RovigoOggi.it ruba articoli e fotografie

agosto 6, 2016

Irene Lissandrin direttrice di RovigoOggi.it denunciata per furto di notizie e fotografie, Lorenzo Zoli articolista di Rovigooggi.it, denunciato per furto di notizie e di fotografie. 

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UN GIORNALE ONLINE DA FURTO
A seguito di quanto esposto, bisognerebbe diffidare dal mandare notizie e fotografie firmate ad un giornale online come Rovigooggi.it che non ci fa bella figura con la classe giornalistica riprendendo notizia e fotografie senza citare la fonte anzi timbrando col suo logo anche le fotografie rubate.
logo rovigooggi

ROVIGOOGGI GIORNALE ‘PATACCA’
Nell’esempio sotto riportato, RovigoOggi.it si rivela un giornale patacca, che non dà notizie ma patacche di notizia copiate da altri contesti ed alcune anche inventate (quella sul Pokemon in manicomio). Naturalmente vista la struttura palindromica dei sedicenti cronisti del giornale online la pataccatura è consequenziale e caratteriale alle loro capacità,  anche se demodé, pur in una città di giornalisti testa-a-biro come Rovigo (si pensi a Coltro-Cavriani-Rizzo per un quadro delle testate giornalistiche locali).
Nella foto sotto, la redazione di RovigoOggi.it, autentica Banda Bassotti del giornalismo truffaldino rodigino dopo un test di auto-stima
comporta-mentale (di tipo Rosenberg) con contemporanea verifica sociale a mezzo di interviste sul territorio. Il cartello segnaletico segna i punti che si sono assegnati i cronisti della Banda Bassotti RovigoOggi.it.
Da sinistra, Marta Biasin si considera a livello 1 ed è tanto ignota ed oscurata che le si crede sulla parola. Verso il centro il noto fotografo Luca Biasioli il “coraggioso” cecchino fotografico di mendicanti per la strada, considerato nell’ambiente giornalistico “sottozero” si sopravvaluta – seppur di poco, rispetto alla sua vera quotazione sociale. Al centro la direttrice “testarossa” Lissandrin, marca di lucido da scarpe che usa per lustrare quelle dell’azionista maggioritario Paolo Avezzù, si esibisce in una classica furbata doppio-giochista: innalza un doppio cartello per darsi un voto addirittura superiore alla quotazione, che va da 1a 10. Ma non frega il giudizio del pubblico, raccolto in piazza Garibaldi, che la considera da quattro in pagella (5 meno 1 = 4). A lato Lorenzo Zoli si assegna un bel tre sorridendo compiaciuto mentre i lettori lo classificano da 2 (che è già una somma delle sue incapacità binarie perché lui ragiona 1 alla volta e di più non ce la farebbe). Ultimo a destra Giorgio Achilli, l’unico che trova corrispondenza di quotazione sociale: è considerato bravo sì ma niuno capisce perché con le sue capacità resti a lavorare, si fa per dire, con la Banda Bassotti del sedicente giornalismo locale. Va sottolineato che gli eccessi di autostima producono disastri e disagi psicologici di non poco conto come il delirio di onnipotenza, e la sindrome del cagasotto già segnalata, mentre una bassa autostima, ma non è questo il caso, ha delle conseguenze sul grado di esposizione mediatica che un giornalista  può presentare rispetto a nuove esperienze, tipo cambiare lavoro.
rovigooggi banda bassotti del giornalismo
RovigoOggi.it, Banda Bassotti del giornalismo rodigino, posa con il punteggio del test di autostima. Al centro la direttrice Irene Lissandrin, con a lato il fedele Lorenzo Zoli, col caratteristico sorriso professionale da: scrivi tu che a me mi vien da ridere!

ITALIA “PARZIALMENTE LIBERA” PER LA LIBERTÀ DI STAMPA
Su queste pagine si è talvolta scritto che i giornalisti italiani sono parzialmente liberi per la libertà di stampa, come le prostitute, parzialmente libere di scegliersi il cliente. A questa evidente considerazione va aggiunta una “vera libertà professionale”: quella di furto di articoli e fotografie altrui. 
Secondo l’ultimo rapporto di Freedom House, organizzazione non governativa statunitense che valuta il grado di libertà democratiche in 197 Paesi del Pianeta, anche per l’ultimo anno monitorato l’Italia è “parzialmente libera” per la libertà di stampa (assieme ad altri Paesi come Cile e Namibia) al 64° posto della classifica mondiale. La classifica viene stilata su 197 Paesi del Pianeta, e va da 0 (i più liberi) a 100 (i meno liberi). L’Italia è l’unico Paese dell’Unione Europea parzialmente libero, insieme alla Grecia. E si sta parlando di una delle garanzie di ogni Stato di diritto, sancita dall’articolo 21 della nostra Costituzione: la libertà di stampa.

freedom house

 

 La denuncia alla Procura della Repubblica 

Alla Procura della Repubblica di Rovigo,
All’Ordine dei Giornalisti del Veneto

OGGETTO: mancata rettifica a norma di legge, furto di notizia e furto di  fotografie.

