La Voce diffonde il virus della rabbia

aprile 11, 2014

“La Voce” di Rovigo, nelle vesti del direttore Pier Francesco Bellini, del coordinatore editoriale Roberto Rizzo, dell’articolista Alberto Garbellini, del fotografo Carlo Chiarion, denunciata alla Procura di Rovigo per istigazione all’odio etnico, per violazione de la “Carta di Roma” e per uso lesivo di ritratto senza autorizzazione della persona.

RABBIA PER VIA ORALE
A “La Voce” di Rovigo pare si siano trasmessi la rabbia, per via orale in seguito a bacetti concupiscenti, e da qui a diffonderla per contagio attraverso il giornale il passo sarebbe stato breve. Se sia stato il direttore, Pier Francesco Bellini, il primo portatore straniero a diffondere il contagio per via oligarchica o il coordinatore editoriale pensionato gazzettiniano Roberto Rizzo, in una riunione coordinatrice a baci ed abbracci, o Alberto Garbellini pluridecorato “nomadista” sottomessosi concupiscente a tutti coloro, non è dato sapere, perché l’inchiesta è stata infettata sul nascere, anche se dall’archivio del fotografo occhio(lesso)-di-pesce Chiarion sareb-bero spuntate immagini secretate di baci alla russa fra i vari caporiòn. È il famoso bacio della troika, in ambito giornalistico detto a “stampo”, con le labbra che aspirano l’aria creando il tipico rumore dello “schiocco”.
garbellini e randolo la voce
Garbellini, prima del direttore, fa le prove con un poco convinto ma obbligè Randolo


                                       

  La denuncia alla Procura della Repubblica 

Alla Procura della Repubblica di Rovigo,
all’Ordine dei Giornalisti del Veneto,
e pure per competenza a:
UNAR, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali,
Ordine Nazionale dei Giornalisti,
Ordine Emilia Romagna Giornalisti (a cui è iscritto il Direttore responsabile)
Federazione Nazionale Stampa Italiana

OGGETTO: INCITAMENTO ALL’ODIO RAZZIALE ETNICO A MEZZO STAMPA

I Rom come cartina di tornasole
di una società civile. Václav Havel

Egregio Procuratore della Repubblica,
nella locandina-civetta de “La Voce” di Rovigo del 30 marzo 2014 e in alcuni articoli del periodo, che riguardano gli occupanti abusivi dell’ex Ospedale Maddalena di Rovigo, compaiono, a mio avviso, frasi razziste che istigano all’odio razziale, etnico, in violazione della Legge 25 giugno 1993, n. 205, che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici religiosi o nazionali. Una vera e propria campagna di odio, a mezzo stampa, verso alcuni nuclei familiari di cittadini comunitari, poveri, che hanno vissuto l’inverno, con donne e minori, in un edificio occupato, senza luce, acqua, riscaldamento … In violazione anche alla deontologia professionale dei giornalisti: la “Carta di Roma” del 2008, con successiva declinazione sui Rom – 2011, a tutelare il diritto di in-formazione rispetto a soggetti svantaggiati, come Immigrati, Rifugiati e Rom. A queste due prime note si aggiunga la reiterata pubblicazione di una occupante donna dell’ex Ospedale Maddalena: un ritratto pubblicato senza permesso e accompagnato da didascalie offensive.Le fotografie sono tutelate dalla legge sul diritto d’autore (L. 22 aprile 1941, n. 633) in base a quanto disposto dagli artt. 87 e ss; una particolare disciplina è prevista per i ritratti (art. 96 e ss.). Innanzitutto sono previste delle norme a tutela del diritto d’immagine del soggetto ritratto; infatti l’art. 96 prevede l’obbligo per chiunque voglia esporre, riprodurre e mettere in commercio il ritratto di una persona di chiedere preventivamente il consenso di questa.

