SOS da Rovigo in campagna elettorale

aprile 27, 2011

S-profondo rodigino in campagna elettorale, primavera 2011, notiziario.
“Sos, aiuto, Rovigo s-profonda” è la richiesta d’intervento che sale dal comune di Rovigo disastrato dalla campagna elettorale. Perché la “ghenga” partitocratica, ha sospeso gli accordi partecipativi di saccheggio e gestione del territorio, per lasciare spazio libero alle dieci bande comunali che, in una lotta all’ultimo voto, santino su santino, testa su testa, andrà a ridefinire la nuova spartizione.

Usando, in questa “campagna di guerra” elettorale, di ogni mezzo (menzogne, ricatti, promesse di posti di lavoro…) per fagocitare al voto le persone, s-vuotandole, nel contempo, di libera individualità: “dove hanno fatto un deserto (neuronico), la chiamano campagna elettorale”, per citare, in traslato moderno, Tacito. Per passare dal cervello allo stomaco, perché alla fin fine si tratta sempre di elezioni di portata gastronomica, si potrebbe ricordare il “vota trippa” antesignano di Totò, che, rivisitato nell’attuale s-profonda palude polesana, diventa “vota ghenga”.
Skinhole, il buco che s-profonda
SOS in versione polesana si traduce: Soccorreteci O Sprofondiamo. Soprattutto in campagna elettorale, quando lo s-profondo della palude polesana si evidenzia vieppiù, autoprecipitandosi il territorio… Si tratta del tipico “skinhole” – il buco sprofondato, che caratterizza il Polesine dal punto di vista socio-culturale-politico. Una sorta di compensatore, in negativo, delle vette encefalogrammatiche nazionali. Per cui se nel panorama nazionale c’è, nel teatro, un ingegno come Luca Ronconi, a livello locale lo s-profondo, di livellazione energetica, è rappresentato da un figurante come Massimo Munaro. E poi, per continuare: Riccardo Rizzo fa da bilancia a Pier Ferdinando Casini   UDC), Lorenzo Feltrin a Paolo Ferrero  (Rifondazione Comunista), Mirko Bolzoni a Nichi Vendola (Sel), Lino Callegarin  
a Paolo Beni (Arci), Luigi Ennio a don Albino Bizzotto (Beati costruttori di pace),  Massimo Zanella a Antonio Di Pietro (Idv), Aurora Gardin a Andrea Zanzotto (poesia), Mauro Boniolo a Gino Strada (Emergency), Paolo Zanini a Maurizio Landini (Fiom-Cgil)…  [A cui si potrebbe aggiungere Roberto Costa a bilancia di Dario Fo, per la satira di costume – Ndr]. Rovigo, città oscura, in piazzale D’Annunzio, con le strade e le piazze oscurate
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Provincia di Rovigo da abolire
26  aprile. Tiziana Virgili Presidente, è l’esempio vivente a favore dell’abo-lizione delle Province di tutta Italia, fra le quali spicca quella di Rovigo famosa anche per il divieto di accesso principale ai disabili fisici (in carrozzina) ma non ai minorati psichici di partito. Ed a casa tutti i dipendenti, assunti dalla “ghenga” in modo clientelare, cioè quasi tutti, a conferma dell’affermazione della dipendente signora Mantovani: «In Provincia, il più pulito ha la rogna». Un’ipotesi, l’abolizione delle Province, propugnata e veicolata da più parti, dal Pdl al Pd, ma mai, finora, applicata perché utili depositi per “sistemare” i raccomandati di ogni partito (a seconda delle quote elettorali): quelli troppo incapaci di trovare un lavoro per le proprie e scarse competenze, ma capaci, anzi abili, a prostrarsi carponi e caproni ai propri caporioni.
Di seguito, alcuni dati da uno studio che analizza i bilanci consuntivi del 2008 di tutte le 109 Province italiane. Il totale della spesa 2008 è stato di 9,1 miliardi di euro, la spesa per il personale pari a 2,5 miliardi di euro. Per quanto riguarda quella di Rovigo – nascita 1866, è la seconda per indebitamento del Veneto, trattasi di 65.915.865 euro, che corrisponde a 267 euro per abitante. Il totale della spesa per il personale è di euro 13.239.000, che vuol dire che ogni abitante del Polesine corrisponde 54 euro all’anno per pagare tipi come Simone Roccato che solo una urbi et orbi ad personam, del Papa, potrebbe liberare dalle profonde conturbanze, o come Alice Boscolo – figlia dell’ex sindaco di Ceregnano amico di Lino Callegarin, la moglie di Lino Callegarin, Andrea Tincani esperto cinematografico dell’Arci di Lino Callegarin, Mirko Bolzoni, già tesserato di partito ed assessore di Ceregnano come Lino Callegarin in Provincia, e per garantire il lauto stipendio anche ad assessori tipo Laura bronzquerta Negri, alla cultura, o quello alla caccia, il paradosso fisiognomico vivente, Claudio poco Bellan e, per finire, al presidente del Consiglio Provinciale, Federico Frigato, parcheggiato lì da due anni proprio per presentarsi a candidato sindaco alle amministrative di Rovigo (il tema del notiziario).
Il 1° maggio e la Cgil della vergogna
29 aprile. L’effetto skinhole polesano si evidenzia anche alla Cgil che ha partecipato attivamente, con gli altri sindacati, alla veglia funebre per il lavoro, promossa dal vescovo Lucio Soravito de’ Franceschi, lavoratore (?) dello Stato del Vaticano, ieri, il 28 aprile. La fiaccolata sindacale si è conclusa alla cattedrale del Duomo con orazioni e giaculatorie varie a pregare per la grazia del lavoro – dopo opportuna genuflessione, che, invece, sarebbe previsto come diritto dalla Costituzione italiana.
Il nuovo segretario, Fulvio Dal Zio detto ciucciamentine, è riuscito a far rimpiangere la pavida moderatezza del precedente Giovanni pistaciu Nalin trasformando la Cgil in una succursale della cattolica Cisl. In questo spirito, cattolico-partitocratico da ghenga, ha organizzato anche il 1° maggio Festa dei lavoratori a Rovigo: oltre sei ore di musica e di testimonianze dei lavoratori, in piazza Matteotti a partire dalle ore 16. La presentazione dell’iniziativa è avvenuta martedì 26 aprile, alla Cgil di Rovigo, con Federica Franceschi, responsabile delle politiche giovanili e mercato del lavoro del sindacato. Con lei erano presenti anche i rappresentanti delle associazioni che contribuiscono all’organizzazione dell’evento: Libera, (Emergency) e Auser Rovigo.
«La crisi del lavoro è grave – ha evidenziato Fulvio Dal Zio – per questo il sindacato ha voluto uscire dalle sue mura e collaborare con le associazioni per dar vita ad una festa di tutti». «Si tratta di una manifestazione – ha spiegato poi Franceschi figlia – che vuole celebrare il lavoro e la particolare situazione occupazionale della nostra provincia», essendo Ella rappresentazione vivente che il lavoro si può trovare. «Penso che sia giusto che anche il mondo del volontariato sia presente – ha continuato Vani Franceschi padre, dell’Auser Rovigo – perché ci sono troppi padri preoccupati per il futuro dei figli», avendo egli sedato le sue preoccupazioni. «I gruppi vengono gratuitamente – ha concluso Luca Piantavigna di Libera», che di gratuito, e di “libero”,  nella vita non ha mai fatto niente.
Nella lombrosiana fotografia, da il Resto del Carlino, la rappresentazione tragica e fisiognomica, in verità una vera e propria farsa, dell’iniziativa. Una preziosa e significativa immagine da conservare nel museo della memoria partitocratica del Polesine, anni 2000. banda del 1° maggio alla CgilDa sinistra Vani pupo Franceschi, presidente dell’Auser e del Centro Servizio Volontariato, a cui confluiscono mille associazioni. Colui è alle dipendenze della pupara Lucia Cominato (detta anche madama la marchesa) già dirigente Pci e presidente Auser provinciale, che ha fondato una associazione per gestire proprio il Centro servizio del volontariato a cui democraticamente eletto è pervenuto proprio il suo presidente Auser locale Franceschi. Alla sua destra compare Federica figlia di Vani Franceschi, assunta misteriosamente alla Cgil dopo che Vani, il papà, aveva alzato la voce: addirittura promossa ai vertici dirigenziali per curriculum (?).
Alla destra, di Colei, sempre in senso politico e non spaziale, il segretario Fulvio Dal Zio gran tenutario di questa Cgil. L’esposizione della vergogna, come in uno dei quadri di Hieronymus Bosch, descriventi una umanità allettata da istinti primitivi tipo “I sette peccati capitali”, è completata da Luca Piantavigna di Libera – contro la mafia, che con sistema omertoso, in perfetto stile mafioso – appunto, dal 18 settembre 2010, rifiuta di dare notizia sui contributi del comune di Rovigo a “Tuttorogas” di cui è presidente. Vedasi Red. Biancoenero: > La mafia è anche da noi  

“Festa dei lavoratori per un primo maggio da festeggiare” è il nome che la Cgil ha scelto per la manifestazione, dimenticando di aggiungere che la festa è patrocinata e gestita dai lavoratori connessi e concussi e fisiologici e complici e servi alla “ghenga” partitocratica che governa il Polesine. A quando la “festa” a chi usurpa la dignità ed il diritto al lavoro prevista dalla Costituzione?
Massimo Munaro e la rappresentazione della menzogna
Rovigo, 29 aprile. Massimo Munaro mente sapendo di mentire, da mestierante teatrale usa la finzione anche fuori dal palcoscenico, avendo elaborato la teoria del palcoscenico diffuso a tutto il territorio.
In data 28 aprile, Paolo Avezzù – della lista Bruno Piva del Pdl, in una conferenza stampa sulla cultura accusa: «Teatro Studio, uno scandalo averlo affidato al Lemming». E spiega che la gestione del Teatro Studio, vinta con una gara pubblica nel 2006, è stata successivamente rinno-vata dal comune di Rovigo nel 2009 senza alcun concorso pubblico, con una semplice delibera di Giunta. All’accusa risponde il direttore del Lem-ming Massimo Munaro (quanto i lemming si buttano dalle scogliere al mare, tanto egli si butta dal proscenio sulle attrici): «Prima era uno spazio chiuso. Lo abbiamo ridato alla città. Tutte le associazioni lo possono utilizzare e infatti, a chi si è rivolto a noi abbiamo dato spazio». E qui sta la menzogna, perché è dal 6 maggio 2009 che un noto autore rodigino (R.C.) è in attesa di risposta per un progetto teatrale, “Rovigo attra-verso le cabine telefoniche”, al teatro Studio e dal 7 ottobre 2009 dal Sindaco di Rovigo per un ricorso a quella omissione di  risposta.
> Rovigo attra-verso le cabine telefoniche
                                       cartolina-rovigo-cabine
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Biancoenero presidio per la Pace ed i Diritti Umani dei migranti

