Sbatti lo zingaro in prima pagina…

novembre 5, 2014

Anche se non c’entra niente. Lorenzo Zoli articolista, Gabriele Coltro capo-cronista “Il gazzettino di Rovigo” e Roberto Papetti direttore, sono  segnalati-esposti alla Procura della Repubblica di Rovigo, all’Ordine Veneto dei Giornalisti ed all’UNAR (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) per violazione della “Carta di Roma” ed incitamento alla discriminazione verso i Rom/Sinti.

il gazzettino contro gli zingariINVENZIONE DI CRONACA
Domenica 2 novembre Il Gazzettino di Rovigo titola a tutta prima pagina «Sorprende gli zingari in casa: pestato». L’articolo-civetta rimanda all’interno dove viene descritta la vicenda. Poco dopo le 18 di sabato 1 novembre il 60enne proprietario di una casa in via Adige, a Granzette, è stato risvegliato da un pisolino pomeridiano dall’abbaiare del cane e da rumori alla porta di casa. Andando ad aprire la porta si è trovato di fronte «due sconosciuti malviventi, molto probabilmente zingari». Il proprietario ha reagito con i pugni e con una rapida scazzottata, appena reagita da parte di uno dei due presunti ladri, li ha fatti fuggire. Sorvolando sugli errori del titolo – che pure qualificano in modo negativo il capo-cronista titolante (la scazzottata è stata fatta sull’uscio non in casa, il proprietario ha pestato, non è stato pestato!), in tutto l’articolo ben dettagliato a pag. III, a parte la frase, «due sconosciuti malviventi, molto probabilmente zingari», nessuna nota o specifica è data a spiegare il fatto che i due presunti ladri siano stati “zingari” o “nomadi” (magari avevano le sottane lunghe, denti d’oro, pelle scura e baffi a manubrio, fisarmonica o violino tzigano a tracolla, pesante collana d’oro al collo). È evidente che i termini, “nomadi” e “zingari”, sono usati in modo spregiativo ed incitante all’odio, per definire le persone di etnia Rom o Sinta.

Il Gazzettino Rovigo 2 novembre 2014 pag.IGAZZETTINO PARZIALMENTE LIBERO PER LA LIBERTÀ DI STAMPA
Roberto Papetti direttore de Il Gazzettino, Gabriele Coltro capo-cronista e Lorenzo Zoli articolista della sezione di Rovigo, in busta paga della holding (una volta si diceva “cricca”) Caltagirone S.P.A., dimostrano ancora una volta, se ce ne fosse di bisogno, che l’Italia “è parzialmente libera per la libertà di stampa” (come dire che una prostituta è parzialmente libera di scegliersi i clienti), come dimostra l’ultimo rapporto annuale dell’agenzia statunitense, di settore, Freedom House*. Una vicenda che getta discredito sulla categoria e sull’“etica” professionale, visto anche che il 23 settembre scorso sono pervenuti a Rovigo, ad una affollatissima sala Gran Guardia ghiotta di professionalità, giornalisti luminari dell’Ordine del Veneto come Orazio Carrubba e Maria Fiorenza Coppari, a tenere un corso sulla deontologia professionale (ohibò!) che riguarda anche la “Carta di Roma”.
* I rapporti sulla “libertà di stampa” vengono compilati annualmente dall’organizzazione non governativa statunitense Freedom House, con lo scopo di misurare il livello di libertà di stampa ed indipendenza editoriale raggiunto in ogni nazione del mondo. I gradi di libertà vengono inseriti in una scala da 1 (per i paesi più liberi) a 100 (per quelli meno liberi). In funzione dei risultati, le nazioni vengono quindi classificate in “Libere”, “Semi-libere”, o “Non libere”

Il Gazzettino Rovigo 2 novembre 2014 pag.IIICONFLITTO DI INTERESSI DEL PRESIDENTE DELL’ORDINE?
La segnalazione-denuncia è rivolta, oltre che alla procura, anche all’Ordine dei Giornalisti del Veneto presieduto da Gianluca Amadori che lavora a “Il Gazzettino” di Venezia (della holding Caltagirone S.p.a.), diretto da Roberto Papetti che, proprio come direttore responsabile, è segnalato alla Procura, assieme al capo-cronista ed articolista di Rovigo Gabriele Coltro e Lorenzo Zoli, per violazione della “Carta di Roma” ed incitamento alla discrimina-zione. Ed allora ci si chiede se non ci sia un conflitto di interessi nel Presidente Gianluca Amadori dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto invitato a dirimere o presidenziare la violazione della “Carta di Roma” da parte del suo collega Lorenzo Zoli e capocronista Gabriele Coltro e del suo direttore Roberto Papetti. Che, anche se Colui, il Presidente, non dovesse far parte di alcuna commissione competente alla valutazione della vicenda, certamente col suo grado e la sua importanza ed il suo carisma egli è in grado di influenzare-implementare le iniziative dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto.

