“Cojoni domenicali” all’Alìper e Coop

novembre 15, 2012

Rovigo, 15 novembre. E’ una battaglia di civiltà contro la riduzione delle persone a merci, domenicali. Volantinaggio dei sindacati, boicottaggio della Chiesa ed anche scritte, contro quella che pare diventata una vera e propria “coionanza” domenicale… 

     I Centri commerciali sono diventati come Saturno che divora i propri figli?

Super-mercato festivo, super tossico-dipendenza
Le aperture sempre più festive dei Centri commerciali stanno sempre più aumentando la “sindrome del consumatore”, una sindrome da tossico-dipendenza acquisita. E’ il sociologo Alvin Toffer che per descrivere la “mcdonaldizzazione” della società descrisse, negli anni Ottanta, la figura del “pro-sumer”, coniugando producer e consumer. In italiano “pro-nsu-matore” a designare un legame sempre più stretto e dipendente fra produttore di merci e consumatore addomesticato delle quali. Una tecnica che va verso l’apice della catena alimentare con l’apertura sempre più festiva dei supermercati e che arriverà, ben presto, col supermercato 24ore-su-24 ad incatenare il consumatore permanentemente alla sua dipendenza. Un consumatore ridotto a merce: si usa, consuma e getta.

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“Cojoni domenicali” all’Alìper
Rovigo 4 novembre, tarda mattinata. Stamattina all’Alìper c’è più gente che alla parata delle Forze Armate in piazza Vittorio a Rovigo. E sì che proprio pochi giorni fa, giovedì festivo 1 novembre, i sindacati rodigini hanno organizzato un volantinaggio davanti ai supermercati, “Niente spesa nei giorni di festa”, contro le aperture festive dei centri commerciali. Il messaggio di civiltà, di cui da anni si scrive in queste pagine, non è evidentemente pervenuto tant’è che se fosse vero che su un muro dell’Alìper, Centro commerciale di viale Porta Adige, è stata tracciata la frase “Cojoni domenicali” – in vera e propria vulgata polesana, non è stato raccolto né dagli eventuali cojoni acquirenti, né dagli eventuali cojoni spacciatori di merce (padroni e dipendenti). Si usa qui il condizionale benché da fonti autorevoli (tipo passanti, cassiere, acquirenti) sarebbe stato segnalato della scritta in questione, ben visibile, ad altezza d’uomo, su un lato del Centro. Eventuale scritta che è stata prontamente occultata per intervento “straordinario” di manovalanza esterna. Che andrebbe iscritta, sempre col condizionale, alla cojonanza domenicale. Perché ci si chiede se alle 11,30 di domenica mattina stessero facendo gli “straordinari” i manovalati prontamente intervenuti ad occultare la scritta (vedasi fotografia) o se anche essi, come i dipendenti Alìper, stessero facendo “straordinari” festivi “ordinariamente” pagati come normali, feriali, giorni di lavoro. Da essere iscritti, pure a pieno merito, nella categoria domenicale sopra ed eventualmente de-scritta.

oscuramento scritta alìper
Oscuramento scritta Alìper domenica 4 novembre ore 11,30
Entrata laterale Alìper verso Boara Alìper domenicale da viale Porta Adige
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“Cojoni domenicali” all’Alìper 2
Rovigo, lunedì 5 novembre. Il condizionale d’ obbligo del paragrafo pre-cedente diventa presente indicativo. Come volevasi dimostrare: cojoni con la “j”. Celermente, di lunedì mattina, ore 10,30 circa, arriva la mano-valanza esterna, ordinariamente pagata, per rimuovere l’oltraggiosa scritta. Nelle immagini di cronaca, che potrebbero esserci costate una quasi rissa perché il Centro commerciale è un’area di sospensione dei normali diritti di cittadinanza – vietato fotografare, vietato chiedere l’ele-mosina, vietato volantinare, vietato raccogliere firme o quant’altro che non sia di scartolinare il gratta-e-vinci o di gorgogliare per gli sconti scontati – ma la nostra “testata” è altresì famosa per la sua testardag-gine, dalle immagini – ordunque!, si s-vela quanto il nostro cronista ave-va già notificato tramite testimonianze coperte dal segreto professio-nale. E cioè, che la scritta graffitata sul Centro commerciale domenicale, Alìper, è in vera vulgata polesana, con la “j” al posto della più italianizzabile “i”. Da cui si desume che anche il Centro potrebbe, per sintomatologia junghiana, passare ad un più appropriato Aljper.

