Direttori giornali denunciati per violazione art.21

novembre 13, 2015

I Direttori delle maggiori “testate” giornalistiche e l’Ordine dei Giornalisti del Veneto denunciati in Procura per violazione dell’art.21 della Costituzione che prevede diritto-dovere di in-formazione.  L’Ordine dei Giornalisti va abolito per incostituzionalità.

LE LETTERE DEL CORVO ED IL DIRITTO DI IN-FORMAZIONE
Il Direttore di Biancoenero (periodico polesano di immigrati e minoranze – 1993), a seguito della reiterata censura di stampa locale e nazionale, dopo cinque udienze ed una sentenza in tre differenti processi che lo vedono imputato di diffamazione (con un cumulo di anni di galera e 160 mila euro di risarcimenti) per la pubblicazione su blog delle “lettere del corvo di Rovigo”, che denunciano il malaffare degli ultimi dieci anni in Amministrazione Pubblica Polesana, denuncia alla Procura di Rovigo i Direttori delle maggiori testate giornalistiche italiane, e l’Ordine dei Giornalisti del Veneto, per violazione dell’art.21 della Costituzione.
> Ecque qua le lettere del corvo di Rovigo
> Ecque qua i processi del corvo di Rovigo

NOTIZIA STRINGATA MA CENSURATA
Ecco notizia stringata che poteva essere data da un qualsiasi giornale, a partire da quelli di Rovigo, per rispettare il diritto di cronaca verso tutti i cittadini (e)lettori: «Rovigo, 7 novembre 2015. Dopo ben cinque udienze, iniziate il 7 marzo 2015, stamattina la prima sentenza per il Direttore di Biancoenero a giudizio in tre differenti processi per uno stesso capo di imputazione, e cioè la diffamazione, per avere egli pubblicato su un blog le “lettere del corvo” di Rovigo, sei missive di quattro relatori anonimi che denunciano il malaffare degli ultimi dieci anni in Amministrazione Pubblica Polesana».
art.21 dovere di informare

A SEGUITO DI QUANTO ESPOSTO
«…A seguito di quanto esposto si denunciano, per violazione dell’art.21 della Costituzione italiana (diritto-dovere di fare e dare tutte le in-formazioni), e se non si trattasse di violazione dell’art.21 allora si tratta di discriminazione politica continuata e reiterata, Marco Travaglio, Roberto Papetti, Andrea Cangini, Norma Rangeri, Giuseppe Cerbone, Stefano Corradino, Luigi Vicinanza, Paolo Flores D’Arcais, Stefano Trasatti, Milena Galbanelli, Ezio Mauro, Giovanni De Luca, Erasmo de Angelis, Alessandro Sallusti, rispettivamente Direttori dei giornali – settimanali – periodici – agenzie – riviste, anche via telematica o televisiva, Il Fatto Quotidiano, Il Gazzettino, il Resto del Carlino, il manifesto, agenzia Ansa, art.21, l’Espresso, Micromega, Redattore Sociale, Report, La Repubblica, TGR Veneto, l’Unità, Il Giornale.
A cui si aggiunga la pari denuncia, per violazione dell’art.21, dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto per non avere saputo o voluto garantire presso i quotidiani locali, di Rovigo, il diritto di in-formazione a tutti i cittadini, pretenziosamente sbandierato in varie occasioni».

 testate giornali ordine giornalisti del veneto

IL MIRAGGIO DELLA LIBERTÀ DI STAMPA IN ITALIA
Ormai in Italia la libertà di stampa è diventata un miraggio, un vero e proprio refuso costituzionale. Nell’anno 2014, secondo i monitoraggi di Reporter sans frontières, l’Italia è sprofondata di 24 posizioni, secondo Freedom House l’Italia è ancora “parzialmente libera”. Come una prostituta, parzialmente libera di scegliersi i clienti più danarosi.

la stampa serve non serva

PEGGIORA LA LIBERTÀ DI STAMPA IN ITALIAReporter sans frontières L’ennesimo declassamento dell’Italia dal 49esimo al 73esimo posto nella classifica mondiale della libertà di stampa
[ RSF è una organizzazione non governativa che dal 1985 opera a favore della libertà di stampa e per la tutela dei diritti dei giornalisti nel mondo – Ndr]
12 febbraio 2015. Peggiora lo stato della libertà di stampa in Italia: nella speciale classifica redatta da Reporter Senza Frontiere l’Italia precipita di 24 posizioni, dal 49esimo posto al 73esimo: 70 Hong Kong, 71 Senegal, 72 Moldova, 73 Italia, 74 Nicaragua, 75 Tanzania. Stupisce che in graduatoria il nostro Paese sia superato anche da Paesi come l’Ungheria del discusso premier Orban (65esimo posto) o come Burkina Faso e Niger (46esimo e 47esimo posto). Peggio dell’Italia in Europa è riuscita a fare solo Andorra, caduta in un anno di 27 posizioni a causa delle difficoltà incontrate dai giornalisti nel raccontare le attività delle banche del piccolo Paese tra Francia e Spagna.
libertà stampa 2015 reporter sans frontières