Egregio Procuratore della Repubblica,
sulla prima pagina di “RovigoOggi.it”, quotidiano online di informazioni su Rovigo e Provincia, in data 5 agosto 2016, compaiono ben due notizie e tre fotografie, rubate da un articolo spedito da un mio collaboratore allo stesso giornale.

L’ARTICOLO SPEDITO A ROVIGOOGGI.it
Un collaboratore di Biancoenero, Lorenzo Prandini – esperto in notizie manicomiali, in data 5 agosto – ore 12,30, dalla posta elettronica di Redazione Biancoenero, spedisce una notizia sul manicomio di Granzette, chiedendo una pubblicazione ed eventuale proseguo con altre due cronache. Ecco articolo e fotografia spedite.

Ecoambiente e “robe da manicomio” – un trittico consequenziale in piena estate
Dal nostro inviato Lorenzo Prandini, reduce manicomiale, dal manicomio di Granzette
“Robe da manicomio” che giovani teppisti brucino il cassonetto raccolta rifiuti davanti al manicomio di Granzette, ma c’è chi dice che siano i Lega boys capitanati da Aretusini perché poi venga il Sindaco a fare la “sfilata” spavaldo, a remake di una canzone anni ‘60: Lui andava spavaldo a cavallo! (“robe da manicomio” due). Dentro questa brodolosa calura estiva – che il cielo pare di cellophane!,  va dato atto del servizio “Polare”, in tre mosse, di Ecoambiente, società che gestisce il servizio di raccolta rifiuti
:
1 – Presa d’atto della distruzione dolosa per incendio del cassonetto grande con quello piccolo per rifiuti organici. 2 – Pulizia dell’area con raccolta residui anche pericolosi rimasti. 3 – Rimpiazzo dopo tre giorni, ed in pieno periodo estivo, con intemperanze lavorative, dei manufatti distrutti. Una lode e ringraziamento, dei cittadini zona Granzette, a Ecoambiente che il Sindaco Bergamin (“robe da manicomio tre”), vuole fare saltare per incompatibilità di qua e di là!

P.S.1 – Intanto dentro il Manicomio è stato avvistato Nidoran♂, un Pokèmon del noto video-smart-gioco che “impazza” fra i giovani in questo periodo (quelli che non bruciano cassonetti), e “squadre” di varie colori si sono viste avventurarsi nell’area permutata a zona di caccia. Ma di questo se ne darà cronaca in altra occasione nel servizio: Pokèmon Go, robe da manicomio giovanile in “ombra” d’estate!
P.S.2 – Per finire la trilogia del ter, che attraversa queste righe, si darà nota prossimamente del progetto pazzesco di un autore rodigino che propone uno spettacolo manicomiale a gratis al Comune di Rovigo, in piena centralità di Piazza Annonaria, in cambio delle sole spese di allestimento, che si propone di pagare lui medesimo, “robe da manicomio”, se non ci sarà gradimento del pubblico cittadino.
P.S.3 – Per completare la trilogia da Manicomio. Scrivete a “Rovigooggi” che dia spazio al vostro scrivente “reduce” manicomiale.
serie cassonetti

Nel trittico-ter fotografico, in cinemascope1 – cinematorgafico2 – a colori3, da sinistra: 1 cassonetto e contenitore rifiuti organici incendiati nella notte del 3 agosto; 2 raccolta residui pericolosi e spazzatura area, 4 agosto; 3 sostituzione cassonetto e contenitore minore, 5 agosto 2016.
Lorenzo Prandini, Granzette, tel.0425-411101

L’ARTICOLO RUBATO E LE FOTOGRAFIE
Ebbene, invece di pubblicare o no l’articolo, ma con debita firma ed anche le fotografie, il redattore di “RovigoOggi.it” estrapola la notizia dell’incendio del cassonetto (che non è stata riportata in nessuno dei quattro quotidiani cartacei locali), e tutte e tre le fotografie uguali identiche col logo del giornale medesimo. Inoltre il giornale dà notizia del Pokemon al manicomio, al punto al P.S.1, anche questa pertinenza esclusiva (qui si tratta di un vero e proprio scoop!), che non è stata pubblicata, ne lo può essere, da altro giornale, estrapolandola da questo articolo e costruendoci su un’altra cronaca.

PRIMO ARTICOLO SU ROVIGOOGGI.IT
Poche ore dopo, sulla prima pagina del giornale online compare la prima notizia, corredata da ben tre fotografie timbrate RovigoOggi.it.

