Un pavido autunno di nebbie e morti – notizie

dicembre 14, 2012

Autunno 2012. Ogni giorno una nuova piccola croce nell’elenco delle ver-gogne. Che si ammassano in un cimitero nascosto alla periferia dell’u-manità. “Quante volte può un uomo volgere lo sguardo e fingere di non vedere?”, cantava Bob Dylan in tempi meno pavidi e arresi. Notiziario polesano illustrato, da morti viventi, in una crudele luce stroboscopica. 

A richiesta, con un remake del 2009, riprendono i notiziari stagionali. Restate con noi, e fatecelo sapere, se credete che sia ancora possibile con-serbare un residuo di umanità, farlo durare e dargli spazio, in questo vero e proprio “infer-no” di pantano partitocratico.
.
Il Governo delle Lobby: due facce della stessa medaglia
Il Ponte sullo Stretto divora i soldi ai malati di Sla
Rovigo, 2 novembre
. Due notizie del giorno a definire due facce della stessa medaglia del Governo Monti. 1- Il Governo ci ripensa e concede altri due anni di vita al progetto del Ponte sullo Stretto che era stato cancellato. Così i costruttori delle lobby degli affari potranno fare altre infrastrutture collegate. Dopo più di 40 anni di studi la “grande opera” divora ancora mezzo milione al mese. 2 – Il Governo fa cadere ancora una volta la mannaia sulle fasce più deboli della popolazione, ancorché ammalate di patologie gravi come la Sla, la sclerosi laterale amiotrofica. L’esecutivo guidato da Mario Monti ha di nuovo negato lo stanziamento necessario a garantire l’assistenza sanitaria, 24 ore su 24, ai pazienti ed alle loro famiglie. «Di fronte alla necessità di far quadrare il bilancio – hanno spiegato il premier ed il ministro dell’Economia Vittorio Grilli – non si possono spendere soldi anche per queste cose». Proprio per riottene-re il finanziamento del fondo a loro destinato, per una settimana 70 ma-lati di Sla in tutta Italia, hanno avviato uno sciopero della fame in segno di protesta. Iniziativa poi sospesa in attesa di ripensamento del Gover-no che non ci ha ripensato.
                    Monti dopo Berlusconi: due facce della stessa politica

Salva il Parco Langer
Rovigo, sabato 3 novembre. Aria nuova a Rovigo. “Salva il bosco – No alla distruzione di Parco Langer”, sit-in di protesta dalle ore 15.00 in piazza Vittorio Emanuele a Rovigo, sotto il campanile, organizzato da Wwf Rovi-go, Comitato Diritto alla città, Comitato Commenda est, Architetti per esigenza, Rete studenti medi. Un gran bel sit-in, riuscito, con banchetto-striscioni-cartelli, a difesa del parco Langer. Un centinaio di persone, rac-colta firme, il gruppo di Architetti per esigenza su un locale sotto i portici ad illustrare le quattro soluzioni per la strada del “passante nord” che Veneto Strade vuole far passare per parco Langer. Un rendez-vous di cittadinanza attiva, pur con gruppetti che facevano un po’ di fatica a interconnettersi, ma con qualche magagna, i politicanti. Perché la situa-zione dei parchi di Rovigo, a partire dal Langer ed il Maddalena e quello di via Curiel e del Manicomio, è disastrosa e disastrata da questa Ammi-nistrazione e dalle precedenti. E non si capisce come e perché i politi-canti legati e connessi con la precedente amministrazione (pure disa-strosa nel settore), tipo l’ex Assessore Pineda e Romeo, ed i loro amici e saltimbanchi come Mirko Bolzoni di Sel, Nicola Chiarini del Pd, Antonio Gambato ed altri biciclettisti contigui e fisiologici ad essi, ed i Verdi sociali come Gigi Gioli pure complici della Giunta precedente col Pat (Piano di assetto territoriale), vengano in piazza a manifestare alcunché inquinan-do l’aria fresca di una protesta abbastanza pulita e genuina. Tant’è che quando c’è lo sversamento di foglie sul selciato e compare alla finestra del Comune il famigerato assessore al Decoro Piscopo (uno della dimo-strazione pratica della fisiognomica lombrosiana), Giovannina Pineda, di Rifondazione Comunista, gli fa “Ciao Nello!” con la manina sinistra. E Diego Foresti di Rifondazione Comunista a fare il portavoce di tutta la  manifestazione col megafono incollato alla bocca. Aria nuova a Rovigo?

INFORMAZIONI
> Wwf, petizione per bosco Langer 
> Architetti per esigenza Si può scegliere tra quattro diversi tracciati del “passante Nord”, compreso quello che attraversa Parco Langer. 
> Parco Langer ai beni ambientali
Di Redazione Biancoenero, con una memoria fotografica del 1984.

Sit-in per il parco Langer in p.za Vittorio a Rovigo
Nuovi attivisti per l’ambiente (?), al banchetto e dietro…

I giovani fanno piovere foglie di memoria sul selciato

  “Architetti per esigenza” raccolgono proposte su 4 tracciati del “passante nord”
.
“Cojoni domenicali” all’Alìper
Rovigo 4 novembre, tarda mattinata. Stamattina all’Alìper c’è più gente che alla parata delle Forze Armate in piazza Vittorio a Rovigo. E sì che proprio pochi giorni fa, giovedì festivo 1 novembre, i sindacati rodigini hanno organizzato un volantinaggio davanti ai supermercati, “Niente spesa nei giorni di festa”, contro le aperture festive dei centri commer-ciali. Il messaggio di civiltà, di cui da anni si scrive in queste pagine, non è evidentemente pervenuto tant’è che se fosse vero che su un muro dell’Alìper, Centro commerciale di viale Porta Adige, è stata tracciata la frase “Cojoni domenicali” – in vera e propria vulgata polesana, non è stato raccolto né dagli eventuali cojoni acquirenti, né dagli eventuali cojoni spacciatori di merce (padroni e dipendenti). Si usa qui il condizio-nale benché da fonti autorevoli (tipo passanti, cassiere, acquirenti) sa-rebbe stato segnalato della scritta in questione, ben visibile, ad altezza d’uomo, su un lato del Centro. Eventuale scritta che è stata prontamen-te occultata per intervento “straordinario” di manovalanza esterna. Che andrebbe iscritta, sempre col condizionale, alla cojonanza domenicale. Perché ci si chiede se alle 11,30 di domenica mattina stessero facendo gli “straordinari” i manovalati prontamente intervenuti ad occultare la scritta (vedasi fotografia) o se anche essi, come i dipendenti Alìper, stes-sero facendo “straordinari” festivi “ordinariamente” pagati come normali, feriali, giorni di lavoro. Da essere iscritti, pure a pieno merito, nella cate-goria domenicale sopra ed eventualmente de-scritta.

