il giorno. gazzettino rovigo via le panchine

Sopra, una delle numerose notizie riportate dai quotidiani il 6 settembre, dopo la rimozione delle panchine di lunedì 5 settembre, così motivata dal Sindaco: “perché vi si sedevano i profughi”. Sotto un’altra notizia sulla rimozione panchine pubblicata su La voce di Rovigo.
la voce rovigo via le panchine

LA COSTITUZIONE ITALIANA E IL RAZZISMO
La Costituzione italiana condanna ogni forma di razzismo, e all’articolo 3 recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. E per cittadini si intendono anche quelli stranieri che si trovano nel nostro Paese.
Infatti, in base all’art. 2 del T.U. n. 286 del 1998, ai cittadini extra Unione Europea “comunque presenti sul territorio”, lo Stato deve garantire il rispetto dei diritti inviolabili dell’uomo, che rientrano nella categoria dei diritti civili. Del decreto legislativo 286/1998 (Testo Unico sull’immigrazione), va sottolineato l’art.43 comma 1 che definisce il concetto di discriminazione individuandola in “ogni comportamento che, direttamente o indirettamente, comporti una distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sulla razza, il colore, l’ascendenza o l’origine nazionale o etnica, le convinzioni e le pratiche religiose, e che abbia lo scopo o l’effetto di distruggere o di compromettere il riconoscimento, il godimento o l’esercizio, in condizioni di parità, dei diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale e culturale e in ogni altro settore della vita pubblica”.
L’uguaglianza tra le persone è alla base di ogni società democratica la quale deve, quindi, provvedere attraverso le proprie istituzioni a prevenire e tutelare l’intera collettività da atti o comportamenti discriminatori. Espressione di questa esigenza sono le innumerevoli leggi a livello nazionale, comunitario e internazionale, che nel corso degli anni hanno gettato le basi per contrastare sempre più il razzismo (L. 654/1975, pionieristica legge della Convenzione ONU per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale; la Legge 205/93 (Mancino); D. Lgs. 215/2003 e D. Lgs. 216/2003 attuativi di direttive comunitarie; L. 85/2006).

2 – DISCRIMINAZIONE IN AMMINISTRAZIONE PUBBLICA
I profughi non sono clandestini
A legittimare la sua personale battaglia contro i “richiedenti asilo” alloggiati in città, il Sindaco Massimo Bergamin li chiama “clandestini”. Clandestini vuol dire immigrati irregolari, immigrati illegali, immigrati che violano la legge, che delinquono. Un termine – clandestini, usato come spregiativo e discriminante mentre, nel caso in questione, non si tratta di clandestini ma di richiedenti asilo, immigrati in regola con la legge che attendono il riconoscimento, dopo, in caso di diniego, potrebbero diventare immigrati irregolari. Ecco, nell’uso volutamente discriminante di richiedenti asilo si ravvisa il reato di diffamazione e di discriminazione. Ecco due esempi del Sindaco che attacca i profughi definendoli “clandestini.
Sotto articolo da “Il gazzettino di Rovigo” del 25 settembre e, a destra, da “La voce di Rovigo” del 26 settembre 2016.

sindaco rovigo e clandestinisindaco-di-rovigo-fa-la-ronda

LA LEGGE
Oltre alle motivazioni legislative del caso precedente, nell’uso del termine “clandestino”, come immigrato fuorilegge che delinque, sono ravvisabili i profili del reato di diffamazione aggravata dall’odio razziale (articolo 3 D.l. 122/1993), configurabile non solo quando l’azione è intenzionalmente diretta a rendere percepibile all’esterno e a suscitare in altri analogo sentimento di odio e comunque a dar luogo al concreto pericolo di comportamenti discriminatori, ma anche quando si rapporta a un pregiudizio manifesto di inferiorità di una sola razza. È per questo motivo che la Corte di Cassazione, con diverse sentenze, tende a ravvisare la predetta circostanza aggravante in espressioni del tipo “negro perditempo” (23 settembre 2008) e “sporco negro” (28 gennaio 2010).

