Almanacco polesano di ratatuia politica

luglio 20, 2011

Ratatuia, dall’occitano, significa rimestare, rimestare nel torbido politico che viene a galla – nell’occasione. Può essere rilassante, in periodo di torrida estate rodigina, mettersi all’ombra in spiaggia dell’Adige, con una granatina al cedro, a vedere passare i tronchi e gli stronzi che galleggiano, sull’acqua e raffigurarli – gli stronzi, con quelli della “cricca” partitocratica polesana che, come i suddetti e proprio perché lo sono, stanno sempre a galla. Rassegna stampa di politici polesani in contumacia.                               
“Cambiamo musica”: è stonato il Movimento 5 stelle di Rovigo
Dalle stelle alle stalle, la fanno fuori dal vasetto le “stelline” del Movimento
Rovigo 10 luglio. “Cambiamo musica” (lo slogan elettorale) ma è sempre la stessa musica del pappa-e-ciccia anche quella del Movimento 5 stelle beppegrillo.it, che dalle belle parole retoriche soccombe nei fatti.
Zaira Mantovan, candidata del Movimento 5 stelle beppegrillo.it (che un partito con un nome così è proprio partito-partito) alle recenti amministrative di primavera, intervista sul Resto del Carlino niente popòdimeno – fuori dal vasetto appunto, che la Consigliera comunale (già candidata sindaco del “Movimento”) Michela Furin e la consociata Consigliera Barbara Businaro, proprio del Movimento 5 stelle beppegrillo.it. Con una sussequiosa intervista, illustrata da fotografie da album familiare, tipo “quanto sei bella tu” e “quanto siete brave voi”… Oltre ad una normale etica politica c’è da ricordare anche una direttiva dell’Ordine Giornalisti del Veneto, che invita a non scrivere di associazioni di cui si fa parte [anche se profondamente disattesa proprio al Carlino in cui Sergio Garbato, epistemologo faccia cul-turale, non dovrebbe più scrivere di alcunché – Ndr].

                   

Nella fotografia Mantovan Zaira dal depliant elettorale del Movimento 5 stelle che “segnala” i 24 candidati col titolo di “Cambiamo musica”. Nell’orchestrina del cambiamento, colei suona l’ocarina.

                             
L’articolo-intervista del Resto del Carlino di Rovigo in data 10 luglio 2011.
«Vogliamo dare voce alla gente», proclama a tutta pagina la voce monotematica di Michela Furin. «Tutto è politica», le fa eco Barbara Businaro, anche rilasciare interviste agli “amici” giornalisti di partito.
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Mutande polesane, cogli le somiglianze
Rovigo, 13 luglio. Della serie quiz da Settimana enigmistica, invece che “scopri le differenze”, stavolta “cogli le somiglianze” fra due titoli della prima pagina de “Il gazzettino di Rovigo”: quelli che hanno a che fare con le mutande. La risposta qualche paragrafo più avanti.
Renzo Ongaro e il conflitto di interessi

Ci fa la figuraccia del “caporale” il tenente colonello Renzo Ongaro
Rovigo 14 luglio. Duecentomila euro in arrivo per gli asili paritari del comu-ne di Rovigo. Ad annunciarlo sono gli assessori all’Istruzione Anna Paola Nezzo e al Bilancio Luigi Paulon nel corso di una conferenza stampa, insieme al consigliere comunale di maggioranza Renzo Ongaro, presidente proprio della scuola materna Mamma Margherita di Rovigo e della succursale di Concadirame.
Rovigo, 18 luglio. Fabio Osti politicante democristiano di lungo corso fa la morale al tenente colonello Renzo Ongaro degradandolo a “caporale”, alla Totò, per quanto riguarda la bassezza morale. Il tenente colonello in pensione, nuovo acquisto della politica del Pdl rodigino, era sceso in campo nei giorni scorsi a difendere, in più occasioni e con sostenuto imperio – rispondendo per le rime anche a Fabio Osti, i contributi comunali alle scuole private parrocchiali come atto di dovere sociale. Cosicché, in data odierna, gli risponde Fabio Osti di Api (Alleanza per l’Italia):
«Capisco che qualcuno di chi è stato per molto tempo della sua vita abituato a dire o farsi dire “signorsì” [il tenente colonnello Renzo Ongaro – Ndr] abbia nei confronti del contradditorio e del civile confronto, un atteggiamento di intolleranza quasi congenita. Quello che non capisco è perché deve essere così difficile da comprendere che esiste un evidente conflitto di interessi tra chi, come pubblico amministratore (consigliere comunale e presidente di commissione) [Renzo Ongaro è consigliere comunale per il Pdl e presidente, dal 12 luglio, della seconda commissione che si occupa di famiglia, politiche giovanili, politiche per la casa, volontariato e associazioni – Ndr]), è preposto ad elargire i contributi e chi come cittadino (presidente di scuole materne) [Renzo Ongaro è presidente di due scuole materne a Rovigo e Concadirame – Ndr] ne è il fruitore».
“Zitto e stecca”, nei giorni seguenti, da parte del tenente colonello in pensione Renzo Ongaro che, per la verità, e sostenuto dal quartier generale della sua Giunta, ha riportato in auge la tecnica, che pareva obsoleta, di “caporali” amministrativi, contributivi alle proprie truppe. Si ricordino le sostanziose elargizioni di assessori comunali e provinciali di passate giunte, come Beppe Osti – al Coni di cui era presidente, e di Lino Callegarin – all’Arci e derivati, di cui era presidente. Niente di nuovo sotto il fronte dei politicanti di carriera rodigini. Sono uomini o caporali?
[Si tratta di una domanda evidentemente retorica – Ndr].
                                  
Il tenente colonello Renzo Ongaro in divisa da “caporale”, fa la sua comparsata nel film “Siamo uomini o caporali” di Camillo Mastocinque.
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Siamo uomini o caporali?
“L’umanità, io l’ho divisa in due categorie di persone: Uomini e caporali.
La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali, per fortuna, è la minoranza. Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare per tutta la vita, come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza mai la minima soddisfazione, sempre nell’ombra grigia di un’esistenza grama.
I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza averne l’autorità, l’abilità o l’intelligenza ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il povero uomo qualunque. Dunque dottore ha capito? Caporale si nasce, non si diventa! A qualunque ceto essi appartengono, di qualunque nazione essi siano, ci faccia caso, hanno tutti la stessa faccia, le stesse espressioni, gli stessi modi. Pensano tutti alla stessa maniera!”.
Totò da “Siamo uomini o caporali”, film di Camillo Mastocinque del 1955.
La “cricca” proviene dal far west
In un mondo sempre più dominato dai (pre-)potenti, sembra che la giu-stizia sociale si trovi e si esplichi solo nei film di avventura (come Robin Hood) o nei fumetti come Zagor-te-nay. La “cricca” è un appellativo, a definire appunto una congregazione di pre-potenti, che sembra venuto in auge col libro omonimo di Sergio Rizzo edito nel 2010 e fa pendant con “La casta”, di Gian Antonio Stella e di Sergio Rizzo, dell’anno 2007.
In effetti la definizione di “cricca” si trova già ben delineata in un fumetto d’avventura come Tex, ambientato nel far west americano attorno agli anni del 1870, e creato da Gian Luigi Bonelli nel 1948. «Chi c’è dietro i cospiratori?», chiede Tex all’amico Montales ferito, «militari, politicanti, finanzieri e grossi proprietari di terreni» risponde costui, «l’intera cricca, insomma!» completa il vecchio Carson.
                                    
Nella vignetta di F.Civitelli, per l’occasione colorata a mano, Tex Willer e Kit Carson in versione buoni samaritani. Da Tex n.306, I cospiratori, aprile 1986.
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La casta ed i “furbetti del quartierino” della Regione Veneto -A

Rovigo, 20 luglio. Nonostante la crisi economica che attanaglia tantissime famiglie, la “casta” sopravvive alla grande tra pregi e privilegi – i parlamentari hanno lo stipendio più alto d’Europa gli operai il più basso, proprio perché sostenuta da un modello culturale da “furbetti del quartierino” che si è fatto vero e proprio modello sociale – archetipo, della nazione Italia. Un grande esempio di antropologia culturale e strutturale viene dai “furbetti” della Regione Veneto di Rovigo. 101 su 115 dipendenti, l’88%, sono indagati per assenteismo abusivo. Non è dato conoscere i nomi degli assenteisti indagati che sono molto conosciuti in città, alcuni attivi anche in associazioni di volontariato sociale. E’ la cosiddetta “sindrome del risciò”, dell’umano schiavizzato che tira la carrozza a due ruote su cui sta comodamente adagiato il notabile della “cricca”: oggi tiro io (con tutti i trucchi possibili per assentarmi) ma domani – chissà, toccherà a me sparappanzarmi. Applicando una tecnica, profondamente sedimentata, altrimenti detta dello speraindio, atta ad eludere l’indignazione o la ribellione sociale ai soprusi). I valori del “sultanato” razzista del governo Berlusconi-Lega Nord, nell’ultimo decennio, si sono talmente sedimentati nei comportamenti da legittimare atteggiamenti che fino a poco tempo prima erano almeno tenuti nascosti, perché considerati deplorevoli. Come avessero “sdoganato” i nostri “bassi istinti” avallando comportamenti e creando archetipi culturali che non sarà più possibile riportare nei confini dei desideri vietati. Perché siamo fatti di dubbi e di certezze, di desideri probi e altri molto meno ed è nella bilancia fra questi che sta il nostro stile di vita. Anche nei “no” che aiutano a crescere e nei nodi che facilitano la scalata sulla corda.

