Farsa deontologica giornalistica a Rovigo

settembre 24, 2014

Rovigo, 23 settembre, sala G.Guardia – ore 9,30-13,30. Giornalisti come Maria Fiorenza Coppari e archibugio Orazio Carrubba, demandati dall’ordine dei Giornalisti del Veneto di Gianluca Amadori a tenere un corso sulla deontologia professionale (ohibò!) dimostrano, ancora una volta, e se ce ne fosse stato di bisogno, che l’Ordine dei Giornalisti del Veneto è una “casta”, una categoria di privilegiati che usa anche di “graduati” come Coppari-Carrubba per difendere i propri ed impedire il diritto di opinione – proprio ad un corso sulla deontologia professionale. 

VIOLAZIONE DEL DIRITTO DI OPINIONE
Alla fine del corso viene impedito al giornalista Roberto Costa di proporre un “garante dell’informazione”, esterno all’Ordine, per consentire una vera deontologia professionale, svincolata dai potentati economici che editano i giornali e l’informazione. Si faccia finta, per esempio, che “Il Gazzettino sia edito da un potentato economico, tipo il Gruppo Caltagirone (una holding
quotata in borsa cui fanno capo le attività del Gruppo nei settori dei grandi lavori, del cemento, immobiliare, finanziario e dell’editoria) che magari è colluso con la partitocrazia a governare l’Italia (si chiama cricca la governance di potentati economici e politici) allora è logico che l’editore-padrone del giornale controlli i propri dipendenti giornalisti e vigili affinché non facciano informazione e inchieste contro la cricca. Al punto due, se un dipendente del Gazzettino fosse presidente dell’Ordine dei giornalisti del Veneto – come Gianluca Amadori, che speranze avrebbe un giornalista indipendente come Roberto Costa ad ottenere giustizia quando fa denunce all’Ordine dei Giornalisti del Veneto per mancate rettifiche del Gazzettino di Rovigo – previste per legge, per proprie foto pubblicate senza firma dal Gazzettino e per violazione della “Carta di Roma”, proprio del Gazzettino?ordine giornalisti veneto sez. forchetta

SEGNALATI ALLA PROCURA
Maria Fiorenza Coppari presidente del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti del Veneto [sic!] è “segnalata” alla Procura di Rovigo per avere impedito, anche avocando falsità, ad un giornalista di esprimere la propria opinione ad un corso proprio sulla deontologia professionale di cui era tenutaria, assieme a lei Orazio Carrubba  è “segnalato” alla Procura di Rovigo per avere impedito, anche avocando falsità, ad un giornalista di esprimere la propria opinione ad un corso proprio sulla deontologia professionale di cui Carrubba era conduttore.

Aggiornamento professionale
Dal 1 gennaio del 2014 è entrato in vigore l’obbligo di aggiornamento continuo per tutti i giornalisti iscritti all’Albo, obbligo introdotto dall’articolo 3, comma 5, della legge 148 del 2011 e dal successivo Regolamento (art. 7 comma 2 del Dpr 137/2012): la cosiddetta Formazione professionale continua (Fpc). La formazione è obbligatoria per tutti i giornalisti in attività – professionisti e pubblicisti – iscritti da più di 3 anni.

