Lettere quotidiane dal fronte dell’umanità

ottobre 18, 2011

Lettere quotidiane dal fronte dei Diritti Umani – negati e della Giustizia Sociale – pure. Censurate quasi in toto dalla stampa quotidiana di Rovigo che va ascritta, a pieno merito, fra i responsabili della de-classificazione (degli ultimi due anni, secondo Freedom House) dell’Italia a paese parzialmente libero per la “libertà di stampa”, al pari del Benin (capo-cornista Cavriani) e del Tonga (capo-cornista Salvagno).

                                       

La casa comunale prima ai rodigini…la tomba pure!
Rovigo, 18 ottobre. Per “consecutio logicae”, in caso di coda, anche al Cimitero la tomba spetterebbe, per regolamento comunale,  prima al residente rodigino e poi agli altri. E, in caso di fila al supermercato, al posteggio auto, allo stadio, al botteghino del Teatro Sociale, in piscina, al reparto salumi e carni, alle Poste, all’ufficio Iva, a parlare col Sindaco, alle bollette Enel, ai cessi della stazione, all’edicola, all’ufficio di collocamento, al passaggio a livello, alla rotatoria di viale Tre Martiri: prima i residenti certificati di Rovigo poi gli “stranieri”: italiani, comunitari, extra-comunitari. Che il passaggio consecutivo sarà di discriminare ulteriormente la fila, prima il Comune, poi: Provincia, Regione, Nazione, Comunità Europea, Nazione Extraeuropea, Galassia Centrale…
Se questo ragionamento può sembrare astruso, va specificato che si tratta della consecuzione logica del nuovo regolamento comunale di Rovigo che definisce le modalità per l’assegnazione degli alloggi Ater, approvato ieri, lunedì 17 ottobre, in prima istanza, e che prevede un ritorno alla Commissione appropriata e poi in Consiglio Comunale.
Nella graduatoria per l’accesso alle case popolari, fra le altre causali al-l’accesso dei bisognosi, è stata data priorità alla residenza nel comune di Rovigo: 3 punti in più per i domiciliati da 15 anni. E tre punti su una quota di 15 che permette mediamente l’assegnazione è un bel privilegio, anche nella necessità. Privilegio per alcuni (pochi) diventa discriminazione per altri (tanti). Perché la costituenda normativa viola, a nostro parere, la stessa Costituzione all’Art. 3 che recita che tutti siamo uguali davanti alla Legge e, anzi, che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli (e non di crearne di ulteriori) che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini. [E viola anche la “legge” cristiana del cattolico Antonio Saccardin a cui ricordiamo, a latere, la parabola della vigna: vengono tutti pagati uguali, anche quelli che hanno lavorato la metà]. Che se passa definitivamente il nuovo regolamento faremo una denuncia alla Procura  proprio in questo senso. Va ricordato che recentemente il Tribunale di Milano (e Genova) ha annullato il bando per operatori al censimento co-stringendo il Comune a fare nuove liste aperte a tutti i cittadini – non solo italiani, ma anche comunitari.
D’altronde questa “direttiva” fa parte dei “quattro punti” incisi dalla Lega Nord a sostegno di Bruno Piva Sindaco. D’altronde l’assessore Servizi Sociali Antonio Saccardin era già asservito a questa linea leghista – pa-droni in casa propria, anche come assessore a Lendinara. Basti ricordare l’ex Ospedale della zona ceduto dall’Ulss 18 a favore di tutti i cittadini dell’Azienda pluricomunale, ristrutturato in appartamenti di edilizia popo-lare col risultato che di 23 alloggi assegnati 22 sono andati ad abitanti proprio di Lendinara ed uno di S. Bellino, lì vicino.
E così applicando la nuova normativa si gettano le basi, anche culturali, per una estensione sociale del principio di territorialità. Che vuol dire che in caso di fila per l’assegnazione di una fossa comunale (ma anche a scuola asilo) verranno graduati prima i Rodigini e dopo quelli di Sarzano, Villadose, Padova, Regione Lombardia… Ultimi, al solito, quelli del Guate-mala o della Nigeria. A smentire ed a violare, oltre la Costituzione, anche il principio del principe de Curtis, quello di “a’ livella”: di fronte alla morte il marchese (rodigino) ed il netturbino (extra comunale) sono uguali.