Fughe pagate dal lavoro: 101 indagati in Regione -B
Chiusa l’indagine preliminare della Procura della Repubblica su 103 di-pendenti pubblici in servizio alla sede rodigina della Regione del Veneto. Vagliati 170 ore di filmati registrati dalla Guardia di Finanza. Confermate le accuse – per assenteismo ingiustificato e truffa ai danni dello Stato, per 101 dipendenti pubblici su un totale di 115.
«Si scambiavano i tesserini personali e timbravano per i colleghi assenti certi che, nei giorni successivi, questi avrebbero ricambiato il favore. Per questo 101 dipendenti della sede di Rovigo della Regione Veneto, che conta 115 impiegati in totale, andranno a processo con l’accusa di truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico. A smascherare gli assenteisti sono stati i pochi colleghi stufi di raddoppiare le proprie mansioni sobbarcandosi l’altrui lavoro. Nel 2009 avevano sporto denuncia contro i colleghi che, in questi giorni, hanno ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini condotte dalla Guardia di finanza di Rovigo».
Il Giornale.it, 21 luglio

«Assenze ingiustificate anche di sei ore in una giornata lavorativa di otto. Finte missioni, shopping, visite al mercato settimanale e mille altre occupazioni. Tutto pur di non lavorare. Sono 101, su un totale di 115, i dipendenti assenteisti della sede di Rovigo della Regione Veneto a cui in questi giorni stanno arrivando gli avvisi di chiusura indagini nell’inchiesta della guardia di finanza di Rovigo, coordinata da sostituto procuratore Sabrina Duò, per truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico.
Un fenomeno di vaste proporzioni che era continuato indisturbato fino alla metà del 2009, quando alcuni colleghi degli indagati, stanchi di sobbarcarsi anche il lavoro altrui, avevano denunciato i comportamenti truffaldini. Così era venuto alla luce un sistema di scambio di badge e di timbrature fatte per altri, con dipendenti che si allontanavano anche più volte nell’orario di ufficio, immediatamente dopo aver registrato l’ingresso e timbrato il cartellino. Oppure personale che si assentava per ore in missioni inesistenti che nessuno aveva autorizzato. Altro che pausa caffè. Presto era stato chiaro che non si trattava di fenomeni isolati, ma di un sistema ben collaudato e ripetuto, cui partecipava la quasi totalità dei dipendenti degli uffici di viale della Pace, dove hanno sede anche il Genio civile e l’Ispettorato per l’agricoltura». Il gazzettino 21 luglio.

Nomi cognomi e indirizzi dell’omologata servitudine umana -C
Rovigo, 27 luglio. Un elenco come un abbecedario della banalità del male quotidiana e rodigina, che alligna negli atti e nelle consuetudini quotidiane, non è possibile fornirlo perché il sostituto procuratore Sabrina Duò, in data 27 luglio, riferisce che non è sicura che tutte le 101 persone siano state notificate dalla Guardia di Finanza e, per ordini superiori, non è in grado di fornire l’elenco.
Cogli le somiglianze
Rovigo, 20 luglio. La risposta al quiz di pochi paragrafi fa. Nessuna differenza, entrambi i soggetti sono imputati di violenza ai minori: l’uno di stupro, gli altri di inquinamento ambientale rivolto anche ai minori. 

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Magaraggia, quando il silenzio paga
Mister “no comment!” è ripagato fuori misura
Rovigo, 21 luglio. E’ Daniele Degoli, di centro-sinistra, il nuovo presidente di As2, la municipalizzata di servizi strumentali e tecnologici a cui partecipano la Provincia, 24 Comuni, il Consvipo, l’Iras, il Consorzio Rsu e l’Unione dell’Eridano. Diegoli, assessore del comune di Occhiobello, è stato eletto al vertice dell’azienda al termine di una seduta di tre ore nel tardo pomeriggio che ha riservato un esito clamoroso. Sembrava che la presidenza fosse riservata a Roberto Magaraggia ex Consigliere comunale di Rovigo che gravita nell’area del centro-destra subentrare a Angelo Zanellato di centro-sinistra. Ma per uno “sbilanciamento” non previsto e fuori misura di Pierluigi Tognuolo, Presidente del Consorzio Rsu, Magaraggia non è riuscito a farcela. Resta comunque nel Consiglio di amministrazione assieme a Roberto Areggi della Lega Nord.

Alle recenti elezioni amministrative Magaraggia non è riuscito, con la sua omonima Lista civica inserita (una delle otto) in “Una squadra per il cam-biamento” di Bruno Piva, a ottenere i voti sufficienti per una “carega” abituale da Consigliere comunale, 398 voti – 1,50%, ma la sua lista ha ottenuto una «quota “matematica», secondo lo stesso Magaraggia, per far vincere la carica di Sindaco a Bruno Piva. Il quale non riuscì nella composizione della Giunta a ripagare con un assessorato il giovane baby-pensionato Magaraggia – né il più quotato Renato Borgato. A domanda di cosa pensasse della Giunta, Magaraggia, rispose «no comment!» e se si sentisse escluso rispose «no comment!» e come mai non esprimeva – come consuetudine, il suo pensiero rispose «no comment!». Ora si è capito che il silenzio è d’oro e valeva una prestigiosa presidenza. Valeva perchè Magaraggia non è riuscito a entrare in Consiglio comunale, a fare l’Assessore e neanche a fare il Presidente As2. D’altronde per uno che non parla fare il Presidente di una Amministrazione pubblica pareva un po’ fuori luogo. A domanda di perché non sia stato eletto, pare abbia risposto: «no comment!». Roberto Magaraggia, «no comment!», assieme a Nello Piscopo, in una classica versione versione Stanlio ed Ollio della politica rodigina. Della serie, mandateci tanti Magaraggia e Piscopo che ci fanno tanto ridere!.
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> Rovigo e i quotidiani della “gnocca”
Rovigo, 27 luglio. Estate culturale rodigina: quando l’informazione è calda. Gnocca-patacca-fionda è la linea editoriale estiva dei tre quotidiani, a capocornisti priapici, di Rovigo, che la sbattono a tutta prima pagina. Un calendarietto di pornografica quotidianità culturale.
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> Inaugurata la pista ciclabile Rovigo-(no)Boara
Rovigo, 30 luglio. Comiche estive.  Anche in una modesta inaugurazione della pista ciclabile Rovigo-(no)Boara, secondo la psicopatologia della partitica quotidiana, stanno a saper ‘notare’, tutte le ipocrisie, amenità, falsità e para(e prese per le)culaggini di una Giunta Piva che sembra frattalmente in linea con la precedente.
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Nello Piscopo e il conflitto di interessi
Rovigo 30 luglio. L’assessore al Decoro Nello Piscopo, affiancato dal Sindaco Bruno Piva, dichiara guerra ai grafomani che imbrattano i muri, le panchine e i monumenti rodigini di scritte volgari e blasfeme: «Chi verrà pizzicato a scarabocchiare i muri verrà multato», minaccia l’assessore. Immediata la bagarre, a parolacce, fra Zangirolami (tabelle turistiche) e Berti (parcheggi gratuiti), per quanto riguarda la destinazione dei fondi.

Casca nella sindrome “Rizzo-Milan” (l’uno tutela del suo bar e l’altro per l’abitazione) il nuovo assessore della nuova Giunta comunale Nello Piscopo che si è inventato ed auto deputato (come la precedente Giovanna Pineda alla Pace ed ai Diritti Umani, invece) l’assessorato al Decoro. Perché pare proprio un conflitto di interessi – un atto privato in amministrazione pubblica, fare una ordinanza contro tutte le scritte blasfeme sui muri cittadini solo per eliminare la storica scritta “Piscopo OGM” che sta lì dall’anno 2004 ad allietare lo sguardo, per chi sa vedere.
Perché a memoria visiva non ci vengono in mente frasi offensive in tutta la città, ad eccezione di “Ebrei milanisti” sulla saracinesca di una macelleria e di “Virgili befana” – che non riportiamo proprio per decoro alla Presidente della Provincia e assessore Pace ed ai Diritti Umani, che non ci denunci un’altra volta dall’alto del suo nobile referato -. E la stessa “Piscopo OGM” bisogna anche verificare se sia offensiva nei riguardi del talentuoso Nello che è riuscito organicamente a modificare la sua connaturata (genetica) condizione lavorativa: dimissionato da oscuro dipendente Ulss (vista la stazza pare che facesse il barelliere) per fare l’assessore nel 2001 e poi, al cambio Giunta, anche amministratore di condominio. E che dire della modifica del suo status e pensiero di assessore alla Pace (e all’Urbanistica nella Giunta Avezzù del 2001-2006) che adesso dichiara Guerra ai giovani e produce conflitti?
Le mura, a volte, sono l’ultimo mezzo di espressione democratica, una sorta di “vox populi”, giornali murali, a esprimere informazione e com-menti, anche sarcastici, che la stampa, troppo serva dei potenti, spesso trascura. E, in tutti i casi, sono anche quel pizzico di sale, espressione diretta e visiva, gettato nell’insipido brodo culturale in cui siamo immersi. E non ci pare il caso di investire soldi dell’Amministrazione pubblica per reprimere e criminalizzare giovani armati di pennarello e di pensieri volgari sulle panchine dei giardini pubblici. Bisogna, per usare a propinquo un termine genitoriale, educare e prevenire – curare la causa, non reprimere il sintomo. Perché a volte la scritta sul muro è semplicemente la causa di un malcostume governativo – nazionale e locale.
In tutti i casi, per far risparmiare soldi all’Amministrazione pubblica, come Redazione Biancoenero ci impegniamo civilmente a cancellare “Ebrei mi-lanisti” e “Virgili befana” (a patto che qualcuno ci indichi dove è stata scritta) ma “Piscopo OGM” no, ci pensi colui, con le sue manine, invece di fare delle ordinanze apposite e costose, a prendere il secchiello e la pennellessa per andarla a cancellare.  .
Giornalini, cultura, e giornaletti
A proposito del trafiletto fumettistico di alcuni paragrafi fa, c’è da dire che spesso i “fumetti” sono veri e propri giornalini culturali che non giornaletti mercificali come i quotidiani rodigini. Un esempio in una vignetta del Tex, n.306, già citato. Un evidente richiamo alla celebre fotografia, diventata un’icona della guerra civile spagnola, del grande fotografo Robert Capa [Anche se poi venne rivelato che la fotografia era una posa perché il negativo dopo rivelava il miliziano vivo che sorrideva con gli amici]. FOTO: Morte di un miliziano, 1936 Robert Capa.
DISEGNO: Morte di un messicano, di Franco Civitelli, Tex n.306, aprile 1986. 