Sabato 30 aprile, 43° giorno di guerra alla Libia, Biancoenero organizza il consueto presidio, dalle ore 17, davanti alla gran Guardia in piazza Vittorio Emanuele a Rovigo, a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. Un sabato nel villaggio globale, il quarto del mese di aprile, in cui si invitano tutti gli interessati a testimoniare che i Diritti Umani ci riguardano tutti, perché facciamo parte di una sola razza, quella Umana. Un’occasione importante per rilanciare proposte di Pace nella recrudescenza della guerra italiana alla Libia, che costa circa cento milioni di euro al mese – l’equivalente in denaro pubblico, dei salari annui lordi di 4 mila insegnanti, ma anche per rilanciare la questione dei Diritti degli Immigrati segnalando che la Corte di giustizia dell’Unione europea ha bocciato il reato di clandestinità (ed il carcere per gli irregolari) introdotto dall’Italia nel cosiddetto “pacchetto sicurezza” dell’11 luglio 2009.
Proprio in una campagna elettorale povera e monca ed orba di valori di solidarietà, uguaglianza e giustizia sociale, si rilancerà il progetto “adotta la Pace, ospita un migrante”. Contro la “retorica del disumano” che si fa sempre più (in)coscienza sociale. Per una “pedagogia dell’umanità”, che tenga attiva l’area della coscienza e della com-passione. Nell’occasione verranno distribuite le scatole della Pace.
> Presidio per la Pace ed i Diritti Umani
                                      

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Tiziana Virgili al mercato a sostenere Frigato
3 maggio 2011. “Chi è disgraziato non vada al mercato…” – perché potrebbe restare fregato, recita un antico proverbio polesano che trova attualità nel mercato rodigino del martedì, invaso da alcune settimane da bancherelle-gazebo elettorali di ogni tipo: con prodotti a basso costo, usati, riciclati, taroccati, in svendita, tutto a un euro. L’ultima fregatura è quella di trovarci addirittura la Presidente della Provincia, Tiziana Virgili  che, senza alcun pudore ci fa la campagna elettorale per il suo Presidente del Consiglio, Federico Frigato, che da assessore ha lasciato il Comune per andare in Provincia ed adesso vuole ritornare a farci il Sindaco.

Dall’ufficio stampa del candidato sindaco Federico Frigato, presidente del Consiglio Provinciale: «Anche la presidente della provincia Tiziana Virgili era presente al gazebo della coalizione che sostiene il candidato sindaco Federico Frigato, in piazza Matteotti a Rovigo [assieme all’assessore all’ambiente Giuliana Gulmanelli – Ndr]. La presidente Virgili ha distribuito le rose, simbolo della campagna elettorale di Frigato, alle donne presenti al mercato del martedì e ha voluto sottolineare tutto il suo “sostegno al candidato Federico Frigato”, che ha definito “la persona giusta per guidare questa città”. La presidente di Palazzo Celio, anche confrontandosi direttamente con le persone che si fermavano al mercato ha definito il candidato Federico Frigato “una persona competente e stimata”».
Federico Frigato preso da cotante stima avrebbe definito Tiziana una “bella gnocca”. Anche la pit-occa (giuliva) Gulmanelli avrebbe proferito qualche parola di qualche tipo, ma non è dato sapere se ne sia in grado dal comunicato dell’ufficio stampa di Federico Frigato che non ne fa assolutamente minzione… pardòn, menzione. “Rovigo si ama”, che sostiene Federico Frigato, fa pensare ad una pratica di autosufficiente e vicendevole autoerotismo che tracima in una presunzione di supponenza.
Perché sembra arbitrario e tracotante che tre amministratori pubblici siano ben pagati dai contribuenti per fare la propaganda elettorale al mercato comunale. Comunque, dopo cotante, sbrodolona ed eiaculatoria esibizione, le due amministratrici pubbliche sono tornate in ufficio provinciale ad officiare il solito chissà che. Lasciando sul sagrato, anzi sul selciato del mercato, traccia della masturbazione pubblica di amministratori su suolo pubblico: volantini, petali di rose, moccole, caccole, santini…
D’altronde “due donne ed un mulo fanno un mercato” sostiene un vecchio detto popolare citato a sproposito, anzichenò. Che si completa con una chiusura finale che completa l’apertura iniziale: “Chi è disgraziato non vada al mercato…” – perché potrebbe trovarci Virgili e Frigato.  .
Bellotti rappresentante polesano al Governo
Rovigo, 5 maggio- La paga di Giuda. Degno esempio del caratteristico s-profondamento – etico e culturale dei polesani in Parlamento è Luca Bellotti, nominato – per meriti specifici, sottosegretario al welfare nella grande abbuffata di sottosegretari: in nove, tra “responsabili” e finiani pentiti, sono stati invitati alla “tavolata” governativa allargata dal presidente Silvio Berlusconi per garantirsi la maggioranza parlamentare.
Luca Bellotti, 53 anni, imprenditore polesano, è il traslatore moderno – remake si dice dal cinema, della “sindrome di Giuda”: da finiano di ferro a berlusconiana di carta – moneta. Eletto nel 2001 in Parlamento, con Alleanza nazionale, ha seguito le orme di Fini nel Pdl e la sua successiva fuoriuscita il 30 luglio 2010. Sabato 12 febbraio, al congresso costituente di Futuro e Libertà, fece un discorso di sette minuti condito di insulti a Berlusconi, Bondi, Cicchitto, Gasparri, La Russa, Santanché e Storace. Per finire con l’apoteosi di Gianfranco Fini: «E’ la dimostrazione che non tutti gli italiani sono comprabili. Chi si fa comprare è una merce. Io mi sento libero. Gianfranco, fai come Mosé, portaci fuori dalle acque, verso il futuro». Una settimana dopo, il 19 febbraio, scortato da Denis Verdini, Bellotti ritorna da Berlusconi e dal Pdl. La paga di Giuda, di Luca Bellotti, arriva dopo due mesi e mezzo, col sottosegretariato al Ministero del Welfare, che vuol dire circa diciottomila euro al mese.               Malattia professionale del parlamentare polesano Luca Bellotti
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I sabato della pace e dei Diritti Umani
Campagna elettorale, apocrifa, per la Pace ed i Diritti Umani, rimossi da tutti i programmi degli undici candidati sindaci di Rovigo
Sabato 7 maggio.
Nel 50° giorno di guerra alla Libia, Biancoenero in presidio, dalle ore 17, davanti alla gran Guardia in piazza Vittorio Emanuele a Rovigo, a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. Un sabato di campagna elettorale, a cui sono stati invitati tutti gli interessati – i Pacifisti e i Costituzionalisti, a testimoniare che i Diritti Umani ci riguardano tutti, perché facciamo parte di una sola razza, quella Umana.
Una manifestazione aperta anche ai candidati sindaco a confrontarsi, proprio in una campagna elettorale che ne è scevra e monca ed orba, sui valori della pace, uguaglianza e giustizia sociale che si coniugano con la pratica della libertà e della democrazia.
E’ stata un’occasione importante per rilanciare proposte di Pace nella recrudescenza della guerra italiana alla Libia, che costa circa cento milioni di euro al mese – l’equivalente in denaro pubblico, dei salari annui lordi di 4 mila insegnanti, ma anche per rilanciare la questione dei Diritti degli Immigrati segnalando che la Corte di giustizia dell’Unione europea ha bocciato il reato di clandestinità (ed il carcere per gli irregolari) introdotto dall’Italia nel cosiddetto “pacchetto sicurezza” dell’11 luglio 2009.
Contro la “retorica del disumano” che si fa sempre più (in)coscienza sociale. Per una “pedagogia dell’umanità”, che tenga attiva l’area della coscienza e della com-passione.    – Redazione Biancoenero
La censura del Movimento 5 stelle di Rovigo
Sabato 7 maggio. Visto che si era in piazza Vittorio Emanuele, dalle ore 17, col consueto presidio di Biancoenero al sabato per la Pace ed i Diritti Umani, sistematicamente rimossi da tutti gli undici candidati sindaci (e per Pace non si intende solo il rifiuto della guerra – che si decide a Roma, ma anche l’educazione alla gestione dei conflitti), e che in concomitanza c’era l’atteso evento della calata di Beppe Grillo, con palco occupato e musica – anche registrata, dalle ore 16 alle ore 23, si è chiesto agli organizzatori del Movimento 5 stelle di poter fare un breve intervento dal palco. Attraverso Vanni Destro si è arrivati a Barbara Businaro, una dei 24 candidati di lista, che si è dimostrata disponibile a concederci il microfono per una breve relazione prima di Beppe Grillo, previsto per le ore 19. A Barbara si è anche consegnata copia del comunicato. Poi, con l’arrivo in anticipo di Beppe Grillo c’è stato un cambio di programma e la comunicazione di intervenire dopo il comico genovese. E così Roberto Costa si è spostato sotto la scaletta del palco in attesa del suo turno. Ma, dopo l’uscita di scena di Beppe Grillo e di tutti i candidati in lista, arriva la Businaro, con colpo di scena: «Mi dispiace ma non è possibile, se dovessimo dare il palco a tutti quelli che ce lo hanno chiesto…».
                                            
