La Voce di Rovigo xenofoba e discriminante

novembre 30, 2014

Pier Francesco Bellini direttore de La Voce di Rovigo segnalato alla Procura di Rovigo ed all’Ordine Giornalisti per discriminazione verso minoranza etnica (violazione Carta di Roma) e discriminazione verso minorenni (violazione Carta di Treviso).

nomadi la voce 18-11-14.
LA NOTIZIA, RAZZISTA, DI CRONACA
La Voce di Rovigo, martedì 18 novembre 2014 pag.7: «Sei nomadi, di cui cinque minori, fermati al Lidl» – occhiello, «Razzia al market con i bimbi» – titolo, sono la “carta” quotidiana di presentazione del giornale xenofobo La Voce di Rovigo che viola di consueto la Carta di Roma (per informazioni corrette su minoranze discriminate come i Rom) e la Carta di Treviso (per tutela di informazione e di salvaguardia dei minori in quanto persone in divenire) in spregio reiterato e reiterato alla deontologia professionale, con grave nocumento [no-cu-mén-to, s.m. – NdR] a tutta la categoria.
[Per inciso, il direttore PF Bellini ci fa la figura del discriminatore anche asino {vedasi fotografia sotto, “Corso di aggiornamento” – NdR} visto che proprio il 23 settembre scorso, a pochi passi dalla sua redazione, presso G. Guardia di Rovigo, si è tenuto un corso di aggiornamento professionale, con un centinaio di giornalisti iscritti, proprio sulla deontologia professionale (Carta di Roma e di Treviso, tra l’altro) – NdR].
La notizia, di cui i titoli, riguarda il furto di undici confezioni di cioccolato e di un profumo per il valore di 30 euro da un supermercato della città. Fra i sei “nomadi” (termine dispregiativo che induce al sospetto ed all’odio verso una etnia  in violazione della Carta di Roma per la tutela delle minoranze etniche) che sono RESIDENTI [nomadi residenti? – NdR] in un piccolo paese X della Provincia, cinque minori di 8, 9, 13, 15 e di un anno e mezzo, tutti facilmente riconoscibili (e qui sta la violazione della Carta di Treviso) e discriminabili per il loro reato perché X è un piccolo borgo di 1168 abitanti dove tutti conoscono i minorenni “nomadi” e quando il più piccolo andrà all’asilo magari gli chiederanno, con disprezzo, “vuoi un po’ di cioccolata?”.
 Polizia di stato da TGIschia.itN.B. Anche la fotografia che illustra l’articolo, titolata «La polizia si è subito portata sul posto», [da Ischia, a 690 km di distanza ce ne è voluto di tempo! – NdR] viola il codice deontologico e dà la misura di che quotidiano sia la Voce di Rovigo: è stata rubata, senza citazione, dal sito “TGIschia.it” del 29 settembre 2013.

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ROVIGO NO-DEONTOLOGY ZONE OF PRESS
È come se a Rovigo avessero istituito una “No-fly zone” (zona di interdizione al volo) di tipo deontologico, nello specifico una “No-deontology zone of press” per tutti i giornalisti locali che volando di consueto a rasoterra possano tranquillamente evadere le norme etiche della professione. Una sorta di zona franca e liberata dalla deontologia professionale dove la libertà di stampa, che in Italia secondo Freedom House (organizzazione non governativa statunitense che valuta il grado di libertà di stampa ed indipendenza editoriale raggiunto in ogni nazione del mondo) è già “parzialmente libera”, diventi addirittura non libera, con la stampa cioè ammanettata a tutto tondo ai poteri forti (economici e partitici) ed alla depravazione professionale che ne deriva. Poiché questa è sola l’ultima di una nutrita serie di segnalazioni-esposti all’Ordine dei Giornalisti del Veneto ed anche alla Procura di Rovigo, su violazione della carta di Roma – con declinazione sui Rom. ordine giornalisti del veneto senza rovigoRovigo “No-deontology zone” nella nuova ridefinizione territoriale dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto, con l’emerito presidente Gianluca Amadori, e la nobile presidente del Consiglio di disciplina Fiorenza Coppari.