La voce di Rovigo 2 novembre 2014

                                       

  La denuncia alla Procura della Repubblica 

Al Procuratore della Repubblica di Rovigo
all’Ordine dei Giornalisti del Veneto,
e, pure per competenza a:
UNAR, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali,
Ordine Nazionale dei Giornalisti,
Federazione Nazionale Stampa Italiana

OGGETTO: VIOLAZIONE “CARTA DI ROMA DEL GAZZETTINO DI ROVIGO

Egregio Procuratore della Repubblica, nella prima pagina dell’inserto locale de “Il Gazzettino”, “Il Gazzettino di Rovigo”, di domenica 2 novembre 2014, a descrizione di un fatto di cronaca, compare un titolo-annuncio (la cosiddetta civetta) a tutta pagina «Sorprende gli zingari in casa: pestato», seguito da un breve commento di due trafiletti nel secondo dei quali si scrive «L’uomo si è trovato di fronte una coppia di persone, in apparenza nomadi, che con un cacciavite stavano sforzando la serratura». Il rimando della strombazzante civetta è all’interno, a pag. III, dove viene data cronaca della vicenda, titolata: «Scazzottata con i ladri sulla porta». Poco dopo le 18 di sabato 1 novembre il 60enne proprietario di una casa in via Adige, è stato risvegliato da un pisolino pomeridiano dall’abbaiare del cane e da rumori alla porta di casa. Andando ad aprire la porta si è trovato di fronte «due sconosciuti malviventi, molto probabilmente zingari». Il proprietario ha reagito con i pugni e con una rapida scazzottata, appena reagita da parte di uno dei due presunti ladri, li ha fatti fuggire. Sorvolando sugli errori del titolo – che pure qualificano in modo negativo il capo-cronista titolante (la scazzottata è stata fatta sull’uscio non in casa, il proprietario ha pestato, non è stato pestato!), si fa presente che in tutto l’articolo ben dettagliato a pag. III, a parte la frase, «due sconosciuti malviventi, molto probabilmente zingari», nessuna nota o specifica è data a spiegare il fatto che i due presunti ladri siano stati “zingari” o “nomadi”  (magari avevano le sottane lunghe, denti d’oro, pelle scura e baffi a manubrio, fisarmonica o violino tzigano a tracolla, pesante collana d’oro al collo). È evidente, a parere dello scrivente, che i termini, “nomadi” e “zingari”, sono usati in modo spregiativo ed incitante all’odio, per definire le persone di etnia Rom o Sinta.
Anche l’articolo in prima pagina del quotidiano “La voce di Rovigo”, che sull’uso spregiativo del termine “nomadi” è prodiga ad abbundantiam, dello stesso giorno, non riporta nessuna descrizione etnica, ancorché insultante, dei due presunti ladri. Anche l’intervista ben dettagliata e particolareggiata della vicenda a Stefano Businaro, il proprietario, riportata sempre su “la voce di Rovigo” in data 3 novembre, non riporta alcuna descrizione etnica dei due “malviventi”: «due persone vestite forse di scuro».
Ora si ritiene che l’uso improprio ed arbitrario del termine “zingari” sparato a tutta pagina, con l’aggiunta di “nomadi” nel trafiletto pertinente e di “zingari” nell’articolo all’interno, sia in evidente violazione del codice deontologico professionale giornalistico, dicasi “Carta di Roma” che tutela, o dovrebbe tutelare nei media, il diritto di in-formazione di soggetti svantaggiati come Immigrati, Rifugiati, Rom. Con l’aggravante dell’invenzione di notizia per incitare all’odio razziale.

LA “CARTA DI ROMA” – deontologia professionale
La “carta di Roma” con declinazione sui Rom (ci si riferisce al “vademecum” dedicato all’informazione sui Rom presentato il 31 ottobre 2011) è un protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti, del 13 giugno 2008, ed è stata promulgata dall’Ordine dei Giornalisti per tutelare il diritto di in-formazione rispetto a soggetti svantaggiati, come Immigrati e Rifugiati.  La “Carta di Roma” è importantissima anche per dare notizia delle attività della nostra Associazione 
e Redazione, Biancoenero, nata nel 1990 proprio per tutelare i diritti di Immigrati e Minoranze. Il periodico cartaceo ed omonimo, reg. al Tribunale di Rovigo nel 1993 è stato convertito in edizione telematica nell’anno 2008.

CONFLITTO DI INTERESSI DEL PRESIDENTE DELL’ORDINE?
Questa segnalazione-denuncia è rivolta anche all’Ordine dei Giornalisti del Veneto presieduto da Gianluca Amadori che lavora a “Il Gazzettino” di Venezia (della holding Caltagirone S.p.a.), diretto da Roberto Papetti che, proprio come direttore responsabile, è segnalato alla Procura, assieme al capo-cronista di Rovigo Gabriele Coltro, per violazione della “Carta di Roma”. Ed allora si chiede di verificare anche se non ci sia un conflitto di interessi nel Presidente Amadori dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto invitato a dirimere o presidenziare la violazione della “Carta di Roma” da parte del suo collega Gabriele Coltro e del suo direttore Roberto Papetti. Che, anche se Colui, il Presidente, non dovesse far parte di alcuna commissione competente alla valutazione della vicenda, certamente col suo grado e la sua importanza ed il suo carisma egli è in grado di influenzare ed implementare le iniziative dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto. Faccio presente che, come giornalista, e proprio per segnalazioni-denuncia di questo tipo, ho chiesto diverse volte all’Ordine, anche al corso di aggiornamento professionale del 23 settembre a Rovigo di cui si riporta una nota sotto, l’istituzione di un “garante dell’informazione” estraneo alla Categoria ed ai potentati economici che potrebbero inficiare la deontologia professionale.