Santino elettorale di Barbara Businaro, lingua biforcuta del Movimento 5 stelle.
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Lettera aperta a Beppe Grillo 
Concordata ma poi censurata dal Movimento 5 stelle -alle stalle, di Rovigo
Caro Beppe,
quanto tu sei sbordante, vociante, esagitante, tanto io sarò contenuto, monocorde, monotono (come Stanlio ed Ollio…). Caro Beppe – dicevo,
ti scrivo questa lettera per elencarti alcuni aspetti del Polesine che, magari, tu non conosci, visto che tutti i 24 della lista del Movimento sono “nuovi” alla politica. Proprio per questo ti invito a venire in Polesine con un Tir di ruote di scorta, per rappresentare il “vi faccio un culo così” – con le braccia e mani aperte a cerchio ai lati del bacino, e con almeno otto camicie a figurare il “vaffanculo” – tirandoti giù la manica dal braccio alzato, perché il Polesine è una fossa, anche a livello immaginario, rispetto al panorama piatto nazionale e per esortare a risalire da questa fossa bisogna aumentare le dosi evocative.
Il Polesine versa in uno s-profondo da fossa – biologica, appunto.
Si tratta dell’adattamento delle persone all’ambiente, per sopravvivere, spiegato dalla teoria darwiniana: un ambiente piatto, informe e solcato dalle nebbie che riducono la visibilità e oscurano l’orizzonte. Il pantano della palude polesana, in attesa di bonifica dall’alluvione del 1951, è caratterizzato dai caratteristici “skinhole” – pronuncia all’inglese con la bocca che fa un cerchio a buco del culo, i buchi che s-profondano: un buco che s-buca nell’immergersi di se stesso. Creando un tunnel nero vorticoso tanto sprofondandosi che potrebbe s-bucare dall’altra parte del Pianeta, agli antipodi, in Nuova Zelanda. Questo “effetto s-profondo” si traduce nella vita sociale,  culturale e politica, con una amplificazione al negativo dei valori espressi a livello nazionale. Come un elettroencefalogramma che per appiattire le vette si dispiega in picchi di negatività. E passiamo agli esempi pratici da campagna elettorale.
Oggi arriva in città Pier Ferdinando Casini – Udc nazionale, a sostenere il candidato locale Riccardo Rizzo. Rizzo è dimissionario recente – per motivi elettorali, della giunta di centro-sinistra che lo aveva rim-pastato lo scorso anno, per chiamare voti al centro democristiano: infatti dopo pochi mesi ha fatto una lista indipendente per candidarsi sindaco. Egli è chiamato l’assessore agli interessi – proprio perché, appena nominato assessore ha subito criticato l’ordinanza contro i rumori molesti, dopo l’intervento della polizia a verificare e dirimere il frastuono in un bar di cui è socio titolare. Di “interessante”, nella sua proposta elettorale, rispetto alla sua attività primaria, anche l’apertura di un bar nella pista ciclabile.
Oggi arriva in città anche Nichi Vendola, Presidente della Puglia, che si è preso un giorno di “ferie” per venire a fare campagna elettorale per il suo partito a Rovigo. [Ma anche la Presidente della Provincia Tiziana Virgili, lo scorso martedì si era presa un giorno di “permesso” per fare campagna elettorale, per il Presidente del suo Consiglio provinciale Federico Frigato].
Contraltare – skinhole di Nichi Vendola a Rovigo è il segretario di Sel Mirko Bolzoni, fiero e indomito lottatore per i diritti di tutti e l’uguaglianza sociale. E lo ha dimostrato impegnandosi strenuamente per rivendicare un lavoro per sé e la sua famiglia. Era impiegato in Italia Lavoro, finanziata dalla Regione Veneto, per attuare programmi di integrazione per immigrati con le Province venete – fra cui Rovigo, prima di essere assunto “regolarmente” proprio in Provincia di Rovigo, nonostante diverse discriminazioni. Di far parte dello stesso partito dell’assessore all’Immigrazione della Provincia di Rovigo (in sinergia con Italia lavoro) Lino Callegarin. Di essere compaesano dell’assessore provinciale Callegarin. Di essere assessore all’Immigrazione ed alla Pace ed ai Diritti Umani del piccolo paese di Ceregnano, come il compaesano Callegarin in Provincia. Ma a testa alta, l’attuale segretario di Sel provinciale è riuscito, contro i soprusi, a rivendicare il suo diritto al lavoro, poi, una volta sistemato per sé, è passato alla compagine elettorale dell’”Arcobaleno” e così la moglie è stata assunta, a chiamata diretta – senza concorso, dall’amica asses-sore comunale di Rovigo, Giovanna Pineda, di Rifondazione Comunista (pure inserita nella lista elettorale  Arcobaleno).
La figura più rappresentativa del Polesine al Governo Berlusconi, per finire con la panoramica delle buche – contraltare di quella delle vette, è tal Luca Bellotti. 53 anni, imprenditore, Bellotti è il traslatore moderno – remake si dice dal cinema, della “sindrome di Giuda”. Colui è stato nominato sottosegretario al welfare nella grande abbuffata di sottosegretari del 5 maggio: in nove, tra “responsabili” e finiani pentiti, sono stati invitati alla “tavolata” governativa allargata dal presidente Silvio Berlusconi per garantirsi la maggioranza parlamentare. Luca Bellotti, eletto con Alleanza nazionale poi passato al Pdl poi trasmigrato al gruppo di Fini, è diventato famoso per il suo rude ed idealista intervento, del 12 febbraio scorso, al congresso costituente di Futuro e Libertà: una orazione di sette minuti condita di insulti a Berlusconi, Bondi, Cicchitto, Gasparri, La Russa, Santanché e Storace. Per finire con l’apoteosi di Gianfranco Fini: «E’ la dimostrazione che non tutti gli italiani sono comprabili. Chi si fa comprare è una merce. Io mi sento libero. Gianfranco, fai come Mosé, portaci fuori dalle acque, verso il futuro». Una settimana dopo, il 19 febbraio, scortato da Denis Verdini, Bellotti ritorna da Berlusconi e dal Pdl. La paga di Giuda, di Luca Bellotti, arriva dopo due mesi e mezzo, il 5 maggio 2011, col sottosegretariato al Ministero del Welfare, che vuol dire circa diciottomila euro al mese.
Finite le figurine della campagna elettorale, passiamo ai programmi, cioè all’album dove attaccare le figurine. Un tema fra i più importanti della campagna è il lavoro, garantito dalla Costituzione ma violato sistematicamente dalla partitocrazia polesana, dicasi “cricca”, dicasi “ghenga”. E’ appena stato celebrato il decennale dell’Ecogest, azienda partecipata che organizza la raccolta e smaltimento rifiuti in 49 comuni del Polesine, escluso solo Rovigo. Ebbene, è onomatopeico che i raccomandati dei partiti, diventati discariche di rifiuti sociali, si dedichino alla raccolta dei rifiuti materiali. In dieci anni di attività rifiutizia, nessuno dei circa duecento dipendenti Ecogest è stato assunto tramite concorso pubblico. Tutti a chiamata partitica, a seconda delle quote, di tutti i partiti.

Finisco con alcune parole sull’emergenza guerra e Diritti Umani in campagna elettorale, visto che provengo dal presidio di Biancoenero, dall’altra parte della piazza. E’ la prima volta dal 1945 che aerei italiani bombardano ufficialmente un Paese straniero e siamo al 50° giorno di guerra in un silenzio devastante della partitica nazionale e dei candidati sindaci locali. Con le stesse sedicenti associazioni pacifiste – embedded dei partiti guerrafondai. L’altra emergenza riguarda i Diritti Umani violati. In primis quelli degli immigrati, sottoposti ad un vero e proprio Stato di schiavitù. E’ dal 1992, per esempio, che si chiede il diritto di voto amministrativo agli immigrati che lavorano-pagano le tasse-mandano i figli a scuola, dopo 5 anni di residenza in un comune. Ma sui Diritti Umani silenzio, solo proposte e programmi xenofobi e razzisti da destra, e più attenzione, invece che all’umanità violata, agli Amici della bici o dei pattini, alla viabilità, ad una cacca di cane su una ciclabile, alla salute dei gatti randagi, da parte delle compagini di centro-sinistra e sinistra.
Concludo con una esortazione contro i leader di partito. Perché la politica è sempre più ridotta ad una facciata, al lato A, dei politicanti e non al programma. Per cui i partiti vengono identificati con la persona che, puttacaso, muore Berlusconi, muore il suo partito, ma anche se morisse Vendola muore il suo partito, ed anche se morisse Di Pietro, muore il suo partito, e se morisse Grillo? E quindi, meno facce più programmi, per sedimentare germi terapeutici di pedagogia della liberazione e per l’allargamento degli stati di coscienza, dicasi consapevolezza.
Sottovoce, sottotono e senza agitazione o gesti evocativi, ringrazio per l’attenzione e per lo spazio che mi è stato concesso… Arrivederci.
Dietro le facce elettorali – Il lato A ed il lato B dei candidati
9 maggio. “Per il mio Comune ci metto la faccia” è uno degli slogan ricorrenti di questa campagna elettorale. Quasi tutti gli 11 candidati sindaco ed i capi delle 26 liste che li sostengono, ci mettono proprio la faccia – stampata, nei manifesti elettorali. Perché nell’epoca dell’immagine (sempre più “fisiognomica”) quello che conta è prima la faccia e dopo il programma. La faccia come tessera di appartenenza, come si vede a livello nazionale con Berlusconi, Di Pietro, Casini, Fini, Vendola, Bersani. Fronte di facce elettorali (La Barbuta, Saccardin, Giolo, Rizzo, Borgato, Frigato, Piva, Nalin, Gianesella, Bordin) diversificate del comune di Rovigo.