3 – OMOFOBIA IN AMMINISTRAZIONE PUBBLICA
Sposare due gay? Come sposare un uomo e un cavallo
Già dal 12 maggio 2016 il Sindaco Massimo Bergamin parte risoluto a dichiarare «Non celebro nozze gay», poi rincara la dose in data 10 luglio 2016 con le frasi, «Sposare due gay? Come sposare un uomo e un cavallo…
Mai e poi mai con la fascia da Sindaco celebrerò il matrimonio tra due persone dello stesso sesso». Notizie riportate sui quotidiani locali e riprese anche a livello nazionale. Per comodità si riportano l’articolo di Rovigooggi.it, quotidiano online, del 12 maggio ed il titolo dell’articolo del 30 luglio 2016.
.           sindaco di rovigo non celebra nozze gay  come sposare un uomo e un cavallo

LA LEGGE
A parte la legge sull’uguaglianza, all’art.3 della Costituzione, che tutti i cittadini sono uguali ed hanno uguali diritti (quindi anche farsi sposare), ed hanno uguale accesso ad atti in Amministrazione Pubblica, si vuole anche richiamare che «Il Parlamento Europeo … condanna i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali, in quanto alimentano l’odio e la violenza, anche se ritirati in un secondo tempo, e chiede alle gerarchie delle rispettive organizzazioni di condannarli». Risoluzione del Parlamento europeo del 26 aprile 2007 sull’omofobia in Europa, art 10.

4 – ISTIGAZIONE ALL’EVASIONE FISCALE
.    IN AMMINISTRAZIONE PUBBLICA
Massimo Bergamin, Sindaco di Rovigo, è anche noto per l’istigazione a disobbedire alle leggi, nel caso specifico per istigazione all’evasione fiscale, sempre con l’aggravante di un Primo cittadino in Amministrazione Pubblica. A mo’ di esempio si allega uno dei tanti articoli sulle dichiarazioni del Sindaco, per comodità da un quotidiano online, nel caso de Il gazzettino online dell’11 gennaio 2016.
sindaco rovigo non paga il canone

LA LEGGE
Restando al campo dell’evasione, le principali condotte che configurano un reato penale e le relative sanzioni, la norma di riferimento è il Dlgs 74 del 2000, modificato dal Dl 138 del 2011 e ulteriormente ritoccato dal Dlgs. n. 158/2015.

DENUNCIA A NORMA DI LEGGE
A seguito di quanto esposto, con le lacunose competenze legislative segnalate da un giornalista-fotografo, e non da un addetto alla giurisprudenza, si denuncia Massimo Bergamin, Sindaco del comune di Rovigo: 1) per razzismo; 2) per discriminazione politica; 3) per omofobia e inosservanza di pubblico servizio; 4) per incitamento all’evasione fiscale. Si sollecita la Procura di Rovigo ad aprire un fascicolo di indagine approfondito ed esauriente dal punto di vista legislativo su queste vicende. In particolare si chiede di estendere l’indagine, per questi reati, anche sui profili “facebook” di Massimo Bergamin, nei quali dichiarazioni denunciabili di questo tipo sono pubblicate a iosa.

Rovigo, 29 settembre 2016,
in fede, Roberto Costa,
Associazione Biancoenero, per i Diritti Umani e la Giustizia Sociale

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 in sub-ordine: post-scriptum.

DA ULTIMO CITTADINO…
Da ultimo cittadino (senza tessera di partito e potentati giornalistici alle spalle) sono stato recentemente sottoposto ad indagine per un reato di diffamazione a mezzo blog (uno dei tre Redazione Biancoenero): un Sostituto Procuratore ha “aperto un fascicolo” nei miei confronti, ha studiato l’articolo segnalato pubblicato in data 14 ottobre 2013 – “Cristiano Draghi→sepolcro imbiancato?”, ha fatto indagini per risalire a me che sono direttore di Biancoenero periodico polesano (cartaceo) di immigrati e minoranze, reg. tribunale di Rovigo 1993, poi, in data 9 settembre 2016, ha mandato quattro agenti (due della Postale e due della Digos) a perquisire la mia abitazione ed a «sequestrare computer, smartphone – o altro strumento informatico atto alla pubblicazione su blog», successivamente, come «persona sottoposta alle indagini», sono stato chiamato a presentarmi alla Postale per essere interrogato. Oltre alle mie spese personali, di avvocato e pratiche pertinenti al dissequestro del computer, al danno causatomi dal sequestro del pc che è il mio strumento di lavoro con documenti ed archivi, quanti soldi dei contribuenti sono stati spesi per procedere a questa indagine?
Senza entrare troppo nel merito si fa presente che i tre capi di imputazione, «un fotomontaggio che lo ritrae [Cristiano Draghi – Ndr] mezzo uomo e mezzo zombie, definendolo “sepolcro imbiancato” domandandosi se abbia uno “sdoppiamento schizofrenico della personalità”», sono alquanto risibili e rientrano, non tanto nel diritto di satira, quanto nel diritto di critica e di in-formazione. Il Direttore Draghi un giorno scrive su “La voce di Rovigo” che è contro la diffamazione rivolta ai giornalisti e il giorno dopo denuncia un collega giornalista per diffamazione. La definizione “sepolcro imbiancato”, tra l’altro, è posta col punto di domanda, come “uno sdoppiamento schizofrenico di personalità”, sempre riferito ad uno che denuncia la diffamazione e poi la persegue verso un collega. L’ultima cosa riguarda la data di pubblicazione, il 14 ottobre 2013, e la denuncia per diffamazione che è avvenuta il 15-3-2016 ben oltre (di anni) i tre mesi previsti per la denuncia a partire dalla pubblicazione. DOMANDA: se come pare prevedibile l’indagine sarà archiviata perché il fatto non sussiste, le spese ed i danni a Roberto Costa, da chi saranno ripagati? Le gravose e costose spese  per l’indagine, alcune delle quali sembrano addirittura esorbitare la portata dell’ipotetico reato,  da chi saranno ripagate? La vacuità della denuncia rispetto alle conseguenze, da chi sarà valutata?