Descrizione foto allegate

1 – “SICUREZZA LA RABBIA DEI CITTADINI E TORNA LA VOGLIA DELLE RONDE” è il titolo a caratteri cubitali della “civetta” gialla (la locandina, formato 50x34cm,incorniciata su cavalletto e situata davanti alle edicole) esposta domenica 30 marzo davanti alle edicole di tutta la città. Rabbia deriva dal sanscrito “rabbahs”, che significa “fare violenza” ed è una malattia virale contagiosa. Un “contagio” che “La Voce” diffonde con la frase successiva, “LA VOGLIA DELLE RONDE”, un vero e proprio invito a delinquere perché le “ronde” sono illegali. Il manifesto sancisce la campagna di “rabbia” giornalistica de “La Voce” in atto già da alcuni giorni.
la rabbia de la voce di rovigo la voce di rabbia al supermercato
La locandina della rabbia               Al supermercato di viale Porta Adige

2 – Prima pagina de “La Voce” di venerdì 28 marzo. In un centrale riquadro a colori (10,5×15,5 cm.), viene pubblicata per la prima volta quella che sarà usata come una vera e propria icona negativa a visualizzare il “degrado” degli occupanti abusivi. Il titolo “Maddalena choc” è riferito alla donna alla finestra e rimanda all’interno. Si tratta di un ritratto a mezzo busto di una persona ben riconoscibile alla quale non è stato fatta firmare nessuna ”liberatoria” per il permesso alla pubblicazione, previsto per legge, anche se si tratta di una cittadina comunitaria, magari Rom e occupante abusiva. I diritti sono di tutti proprio a partire dagli ultimi, dagli esclusi.
la voce da denuncia 28 marzo

2a – A pag.9 de “La Voce” del 28 marzo viene spiegato lo “choc”: “Sono ritornati al Maddalena”. Gli occupanti – fra cui donne e minori, che avevano passato l’inverno nello stabile, una volta sgomberati, senza sapere dove andare, sono ritornati a sopravvivere in un edificio dismesso da anni, senza, luce, acqua e riscaldamento. Un’altra foto senza autorizzazione di cittadina comunitaria. 2a-bis – Aggravante deontologica. Tanto per non smentire l’ignoranza e la deficienza professionale dei giornalisti (dal Direttore ai pubblicisti ai tirocinanti) de “La voce”, a lato della notizia sugli occupanti del Maddalena compare una fotografia (coi dati personali) di una minorenne “scomparsa” da scuola, in violazione della “carta” di Treviso sui minori. Che come quella di Roma sui rifugiati, immigrati e Rom, non è un menù “alla carta” pagato dalle lobby economiche o partitiche – di Treviso o di Roma, ma una precisa direttiva deontologica a protezione, in questo caso, dei minori.

la voce da denuncia 28 marzo B

3 – A pag.5 de “La Voce” di sabato 29 marzo, la solita immagine viene usata a simbolo di tutti gli occupanti abusivi dell’ex ospedale Maddalena, definiti nell’articolo “nomadi e sbandati”. L’articolo poi, parte dall’ex ospedale Maddalena per elencare una sequenza di furti e crimini avvenuti negli ultimi tempi nel territorio, talché il vero titolo, invece di quello usato per istigare all’odio verso gli occupanti abusivi, doveva essere “Furti e crimini nel territorio”. Titolo e foto, che non c’entrerebbero niente con la sequenza di crimini, sono volutamente usati per criminalizzare gli occupanti abusivi del Maddalena.
la voce da denuncia 28 marzo C

4 – “L’immagine del degrado Gli occupanti minacciano chiunque si avvicina”, è la didascalia della foto, a mezzo busto della stessa donna, ormai icona e logo degli occupanti abusivi, pubblicata a pag.8 de “La Voce” di domenica 30 marzo 2014. È il cosiddetto metodo “pirla”, che “degrada” Carletto Chiarion, fotografo de “La Voce”: egli inquadra il soggetto, senza chiedergli l’autorizzazione, e quando questi protesta per essere ripreso, allora scatta ancora fotografie. Poi ci pensa il didascalista, istigato dal coordinatore editoriale Roberto Rizzo, a dare prova del suo valore-degrado professionale. Che è ancora da denuncia, perché occorre chiedere il permesso per la pubblicazione.
la voce del degrado fotografico

5 – “Manette e aria di sgombero”, titola la fotografia in prima pagina “la Voce” 31 marzo 2014.
la voce 31 marzo manette

