Il Resto del Carlino e l’ossessione zingara

gennaio 8, 2015

Il Carlino di Rovigo capo-cronato da Carlo Cavriani sembra affetto da una vera e propria “ossessione zingara”: miraggi allucinatori di “zingari” (che è oggi un termine spregiativo a definire l’etnia Rom/Sinta) fautori di reati criminali senza alcuna descrizione probatoria o verifica di notizia: se una donna sconosciuta compie un reato, allora è una “zingarella”, una “donna di etnia rom”. È come se Carlo Cavriani fosse rimasto ideologicamente “fissato” al nazi-fascismo degli anni ’30 del secolo scorso quando gli zingari erano considerati tutti «geneticamente ladri, truffatori, nomadi», [magari l’è cascà dal “caregòn” mentre stava giocando a Galeazzo Ciano la penna del Minculpop – Ndr {da cui deriva il termine “pennivendolo” di regime – contro Ndr}]. Quando i giornalisti italiani min-cul-popati – appunto  [epoca “leggi razziali” del 1938 – Ndr] pubblicavano le “veline” della polizia [direttive di “regime” impartite attraverso la polizia alla stampa – Ndr] scattando subitaneamente sull’attenti, col braccio alzato [per cui dovevano posare la penna – Ndr], senza alcuna verifica deontologica professionale.

bambina rom, schedatura III reich 1941

criminalizzazione nazi-fascista di zingari

La notizia di cronaca
A pag. 2 del Resto del Carlino Carlino di Rovigo, di lunedì 5 gennaio 2015, titolata “Sicurezza e controlli”, compare la notizia di un «Furto con destrezza» di una “ragazza” che nel parcheggio auto «Ha fatto finta di essere preoccupata per un uomo che stava uscendo dopo aver fatto shopping alla Comet» e lo ha avvisato di avere una gomma a terra. In effetti non si tratta di una semplice ragazza, perché la cronista Caterina Zanirato specifica subito dopo: «Peccato che le buone intenzioni della zingarella puntassero in realtà a volerlo alleggerire del portafoglio». La cronista spiega che «Il fatto è successo sabato pomeriggio nel parcheggio della Comet, in zona centro commerciale ‘La Fattoria’». Il rodigino è stato avvicinato «da una giovane donna di bell’aspetto, che l’ha messo in guardia» avvisandolo di avere forato una gomma. L’uomo si è abbassato per verificare lo stato della ruota ma «mentre si piegava, la donna ha subito colto l’occasione per sfilargli il borsello e scappare con il portafoglio del malcapitato». L’articolo finisce con la denuncia alla polizia e la descrizione della donna: «La donna era di etnia rom, alta circa 1,65 metri. Indossava un giubbotto scuro, aveva cappelli chiari e un berretto in testa».
gomma a terra carlino rovigo 5-1-2015

DI ETNIA ROM?
L’articolista c.z. (Caterina Zanirato), che è una «giovane donna di bell’aspetto», magari implementata e surrogata dal capo-cronista Cavriani, in verità pure «giovane uomo di bell’aspetto», che indossa spesso «un giubbotto scuro», dovrebbe spiegare come la «giovane donna di bell’aspetto», la zingarella della cronaca, sia trasfigurata successivamente in una «donna di etnia rom», con «cappelli chiari». Magari anche la «giovane donna di bell’aspetto» del Resto del Carlino, la Caterina Zanirato, potrebbe essere una «zingarella», pure con «i cappelli chiari», ma allora non si capisce perché lavorasse [lavorerebbe – Ndr], al Resto del Carlino di Rovigo fisimato dall’”ossessione zingara” del capo-cronista pure medesimo zingarato prêt-àporter: «giovane uomo di bell’aspetto», che indossa spesso «un giubbotto scuro».