ESTREMI DI REATO
Tanto premesso, Le chiedo, signor Procuratore, di verificare l’eventuale sussistenza di estremi di reato, dicasi violazione della “Carta di Roma” ed incitamento alla discriminazione verso i Rom/Sinti, nell’articolo super titolato de “Il Gazzettino di Rovigo” e, di conseguenza, di procedere con gli opportuni provvedimenti nei confronti dei responsabili che sono l’articolista Lorenzo Zoli, il capo-cronista Gabriele Coltro ed il direttore Roberto Papetti.
Tanto premesso, chiedo anche all’Ordine dei Giornalisti del Veneto di aprire un “fascicolo” sulla vicenda, che getta discredito sulla nostra categoria e sulla nostra “etica” professionale, visto anche che il 23 settembre scorso sono pervenuti a Rovigo, ad una affollatissima sala Gran Guardia ghiotta di professionalità, giornalisti luminari dell’Ordine del Veneto come Orazio Carrubba e Maria Fiorenza Coppari, a tenere un corso sulla deontologia professionale (ohibò!) che riguarda anche la “Carta di Roma”, e di procede-re con gli opportuni procedimenti disciplinari verso i responsabili anche se sono colleghi e direttori, del carismatico Presidente Gianluca Amadori.
Rovigo, 5 novembre 2014,
in fede,
Roberto Costa, direttore di Biancoenero,
periodico polesano di immigrati e minoranze -1993

ALLEGATI
Copia articolo de “Il Gazzettino” del 2 novembre 2014. Formato 28×38 cm.
Articolo “la voce di Rovigo”, 2 novembre 2014. Formato 30×21,5 cm. 
 

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 Supplemento visivo: figurine professionali dall’album giornalisti veneto.

roberto papetti gianluca amadori zingari del gazzettinoNella rarissima foto d’antan, si vedono il giovanile ma già futuro direttore del Gazzettino Roberto pennacchione Papetti – con cipiglio faccia-tosta zingaresco, a manca, affiancato da un altrettanto giovanile latin lover degli zingari Gianluca Amadori già incarrierato, con spavalda postura fisica, alla presidenza dell’Ordine, ritratti durante una pausa di un viaggio nomade alla ricerca delle proprie origini nei “campi zingari”, origini inevitabilmente e pavidamente poi rimosse per lavorare al Gazzettino di Venezia -Caltagirone Spa. Figuri nomadi, non figurine!lorenzo zoli e gabriele coltro zingari  del gazzettino rovigoLa pur rara foto-cronaca di più recente attualità – di ieri o l’altro ieri, illustra la festa per il matrimonio di Marina Lucchin – invelata a destra, alla sede locale del “Gazzettino mobile” – campo nomadi, di Rovigo. Al violino lo sviolinatore di Redazione Lorenzo Zoli, al centro Luca Gigli appena rasato dei baffi a manubrio caratteristici della sua etnia, al suo fianco il sornione Gabriele Coltro soddisfatto per l’incasso ottenuto dalla vendita della sposa di Redazione. Dietro di lui, a petto nudo con catena d’oro crociata penzolante sul petto villoso, il piccolo ahimè invisibile Franco chavalè Pavan. Foto esclusive per gentile concessione della Caltagirone S.P.A. © riproduzione vietata.  

GLI ZINGARI DEL GAZZETTINO – approfondimento culturale
Si chiama sindrome dell’identità negata, secondo una nota scuola di pensiero psicologico [la PNL – Ndr], quella attitudine a rimuovere come una macchia oscura la propria identità: un mancato riconoscimento etnico dovuto a pertinenze genitoriali carenti ed inesaustive. Come dire che siccome siamo “zingari” (o ebrei) e tutti ce l’hanno su con noi, allora mettiamo da parte l’orgoglio etnico, diciamo che siamo italiani e convinciamo anche i nostri figli. E così i nati e sviluppati nel brodo culturale dell’identità negata in una vera e propria “coazione a ripetere”, si accaniscono a perseguitare i portatori di questa identità per confermare la loro zona oscura che, come si evince, oscura anche il loro intelletto ed anche il loro portato professionale ed et(n)ico. In sintesi divulgativa, al Gazzettino è pieno di “zingari” che per sopravvivere senza orgoglio hanno seppellito la loro identità etnica ed è per questo che in questo giornale c’è un particolare accanimento verso queste popolazioni, dicasi Rom e Sinti.

 

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 ARCHIVIO
> L’informazione negata dai quotidiani di Rovigo
> Capi-cronisti di Rovigo segnalati per razzismo 

 


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