                                     
Bassorilievo sul palazzo della sede dell’Ater sul Corso del popolo, Rovigo

EPILOGO PER I PADRONI DELLA STAMPA
Naturalmente i capocornisti Cavriani-Salvagno (Gazzettino-Carlino) possono al solito censurare questo comunicato a difesa del loro diritto quotidiano di opinione e di espressione e di confratelli del Minculpop, che può essere rivendicato anche dal direttore Draghi (La voce) per tagliare e commentare ed opinionare su di esso (comunicato). Che non è una poesia di Leopardi che purgata perde di significando, ma una sua struttura logica e consecutiva pure ce l’ha. A fronte del diritto di opinione quotidiano e corposo e ben pagato di lor categoria di giornali-sti “embedded”, resta il nostro diritto, che per coloro è un dovere, di essere continuamente censurati o anche, quando va bene, tagliati ed opinionati a iosa (La voce). E se gli diciamo che la “stampa serve” non serva, magari si incazza-no e ci censurano ancora di più. Di più?  R.C.

[Lettera a Gazzettino, Carlino, La voce e p.c. Ordine dei Giornalisti del Veneto]

[La lettera aperta è stata pubblicata, integrale, su “La voce” del 19 ottobre]
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Il nuovo regolamento comunale per l’assegnazione di alloggi Ater
Quando la farsa diventa tragedia… non resta che piangere o ribellarsi
Rovigo, 26 ottobre.
Se un bambino nasce – o vive, in una stalla (o soffitta, o cantina, o tugurio) a Rovigo, con forte rischio sanitario per la sua salute, la commissione apposita del Comune dovrà decidere sulla concessione di alloggio per l’emergenza abitativa anche assegnando cospicui punti di merito a proposito della temporale residenza del bambino nel Comune, riguardo lo stato di nascita (se è nato nel Comune), e dei punti in più anche rispetto agli anni in cui la mamma fa la domanda (e lo stesso vale per un anziano pensionato, magari con qualche malattia)… E’ quanto si appresta a decidere il Comune di Rovigo nella seduta consigliare del 27 ottobre. Si potrebbe considerare la vicenda una farsa e farci della facile ironia ricordando che Beppe Osti, che si è proposto in più riprese elettorali, dovrebbe essere allora eletto Sindaco di Rovigo, che il vice-sindaco non è nato a Rovigo ed è alla prima tornata elettorale, che su sette assessori solo tre sono nati a Rovigo, che l’assessore Antonio Saccardin – pertinente ai Servizi Sociali, nato a Rovigo, proviene dall’assessorato di Lendinara dove non era nato e neanche residente. Si tratta invece di una vera e propria tragedia, un baratro di iniquità, un attacco criminale ai Diritti Umani di Uguaglianza, sanciti anche dalla Costituzione, a cui non basta rispondere con la critica e con l’ironia, ma si deve rispondere con l’indignazione e la ribellione sociale istigando i Consiglieri a non essere complici di simili obnubilamenti sociali ed a abbandonare un aula in cui si andranno a riscrivere regolamenti come prodromi per nuove leggi razziali (a memoria di quelle del 1938).  Redazione Biancoenero
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La retorica istituzionale delle barriere architettoniche
Rovigo 2 dicembre. Con tanto di fotografia dei promotori – ubi Virgili ma-ior, venerdì 2 dicembre i quotidiani di Rovigo danno notizia del Convegno contro le barriere architettoniche promosso dalla Provincia di Rovigo as-sieme al Comitato Regionale Mielolesi, per sabato 3 dicembre – dalle ore 10,30, presso il liceo Paleocapa di Rovigo dal titolo: “Una città per tutti. Barriere architettoniche: varie ed eventuali.
L’evento che si svolgerà in concomitanza con la Giornata internazionale delle persone con disabilità indetta dall’Onu, è stato presentato giovedì 1 dicembre a Palazzo Celio dalla presidente Tiziana Virgili per la quale occorre lanciare l’ennesimo segnale a chi quotidianamente gestisce l’edi-lizia cittadina. «Le barriere architettoniche sono gli ostacoli più grandi che una persona disabile possa trovarsi davanti», ha spiegato Remo Za-nellato responsabile CoReMi per Rovigo, «nonostante molto sia già stato fatto, le barriere architettoniche continuano ad essere un problema se-rio». Il Convegno, partecipato da esimi relatori, in gran parte del CoReMi, sarà coordinato dalla presidente della Provincia Tiziana Virgili. Per l’oc-casione sono state coinvolte le classi terze e quarte di alcuni istituti su-periori della città: a loro è stato chiesto di elaborare soluzioni progettua-li per eliminare le barriere architettoniche non ancora a norma in città.