Oscuramento scritta Alìper domenica 4 novembre ore 11,30Entrata laterale Alìper verso Boara
Alìper domenicale da viale Porta Adige

→> “Cojoni domenicali” all’Alìper 2
Rovigo, 15 novembre. E’ una battaglia di civiltà contro la riduzione delle persone a merci, domenicali. Volantinaggio dei sindacati, boicottaggio della Chiesa ed anche scritte, contro quella che pare diventata una vera e propria “coionanza” domenicale sempre più applicata ed estensiva…

.

→> “Coioni domenicali” alla Coop
→> “Domenica mona” a La fattoria
.
Il Volontariato in Pescheria
Rovigo, 8 novembre. A conclusione dell’”Ottobre mese dell’anziano”, pro-mosso dalla Provincia, presso la sala della Pescheria nuova si è tenuto il convegno “Quali scenari presenti e futuri per le comunità locali? Il volon-tariato e le istituzioni nella città di Rovigo”. Fra gli interventi dei dotti re-latori va segnalato quello della patrocinante Marinella Mantovani, asses-sore provinciale alle Politiche sociali, «Se la Provincia sparirà, problemi anche per le associazioni» [ohibò! –Ndr] e quello di Remo Agnoletto pre-sidente del Csv (Centro di servizio del volontariato) di Rovigo, che ha ricordato il ruolo di ponte svolto dal Centro e l’importanza del volonta-riato come fatto culturale. [Che Marinella Mantovani stia per essere rot-tamata con tutta la Provincia, perché inutile e dispendiosa, è una consi-derazione a margine. Che il Presidente del Csv, Remo Agnoletto prove-niente dal Cdp, sia anche indagato per “truffa ai danni dello Stato” è una considerazione a latere che non compete, pare, agli addetti ai lavori del volontariato polesano, sia degli anziani che dei giovani – Ndr].

Le bande del volontariato in Polesine
Il Cdp e l’estromissione del Nobile Pier Antonio Castello
Viviamo in tempi sbandati (Ivano Fossati, Una notte) con autentiche bande di volontari  portaborse della partitocrazia che saccheggiano il territorio sociale (quello degli ideali, della giustizia – ancorché giovanile, della ri-cerca di uguaglianza e comunanza) per fare proseliti. “Una società mucil-lagine al posto dello sviluppo di popolo” sintetizzò Giuseppe De Rita, il Presidente del Censis (Istituto di ricerca socioeconomica italiana)  nel presentare a dicembre 2007, il 41° Rapporto, denunciando “il processo di desublimazione” che stava disgregando l’Italia. 
«È una banda il Csv», e c’è da crederci se lo dice Graziella Baratella, una delle rarissime attiviste di ideali democratici nel Polesine. Che il Centro servizio volontariato è nato proprio per convogliare e organizzare le cen-to e 60  associazioni del volontariato del territorio. Diretto fin dalla na-scita, come emanazione della Provincia nel 1998, dalla potente Presiden-te ombra Lucia Cominato, Pci, Pds e diramazioni varie, pure Presidente ombra dell’Auser di Rovigo. L’attuale Presidente ufficiale del Csv, è Remo Agnoletto, indagato per “assenteismo ingiustificato e truffa ai danni dello Stato” (alla sede rodigina Regione Veneto) e “rappresentativo” della valenza e del portato del Centro servizi diretto, subito dopo la fase iniziale, da Luca Dall’Ara. Egli (Agnoletto) proviene dal Direttivo del Cdp (Centro documentazione polesano) che, coadiuvato dalla attuale Presi-dente Donatella Traniello e da Fausto Andretto, ha  trasformato in ban-da. Un’operazione che ha  ufficializzato in Polesine, ed a livello nazionale, la “sindrome di Giuda”, in quanto i suddetti discepoli sono riusciti a estromettere don Pier Antonio Castello, il padre fondatore (negli anni Settanta) del Centro per intrupparsi a portaborse degli Amministratori del Pd. Fra gli ospiti di Pier Antonio, ci si ricordano gli Inti Illimani a Badia Polesine, primi anni Ottanta, Klaus Croissant, avvocato difensore della RAF, Rote Armee Fraktion (nota anche come Baader-Meinhof) all’Ipsia di Badia Polesine, primi anni Novanta e l’amico Primo Moroni, della Calusca.
Pier Antonio Castello, un autentico pioniere dell’umanità, che ha trac-ciato – ad esempio, il sentiero del Commercio equo e solidale in Polesi-ne, è stato socio fondatore anche del giornale Biancoenero (registrato nel 1993 al Tribunale di Rovigo), che ha tracciato ed aperto la strada al costanziano – nel senso di talk show don Giuliano Zattarin…
Pier Antonio, un Nobile e Giusto, di cultura e umanità, Unico per quanto ci memoria, nel Polesine degli ultimi 50 anni. Anche da questa vicenda si capisce come le associazioni del volontariato abbiano sbandato dagli ideali per diventare bande al servizio della partitocrazia locale, tanto retorici e faziosi e idealitari anche, ma sempre dalla parte del fromentòn.
Ed allora, per ritornare alle “note” iniziatiche di Una notte, occorre radi-calmente cambiare i mercanti che emettono biglietti per viaggi “senza ritorno” e ripartire dai treni della consapevolezza e della memoria, che vanno e vengono nei percorsi dell’anima, che sono quelli dell’umanità trovata e ri-trovata, affinché possa iniziare un “tempo nuovo”, quello della co-scienza e della giustizia sociale.