> Corsi di formazione giornalistica a Cortina ohibò
Cortina d’Ampezzo per una settimana capitale del giornalismo. L’Ordine dei giornalisti del Veneto, in collaborazione con Cortina Turismo e la società Omnia, ha organizzato una settimana all’insegna dell’informazione a Cortina, dal 7 e al 13 luglio 2014, nell’ambito di “Cortina tra le righe”.
In quanto ad aggiornamenti professionali, previsti per legge, c’è da segnalare l’importante corso di formazione professionale per giornalisti d’alta quota e categoria a Cortina d’Ampezzo, dell’estate scorsa – non per tutti, che hanno potuto coniugare le gioie del turismo elitario con la formazione professionale d’élite [“casta” è un termine postmoderno – Ndr]. Fra i relatori, debitamente pagati e referenziati e stagionati il battagliero Orazio Carrubba e l’aitante presidente OGV Gianluca Amadori [scusateci se non abbiamo potuto partecipare – Ndr]. Per quanto riguarda l’altra nume del giornalismo veneto è riuscita a relazionare  anche Maria Fiorenza Cop-pari in ritardo per un probabile corso a Ibiza. Nella settimana di formazione d’élite professionale  ricca di aggiornamenti  scadenzati a Cortina e ad alta quota (rifugio Averau), vanno segnalati l’aperitivo deontologico al bar Dolomiti di lunedì 7 luglio con Orazio Carrubba (3 calici di crediti formativi), l’aperitivo e la privacy all’hotel Embassy di giovedì 10 luglio con l’avvocato Giorgio Battaglini (3 crediti), la cena alla “Carta di Roma” all’hotel Ancona  di sabato 12 luglio con Gianluca Amadori (crediti 4).Ordine dei Giornalisti Veneto a CortinaMaria Fiorenza Coppari (con l’ombra), Orazio Carrubba (con la bistecca) e Gianluca Amadori (un presidente di profilo), alla estenuante ma sacrificata riunione giornalistica d’alta quota, fra mucche e prati giulivi, propedeutica alle lezioni magistrali che terranno ai loro meno quotati colleghi, giornalisti di bassa quota. 

Lo stress dei giornalisti in alta quota – Un riconoscimento professionale per la serietà e l’impegno ed il sacrificio personale vada al gotha dei giornalisti dell’Ordine Veneto, Orazio Carrubba, Fiorenza Coppari, Gianluca Amadori –  pure assistiti dall’avvocato, per la loro capacità professionale ad organi-zzare corsi di aggiornamento professionale in alta quota, per giornalisti d’alta quota. Perché la professione non è un pranzo di gala e neanche una gita turistica: a trovarne [nel Tide! – Ndr] di Giornalisti così!

cortina-tra-le-righe-2014

Deontologia a Rovigo
La “Carta di Rovigo” è la nuova norma, in fase di approvazione dall’Ordine del Veneto,  che prevede che i giornalisti a Rovigo ne sparino di panzane e falsità e facciano finta di non essere dipendenti dai potentati economici che editano i giornali e proclamino addirittura, giornalisti dirigenti da 20-40 e 50 anni, che l’ordine non è più una “casta”.
In data 23 settembre si è tenuto a Rovigo, presso la Gran Guardia, un corso di aggiornamento professionale sulla deontologia professionale per giornalisti, di 5 ore dalle ore 9,30 alle 13,30: “Le carte deontologiche della professione. Quali sono le sanzioni. Casistica e giurisprudenza”. Relatori del corso organizzato dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto: Maria Fiorenza Coppari e Orazio Carrubba col supporto tecnico dell’avvocato Giorgio Battaglini. Partecipanti 100 giornalisti, crediti formativi 6. Al tavolo dei relatori, in bella ma muta presenza, il presidente della Associazione Polesana della Stampa Donato Sinigaglia.
Orazio Carrubba-Fiorenza Coppari-Donato Sinigaglia - la bella, il brutto ed il cattivo a rovigoMaria Fiorenza Coppari, Donato Sinigaglia e Orazio Carrubba, “La bella, il brutto ed il cattivo”, alla presentazione del western di deontologia professionale organizzato dall’Ordine dei giornalisti del Veneto a Rovigo come corso di aggiornamento professionale (sic!). Foto agenzia fisiognomica lombrosiana – alla quale si rimanda per assemblare i volti – spaiati, con le definizioni.

DIRITTO DI CRONACA
1 – Siccome che la Coppari, relatrice del codice deontologico, è in ritardo col treno, inizia contro-tendenza l’arguto ed astuto Orazio Carrubba  direttore della scuola di giornalismo Dino Buzzati (promossa dall’ordine dei Giornalisti del veneto) dal 1997. Egli, nel suo proliferare di informazione, di Ordine professionale e nel distinguo fra i giornalisti comunicatori ed i giornalisti dell’informazione controllata – nella materia sembra ben preparato, ci tiene a presentarsi come l’etico ed epico giornalista a cui i giovani dovrebbero fare riferimento. E sì, per fare un esempio dell’etica carrubbica, sul caso del giornalista Piero Marrazzo, i Giudici dovevano ascoltare lui che è amico del padre e dello stesso giornalista ed ex Presidente della Regione Lazio, perché il Marrazzo, secondo Carrubba è colpevole solo di essere andato a trans con la macchina della Regione.

2 – Segue l’avvocato Giorgio Battaglini, consulente e stipendiato dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto, che si dimostra ben preparato in materia e come avvocato, se ben pagato, difenderebbe per professionalità anche un criminale con impegno professionale. Le tematiche dell’avvocato sono le più seguite del corso perché riguardano tanti partecipanti, ad esempio sulla pubblicazione lecita o no di fotografie che ritraggono persone, in gruppo, in primo piano, in luoghi pubblici o privati. Egli traccia le Norme Costituzionali, quelle Ordinarie e del Codice che riguardano la professione. Si sofferma anche sulla “dignità” delle persone che vanno in cronaca, illustra l’Art. 734 bis C.P. sul divieto della divulgazione di generalità o immagine della persona offesa da atti di violenza sessuale, illustra i 13 articoli del Codice deontologico del giornalista, in particolare il n.5 – Diritto di informazione ed il numero 9 – Diritto alla non discriminazione. E, per buona comunicazione rimanda i corsisti ad approfondire l’argomento scaricando gratuitamente da internet il libro “Privacy e giornalismo”, edizione 2012.

3 – Pausa caffè. È bene dare cronaca, a premessa illustrativa degli eventi successivi, che il giornalista Roberto Costa approfitta della pausa per chiedere al direttore Orazio Carrubba se potesse egli farsi garante dell’informazione rispetto alle decine di segnalazioni che lo stesso Costa ha denunciato all’Ordine dei Giornalisti del Veneto per violazioni deontologiche dei quotidiani di Rovigo e che riguardano: incitamento al razzismo verso rom ed immigrati, violazione reiterate e reiterata della “Carta di Roma”, diversi casi di mancata rettifica, altri casi di pubblicazione di fotografie senza la firme… Ma il decano del giornalismo etico ed imprescindibile – come si presenta colui, risponde che non è suo compito e che non gli interessa. La stessa richiesta il corsista Costa la fa all’avvocato Battaglini che pure non è alcunché interessato a sponsorizzare battaglia sull’etica e che ricorda che alcune segnalazioni del Costa le ha spedite all’Ordine del Friuli Venezia Giulia …

4 – In gran spolvero, tirata a lucido come alla cresima, tocca a Maria Fiorenza Coppari, presidente del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti del Veneto, dare sfoggio di (vuota) competenza e retorica che potrebbe sconfinare nella falsità. Ella ci tiene a precisare che approfitta di questi momenti professionali per portare a Venezia istanze di buon lavoro, che la professione non è più una casta – una volta lo era. E viene da chiedersi se colei, giornalista da 34 anni anni e Donato Sinigaglia pure da 34 e Orazio Carrubba dall’era paleozoica (da 41 anni), ne sappiano qualcosa del giornalismo di “casta”. Nel suo mostrarsi e fare mostra di sé come bella e fiera la signora Maria Fiorenza Coppari si erge mai doma e passionale nell’impegno civile, incita i giornalisti a non inchinarsi ai politici, “non dovete trascrivere pedissequamente sul taccuino i comunicati nelle conferenze stampa dei politici, ma fare critica, commenti, chiedere delucidazioni, fare opinione”, e invoca lealtà, da legalità, all’Ordine …
Nella propria e personale foga retorica, gonfia ma vuota come spumiglia, Maria Fiorenza Coppari arriva anche a proporre una “carta per i suicidi”, rivendicando orgoglio e competenza professionale. La competenza che la contraddistingue anche alla presidenza del consiglio di disciplina…
Maria Fiorenza Coppari e la fotografia del pene – Roberto Costa ricorda che, alcuni anni fa, aveva disdettato la presidente disciplinare a giudicarlo per un articolo ritenuto lesivo da un collega e dal titolo: “La voce di Rovigo, un quotidiano del pene (vedasi fotografia)”. La fotografia era la riproduzione di una “civetta” (la locandina, formato 58x34cm,incorniciata su cavalletto e situata davanti alle edicole) dal titolo: “Amante focoso si frattura il pene”. “Egregia signora Maria Fiorenza Coppari”, scrisse più o meno Roberto Costa alla nobile presidente, “c’ha qualche sinapsi che non funziona se non se leggere, da giornalista, un articolo e vedere la fotografia affiancata – VEDASI FOTOGRAFIA?”. Al che R.C. fu trasferito al giudizio disciplinare dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna dove conobbe il presidente Bombonato che gli diceva che l’Ordine dovrebbe essere abolito … ma questa è un’altra storia…

5 – Il divieto di opinione e di espressione. Alla fine del luccicante intervento di Maria Fiorenza Coppari, tirata a lucido come una bomboniera da cresima, seguono domande dal pubblico che riguardano perlopiù la possibilità di riproduzione fotografica. Roberto Costa lascia spazio ad una collega e poi, da ultimo – e sono le 13,15, chiede di fare una precisazione, di esprimere un’opinione (non diceva così la Coppari, di non essere pedissequi trascrittori ma di formulare anche critiche?) ma l’astuto paleozoico Orazio Carrubba (in verità allertato nella pausa caffè) cerca di dire che il corso è finito e quando Roberto Costa insiste e comincia a declamare la sua opinione per risollevare l’etica professionale incrinata – “Secondo agenzie di settore l’Italia è parzialmente libera per la libertà di stampa, e da anni, come una prostituta parzialmente libera di scegliersi i clienti, ed allora occorre un garante dell’informazione estraneo all’Ordine dei Giornalisti perché ve ne faccio a decine di esempi di segnalazioni sulla violazione dell’etica evase proprio dal Consiglio di disciplina Veneto”… – allora il prode Orazio Carrubba, e ci si scusi l’ardito intercalare ciceroniano,  allora il sedicente e valoroso Carrubba alza la voce ad impedire a Costa di esprimersi, poi si intromette subitanea anche la passionale Maria Fiorenza Coppari a dire che la gente sta andando via e così, sulle note dei moniti minacciosi di Orazio Carrubba e Maria Fiorenza Coppari, che impediscono ad un collega di esporre una critica propositiva proprio sulla deontologia professionale, il corso di deontologia professionale secondo la visione dei potentati dell’Ordine, finisce quindici minuti prima delle previste quattro ore ma conteggiate cinque per ben sei crediti formativi [In culo al diritto di espressione e di opinione – Ndr deontologica].

6 – Siparietto finale e professionale. Una nota va fatta sul tertium non datur del corso professionale, Donato Sinigaglia – Associazione Stampa Polesana, a qualificare adeguatamente i tenutari del corso. Roberto Costa ricorda che, anni ed anni fa, portò dal Giudice di Pace il suddetto, all’epoca capocronista del Gazzettino di Rovigo, perché si sentì apostrofare “testa di cazzo” mentre lo stava fotografando in luogo pubblico – a proposito del diritto di fotografare personaggi pubblici. Per diritto di cronaca, pure se a corso terminato, va registrato il forbito e civile parlato, del giornalista Orazio sempre-dalla-parte-del formentòn Carrubba – il decano del giornalismo parzialmente libero, che lo qualifica nella dignità professionale, a salutare Roberto Costa che andandosene via in bicicletta gli chiedeva “Che giornalista sei?”: “Ma non rompere i coglioni!” rispondeva il ci-vile Orazio Carrubba [un nome un destino: stat rosa pristina nomine… – Ndr] prepotente con gli impotenti e servo, prono e genuflesso coi potenti.

libertà di stampa como

                                       

  La denuncia alla Procura della Repubblica 

Al Procuratore della Repubblica di Rovigo
e p.c. Ordine Nazionale Giornalisti
       Ordine Giornalisti del Veneto

OGGETTO: VIOLAZIONE DEL DIRITTO DI OPINIONE E DI ESPRESSIONE A CORSO DI DEONTOLOGIA

Egregio Procuratore della Repubblica, in data 23 settembre si è tenuto a Rovigo, presso la Gran Guardia, un corso di aggiornamento professionale sulla deontologia professionale per giornalisti, di 5 ore dalle ore 9,30 alle 13,30: “Le carte deontologiche della professione. Quali sono le sanzioni. Casistica e giurisprudenza”.
Relatori del corso organizzato dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto: Maria Fiorenza Coppari e Orazio Carrubba col supporto tecnico dell’avvocato Giorgio Battaglini. Partecipanti 100 giornalisti, crediti formativi 6. Ebbene, anche spronato dall’incitamento ideologico della signora Coppari che “alle conferenze stampa dei politici non si deve solo trascrivere ma anche commentare e criticare”, e del signor Carrubba che si ergeva a decano difensore dell’etica professionale e del diritto di in-formazione e di opinione, proprio verso la fine del corso, alle ore 13,15, ultimo e proprio perché tale ho voluto fare una precisazione, non una domanda, che mi è stata concessa. Ma quando ho cominciato a dire che secondo me l’Ordine dei Giornalisti può recuperare etica professionale solo con un “garante dell’informazione” esterno all’Ordine, e cercavo di dare alcuni esempi di mie segnalazioni sull’etica professionale (tipo violazione “Carta di Roma”) evase puntualmente dal Consiglio Disciplinare proprio presieduto dalla signora Coppari, ecco che prontamente è scattato il signor Carrubba a inveire che il corso era finito e la signora Coppari che non interessava a nessuno perché “la gente stava andando via”, impedendomi di continuare e finire la mia opinione proprio sulla deontologia professionale a ben 15 minuti dalla fine del corso di 5 ore (6 crediti formativi) ma che però durava quattro.

ESTREMI DI REATO
Tanto premesso, Le chiedo, signor Procuratore, di verificare l’eventuale sussistenza di estremi di reato, nell’avermi impedito di formulare un commento di pochi minuti dopo 3,45 ore di corso e proprio alla sezione domande e interventi dei corsisti. Un corso sulla deontologia professionale dove si è rimarcato a iosa ed a sproposito il diritto-dovere del giornalista di fare opinione e in-formazione – vedasi il Codice deontologico, dove è stato richiamato anche l’Art.21 della Costituzione, dove è stato rimarcato (Coppari) che l’ordine non è più una “casta” e che non ci sono privilegi, e di procedere, nel caso con gli opportuni provvedimenti verso i violatori dell’etica da loro stessa proclamata.

Rovigo, 24 settembre 2014,

in fede, Roberto Costa,
iscritto all’albo giornalisti – sezione pubblicisti, in data 20-7-1992.

ALLEGATI – Documento di iscrizione al corso di aggiornamento

Costituzione_Italiana art21 

 ARCHIVIO
> L’informazione negata dai quotidiani di Rovigo
> Capi-cronisti di Rovigo segnalati per razzismo 

 


Post scriptum
L’articolo resta a disposizione formativa e propedeutica per i giovani frequentatori della scuola di giornalismo Dino Buzzati di Venezia.

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