ITALIA PARZIALMENTE LIBERA PER LIBERTÀ DI STAMPA – Freedom House
Secondo il rapporto di Freedom House, organizzazione non governativa statunitense che valuta il grado di libertà di stampa ed indipendenza editoriale raggiunto in ogni nazione del mondo (197), anche per l’anno 2014 l’Italia è “parzialmente libera” per la libertà di stampa (assieme ad altri Paesi come Cile e Namibia), al 64° posto della classifica mondiale. La classifica viene stilata su 197 Paesi del Pianeta, e va da 1 (free: liberi) ai parzialmente liberi (partly free), a 100 (not free: non liberi). L’Italia è l’unico Paese dell’Unione Europea parzialmente libero, insieme alla Grecia, dove l’emittente pubblica è stata spenta. 

italia freedom house 2014
L’ORDINE DEI GIORNALISTI VIOLA LA COSTITUZIONE
A proposito dell’Italia “parzialmente libera” per la libertà di stampa, si sta parlando di una delle garanzie di ogni Stato di diritto, sancita dall’articolo 21 della nostra Costituzione: la libertà di stampa. E, quindi, l’Ordine dei Giornalisti, servo e prigioniero dei potentati economici e partitici, che ha ridotto l’Italia a Paese “parzialmente libero” per la libertà di stampa, va abolito per incostituzionalità.
Costituzione_Italiana art21

 

bacchetta
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 La denuncia alla Procura della Repubblica 

Al Procuratore della Repubblica di Rovigo,
e per conoscenza all’Ordine Nazionale dei Giornalisti

OGGETTO: denuncia per violazione dell’art. 21 dei Direttori delle maggiori “testate” italiane e dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto. 

Egregio Procuratore della Repubblica,
più volte ho spedito ai Direttori di varie “testate” italiane notizia delle traversie giudiziarie a cui sono sottoposto: come direttore di Biancoenero, reg. Trib. di Rovigo 1993, sono imputato in tre diversi processi per diffamazione, per avere pubblicato su un blog le sei “lettere del corvo di Rovigo” in cui quattro scrittori anonimi denunciano la “tangentopoli polesana” a partire dal settore rifiuti. Tre processi in cui rischio mesi e mesi di galera e 160 mila euro di risarcimenti. Dopo cinque udienze ed una sentenza – dei tre diversi processi, nessun giornale locale né nazionale ha dato notizia della vicenda che credo fermamente sia una notizia che va riportata, magari in forma stringatissima, per garantire un servizio-dovere di in-formazione previsto, all’art.21 dalla Costituzione.

NOTIZIA STRINGATA MA CENSURATA
Ecco notizia stringata che poteva essere data da un qualsiasi giornale per rispettare il diritto di cronaca: «Rovigo, 7 novembre 2015. Dopo ben cinque udienze, stamattina la prima sentenza per il Direttore di Biancoenero a giudizio in tre differenti processi per uno stesso capo di imputazione e cioè la diffamazione, per avere egli pubblicato su un blog le “lettere del corvo” di Rovigo, sei missive di quattro relatori anonimi che denunciano il malaffare degli ultimi dieci anni in Amministrazione Pubblica Polesana».

IL GIORNALISTA HA IL DOVERE DI DARE TUTTE LE IN-FORMAZIONI
Più volte, negli ultimi anni, Gianluca Amadori, il Presidente dell’Ordine dei Gionalisti del Veneto, di cui faccio parte, ha mandato precise missive ai colleghi ricordando che “i giornalisti devono pubblicare tutte le notizie”, magari previa verifica; per l’”Ordine” esiste anche l’articolo di “comunanza” che invita al rispetto ed alla collaborazione fra colleghi. Questa esortazione del Presidente dell’Ordine del Veneto si richiama, evidentemente all’art. 21 della Costituzione Italiana.