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IN SUB-ORDINE
Siccome che è venuta la sfegatata Presidente del Consiglio di disciplina dell’Ordine Fiorenza Coppari a settembre a Rovigo a fare un corso sulla deontologia professionale che verteva guarda caso anche sulla Carta di Treviso e di Roma, ci si chiede se possa, arrembante come si mostrò alla platea di un centinaio di giornalisti, fare “disciplina” su questa vicenda. Ed anche il carismatico presidente Gianluca Amadori, visto che il caso non riguarda i suoi colleghi del Gazzettino e che quindi non c’è conflitto di interessi, potrebbe implementare un po’ di professionalità professionale. Siccome che da anni si fanno segnalazioni-denunce su queste questioni –soprattutto sulla Carta di Roma con declinazione sui Rom, l’esimio Presidente potrebbe attivarsi in una pausa caffè e spedire una dura missiva ai tre capo-cronisti dei quotidiani di Rovigo, magari una telefonata, invitandoli perentorio a cancellare le parole “zingari” e “nomadi” dal loro ristretto vocabolario giornalistico: non avrà mica bisogno di un segretario per una incombenza di questo tipo! E se non ha letto bene la Carta di Roma stia più attento e pertinente ai vari corsi di aggiornamento professionale che organizza, Egli – l’Amadori, da Cortina a Mestre e si sieda umilmente (se ne avesse la tempra) ad imparare per poi applicare. gazzettino no zingari 18-11-14Una volta tanto il quotidiano Il Gazzettino non infierisce più di tanto contro gli “zingari” o i “nomadi”, c’è un solo accenno spregiativo al «gruppetto – composto pare da nomadi» e nessun riferimento logistico per i minorenni, che qui «hanno tutti un’età fra i 10 anni e l’anno e mezzo», invece a la Voce: 15, 13, 9, 8 e 1 e mezzo. 

CORSO DI AGGIORNAMENTO A LA VOCE DI ROVIGO
Incostituzionale l’ordine dei Giornalisti?
Enzo Iacopino, visto come la tira con l’Ordine del Veneto, pare abbia intenzione di venire direttamente a Rovigo a fare un corso di aggiornamento professionale, di ben 4 crediti, presso la redazione de la Voce di Rovigo, primo caso in Italia di corsi professionali porta a porta.
«È evidente che c’è qualcosa che non va nell’etica professionale del quotidiano La Voce di Rovigo», avrebbe dichiarato il valente Presidente nazionale, «è per questo che andrò di persona – se la notizia fosse confermata, a guardare negli occhi i colleghi di Rovigo: dall’ottuagenario coordinatore editoriale Roberto Rizzo al direttore Pieffe Bellini, all’ultimo Garbellini e Randolo [che sono due in verità, ma al prezzo di uno – NdR]». «Perché una volta per tutte», avrebbe concluso il battagliero Iacopino, «dobbiamo scalare la classifica di Freedom House che ci vede come un Paese “parzialmente libero” per la libertà di stampa e come Ordine dei Giornalisti  stiamo violando la nostra stessa Costituzione che all’art. 21 norma per legge la libertà di stampa. Dobbiamo attivarci tutti assieme per riuscire a passare, come Ordine dei Giornalisti, dall’illegalità alla legalità!».