… AL PRIMO CITTADINO …
Nel caso del Primo cittadino di Rovigo, mi sembra di avere ben documentato e che siano ben pertinenti le mie motivazioni perché si apra un fascicolo verso Colui per reati come razzismo, discriminazione politica, omofobia ed incitamento all’evasione. Non una semplice diffamazione a mezzo stampa su un blog letto da poche decine di persone, ma reati propagandati ed istigati su giornali cartacei e online a diffusione nazionale, e sul profilo facebook, e visionati da decine di migliaia di persone. DOMANDA: anche al Sindaco sarà aperto un fascicolo con richiesta di sequestro di computer?

LA LEGGE SIA UGUALE PER TUTTI
Se “La legge è uguale per tutti”, si chiede qui – e che non sia invano, che sia uguale per i Primi e gli Ultimi cittadini, ma anche per i Pubblici Ministeri in quanto il P.M. Negri aveva archiviato la prima denuncia di Cristiano Draghi perché passati tre mesi dalla pubblicazione, mentre il P.M. Girlando non archivia una denuncia successiva anche se sono passati non tre mesi ma un anno e sei mesi? O c’è una valutazione di Legge che dipende dai Pubblici Ministeri a seconda della giornata e della competenza?

AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA CARMELO RUBERTO
Egregio Procuratore della Repubblica di Rovigo, Carmelo Ruberto,
dal “Resto del carlino” di domenica 29 marzo 2015 si apprende che Lei ha partecipato appassionato sostenitore all’incontro pubblico “Etica, Legalità e Giustizia: fondamento per una civile convivenza” a Runzi. Fra le sue indomite asserzioni legalitarie va ricordata: «Alzare la voce contro le leggi ingiuste, alzare la voce contro la corruzione», e, riportata nel titolo del servizio: «Un solo principio mai cedere all’ingiustizia».
Ecco, a me mi pare che quella del fascicolo aperto su di me per l’articolo «Cristiano Draghi→sepolcro imbiancato?» e le spese sostenute per questa indagine e le spese sostenute per difendermi, ed il danno lavorativo e psicologico patito, siano una vera e propria ingiustizia a cui per principio non cederò né ora né mai, rispettando anche il suo dettato filosofico-morale (se Lei non sia ipocrita nel senso che predica bene e razzola male, come dire che potrebbe essere un sepolcro imbiancato?: nel qual caso non mi sequestri il computer un’altra volta). Mentre avviare un’indagine sul Sindaco di Rovigo per i reati di razzismo, discriminazione, omofobia e evasione fiscale, con l’aggravante dell’incitamento e della Funzione Pubblica, mi sembra molto più pertinente con la legge, con la giustizia costituzionale e col suo lavoro. Perché la Legge (per tutti) È!

la legge è uguale per tutti

4 Risposte to “Sindaco di Rovigo denunciato per razzismo & co.”

  1. Livio said

    A casa, a Gavello chi ci svergogna tutti.
    Livio, Consigliere Comune di Rovigo

  2. Ivaldo said

    Sì, sfiduciamo il Sindaco di Rovigo!
    Ivaldo, Consigliere Comunale

  3. Silvia said

    Cosa ci stiamo a fare in Consiglio Comunale se non riusciamo a mandare a casa quell’intollerante discriminatore?
    Silvia Consigliera Comune di Rovigo

  4. Nadia said

    Sono d’accordo anch’io. E’ stato sfiduciato anche Baratella, sfiduciamo anche Bergamin!
    Nadia Ro, Consigliera Comunale

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