Il Darkwood monitor
E dentro il mondo dei fumetti fa più notizia ed in-formazione, in senso deontologico, il Darkwood monitor fondato e diretto, ahimè solo il numero uno, da don Cico, Felipe Cayetano Lopez Martinez y Gonzales y Rodriguez y Ramirez, nel numero 322 della serie Zagor creato da Guido Nolitta e Gallieno Ferri nel 1961, che non i giornaletti quotidiani rodigini diretti da personaggi come Gianluca Salvagno – Il gazzettino, Carlo cabròn Cavriani – Il Carlino, Cristiano Draghi – La voce. E così a volte le figure dei fumetti diventano veri e propri personaggi mentre i personaggi reali diventano vere e proprie figure (caricature).

Cico giornalista
Cico dirige e stampa il primo e unico numero del giornale di Darkwood, il “Darkwood monitor”, nella storia “La voce che uccide”, Zagor numero 322 (271 serie cronologica), di febbraio 1988. Una successiva sua esperienza nel settore si trova in Speciale Cico n.19, “Cico giornalista”, di giugno 1999, con Cico che a Baltimora, ambientazione 1827, trova lavoro nella redazione del quotidiano Chatter Box.
LA FRASE. Cico – Perché quella faccia incredula? Non mi ci vedi, nei panni del reporter? Zagor – A pensarci bene, forse sì… il pysique du rôle ce l’hai! In fondo i giornalisti sono tutti gran contaballe… proprio come te! Cico, Felipe Cayetano Lopez Martinez Y Gonzales, stampa il primo numero del Darkwood monitor, in Zagor n.322 – febbraio 1988, disegno di Franco Torricelli.
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Accademia rodigina in ferie, biblioteche provinciali in espansione
1-2-3 la più bella sarà del re!
Ro, 4 agosto.
In tempo di ferie aumentano i lettori e vengono anche po-tenziati i servizi pubblici delle biblioteche comunali, come quelle di Taglio di Po e di S. Maria Maddalena, mentre a Rovigo la storica e prestigiosa Accademia dei Concordi “buca” per ferie  chiudendo proprio dal 4 al 24 agosto. E si  piazza ultima, alla conta delle 43 biblioteche della Provincia.  
1 – Taglio di Po, 4 agosto
. La biblioteca comunale potenzia i suoi servizi e si arricchisce di quattro nuove postazioni di internet point. 2- Occhiobello, 4 agosto. La biblioteca comunale di S. Maria Maddalena mette a disposizione gratuita, quattro postazioni multimediali, con stampanti, con accesso a internet gratuito. 3- Rovigo, 4 agosto. Chiude per ferie, dal 4 al 24 agosto, l’Accademia dei Concordi di Rovigo. D’altronde la squalificazione dell’Accademia dei Concordi di Rovigo, con presidente Luigi Costato e soci ordinari ed emeriti come Andrea Buoso, Lino Pietro Callegarin, Mario Cavriani, Sergio Garbato, Sergio Rampulla, Gianni Sparapan, per citarne alcuni, è sotto gli occhi di tutti. Trattasi di una vera e propria “cupola” della “cultura” rodigina, a dirimere, fagocitare, mettere il coperchio e svuotare di significato ogni valenza propositiva. “Panem et circenses”, per sedare il pensiero libero e l’indignazione sociale. Nella fotografia l’ultimo episodio di cultura – di antropologia musicale, presso – non dentro, l’Accademia dei Concordi di Rovigo, degli ultimi dieci-venti anni. 
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Contiero da Intermizoo a Interporto
Sempre in mezzo – inter, quando c’è da beccare la “grana”
No – Rovigo 1 agosto. Antonello lama Contiero, segretario provinciale Lega Nord, è eletto presidente  dell’Interporto (società nata proprio per costituire e gestirne la struttura e la fornitura di servizi) per il momento rinuncia all’indennità di carica per mantenere il ruolo di capogruppo di partito in consiglio comunale e provinciale a Rovigo.
Rovigo, 6 agosto. Antonello Contiero, presidente dell’Interporto, annuncia che da settembre si dimetterà dal suo ruolo di consigliere provinciale e comunale. Dopo una più attenta riflessione il leghista ha deciso di occuparsi solo del suo nuovo ruolo che prevede un “indennizzo” (molto superiore a quelli di Comune e Provincia) da 33 mila euro l’anno.

Perché proprio lui
Rovigo, 6 agosto 2011
. Eraldo Barcaro, cordinatore provinciale del partito indipendentista Veneto Stato, scrive agli ex amici della Lega e Consiglieri comunali, D’Isanto-Bedendo-Martinello: «… L’unica domanda da porsi e da porre è molto semplice, chiara e diretta: perché proprio lui? Perché quando è sceso in campo il commissario opitergino, costui ha sempre difeso, supportato e incentivato l’attuale segretario provinciale, addirittura facendolo nominare, quando era solo un socio e non molto militante, amministratore unico dell’Intermizoo, poi a distanza di un anno chiusa con – sembra – un buco sanato con delibera speciale della Regione a nostre spese; perché proprio lui a scapito di altri, e addirittura espellendo tutti gli avversari pur di fargli la strada diritta e in discesa segretario provinciale; perché proprio lui candidato (fallimentare) alla presidenza della Provincia; …  perché proprio lui all’Interporto; … perché proprio lui e sempre lui a continuare a sospendere ed espellere, a mettere in un angolo coloro che provano solamente a dire la propria … Inutile lamentarsi e chiedere altre cose: l’unica domanda da fare è perché alcuni anni fa la Lega nazionale veneta (Gobbo e i suoi accoliti trevisani) ha voluto e imposto proditoriamente e con ogni mezzo a disposizione la sua figura a capo di ogni cosa a Rovigo e in Polesine?».

Finalmente all’Interporto
Rovigo, 7 agosto. «Finalmente a guidare l’Interpoorto di Rovigo Spa è arrivato un uomo che finora ha dimostrato di non essere condizionato, a torto o a ragione, dai poteri forti della politica e non».
Gigi Zanforlin e Beppe D’Alba, del Comitato di Borsea.

Curricula – Antonello Contiero, 1957 Anguillara – licenza di scuola media inferiore, da autista di autobus è passato ad Amministratore unico di Intermizoo – 2006-10, a 60 mila euro l’anno. Intermizoo SpA (Istituto Interregionale per il Miglioramento del Patrimonio Zootecnico) è una azienda con sede a Padova, di derivazione regionale, un’emanazione di Veneto Agricoltura, una società che si occupa del miglioramento genetico del patrimonio zootecnico. E da lì a presidente Interporto, dall’1 agosto 2011, con la indennità di 33 mila euro l’anno. La fama di “lama” – non Dalai, mammifero ruminante quadrupede, se l’è conquistata ai primi anni novanta, sputando in faccia alla vice-sindaco Caterina Casonato durante una vertenza dell’Amtur (Azienda trasporto pubblico) col comune di Rovigo che la voleva privatizzare (per le centinaia di milioni di passivo).
                                   
          Comparazione fisiognomica fra Antonello Contiero e lama andino
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“Il prepotente, il pavido, l’astuto” e l’As2
Rovigo, 11 agosto. Se sullo schermo dei giardini Due Torri ci fosse la pro-iezione di “Il buono, il brutto, il cattivo” di Sergio Leone, mitico western con i protagonisti impegnati alla ricerca del malloppo, in Giunta comunale se ne girerebbe il ‘remake’ – rifacimento, con “Il prepotente, il pavido, l’astuto”, ma con una sorpresa finale. Nelle parti preposte, il pre-potente sindaco Bruno Piva che, dalle ferie di Albarella, aveva condannato l’elezione di Davide Diegoli – assessore del Pd di Occhiobello, a Presidente dell’As2, che siccome il comune di Rovigo è il socio di maggioranza (col 40,45% delle quote, mentre Occhiobello è secondo), sta a lui decidere il Presidente. E’ la famosa democrazia dei pre-potenti: se vinciamo noi è democratico sennò è un arbitrio giuridico ed una truffa agli elettori. Nella parte del pavido il presidente Davide Diegoli che, intimorito dal potente Piva, rassegna subito le dimissioni dall’incarico anche se, proprio negli ultimi giorni, l’astuto Roberto Magaraggia e Roberto Areggi avevano confermato il loro incarico come consiglieri del Cda di As2, confermando così, ufficialmente, anche la sua presidenza (ben sapendo, astutamente, che sarebbe intervenuto Piva a invalidarla). [> As2, è un’Azienda di Servizi Strumentali e tecnologici a cui partecipano la Provincia, 24 Comuni, il Consvipo, l’Iras, il Consorzio Rsu e l’Unione dei (cinque) Comuni dell’Eridano]. 
A seguito delle dimissioni del Presidente l’assemblea dei soci della municipalizzata ritornerà al voto dopo averlo già espresso il 14 luglio. Salvo “sviste” zangirolamiane, diventerà Presidente, democraticamente eletto, l’astuto Roberto Magaraggia e Consiglieri il tale e quale Roberto Areggi (Lega Nord) e lo stesso Diegoli (Pd). C’è da ricordare che l’elezione di Diegoli è stata fatta grazie ad una svista dell’astuto-numero-due Matteo Zangirolami, assessore alle Partecipate del comune di Rovigo, una faccia che è un vero proclama di identità. Cosicché, se per una ulteriore svista di colui (l’astuto-numero-due) venisse eletto Presidente il leghista Roberto Areggi, la democratica elezione sarebbe annullata da Bruno Piva finchè, “tertium non datur” e “ad libitum”, non sarà democraticamente eletto Roberto Magaraggia come previsto dal rimborso elettorale. Poichè Bruno Piva è stato, per usare una espressione dell’astuto, “matematicamente” eletto coi voti della sua Lista civica (1,5%), Magaraggia vuole essere compensato adeguatamente, deluso da non avendo ricevuto neanche un assessorato al comune di Rovigo. La sorpresa finale di tale rocabolante vicenda filmica, è che il pur astuto Roberto Magaraggia non ha ancora scoperto che il malloppo – il contributo agli amministratori, è stato recentemente abrogato. Proprio nell’assemblea del 14 luglio che ha eletto il Presidente ed il Consiglio di amministrazione di As2. Al che o il Sindaco Piva annullerà l’ordinanza reistituendo un congruo rimborso presidenziale – dicasi malloppo, a completare la baby-pensione del Magaraggia, o colui  dovrà decidere se fare il Presidente As2 “matematicamente” a proprie spese, o dare astutamente le dimissioni per “matematica” procedura antidemocratica, riconfermando così il precedente Presidente.