5a – “Nomade del Maddalena nei guai”, titola l’articolo a pag.6 de “La Voce” del 31 marzo 2014, sormontato dall’occhiello “Denunciato un minorenne per ricettazione. E così si capisce a chi erano riferite le manette in prima pagina che, però, per i minorenni non sono previste. L’articolo è farcito di “nomade”, “giovane nomade”, “famiglie di nomadi”, che naturalmente non vivono in un edificio ma in un “accampamento” e poi compaiono anche due “nomadi bosniache” a Badia che, però, non sono in relazioni col Maddalena. Pare che Alberto Garbellini – l’articolista, sia stato ossessionato dai Nomadi, di Augusto Daolio, durante la gravidanza della mamma e quindi non riesce più a liberarsi da questa mania anche se contraria alla “Carta di Roma”. Con la differenza che i “Nomadi” sono riveriti ed affermati mentre il termine “nomadi” è usato nell’accezione razzista di “zingari”. La criminalizzazione dei “nomadi” continua con abbinamento di un articolo di furto di bici, che potrebbe essere attribuito a degli studenti.la voce dell'odio verso i nomadi

6 – “Ex Maddalena, adesso si sgomberi” è il comando titolistico de “La Voce” 2 aprile, pag.10. Siamo alla solita violazione de la “Carta di Roma” con aggravante di minori: “accampamento abusivo”, “alcune famiglie nomadi, una decina di persone in tutto, fra cui anche alcuni minori”. Che poi non sarebbero nomadi ma stanziali visto che stanno lì da tutto l’inverno ed hanno rioccupato. Da “segnalare” l’accostamento errato fra i “nomadi” ed i profughi – “richiedenti asilo”.
la voce al maddalena 2 aprile

7 – Riappare, sempre a gratis, l’icona dei “nomadi” del Maddalena a pag. 9 de “La Voce”, 8 aprile. Visto che c’è l’ordinanza del Sindaco, il giornale alza “La Voce” perché “tarda lo sgombero”.
la voce da denuncia fotografica e etnica

8 – Da ultimo, ma cronologicamente sarebbe il primo, si “segnala” l’articolo a tutta pagina del 23 marzo, da propaganda elettorale, della manifestazione della Lega Nord davanti alla Prefettura. Una pubblicità gratuita, senza nessun distinguo giornalistico, alla falsità della Lega: non si tratta di “profughi”, come titola “La Voce”, né di “clandestini” come si legge sui cartelli leghisti, si tratta di “richiedenti asilo. “E su facebook monta la rabbia” (non certo su un sito di Diritti Umani), accoppia l’articolo l’abile Gabbellini diffondendo il virus della rabbia e l’istigazione all’odio razziale – verso le minoranze povere, specialità del quotidiano, e riportandoci al punto primo di questa denuncia.
la voce della lega

ESTREMI DI REATO
Tanto premesso, Le chiedo, signor Procuratore, di verificare l’eventuale sussistenza di estremi di reato, nella locandina-civetta e negli articoli de “La Voce” e, di conseguenza, di procedere con gli opportuni provvedimenti nei confronti del fotografo Carletto Chiarion, del Coordinatore editoriale Roberto Rizzo, del giornalista Alberto Garbellini e del direttore responsabile Pier Francesco Bellini. Tanto premesso chiedo anche all’Ordine dei Giornalisti del Veneto, di aprire un “fascicolo” sulla vicenda, che getta una grave onta sulla nostra categoria e sulla nostra “etica” professionale, e di procedere con gli opportuni procedimenti od espulsioni disciplinari.

Rovigo, 11 aprile 2014,
in fede, Roberto Costa,
direttore di Biancoenero (periodico polesano di immigrati e minoranze)
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ALLEGATI FOTOGRAFICI
Immagini della locandina e i diversi articoli citati

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 Supplemento di denuncia 

Alla Procura della Repubblica di Rovigo,
all’Ordine dei Giornalisti del Veneto,
e pure per competenza a:
UNAR, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali,
Ordine Nazionale dei Giornalisti,
Ordine Emilia Romagna Giornalisti (a cui è iscritto il Direttore responsabile)
Federazione Nazionale Stampa Italiana

OGGETTO: INCITAMENTO ALL’ODIO RAZZIALE ETNICO A MEZZO STAMPA
            ∙ SUPPLEMENTO FACEBOOK

Egregio Procuratore della Repubblica,
a supplemento della denuncia inoltrata ieri, in data 11 aprile, che riguarda segnalazioni-denuncia sulla locandina-civetta, articoli e fotografie del quotidiano “La Voce” di Rovigo, desidero allegare un’altra segnalazione riguardo la pubblicazione, sul sito facebook de “La Voce”, della stessa fotografia lesiva della cittadina comunitaria e di alcuni commenti, pubblicati con nome e fotografia, di istigazione all’odio ed alla violenza verso gli occupanti.