direttivo del Cdp con ospiti del CsvDirettivo del Centro doc. polesano con ospiti del Centro servizio volontariato.  Da sinistra, Donatella Traniello, Fausto Andretto, Remo Agnoletto, Luca Dal-l’Ara, Lucia Cominato, Francesco Casoni… (part. da Hieronymus Bosch). 
.
Chissenefrega
Il ritorno di Vito Piccinino col Comitato per Nichi Vendola
Rovigo, 12 novembre. Quando la battaglia si fa dura, ritornano i vecchi combattenti. “Dove è finito il vecchio compagno marxista Vito Piccinin-no?”, si chiedevano alcuni vetero comunisti di piazza Roma, ancorché Merlin. “Di nome e di fatto”, aggiungeva Antonella Bertoli. “L’esempio vivente che il fumo accorcia la vita”, rimarcava un responsabile del Sert [Marcello Mazzo, già Consigliere comunale Pd in epoca Piccininno – Ndr]. “Un Vito a scomparsa”, sottolineava Graziano Azzalin Pd che, invece, scomparso dalla Giunta Merchiori (da vice-sindaco), è riapparso in Consi-glio regionale a 5 volte lo stipendio comunale. Occorre spiegare qui che era scomparso Egli, il Vito, dalla scena politica (da Presidente del Consi-glio comunale) con la precedente Giunta di centro-sinistra de-caduta e trombata dall’attuale di centro-destra di Bruno Piva. Il sub-comandante Vitos, denominato la talpa di San Pio X, fedele alla levatura, ha tenuto in questi ultimi anni un basso profilo, accasatosi a presiedere più miti e do-mestici, ma altrettanto burrascosi, consigli. Ma dopo un approfondito la-vorìo raso-terra  è spuntato, a sostegno responsabile del Comitato per Nichi Vendola, suo conterraneo pugliese. La sua discesa in campo è sta-ta accolta a gran voce marxista (a citazione de “Il 18 brumaio di Luigi Bo-naparte”), con un vero e proprio boato:  “Ben scavato vecchia talpa!”

.Vito Piccinino in un lampo di intelligenza pro-vendoliana 

14 novembre I manifestazione europea contro la crisi
Per il lavoro e la solidarietà contro l’austerità
Rovigo, 14 novembre ore 14. Occasione sprecata – incipit. Anche a Rovigo si tiene, dalle ore 9,30 una manifestazione CGIL in adesione alla mobili-tazione europea contro l’”Austerity”. Contro la mercificazione delle per-sone, e la monetarizzazione anche dei sentimenti, delle Banche europee che governano le Nazioni. Che si potrebbe implementare un senso di rivolta sociale: la voglia di mettere la persona e l’umanità e la sicurezza ambientale al primo posto. In una piazza Vittorio listata a rosso-Cgil e piena a metà, ci si aspettava meno ma anche molto di più, inizia Nicola Chiarini, addetto-stampa di Graziano Azzalin [Consigliere regionale Pd a 10.300 euro al mese – Ndr] e quindi ritornato – dopo un periodo di pausa per il cambio gestione segretari Nalin-Dal Zio – a condurre le manifesta-zioni CGIL, a ridondare ed ad infervorare la piazza con parole altisonanti e mimica corporea adeguata, battagliero conciosiacosaché, anche se stesse leggendo l’elenco telefonico. Un giornalista, Nicola Chiarini, che dimostra oggi quale sia l’indipendenza della stampa dai Partiti e che ma-nifestava contro “la legge bavaglio” con bavaglio incorporato di Pd-CGIL. A seguire ed adeguatamente presentato alla bisogna il “grande” Fulvio brustoìna Dal Zio, segretario polesano CGIL, che, a differenza del prece-dente oratore, usa un tono morbido, concionante, da acqua tiepida [che se non era così moderato, ancora di più del precedente Nalin, non lo mettevano lì – Ndr] per descrivere lo sciopero generale di 4 ore CGIL in adesione a quello indetto dalla Ces, Confederazione europea dei sinda-cati, dal titolo: Per il lavoro e la solidarietà contro l’austerità. Dopo una pre-messa giaculatoria di questo tipo uno potrebbe anche decidere che è tutta retorica faziosa e congenita al “sistema” ed andare a casa. Ma così non è perché gli “ordini” del Sindacato vanno eseguiti. Anche se questo comporta spostare più in là il banchetto “Giù le mani dall’Art.18” (raccolta firme contro abrogazione riforma Art.18 di Fds-Idv) ai margini della mani-festazione, fuori dai gazebo, di specificità di settore, che contornano la mezza piazza. Fra i quali va segnalato quello del pan-biscotto-salame-ombra-rossa (degli Edili) che è adeguatamente frequentato più di quello della Fiom con le note sui 20 mila disoccupati in Polesine. Dopo il segre-tario-capo della Cgil, presentati dal Chiarini, sfilano sul palco i vari dele-gati di fabbrica e rappresentanti del settore (tipo Spi), fra i quali Maurizio Zannato, proprio della Fiom che, da poeta par suo, può incitare alla “ri-voluzione” dello stato di cose presenti, «bisogna rovesciare, anzi abolire il sistema delle banche e mettere in primo piano la persona», senza esse-re espulso o spostato più in là. Anche la Rete Studenti Medi del dopo An-na Azzalin [visto perché manca il padre? – Ndr] interviene con Giacomo Gasparetto referente e Safìa, studentessa marocchina applaudita per la protesta contro l’eternit a scuola. Che segna il tempo dell’immigrazione portato in palco, precedentemente, da un delegato marocchino che non riesce a pagare il mutuo della casa ed i figli da mandare a scuola. Resta da segnalare il duo degli “acustic spirit” con Spif al canto-percussioni e Valter Tessaris alla chitarra che hanno tentato di scaldare la piazza, pri-ma e con intermezzi fra gli oratori, con escursioni sonore da Fabrizio De Andrè a Francesco Guccini. E passando anche attraverso “L’isola che non c’è”, di Bennato: quella degli ideali, dell’uguaglianza, della giustizia so-ciale che, proprio in periodo di gravissima crisi economica dovrebbero essere convenientemente “movimentati” per essere affermati. Un’occa-sione mancata per finire con un explicit che richiama l’incipit iniziale.