COMMENTO: domande senza risposta. In questa retorica culturale giuda-ico-cristiana profondamente circoncisa – appunto, nel Dna della popola-zione – ma Marcuse spiegava che l’istituzione istituzionalizza per svuotarne di significato, ci si chiede: 1- se Remo Zanellato sia entrato in Pro-vincia dalla porta principale – impedita ai disabili, o dall’entrata secondaria – di servizio, sul retro, adeguata per i disabili e fattorini; 2- se la Presidente Tiziana Virgili, da otto anni che varca la soglia di Palazzo Celio si sia mai accorta che è interdetta – la soglia per carità! (chi scrive rischia tre anni di galera per un foto-montaggio sull’assessore Pace e Diritti Umani Tiziana Virgili), proprio ai disabili; 3- se le classi terze e quarte potranno elaborare soluzioni per eliminare le barriere architettoniche propria a partire dalla Provincia (e dai Servizi Sociali del Comune); 4- se la retorica cerimoniosa oltre che di normale ipocrisia sia circoncisa anche di falsità; 4a- nel qual caso se sia l’ennesima riproposta della pedagogia dei “sepolcri imbiancati”, per restare in tema giudaico-cristiano; 5- se la Provincia – nel solco omeopatico (sic!), produca barriere architettoniche per poi organizzarci Convegni; 5- se c’è un Comitato a tutela dell'”imbacuccamento” istituzionale dei giovani, futuro della Nazione.
Redazione Biancoenero

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I centri commerciali della domenica
Tanti piccoli supermarket… e poi non ne rimase più nessuno


I Centri Commerciali sono diventati
come Saturno  che divora i propri figli,
nella visione di Francisco Goya?
O, come i “10 piccoli indiani” di Agatha Christie,
che scompaiono uno dopo l’altro…
e alla fine non ne rimarrà più nessuno?
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Rovigo, 3 dicembre. Continua la gara a chi tiene aperto -di tutto e di più, fra i Centri commerciali. Anche i vari “ponti” per i lavoratori normali di-ventano stra-ordinari per quelli dei Centri. Una vera e propria gara al-l’ultimo acquisto… Finché non resterà più nessuno ad acquirere. Anzi, sembra proprio un gioco al rilancio: più aumenta la crisi, e scarseggiano i soldi, più aumentano le aperture festive dei Centri. Una programmazio-ne tic-tac, ad ”effetto pendolo”: tic – aumentano i disoccupati, tac – meglio aprire anche i festivi.
Se i lavoratori ordinari possono usufruire del giorno di riposo dei vari “ponti”, così non sarà per i dipendenti straordinari dei Centri, per dome-nica 4 dicembre e martedì 8 dicembre della Madonna. Al lavoro anche sabato 10 dicembre, ricorrenza della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e Rallegratevi!, domenica 11 dicembre – terza d’Avvento (Gau-dete, appunto). Il primo “discount” che terrà aperto per Natale – “Ci manca poco” confessa Maria al reparto salumi della “Coop sei tu. Chi può aprirti di più!” -, si aprirà la gara alla spalancatura totale, di Pasqua e di Natale. Poi, con tanti saluti ai diritti dei lavoratori, seguirà l’apertura notturna. Finché, al culmine della crisi economica, resteranno solo i dipendenti, nel turno di riposo –anzichenò!, a fare la spesa nei Centri Commerciali aperti 24 ore su 24. Che poi, per mancanza di clienti licenzieranno anche i dipendenti, fino a quando chiuderanno anche i Centri per mancanza di dipendenti e di clienti.                      Redazione Biancoenero

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sospeso…
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