corso deontologia a rovigoNella foto che potrebbe essere tratta dal sito dell’Ordine dei Giornalisti, si vede il baldo Presidente nazionale Enzo Iacopino, a dare bella mostra di sé, accompagnato dal presidente nazionale del Consiglio di disciplina Rino Felappi, che illustra alcune norme etiche di deontologia professionale – qualsiasi cosa voglia dire, presso la redazione de la Voce di Rovigo in piazza Garibaldi della città capoluogo di Provincia. Estrema attenzione dei giornalisti (qualsiasi cosa voglia dire) de La Voce di Rovigo che hanno l’opportunità di beccare ben 4 punti di credito formativo senza spostare neanche il culo dalle loro scarane. Di spalle si intravvede Ketty Areddia che, esperta in “nomadi” e “zingari” non ne avrebbe di bisogno di aggiornamento professionale. Di spalle non si intravvede la nuca dell’ottuagenario Roberto Rizzo, già pensionato de Il Gazzettino, che alla sua età non ha più niente da imparare ed è andato in gabinetto con la prostata, mentre è ben evidente la nuca del noto Alberto maitòn Garbellini che fa finta di essere attento – per i crediti formativi, ma poi si dimenticherà subito tutto, sia della Carta di Treviso che di quella di Roma, leggere per credere La Voce da domani 1 dicembre. In prima fila si distingue, di spalla [termine giornalistico – NdR] il direttore responsabile del quotidiano Pieffe Bellini con le orecchie ben aguzzate alla bisogna, dietro di lui, a latere, il Presidente spesso latitante Gianluca Amadori dell’Ordine del Veneto, arrivato trafelato da un corso di aggiornamento a Cortina, costretto a presenziare dal presidente nazionale. Al credito formativo sono stati ammessi, in via del tutto eccezionale – tanto per fare numero, anche alcuni colleghi degli altri due quotidiani di Rovigo, tipo Luca Gigli e Lorenzo Zoli del Gazzettino, Tommaso Moretto e Caterina Zanirato del Carlino con la guest star Nicola Chiarini addetto stampa del consigliere regionale Graziano Azzalin. carta di treviso minori 

bacchetta
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  La denuncia alla Procura della Repubblica 

Alla Procura della Repubblica di Rovigo,
all’Ordine dei Giornalisti del Veneto,
e per competenza a: UNAR, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali,
.                             Ordine Nazionale dei Giornalisti,
.                             Federazione Nazionale Stampa Italiana

OGGETTO: VIOLAZIONE CARTA DI ROMA E CARTA DI TREVISO

L’ARTICOLO
«POLIZIA Sei nomadi, di cui cinque minori, fermati al Lidl» – occhiello, «Razzia al market con i bimbi», il titolo. Nell’articolo si legge di un «gruppo di nomadi» che «avevano rubato all’interno del supermercato».
La polizia sopraggiunta davanti all’emporio si è trovata di fronte «un gruppetto di nomadi». Una famigliola composta da sei persone, una zia e cinque nipoti di 8, 9, 13, 15 e, addirittura di un anno e mezzo. «Il gruppo di nomadi è residente a San Bellino» [nomadi residenti? – NdA] ed è stato trovato in possesso di undici confezioni di cioccolato e di un profumo per un totale di euro 30. L’articolo specifica, alla fine, che la donna è stata denunciata per furto aggravato e la polizia si è poi occupata di affidare i cinque minori ad una comunità per le loro cure.
Non si capisce da quali elementi il cronista abbia potuto definire “nomadi” il gruppetto di persone, termine che, in tutti i casi, è usato in modo dispregiativo, che induce al sospetto ed all’odio verso una etnia, per definire le popolazioni Rom/Sinte. Ora si ritiene che l’uso improprio ed arbitrario del termine “nomadi” usato nel titolo e tre volte nell’articolo, sia in evidente violazione del codice deontologico professionale giornalistico, dicasi “Carta di Roma – con declinazione sui Rom (2008-11)” che tutela, o dovrebbe tutelare nei media, il diritto di in-formazione di soggetti svantaggiati come Immigrati, Rifugiati, Rom.
In sopraggiunta a questa palese violazione deontologica, l’articolo riporta che «Il gruppo di nomadi è residente a San Bellino», un borgo di 1168 persone i cui abitanti non avranno alcuna difficoltà a riconoscere i bambini incriminati per l’episodio: qui si ravvisa la violazione della Carta di Treviso che, a tutela dei minori in quanto persone a divenire, spiega che in nessun modo i minori coinvolti in fatti di cronaca possano essere riconosciuti ed indicati per tale fatto.
LA FOTOGRAFIA – Anche la fotografia che illustra l’articolo, titolata «La polizia si è subito portata sul posto», viola il codice deontologico: è stata rubata, senza citazione, dal sito “TGIschia.it” del 29 settembre 2013.