Se nei volantini la faccia è ripetuta sul fronte-retro, negli appositi tabelloni propagandistici si può, però, cogliere anche la parte posteriore del candidato sindaco: il lato A ed il lato B, come due facce della stessa medaglia. E scoprire che se le parti A, sono anche molto diversificate, quelle B, invece, sono molto simili, quasi uguali, anzi identiche: a comporre un identikit segnaletico, a basso profilo, che tutte le riassume e le accumuna. Dietro i manifesti elettorali di facciata, si s-vela così un aspetto meno retorico ed ipocrita, anzi più reale che non surreale. Se la campagna elettorale è una rappresentazione teatrale della società, dietro le quinte – dei manifesti elettorali, si cela una visione inedita che serve a definire il contesto. A che compone una vera e propria icona sintetica ed esaustiva e segnaletica di questa s-profonda campagna elettorale rodigina. Retro di facce elettorali (La Barbuta, Saccardin, Giolo, Rizzo, Borgato, Frigato, Piva, Nalin, Gianesella, Bordin) diversificate (?) del comune di Rovigo. .
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Bruno tacòn Piva, candidato del centro-destra-destra    – figurine
Candidato sindaco della lista civica ”Una squadra per il cambiamento”
Rovigo, 10 maggio
. Il candidato di centro-destra Bruno Piva, detto tacòn, è una retorica conferma della saggezza popolare polesana, decantata nei secoli e sintetizzata in proverbio: «pezo el tacòn del buso».
Se il Polesine, e Rovigo capofila, s-profonda in senso socio-struttural-culturale, l’acuto aforisma svela che, a volte, la toppa è peggio del buco che va a coprire. Perché Bruno Piva, se da presidente del Coni fa rim-piangere un figurante come Beppe Osti, da sindaco farà rimpiangere non solo l’attuale Fausto Merchiori di centro-sinistra, ma anche l’arrogante supponenza del precedente Paolo Avezzù del centro-destra.
Il nuovo – pensionato, che avanza. Bruno Piva, di 64 anni (nato il 15 maggio 946), medico sociale della Rugby Rovigo e presidente del Phanatlon Club di Rovigo è diventato presidente del Coni provinciale da febbraio 2009. Medico di professione, specialista anche di Medicina dello sport, è stato direttore (fino a novembre dell’anno 2010) del reparto di Terapia del dolore e cure palliative dell’ospedale di Rovigo.
Bruno Piva è stato usato come volto nuovo per ricompattare il Partito della libertà rodigino da facce e cagnare usurate ed usuranti come An-rea Bimbatti e Nello Piscopo da una parte e Renzo Marangon e Paolo Avezzù (fuoriusciti con Forza Rovigo ma riportati alla caponara) dall’altra. Dietro la nuova facciata si è accodata anche la Lega Nord di Antonello Contiero responsabile della perdita della Provincia alle elezioni del 2009. E così il candidato Bruno Piva, con alcuni orpelli minori, mira a prendere il Comune fin dal primo turno elettorale (serve il 50% più uno di voti).
Gli accessori sono la lista Civica Magaraggia, quella di Una squadra per il cambiamento, Alleanza di centro e ben tre liste meta-orto-para fasciste: Destra per il Polesine, La Destra di Storace, Ms-Fiamma tricolore. Le ulime tre liste, più la Lega Nord, danno colore, il fondotinta, alla faccia da ricercato di Bruno Piva, perché dovrebbero essere messe fuorilegge, le ultime tre, per ricostituzione del partito fascista vietato dalla costituzione (”È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”, dodicesima norma transitoria della Costituzione), mentre la Lega Nord dovrebbe essere condannata e rinchiusa in galera per violazione continuata ed aggravata della legge Mancino: per incitamento all’odio ed alla discriminazione razziale (basta leggere le quattro ordinanze da applicare subito, a Rovigo, contro Rom, Immigrati ed accattoni) .
Bruno Piva, una facciata di maniera, un tacòn, a coprire quella che appare come una vera e propria banda del buco in campagna elettorale. Sos! Il “santino” di Bruno Piva, visto in trasparenza (come si faceva da piccoli, appoggiando la pagina dall’interno della finestra per ricopiare e colorare Paperino), rivela una mirabile e significativa fusione delle sue due facce elettorali.
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Michela Furin, la prosopopea del “movimento 5 stelle”  –  figurine
Anche il “Movimento 5 stelle” di Rovigo risente dell’effetto “skinhole”: a livello nazionale Beppe Grillo, a livello locale Michela Furin, architetto, incensurata. Un giorno, a 42 anni, senza essere mai stata attiva in ambito politico-sociale-culturale o di volontariato, Colei ha deciso di scendere in campo a insegnare con aria autosufficiente da “so tutto io”, come si amministra la “cosa pubblica”. C’è da chiedersi se Ella abbia preso la laurea in architettura nello stesso modo, svegliandosi un giorno da un lungo torpore e decidendo che toccava a lei, senza altri requisiti che la propria prosopopea, mettersi a fare progettazione e costruzione e restauro edifici, magari partendo subito, invece che da una “caponara”* polesana, dal Beaubourg di Parigi – con tanti saluti a Renzo Piano.
«Sono una cittadina che non si era mai dedicata alla politica prima d’oggi – dichiara nel suo volantino a tutto muso elettorale. – Di anno in anno ho visto le cose peggiorare sempre di più e ho deciso quindi di rimboccarmi le maniche e scendere in campo in prima persona, per riappropriarmi dei miei diritti, dei miei sogni e delle mie speranze». Nobili parole che fanno rima con la scesa in campo di un altro personaggio, incensurato, della politica: «Se ho deciso di scendere in campo con un nuovo movimento è perché sogno, a occhi bene aperti, una società libera, di donne e di uomini, dove non ci sia la paura, dove al posto dell’invidia sociale e dell’odio di classe stiano la generosità, la dedizione, la solidarietà, l’amore per il lavoro, la tolleranza e il rispetto per la vita».
E poi continua, Michela Furin: «Sono convinta che si debba scardinare un sistema malato dove il bene collettivo è ormai sostituito da interessi personali, inciuci e mancanza di prospettive a medio-lungo termine». In risonanza col mister X già citato, che disse: «Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un Paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare». Ecco, c’è una “trama architettonica” molto simile fra la dichiarazione programmatica di impegno politico di Michela Furin di maggio 2011 e quella di mister X – Silvio Berlusconi, del 26 gennaio 1994. Con tutti i distinguo fra i diversi “palazzi” così delineati del loro movimento politico, anche se, alla fin fine, si tratta sempre di semplici “caponare” a pianta uguale ma strutturate in volumetrie diverse: una piccola ed una molto più grande.                              Michela Furin, un candidato sindaco coi baffi

*«Caponara», stia-testa. Corrispondente all’italiano antico «stia» = gabbia per le bestie, in Polesine riferita alle bestie galline più che ai porci, il primo significato. Che deriva dal latino «stipa» da «stipare = serrare insieme, cingere.
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Il presidente Csv da Bruno Piva, da manuale       leccaculo preventivo 
Rovigo, 4 maggio – ripreso il 10. Il candidato sindaco Bruno Piva ha incontrato il presidente del Centro servizio volontariato (Csv) Vani Franceschi, il quale ha lamentato la sua preoccupazione per il trasferimento futuro della sede in viale della Costituzione, ma allo stesso tempo ha anche lodato il Modello Rovigo che promuove il catalogo delle opportunità che il Cvs offre alle associazioni comunali e provinciali. Nell’occasione, il Presidente Franceschi ha regalato due utilissimi manuali [vedi foto – Ndr] per valutare ed agevolare le “opportunità”, sia in ambito di volontariato che amministrativo, nel Comune e nella Provincia di Rovigo.
                                   

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L’artista poliedrico da Federico Frigato                         leccaculo d’arte
Rovigo, 10 maggio. “Impara l’arte e mettila da parte” è un acuto motto popolare a cui attinge Gabbis Ferrari, artista poliedrico che ha dovuto apprendere “diverse abilità” – appunto, per poter usufruire di agevolazioni, contributi e finanziamenti pubblici, oltre a cariche istituzionali varie (pur sotto la tematica LSU per soggetti svantaggiati). E fra queste quella del “cortigiano”, che ha ripescato per addobbare scenograficamente la rappresentazione elettorale del candidato sindaco Federico Frigato. Ecco, in una nota stampa, la dimostrazione del suo ingegno.
«”Federico Frigato è una persona che ha sempre affrontato con grande serietà i temi legati alla cultura, dimostrandosi attento e partecipe, con la volontà di imparare, capire e trovare le soluzioni ottimali per realizzare importanti manifestazioni ed eventi”. A parlare è l’artista poliedrico Gabbris Ferrari, che esprime un suo giudizio sulla figura di Federico Frigato come assessore alla cultura e come candidato sindaco di Rovigo. Secondo Gabbris Ferrari, Frigato dovrebbe in primis “prendere atto di tutte le attività, le strutture e le iniziative legate alla cultura presenti sul territorio…”». Fra cui, quelle dirette (a fondi pubblici e privati – dicasi Banche) dal Gabbis Ferrari, l’artista che ha imparato l’arte.
Anche quella di parte.
                                     
Un triste e spanito pensionato Gabbis Ferrari, imparata l’arte, si mette dalla parte di Federico Frigato a smentire chi lo accusa di essere senza arte nè parte.
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Ministri e Presidenti amministrativi in atti privati elettorali
Interessi privati in elezioni pubbliche?
Rovigo, 11 maggio. Nelle recenti tornate elettorali nazionali la propaganda si è svolta soprattutto, e ferocemente, per via mediatica televisiva ma, in un Polesine non coperto da adeguata informazione di questo tipo, la campagna elettorale, (che coinvolge otto comuni, dal capoluogo Rovigo a Adria, Ficarolo, Ceregnano, San Martino di Venezze, Rosolina, Villamarzana, Canaro), viene svolta fisicamente, quasi ad personam. Sembra di essere ritornati agli anni Ottanta del secolo scorso con comizi a furor di palco su piazze, sagrati, bar e osterie, a cui vanno aggiunte le pedalate elettorali e la riscoperta delle frazioni che sono state letteralmente invase da gazebo, conferenze, raduni, orazioni, col contorno di bande, giocolieri e gruppetti musicali. Il tutto, per non dimenticare che si tratta di una competizione gastronomica (che dura dal il “vota trippa” di Totò nel film “Gli Onorevoli” del 1963) e che con il voto si mangia, condito da aperitivi, rinfreschi, stuzzichini, tramezzini, spaghettate e pizza.
Non c’è mai stata una tavolata elettorale polesana così affollata di politici nazionali, pur col contemporaneo voto in città importanti come Milano, Torino, Bologna, Napoli… Soprattutto onorevoli Parlamentari in pausa turistica dal duro lavoro: Rosy Bindi, Antonio Di Pietro, Leoluca Orlando, Lorenzo Cesa, Marco Follini, Pier Ferdinando Casini, Maurizio Gasparri, Antonio Borghesi, Ugo Intini, Dario Franceschini, Francesco Rutelli…  Ma quando il politico, in feria elettorale lautamente pagata a Rovigo, è un amministratore pubblico, la situazione dovrebbe essere diversa, perché Colui non è più il rappresentante di una parte, di un partito, ma un amministratore super partes di tutti i cittadini, almeno nella forma. E qui si potrebbe configurare il reato di “Atti privati in pubblico ufficio”.