LE DATE. 14 luglio – L’assemblea dei soci elegge il Presidente ed il Cda di As2. 8 agosto – Il sindaco di Rovigo, Bruno Piva, richiede a gran voce la paternità della scelta del presidente dell’azienda. 9 agosto, mattina – Al’ultimo giorno utile Magaraggia ed Areggi accettano l’incarico nel Cda. A 25 giorni dall’elezione, Diegoli diventa ufficialmente presidente dell’As2. 9 agosto, sera – Diegoli, in accordo con la sua Giunta di centrosinistra, rinuncia al suo mandato aderendo alle richieste, pervenute per lettera, dal sindaco Bruno Piva da Albarella. Data da definire – Riconvocata l’assemblea dei soci dell’As2 che dovrà eleggere democraticamente – secondo le indicazioni impartite per lettera dal sindaco di Rovigo Bruno Piva il Presidente Magaraggia ed il Cda con Magaraggia, Diegoli, Areggi. Per questa volta si preferisce pubblicare l’immagine originale del manifesto cinematografico “Il buono, il brutto, il cattivo”, 1967. Sarebbe oltremodo di cattivo gusto, “taroccarlo” coi volti “pitocchi” di Piva, Diegoli, Magaraggia: figurine e figuranti a oscurare Clint Eastwood, Lee Van Cleef e Eli Wallach? Matteo Zangirolami, Bruno Piva e Roberto  Magaraggia, potrebbero, tutt’al più, richiamare i “Tre amigos”, western comico-demenziale – appunto ed a proposito, a raffigurarli come i tre “pistoloni” della politica rodigina di centro-destra.
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> Panico per l’abolizione Provincia di Rovigo
Rovigo, 13-14-16-17-19  agosto. Si diffonde il panico per l’abolizione della Provincia di Rovigo: Assessori, Dirigenti ed Associazioni contribuite pre-parano la rivolta. La Provincia si fa Stato (quarto). Un vero e proprio sillabario debitamente illustrato a fare luce e ombre sui fatti e misfatti della Provincia di Rovigo. Che viene difesa a furor di popolo con tanti politici che, per partito, dovrebbero essere contrari ma, al solito, cercano di cavalcare la protesta invece che indirizzarla. Si chiama, all’americana, effetto Nimby” e vuol dire “non nel mio giardino”. Cioè, anche se siamo tutti contrari e incazzati per i privilegi ed i costi della “casta”, andate a tagliare questi privilegi e costi prima a Padova, o da un’altra Provincia, perché qui a Rovigo magari qualche briciola e qualche posticino da usciere, prima o poi ci tocca anche a noi…

                                        PROVINCIA IN RIVOLTA

                    
Il Quarto Stato, dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo, 1901, 293 × 545 cm.
“Il cammino dei lavoratori” della Provincia di Rovigo, una vera e propria “fiumana” in sciopero per salvare il posto di lavoro. A guidare la processione la Presidente Tiziana Virigli, il vice-presidente compagno Guglielmo Brusco a suo agio nella parte ed il sempre spiritato Claudio Bellan, nell’occasione disarmato…

                            IL VENETO SENZA PROVINCIA DI ROVIGO
                                        
La nuova ridefinizione territoriale del Veneto, secondo fonti accreditate. Il Basso-polesine, da Adria, sull’asse Pettorazza-Papozze, passa alla provincia di Venezia. L’Alto-polesine fino all’asse Lusia-Occhiobello, sulla direttrice della A13, passa alla provincia di Verona. La parte centrale, con Rovigo, sulla linea Boara-S.Maria Maddalena, passa alla provincia di Padova. > continua…
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Il “coccodrillo” della Bonaguro
Leda Bonaguro, Urbanista  ed esperta (?) di handicap
Rovigo, 19 agosto
. A tutta pagina 13 de “La voce” di Rovigo il direttore Cristiano Draghi intervista Leda Bonaguro, architetto ma ultimamente passata alla qualifica e professione di “urbanista”, in quello che dapprima pareva un “coccodrillo” alla memoria ma poi si configura come una pubblicità gratuita allo studio della recente Urbanista. Già consigliera comunale e provinciale della democrazia Cristiana perché ci vuole un po’ di «attività sociale», la Bonaguro è presidente – e fondatrice,  dell’associazione di volontariato Pianeta handicap, ed è stata Presidente del Csv (Centro servizio del volontariato) nel periodo 2003-2006, quando fu de-nominata, “di palo in frasca”, intendendo per palo la precedente Lucia Cominato. Già ammanicata con tutti i poteri partitocratici burocratici, colei è dispensatrice di pura saggezza amministrativa, come quando proferì “ubi maior minor cessat” al presidente di Rovigo Opera Nomadi, in attesa di conferire con l’assessore provinciale  ai Servizi Sociali Tiziana Virgili assieme ad una signora rom accompagnata da sette figli e che non aveva tempo, la Virgili, per questa famiglia disagiata, ma per la Bonaguro (maior?) proprio sì. Attualmente è dislocata dai partiti di sostegno, la Bonaguro, proprio per le sue specifiche di volontariato fisiologico al “sistema partitocratico”, a percepire gettoni di presenza al Consiglio di amministrazione dell’Iras che, in effetti è un Istituto non per disabili e handicappati ma per anziani. “Tutti gli uomini del Sindaco”  (Merchiori), titolava pertinentemente un quotidiano locale in data 4 gennaio 2010 a segnalare gli insediati poltronari al Consiglio di amministrazione dell’Iras: assieme a colei – denominata colui, i parvenu Albertino Stocco, Livio Ferrari e Arnaldo Vallin. Ebbene, per ritornare alla succitata intervista, viene da esclamare “Con quella bocca può dire ciò che vuole”, per citare un siparietto di Carosello anni ’60, perché la notabile dichiara già dal titolo: «A Rovigo occorre riorganizzare la viabilità. Ma la città è a misura di anziani e disabili». Sì, occorre notificare sì la conoscenza specifica, proprio nel settore disabili, della presidente di “Pianeta handicap” Leda Bonaguro e titolare di studio Urbanistico, perché basta andare a vedere la rampa per accesso disabili ai Servizi Sociali del comune di Rovigo (in viale Trieste), che non è a norma e il divieto di accesso per disabili (in carrozzella) dall’entrata centrale della Provincia di Rovigo. Quello stesso Comune che l’ha delegata, proprio per la sua competenza [?-Ndr], al Consiglio di amministrazione dell’Iras (per anziani, non per disabili). Nella fotografia – da Rovigooggi.it, un bel primo piano dell’urbanista Bonaguro. 
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L’assessore alla Felicità di Ceregnano dichiara guerra alle mosche
La prima ordinanza dell’assessore alla Felicità
Rovigo, 22  agosto
. Lo scorso giugno il neo eletto mestierante sindaco di Ceregnano Ivan Dall’Ara, aveva subitaneamente istituito il referato alla Felicità, creando curiosità in tutta la Provincia e invidia nel comune capoluogo con Nello Piscopo, allora, al semplice Decoro. Ora, si è finalmente scoperta una delle mansioni dell’assessore alla Felicità, nonché vice-sindaco, Elena Dall’Occo: combattere le mosche che svolazzano su liquami ed escrementi vari. Ella con una apposita ordinanza ha intimato agli allevatori di galline ed agricoltori del territorio di interrare il letame usato per concimare i campi e di coprire con teli di plastica gli escrementi ed i liquami delle bestie allevate. A contenere l’accumulo di mosche che, col caldo, era proliferato attorno agli escrementi creando disagio alle persone e possibile problema igienico-sanitario.
Verifica. Da una verifica telefonica a Ceregnano, naturalmente il tempo d’attesa al centralino è allietato di musichetta “Inno alla gioia” di Beethoven, la vice-sindaco conferma che è la prima ordinanza che fa nell’espletamento delle sue funzioni e che riguarda l’orina, liquami ed escrementi, che il problema è proprio dello spandimento del letame nei campi e che c’è una azienda avicola – di tacchini a Lama. 

> Ordinanza n.22 17 agosto 2011 Ceregnano
Un’ordinanza firmata dalla vicesindaco Elena Dall’Oco, è stata inviata a tutti gli allevatori intensivi del territorio comunale. Oggetto: «Ordinanza contingibile e urgente per l’utilizzo delle deiezioni avicole in agricoltura e di obbligo di copertura dei cumuli di deiezioni zootecniche per contrastare la proliferazione delle mosche». L’uso di liquami e deiezioni animali sui terreni agricoli, in particolare di quelle avicole, crea disagi e disturbo sia per le forti esalazioni odorose che per il proliferare di mosche. Oltre al problema del disagio che gli insetti arrecano alle persone, c’è anche il rischio che la presenza così consistente rechi molestia e possa costituire un possibile problema igienico-sanitario. Preso atto che la riproduzione e diffusione delle mosche è favorita anche dalle attuali condizioni metereologiche estive, si è quindi reso necessario ordinare che le deiezioni zootecniche avicole e non avicole, in caso di spargimento sui terreni agricoli, siano, anche se autorizzate, interrate immediatamente. Tale obbligo, in via transitoria (dal 17 agosto) fino al 30 ottobre, riguarda anche la copertura dei cumuli di tutti i tipi di deiezioni zootecniche con teli impermeabili. In caso di mancato rispetto di disposizioni dell’ordinanza si procederà ai sensi di legge con l’applicazione della sanzione amministrativa in misura non inferiore a € 25,00 e non superiore a € 500,00.