IL METODO DEL CONFRONTO
A supplemento, ed a confronto di diversa etica professionale, si riporta articolo de Il Gazzettino di Rovigo che descrive, in modo deontologico quasi corretto, lo stesso avvenimento. In questo quotidiano, una volta tanto – e sperando che non sia l’eccezione che conferma la regola, c’è solo un accenno spregiativo al «gruppetto – composto pare da nomadi» e nessun riferimento logistico per i minorenni, che qui «hanno tutti un’età fra i 10 anni e l’anno e mezzo».

IN SUB- ORDINE
Questa segnalazione-denuncia è rivolta anche all’Ordine dei Giornalisti del Veneto presieduto da Gianluca Amadori con il Consiglio di disciplina presieduto da Fiorenza Coppari. Un preciso richiamo etico si rivolge al Presidente Amadori, a non denunciare lo scrivente perché magari lo potrebbe definire “piperlino” a non affrontare questa e simili questioni, ma a esercitare le sue funzioni deontologiche – visto che presenzia in bella presenza, a dare mostra di sé, a diversi corsi di aggiornamento professionale che riguardano anche la deontologia, dalle alture di Cortina d’Ampezzo alle pianure di Padova – e, magari, potrebbe aprire un “fascicolo” su questa violazione deontologica. Poiché il caso riguarda la Voce di Rovigo non c’è neanche un ipotetico conflitto di interessi del Presidente Amadori che lavora a Il Gazzettino e potrebbe attivarsi, anche in una pausa caffè mattutina, e scrivere una dura missiva a tutti gli iscritti all’Ordine invitandoli, esortandoli – perentorio!, a non usare più il termine “nomadi” e “zingari” perché sono dispregiativi ed in contrasto con la Carta di Roma. In sub-Ordine dei Giornalisti del Veneto ci si rivolge anche a Fiorenza Coppari, presidente Consiglio di disciplina, che a Rovigo, lo scorso 23 settembre, ha cogestito un corso di aggiornamento professionale, proprio sulla deontologia giornalistica (Carta di Roma e di Treviso, tra l’altro).  Lo scrivente si ricorda ancora la relazione passionale e sfegatata della Coppari proprio sulla Carta di Treviso, e se volesse Colei fare “disciplina” sulla questione e passare dalle parole ai fatti, visto che ne ha la competenza e la professionalità e la carica, allora non ci sarebbe scampo per i trasgressori rodigini, almeno per quanto riguarda la Carta di Treviso.

ESTREMI DI REATO
Tanto premesso, Le chiedo, signor Procuratore,
di verificare l’eventuale sussistenza di estremi di reato, dicasi violazione della “Carta di Roma – con declinazione sui Rom” (2008-11) ed incitamento alla discriminazione verso i Rom/Sinti (vedasi anche il Codice deontologico in materia di protezione dei dati personali 1998 – Art.9 Tutela diritto alla non discriminazione), nell’articolo de La Voce di Rovigo di martedì 18 novembre 2014, con l’aggravante della violazione della Carta di Treviso (1990-95), per quanto riguarda i minori,
e, di conseguenza, di procedere con gli opportuni provvedimenti nei confronti dei responsabili che sono Si. Bo., il titolista coordinatore editoriale Roberto Rizzo ed il direttore responsabile Pier Francesco Bellini.

Rovigo, 27 novembre 2014,
in fede, Roberto Costa,
direttore di Biancoenero
(periodico polesano di immigrati e minoranze – 1993)
logo benero

ALLEGATI
Copia dell’articolo de La Voce di Rovigo del 18 novembre 2014;
copia dell’articolo de Il Gazzettino di Rovigo del 18 novembre 2014;
foto polizia dal sito “TGIschia.it”, 29 settembre 2013.

 

 ARCHIVIO
> L’informazione negata dai quotidiani di Rovigo
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