Ecco un piccolo elenco di figuranti e figuri amministrativi pubblici pervenuti alle elezioni polesane, in orario sicuramente da lavoro a disposizione di tutti i cittadini, da denuncia morale, se non penale, per ora.
I governativi: il ministro della Difesa Ignazio La Russa, in piena guerra alla Libia, viene a Rovigo di lunedì 2 maggio a difendere la “campagna” elettorale di Bruno Piva del centro-destra; il ministro degli Esteri Franco Frattini, con la crisi internazionale e la Libia al primo posto, trova tempo di venire ad Adria, venerdì 6 maggio, per sostenere il candidato sindaco di centro-destra Massimo Barbujani; il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, con la crisi del settore, viene a sostenere l’”occupazione” aggiuntiva del candidato del centro-destra Bruno Piva, in data 7 maggio.
Gli amministrativi: Tiziana Virgili, Presidente della provincia di Rovigo, martedì 3 marzo, a sostenere il candidato Pd Federico Frigato; Matteo Renzi, il sindaco di Firenze dell’apertura dei negozi anche il 1° maggio, a sostenere la candidatura di Federico Frigato – Pd, mercoledì 4 maggio; Nichi Vendola, presidente della regione Puglia a Rovigo, sabato 7 maggio, a sostenere il candidato di Sel-Italia dei valori, Giovanni Nalin.
                                            
Lombroso aveva ragione: Ignazio La Russa, Franco Frattini, Maurizio Sacconi, Tiziana Virgili, Matteo Renzi, Nichi Vendola. Esempi di fisiognomica di criminali: rivoluzionari e criminali politici, matti e folli morali.

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Elettori italiani e comunitari del comune di Rovigo
C’è chi vota – sì, c’è chi vota – no
Rovigo, 13 maggio. Il numero degli Abitanti/Elettori del comune di Rovigo è 51.872 / 42.815 (22.602 donne, 20.213 uomini), per l’elezione del Sin-daco e di 31 consiglieri comunali, un consigliere per 1381 votanti. In questa cifra sono compresi i 976 AIRE, rodigini all’estero iscritti nell’apposita Anagrafe Italiani Residenti all’Estero e 7 dal comune di Bolzano. Oltre ai cittadini italiani hanno diritto di voto anche quelli comunitari, di uno Stato membro dell’Unione europea. I requisiti, oltre alla maggiore età, sono l’iscrizione all’ufficio anagrafe e la richiesta fatta prima del 5 aprile, cioè, entro il 5° giorno dall’affissione del manifesto di convocazione dei comizi. La data è  ordinaria” e non “perentoria”, e può essere prorogata.
Sugli 8 comuni elettorali del Polesine hanno fatto richiesta di voto 148 comunitari, 107 femmine – 41 maschi. Per quanto riguarda il comune di Rovigo, i comunitari aventi diritto di voto sono 882 (f. 578, m. 304), di nazionalità soprattutto romena, ma ne hanno fatta richiesta solo 47, 11 maschi – 36 femmine. La cifra generale degli immigrati che potrebbero votare (per età e per residenza) nel comune di Rovigo è di 4134, 2235 femmine – 899 maschi. Di questi, in attesa del voto alle amministrative che le associazioni per i Diritti Umani rivendicano dal 1992, ben 3252 sono extracomunitari. Nel comune di Rovigo è previsto un Consigliere Comunale ogni 1381 aventi diritto di voto (italiani e comunitari) ma neanche un Consigliere comunale, almeno simbolico, per 3252 extracomunitari coi requisiti, che restano senza rappresentanza.
Il Consigliere comunale aggiunto per immigrati, con diritto di parola e non di voto, è stato soppresso definitivamente dalla giunta Avezzù di centro-destra il 7 novembre 2003 e dimenticato, seppellito con altri diritti umani, dalla susseguente ed ultima giunta di centro-sinistra Merchiori, 2006-2011. Era stato previsto, come opzione, “può essere istituito”, dalla giunta Baratella, di centro-sinistra nel 1999, ed eletto il 26 settembre, a rappresentare i 522 residenti immigrati nel Comune. Opzione che è stata impugnata dalla successiva giunta per ometterlo. Immigrati senza parola al Consiglio comunale di Rovigo, 15 marzo 2003
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In questa straordinaria prigione all’aria aperta
Rovigo, 13 maggio – elezioni amministrative. «In questa straordinaria prigione all’aria aperta che è diventato il mondo, non importa più che cosa dipenda da cosa, tanto su tutto c’è stampigliato il marchio dell’omologazione. In ogni caso a guardar bene c’è scritto: immobilità dello spirito, paralisi della ragione, ottusità dilagante. Ottimi requisiti a garanzia futura di una spaventosa barbarie». Theodor Adorno (sociologo) 1903-1969
                                             
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Chiude campagna elettorale, chiude il registro degli indagati –fantasy
Rovigo, 14 maggio – The Twilight Zone. Alla mezzanotte di venerdì 13 maggio si è chiusa ufficialmente la (propaganda di) campagna elettorale e la Procura ha chiuso anche il registro delle persone indagate per propaganda elettorale abusiva. Il termine corretto è “Registro delle notizie di reato” nell’ambito dell’inchiesta di “atti privati di amministratori pubblici” in propaganda elettorale del comune di Rovigo.
Un vero e proprio album a raccogliere ordinatamente figurine della politica nazionale, che, con l’aggravante dell’abbandono del posto di lavoro, hanno usato ed abusato dei soldi dei contribuenti, per propaganda privata di partito, con macchine-scorte-treni-aerei-gnocche, pernottamenti, pranzi e cene compresi. Gli Onorevoli sono indagati per permesso parlamentare abusivo in orario di lavoro, i Ministri, i Presidenti di Regione, di Provincia e Sindaci, per avere abbandonato, uffici pubblici – il loro posto di lavoro, creando disagio ai cittadini da loro rappresentati e rallentando ed impedendo la funzionalità e l’efficienza del loro impiego.
E se l’abbandono del posto di lavoro, per propaganda elettorale abusi-va, si è verificato per un comune piccolo come Rovigo, le indagini sono estese a verificare le contiguità di reato, almeno sui restanti 22 comuni capoluogo (su un totale di 1343) che in tutta Italia sono interessati alle elezioni del 15-16 maggio: Novara, Torino, Milano, Varese, Pordenone, Trieste, Savona, Bologna, Ravenna, Rimini, Arezzo, Grosseto, Siena, Fermo, Latina, Cagliari, Carbonia, Iglesias, Olbia, Villacidro, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno, Barletta, Catanzaro, Cosenza, Crotone e Reggio Calabria. E sulle 11 Province pure interessate dal voto amministrativo.
Un esempio, fra i volti “nuovi” della politica, è Matteo Renzi, il sindaco “rottamatore”: mercoledì 4 maggio a Rovigo a sostenere Federico Frigato – ore 21,30; martedì 10 maggio a Vercelli per Luigi Bobba a Presidente Provincia – ore 13; mercoledì 11 maggio, a Torino per Fassino – ore 18 . Per non parlare delle comparsate televisive su reti pubbliche e private. Occorre ricordare che il Sindaco di Firenze – Matteo Renzi, riceve ogni mercoledì mattina (?) tutti i cittadini che desiderano parlare con lui.

Sembra che l’indagine sia sotto la supervisione del Procuratore capo di Rovigo Dario Curtarello, il magistrato che alla fine degli anni Settanta si distinse come “persecutore” dei reati di opinione (nello specifico di sa-tira politica) del Collettivo Immagine, talché fu soprannominato “furtarello” per l’emanazione di mandati a sequestrare tutta la bacheca del Collettivo Immagine (sotto i portici di via Cavour), invece del solo manifesto satirico incriminato dall’anonimo poliziotto che si ergeva a difensore (comandato) della moralità cittadina. Come se per sequestrare “Le ore”, in cui pure si distinse il solerte magistrato (costringendo i rodigini interessati al peregrinoso/pruriginoso viaggio, di là dell’Adige, verso il giornalaio di Boara Pisani) si fosse incettata tutta l’edicola di piazza Merlin perché Sante C. era in pausa pranzo a casa sua.
Soprassedendo sulla figura giudiziaria dell’inquirente-inquisitore, ecco – a seguire, una lista di figuranti della politica, dall’album delle figurine – delle figuracce, delle elezioni amministrative di Rovigo 2011.
Onorevoli: Riccardo Nencini, Rosy Bindi, Antonio Di Pietro, Leoluca Orlando, Lorenzo Cesa, Alberto Lembo, Marco Follini, Pier Ferdinando Casini, Rocco Buttiglione, Maurizio Gasparri, Antonio Borghesi, Ugo Intini, Dario Franceschini, Francesco Rutelli, Paolo Gentiloni, Paolo Giaretta, Massimo Donadi, Emanuela Munerato.
Governativi: il ministro della Difesa Ignazio La Russa, a Rovigo di lunedì 2 maggio per Bruno Piva; il ministro degli Esteri Franco Frattini, ad Adria, venerdì 6 maggio, per sostenere il candidato sindaco di centro-destra Massimo Barbujani; il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, in data 7 maggio a sostenere Bruno Piva; Raffaele Fitto Ministro ai rapporti con le Regioni e con le autonomie locali, l’11 maggio per Bruno Piva; Giancarlo Galan, ministro alla Cultura, il 13 maggio per Bruno Piva; il sottosegretario all’Economia Alberto Giorgetti, il 13 maggio per Bruno Piva.
Amministrativi: Tiziana Virgili, Presidente della Provincia di Rovigo, martedì 3 marzo, a sostenere il candidato Pd Federico Frigato; Matteo Renzi, sindaco di Firenze, a sostenere la candidatura di Federico Frigato – Pd, mercoledì 4 maggio; Nichi Vendola, presidente della regione Puglia a Rovigo, sabato 7 maggio, a sostenere il candidato di Sel-Italia dei valori, Giovanni Nalin; Luca Zaia, Presidente regione Veneto, giovedì 12 maggio a sostenere Bruno Piva; Gian Paolo Gobbo, sindaco di Treviso, il 12 maggio a sostenere Buno Piva; Fausto Merchiori sindaco di Rovigo, Giorgio Orsoni sindaco di Venezia, Flavio Zanonato sindaco di Padova, Achille Variati sindaco di Vicenza, a sostenere Federico Frigato il 13 maggio; Flavio Tosi sindaco di Verona a sostenere la candidatura di Bruno Piva il 13 maggio; il vice-presidente Regione Veneto On. Marino Zorzato e l’Assessore Regionale Isi Coppola, il 13 maggio a sostenere Bruno Piva.