LA NOTIZIA ANCORA CENSURATA
A seguito della sentenza del 7 novembre 2015, dopo cinque udienze di tre diversi processi, ho insistito a darne cronaca ai Direttori delle maggiori “testate” giornalistiche italiane con questo comunicato:
«Rovigo, 7 novembre 2015. Nel mese di novembre al tribunale di Rovigo continua la “via crucis” giudiziaria per il direttore di Biancoenero – periodico polesano di immigrati e minoranze, reg. al Tribunale di Rovigo nel 1993 –  imputato per “diffamazione” a mezzo stampa” per avere egli pubblicato su un “blog” le “lettere del corvo di Rovigo”: sei differenti missive di diversi “corvi” (4 segnalatori anonimi), in cui sono denunciate e contro denunciate le malefatte in Amministrazione Pubblica (mazzette, tangenti, appalti truccati, a partire dal settore dei rifiuti), di quella che può essere definita la “tangentopoli” polesana, gestita dai partiti di centro-sinistra e centro-destra, degli ultimi venti anni. Si tratta della “tangentopoli” polesana svelata dagli stessi protagonisti dell’una e dell’altra parte.
Tre dei diversi accusati di malaffare in Amministrazione pubblica, a fronte delle decine di menzionati, si sono rivolti al Giudice per difendere la loro reputazione.
Tre diversi processi, con lo stesso capo d’accusa (è stata più volte negata la riunificazione), di cui le udienze si sono già tenute a Rovigo il 13 marzo, il 27 aprile, il 19 maggio, il 25 giugno, il 21 settembre. Adesso, il 6 novembre, c’è già stata la prima sentenza con condanna dell’imputato. Nessuno dei tre quotidiani locali né nazionali, a cui è stata spedita debita in-formazione, ha finora dato notizia, dopo cinque udienze ed una recentissima sentenza, di una vicenda in cui un giornalista rischia anni di galera e 160 mila euro di risarcimenti.
Come Direttore di Biancoenero, indicato come responsabile del blog, per queste pubblicazioni – si tratta di un unico articolo inchiesta con commenti di educazione civica e siparietti cinematografici, rischio infatti la galera (sei mesi più sei mesi più sei mesi ma con sconto per cumulazione) e 160 mila euro di risarcimento agli eventuali diffamati, che si sono costituiti “Parte civile”, qualsiasi cosa voglia dire nel caso in questione».
Al comunicato sono stati allegati dei “link” per risalire alla pubblicazione via blog delle “lettere del corvo di Rovigo” ed anche ad un riassunto motivato e contestualizzato della vicenda giudiziaria.

ANCORA CENSURA
Ancora completa censura a mezzo no-stampa delle maggiori “testate” nazionali su questa vicenda.

A SEGUITO DI QUANTO ESPOSTO
A seguito di quanto esposto si denunciano, per violazione dell’art. 21 della Costituzione italiana (diritto-dovere di fare e dare tutte le in-formazioni), e se non si trattasse di violazione dell’art.21 allora si tratta di discriminazione politica continuata e reiterata, Marco Travaglio, Roberto Papetti, Andrea Cangini, Norma Rangeri, Giuseppe Cerbone, Stefano Corradino, Luigi Vicinanza, Paolo Flores D’Arcais, Stefano Trasatti, Milena Galbanelli, Ezio Mauro, Giovanni De Luca, Erasmo de Angelis, Alessandro Sallusti, rispettivamente Direttori dei giornali – settimanali – periodici – agenzie – riviste, anche via telematica o televisiva, Il Fatto Quotidiano, Il Gazzettino, il Resto del Carlino, il manifesto, agenzia Ansa, art.21, l’Espresso, Micromega, Redattore Sociale, Report, La Repubblica, TGR Veneto, l’Unità, Il Giornale. A cui si aggiunga la pari denuncia, per violazione dell’art.21, dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto per non avere saputo o voluto garantire presso i quotidiani locali, di Rovigo, il diritto di in-formazione pretenziosamente sbandierato in varie occasioni                 

Rovigo, 13 novembre 2015,
in fede, Roberto Costa, direttore di Biancoenero
(periodico polesano di immigrati e minoranze – 1993)

ALLEGATI
1 – Comunicato-stampa ai quotidiani locali, e per conoscenza all’Ordine dei Giornalisti del Veneto ed ai quotidiani nazionali, in data 13 marzo 2015 in occasione del primo processo, in cui si riportano anche le date e le specifiche degli altri due procedimenti giudiziari.
2 – Lettere del corvo e diritto di informazione, 2 settembre 2015:
esortazione alla pubblicazione ai direttori della maggiori “testate” giornalistiche.
2a – Idem al direttore de “Il fatto quotidiano”.
3 – Comunicato spedito ai direttori delle maggiori “testate” nazionali, in data 7 novembre 2015, dopo cinque udienze ed una sentenza che riguardano lo stesso reato: divulgazione di lettere anonime.

procura repubblica presso tribunale di rovigo

 

 

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