 
 

14 novembre piazza Vittorio, Rovigo – mattina. La manifestazione da dietro, con il lenzuolo “No ai Governi delle Banche” edizione Biancoenero, da davanti – dal palco, un gazebo (Edili) ca-ratteristico a pan biscotto, salame e ombre, e lo striscione “restiamo umani”.

.
Cristiano Draghi, La voce del “padrino”
Rovigo, 14 novembre. Chi accusava il Direttore de La voce, Cristiano Dra-ghi di essere un “amico” dell’assessore regionale Isi Coppola [a propo-sito della quale il “corvo” (uno dei tre) accusava La voce di fatture false e gonfiate aggiungendo: “a proposito sig. Draghi in quante pagine ha fotografato la Isi Coppola stamattina?– Ndr] non sarebbe stato smentito dai fatti. Il condizionale è d’obbligo per non suscitare l’irosità del tal Di-rettore il quale sarebbe stato definito su queste pagine, precedente-mente e in tempi non sospetti, “La voce del Padrone”. I fatti, della cosid-detta libertà e diritto di informazione, ma solo degli sponsor del Diretto-re, sono dimostrati a pagina numero 8 de La voce del 14 novembre, do-ve Colui si coniuga in un binomio appaiato alla sua sunnominata “amica”: non più “La voce del padrone” ma “La voce del padrino”?
                                       
«Fammi uno spallato con la Isi» avrebbe urlato il Direttore, dall’altra stanza al capocornista Rizzo, decifrando che in gergo giornalistico lo “spallato” è l’appaia-mento di due personaggi “contigui”. E’ così che possiamo ri-pubblicare il duo da merendine? [il punto di domanda è d’obbligo per non incorrere nel diritto di ret-tifica del Direttore – Ndr] Isi Coppola e Tristano Draghi: l’un di fianco all’altra amati. Amati non armati… e che mai?
 Lo studio iconografico della paginata svela la concupiscenza artefatta dell’appaiamento visto che al tavolo dei relatori sul federalismo (di cui doviziosa cronaca illustrata) Coppola e Draghi sono agli op-posti. Mentre il professor Antonini, vicino di tavolo di Colei, posa spaiato da so-lo  a lato pagina. Il vassallaggio verso la Coppola sta nel bel primo piano, che non è facile, con sguardo capzioso rivolto all’e-lettore, mentre Direttore Draghi è ripreso in uno dei suoi incredibili e rarissimi momenti di intelligenza cognitiva (da cognito ergo sum:  qualsiasi cosa voglia dire). Complimenti al fotografo!

Il baffo alla Gioconda-Coppola. «Fammi uno sbaffato alla Isi» avrebbe urlato il Direttore, dalla cucina, al fotografo di Biancoenero, ma in effetti, il baffo coppo-liano alla Coppola, che fa ambo [ambo non inciucio – Ndr] col Direttore Draghi, è un semplice refuso tipografico [che deriva dall’intrusione imprevista di mo-sche e moscerini schiacciati sul piano di scansione al momento della ripro-duzione – Ndr] anche se artefatto come quello di Dalì alla Gioconda di Leonardo. Ci scusiamo dell’inconveniente con i “segnalati”.

→> La voce di Rovigo di Isi Coppola
Veneto, 15 ottobre. Venezia, giallo in Tribunale: sparito il fascicolo dell’as-sessore Coppola. Rovigo, giallo a La voce: sparita la notizia dell’asses-sore. Isi Coppola compare spesso, anche a sproposito, su La voce di Rovigo ma scompare a proposito quando la notizia si fa seria…
.
I tecnici del manganello
Se nelle piazze italiane di 87 città, da Milano a Torino, da Roma a Napoli, da Padova a Brescia e a Pisa abbiamo visto in azione ieri i «professioni-sti della violenza», questi indossavano immancabilmente caschi blu, an-fibi e pantaloni con la riga rossa. I tecnici del manganello hanno dato prova di una tecnica assai primitiva: menar botte da orbi su chi capitava a tiro e incutere il massimo di terrore a una massa imponente di giovani e giovanissimi, in gran parte alla loro prima esperienza di piazza… 
Marco Bascetta, il manifesto, 15 novembre

La carota (poca) ed il bastone-manganello (tanto)
Rovigo, 15 novembre. D’altronde le disposizioni della Ministra dell’Interno Cancellieri sembrano proprio in linea col il collega Profumo, Ministro all’I-struzione che, poco tempo fa, aveva dichiarato che col mondo della scuola ci vuole un po’ di carota e un po’ di bastone. Solo che la portatrice di “amplifon” Cancellieri  ha capito male ed ha interpretato con manga-nello a volontà, in manifestazione pubblica ed autorizzata.
Da “Leggo”, un bel primo piano della ministra Cancellieri mentre tenta di deci-frare l’incitamento didattico agli studenti del suo collega all’Istruzione Profumo.
.
Frigato1, il rottamattore del Pd al dibattito sulle “primarie”
Il “passante nord” su parco Langer «è tutta colpa del Pd»
Rovigo, 19 novembre, sera.  Al dibattito in Gran Guardia sulle primarie del Partito, Federico Frigato ha criticato la linea dirigenziale polesana favore-vole a Bersani a sostegno del suo candidato, «Renzi intende dimezzare il numero dei parlamentari e passare da due Camere a una sola, togliere vitalizi e privilegi inutili ai politici». Poi, pur se non era il tema della sera-ta, a proposito del “passante nord”, la nuova strada che dovrebbe ta-gliare in due parco Langer, per un cambio di tracciato, Frigato ha voluto ricordare che se la strada è stata modificata è anche perché il Pd lo ha permesso: «La Presidente della provincia Tiziana Virgili (Pd) ha lasciato Francesco Ennio andare alla conferenza dei servizi a dire che era d’ac-cordo. E durante l’amministrazione Merchiori [per passare al Comune – Ndr], erano gli assessori Osti e Milan a parlare con Veneto Strade e a dire sì alla variante». 