                                      
Elena Dall’Occo, assessore alla felicità di Ceregnano, con la mosca al naso 

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Un saluto postumo a Riccardo Stevanin
Rovigo, 25 agosto. Il caldo torrido colpisce ancora in Polesine: ieri il “ma-lore” ha stroncato Riccardo Stevanin – di 43 anni, al lavoro stagionale in un frutteto di pere di Grignano. Quella di Riccardo è vera e propria “morte bianca” perché non abituato, neanche fisicamente, a lavori di quel tipo, a cui è ricorso per bisogno economico. Colpo di calore e di cuore: Egli non ha retto al caldo ed al clima soffocante che si era sviluppato nella giornata. E’ svenuto al rientro al lavoro, dopo la pausa pranzo, poco dopo le 16, con una temperatura canicolare di 37°. E’ stato subito trasportato all’ospedale, al reparto di Rianimazione, ma nonostante le cure non ce l’ha fatta ed è spirato alle ore 20. Riccardo Stevanin era molto conosciuto in città per la sua simpatia, disponibilità, preparazione culturale. Già cronista per un periodico ed un quotidiano polesani attorno al 2000, era attivo nel volontariato culturale legato al cinema e manifestazioni connesse, un vero e proprio cinefilo “indipendente” e con “umanità” ed era anche un fine disegnatore e autore di raffinati e colti “papiri” per laureati. Per una volta ha ricevuto l’omaggio di una locandina-papiro quasi cinematografica titolata “Quarta vittima” – come il film horror di Sam Pillosbury, designata però dal caldo torrido di questi giorni. Un saluto con la mano sul cuore a Ric. Ci rivedremo sugli schermi del cielo.
Lo “strillone” de “La voce” di Rovigo, intestato a Riccardo Stevanin, il 25 agosto
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I cinefili da “ratatuia” polesana
Rovigo, 26 agosto. A proposito di ratatuia polesana. Per un cinefilo indi-pendente e curioso ed umano, che muore sotto il sole torrido a raccogliere frutta, restano vivi e vegeti i cinefili di “regime”, come i tortuosi Sergio Garbato, Andrea Tincani e Claudio Luciano, poco curiosi e poco umani, ammanicati e sistemati dal “regime” su comode poltrone in amministrazione pubblica ad aria condizionata – gli ultimi due perché il caporione è ormai pensionato. Fra coloro non perde occasione di mettersi in bella mostra Claudio Luciano con un “pistolotto” su Riccardo Stevanin pubblicato su tutti e tre i quotidiani locali e dal quale ci comunica, con un tortuoso girovagare, che è stato un anno “horribilis” per il Claudio: perché ha perso le elezioni a Ceregnano? Perché sua moglie è uscita dal Pd di Rovigo? Perché Callegarin non gli fa più presentare i film? Perché gli si è bloccata l’aria condizionata? Chi si ricorda quel film di Carpenter col cinefilo che, dopo avere visto il mitico “La finabsoluedu monde”, infila un pezzo di budella nel proiettore cinematografico che gliele risucchia e lo schermo allora tutto rosso sangue? Ecco allora dove sistemare i pensieri tortuosi – a mo’ di lunghe budella, di tali cinefili di “regime”. Che il “Tricefalo” glieli risucchi tutti fino a prosciugarli e farli stare zitti, quando è ora..
I rimborsi auto degli Assessori provinciali
Fonti Rovigooggi.it – La ghenga almanacco di satira polesana
Rovigo, 30 agosto.Gli otto Assessori della Provincia – non più soppressa, di Rovigo percepiscono uno stipendio mensile di 2300 euro ma la benzina per andare al lavoro [? –Ndr], come i comuni dipendenti pubblici, non la pagano con il salario poiché usufruiscono di cospicui rimborsi chilometrici esentasse. Ecco la lista dei rimborsi per il mese di luglio degli Assessori provinciali: Claudio Bellan, da Porto Tolle, 1800 euro (2002 Km); Laura Negri, da Bergantino, 1000 euro (3818 Km); Giuliana Gulmanelli, da Castelmassa, (tra giugno e luglio) 1298 euro (3100 Km); Marinella Mantovani, da Ariano nel Polesine 550 euro (1255 Km); Guglielmo Brusco, da Trecenta, 665 euro (1470 Km). Gli altri Assessori (come Raito da Polesella) e la Presidente Virgili da Fratta, che solo Francesco Ennio è di Rovigo [ma si farà conteggiare l’usura copertoni bicicletta –Ndr], non sono segnati nella tabella non perché abbiano rinunciato a tali privilegi, ma perché, se li fanno rimborsare ogni sei mesi o annualmente, come ha confermato Giorgio Grassia, da Castelguglielmo: «Li prendo anch’io i rimborsi, non potrei permettermi di non farlo, solo che me li faccio dare annuali, o ogni sei mesi». Dalla tabella, pubblicata sotto, si constata che i rimborsi vanno conteggiati a km. secondo un parametro di categoria automobilistica. La media è rappresentata da Guglielmo Brusco con una recente fiat Multipla, che ha un rimborso di 0,453 al km, mentre Laura Negri ha il tariffario più basso di 0,262 euro al km, quello più alto, da macchinone di lusso, è quello di Claudio Bellan con 0,881 euro al km, oltre il doppio di quello della Presidente Virgili. Da segnalare che Guglielmo Brusco, con la multipla pure a metano, ha un tariffario normale che non prevede tali risparmi energetici e, comunque: «Vado a metano solo nei tragitti lunghi, fino in Provincia [36 km –Ndr] vado a benzina, e comunque prendo il rimborso previsto dalle tabelle in base ai chilometri e ai mezzi utilizzati». Dalla tabella si computano anche le medie giornaliere degli automobilistici autisti quasi autistici [nel senso che hanno perso il contatto con la realtà di tanti dipendenti a proprie spese –Ndr] provinciali: Laura Negri 123 km al giorno compresi i sabato e le domeniche, Bellan 65 km al giorno, Gulmanelli 51, Brusco 47, Mantovani 40 km al giorno compresi i sabato e le domeniche. Ci si chiede [in maniera retorica -Ndr] se tali automobilisti autisti(ci) in Amministrazione pubblica potessero, in tempo di crisi economica che spinge alla riduzione di sprechi e privilegi, utilizzare a proprie spese, come fanno tutti i dipendenti pubblici, le corriere ed i pullman per recarsi al posto di lavoro. Nonostante l’innalzamento dei costi dei biglietti, per i pendolari (lavoratori e studenti) dei mezzi pubblici locali e provinciali, del 9% decretato dalla stessa Provincia di Rovigo, a partire da settembre, ci sarebbe lo stesso una notevole riduzione dello spreco automobilistico assessoriale pagato dai contribuenti. Un abbonamento mensile PortoTolle-Rovigo, la linea Claudio Bellan da 1800 euro, costa infatti 63 euro [fonte Sita -Ndr]. Questo risparmio di costi potrebbe servire ad impedire ulteriori aumenti dei servizi pubblici a carico dei contribuenti ma non dei contribuiti Assessori provinciali. [M
a questa è una proposta retorica e incredibilmente fantasiosa, utopia! -Ndr] Tabella rimborsi automobilistici Assessori della Provincia di Rovigo luglio 2011

Automobili assessori provinciali
Negri Laura, con il tariffario più basso, di 0,262 euro al km, ha una auto-mobile, di categoria bassa, Punto Fiat, Tiziana Virgili con costi Km/euro di 0,377, guida una Peugeot 307, Guglielmo Brusco con codice di 0,453 guida una Multipla Fiat (a metano), Claudio Bellan, al vertice con 0,881 euro al Km, guida una Bmw Suv X3 (da, minimo, 37 mila euro). Anche Grassia Giorgio, rimborsato a parte, con codice 0,781, ha un Suv.  
                                     .    Automobile Bmw X3 “taglia forte” per l’assessore provinciale Claudio Bellan.
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VI edizione del Mercato Europeo
I conti ed i costi di “Euromercato Rovigo”,
la Fiera del magna-magna europeo
Rovigo, 5 settembre
. Domenica chiude desolatamente, causa temporale pomeridiano e serale, la VI edizione del Mercato Europeo che ha rallegrato gli stomaci di decine e decine di migliaia di persone calate ad ingozzarsi di panini e birra a Rovigo capoluogo nel fine settimana. La cultura del magna-magna che si riverbera a macchia d’olio (fritto) dal sistema partitocratico amministrativo a quello sociale come un moderno “panem et circenses”: magna-magna e non pensare ai problemi, bevi-bevi e tira a campare. Una vera e propria arma di edulcorata distrazione di massa, con decine di migliaia di deambulanti opportunamente narcotizzati, ricordando che l’alcool, che scorre a fiumi, è considerata una droga, tossica, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
EUROMERCATO – Venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 settembre in centro storico a Rovigo, dalle ore 10 alle 24, si è tenuta la sesta edizione di Eurorovigo, il mercato europeo del commercio ambulante, promossa da Fiva, Confcommercio, Ascom, Comune e Provincia: una sfilata interna-zionale di prodotti, profumi, sapori e curiosità dal mondo. 135 bancarelle di prodotti, cibi e sapori tipici di 24 Nazioni d’Europa e del Mondo e di 13 Regioni italiane sono state dislocate tra piazza Repubblica, via Angeli, vicolo Minelli, via Umberto I, vicolo Laurenti, piazza Vittorio Emanuele II, piazza Garibaldi e corso del Popolo. Con specialità alimentari da Israele all’Argentina alla Tailandia e da Regioni italiane come Marche, Umbria, Sicilia, Toscana, Trentino… E quindi, carni alla griglia di tutti i tipi, piadina romagnola, panini con porchetta toscana, hot dog, speck del Sud-Tirolo, salumi regionali, paella spagnola, tonno, salsicce e arrosti in quantità,
conserve, vini, biscotti, crepes e minicrepes olandesi, frittelle, ciambelline polacche, brezel tedeschi, formaggi francesi e di Foggia, biscotti della Bretagna, strudel, dolci olandesi e di ogni genere. La presenza più originale è stata quella del tipico bus inglese a due piani, lo “urban decker”, adibito a pub ambulante. Inoltre, come contorno alle tavolate, manufatti caratteristici dell’artigianato etnico e folkloristico dei vari Paesi, abbigliamento e articoli da regalo come porcellane inglesi, alta bigiotteria, stampe, fiori olandesi, lane ungheresi,  prodotti egiziani, finlandesi, peruviani, francesi. E come bevande vini e birre di ogni tipo, birra belga non pastorizzata, birra irlandese e bavarese. Piazza Repubblica, piazza Vittorio Emanuele e piazza Garibaldi  sono diventate ristoranti all’aperto, grandi barbecue da grigliata da moltitudine, mentre sul Corso del Popolo e in via Angeli ci sono stati le sfilate di bancherelle di prodotti tipici, di abbigliamento, da regalo, un po’ di tutto e di più. Un desolato Corso del popolo – Euromercato, domenica 4 settembre ore 21,30