 La gitana tropical V. Manuel Garcia 1929 raimundo madrazo, gitana 1897 anders zorn zingara 1918

I DUBBI ETNICI
Non si riesce a capire da quale caratteristica somatica, culturale, estetica, di lingua, la «ragazza» del titolo, poi diventata «donna di bell’aspetto», si sia trasfigurata in «zingarella» per trasformarsi alla fine in una «donna di etnia rom». Anche sulla cronaca de Il Gazzettino di Rovigo, che descrive minuziosamente lo stesso episodio, non si trova traccia di caratteristiche etniche, tantomeno spregiative come «zingarella». O al Carlino Rovigo hanno inventato e tengono accuratamente secretato, un nuovo “Atlante” lombrosiano, di applicazione nazi-fascista e perpetuato all’epoca attuale, con le stimmate della criminalità zingara, o da buoni giornalisti fedeli al Minculpop degli anni ’30 del secolo scorso, hanno pubblicato pari pari la nota (“velina”) della Questura di Rovigo senza alcuna deontologica verifica? L’unica cosa che traspare chiara da questo semplice fatto di cronaca è che se c’è una donna sconosciuta e senza alcuna caratteristica etnica, che ruba, allora deve essere una «zingarella» e di «etnia rom» perché tutte le “zingarelle” sono geneticamente ladre [vedasi citazione al primo paragrafo – Ndr]. E questo si configura come un vero e proprio incitamento alla ostilità e discriminazione etnica ed all’odio razziale.

amedeo modigliani zingara con bambino 1918 roberto costa denisa e ferida romnià 2004 Henrika Šantel Ciganka

IL METODO DEL CONFRONTO
A supplemento, ed a confronto di diversa etica professionale e di “ossessione zingara” probatoria al Resto del Carlino, si riporta articolo de Il Gazzettino di Rovigo, stessa data (5 gennaio), che descrive, in modo deontologico corretto, lo stesso avvenimento. Nella notizia, ben sviscerata, non si trova alcun riferimento etnico (rom) né tanto meno spregiativo (zingarella) della donna, «gentile sconosciuta», probabile autrice del raggiro, nonostante il 63enne, preso di mira abbia «anche fornito una descrizione abbastanza dettagliata della donna che lo ha avvertito della gomma a terra».
gomma forata gazzettino 5-1-2015

FOTO ANTROPOLOGICHE-ANTROPOMETRICHE-FISIOGNOMICHE
Il metodo del confronto cranio-facciale fra cronisti del Carlino

caterina zanirato starlet carlino rovigo in versione zingarella carlo cavriani in epoca Minculpop

1 – La starlet Caterina Zanirato, in posa zingaresca con spallina abbassata alla guisa dei “piccoli annunci” – A.A.A.A., “massaggi” – ventrali, addominali e maieutici [vedasi pagine ultime della cronaca locale del Carlino Rovigo – Ndr], fa bella mostra di sé [non “mostra” – sostantivo come a dire persona mostruosa, ma “mostra” – verbo copulativo, 3ª persona singolare dell’indicativo presente – Ndr] presentando la “Sfilata dello sport polesano” in Provincia il 17 maggio 2014.
2 – Carlo Cavriani con elmetto da MinculPop (epoca “leggi razziali” del 1938) ben fraccato e configurato a futura memoria sulle orecchie. Carlo Cavriani sembra figurare quel soldato giapponese, dell’Asse Roma-Berlino-Tokio [per restare in attualità storica-ideologica – Ndr], rimasto solo in una sperduta postazione di un’isolata isola delle Filippine a perseguire una guerra finita da ormai 70 anni. E non ci crede [proprio no, anzi “me ne frego” avrebbe risposto anzichenò – Ndr] se da un idrovolante turistico gli urlano che la guerra è finita ed anche la persecuzione ed il genocidio degli “zingari” ed i forni crematori [dove finivano gli “zingari” criminalizzati anche a mezzo stampa – Ndr], sono ormai ridotti in macerie e custoditi solo come orrore di una tragedia storica.