Frigato2, il rottamatto del Pd
Il rottamattore anti-casta a 3 mila euro al mese col doppio incarico
Rovigo, 22 novembre
.  «Se c’è uno da rottamare è Frigato junior». A pochi giorni dalla Primarie del Partito [domenica prossimna 25 novembre – Ndr], volano le proposte democratiche. I due rappresentanti dell’esecu-tivo provinciale del Partito democratico Emanuele Ulisse e Bruno Cattin, favorevoli al primario Bersani, in un comunicato stampa criticano Federico Frigato favorevole al primario Renzi, «Si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio», iniziano citando Fabrizio De An-dré. E poi: «In questi giorni in Polesine molti sono i personaggi in cerca d’autore che dispensano consigli a destra e a sinistra pur non avendone le credenziali. Tra essi spicca per sovraesposizione mediatica l’attuale alfiere del nuovismo renziano, il cugino dell’onorevole Frigato, del tutto ignoto oltre i confini di Rovigo città ma particolarmente presente sui giornali di tutta la Provincia». Un Federico a cui piace fare «parlare di casta e voler rottamare gli altri, ma per fare il presidente del Consiglio provinciale prende da tre anni e mezzo 3 mila euro al mese per presie-dere poche sedute all’anno. Alla faccia della casta e degli sprechi della politica. E contemporaneamente occupa pure la poltrona di Consigliere comunale, per non farsi mancare niente, alla faccia dell’incompatibilità etica dei doppi incarichi. Tutto questo, per consolarsi forse dall’esser stato sonoramente trombato alle elezioni da Sindaco di Rovigo».

Frigato3, il rottamattore rottamattato e la Virgili?
Il doppio incarico di Frigato e l’”astuta paperona”
Rovigo, 23 novembre
. Federico Frigato (classe 1973), da operaio Bassano Grimeca è passato ad impiegato amministrativo della Ecogest (ditta smaltimento rifiuti), naturalmente senza concorso visto che è una azien-da “partecipata” da tutti i Partiti, una vera e propria “discarica” lavora-tiva di tesserati partitici. In “aspettativa” dal lavoro per mandato politico, da assessore Cultura del comune di Rovigo, Giunta Merchiori, viene elet-to Presidente del Consiglio provinciale, in data 14 luglio 2009, violando lo statuto del suo stesso partito.  Dallo Statuto del Partito democratico Veneto, approvato dall’assemblea regionale, l’8-11-2008: Articolo7, in-compatibilità e divieto di cumulo, «5. Gli iscritti/e al Partito democratico non possono far parte contemporaneamente di più di un’assemblea elettiva e di un organo esecutivo». Ciò nonostante, strenuamente difeso dalla Presidente Tiziana Virgili, che minacciava le dimissioni, Frigato man-tenne il doppio incarico di assessore alla Cultura del comune di Rovigo, fino a dicembre 2009. L’astuta paperona (nel senso di più ricca dell’Am-ministrazione Provinciale) proseguì personalmente nella campagna di disobbedienza civile al “doppio incarico” divenendo anche Sindaco di Fratta [per compatibilità economica in quanto è la paperona anche di Fratta Polesine – Ndr] alle elezioni amministrative di maggio 2012.
A gennaio 2013, la Provincia verrà rottamata come Ente inutile e dispen-dioso e, visto che Federico Frigato non è stato scaltro come la sua sponsorizzatrice Virgili, la popolazione degli iscritti al Pd si chiede quale sarà la fine del battagliero rinnovatore della politica contro la “casta” dei privilegiati: sarà rottamato all’Ecogest, ditta smaltimento rifiuti dei partiti [dove vista la sua prolungata assenza potrebbe essere riassegnato, vi-sta anche la sua esperienza elettorale, alla raccolta rifiuti porta a porta – Ndr], o ri-sistemato in quale altro discarica amministrativa di Partito?l
                           Federico Frigato rottamatore-rottamato con un diavolo per capello

.
Manifestazione studenti locale-nazionale
A Rovigo niente corteo ma presidio in stazione autocorriere
Rovigo, 24 novembre
. In concomitanza con la manifestazione nazionale, anche a Rovigo la “Rete studenti medi” manifesta contro la legge Aprea che “distrugge la scuola pubblica per trasformarla in una scuola-azienda in mano ai privati”. Maria Luisa segnala che a Rovigo, a differenza di al-tre città, «c’è poca coscienza del problema fra gli studenti tant’è che nessun Istituto di Rovigo è occupato e che, paradossalmente, anche i professori sono scesi in sciopero a differenza di tanti studenti». «Giovani – continua Maria Luisa, – che non pensano a quello che li attende sia nella scuola sia dopo. Anche all’Università non ci sono più borse di stu-dio, hanno aumentato le tasse e con la crisi economica attuale questo vuol dire precludere di fatto gli studi universitari a tanti giovani».

 

Uno dei tre striscioni appesi in piazzale delle corriere alle ore 12. Naturalmente, come a Roma, la polizia controlla accuratamente. Il fondo macchina a sinistra é della Digos con ben quattro agenti anziani lì appostati a controllare l’operazione.

.
Libera la domenica dai supermarket delle merci e dell’anima
Rovigo, domenica, 25 novembre. Se il supermercato mercifica, riduce i prodotti a merci di consumo da consumare acciò anche la coscienza degli acquirenti – creando una vera e propria dipendenza tossica, esistono anche i supermarket che mercificano l’anima. Per questo, solidali alla battaglia contro le aperture domenicali e festive dei Centri commerciali, noi della Redazione lo siamo anche contro i Centri che hanno commercia-lizzato il bisogno di religiosità, pane dell’anima. Ed aderiamo anche alla campagna per la chiusura festiva delle Chiese. Per una domenica vera-mente “libera” dalle merci per il corpo e da quelle prodotte per l’anima.