Giancarlo Zanella dell’Ascom – Associazione Commercio-Turismo-Servizi,  Presidente della sezione Ambulanti è in prima linea come organizzatore-coordinatore dell’iniziativa. «C’è un costo complessivo per gli ambulanti – spiega. – In pratica si dividono i costi della pubblicità, della luce (undicimila euro solo di corrente elettrica) e di altre concomitanze, il Comune, per esempio, ci viene incontro per il “plateatico” (l’affitto del suolo). E poi si dividono per esercizio tenendo conto della rivendita ai tavoli e dello spazio occupato – continua Zanella. – Per cui, si può fare una media di 200-250 euro per ogni una delle 135 rivendite. Tutto sommato, nonostante la pioggia che ha disturbato proprio domenica, il giorno conclusivo, la manifestazione, si può dire che è andata abbastanza bene con una stima di circa 80 mila visitatori e degustatori».      Piazza Vittorio Emanuele da Euromercato, domenica 4 settembre ore 21
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Sciopero generale contro il Governo Berlusconi
Mestre, 6 settembre.  Sciopero Generale indetto dalla CGIL contro la manovra finanziaria del Governo Berlusconi: “Un’altra manovra è possibile. Paghi chi ha di più e chi non ha mai pagato”. La manifestazione regionale del Veneto si tiene, dalle ore 10, in piazza Ferretto a Mestre. Da Rovigo partono 11 pullman con un totale di 8oo persone.
                      
A sinistra la partenza dalla CGIL di Rovigo, alle ore 7,30. A destra la manifestazione a piazza Ferretto,  di Mestre, con 50 mila persone.
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Ande bali e cante 2011
“Un magnifico decennale” con finanziamenti ridotti del 50%
Rovigo, 8 settembre
. “Ande bali e cante – un magnifico decennale” si tiene a Rovigo il 9-10-11 settembre. Lo storico Festival rodigino raggiunge quest’anno il traguardo del decennale, consolidandosi come uno degli eventi più importanti della musica popolare italiana. Quest’anno il festival di musica e cultura popolare ha dovuto però adeguarsi ai tagli ai finanziamenti destinati alla cultura modificando l’impianto generale della tre giorni con riduzione degli stages e dei convegni, ma non dei concerti pubblici. La riduzione del 50% dei finanziamenti erogati dalla Regione Veneto, che erano quelli più consistenti e deliberati appena due mesi, ha creato anche incertezze sulla programmazione. Ecco il programma, dal sito del Comune di Rovigo, “Il programma del festival” e da quello di Calicanto, X° Ande Bali e Cante. In dieci anni di festival non è mai stato comunicato il quantitativo dei finanziamenti pubblici all’iniziativa così si è voluto, per una volta fare in-formazione su ciò.  A verifica telefonica, Mario Cavriani, presidente dell’Associazione Culturale Minelliana, che ha inventato e cura l’edizione del festival di musica popolare, risponde: «Sì, quest’anno, dai 70 mila euro dell’anno scorso c’è stata una riduzione dei contributi e del 50%, di tutti e tre i finanziatori dell’iniziativa, Regione Veneto, Provincia e Comune di Rovigo. Ma perché mi domanda ciò?».
La “puzza” della cultura rodigina
Finanziamenti culturali “oscurati” da decine di migliaia di euro  
Rovigo, 10 settembre. “Pecunia non olet” esclamò Vespasiano, imperatore romano, intendendo con ciò che il danaro, anche se proveniente da una tassa sull’urina raccolta nelle latrine (che da allora si chiamarono “vespasiani”) “non ha odore”. Ma a Rovigo, invece, le tasse dei contribuenti elargite per fare “cultura” dall’Amministrazione Pubblica ad organizzazioni private di “amici”, sono accuratamente celate come fossero puzzolenti, appunto. Se una manifestazione culturale è organizzata direttamente, come “Tra ville e giardini” della Provincia, si riesce, spigolando tra le delibere provinciali a risalire al costo, 220 mila euro, ed anche all’onere per singolo evento, i problemi, a livello di informazione, sorgono quando la manifestazione è organizzata tramite terzi. Così non si è mai avuta notizia dei finanziamenti elargiti alle varie manifestazioni e corsi di teatro – del Lemming e Miniteatri, o ad altre note manifestazioni culturali sostenute coi soldi dei contribuenti. E si tratta, sempre, di decine di migliaia di euro elargite, senza trasparenza ed appalti, a manifestazioni come il “Deltablues”, “La fiera delle parole”, “Ande bali e canti”…
Il Deltablues 2011, è arrivato alla 24esima edizione con finanziamenti pubblici mai notificati. A luglio 2009, per la 22esima edizione, si tentò, come Redazione Biancoenero (testata giornalistica registrata al Tribunale di Rovigo nel 1993) di avere notizia dei finanziamenti pubblici, di Comune e Provincia a tale evento musicale. Ma nonostante cinque richieste ufficiali all’addetto-stampa Nicola Chiarini, l’ultima anche per conoscenza all’Ordine dei Giornalisti Veneto, nessuna notizia è stata rivelata sui contributi alla manifestazione. Che poi il Chiarini come giornalista abbia partecipato a diverse iniziative contro la “legge-bavaglio” sulla stampa del Governo Berlusconi, dimostra quanto possa essere falso ed ipocrita colui.
La Fiera delle parole. Bruna Coscia, la presidente dell’associazione Cuore di carta che ha organizzato per 4 anni di fila la “Fiera delle parole”, manifestazione con relatori di vario tipo e attitudini, ha precisato, lo scorso giugno che quest’anno la sposterà a Padova (il prossimo ottobre) perché non ha ricevuto i finanziamenti necessari. E così, senza che sia mai stata comunicata alcuna cifra negli anni precedenti, solo a seguito della polemica innestata da Bruna Coscia si viene a sapere che Ella aveva richiesto, per la quinta edizione dell’iniziativa – anno 2011, 30 mila euro al Comune e 10 mila alla Provincia.
Ande bali e canti. Anche del Festival di musica e cultura popolare, giunto ormai alla decima edizione, non è mai stata data notizia della quota dei finanziamenti pubblici. Quest’anno, con la lamentela della riduzione del 50% dei contributi regionali si è riusciti, con la debita insistenza di Biancoenero – «ma perché ci chiede queste cose?», a sapere che il Festival è stato contribuito 70 mila euro l’anno scorso.

Sinapsi di cultura vespasiana in Rovigo
La cultura rodigina in Amministrazione pubblica [ci si riferisce in primis ad assessori alla Cultura come il passato Riccardo Rizzo comunale o il facente veci e pure presidente di Rovigo Cultura il passato sindaco Fausto Merchiori ed alla provinciale Laura Negri], più che implementare i cervelli – la riflessione nella scatola cranica, svuota le viscere – stimola la minzione
ed è adatta, quindi e pertinentemente, ad un vespasiano. Ma, si badi bene, non è che la cultura finanziata dall’Amministrazione pubblica rodigina istighi magari, a risonanza dei vespasiani, alla scoperta di “ready-mades” alla Marcel Duchamp che, anche in un orinatoio riusciva a trovare un’anima, una struttura culturale, ma, invece, spesso farcita da aperitivi e bevande alcooliche, è una cultura che istiga ed è fisiologica al puro e semplice svuotamento viscerale, dicasi pure deiezione. Alla deiezione anche in senso heideggeriano: alla caduta dell’uomo a livello delle cose, che diventa una vera e propria forma di alienazione ad indicare e segnalare uno stato di vita “inautentica”. Come dire – alla granzettiera, che la cultura in amministrazione pubblica rende stupidi e docili.      Fontana (orinatoio), 1917: Marcel Duchamp con lo pseudonimo di R. Mutt
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> La Tbc e la discriminazione di Rom e immigrati
Rovigo, 15 settembre. Sulla recrudescenza della Tbc, la Destra para-fascista per il Polesine istiga, con grande spazio sulla stampa rodigina, alle analisi su tutti i Rom e gli Immigrati (cinque milioni in Italia), all’espulsione dopo quarantena degli ammalati, alla chiusura dei campi Rom (e gli abitanti?), avvertendo che “Se tali provvedimenti non verranno presi con urgenza non resterà che la mobilitazione”: i “pogrom”? I campi di concentramento e poi la “soluzione finale?”
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Per fortuna che non l’hanno fatto Sindaco
A Rovigo (e non solo) il problema politico sta nell’alternanza perché l’uno o l’altro Sindaco – con piccole sfumature, pari sono. Bruno Piva di centro-destra-destra ha vinto su un Federico Frigato di centro-poco-sinistra che, a proposito di una recente dura critica all’avversario, ci fa la figura  dell’imprevidente e poco informato. Tanto che nei bar del Centro (in piazza Vittorio Emanuele) dove si fa la politica e si aprono nuove strategie e tendenze [come quella di Fiorella Cappato fuoriuscita dal Pd in Consiglio provinciale, che fa l’inciucio con Fabio Baroni della Destra per il Polesine, ex Forza Nuova -Ndr] la voce, riferita a Federico Frigato, è una sola: «per fortuna che non l’hanno fatto Sindaco».


Il Comune gratis al meeting di Comunione e Liberazione
Federico Frigato viene ridicolizzato  dal Sindaco Piva
Rovigo, 14 settembre
. Federico Frigato ha un diavolo per capello [vedi fotografia – Ndr] dopo la brutta figura fatta a proposito della partecipazione del comune di Rovigo al meeting di Comunione e Liberazione, dal 21 al 27 agosto a Rimini. Appena tornato dalle ferie il “trombato” candidato sindaco primaverile del Pd parte all’attacco della Giunta Piva ma ci rimedia una figura da pirla, per dirla in un generico politichese. «Il Meeting non ci è costato nulla», risponde infatti il Sindaco Bruno Piva al consigliere di opposizione del Pd che lo aveva accusato di spese improvvide e sprecate al meeting di Comunione e Liberazione. Sulla figuraccia dell’ex candidato Sindaco si sarebbero espressi molto criticamente anche alcuni Consiglieri della sua area partitica.