 
Lunedì mattina di rimozione scritta all’Alìper
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“Coioni domenicali” alla Coop
Rovigo, 11 novembre. Le coionate domenicali non hanno fine: anche il su-permercato de la Coop-sei-tu-chi-può-fregarti-di-più tiene aperto la do-menica, anche lì è stata graffitata la scritta “coioni domenicali” che pare ripresa, ma in modo più forbito e cittadino – la “i” invece che la “j” – da quella apparsa la scorsa domenica all’Alìper. La scritta è stata tracciata sul muro prospiciente il Centro commerciale Le torri di Rovigo, che ospita anche il supermercato Coop. Per la verità poco frequentato in questa domenica tale e quale: forse per la pioggia forse per il retromarcia dopo lettura della scritta. Perché si sa che i clienti Coop, il bar del secondo piano e altri negozi del Centro sono chiusi, sono più di sinistra e sensibili alla mercificazione forsennata delle merci. O no?

 
Benvenuto domenicale, 11 novembre, ai pochi acquirenti al Centro le torri

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Proteste diverse verso le aperture domenicali
Rovigo, 14 novembre. Da Il gazzettino di Rovigo
«Le aperture domenicali dei centri commerciali, ormai divenute una regola, hanno scatenato proteste, lamentele e prese di posizione formulate in vari modi». E sono di tre tipi. La prima è quella della Pastorale della chiesa di Padova «una vera e propria dichiarazione di guerra nei con-fronti della liberalizzazione delle aperture domenicali dei negozi». La se-conda è quella dei sindacati  che in Polesine «hanno più volte manifesta-to anche con volantinaggi all’esterno dei centri commerciali». La terza è quella delle scritte. «L’ultima iniziativa è stata una scritta apparsa su una delle torrette laterali nel lato nord del Centro commerciale Aliper… che è stata ben presto cancellata, ma che ha indotto a presentare una denuncia in Questura».

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I “domenica mona” della Fattoria
C’era un cartello giallo, con una scritta nera
Rovigo, 18 novembre
. Dopo la domenica dei cojoni, 1 e 2, arriva quella dei “mona”. Il riferimento è allo striscione che sarebbe stato appeso al più grande Centro commerciale di Rovigo e periferia, quella de “La fattoria”. Il condizionale è d’obbligo perché le immagini ci sono pervenute per posta elettronica e non abbiamo potuto verificare di persona, inforcando la bicicletta domenicale per un tragitto di 7 km. di sola andata, se la situazione è reale o foto-montata, dicasi “pataccata”. Comunque, conoscendo personalmente il gestore della libreria Mondadori, il condizionale resterebbe, a malincuore, d’obbligo. Epperdunque, il comunicato illustrato è firmato dal sedicente gruppo “Liberaladomenica Rovigo” che firma, a suo dire, un’azione di “volontariato popolare” contro le aperture domenicali de La fattoria. Un nome ispirato, più che a quella di Nonna Papera, al romanzo di George Orwell “La fattoria degli animali” concentrati dal fattore Jones. Dalla fattura delle fotografie non si riesce a capire se sia un abile fotomontaggio od una ripresa reale e, quindi, visto che il tema è pertinente a questo articolo si dà seguito alla loro pubblicazione con le avvertenze del caso sopra esposte. Un’ultima nota va fatta sull’etimologia della frase che rivela una ambiguità di fondo: domenica (dei) mona o domenica mona (nel senso di gnocca!). Ai lettori ed acquirenti festivi l’ardua sentenza: se sia più da mona andare al supermercato di domenica o, invece, andare in mona di domenica, nel senso erotico del coito amplesso con l’altro sesso. Ci si scusi la crudezza esplicativa  dei termini.

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Domenica mona, di mattina 18 novembre a La fattoria

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Liberaladomenica
Firma qui. Legge di iniziativa popolare per fermare le aperture festive e domenicali nei negozi.
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RIFERIMENTI STORICI
> I centri commerciali della domenica
Rovigo, 13 dicembre 2009. Continua la gara a chi tiene aperto di più fra i Centri commerciali. Anche l’ultimo “ponte” per i lavoratori normali è stato  straordinario per quelli dei Centri. Una gara all’ultimo acquisto… Finchè non resterà più nessuno ad acquirere.

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NO HACKER – DIRITTO DI CRONACA
Un invito all’hacker che ha oscurato l’articolo precedente “Cojoni domenicali” all’Alìper, a rispet-tare il diritto di cronaca di un piccolo giornale indipendente che non ha soldi per competere con l’eventuale committente che potrebbe essere l’Alìper. E non si vuole dire che l’Alìper ha pagato un hacker per fare cancellare l’articolo precedente e la riprova è che questo articolo non viene oscurato proditoriamente, criminalmente ed illegalmente e resta a dimostrare che l’Alìper rispet-ta anche il diritto di critica nei suoi confronti…
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