                                             
  Album delle figuraccie istituzionali in elezioni amministrative di Rovigo 2011
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Una campagna elettorale banale e formale
Rovigo, 15 maggio. E’ qualcosa di inedito anche per le amministrative di Rovigo. Le numerose bande elettorali (11 candidati con 26 liste) sono riuscite a banalizzare anche l’esperienza con la forma. Tanta attività e poca gioia, nessun senso di comunione reale, solo formale e di maniera, una certa stanchezza e persino un po’ di serietà nei volti (che diventano  voti a perdere). Per tutta la durata della campagna elettorale questa grande folla di elettori rodigini non ha mai preso coscienza della propria forza e valenza. Si è comportata come un giocattolo usa-e-getta, una tessera che può essere spostata a piacimento nel puzzle elettorale e che contribuisce all’evento solo infilando (dopo essersi fatta infilare) la scheda già pre-confezionata.
                                     
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Solo candidati e giornalisti (e scagnozzi e leccaculo alla portoghese)
Rovigo 16 maggio, ore 22,30. Il “salone d’onore” del Comune è attrezzato all’uopo per i risultati pubblici delle elezioni comunali. All’entrata vengo fermato da un vigile cerimonioso e piperlino che mi notifica che l’ingresso è riservato a candidati e giornalisti. «E Caterina Casonato?», chiedo, «Ah, lei è un personaggio», risponde. Presentandomi, allora, come giornalista, riesco ad entrare. Il salone, con la Pietà di Francesco Maffei a fare da quinta teatrale, è sistemato a rappresentazione elettorale: un grande schermo, transennato, su cui sfilano i risultati in fase di scrutinio, con contorno adiacente e contiguo, di un usciere transennato e di una addetta stampa – Paola Gasperotto, pure transennata. Dentro i corridoi, liberi dai parapetti, sfilano alcuni personaggi locali che corrispondono alle categorie ammesse ma contornati da figurine, né candidati – né giornalisti, che ampliano le tipologie d’entrata, magari sotto la dicitura di: scagnozzo, tirapiedi, galoppino, leccaculo. In una tecnica tutta italiana di intrufolarsi per millantare credito, per mettersi in vista, in oculis.
Ci si chiede, infatti a quale categoria, di quelle di tipo “portoghese”,  appartenga Caterina Casonato, assessore defenestrata dalla giunta uscente di Fausto Merchiori, o Sandro Quadrelli, presidente Ente Rovigo Festival, foraggiato da amministrazione comunale, anche assieme alla Cooperativa Area Rebus di Claudio Curina – vedi Deltablues, che infatti sta “apparentandosi” proprio col consigliere comunale uscente Claudio Curina, feudatario proprio dell’Area Rebus? Ed il pensionato Mario Bortolami sindaco di Rovigo nel 1978-87, che sta affabulando col pure pensionato Inps, il craxiano Domenico a-piede-libero Romeo?
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La Pietà di Francesco Maffei (1605-1660), salone d’onore del comune di Rovigo
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Risultati elettorali Rovigo
Votanti 30.356, 70,98%. Quindi 30% di astenuti. Votanti 70,98%. Totale votanti 27.854: 26.454, nulle 1.044, bianche 356. Nessuna delle liste ha superato il 50%, quindi si va al ballottaggio il 29-30 maggio.
1 Bruno Piva, Una squadra per il cambiamento (Pdl più Lega Nord e…), 42,80%. 2 Federico Frigato, Rovigo si ama (Pd più Psi …), 26,51%. 3 Michela Furin, Movimento 5 stelle BeppeGrillo.it, 7,45%. 4 Giovanni Nalin, Italia dei Valori, Sinistra ecologia e libertà, 6,13%. 5 Matteo Masin, Federazione della sinistra più Verdi e liste civiche, 5,3%.

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Novità e buchi elettorali 2011
Rovigo, 17 maggio. Due ed evidenti sono le novità elettorali del comune di Rovigo 2011: Bruno tacòn Piva che non riesce a coprire il buco allargantesi della lega Nord e l’emersione del Movimento 5 stelle beppegrillo.it.
Bruno Piva perde la vittoria al primo turno soprattutto a causa dell’”effetto skinhole” che riguarda il segretario provinciale della Lega Nord, Antonello Contiero. Colui aveva consegnato la Provincia di Rovigo nel 2009 a Tiziana Virgili del centro-sinistra che, sulla carta, era nettamente e numericamente sfavorita alla coalizione di centro-destra guidata proprio dal Contiero. In queste comunali la Lega Nord di Contiero perde il 9% dei voti rispetto alle regionali dell’anno scorso, in cui aveva sfiorato il 20%. Percentuale che sommata al 42% di Bruno Piva avrebbe permesso al quale di vincere la candidatura al primo turno.
Il Movimento cinque stelle BeppeGrillo.it, con Michela nell’occasione giuggiola Furin, raggiunge quota 7,45%, terza dopo Piva e Frigato, mandando in brodo di giuggiola, sbrodolante, l’esordiente della politica rodigina, Michela, comunemente detta “puzzola”, in senso disneyano. Colei non ha avuto bisogno di usare i toni “civici” [tra virgolette, sì! – Ndr] di Beppe Grillo a Bologna (busòn a Nichi Vendola) per rivelarsi come emergenza dell’antipolitica rodigina nata dalla stagnazione della “ghenga” polesana: terza nella lista dei candidati sindaci. Epperò si distingue subito per il tono “civico”, da qualunquista, invitando i suoi elettori ad andare al mare*, il prossimo ballottaggio, tanto la carega (forse due) da consigliere comunale la ha agguantata. E così il Movimento 5 stelle, diventa il quarto partito di Rovigo, dopo Pdl – Pd – Lega Nord, con una lista di 24 persone mai viste nella politica locale fino ad un anno fa e si autoreferenzia con supponenza individualistica  all’amministrazione della cosa pubblica.
Se si dovesse inventare una conseguenza sistemica ambientale, tipo “l’effetto farfalla” (il battito delle ali di una farfalla a Pechino può provocare un terremoto a San Francisco), per i “grillini” di Rovigo, si potrebbe coniare l’”effetto scorreggia”, nel senso che una tal azione retroattiva di Beppe Grillo a Genova, produce uno sconquasso elettorale a Rovigo.

* Andare al mare invece di votare. Invitare gli elettori ad andare al mare invece di votare è volgarmente qualunquista, e si rifà al simbolo proprio della partitocrazia pappa-e-ciccia Bettino Craxi. Era il 9 giugno 1991 quando Craxi invitava ad andare al mare invece di votare per il referendum di riforma elettorale.

Corollari in questo contesto elettorale sono altre evidenti peculiarità, sei: l’”effetto skinhole”, buco che s-profonda polesano – rispetto ai picchi nazionali, evidenziato nella Lega Nord di Antonello Contiero, riguarda anche Giovanni Nalin (con Idv e Sel) e Riccardo Rizzo dell’Udc di Casini; il salva Rifondazione Matteo Masin; l’”effetto curia” di Antonio Saccardin; la scomparsa del consigliere indipendente Roberto Magaraggia; la “ghenga” resistente con le 383 preferenze di Nadia figlia di Romeo; la comparsa a scomparsa delle tre Destre meta-orto-para-fasciste.
1- Giovanni Nalin, candidato sindaco con una stima di circa il 10% dei voti, preventivato anche per il suo valore aggiunto, perde il 4% per l’”effetto skinhole” dei suoi sostenitori che gli hanno sottratto un 2% per lista: Mirko Bolzoni segretario tramaccione di Sel (negativo di Nichi Vendola) e Massimo Zanella, già notabile decennale democristiano, segretario dell’Idv (negativo di Antonio Di Pietro).
1a- Anche Riccardo Rizzo, 2,04%, appare e scompare dalla scena politica come negativo locale del nazionale Pier Ferdinando Casini dell’Udc. Paga pegno per la sua “disinvolta” amministrazione in giunta Merchiori: è socio titolare dell’enoteca “I disinvolti” coinvolta, l’estate scorsa, in schiamazzi notturni ma difesa dall’assessore Rizzo contro l’apposita ordinanza comunale; è stato accusato, con fotografia dimostrativa a smentire la sua rettifica, di avere usato del permesso di parcheggio auto amministrativo in centro città, pur dimissionato dalla Giunta per motivi elettorali.
2- Matteo Masin, 5,3%, riesce a salvare ed a posticipare il funerale (officiante Giovanna Pineda) della Federazione della sinistra, mantenendo le quote precedenti, con il suo valore aggiunto di consigliere comunale e con le due liste civiche create all’uopo, a Granzette e Borsea.
3- Antonio Saccardin, Federazione Moderati di centro – 3,68%, riesce, pur in uno spazio di centro-bigotto-democristiano sempre più affollato, ad avere la supremazia e la rappresentanza in Consiglio comunale, su Renato Borgato, Vivere Rovigo – 2,89% e su Riccardo Rizzo, Udc – 2,04%. In questo caso, il pensionato professore, con supplemento di stipendio con l’assessorato a Lendinara, usufruisce dell’”effetto curia vescovile”, officiato dalla succursale polesana dello Stato del Vaticano.
4- La scomparsa del consigliere indipendente ed a “ruota libera” Roberto Magaraggia, lista omonima – 1,50%. Magaraggia perde lo scranno storico da Consigliere comunale, per aver abbandonato la sua autonoma indipendenza schierandosi, fin da subito, nella lista di Bruno Piva.
5- Nel Partito democratico – 19,2%, inserito nella lista di Federico Frigato, la quota prima ed esorbitante delle 383 preferenze di Nadia Romeo (assessore con la giunta di centro-destra di Avezzù e nella successiva di centro-sinistra Merchiori) portate in dote dal papà Domenico, segnala una resistenza spietata della “ghenga” al rinnovamento ed una dura difficoltà ad apparentamenti per il ballottaggio con le altre forze di centro-sinistra che proprio sulle incapacità amministrative della Romeo, figlia di Domenico, non sembrano transigere.
6- Le tre liste di destra meta-orto-para-fascista, La destra Storace – Fiamma Tricolore Destra Sociale – Destra per il Polesine, inserite nel listone di Bruno Piva, che hanno allargato a destra il programma razzista e xenofobo sugli immigrati della Lega Nord, hanno evidenziato che tale programma dis-umano resta appannaggio della Lega e non è in transito. Lasciano libero il Consiglio comunale della loro presenza con la quota complessiva e cumulativa dell’1,71%.