Cronaca. Il 13 settembre la stampa locale riporta le critiche di Federico Frigato: «quanto è costata la decisione di Piva di presenziare per una settimana al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini? Perché il Comune di Rovigo è tornato a quel Meeting e quanto è costata ai cittadini questa operazione? Quanti dipendenti e a quale costo hanno dovuto seguire gli amministratori per una intera settimana? Quanto sono costati gli allestimenti degli stand, le spese di rappresentanza e i rimborsi spese? Magari ci accorgeremo che con quei soldi si potevano portare in città migliaia di persone con una manifestazione di livello nazionale [si riferisce alla “Fiera delle parole”, non più contribuita dalla nuova Giunta comunale – Ndr]». E da questo punto la sua critica estende a tutta l’attività della Giunta Piva, per concludere che  «questa coalizione è inadeguata ad amministrare la città». Puntuale, il giorno dopo, arriva la risposta del Sindaco Bruno Piva, affiancato dal presidente del Consiglio comunale Paolo Avezzù. «E sì che pensavamo di essere stati chiari durante la presentazione dell’iniziativa – precisa Piva -. Il Meeting di Rimini non è costato proprio nulla al Comune di Rovigo. La nostra partecipazione al salone fieristico è stata completamente finanziata da uno sponsor privato: 6000 euro per coprire i costi dello stand ed altri 1500 euro per le spese del personale (due dipendenti comunali per la promozione della mostra). Anzi lo stand – conclude il Sindaco, – è stato fondamentale anche per promuovere la futura mostra sul “Divisionismo” a palazzo Roverella».

A microfono spento. E’ il caso di riportare alcune dichiarazioni di alcuni Consiglieri comunali, fatte in una intervista non autorizzata – come dire a microfono spento, che se Coloro fossero probi e intellettualmente liberi potrebbero appositamente confermare: e invece no, il pettegolezzo sì ma in via ufficiosa e non ufficiale; in privato lo sfogo veritiero ma in pubblico la retorica ipocrisia. «Perché non se ne torna in Provincia – avrebbe esclamato inviperita Nadia Romeo, capogruppo del Pd in Consiglio comunale – e non ci lascia lavorare tranquilli?»; «Per fortuna che non lo hanno eletto Sindaco – avrebbe proferito la dirigente del Pd Raffaella Salmaso -, perché ci avremmo fatto una triste figura»; «Proprio un gran “rottamatore”», avrebbe esclamato Cinzia Sivier, giù vice-capo-gruppo Pd nel precedente Consiglio comunale, fuoriuscita, anche per Colui, dal Partito Democratico; «E pensare che un pressappochista e vanverista così me lo trovo a dirigere il Consiglio provinciale», avrebbe esclamato Matteo Masin, Consigliere comunale e provinciale di Federazione della sinistra.
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Rovigo non Procura gli indagati
La Procura nega il nome dei 101 indagati della Regione Veneto
Rovigo, 20 settembre
. Mattina, Procura della Repubblica. «Si rivolga al mio capo – risponde il Sostituto Procuratore Sabrina Duò –  e glieli faccio avere subito dalla segretaria». Sono i nomi dei 101 indagati per “assenteismo” della sede di Rovigo della Regione Veneto. «Non glieli do – risponde poco dopo il “capo”, il Procuratore della Repubblica di Rovigo Dario Curtarello -, non sono obbligato». Continua, quindi, la cappa di piombo (di stampa) e di mistero (di Procura) sui nomi di una indagine che ha fatto scalpore a Rovigo dagli inizi del febbraio scorso quando il Procuratore, proprio Dario Curtarello, ne ha menato gran vanto nella sua relazione di fine anno giudiziario (2010). Questo episodio a smentire, nonostante tutto quello che si dice, che le Procure siano tutte “giustizialiste” ed a capire, anche, perché il Procuratore di Rovigo, Dario Curtarello non è uno dei relatori dell’incontro “Dove va la giustizia?”, che si terrà domai, mercoledì 21 settembre alle ore 17,00, presso l’Accademia dei Concordi di Rovigo, organizzato dall’associazione Viva la Costituzione e dall’Anm (Associazione nazionale magistrati). D’altronde, a memoria*, Curtarello ha sempre avuto, fin dalla gioventù, una speciale avversione verso il diritto di in-formazione e di espressione.

Indagine. Venerdì 11 agosto la Procura di Rovigo, tramite il Sostituto Procuratore Sabrina Duò, ha comunicato la notificazione della conclusione delle indagini a 101 impiegati “assenteisti” della sede di Rovigo della Regione Veneto, indagati per truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico, per un periodo compreso tra il giugno 2009 ed il giugno 2010 (vedasi una esauriente descrizione verso l’inizio del notiziario). Dopo venti giorni, per le eventuali memorie difensive, sono scattate le richieste di rinvio a giudizio per le 101 persone “imputate”. E da lì se ne potrebbero conoscere i nomi, come viene riportato tutti i giorni sui quotidiani locali per processi ed imputazioni di vario tipo. 

*Memoria, di Curtarello. Dario Curtarello (oggi di 68 anni) ha sostituito Lorenzo Zen, a Procuratore della Repubblica di Rovigo, il 21 settembre 2008. Ma assunse alla cronaca in gioventù, sempre a Rovigo a fine anni Settanta del secolo scorso, quando si distinse per la sua operosa operosità contro i reati di opinione (nello specifico di satira), con l’emanazione di diversi mandati a sequestrare tutta la bacheca del Collettivo Immagine posta sotto i portici di via Cavour [talché fu soprannominato “furtarello” –Ndr], invece del solo manifesto satirico incriminato dall’anonimo poliziotto che si ergeva a difensore della moralità cittadina. Come se per sequestrare “Le ore”, in cui pure si distinse il solerte Sostituto Procuratore Dario Curtarello, innescando – in verità, colonne di automobilisti pruriginosi sulla statale 16 ad attraversare l’Adige per rifornirsi della rivista a tutto sesso in provincia di Padova, si fosse incettata tutta l’edicola di piazza Roma, per resistenza ed assenza al sequestro in quanto Sante – l’edicolante si trovava a casa in pausa pranzo. Nella fotografia, da Rovigooggi.it, un bel primo piano, con un lampo di intelligenza giustizialista, del Procuratore della Repubblica di Rovigo Dario Curtarello.
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Il sindaco di Ceregnano multa i mendicanti
Vietato l’accattonaggio in luoghi pubblici pena una multa da 25-500 euro
Rovigo, 21 settembre
. Dopo ripetute segnalazioni di cittadini che si lamentavano della presenza di persone dedite all’accattonaggio in paese, in particolare nei dintorni della chiesa e del cimitero, il sindaco di Ceregnano ha emesso una ordinanza di divieto a praticare tale attività. [Con una pratica più da rigurgito leghista e para-fascista di prepotenza verso i più deboli che non da “comunista” (e guevarista) come continua a professarsi].
A volte è più “accattone” – moralmente, un mendicante della politica – per vanagloria personale, che non un mendicante – per necessità. E’ proprio il caso del compagno “combattente” (così si definisce colui medesimo) Ivan Dall’Ara, sindaco di Ceregnano, dall’1 giugno scorso, con la coalizione Pdl – Lega Nord (con gruppuscoli minori come la Destra di Storace”). Abituato a distinguersi per una sorta di protagonismo da palcoscenico da vaudeville, istituì fin da subito l’assessorato alla Felicità con il compito di procurare benessere ai suoi soci e congiunti e malumore agli avversari ed alle mosche. Infatti i consiglieri di minoranza, Ferrarese e Casazza, accusando il Sindaco di ferie prolungate, «Se non ci fossero state le mosche che hanno costretto agli straordinari il vicesindaco, il Comune avrebbe potuto chiudere, visto anche il mese di ferie del sindaco», lo scorso 1 settembre hanno rivolto una petizione al Prefetto di Rovigo, perché non si sentono tutelati dall’amministrazione e ritengono che non siano rispettati i diritti stabiliti dal regolamento come: interrogazioni alla Giunta rimaste senza risposta richieste disattese e procedure non rispettate. A prologo della lotta agli accattoni, va segnalata l’accanita lotta alle mosche con apposita ordinanza del 17 agosto scorso, la prima dell’assessore alla Felicità – nonché  vice-sindaco, per la copertura urgente dei cumuli di letame in agricoltura a contrastare la proliferazione delle mosche: «Ordinanza contingibile e urgente per l’utilizzo delle deiezioni avicole in agricoltura e di obbligo di copertura dei cumuli di deiezioni zootecniche per contrastare la proliferazione delle mosche». Va contestualizzato che questo clamore mediatico riguarda un comune, Ceregnano, con 3800 abitanti, aventi diritto di voto 3200. 

L’ordinanza anti-accattoni
Ceregnano 8 settembre, > Ordinanza n.27/2011
«PRESO ATTO delle ripetute segnalazioni pervenute, con le quali la cittadinanza lamenta la presenza di persone dedite all’accattonaggio nell’ambito del territorio comunale, specialmente nei dintorni di chiese e cimiteri; CONSIDERATO che, a parte qualche caso isolato, il fenomeno dell’accattonaggio avviene con modalità tali da far ritenere che lo stesso sia gestito da strutture organizzate; CONSIDERATO che in alcuni casi l’elemosina viene richiesta in modo insistente e causando molestia alle persone tanto da generare lamentele e malumori; RILEVATO che l’Amministrazione Comunale attraverso gli uffici dei Servizi Sociali già interviene a favore delle persone indigenti… CONSIDERATO che quando la questua è chiesta nei pressi di intersezioni viene messa a pregiudizio la sicurezza della circolazione stradale nonché degli stessi elemosinanti…
ORDINA 1) l’accattonaggio è vietato nei luoghi di mercato, nelle piazze, nelle aree adibite alla sosta, nei parchi pubblici, vicino la stazione ferroviaria e dintorni, nei parcheggi, nelle intersezioni stradali e lungo le pubbliche vie, in aree antistanti strutture commerciali, nei punti di ritrovo per giovani (es. sala giochi, palestre, impianti sportivi ecc.), in prossimità di chiese, cimiteri, monumenti storici ed edifici di cura anche all’interno, durante le manifestazioni pubbliche e ogniqualvolta costituisca intralcio alla circolazione pedonale o viaria. 2) è vietato l’accattonaggio anche con lo sfruttamento di animali o esibendo malformazioni o amputazioni, nonché in presenza di minori. 3) è disposto che, qualora gli Organi preposti accertino la presenza di persone dedite all’accattonaggio, si provveda all’identificazione delle stesse e segnali l’evento ai Servizi Sociali del Comune, sede dell’organo accertante, al Comune di residenza o dimora, che ognuno per la parte di competenza, attueranno idonei e tempestivi interventi assistenziali. Chiunque violerà le disposizioni della presente ordinanza sarà punito con la sanzione amministrativa pecuniaria tra un minimo di euro 25,00 ad un massimo di euro 500,00».
Ceregnano, 8 settembre 2011 – Il Sindaco Ivan Dall’Ara

Curriculum del compagno “combattente”. D’altronde cosa aspettarsi da un compagno comunista che ha attraversato tutto l’arco costituzionale passando dal Pci anni Ottanta alla Lega Nord (con la Destra di Storace) del 2011? Ivan Dall’Ara, 58 anni, sposato con Antonella Bertoli, da 39 anni lavora come segretario scolastico, ora è direttore amministrativo all’Itis Viola. In politica dal 1983 con il Pci è entrato nell’area del plenipotenziario polesano Gianni Magnan. Fra i suoi incarichi, di area partitica, è stato vicepresidente del Consorzio acquedotto di Rovigo e poi dal 1999 al 2003 presidente della Polesine Acque [con tanto di manifesti di Che Guevara affissi alle pareti del suo ufficio – Ndr]. Con la caduta del prtettore Gianni Magnan (per “affari” legati alla “tangentopoli” polesana) ha cominciato a mendicare, senza padrino, un ruolo nella politica attiva.
Il compagno combattente e mendicante sindaco Ivan Dall’Ara ha una ricca storia di “insistenze” elettorali, quasi moleste, prima di arrivare alla “carega” del 2011: candidato Sindaco, con la lista Insieme per cambiare nel 2000 a Villadose; candidato sindaco a Ceregnano nell’anno 2004; candidato sindaco di nuovo a Ceregnano nell’anno 2006. La Presentazione del candidato sindaco Pdl – Lega Nord di Ceregnano Ivan Dall’Ara. Da sinistra (?) Mauro Mainardi (Pdl), Ivan Dall’Ara (combattente guevarista), Antonello Contiero (Lega Nord). Foto da rovigooggi.it
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L’assessore alla Felicità di Ceregnano dichiara guerra alle mosche
A proposito di Ceregnano, si rimanda – per conoscenza, alla prima ordinanza dell’assessore alla Felicità, in data 22 agosto, nove paragrafi fa.
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Il coraggio dell’abbuffata in tempo di crisi 1/3
Rovigo, 25 settembre. Certo che ci vuole del coraggio, da parte di certa “stampa”, in periodo di crisi economica che costringe tanta gente a stringere la cinghia, per veicolare la cultura del magna-magna di chi se lo può permettere. Certo ce ne vuole del coraggio, da parte di alcuni rappresentanti istituzionali del Polesine, per inforcare le forchette e, messa da parte la fascia tricolore, allacciare al collo il bavaglino per non sbrodolarsi nell’ingurgitamento della pappa. Ma tant’è, quando c’è da partecipare a tavolate varie ed a spartire la torta alcuni personaggi istituzionali polesani non si tirano indietro, anzi sono i primi in fila, anche di quella del gabinetto per le dovute evacuazioni di prestigio e di maniera.

Il Resto del Carlino con “bavaglio” 2/3
Dalla “legge bavaglio” alla Confraternita del Bavarolo
Rovigo, 25 settembre
. Mentre in tutta Italia, dalla Fnsi alla Cgil, salgono le proteste contro cosiddetta “legge bavaglio” (il disegno di legge Mastella) che, contiene anche il “comma ammazza blog” e che «vuole negare il diritto dell’opinione pubblica ad essere informata e vuole gettare sabbia nei meccanismi della giustizia» – secondo Fulvio Fammoni, Segretario Confederale della CGIL, a Rovigo “il Resto del Carlino”, fa controtendenza e mette il “bavarolo” a tutta doppia pagina. Si tratta della solita riunione della nota Confraternita del Bavarolo che mette il bavaglio – appunto, ai notabili istituzionali e para della provincia polesana, secondo un consumato ABC da confraternita quasi loggia: A- per coinvolgere con le “mani in pasta” più referenti politici ed istituzionali, B- per non sbrodolarsi la camicia nell’operato delle proprie funzioni, C- per costruire relazioni di pappa-e-ciccia. D’altronde da un giornale che viola metodicamente le “rettifica a norma di legge” (entro 48 ore il giornale ha l’obbligo di rettificare notizie false e tendenziose), regolarmente segnalate anche all’Ordine dei Giornalisti e fatte da associazioni umanitarie come Primo marzo, Biancoenero, Opera Nomadi, d’altronde da un capocornista come Carlo Cavriani che pubblica un articolo e fotografia del direttore di Biancoenero senza pagare e senza firmare – e che per questo si può definire ladro, con la complicità del Direttore nazionale del Carlino e dell’Ordine dei Giornalisti che evadono tranquillamente la richiesta di firma -, d’altronde da un giornale come il Carlino che ha fatto carta straccia dell’etica deontologica professionale non ci si aspetta alcunché che pagine e pagine debitamente illustrate della Confraternita del Bavarolo che si ritrova a gozzovigliare anche in tempi di crisi e di ristrettezza economica.
Ne dà grande rilievo, infatti, “il Resto del Carlino” di Rovigo – capocronizzato dall’habitué del Bavarolo Carlo Cavriani, in data domenica 25 settembre, in due intere pagine, illustrando, con ben 17 fotografie, la cena di verdure della Confraternita alla trattoria Al Ponte di Lusia. Un articolo a cura dell’affiliato Sergio Garbato che per etica professionale non dovrebbe scrivere delle associazioni di cui fa parte (così mangia a gratis ed è pure pagato per l’articolo pubblicato), anche se è veramente offensivo accusare il Garbato di alcuna etica professionale o professorale. Talchè è tanto ammanicato ad ogni combriccola o ghenga partitocratica che non dovrebbe scrivere più di alcunché. Ed è proprio per le sue doti “professionali” che trova tanto spazio in un giornale come il Carlino.
                             
Le due pagine de “il Resto del Carlino” edizione di Rovigo, di domenica 25 settembre, dedicate alla Confraternita del Bavarolo. Una vera e propria pubblicità indiretta alla Confraternita ed alla trattoria “Al Ponte”. 

Della loggia massonica e del Bavarolo 3/3
Rovigo 25 settembre. Se negli anni Settanta  del secolo scorso massimi esponenti della vita politica istituzionale italiana erano affiliati alla loggia massonica P2 (come Silvio Berlusconi, Maurizio Costanzo, Fabrizio Cicchitto – all’epoca socialista, per esempio), presieduta da Licio Gelli, che cercava di dirimere il destino della Nazione, oggi “fa specie” vedere alcuni massimi esponenti politici e istituzionali del Polesine che si ritrovano a grandi tavolate gastronomiche e, fra un ruttino e l’altro – pur demodè, sfoggiano con orgoglio la pettorina della Confraternita del Bavarolo presieduta dal Padre Guardiano Ugo Fiocchi, già direttore della Cassa Rurale Sant’Apollinare di Rovigo. Se Isi Coppola è una ben nota Consorella, alla tavolata del pappa-e-ciccia polesano si assiedono con sfoggio anche personaggi come il sindaco di Rovigo Bruno Piva ed il Prefetto Romilda Tafuri secondo la logica che l’importante non è vincere, ma partecipare a tutte le tavolate possibili e spartitorie della e di tutte le possibili “torte”.
                                        Nelle immagini, da “il Resto del Carlino”, una vera e propria istigazione al lancio di ortaggi sollecitato da personaggi istituzionali: l’Onorevole Emanuela Munerato con cassetta di verdura, il Prefetto Romilda Tafuri con cassetta di verdura, l’Assessore regionale Isi Coppola con cassetta di verdura, il Sindaco Bruno Piva con cassetta di verdura. Fa specie vedere tali personaggi istituzionali –  solo la Munerato dà saggio ed esempio di condotta morale, indossare ed esibire con orgoglio il “bavarolo” di una Confraternita privata.
Un Prefetto con ciucciotto e bavarolo. Anche se va segnalato, al riguardo, che il Prefetto Romilda Tafuri per evitare sottintesi e malintesi e malelingue, non ha voluto abbinare anche il classico ciucciotto, come in precedenti esibizioni (il Natale 2010 della Confraternita), a supplemento debito e fisologico del bavarolo.
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Alla fine dell’estate e dell’almanacco
Arriverà l’autunno più caldo degli ultimi cinquant’anni?
Rovigo, 26 settembre
. Finisce l’estate, la feria, il caldo torrido. E restare ad enumerare e significare i tronchi che fluttuano nell’acqua, come gli stronzi che galleggiano nella partitocrazia, oltre che vuoto esercizio retorico comincia ad avere anche un effetto quantico: l’uno, il consecutivo, il 
successivo e poi ancora un altro… quanti!!! Ad avvalorare proprio la “teoria dei quanti”: la ghenga partitocratica è in grado di creare anche varchi nel continuum spazio-temporale per ricrearsi e sopravvivere ai flussi della corrente. E la ordinata teoria si stempera in una ipnotica stasi, come  una giaculatoria  che si fa catarsi, come la conta delle pecore… … che anestetizza i flussi di coscienza e la conduce, la lascia scivolare dolcemente, al sonno, quello della ragione… che genera mostri?
Alla fine della più lunga estate degli ultimi centocinquanta anni, forse sarà la volta del più “caldo” autunno di rivolta e ribellione sociale…

                                                     FINIS?
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