DESCRIZIONE
“La Voce” facebook: minacce a chi si avvicina
Sul sito facebook de “La Voce”, ma non è che uno ci vada in cerca, la notizia si trova digitando su google che rimanda lì (ci sono arrivato per caso, solo su questa pagina vecchia ed ho lasciato perdere di andare a vedere, vista l’inizio, altre probabili schifezze di questo tipo), si trova la solita “immagine del degrado” della signora alla finestra dell’ex ospedale Maddalena e sotto tutta una serie di commenti, per lo più ignobili. L’imma-gine della pagina facebook, in allegato, è stata scaricata in data 12 aprile e riguarda commenti postati, e quindi lì da quella data, dal 27 e 28 marzo.
La pagina titolata “Minacce a chi si avvicina e inquietanti fantasmi alle finestre. In Commenda cresce la preoccupazione e la rabbia dei cittadini”, è aperta, ed incita ai commenti di violenza, dalla solita fotografia assunta ad icona del “degrado” degli occupanti del Maddalena.
 la voce facebook all'odio

A seguire 29 commenti di risposta, in tono con l’istigazione alla violenza della fotografia e del titolo iniziali. Commenti postati col nome e con la debita fotografia, quasi una gara a chi lo attizza più alto il focolaio. Che l’ultimo commento finisce col “napam”, forse si riferisce proprio al napalm.
Eccone riportati alcuni, dall’alto:
Diego Bellucco: Ma pensa te se sta gente di merda ci deve mettere i piedi in testa!!!!! Nn go paroe
14 • 27 marzo alle ore 15.41
diego bellucco di merdaDiego Bellucco i piedi al posto della testa

Francesco Finardi Mandate e i celerini e legnateli!
5 • 27 marzo alle ore 15.37
francesco finardi da legnate di celeriniFrancesco Finardi da legnate dai celerini

Diego Bellucco Ma pensate che la piscina di rovigo è stata buttata giù per colpa di questa gente di merda!!!!!
5 · 27 marzo alle ore 15.58
diego bellucco di merdaDiego Bellucco di merda

Lucia Bin Nn ci sono più parole…. Passare hai fatti e basta!!!! Sarebbe ora!!!!  2 · 27 marzo alle ore 15.52
lucia bin da passare ai fattiLucia Bin da passare ai fatti

Ariella Andreotti Accendete le ruspe e buttate giu’ senza avvertire che nn c e’ niente da perdere. Basta essere tolleranti poi ci mettono i piedi in testa. E noi paghiamo senza aver diritti e loro solo diritti e nessun dovere. Che schifooo   1 · 28 marzo alle ore 2.30
ariella andreotti da ruspareAriella Andreotti da ruspare

Carlo CarlosGuerrero Davì L’Italia agli ITALIANI!!!Purtroppo è brutto dirlo ma ci vorrebbe un dittatore come Mussolini per questa gente…dico purtroppo perché ha fatto del male oltre che aiutare PRIMA NOI ITALIANI…
2 · 28 marzo alle ore 5.00
carlos guerriero mussolinianoCarlos Guerrero Davì mussoliniano

Marco Munaro Pache!!!
7 marzo alle ore 16.23
marco munaro da pacheMarco Munaro da pache!

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ESTREMI DI REATO
Tanto premesso, Le chiedo, signor Procuratore, di verificare l’eventuale sussistenza di estremi di reato – incitazione all’odio etnico ed alla violenza razziale, mediante l’istigazione del titolo e della fotografia e poi della pubblicazione non censurata di commenti offensivi e di incitamento alla violenza nei riguardi degli occupanti dell’ex ospedale Maddalena – e di conseguenza, di procedere con gli opportuni provvedimenti nei confronti del fotografo Carletto Chiarion, del giornalista che cura il sito e del direttore responsabile Pier Francesco Bellini.