                                        
Il “disinvolto” Riccardo Rizzo confuta il risultato elettorale

Il mostro dentro di noi
«Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l’abisso vorrà guardare dentro di te.» Al di là del bene e del male, Friedrich Nietzsche
l Consiglio comunale
Rovigo, 18 maggio. Il Consiglio comunale è l’assemblea pubblica rappresentativa di ogni Comune, ente locale previsto dall’art. 114 della Costituzione della Repubblica Italiana, viene eletto ogni cinque anni. Il Consiglio comunale è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo del comune. Le materie di competenza del Consiglio sono definite dalla legge. Tra le principali ci sono lo statuto dell’ente, il bilancio, il conto consuntivo, il piano urbanistico comunale, il piano delle opere pubbliche e le convenzioni tra gli enti locali.
Sottende alla normativa nazionale ex L 23 dicembre 2009 n.191 che ha previsto la riduzione del 20% del numero dei Consiglieri comunali, degli Assessori (pari a massimo un quarto del numero dei Consiglieri comunali) e la soppressione delle Circoscrizioni. Nei comuni da 30 a 100 mila abitanti i Consiglieri sono ridotti a 32. Alla lista o al gruppo di liste collegate al candidato sindaco eletto sono attribuiti il 60% dei seggi assegnati al Comune. Ai gruppi di liste collegati a candidati sindaci “perdenti” è attribuito il residuo 40% dei seggi, purché detti gruppi abbiano superato uno sbarramento del 3%. Quindi 19 consiglieri alla maggioranza e 13 all’opposizione: i più votati nelle liste. È ammesso ulteriore collegamento   tra liste e candidati tra il primo e il secondo turno (il cosiddetto apparentamento). Il termine ultimo per eventuali apparentamenti delle liste con uno dei candidati sindaci, scade domenica 22 maggio.
Al ballottaggio col “ballottoliere”
Rovigo, 19 maggio. Da subito, finito lo spoglio elettorale, sono cominciati i conti col pallottoliere a definire gli scenari del possibile sindaco Piva o Frigato. Attualmente, senza gli “apparentamenti”, che andrebbero a modificare la composizione del Consiglio, la combinazione è amba.
Se vince Federico Frigato, i 19 consiglieri verrebbero divisi tra le liste maggioritarie che lo hanno sostenuto: 14 seggi al Pd, 4 a Rovigo si ama e uno al Psi. Mentre all’opposizione andrebbero 5 seggi al Pdl, 3 alla Lega Nord, 1 alla lista Piva, e poi ai candidati sindaco che hanno superato il 3%, 1 a Michela Furin – Movimento 5 stelle, 1 a Giovanni Nalin – Idv-Sel, 1 a Matteo Masin Fds, 1 a Antonio Saccardin Moderati di centro.
Se vince Bruno Piva, 19 consiglieri: 12 al Pdl, 5 alla Lega Nord, 2 alla lista Bruno Piva. All’opposizione andrebbero 7 seggi al Pd, 2 a Michela Furin – Movimento 5 stelle, 1 a Giovanni Nalin – Idv-Sel, 1 a Rovigo si ama, 1 a Matteo Masin Fds, 1 a Antonio Saccardin Moderati di centro.
Con gli “apparentamenti” gli scenari cambierebbero a seconda dei quali. Attualmente Bruno Piva non sembra apparentare alcunché, il Movimento 5 stelle si rifiuta per statuto, restano, di ipotecabili, quelli di Matteo Masin e di Giovanni Nalin con Federico Frigato. Le trattative sono in corso. Le percentuali verrebbero modificate perché con i Consiglieri apparentati aumenterebbero, di numero, scapito della lista con cui si uniscono.
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                                  “Riflessione” elettorale del comune di Rovigo
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I sabato della Pace e dei Diritti Umani
Campagna elettorale, apocrifa, per la Pace ed i Diritti Umani,
rimossi da tutti i programmi delle elezioni amministrative 2011

Rovigo, 21 maggio, 64° giorno di guerra alla Libia. Continuano i presidi di manifestazione-testimonianza contro la guerra e per i Diritti Umani in una “campagna” di Primavera per la pace ed i Diritti di uguaglianza, promossi da Biancoenero dal 19 marzo di guerra alla Libia ed irrigidimento sulle norme di uguaglianza per gli immigrati.
Sabato 21 maggio i manifestanti per la pace ed i Diritti Umani si sono spostati ai giardini delle Due Torri, per la concomitanza della festa di Polizia in piazza Vittorio Emanuele: Graziella, Nicoleta, Angela, Roberto .
Nel 64° giorno di guerra alla Libia, a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, che ci riguardano tutti perché facciamo parte di una sola razza, quella Umana. Per rilanciare proposte di Pace nella recrudescenza della guerra italiana alla Libia, che costa circa cento milioni di euro al mese – l’equivalente in denaro pubblico, dei salari annui lordi di 4 mila insegnanti, ma anche per rilanciare la questione dei Diritti degli Immigrati segnalando che la Corte di giustizia dell’Unione europea ha bocciato il reato di clandestinità (ed il carcere per gli irregolari) introdotto dall’Italia nel cosiddetto “pacchetto sicurezza” dell’11 luglio 2009.
Per una gestione creativa dei conflitti che metta la guerra fuori dalla storia e contro la “retorica del disumano” che si fa sempre più (in)co-scienza sociale. Per una “pedagogia dell’umanità”, che tenga attiva l’area della coscienza e della com-passione.        Redazione Biancoenero
Apparentemente apparentati – comiche e ribaltoni
Notiziario tragicomico da campagna elettorale in ballottaggio
Rovigo, 20 maggio. Il ballottaggio riguarda Bruno Piva, di centro destra-destra, col 42,8% al primo turno e Federico Frigato, di Pd-Psi e miste, col 26,51%. Senza “apparentamenti” i risultati sarebbero scontati ed allora partono i possibili assembramenti. Fin da subito sta fuori, per Statuto, il Movimento 5 stelle beppegrillo.it, con Piva che esorta a votare per lui, così avranno due Consiglieri, con Michela Furin d’accordo con Isi Coppola (Pdl) per quanto riguarda le politiche di smaltimento rifiuti e con Leonar-do Raito, assessore provinciale Pd, che avendo altro da fare, li sviolina a mezzo stampa. Bruno Piva, avendo già accorpato il più che possibile ed in netto vantaggio, potrebbe pensare solo al 3,6% di Antonio Saccardin, Moderati di centro-curia, già assessore con la Giunta Avezzù – precedente a Merchiori, e assessore col centro-destra a Lendinara (per completare la pensione da  insegnante). Mentre Frigato, che segue da lontano Piva, dovrebbe apparentarsi a più non posso. Ma Giovanni Nalin, Idv-Sel 6,13%, dichiara che è uscito dal Pd perché non era d’accordo sul programma politico e non vede perché apparentarsi adesso. Matteo Masin, Fds-Verdi e due civiche 5,03%, dichiara che potrebbe apparentarsi anche con Piva purché approvi le richieste sull’Interporto per la lista civica di Borsea ed il riutilizzo sociale del manicomio per quella di Granzette.

Rovigo, 21 maggio. Entra a gamba tesa il “Comitato centrale” di Federazione della sinistra, che potrebbe anche sciogliere la Federazione, intimando l’alt a Masin perché solo il Comitato centrale può decidere gli schieramenti e, nel caso, mai con il centro-destra. [Epperò le due liste civiche non fanno parte del Comitato e quindi potrebbero scegliere in autonomia – Ndr]. Poi, nel comunicato numero due, la Fds si dichiara pronta a parentarsi con Federico Frigato, che vuol dire un Assessore Masin ed 1 Consigliere, Cristiano Pavarin, perché ha scoperto di convergere sul programma. Anche Idv-Sel scelgono di convergere a più non posso, smentendo Nalin del giorno prima: l’apparentamento con Frigato porta un Assessore e due Consiglieri, invece che il solo Consigliere Nalin – permutato in Assessore,  toccherebbe a Cinzia Sivier di Sel ed a Caricato dell’Idv. E così, verso il ballottaggio il Pd raggiunge l’intesa – l’apparentamento (dato al 99%), con Sel-Idv e Fds: rinasce il centro-sinistra.

Rovigo, 21 maggio, tarda serata. Voci bene informate, dall’interno del Pd, dicono di un vero e proprio “ribaltone” nel campo delle parentele. Il Pd aveva chiesto l’apparentamento al centrista Antonio Saccardin, mettendo da parte i quasi raggiunti accordi con la sinistra, Sel-Idv e Fds-liste civiche. Epperò Saccardin ha preferito l’assessorato più sicuro con Bruno Piva, lasciando Federico Frigato del Pd, solo e scornato a 16 punti-percentuale di distanza. Che sembrano incolmabili.

Rovigo 22 maggio. I quotidiani locali notificano del ”ribaltone” in casa Pd.  Con Frigato che aveva disdetto gli accordi con Nalin e Masin per puntare, invece, su Saccardin che lo aveva fregato e isolato. In tutti i casi, anche se rifiutati, Nalin e Masin restano disponibili (e proni) fino all’ultimo. In tutti i casi, le possibilità restano aperte fino alle ore 12, quando scadono gli  apparentamenti al ballottaggio. Ore 13,30, le parentele e le tavolate sono ormai fatte. Bruno Piva accorpa Antonio Saccardin e Federico Frigato rifà il centro-sinistra, linea Mechiori.  Sinistra Ecologia e Libertà (SEL), Italia dei Valori (IDV), Federazione della sinistra – Verdi, le liste civiche Aria Pulita (Borsea) e Granzette con Cantonazzo, si sono apparentate e sosterranno Federico Frigato al ballottaggio di domenica 29 e lunedì 30 maggio. Per chiudere degnamente la campagna elettorale Federico Frigato si ritrova a tavola con i sostenitori domani sera (lunedì 23 maggio) alle 20 al centro Don Bosco. Preparata tavolata per 200 persone.