INCENDIO ROVIGO
Ancora cassonetti a fuoco, ma la sostituzione è stata immediata. I cittadini di 
Granzette ringraziano Ecoambiente per il pronto intervento
I piromani dei cassonetti colpiscono all’ex manicomio

Ancora cassonetti a fuoco a Granzette, l’ennesimo episodio tra Rovigo e frazioni, resta da vedere se ci sia o meno una mano unica dietro quanto accaduto. Il primo episodio risale al 15 luglio a Rovigo città (LEGGI ARTICOLO), poco dopo c’era stato un altro episodio (LEGGI ARTICOLO), infine si era verificato un raid a Mardimago.

Rovigo – E’ il quarto raid incendiario in meno di una settimana messo a segno tra Rovigo e circondario. Questa volta, nella notte, è stato incendiato un cassonetto proprio all’ingresso dell’ex ospedale psichiatrico di Granzette. I cittadini della frazione si sono immediatamente mobilitati, domandando la sostituzione del contenitore per l’immondizia.
Richiesta immediatamente esaudita da Ecoambiente, società alla quale vanno i ringraziamenti del residenti nella frazione, colpiti dalla celerità dei lavori di sistemazione. Come detto, non è il primo episodio del genere che avviene in città, da metà luglio a oggi. Due i raid che a brevissima distanza hanno interessato la città, poi quello a Mardimago e infine questo a Granzette. Le forze dell’ordine stanno cercando di capire se dietro questi fatti ci possa essere una mano unica.
5 agosto 2016.
cassonetti-bruciati-ex-manicomio 1cassonetti-bruciati-ex-manicomio 2cassonetti-bruciati-ex-manicomio 3

Le tre fotografie, uguali identiche, pubblicate su RovigoOggi.it

> I piromani dei cassonetti all’ex manicomio

SECONDO ARTICOLO SU ROVIGOOGGI.IT
A poca distanza dal primo articolo, ne compare un altro.
IL FENOMENO ROVIGO Tutti cercano Nidoran, uno degli esemplari della “collezione”, nell’area dismessa di Granzette. Un’altra preda molto ambita dai giocatori all’ex Maddalena. Così però è pericoloso Si avventurano all’ex manicomio cercando Pokemon.

Rovigo – In certi luoghi sarebbe meglio non entrare. Lo si capisce col semplice buonsenso. Buonsenso che però non è né immediato né semplice adottare quanto si è giovani e si ha per le mani un gioco che coinvolge completamente, come è appunto “Pokemon Go”, il prodotto della Nintendo che assorbe i giocatori in una caccia ai Pokemon: ci si deve spostare fisicamente per la città per catturarli.

Nelle settimane scorse, per esempio, un Pokemon piuttosto raro era stato segnalato all’ex ospedale Maddalena, nel quartiere Commenda, ma i giocatori avevano avuto sangue freddo a sufficienza per capire che non era il caso di rischiare per una preda virtuale, per quanto ambita. Lo stesso non sta invece accadendo in questi giorni a Granzette, nell’area dismessa dell’ex ospedale psichiatrico. Qui, infatti, viene segnalata la presenza del Pokemon Nidoran e molti giovani si avventurano per catturarlo in un’area isolata e pericolosa, se non si è guidati da qualcuno esperto dei luoghi. 5 agosto 2016.
> All’ex manicomio cercando Pokémon

RETTIFICA A NORMA DI LEGGE
“La rettifica a norma di legge”, entro 48 ore e con lo stesso rilievo della pubblicazione errata, è l’unica regola deontologica della professione giornalistica e va applicata a tutela dell’informazione quando si palesano falsità, errori, inesattezze. A seguito di quanto esposto chiedo una rettifica a norma di legge e che siano attribuite e pagate le fotografie, ma risponde Lorenzo Zoli che siccome l’articolo era stato spedito da “Redazione Biancoenero” che manda periodicamente comunicati stampa, loro pubblicano e non firmano e non pagano. «La mail che ci hai inviato tua sponte, non sollecitata, arrivava dallo stesso indirizzo che usi quotidianamente per inviarci comunicati stampa che vengono trattati, appunto, come comunicati. Ossia, trasformati in articoli. Lo stesso dicasi per le foto per le foto: l’indirizzo di provenienza è lo stesso dal quale ci hai sempre inviato le foto delle tue manifestazioni al manicomio che pure abbiamo sempre pubblicato».

DENUNCIA A NORMA DI LEGGE
A seguito di quanto esposto si denunciano il direttore di “RovigoOggi.It” Irene Lissandrin e l’articolista Lorenzo Zoli per mancata rettifica a norma di legge, furto di notizie, furto di fotografie.
Rovigo, 6 agosto 2016,
in fede, Roberto Costa

ALLEGATI
1 Articolo di RovigoOggi.it del 5 agosto 2016, “I piromani dei cassonetti”, convertito in Pdf;
2 Articolo di RovigoOggi.it del 5 agosto 2016, “Tutti cercano Nidoran”, convertito in Pdf.
 

bacchetta.

 

 

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