Tanto premesso chiedo anche all’Ordine dei Giornalisti del Veneto, di aprire un “fascicolo” sulla vicenda, che getta una grave onta sulla nostra categoria e sulla nostra “etica” professionale, e di procedere con gli opportuni procedimenti od espulsioni disciplinari.

Rovigo, 12 aprile 2014,
in fede, Roberto Costa,
direttore di Biancoenero (periodico polesano di immigrati e minoranze)
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ALLEGATO
Immagine della pagina facebook con foto e commenti.
a

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Siparietto visivo: figurine

Roberto Rizzo foto giovanile Pier Francesco Bellini versione minculpop alberto garbellini la rabbia

Roberto Rizzo in foto giovanile alle scuole elementari di Cantonazzo. L’orizzonte è ri-masto lo stesso, lo stesso del suo direttore Pier Francesco Bellini – a destra, il nuovo (copri)capo testata. Al reparto giovani, la “rabbia” di Alberto Garbellini caratteristica de “La Voce”, immagine che poi è un trattato pratico di fisiognomica – la rabbia al servizio dell’odio: vedi gli occhi, l’angolo della bocca. Il quale – Gabba, non è senza copricapo d’antan – come i più anziani oligarchi, ce l’ha incorporato nel cranio, sotto-cutaneo. Qui, per i personaggi pubblici, non è necessaria la “liberatoria”.
la voce infetta rovigo

Siparietto giornalistico
LA VOCE E LE INTERVISTE ISTIGATE IN COMMENDA
“La Voce” ha corredato gli articoli dei “nomadi” abusivi ed indesiderati e “criminali” con varie interviste registrate “sul campo” da persone rimaste sempre rigorosamente anonime, ad eccezione delle proteste dell’ex assessore destroso Ambroglini. Per una verifica giornalistica siamo andati in Commenda, quartiere dove è situato l’ex ospedale Maddalena, a parlare con alcuni abitanti. «Apro il panificio alle sei di mattina», dice una commerciante «mi fanno pena e gli do sempre qualcosa da mangiare». Secondo la signora sarebbe stato un giornalista de “La Voce” a dirle che i “nomadi” rubano e fanno prostituire le donne, «Uno con la faccia da schiaffi, [Tratterebbesi di Alberto Garbellini – Ndr]», ma lei non ci vuole credere [che prostituiscono non che ha la faccia da schiaffi il Gabbellini – Ndr]. Alcuni ragazzini che giochicchiano vicino al Maddalena dicono che una donna, Katia, o Kety, gli ha chiesto «ma non avete paura che vi portino via!» [si tratterebbe della forbìta Ketty Areddia – Ndr]. Secondo il barbiere, di via Gramsci – lì vicino, gli occupanti non danno fastidio a nessuno e se non hanno da dormire, «perché non lì!». Anche il barbiere spiega di essere stato intervistato da un giornalista de La Voce «uno con la faccia da pesce lesso» [la definizione corrisponderebbe a Giulio Roncon – Ndr] che gli ripeteva che sono dei ladri e gli chiedeva «ma se rubassero a casa sua?».
Al bar, di fianco, stazionano alcune persone che discutono di crisi economi-ca e dicono che sono quelli che hanno super stipendi che dovrebbero essere messi a bivaccare negli edifici fatiscenti ed ai poveri cristi almeno un tetto regolare. E l’evasione fiscale, la mafia, la partitocrazia, secondo loro sono i veri problemi, non quelli di poche persone costrette a vivere con bambini in edifici senza luce e acqua e che andrebbero, invece, aiutati. «Si chiama solidarietà, lo dice anche papa Francesco», spiega una edicolante disgustata di essere costretta a vendere anche “La Voce”. Ma di queste voci umane, di chi porta anche dei viveri agli occupanti, non si trova traccia nel quotidiano (L)a Voce rabbiosa – infettante, di Rovigo.

la voce contagia anche in via silvestri

La rabbia de La Voce in piazza Roma

la voce diffonde rabbia in vicolo s. rocco

Il virus de La Voce in vicolo S. Rocco

la voce di bellini infetta piazza duomo

Il contagio non risparmia neanche piazza Duomo

°°°
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Allora c’è un modo per salvare la città dal contagio quotidiano mettere


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 … La Voce in quarantena 

la voce di rovigo rabbia

La rabbia di Garbellini, in “quarantena” con La Voce di Rovigo

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finish

7 Risposte to “La Voce diffonde il virus della rabbia”

  1. mario bortolami said

    Roberto –cornetta!, baluba eri da piccolo e baluba sei rimasto. Ma va’ a casa che le case ce le hai!