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Fisiognomica comparata di candidato sindaco di Rovigo uno
Rovigo, 23 maggio – dopo gli apparentamenti. I trasformismi della politica: vota Giovanni Nalin ma è Federico Frigato. Dopo gli apparentamenti compare il candidato sindaco Friga-lin: trattasi di commistione fisiognomica di Giovanni Nalin (apparentatasi) con Federico Frigato. A proposito della teoria lombrosiana di cui si è, anche, trattato su queste pagine. Sopra: vota Giovanni Nalin sindaco, ma è apparentato con Federico Frigato. Sotto: parametrazione fisiognomica di Federico Frigato e Giovanni Nalin, attraverso i manifesti elettorali e successiva mutazione dei due soggetti.
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Fisiognomica comparata di candidato sindaco di Rovigo – due    
Rovigo, 23 maggio – dopo gli apparentamenti. I trasformismi della politica: vota Antonio Saccardin ma è Bruno Piva. Dopo gli apparentamenti compare il candidato sindaco Piva-din: trattasi di commistione fisiognomica di Antonio Saccardin (apparentatasi) con Bruno Piva. Sopra: vota  Antonio Saccardin, ma è apparentato con Bruno Piva. Sotto: parametrazione fisiognomica di Bruno Piva e Antonio Saccardin attraverso i manifesti elettorali e successiva mutazione dei due soggetti.
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Un Guariento da campagna elettorale
Se puoi vedere guarda, se puoi guardare, osserva – dal libro dei Consigli
Se c’è un occhio che è stato puntato, come uno sguardo a latere, su queste elezioni amministrative, primavera 2011, è quello dell’angelo del Guariento, dai tabelloni pubblicitari della città di Rovigo. Un manifesto che è diventato un’icona temporale a sorvegliare dall’alto, in contraltare, questa discesa agli inferi elettoralistica. Una immagine a reclamizzare la mostra del pittore del medioevo, Guariento di Arpo, chiamato il “Maestro degli angeli”, che si tiene a Padova 16 aprile – 31 luglio 2011.
E’ solo questione di “grana”
Riassunto di careghe e apparentamenti
Rovigo, 25 maggio. Spesso dietro i tanto sbandierati programmi elettora-li di difesa dei valori sociali, e di impegno per i cittadini, a vederli in trasparenza – in filigrana, sta semplicemente una questione di “grana”, dicasi pecunia, talleri, dracme, sesterzi ed ultimamente euro.
Saccardin Antonio è un cattolico di centro che si schiera per difendere i valori della famiglia – la sua numerosa di sette figli, e con chi difende questi valori. Assessore con la passata giunta Avezzù di centro-destra ed attualmente a Lendinara col centro-destra, rivela che questi valori sono con Bruno Piva di centro-destra. A Lendinara sale il toto-mistero assessorato per Antonio tralasciando il fatto più evidente, che il referato a Rovigo vale di più, 1800 euro nette al mese, ed il pensionato Saccardin andrà lì a difendere più proficuamente la sua famiglia.
Federico Frigato continua la sua scalata politica per il bene dei cittadini. Da impiegato amministrativo all’Ecogest rifiuti – senza concorso, è stato rim-pastato all’assessorato Cultura in giunta Merchiori (1800 euro) ma poi, dopo un anno, è passato alla Presidenza del Consiglio provinciale – 3200 euro al mese, ed adesso vorrebbe tornare in Comune, da Sindaco, a 4000 euro al mese. Ci si chiede se abbia chiesto un mese di ferie per fare la campagna elettorale in cui è stato il più attivo dei contendenti.
Il Movimento 5 stelle beppegrillo.it, Veneto Stato, Giacomo La Barbuta (Fli) e Maurizio Bordin, lasciano libero il pantano elettorale, tutti gli altri, non apparentati al primo turno, fanno a gara per entrare in una delle due “famiglie” che garantisca più condivisione per il proprio programma – dicasi carega. Nalin (Sel-Idv) va con Frigato – così anche l’Idv può recuperare una carega da Consigliere, assieme alla lista di Masin – così Pavarin ritorna Consigliere, resta Saccardin detto in premessa.
Nella melmosa gara elettorale rispuntano anche i sommersi, gli esclusi sotto il 3%, che cercano di tornare a galla per racimolare qualsiasi cosa, visibilità compresa. Rizzo va con Frigato, Borgato va con Piva.
Assieme ai notabili locali, sindaco e Presidente Provincia, arrivano o ritornano i pezzi grossi, tipo il Presidente del Veneto Zaia e l’onorevole Valter Veltroni, ma la musica, gli aperitivi e le cene, non cambiano. Sale il fervore e la gara si fa animata, caciara, quasi congestionata. Nessuno individuo resta escluso, tutti sono fagocitati, dalle bande elettorali che attraversano e si spartiscono il territorio.

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Nel profondo pantano elettorale ristagna il pensiero umano
Rovigo, 26 maggio. Nel pantano della congestione elettorale ristagna an-che il pensiero umano, per riprendere l’assioma di Nietzsche, di nove paragrafi fa. Nella melma ci si s-melma, come se il Polesine non fosse ancora stato bonificato dall’alluvione del 1951. Nella melma elettorale non c’è più posto per il piccolo io identitario, il soggetto si sfalda e scompare la distinzione soggetto-oggetto, perché nel pantano partitico ci si s-profonda in esso come il “buco “primordiale che precede le distinzioni. La fanghigia elettorale fagocita l’io distinto e lo trasforma in un collettivo omologato alle liste di appartenenza, in banda sociale, in “ghenga”, in gang da spartizione e controllo  territoriale – dicasi partitocrazia.

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L’ultimo apparentamento: Bruno Piva vs Federico Frigato
Rovigo 27 maggio. Bruno Piva, dubbioso del risultato elettorale, tenta l’ultimo apparentamento con Federico Frigato, pure titubante e timoroso del risultato elettorale. E così, all’ultimo minuto possibile, mutuano, intersecantesi, le due liste dei candidati sindaci al comune di Rovigo in un quasi incredibile ribaltone di liste. Confermando il vecchio detto che “cambiando l’ordine dei fattori il risultato (elettorale e partitico) non cambia”. Un condensato di saggezza popolare chiaro e preciso che, epperò,
una campagna elettorale narcotizzante più del dovuto, ha reso arduo, molto arduo, da comprendere agli elettori trasformati in v(u)oti elettorali. A scopo di divulgazione, da abbecedario scolastico elementare, si allega perciò una immagine atta a visionare concretamente l’assioma.
I due candidati sindaco restano due –frammischiati, sostenuti sempre da dieci liste ogniuno, ma opportunisticamente ribaltate nell’occasione.
1 – Lista Bruno Frigato sindaco: Civica Granzette con Cantonazzo, Destra per il Polesine, Sinistra ecologia e libertà, il Popolo della Libertà, API, la Destra Storace, Rovigo si ama, Di Pietro Italia dei Valori, Autonomisti federalisti, Partito democratico.
2 – Lista Federico Piva sindaco: Civica Aria pulita, Masin per la Sinistra, Presenza Cristiana, Bruno Piva sindaco, Alleanza di centro, Lega Nord, Vivere Rovigo, Partito Socialista, Destra Sociale, Civica Magaraggia.
La luce alla fine del profondo tunnel elettorale, A e B
Lo “skinhole” del continuum diventa un “wermhole”
Rovigo, 28 maggio. Nessun candidato ha vinto al primo turno e così il “buco” della campagna elettorale è s-profondato in un tunnel oscuro ed o-scurante trascinantesi fino al “ballottaggio” del 29-30 maggio. 45 giorni di una vera  tragedia sociale che si concluderà nella “camera del buco”.
Non resta che continuare a resistere a questa tenebrosa oscurità di decadenza etico-morale, già intravvedendo una piccola fiammella di luce alla fine del tunnel, che si colora di due possibilità, A e B.

A- Il buco senza fine potrebbe s-bucare, traforando il pianeta, dall’altra parte della Terra, in Nuova Zelanda, libera da partitocrazia e campagna elettorale. La Nuova Zelanda (270.500 km²) è una doppia isola a configurazione territoriale molto simile a quella dell’Italia (301.000 km²), però rovesciata e speculare, posta proprio dall’altra parte della Terra, agli antipodi, con 4 milioni di abitanti. C’è una sorta di magia propedeutica, in queste parole: dall’altra parte della terra, dello specchio.
                                        
La “cartina fisica” della Nuova Zelanda, rovesciata di 180° e riflessa orizzontalmente, affiancata a quella dell’Italia. 

B- D’altronde uno “skinhole” (buco che sprofonda) che si prolunga in un continuum, come un cunicolo spazio-temporale, può trasformarsi in un “wormhole” (buco di verme), diventando una scorciatoia verso un altro punto dell’universo. Un “ponte di Einstein-Rosen” in uno spazio molteplicemente connesso. Ma anche, una porta verso un altro-quando o un altro-dove: una dimensione parallela o addirittura un viaggio nel tempo.

                                        

Nell’uno e nell’altro caso, per pervenire finalmente alla terra degli antipodi – o in un punto alternativo dell’universo, si tratta di resistere fino alla fine del tunnel ri-creando nicchie ed anfratti di sopravvivenza per rimanere vigili, con la testa ed il cuore, perché alla fine di un’epoca di disumana ed oscura socialità ritorni la serena coscienza bio-sostenibile e bio-compatibile interfacciata con la giustizia sociale perché è l’empatia, non l’entropia, che sta alla base della nostra vita sulla terra. Per ri-scoprire e potenziare i neuroni specchio, della riflessione cosciente e comunizzata. Fuori dal tunnel, riprendiamoci la vita, per una sola Umanità!!! Sursum corda!
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continua…
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