Domenica 25 novembre, Rovigo. Davanti alla Chiesa del Duomo, invece che al Centro commerciale, un banchetto di “liberaladomenica” promosso da Confe-sercenti – Federstrade ed il sostegno della CEI. Alle 11 doveva passare anche il Vescovo che – invece, viene rilevato a Lendinara a smerciare cresime 2×3.
.
Lettera aperta, con note didascaliche, a Fabio Ballestriero.
Per i poliziotti servono numeri sui caschi 
Casco numerato è segno di democrazia e la democrazia non è un sogno
Rovigo, 27 novembre. Fabio Ballestriero, Segretario provinciale del Sap di Rovigo (Sindacato autonomo di Polizia) ogni tanto ricompare, «E’ un po’ come l’influenza: periodicamente il virus ritorna», e scrive lettere di fuoco ai giornali, lamentando dei tagli alle risorse di Polizia e che manca la benzina per inseguire i criminali e via di questo passo. Richieste giuste e condivisibili finché restano in un solco, di rivendicazione di migliore effi-cienza. Ma quando, come nell’ultimo caso, il buon Ballestriero se la me-na, in modo altresì dotto, sul casco identificativo alfanumerico e sull’acro-nimo Op, sprecando «così tante risorse nello spaccare il cappello in mille parti» per avere un po’ di risonanza mediatica (non magnetica che serve a trovare i dolori) allora gli si può anche rispondere, per cortesia.
In ordine crono-numerico 1-2-3-4-5-6-7.
1 Che l’Italia è uno dei pochi paesi d’Europa privo del numero sul casco, e di riconoscimento, un segno di civiltà e di democrazia: serve per identi-ficare eventuali violazioni di Legge da parte dei tutori della quale, ed è già praticato, per esempio, anche sulle macchine di Polizia e dei Carabi-nieri. Un segno di responsabilità civile e non costerebbe un granché a-doperare un pennellino ed un po’ di smalto nero per tracciarlo con la manina sui caschi, ancorché obsoleti, visto che «di sostituirli non se ne parla proprio: soldi non ce ne sono».
2 Forse è per mancanza di risorse che la Polizia continua ad usare i fami-gerati lacrimogeni CS vietati anche in operazioni belliche (di guerra, non di bellezza). Intanto svuotano i magazzini e poi si vedrà?
3 Epperché invece di usare i poco costosi manganelli di gommapiuma so-no stati spesi dei bei soldoni per acquistare i nuovi e famigerati manga-nelli “tonfa”, inaugurati nelle manifestazioni contro il G8 di Genova 2011 e ad abundantiam (termine latino, da cui deriva il nostro italiano, che vuol dire “oltre misura” a “ruota libera”) alla scuola Diaz?
4 Proprio dalla mattanza (termine qui usato nel senso di massacro di giovani non di arpionamento di tonni) di Genova 2001, con poliziotti cri-minali in divisa a pestare selvaggiamente inermi manifestanti anche a braccia alzate, e condannati proprio per queste delinquenze, è nata sul territorio nazionale la richiesta di identificare, con un numero sul casco o sul bavero, i poliziotti in azione pubblica. Perché se ci possono essere manifestanti criminali infiltrati, ci possono essere anche poliziotti criminali infiltrati ed un segno di riconoscimento non guasta se un agente in eser-cizio pubblico ha la coscienza pulita.
5 A proposito di manganelli, il capo piramidale della polizia di Ballestriero, Antonio Manganelli, supera i 620 mila euro di stipendio annui (prende più del doppio del capo dell’FBI, più del Presidente USA). Quanti caschi potrebbe acquistare e numerare Fabio Ballestriero, anno per anno, con una cifra di quel genere?
6 Balestriero faccia (congiuntivo presente di fare non intesa nel senso di volto) servizio per la comunità non tafferugli mediatici ed onomatopeici (lo dice la parola stessa) per fare il gagà (dal francese, usato comune-mente per definire bellimbusto, vedasi fotografia del Ballestriero).
7 E se proprio ha il casco per cappello, usato e logoro, visto che «sono per la maggior parte deteriorati ed inutilizzabili», invece di indossare «per par condicio, lo scolapasta in testa», alla maniera studentesca, impieghi un classico piriotto (termine dialettale polesano per designare un imbuto da travaso), di stampo medioevale – da “Stultifera navis” (si intende qui rimandare a Wikipedia per la complessità della definizione che “nave dei folli” è troppo riduttivo) e a proposito dei «numeri che vi appaiano in sogno» usi pure del manuale napoletano de “La smorfia” per trovare quello che gli è più pertinentemente designato ed indicato: 34 a’ capa, 14 o’ mbriaco, 46 a’ grana.
fabio ballestriero col casco personalizzatoBallestriero, del Sap di Rovigo, con casco d’ordinanza sostitutivo, senza numero

fabio ballestriero La voce 27 novembre
L’appello ai “caschi” del sindacalista Ballestriero, da “La voce” del 27 novembre

.
Ecque qua l’astuto Corvo n.6
Rovigo, 29 novembre. In arrivo la lettera del nominato Corvo numero 6. Astuto come una volpe il Corvo 6, che pare risalire all’1-2-5: amministra-tore delegato di una ditta del Nord-est specializzata nel trattamento rifiuti. Scaltro come una faina, visto che continua a spedire lettere ano-nime sul malaffare polesano in Amministrazione Pubblica ai giornali locali, che imperterriti continuano a non pubblicargliele tacciandolo pure di in-fame mestatore, ed alla Procura di Rovigo – dott. Curtarello, che ha di-chiarato che le indagini su accuse anonime non possono essere appro-fondite. In data odierna l’uno-ma-trino quotidiano di Rovigo dà la notizia dell’arrivo della lettera del Corvo numero 6. Che può essere riferita e dare seguito al Corvo primario 1-2-5. Stavolta sono quattro paginate di accuse a 360°, (non più solo) a destra ed (anche) a sinistra, rivolte ad aziende pubbliche e private per reati come la corruzione, i complotti, le mazzette. Furbo come una quaglia il Corvo di Rovigo, anzi proprio di sì, perché la quaglia si finge ferita per farsi inseguire e depistare gli insegui-tori. Che la lettera numero 6 pare proprio una azione di depistaggio del malaffare di una certa area politica. Comunque restiamo in attesa di prendere visione della quale per deciderne il grado di pubblicazione.