 C. S. Lidderdale A young Gypsy woman,1872 vittorio tessari giovane rom 1891 Octavius Oakley, gypsy woman 1860

DETERIORAMENTO LIBERTÀ DI STAMPA IN ITALIA
Secondo il rapporto di Freedom House, organizzazione non governativa statunitense che valuta il grado di libertà democratiche in 197 Paesi del Pianeta, anche per l’anno 2014 l’Italia è “parzialmente libera” per la libertà di stampa al 64° posto (assieme al Cile ed alla Namibia) della classifica mondiale, cioè parzialmente prigioniera dei partiti, dei poteri forti, economici e mafiosi, della cricca… La classifica viene stilata su 197 Paesi del Pianeta, e va da 0 (i più liberi) a 100 (i meno liberi). L’Italia è l’unico Paese dell’Unione Europea parzialmente libero, insieme alla Grecia, dove l’emittente pubblica è stata spenta. E si sta parlando di una delle garanzie di ogni Stato di diritto, sancita dallarticolo 21 della nostra Costituzione: la libertà di stampa. Che è violata proprio dai giornalisti.
Anche la classifica annuale di “Reporter senza frontiere”, sulla libertà di stampa nel mondo (riguarda 180 Paesi) segnala la deriva della stampa nazionale: l’Italia sprofonda tragicamente di 24 posizioni, nel 2014, rispetto all’anno precedente. Il Paese perde 24 posizioni arrivando al 73esimo posto, dietro la Moldavia e davanti al Nicaragua. A testimoniare la deriva del giornalismo italiano si pubblica, nel siparietto successivo, una pagina antropometrica ed antropomorfica dei giornalisti del Resto del Carlino che secondo lo scrivente, contribuiscono, con articoli reiterati e ben retribuiti di questo tipo, in maniera ancorché incisiva al declassamento della categoria giornalistica (etico e morale), sia secondo le norme di Reporter senza frontiere che secondo quelle di Freedom House.
italia freedom house 2014

LO SPROFONDO GIORNALISTICO ATTRA-VERSO IL CARLINO
Il deterioramento sprofondante della stampa italiana passa, da questo ed altri episodi simili, anche attraverso il Resto del Carlino. In linea con l’articolo fin qui articolato, si pubblica l’Atlante lombrosiano giornalisti del Carlino, nazionale e locale, finora accuratamente secretato. Un vero e proprio codice fisiognomico, identikit cranio-facciale, per l’assunzione di nuovi cronisti. Un vero e proprio scoop [sensazionale notizia giornalistica – Ndr] di cui per segreto professionale si tiene celata la fonte, che dimostra che c’è ancora una sacca di resistenza giornalistica che difende e propaga la libertà di stampa e si trova nelle piccole testate non finanziate dai partiti e dai potentati economici e mafiosi e in alcune nicchie del magmatico internet [Sperando che il baldo capo-cronista Carlo Cavriani non ci denunci ancora una volta per diffamazione, una delle cause dello sprofondo giornalistico, secondo Reporter senza frontiere – Ndr].

ATLANTE LOMBROSIANO GIORNALISTI CARLINO

atlante lombrosiano giornalisti del carlinoPer quanto riguarda la redazione locale territoriale di Rovigo, sono ben riconoscibili il noto capo-cronista Carlo Cavriani [non è quello in mezzo a testa cranica pelata, egli si è infilato il toupet, – Ndr], Tommaso Moretto [l’”atlante” è di tre mesi fa prima della dipartita del noto oscarwaildiano – Ndr], la “giovane donna di bell’aspetto” con cappello alla zingaresca Caterina Zanirato [coi cappelli tinti in scuro per non tradire i tratti somatici etnici – Ndr], Alessandro Andriolli [quello con la faccia paciosa e pretestuosa – Ndr], Franco Pavan in trasferta dal Gazzettino [non c’entra niente ma se c’è da fare un atlante giornalistico in versione codice etico da – 24 posizioni di Reporter senza frontiere (tutte prone e carponi) è sempre in prima fila, coi baffi e l’occhio attento – Ndr], Alberto Garbellini in trasferta da La voce [vedi Franco Pavan, non è quello con la testa a (penna) biro – Ndr], Giuliano Ramazzina [detto il semantico – Ndr], Andrea Cangini [il direttore nazionale in posa autoritaria a controllare gli acquartieramenti locali – Ndr], Sergio Garbato [il codice menabò del quotidiano – Ndr], Bovenzi Mario [quello con la mentina in bocca, nell’atto propedeutico di ciucciarla – Ndr], Roberta Merlin [in versione gran-ducale – Ndr] …

Boccaccino, zingarella 1504 tiziano madonna zingara 1510

IL TIC-TAC DELL’OSSESSIONE ZINGARA
Carlo Cavriani, capo-cronista del Resto del Carlino di Rovigo, segnalato più volte alla Procura della Repubblica ed all’Ordine dei Giornalisti, per episodi di questo tipo, continua a dettare legge ai suoi collaboratori ed a infarcire la cronaca locale del Carlino di incitamento all’odio razziale e violazione delle norme deontologiche. Anche in spregio ai corsi di aggiornamento professionale instaurati obbligatoriamente dall’Ordine dei Giornalisti dall’anno scorso. È una specie di “coazione a ripetere” nei confronti dei Rom (si dice Rom e Sinti perché zingari è spregiativo), anche se sono in Italia dal 1400, perfettamente simili a tutti gli altri italiani, magari di etnia Veneta o Etrusca. Si chiama la “sindrome del tic-tac zingaro”, la sinapsi deontologica e direttiva a tic-tac [come la penna a sfera, non la testa a sfera – Ndr] di Carlo Cavriani e funziona così: Tic – c’è un furto con una persona non bene identificata? Tac – allora scrivi che si tratta di uno zingaro! Tic, una donna sconosciuta di bell’aspetto fa un furto? – Tac, allora scrivi che era una zingara coi capelli tinti di biondo per mimetizzarsi!

pierre-auguste renoir petite gitane 1879 bouguereau w. adolphe 1890 bouguereau w. adolphe 1879 giovane gitana

SEGNALAZIONI D’ARCHIVIO
Per una memoria dell’umanità negata al Resto del Carlino
> Carlo Cavriani, il Carlino, la legge Mancino
Rovigo, 24 marzo 2014. Carlo Cavriani, capo-cronista Resto del Carlino di Rovigo, segnalato in Procura per incitamento all’odio razziale (Legge Mancino), assieme al suo direttore Giovanni Morandi. La vicenda si riferisce ad un articolo, a tutta pagina, ed alle “civette” (le locandine con titolone incorniciate su cavalletto) poste dinnanzi alle edicole di tutta la città, che inciterebbero all’odio razziale verso alcune famiglie di profughi romeni (con donne e minori) – ma c’è anche un italiano, che abusivamente sopravvivono in un edificio dismesso di Rovigo, senza luce, acqua e riscaldamento ed in spregio, anche, al diritto nazionale ed internazionale che tutela il diritto dell’infanzia

.

NOTA BENE: LE IMMAGINI
le immagini di ragazze e donne di etnia Rom, Sinta, Kalhè, Manouches, Romanichals, Gpsy, Gitana, non pertinenti all’articolo (ma che illustrano dignitosamente con la loro composta presenza l’articolo) fanno parte di una ricerca sulla donna zingara nella storia della pittura. Come si permette il Resto del Carlino di Rovigo di criminalizzare popolazioni residenti in Europa almeno dal 1400, con la loro straordinaria ricchezza di cultura arte e socialità? A processo [a Norimberga – Ndr] gli incitatori all’odio ed all’ostilità verso queste popolazioni che, come già in passato, hanno portato ai campi di sterminio etnici ed al degrado dell’umanità!!!

bacchetta
.
A questo articolo di denuncia, s
eguirà l’esposto alla Procura della Repubblica…
.
procura repubblica presso tribunale di rovigo .

  La denuncia alla Procura della Repubblica  

Alla Procura della Repubblica di Rovigo,
all’Ordine dei Giornalisti del Veneto,
e per competenza a:
UNAR, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali,
Ordine Nazionale dei Giornalisti,
Federazione Nazionale Stampa Italiana

OGGETTO: invenzione allucinatoria di reato ascritto ad una “zingarella” “di etnia rom”, diffusione di sentimenti di ostilità e criminalizzazione nei riguardi di etnia rom a mezzo stampa, violazione Carta di Roma – con declinazione sui Rom, mancanza di verifica di notizia.

Egregio Procuratore della Repubblica,
a pag. 2 del Resto del Carlino Carlino di Rovigo, di lunedì 5 gennaio 2015, titolata “Sicurezza e controlli”, compare la notizia di un «Furto con destrezza»  di una “ragazza” che nel parcheggio auto «Ha fatto finta di essere preoccupata per un uomo che stava uscendo dopo aver fatto shopping alla Comet» e lo ha avvisato di avere una gomma a terra. In effetti non si tratta di una semplice “ragazza”, perché la cronista Caterina Zanirato specifica subito dopo: «Peccato che le buone intenzioni della zingarella puntassero in realtà a volerlo alleggerire del portafoglio». La cronista spiega che «Il fatto è successo sabato pomeriggio nel parcheggio della Comet, in zona centro commerciale ‘La Fattoria’». Il rodigino è stato avvicinato «da una giovane donna di bell’aspetto, che l’ha messo in guardia» avvisandolo di avere forato una gomma. L’uomo si è abbassato per verificare lo stato della ruota ma «mentre si piegava, la donna ha subito colto l’occasione per sfilargli il borsello e scappare con il portafoglio del malcapitato». L’articolo finisce con la denuncia alla polizia e la descrizione della donna: La donna era di etnia rom, alta circa 1,65 metri. Indossava un giubbotto scuro, aveva cappelli chiari e un berretto in testa».

L’INVENZIONE DELLA ZINGARELLA – DI ETNIA ROM
Si fa presente che nessuna nota o descrizione somatica, etnica, di lingua o anche di abbigliamento, è data nell’articolo, a spiegare il fatto che la presunta autrice del «Furto con destrezza» definita  «ragazza», ma anche «giovane donna di bell’aspetto», diventi una  «zingarella», per finire con «La donna era di etnia rom». È evidente, a parere dello scrivente, che i termini “zingarella” e “di etnia rom”, visto che non è specificato in alcun modo da dove sia tratta questa deduzione, sono di carattere spregiativo – zingarella, ed incitano alla criminalizzazione di una etnia – quella rom, senza che ne sia fornita alcuna prova. L’unica cosa che traspare chiara da questo fatto di cronaca è che se c’è una donna sconosciuta che ruba, allora deve essere una «zingarella» e di «etnia rom», come se le “zingarelle” e le “donne di etnia rom” fossero tutte ladre. Cos’è, un rigurgito storico del nazi-fascismo degli anni ’30 del secolo scorso quando gli zingari erano considerati tutti «geneticamente ladri, truffatori, nomadi»?

IL GAZZETTINO INVECE
A supplemento, ed a confronto di diversa etica professionale e di “ossessione zingara” probatoria al Resto del Carlino, si riporta articolo de Il Gazzettino di Rovigo, stessa data, 5 gennaio pag.II, che descrive lo stesso avvenimento. Nella notizia, ben sviscerata, non si trova alcun riferimento etnico riguardo i Rom né tanto meno spregiativo («zingarella») della donna, «gentile sconosciuta», probabile autrice del raggiro, nonostante il 63enne, preso di mira abbia «anche fornito una descrizione abbastanza dettagliata della donna che lo ha avvertito della gomma a terra».

VIOLAZIONE DELL’ETICA PROFESSIONALE
Ora si ritiene che nell’articolo riportato l’uso arbitrario del termine «zingarella» e «di etnia rom», inventato a de-scrivere una perfetta sconosciuta, sia in evidente infrazione del codice deontologico professionale giornalistico, sia per quanto riguarda la verifica della notizia da parte del cronista, sia in violazione della “Carta di Roma – con declinazione sui Rom” (2008-11”) che tutela il diritto di in-formazione di soggetti svantaggiati come Immigrati, Rifugiati, Rom. Con l’aggravante dell’invenzione del reato per criminalizzare e diffondere ostilità a mezzo stampa verso i Rom/Sinti.

ESTREMI DI REATO
A seguito di quanto esposto si denunciano l’articolista del Resto del Carlino c.z. (Caterina Zanirato), il capo-cronista di Rovigo Carlo Cavriani ed il direttore responsabile Andrea Cangini, per violazione del codice deontologico (mancata verifica di notizia e violazione “Carta di Roma”) ed incitamento all’odio razziale (verso le popolazioni Rom/Sinte) mediante invenzione di notizia.
In fede,
Roberto Costa, direttore di Biancoenero,
periodico polesano di immigrati e minoranze – 1993

 

ALLEGATI
Copia dell’articolo del Resto del Carlino Rovigo del 5 gennaio 2015.
Copia dell’articolo de Il Gazzettino di Rovigo del 5 gennaio 2015.
 

2 Risposte to “Il Resto del Carlino e l’ossessione zingara”

  1. Delia Martini (Rovigo) said

    Ma siamo al delirio… (e non sto parlando di Carlo Cavriani).

  2. Biancoenero said

    Sì cara Martini, al delirio di chi non si è accorto che l’epoca delle discriminazioni dei “diversi” e dei campi di sterminio è passata da un pezzo. Ma resta là col suo cervello da Minculpop.

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