  2. cristiano draghi said

    Cesco Bellini è un triplo B: un bischero che bertuccio si mette a buco pillonzi!

  3. carlo cavriani said

    Vi chiamano giornalisti piede-di-porco perché avete scassinato la professione, che non è facile. Chiudete bottega! Lasciateci lavorare!

  4. franco pavan said

    Gabbellini ha la crapa proprio dura! Non ha imparato niente neanche al Gazzettino!

  5. nicola chiarini said

    Proteggiamo la città, fategli il vaccino per via anale, con la siringona gigante!

  6. luca gigli said

    Spiegazione, perché tutti i commenti sono della stampa rodigina a loggia massonica ed alcuni sembrano criptati, solo per addetti. Si tratta di note da parte dei mezzadri giornalisti locali. Perché si sa che l’Italia è “parzialmente libera per libertà di stampa” – al pari della Guyana e appena sotto il Benin, ed a Rovigo, visto che i parzialmente liberi della categoria sono scappati o in clandestinità, sono rimasti solo quelli all’Ordine, arresi e prigionieri dei poteri della “ghenga”. DIDASCALICA: 1- Mario Bortolami, ex sindaco di Rovigo – che mezza Granzette andò a lavorare negli spazzini, è il collega balilla di Roberto Rizzo alle scuole elementari di Cantonazzo – la foto giovanile del Rizzo è tagliata proprio a metà dell’ambo Mario nella stessa posa, ma anche collega al gazzettino del pensionan-do Rizzo. Il soprannome “cornetta” è riferito alla trombetta che usavano i genitori “nomadi” di Rizzo per chiamare la gente al furgone alimentari gira paesi. la frase “che le case ce le hai” è riferita alle numerose abitazioni che colui possiede. 2- Cristiano Draghi, è il direttore trombato de “La Voce”. La visione in “tre B” di Cesco Bellini si riferisce, al Bischero (non c’è bisogno di tradurre), a Bertuccio Samuele presidente ed amministratore delegato de “La Voce”, a Buco – pillonzi col quale il toscanaccio Draghi, si riferisce alla “posa della lavandaia”, in vulgata nostra, “culo bucone”. 3- Carlo cabròn Cavriani è il capo-cornista del Carlino, pure denunciato per incitamento all’odio razziale a mezzo stampa quotidiana, come dire: da che pulpito vien la predica! 4- Franco Pavan, detto testa a sfera – per la rotondità del pensiero cranico, è un altro “pulpito” perché tiene misura analoga del Garbellini: “chi lo dice sa di esserlo”. 5- Per quanto riguarda il “vaccino anale”, la frase viene da un altro avvezzo a chinarsi ed a sostare nella posa della lavandaia, in vulgata nostra, da “buco mastella”. Il commento viene infatti da Nicola Chiarini addetto stampa di Graziano Azzalin.

  7. Claudio Luciano said

    Luca Gigli e IL PARADOSSO DEL GIORNALISTA MENZOGNERO (di Epimenide). Interessante la “didascalica” di Luca Gigli che però è quello che presentò Marco Travaglio, alcuni anni fa a Pezzoli da don Giuliano definendolo “l’unico giornalista che dice la verità”. Ma allora – e questo è il paradosso, se Travaglio è l’unico giornalista veritiero, tutti gli altri, compreso Luca Gigli sono menzogneri e lo stesso Gigli che definisce veritiero Travaglio sta dicendo una menzogna … e così via. Quindi non si sa se credere a quanto espresso da Luca Gigli – per questo motivo soprannominato – da Roberto Costa, gallina filosofale.

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