COLLEGAMENTO →> Ecquequa le lettere del Corvo di Rovigo

Primarie Pd, cortina fumogena
Rovigo, 30 novembre. “Fumo, fumo, fumo, sugli occhi dei proletari”, canta-va il mitico Canzoniere della Città Selvaggia alla fine degli anni Settanta. Come quello generato dalle primarie del Partito democratico che da tre mesi infiammano la penisola italiana, con centinaia di volontari addetti alla bisogna, pur in periodo di spaventosa crisi economica, di banche all’assalto dei nostri ultimi risparmi, di leggi liberticide sui diritti dei la-voratori (come l’abolizione dell’art. 18) di leggi oppressive sulla scuola, degli immigrati che continuano ad essere schiavi per lavoro… 
Allora, i volontari ed i candidati del Pd non vanno a spegnere i fuochi di un incendio devastante dal punto di vista dei diritti umani, ambientali e sociali, magari arrestando i piromani, ma vanno semplicemente a desi-gnare i complici primari di questi incendiari, alzando nello stesso tempo una bella cortina fumogena sulle devastazioni prodotte ed in corso. Ed anche su alcuni candidati portatori di cariche primarie in Amministrazione Pubblica che da tre mesi caracollano l’Italia e piede libero, ci si chiede se esista il reato di assenteismo, dicasi “truffa ai danni dello Stato” come per i normali dipendenti. Ci si chiede, a questo proposito, pur metafo-ricamente, se non sia stato assenteista dal suo posto di lavoro il Go-vernatore della Puglia Nichi Vendola, tra l’altro con immani tragedie pu-gliesi in corso come quella dell’Ilva di Taranto o la schiavitù degli immi-grati ai lavori stagionali di raccolta pomodoro, e l’altro candidato alle finali il primario sindaco di Firenze, che addirittura ha girato l’Italia in camper, che dovrebbe ricevere il pubblico di mercoledì mattina a Firenze. E se hanno continuato lo stesso a ricevere la lauta mercede di Ammi-nistratori pubblici durante questo periodo di scarso lavoro. 
Alle elezioni di domenica 25 novembre hanno crocettato 3,5 milioni di per-sone, pagando anche due euro cadauno. Se accanto alla scheda eletto-rale ci si aggiungeva una scheda per raccogliere firme contro l’abolizio-ne dell’art.18 o per la cittadinanza ai figli degli immigrati in Italia, o per il diritto di voto degli immigrati alle amministrative dopo cinque anni di residenza, o una proposta di riforma elettorale, o una “sanatoria” per le carceri prima che scoppino, o una firma per gli esodati, o la riduzione dei Parlamentari, o lo stipendio in Amministrazione pubblica non superiore ai 5 mila euro al mese, o una firma contro la spesa miliardaria degli F35…
Che valore avrebbero avuto 3,5 milioni di firme su alcune di queste te-matiche di risanamento della politica? Che valore di cambiamento c’è in-vece in 3,5 milioni di persone che si agitano in piazza, in frullate televi-sive, in scontri e petizioni congressuali, camerali e sui giornali quando, tra l’un e l’altro dei candidati Renzi-Bersani non è che cambi un granché? Visto che sono due facce di uno stesso Partito che supporta un Governo affamatore sociale? Renzi e Bersani come fumogeni, anzi lacrimogeni governativi sugli occhi dei proletari?
renzo bersani fisiognomica      Immagine fisiognomica di Renzo Bersani primario del Partito democratico
.
> Primarie Pd: una “pippa” democratica
Una “pippa” democratica del 2009 come memoria didattica di  presente
Rovigo, 25 ottobre 2009
. Oggi finalmente si conclude il tormentone estivo delle “primarie” del Pd. Che è diventato una vera e propria “pippa demo-cratica” che affligge l’Italia da mesi ed ha messo in secondo piano la battaglia politica a Berlusconi, a scapito della dura lotta per l’elezione del Segretario Pd. Si chiama “effetto Titanic”: i passeggeri fanno festa finché la nave va verso l’affondamento. Coi pettegolezzi da Rovigo.
primarie pd rovigo 2 dic. 2012Rovigo, 2 dicembre. In Pescheria le primarie del Pd. Sovraintende, di spalle, il dominus Gabriele Frigato. Sulla porta, Andrea Pirani.
.
“La voce” da briscola cala il tre di copp(ol)e
Rovigo, 12 novembre. Tanto per non smentire la tempra, il noto Tristano Draghi, paludato direttore de La voce, noto per dissertare di libertà di stampa a forchettate cenacolari coi rotariani di varie logge (da Porto Viro ad Adria), cala oggi il tre di copp(ol)e dell’assessore regionale polesana, Pdl, Coppola, madrina sponsorizzatrice (anche a fatture false secondo il Corvo n.4) del suo triste quotidiano, un giornale di pubblicità elettorale. Nell’edizione odierna Isi Coppola, con tanto di bella fotografia, appare, debitamente contornata e farcita di retorica parolaia a pag.3-4-6.
Nell’ordine: 3 – «Coppola: serve chiarezza», sulla bocciatura del decreto volto ad accorpare le Province; 4 – «Forza Italia-An, dualismo mai supe-rato», proprio da chissenefrega; 6- «Il titolo di Commendatore a Isi Cop-pola e Francesco Zambelli».  Ci si chiede se per la cosiddetta “libertà di stampa”, da concionare prossimamente anche alla confraternita del Ba-varolo, il Direttore Draghi voglia nei prossimi giorni calare un tre di dana-ri anche su Renzo Marangon o un tre di spade su Luca Bellotti, tanto per restare in tema “amici” di Isi Coppola. Cosicché l’esimio Direttore, che con questa direzione squalifica la lunga carriera del capocronista Rizzo, può prepararsi ad uno dei suoi interventi sulla “Libertà di stampa” [della Coppola – Ndr], da tenere stavolta, a favore per una volta dei popolani e non delle logge, al torneo della briscola al circolo Auser di Rovigo.
tris di isi coppola 12 dicembre                 Tris di Isi Coppola, a scalare, da La voce del 12 novembre
.

Beppe è brillo e sbava come un “blob”
Note dal delirium tremens del Duce telematico.it
Rovigo,12 dicembre.
Beppe Grillo dalle parole ai fatti. «Fuori dalle palle» chi non è d’accordo con me, tuonava ieri Beppe Grillo dal suo video-blog, in formato fisiognomico La Russa, ed oggi il Duce telematico.it esegue la minaccia espellendo pro domo sua, senza alcuna direzione o comitato centrale – che è solo Lui, i due dissidenti Favia e Salsi che avevano osa-to pensare di testa propria al Movimento 5stelle beppegrillo.it, che già il nome ed il logorroico logo la dicono lunga. Movimento che era asceso al-le stelle col secondo “vaffa day” del 25 aprile di alcuni anni fa (2008), non per ricordare la Liberazione e proporre resistenza al nazi-fascismo ancorché bancario dominante, ma dedicato ai pure meritevoli giornalisti in una vera e propria opera di depistaggio e di falso problema in un gior-no da ricordare e da resistere con una memoria che si facesse presente.
E così, ci si permetta di esortare un meritocratico “vaffanculo” a Beppe Grillo ed a tutti i suoi lacchè e per passare dal globale al (mono)locale un vaffa alla Maddalena pentita, dalla Dc, Caniato ed un vaffa all’ex compagno combattente ora uomo-ombra dei grillini  Vanni Destro. Nel sequel a ca-scata un vaffa compete anche a Michela Furin, capogruppo della combric-cola del Punto (e-a-capo) G in Consiglio comunale di Rovigo, che potreb-be avere il moroso senegalese che però non può iscriversi e supportare la morosa alla combriccola di Beppe Grillo perché non ha i requisiti suffi-cienti, «Dichiaro di volermi iscrivere al “MoVimento 5 Stelle”, di essere un cittadino italiano maggiorenne, di non essere iscritto a partiti politici…» – recita il testo di iscrizione, e che se anche avesse voluto votare la moro-sa, una candidata Sindaco coi baffi al Comune di Rovigo, magari è figlio di un senegalese immigrato e non poteva farlo perché anche secondo il Beppe “dare la cittadinanza ai figli degli immigrati è una proposta che serve solo a distrarre l’opinione pubblica”. Movimento che sul tema immi-grazione si potrebbe chiamare Lega 5 stelle. Dalle stalle alle stalle a de-finire un termine che va per la maggiore, in questo periodo di Grillo ditta-toriale: Duce telematico.it. Beppe è oramai brillo e, in una sorta di deli-rium tremens, ha trasformato il blog in unBlob – fluido mortale (1955), da cui scarica, in connessione telematica, un fluido gelatinoso di carisma, da Duce autoritario, che corrode, liquefa, ingloba e annulla le coscienze indi-viduali. Beppe è brillo e sbava come un “blob”!
il blob di beppe grillo                          Il nuovo logo del “blob” di Beppe Grillo
.
Il Caffettiamo della “gnocca” ed il Carlino della frode
Induzione alla mercificazione della donna
Rovigo, 13 dicembre. Sulla cronaca locale de Il Resto del Carlino Rovigo, in terzultima pagina, alla sezione cultura – “Teatri-Cinema-Spettacoli”, ap-pare a tutta mezza paginata di una ragazza in mutande che al “Caffettia-mo” bar, “scatena l’interesse di diversi avventori”, un vero e proprio preludio all’ultima pagina, di fronte, quella delle inserzioni di “A.A.A.A”: “mulatta strepitosa, massaggi dappertutto”; “disponibile per massaggi sublimi oltre la tua stessa immaginazione”; “disponibilissima, prospero-sa, massaggi lunghissimi”. Che sembra una vera e propria mercificazione della donna ad oggetto sessuale, ma anche azione di induzione e favo-reggiamento della prostituzione, perché sui “massaggi” alla cervicale, o ancorché alla glottide, nessuno ci crede. 
Fuori la neve e dentro una procace ragazza in mutande  che balla su un cubo per soddisfare i clienti, tutti incappottati, guantati e cappellati, che sorseggiano caffè e drink e miseria morale. Ed allora ci si chiede proprio quale miseria morale agiti la coscienza (?) del proprietario Riccardo Gen-nari, che potrebbe metterci anche la sua mamma in tanga a destare cu-riosità fra gli avventori ed allora ci si chiede quale miseria morale pos-sieda il fotografo Giampaolo Donzelli che poteva mandarci la moglie a fotografare la “gatta da perdere la testa”, ed allora ci si chiede quale miseria morale agiti il capocronista Carlo Cavriani che poteva mandarci il papà in boxer a vendere il giornale sulle strade innevate per aumentare la “tiratura” ed allora ci si chiede quale miseria morale agiti la crapa dei nome-cognome-e-indirizzo, da pubblicare, dei contribuenti clienti.
Un episodio da “Minima moralia” – Meditazioni sulla vita offesa di Theo-dor Adorno, di denuncia sociale e morale, ma anche da denuncia all’Or-dine dei Giornalisti perché a noi ci pare che si tratti di una pagina pub-blicitaria senza che sia evidenziata la natura a pagamento della stessa. Ma anche da denuncia penale perché le inserzioni a pagamento della penultima pagina a noi ci pare che siano di pubblicizzazione della pro-stituzione e dello sfruttamento della quale. Un episodio di (bassa) misura morale che ci squalifica  e s-profonda tutti.
caffettiamo carlino 13 dicembre 2012

AAAA massaggi carlino 13 dicembreLa pagina “spettacoli” del “Caffettiamo” del Resto del Carlino del 13 dicembre e, sotto, parte dei messaggi promozionali di massaggi della pagina a fronte. 

> Caffettiamo della gnocca e Carlino da Procura 
Con la segnalazione all’Ordine dei Giornalisti ed alla Procura.
.

→>Continua
.
.
.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: