Una crudele estate rodigina II – notizie a cubetti

giugno 21, 2010

Rovigo, 21 giugno – 23 settembre. I primi cinque mesi dell’anno sono stati i più caldi dal 1880, si prospetta un’estate torrida, una stagione di “saldi”, nella quale saranno svenduti gli ultimi diritti costituzionali sopravvissuti alla liquidazione delle ultime stagioni berlusconiane, mentre a livello locale, l’umanità, la giustizia sociale, i diritti umani, sono già stati saldati alle elezioni provinciali dell’anno scorso. La “ghenga”, dopo avere fatto terra bruciata, si auto eleva a classe politica in un miraggio estivo da “fata morgana”. Non resta che rinchiuderla in una “casa degli orrori” al parco dei divertimenti e rifugiarsi, con una granatina, nelle giostre dell’anima, perché, per dirla con Guy Debord, “Il futuro è, se si vuole, nei Luna Park costruiti da grandi poeti”. Notiziario a cubetti.

                     
         Luna Park di piazza Vittorio. In fondo la “casa degli orrori” municipale
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LA COSTITUZIONE LIQUIDATA
Saldi di stagione del Governo Berlusconi
La liquidazione di articoli costituzionali delle ultime stagioni: art. 1 (l’Italia è fondata sul lavoro), art.3 (di uguaglianza – ed il “lodo Alfano”, lo “scudo fiscale”, il “legittimo impedimento”?), art.4 (diritto al lavoro), art. 6 (tutela delle minoranze linguistiche – e i Rom?), art.7 (lo Stato e la Chiesa sono indipendenti), art. 9 (la promozione della cultura), art. 10 (adeguamento alle leggi internazionali per stranieri – ed i “respingimenti” e la criminalizzazione della “clandestinità”?), art.11 (l’Italia ripudia la guerra), art.21 (diritto-dovere di in-formazione), art.32 (diritto e tutela della salute), art.34 (la scuola è aperta a tutti – ed i figli degli immigrati irregolari?), art. 37 (pari diritti della donna lavoratrice), …
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Il segretario Cgil va in ferie (e mai più ritornerà)
Piazza piena per l’ultimo comizio, piazza vuota per la memoria
Rovigo 25 giugno
. Ultimo discorso, prima delle ferie, di Giovanni Nalin, segretario provinciale Cgil, dal palco di piazza Vittorio Emanuele a Rovigo, nella giornata di mobilitazione nazionale del sindacato contro la manovra finanziaria del Governo. Ultimo discorso anche da Segretario, sfiduciato e dimissionario. Il 56 enne Segretario (di Legnago) provinciale della Cgil, rieletto il 9 marzo 2010, che doveva transitare il sindacato fino a dicem-bre 2010 della sua pensione, dopo la sfiducia della settimana scorsa (26 su 28 hanno votato contro la sua mozione) ha dato le dimissioni. Pare avesse designato a suo successore l’altrettanto falso, ipocrita ed arrogante Pieralberto Colombo che aveva fatto eleggere, segretario della Filcams (lavoratori commercio turismo e servizi) nell’aprile 2008.
Giovanni Nalin, un segretario senza onore e senza gloria, nel solco della tradizione polesana (Arnaldo Vallin, Egidio Agnoletto, Luciano Milan) ma con una ipocrisia bordata di arroganza. Ad un incontro di fine aprile, come rappresentanti del Comitato Primo marzo per immigrati, egli ci diede piena disponibilità ad organizzare iniziative assieme… Ed infatti, da inizio maggio siamo ancora in attesa che colui ci riceva per proporgli una manifestazione per chiedere al Governo Italiano alcune modifiche alla “sanatoria colf e badanti” del 2009 ed alla legge Bossi-Fini sull’immigrazione che consentano di migliorare le condizioni di vita e di integrazione.
Per Giovanni Nalin, di ritorno dalle ferie a Capo Nord, Rovigo sarà solo un luogo di transito da cui, nel giro di tre mesi, di lui si sarà persa memoria.

Cronaca di guerra dalla legge 54 sull’immigrazione
Una legge (n.54) firmata dal Presidente Napolitano (quello della legge “Turco-Napolitano” sull’immigrazione). Una legge (n.54) che produce morti in corpo e spirito, fra gli immigrati, e voragini di morte spirituale fra gli italiani, anestetizzati ormai da anni di narcotizzazione berlusconiana.
> Irregolare, picchiata ed espulsa dall’Italia
Rovigo 26 giugno. Una 21enne nigeriana clandestina, dopo essere stata picchiata da un suo connazionale, si è rivolta alla polizia per denunciare l’accaduto, col risultato di essere espulsa, pure lei, dall’Italia.
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Delegazione turistica Pd al presidio della Bassano Grimeca
Rovigo, 4 luglio, ore 12,20. In piazza Vittorio Emanuele, dopo il presidio dei dirigenti Costato-Raimondi, sotto l’Accademia dei Concordi, c’è quello degli operai della Bassano Grimeca, sotto la colonna col leone, arrivato al 33° giorno. La situazione è ulteriormente peggiorata con la proprietà che giovedì ha presentato domanda di ”concordato preventivo”, una via verso la chiusura della fabbrica che occupa 840 dipendenti. Ieri pomeriggio la protesta clamorosa dei dipendenti che hanno manifestato e bloccato la statale 16 sul ponte Adige di Boara.
                                     
Delegazione turistica Pd. In visita agli operai della Bassano, che rischiano il posto di lavoro, arrivano i turisti del Pd, lautamente ed opportunamente sistemati, senza rischio, in Amministrazioni pubbliche.
La delegazione al presidio di piazza Vittorio, contornata da fotografi e giornalisti embedded appositamente allertati, è guidata da Gabriele Frigato. Egli è scortato da fedeli caporioni come Graziano Azzalin sistemato al Consiglio Regionale, da Vito Piccinino (di nome e di fatto) successore di Azzalin all’assessorato comunale Lavori pubblici nell’ultimo rim-pasto (di nome di fatto) della Giunta, da Giuseppe Traniello Gradassi (di nome e di fatto per come è riuscito a riconfermare la presidenza Asm – Azienda servizi municipalizzati nei giorni scorsi), da Angelo Zanellato sistemato alla presidenza Consvipo (Consorzio sviluppo Polesine), da Nadia Ferrarese sindaco di Ceregnano (dove ha sede la Bassano), da Federico Saccardin già dimenticato ex bis-presidente della Provincia. La delegazione è completata e rifulge in Domenico Romeo, pensionato dirigente Inps e senatore, fulgida figura craxiana che coi trecento voti di famiglia ha sistemato la figlia, ed il compartitico Nello Chendi – già arrestato e con-dannato per “tangentopoli” polesana, nella direzione del Pd.
Paolo Zanini della Fiom Cigl, in casacca indiana da agnello sacrificale, ascolta in rigoroso silenzio le parole taumaturgiche del capo-guida del Pd, in visita solidale – a parole, agli operai della Bassano, che conclude: «l’importante è non disperdere le energie». Nonostante Zanini avesse precedentemente dichiarato che gli operai sono sempre più incazzati, non si registra nessun lancio di improperi o ortaggi fatiscenti da parte dei pochissimi  lavoratori – vista l’ora ed il caldo, presenti. Lunedì in assemblea a Ceregnano, saranno decise le prossime iniziative.
Da contestualizzare le sviolinate di Gradassi a Tommaso Moretto del Carlino – «mi raccomando, se hai bisogno telefona», e di Gabriele Frigato a Nicola Chiarini del Corriere – «da quando frequenti certi ambienti sei diventato più moderato».

Blocco di sistema – granatine
Rovigo, 6 luglio. Per un improvvido blocco di sistema (computer) il notizia-rio riprende lunedì. Ce ne scusiamo coi pochi ma assidui lettori, fra i quali Nicola Chiarini, solerte diffusore (alla Iago) di questo notiziario di contro-informazione. Saranno comunque salvate le notizie importanti come: lecca-lecca Callegarin all’Arci cinema, presidio per la Palestina, “rastrellamento” alle abitazioni di immigrati ad Adria, ordinanza anti-accattoni molesti (compresi frati e suore?) a Lendinara dove si promuove un accattonaggio pubblico in giorno di mercato, i crumiri del 9 luglio – sciopero di stampa, il “manicomio” sociale di Granzette, senza dimenticare il 2 ago-sto ad Adria ”giorno della memoria rom”. Nel frattempo granatine…

Crumiri di stampa
Libertà di in-formazione e di vassallaggio prezzolato
Rovigo, 9 luglio
. Il 9 luglio la Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha indetto una giornata di sciopero contro il Ddl Intercettazioni. Un black out volto a denunciare il tentativo d’imbavagliamento governativo che ri-schia di strangolare la libertà d’informazione in Italia. Per una volta quasi tutti i giornali chiudono, ad eccezione dei quotidiani crumiri: il Riformista, il Giornale, Libero, Il foglio.

L’estate in biblioteca, l’Accademia in ferie
Rovigo, 17 luglio. La biblioteca di Frassinelle apre anche in orario notturno, per facilitare la lettura estiva. Quella di Rovigo, l’Accademia, riduce il servizio e chiuderà anche per ferie (dal 9 al 21 agosto). «Bisogna chiederlo al Comune, qui di fianco – spiega un dipendente – perché riduciamo il servizio, noi qui siamo a noleggio come la fotocopiatrice».
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“Il dovere di Governare”
Caldo torrido – afa – affanno – Alfano
16 luglio, Tg1 ore 13,30
. «Ognuno faccia il suo dovere», sentenzia il Ministro (del “dolo”) Alfano. Come i suoi colleghi di Governo (ministri o sotto-segretari) e di Partito, Dell’Utri, Cosentino, Verdini, Brancher, Scajola, “segnalati” recentemente per concorso alla mafia, corruzione, appaltopoli, affaropoli. L’Italia boccheggia in affanno di fronte alla torrida truppa go-vernativa ed all’opposizione che sta in ferie. E’ una vera e propria deri-va socio-culturale che si trasfigura in senso metereopatico: come il caldo non dà tregua, procura afa ed affanno e butta a terra.

***Il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri e il Sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, indagati per Associazione a delinquere e violazione della legge Anselmi sulle società segrete, notizia del 12 luglio. Dell’Utri risulta tra i presenti alla cena a casa di Denis Verdini – coordinatore del Pdl, il 23 settembre 2009, nel corso della quale il sodalizio guidato da Carboni avrebbe progettato un’azione di avvicinamento dei giudici della Corte Costituzionale che di lì a poco si sarebbero dovuti pronunciare sul Lodo Alfano. Il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, co-fondatore di Forza Italia assieme a Silvio Berlusconi, è stato anche condannato, il 24 giugno, a sette anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa. Aldo Brancher nominato il 18 giugno Ministro per il federalismo, già arrestato per “tangentopoli”. Il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, dimissionario il 5 maggio scorso perché accusato di aver comprato un appartamento al Colosseo utilizzando assegni in nero provenienti dall’imprenditore Diego Anemone, finito nell’inchiesta sugli appalti per il G8.
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Nalin – Cgil, perde la tramontana
Rovigo, 18 luglio. Giovanni Nalin, segretario dimission-ato-ario della Cgil di Rovigo, reduce dalle vacanze a Capo Nord, in una intervista-sfogo quotidiana ha dichiarato che «Nella Cgil regnano logiche di bottega». L’ex segretario sembra aver perso la “tramontana” o il caldo gli ha dato in testa ed urge un intervento refrigerante, tipo un gelato al pistacchio. Infatti, se si digita Giovanni Nalin su un qualsiasi motore di ricerca telematico, viene fuori “bottegaio della Cgil di Rovigo”. Che il potente bottegaio denunci «logiche di bottega che hanno il sopravvento sull’interesse collettivo» e che «c’è una parte del gruppo dirigente che vuole mantenere i propri potentati» è un vero e proprio paradosso estivo, come succhiare un gelato al Polo Nord. Nell’intervista, pistaciu Nalin spiega che per soli due voti ha perso la nomina del suo successore (trattasi di pistaciu Pieralberto Colombo un “naliniano” ciucciamentineNdr).
La Redazione regala due coppe (del nonno) ai lodevoli direttivi Cgil che dopo ben sei anni sono riusciti a dimissionare questa infausta segreteria e due gelati, sulla coppa, a Nalin e Colombo che si calmino i bollori.
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Rovigo la stazione del culo
Rovigo, 25 luglio. Il culo della stazione – la stazione del culo.
Stazione ultimo sguardo per chi parte, prima occhiata per chi arriva. Un bell’esempio di immagine caratteristica e qualificante per una città che cerca rilancio turistico. Un pensiero di riflesso agli assessori Riccardo Rizzo, alla cul-tura, Giovanna Pineda, Gigi Osti, Vito Piccinino.

2 agosto, il “Porrajmos” dimenticato ad Adria
Adria, 2 agosto 2010.  Alle ore 21, in via Cavallotti n.13, manifestazione per portare memoria di “Porrajmos”, lo sterminio dimenticato dei Rom. Con video-documentario sul Porrajmos e (In) Canto Rom n.1 con Marta Marcello, Valter Tessaris e Roberto Costa.
Se c’è un “Giorno della memoria” delle popolazioni rom, potrebbe essere il 2 di agosto: non il 27 gennaio (della Shoah ebraica), perché quando, quel giorno del 1945, l’Armata Rossa liberò il campo di sterminio di Auschwitz, i Rom/Sinti non c’erano più. Gli ultimi tremila erano infatti stati assassinati la notte del 2 agosto 1944.
> 2 agosto, Il “Giorno della memoria” delle popolazioni rom
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La misura di una Rovigo civile
Rovigo, 8 agostoRiflessione domenicale. Il senso e la misura della società civile di Rovigo si rilevano anche da questa breve notizia di cronaca: un povero “straniero”, trovato a dormire in un garage, invece di essere ospitato, è stato arrestato.
Arrestato un “abusivo” nel garage. In via Fuà Fusinato – Rovigo centro, uno straniero è stato denunciato alla polizia perché trovato a dormire in un garage. Non all’interno del vano auto, ma nella parte comune che collega i vari box. Alla richiesta di spiegazioni lo straniero ha risposto che non aveva alcun posto per dormire. Il padrone di uno dei garage ha quindi chiamato la polizia che ha solertemente arrestato lo straniero. Non è dato sapere il nome e cognome del “padrone” di uno dei garage che ha fatto la denuncia per segnalarlo come esempio esemplare di Rovigo, da “città delle rose” a “città delle carogne”.
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Carlo Cavriani d’antan
Granzette, 9 agosto. Due domande retoriche a Carlo Cavriani – capo-cronista del Carlino di Rovigo, e per conoscenza all’Ordine dei Giornalisti, sulla censura quotidiana, da “minculpop”, del suo giornale verso le attività di Biancoenero a tutela dei diritti umani dei Rom.
> Carlo Cavriani “minculpop” del Carlino
                                         
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Il cine gelato dell’Arci
Lunedì 9 agosto. A Rovigo è in atto una vera e propria mutazione del linguaggio da Prima Repubblica: da lecca-culo a lecca-cono. Una mutazione che ha creato una nuova specie di “adattati” darwiniani: i “lapponi”, nell’accezione del termine.
Continua, con grande risalto sulla stampa locale, la rassegna il “Cine gelato con l’Arci”. Il secondo appuntamento del mese di agosto della rassegna cinematografica, questa sera alla sede Arci, prevede la proiezione del film “Hatari”, di Howard Hawks, con John Wayne ed Elsa Martinelli. Alla fine della proiezione gelato a tutti gli spettatori. Stavolta l’introduzione, previa leccata del cono offerto dal presidente Arci Lino Callegarin – già inquisito per “tangentopoli”, è fatta da Andrea Tincani, assunto in Provincia proprio quando Callegarin ne era vice-presidente (inquisito), avendo fra i suoi requisiti anche la tessera del partito di Callegarin. La rassegna del mese di agosto contempla otto film con altrettanti introduttori-leccatori. A Rovigo ci sono più critici cinemato-grafici che spettatori, cosicché bastano i critici-lappatori a riempire la sala dell’Arci, nell’occasione denominata ”deep throat” (gola profonda) in memoria del regista Gerard Damiano recentemente scomparso.
I “lappatori”, del cono offerto da Callegarin, della rassegna sono: Sergio Garbato, Andrea Tincani, Nicola Chiarini, Alessandra Chiarini, Silvia Campion, Elisa Dall’Aglio, Leonardo Raito (assessore provinciale), Chiara Tosini, Claudio Luciano, Paolo Zorzato, Milena Furini, Donata Tamburin.

L’Arci a “merende” dalla Provincia
Lino Callegarin e Laura Negri mentono sapendo di mentire
Rovigo, 13 agosto. Nuovi contributi dell’Amministrazione Provinciale ad associazioni cittadine. Il finanziamento principale riguarda l’Arci con erogazione di 1300 euro per attività culturali come “I giganti della letteratura” e “Cinemerenda”, in seconda posizione i mille euro all’Acli per “Castrocaro in tour”. L’Arci di Lino Callegarin, in questa occasione fa “merenda”, nel senso di pappa-e-ciccia (che vuol dire quando la “ghenga” si intorta), con l’assessore Cultura Laura Negri. I due, coloro, dimostrano la loro falsità, che si coniuga con le loro posizioni pubbliche. Rispetto alla manifestazione “I giganti della letteratura”, Lino Callegarin risponde, di suo pugno alla Redazione Biancoenero, in data 17 maggio 2010, che la manifestazione è stata finanziata dalla Regione Veneto e che la «Provincia di Rovigo ha provveduto personalmente alla spedizione degli inviti». La stessa assessora Negri aveva risposto, antecedentemente, in data 6 maggio, che «Non vi sono contributi alla rassegna Arci. Abbiamo solo promosso l’iniziativa e dato un patrocinio gratuito».
APPROFONDIMENTI > Con l’Arci Puškin di Rovigo non m’intrigo

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Luca Piantavigna – accozzaglia pinediana
Dall’archivio della memoria Biancoenero
Rovigo, 14 agosto. Un cubetto di ghiaccio a Luca Piantavigna – detto piantarogna, il gigolò della new age rodigina, accolito e marmaglia della plebaglia assoldata dall’assessore Giovanna Pineda della sinistra s-fascista (in senso reichiano) rodigina.
> Genova per noi … per voi, Genova per loro …

Totò contro Maciste
Rovigo, 15 – feriae augusti. “Totò contro Maciste”, ore 15 in tv. Di culto.

Marta Marcello e Valter Tessaris in-canto rom n.1
Rovigo, 16 agosto. E’ su you tube una sintesi del grande concerto tenuto da due numi della musica rodigina come Marta Marcello e Valter Tessaris, la sera del 2 agosto scorso ad Adria, nel “Giorno della memoria” rom.
> Marta Marcello e Valter Tessaris in-canto rom n.1

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La Souvenir orchestra di Laura Negri e Federico Frigato
Rovigo, 18 agosto. Laura Negri, assessora alla cultura della Provincia, fa banda con Federico Frigato, presidente del Consiglio provinciale ma ex assessore cultura del Comune per diffondere musica e sapere in tutto il Polesine. Un’operazione che porta alla ribalta la politica culturale della Negri e accende i riflettori su Frigato, ipotecabile sindaco alle comunali del prossimo anno. “Orchestra souvenir”* si titola la banda musicale dei due protagonisti della vita culturale rodigina, che si esibirà, nell’ambito della rassegna “Tra ville e giardini”, il prossimo 24 agosto a Boara Pisani. “Siamo costretti a suonare anche noi, per incrementare il turismo e per compensare i tagli dei fondi per le manifestazioni culturali”, ha dichiarato la storica assessora alla Cultura, ri-confermata nella carica**.
Federico Frigato***, salito recentemente alla ribalta della cronaca per la parabola “La politica spesso è affidata ai mestieranti” in cui aveva rivelato che “negli ultimi anni sono stati numerosi i casi di commistione tra politica, istituzioni ed affari”****, ha completato il pensiero d’azione della Negri con l’esortazione che “se i mestieranti della politica hanno suonato le loro campane, è ora che noi professionisti politici suoniamo le nostre trombe”, citando eruditamente Pier Capponi*****.
Fra i pezzi forti dell’ambo: “Non ti scordar di me”, da cui deriva il nome dell’orchestra, “Fin che la barca va”, “Noi siam come le lucciole”, “Sono una donna, non sono una santa”, “Siamo la coppia più bella del mondo”.
NOTE A MARGINE
* Già denominata delle “bronsequerte”.
** Dopo e nonostante la “trombatura”, per restare in tema musicale, a sindaco di Bergantino.
*** Federico è entrato in politica come nipote di Gabriele, storico notabile della Dc polesana, poi segretario del Pd.
**** Proprio in un’operazione da pappa-e-ciccia, per un rim-pasto di Giunta comunale, è stato eletto assessore Federico Frigato, poi trasferito in Provincia.
***** Trattasi di un vero e proprio lapsus freudiano, perché, in effetti, Pier voleva suonare le campane per difendere Firenze, mentre le trombe le suonava Carlo VIII, il saccheggiatore.
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Il manicomio di Granzette tra storia e leggende
Rovigo, 19 agosto. Una appendice storica, con leggende anche attuali, alle “Cronache del manicomio di Granzette”, un articolo di memoria fra i più letti della Redazione Biancoenero: il manicomio durante la guerra 19 40-45, il tesoro dei tedeschi, la “madonnina del manicomio”, urla manicomiali di luna piena. > Storia e leggende dal manicomio di Granzette
                   osp-psichiatrico-panoramica-ridotto
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Savoir tossico fest
Rovigo, 19 agosto. Dopo il festival della porchetta, del bigolo e della birra, più diretti e meno mascherati, dopo lo “Sconcertando” a base alcolica, tocca al Savoir fest organizzato dall’Arci ridada, intossicare e narcotizzare le coscienze – quello che ne è rimasto, dei giovani rodigini col pretesto della musica. Lo spaccio di droga tossica è garantito, da quella leggera (aperitivi e Aperol a E104) a quella più pesante (tipo grappe e whisky).
Il presidente del Circolo, Simone Pizzarda, assieme a Nicola Chiarini, ha anche coniato lo slogan della manifestazione: “Ubriacarsi è giusto, ribellarsi impossibile. Non ci avrete mai, sobri, come vorreste voi”.
“Il festival di rock indipendente” – per alcolisti dipendenti, “ingresso a offerta libera, concerti, pizzeria, bar, osteria, enoteca”, va dal 19 al 22 agosto presso il parco della festa dell’Unità a Borsea, col patrocinio di Comune e Provincia che, da altre parti, finanziano e patrocinano inizia-tive contro la droga (alcool e sostanze varie) anche in collaborazione con l’Ulss 18. Tipo il progetto “Drugs on street”, per la prevenzione degli incidenti causati dalle droghe (compreso l’alcool) sulla guida.
Nell’occasione del Savoir tossico fest, coerenza vorrebbe che i vigili municipali presidiassero l’uscita dalla festa alcolica. In tal caso, la maggior parte dei clienti se ne dovrebbe andare a piedi intasando la strada di pedoni barcollanti. Il Pizzarda, in un momento (rarissimo) di lucidità psicosomatica, nell’eventualità dell’evento, avrebbe prenotato un tram con autista per garantire il ritorno, su ruote, alla città, agli alcolisti inadatti alla guida: “Non si può avere il festival pieno e gli spettatori sobri”, avrebbe dichiarato con una sommessa ridada, dimostrandosi portatore di alcuni effetti primari della tossicità alcoolica: l’inebetimento ilare, la mancanza di intelligenza cognitiva e la storpiatura filologica.
Anche l’assessore comunale alle politiche giovanili – alcooliche, Giovanni Cattozzi, dopo avere partecipato alla serata inaugurale del Savoir fest, si sarebbe dichiarato favorevole all’uso dell’autobus e lo ha dimostrato lasciando la macchina ed avviandosi euforicamente in processione verso il Duomo cittadino, con giaculatoria innestata – del resto lo spaccio alcolico è insito nella sua religione monoteista. Il presidente tirafili dell’Arci provinciale, Lino Callegarin – aduso alla vodka sovietica, dopo “Il tempo ritrovato” ha proposto sornione la costituzione di un nuovo club Arci, alle sue dirette dipendenze, il Circolo “Dell’auto ritrovata”.

Berlusconi, bubbone maligno
Per un Comitato di Liberazione Nazionale dal berlusconi-leghismo
Venerdì 20 agosto. «Il bubbone maligno che distrugge l’Italia, diffonde la corruzione, spazza via il gioco democratico, fa vacillare le istituzioni e le regole, distrugge l’informazione, sottomette tutti i rapporti di classe al gioco dei portenti, è Berlusconi, è il governo in mano a Berlusconi, è il berlusconismo». Anzi il coniugato berlusconi-leghismo. Da questa inelu-dibile premessa parte Alberto Asor Rosa per riproporre, oggi anche su “il manifesto”, una specie di Comitato di Liberazione Nazionale (all’epoca contro il nazi-fascismo) oggi contro il berlusconi-leghismo, «Allora il compito politico e civile primario è trovare il modo di sbarazzarsene altrimenti ogni altro discorso non sarà mai più possibile». E per questo, spiega Alberto Asor Rosa, occorre allora un amplissimo schieramento di forze che si riconoscano in un programma di “ricostruzione democratica”, dall’estrema sinistra al Pd, all’Idv, all’Udc, a Rutelli a Fini.
                                       
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I Rom perseguitati d’Europa
“I Rom come cartina di tornasole di una società civile” – Vàclav Havel
Domenica 22 agosto, per volere del presidente Sarkozy sono iniziate le espulsioni dai Rom dal territorio francese, con schedatura impronte anche ai bambini, e subito si innesta il Ministro dell’Interno italiano Roberto Maroni che vuole “espulsioni come per i clandestini, non rimpatri assistiti e volontari”, e dice che l’Italia deve fare di più, “Saremo più duri di Sarkozy. Chiederò a Bruxelles (sede del Parlamento Europeo) una deroga alle norme che vietano l’espulsione dei cittadini comunitari”.
Sono circa 12 milioni i Rom/Sinti d’Europa e continuano, anno dopo anno, ad essere le popolazioni più perseguitate. Anche nell’anno 2009, come in quelli precedenti, i Rom/Sinti sono le popolazioni più discriminate e sottoposte ad atti di violenza razziale del continente, secondo il monito-raggio dello stesso Consiglio d’Europa. Con Sarkozy e Maroni, ed i loro epigoni in altri Paesi, come la Repubblica Ceca o la Slovacchia, il primato della discriminazione razziale d’Europa è garantito anche per il 2010.
“I Rom come cartina di tornasole di una società civile”. Perché Sarkozy e Maroni non sono casi anomali, sono i portavoce, i rappresentanti istituzionali di una decadenza umana e culturale – civile, che attraversa l’Europa e che ci coinvolge, con diverse responsabilità, tutti. A questa decadenza ri-proponiamo una “resistenza” civile per salvaguardare l’umanità e la giustizia sociale. Dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, Art. 1: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza“.

Presidio per i Rom
Mercoledì 25 agosto, di luna piena, il Comitato Primo marzo di Rovigo, in-dice, dalle ore 18, sotto la Gran Guardia, in piazza Vittorio Emanuele, un presidio di solidarietà per il popolo rom, il più discriminato d’Europa.
> Presidio per il popolo Rom e l’uguaglianza sociale

Guido Romanin, il due di coppe della politica rodigina
Rovigo, 23 agosto. Guido Romanin è come il due di coppe quando va a spade, una scartina, ma convinto di essere una figura di riguardo.
E dà la misura, se ce ne fosse di bisogno, di come il Polesine sia una fossa profonda (anche biologica) che tutto sprofonda, di tutto-di-più. Guido Romanin, uno dei caratteristici “skinhole” – buchi sprofondati, della politica rodigina “sinistra”, di nome e di fatto. Egli non ha mai fatto notizia come Consigliere comunale, è sempre stato pedissequo, fiduciario, ossequioso e puntellatore della Giunta di centro-sinistra. Pur facendo parte di quello stesso schieramento politico regionale, i Verdi sociali, che a Padova è rappresentato anche da personaggi come Max Gallob ed a Venezia da Luca Casarini, che definire battaglieri è dir poco…
> Guido Romanin, il due di coppe della politica locale


Riccardo Rizzo col “bavarolo”
Rovigo, 24 agosto. L’assessore del Comune di Rovigo, Riccardo Rizzo, critica l’ordinanza contro i rumori molesti del suo Sindaco, dopo l’intervento della polizia chiamata da un cittadino, venerdì scorso, a verificare il frastuono nella enoteca del centro di cui è socio titolare. Un vero assessore alla “cul-tura degli interessi”, i propri,  in pieno spirito demo-cristiano.
>Riccardo Rizzo assessore alla “cul-tura degli interessi”
                                             
La scomparsa dei pacifisti rodigini
Rovigo, 27 agosto. La domanda è sorta spontanea dai pochi convenuti al presidio per il popolo Rom più perseguitato d’Europa, organizzato dal Comitato Primo marzo di Rovigo, lo scorso 25 agosto. E riguarda personaggi come: Leonardo Raito, Giovanna Pineda, Tiziana Virgili, assessori ben pagati all’Immigrazione, Pace e Diritti Umani, Bridget e Mirko Bolzoni, Antonio Gambato e Carlo Zagato, La fionda di Davide, Nicola Chiarini e Francesco Casoni, don Dante Bellinati e Roberto Tommasi…
Le risposte si possono trovare in un siparietto teatrale all’articolo:
> Presidio per i Rom perseguitati d’Europa
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La scomparsa dei bambini
Rovigo, 29 agosto. Da anni, ormai, c’è in atto una progressiva e drastica riduzione dei bambini, che ci si sta quasi abituando. Le cause del calo demografico sono molteplici, prima di tutte il cosiddetto “benessere”. Fino a pochi decenni fa per un fotografo di paesaggi non era difficile riprendere “scorci” della città frequentati dai bambini, come la classica cartolina di piazza Roma animata da due ragazzini. Ai pochi bambini della nostra città una immagine ed un augurio, perché possano crescere sognati. Come scriveva Danilo Dolci: “Ciascuno cresce solo se sognato”.
Danilo Dolci, un pedagogista che ha dedicato la sua vita a combattere quello che definiva “il virus del dominio”.
                                       
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Perchè un Cie per migranti a Rovigo
Rovigo, 29 agosto. Fuori dal polverone protagonista di chi rifiuta il Cie, in un’ottica da lontano dagli occhi – lontano dal cuore, forse vale la pena pensare che un Cie (Centro identificazione ed espulsione per migranti) a Rovigo, presso l’ex manicomio di Granzette,  possa essere un’occasione per ri-proporre e praticare effettivamente, anche nel nostro territorio, percorsi di giustizia e uguaglianza sociale.
> Perché un Cie per migranti a Rovigo
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Giovanna Pineda e la propaganda di partito comunale
Lettera aperta tramite i quotidiani al Consigliere comunale Magaraggia
Rovigo, 31 agosto. Caro Magaraggia, scrivo a te perché sei rimasto l’unico personaggio di “sinistra” e so che il Sindaco ti considera, mentre a me non risponde, per svariate tematiche, da anni.
Vorrei sapere se secondo te l’assessore Pineda “l’ha fatta fuori dal vaso” (per usare una tua metaforica espressione nel caso dell’assessore Rizzo [conflitto di interessi]), nell’usare i locali del Comune per propaganda di partito. Ti espongo il caso. Mi è pervenuta segnalazione-invito-appello ad un incontro di sedicenti pacifisti nostrani convocato martedì 31 agosto alle ore 18, presso il Centro Donna del comune di Rovigo, per organizzare la manifestazione del 24 settembre contro il Cie di Zelo. Allora, mi chiedo se il Centro Donna del comune di Rovigo, istituito dall’assessore Pineda e gestito dalla signora Bolzoni – nonché amica di Giovanna Pineda (assunta nominalmente e senza concorso), è luogo adatto a questa riunione politica. Fra gli invitati alla riunione figurano responsabili di associazioni spesso contribuite dall’assessorato di Giovanna Pineda per manifestazioni di vario tipo, come Porto Alegre, la Fionda di Davide, la parrocchia di san Francesco… E’ notorio che Giovanna Pineda è contraria, col suo partito di Rifondazione Comunista, al Cie di Zelo, ma non ti sembra che potrebbe organizzare le riunioni di dissenso coi suoi amici-contribuiti e finanziati presso la sede del suo Partito, o alla Gran Guardia, invece di utilizzare spazi comunali non pertinenti?  Non ti sembra che ci sia l’uso ed abuso privato di spazi pubblici? Lettera firmata (R.C.)
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In questa straordinaria prigione all’aria aperta
Rovigo, 1 settembre. «In questa straordinaria prigione all’aria aperta che è diventato il mondo, non importa più che cosa dipenda da cosa, tanto su tutto c’è stampigliato il marchio dell’omologazione. In ogni caso a guardar bene c’è scritto: immobilità dello spirito, paralisi della ragione, ottusità dilagante. Ottimi requisiti a garanzia futura di una spaventosa barbarie». Theodor Adorno (profeta) 1903-1969
                                             
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Bersani: «Con il berlusconismo la politica è una fogna»
“E con il virgi-merchiorismo polesano?”
Ormai abbiamo superato, almeno in politica, la teoria della “riduzione del danno”. Per cui, per noi, un partitocratico di destra è perfettamente uguale ad un partitocratico di sinistra.
La Filibusta condivide appieno le parole del capo del Pd Pierluigi Bersani, «francamente abbiamo visto in questo agosto terrificante come il secondo tempo del berlusconismo possa far regredire la politica alla fogna. Questo è il rischio che abbiamo davanti», ma sottolinea come la profonda fossa (anche biologica) in cui è caduta la politica e la cultura polesana è uno s-profondo causato dal virgi-merchiorismo di centro-sinistra. Un Giano bi-fronte della partitocrazia, dicasi ghenga, polesana con le effigi di: Tiziana Virgili presidente Provincia e Fausto Merchiori sindaco di Rovigo.
Da “I corsari del Polesine”, 3 settembre 2010. 
Nella foto le due facce del Giano della partitocrazia polesana, Tiziana Virgili e Fausto Merchiori. Dal sito della filibusta i “Corsari del Polesine“*.

* Visto che Tiziana Virgili, Presidente Provincia, che mantiene il referato alla Pace e Diritti Umani, nell’ottica della libertà di espressione ha già dato mandato all’assessore Bellan di denunciare Biancoenero, > Assessore e animalisti a cac-cia di Biancoenero, si fa presente che l’articolo è rigorosamente ripreso dal sito, di satira politica, dei “Corsari del Polesine”. 

“Mi posso”: del lato B dell’Accademia dei Concordi
Del “berlusconismo” e del lato B, scarico rifiuti, di Accademia e Provincia
Rovigo, 7 settembre. “Mi posso” mi dice Guglielmino Rizzo entrando dal lato B dell’Accademia dei Concordi. Una frase ed un’azione che dimostra come il “berlusconismo” si sia sedimentato nella nostra cultura. Più che sedimentato, abbia sormontato un atteggiamento precedente di “ghenga”, che si potrebbe definire da “partitocrazia”.
Un esempio da “Minima moralia” – meditazioni della vita offesa, di cui si de-scriveva due paragrafi fa. O da teoria dei frattali, che vede la stessa struttura, come sistema, comporre la “rete” da piccolissime a grandi por-zioni. O, per continuare, un campione da micro che richiama al macro. Un esempio di meditazione da vita offesa (ma non sotto forma di aforisma), che fa riflettere ed agita il “pensiero disteso”, che è colonna sonora della mia vita, soprattutto quando si accompagna ad una ciclabile lungo il Ce-resolo o ad una escursione nella tortuosissima pista di Ca’ Zen, lungo l’argine dell’Adige in prossimità di Lusia.
Ritornando all’inizio, “Guglielmino” – della “famiglia” Rizzo, che ha un assessore in Comune e un caporedattore a “La voce”, è in servizio presso il “Sistema  bibliotecario provinciale di Rovigo” e può entrare, lui sì, dal lato B dell’Accademia. Una porta da cui non si può passare è un autentico paradosso e se non è in regola lo dovrebbe essere per tutti e non solo per alcuni. E richiama il lato B della Provincia di Rovigo. A cui vengono invece indirizzati gli handicappati (cittadini di serie B) che non pos-sono entrare dal lato (cittadini di serie) A. Su queste pagine si è già documentato, con fotografia, che il lato A della Provincia, in via Ricchieri – n.10, è aperto a tutti ad esclusione degli handicappati: infatti un cartello apposito li invita ad entrare dal lato B, facendo tutto il giro del caseggiato, 300 metri in carrozzella, per entrare da via Manzoni n.20.
Ebbene è significativa e rappresentativa di un certo berlusconismo polesano* la frase “mi posso” – ti no, come rappresentativa e simbolica della Provincia è la discriminazione architettonica per gli handicappati che, guarda caso, volessero rivolgersi all’assessore Pace e Diritti Umani (Tiziana Virgili, nonché Presidente) o al Difensore civico, per difendere e tutelare i loro diritti. Dovrebbero, devono, in tutti i casi farsi 300 metri in più, ed in carrozzella, per accedere alla Provincia, aperta a tutti, ma handicappati solo dal retro. Valutazione umana e civile vorrebbe che l’entrata A, più accessibile e funzionale, fosse adibita ad entrata disabili ed handicappati, magari con opportuno saliscendi, mentre da quella B potrebbero entrare tutti gli altri cosiddetti normodotati**. Ma “valutazione umana e civile” non fa parte del berlusconismo nè delle giunte di centro-sinistra che, ben impregnate, lo trasudano.
                                      

AFORISMI PER L’ARTICOLO
* “Anche se Berlusconi presto finirà, il berlusconismo a lungo continuerà”.
** “Solo una Provincia da culo fa entrare gli handicappati dal retro”.
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Dimmi cosa “pensa” e ti dirò chi sei
Gigi menestra Osti, assessore cum judicio (?)
Rovigo, 8 settembre. “L’uomo è ciò che mangia”, scriveva il filosofo Feuerbach. A significare con ciò anche la capacità di (elaborazione di) pensiero della razza umana. E’ difficile, però, trovare traccia di pensiero umano nell’immagine in cui è raffigurato anche l’assessore Urbanistica Luigi Osti, detto Gigi menestra. E per questo si propone un quiz da fine estate con risposte incorporate e giudizio finale: 1 – Sta cincischiando su “Critica alla ragion pura” di Immanuel Kant; 2 – Sta meditando su cosa viene dopo la minestra; 3 – si sta addormentando alle enunciazioni del “sindaco delle nebbie”. Giudizio: chi ha risposto 1 ha un senso ederistico della politica di Centro-sinistra e ci resta affezionato qualsiasicosache; chi ha risposto 2 è pronto per entrare a fare politica in una coalizione da centro-sinistra; chi ha risposto 3 non ha bisogno di fare il quiz, nè di leggere questo notiziario.
Da sinistra l’assessore Luigi Osti, il sindaco officiante Fausto Merchiori, l’assessore Angelo Milan. Foto il Resto del Carlino -Rovigo, 8 settembre 2010
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All’Ordine dei Giornalisti del Veneto
OGGETTO: RETTIFICA DI LETTURA a Carlo Cavriani e Andrea Panozzo
Egregio Ordine,
in merito alla recente circolare dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto – in data 8 luglio, dal titolo “Richiamo al rispetto delle norme deontologiche” in cui si ricorda perentoriamente che “Il giornalista ha il diritto-dovere di dare tutte le notizie”, faccio presente e segnalo che se da una parte “Il gazzettino” di Donato Sinigaglia sembra averla recepita, i colleghi Andrea Panozzo, direttore de “La Voce” e Carlo Cavriani, capocornista del “Il Resto del Carlino”, continuano ad ignorarla.
Solo per quanto riguarda le attività che mi vedono coinvolto, segnalo la totale censura di Cavriani e Panozzo, rispetto ad avvenimenti, pur signi-ficativi come:
1- “Urlo” – per Allen Ginsberg, di e con Roberto Costa, con Marta Mar-cello e Valter Tessaris, a Rovigo il 3 giugno, in occasione dell’anniversa-rio della nascita del poeta della “beat generation”;
2 – Il Porrajmos ad Adria, 2 agosto 2010. In memoria di “Porrajmos”, lo sterminio dimenticato dei Rom, con introduzione dell’assessore provinciale immigrazione Leonardo Raito, video-documentario sul Porrajmos e (In) Canto Rom n.1, canti e musiche dai campi di concentramento ai campi nomadi, con Marta Marcello, Valter Tessaris e Roberto Costa.
3 – Presidio cittadino per il popolo Rom a seguito delle espulsioni dalla Francia. Mercoledì 25 agosto, il Comitato Primo marzo di Rovigo, indice, dalle ore 18, sotto la Gran Guardia, in piazza Vittorio Emanuele, un presidio di solidarietà per il popolo rom, il più discriminato d’Europa.
4 – Il “Clandestino day” a Rovigo. Riunione organizzativa di Biancoenero per il “Clandestino day” del prossimo 24 settembre.

Riguardo al capocornista Carlo Cavriani faccio inoltre presente che nel suo “profilo” su Facebook egli stringe amicizia con noti politici locali, come Federico Frigato o Cristiano Pavarin o Aldo Guarnieri, di cui poi de-scrive sul suo giornale. E non mi pare buona regola ontologica, qualsiasi cosa voglia dire. Resta il dubbio, già espresso in altre occasioni, se Carlo Cavriani che dirige un giornale emiliano debba rispondere alle regole dell’Ordine Giornalisti del Veneto (a cui però è iscritto) o a quelle dell’Emilia Romagna (dove ha sede il giornale).
Rovigo, 10 settembre, ringrazio per l’attenzione e porgo distinti saluti,
Roberto Costa

Rettifica: Luca Dall’Ara non è un bandito romeno
Rovigo, 12 settembre. Egregio capocornista de “Il gazzettino” di Rovigo, Le segnalo un incredibile svarione della sua dipendente Cristina Fortunati che, secondo prassi omeopatica (della sua anima), segue la “cronaca nera”. Ebbene, a pag. XIV della cronaca locale odierna, ad illustrazione dei due “banditi” romeni presi dai Cc mette una foto sbagliata. Quella sopra, di M.N, di 34 anni, raffigura non il bandito romeno, ma il direttore del Csv di Rovigo Luca Dall’Ara, soprannominato – per i tratti somatici, il Cary Grant del volontariato polesano: gli occhi determinati, la bocca decisa, la mascella volitiva, a caratterizzare una espressione pacata ma risoluta. Un direttore che, checché ne dica Graziella, una delle rarissime e coerenti attiviste per i Diritti Umani del territorio, “sono tutti banditi al Csv”, è persona degna di stima. E si “vede”.  > Il direttore Csv, Luca Dall’Ara, bandito romeno?
                                      
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Educazione civica di Rifondazione comunista
Matteo Masin: la partitocrazia, il voto di scambio, spiegata a mio figlio
Rovigo, 14 settembre. Anche Rifondazione comunista, in Consiglio comunale di Rovigo, non sfugge alla logica spartitoria del pappa-e-ciccia, del “divide (la torta) ed impera”: tu dai una fetta a me ed io ne do una a te. «Se la Giunta ci dà la sicurezza che si rinegozierà assieme all’Ulss 18 la questione dell’area dell’ex Opp per poi svilupparvi un’area servizi, il voto di Rc sulla variante urbanistica del terreno del Censer potrebbe passare da astensione a favorevole». Questo il baratto proposto dal capogruppo Matteo Masin di Rc, per il quale urge una riqualificazione dell’ex Ospedale psichiatrico, attraverso una negoziazione tra Comune e Azienda sanitaria, per abbassarne il prezzo e rendere la zona, da anni abbandonata, agibile per una riconversione, magari come area servizi. In cambio di questa negoziazione, Rifondazione appoggerà l’operazione Censer-Asm, recente patata bollente della Giunta, finita anche sotto inchiesta in una indagine della Procura: il Censer (Centro servizi fiere, al 17% del Comune), cede un terreno per la sede della nuova Asm (a totale gestione comunale), dopo la variante della commissione urbanistica, che ne fa lievitare, decuplicare, il prezzo. In questo modo il Censer privato ci guadagna a spese del Comune, pubblico,  che lo favorisce con una apposita variante urbanistica per vendere l’area a se stesso Comune.
Se la pratica del baratto è valida per Rifondazione comunista, che ha anche un assessore in Giunta, messa lì proprio a barattare i pezzi di torta (che vuol dire gestione di servizi, posti di lavoro, commesse, agevolazioni varie…), si attendono i Verdi del Consigliere unico Guido Romanin, pure astenuto nella questione Censer-Asm, che non hanno ancora definito cosa vogliono mangiare in cambio della approvazione.
Della serie educazione politica ai giovani, dopo Tahar Ben Jelloun – “Il razzismo spiegato a mia figlia” e Mario Capanna con “Il sessantotto spiegato a mio figlio”, tocca a Matteo Masin con “La partitica spiegata a mio figlio”, completare la trilogia per una crescita libera e consapevole.
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“Il cantiere” si presenta a Rovigo
Rovigo, 14 settembre, ore 12. Dopo lunga gestazione, presso i giardini Due Torri si presenta il nuovo gruppetto para-politico-associazionistico “Il cantiere”. Per la pulizia dell’ambiente, la buona politica, con un occhio di riguardo anche agli immigrati che però “debbono imparare le regole”, e tante belle parole per riattivare il protagonismo della politica attiva contro i politicanti che l’hanno deturpata. L’iniziativa è presentata da alcuni giovani volpacchiotti accompagnati da vecchi volponi della partitica.
Al tavolo dei presentatori dell’iniziativa, due su quattro (Elia Barchetta ed Elisa Dall’Aglio), sono di Sel (Sinistra e libertà)* ma figurano, come tutti, a titolo personale nel Cantiere. Al tavolo è appeso il manifesto  “L’acqua non si vende”, dal che si arguisce (ma in politica è arduo) che “Il cantiere” è l’evoluzione del precedente gruppo per “L’Acqua bene comune” che ha raccolto le firme per il referendum apposito.
Fra i pochissimi presenti all’iniziativa, oltre al folto gruppetto di giornalisti e fotografi, figurano Giovanna Pineda assessore – Matteo Masin capo-gruppo consiliare – Diego Foresti, tutti di Rifondazione comunista, Donata Tamburin di Arcisolidarietà ma alle ultime regionali in lista con Rifondazione comunista. Poi Beppe D’Alba Idv e Luciano Marangoni Lipu.
[C’era proprio bisogno di un altro cantiere politico per riossigenare la politica in-quinata dai partiti, con tutti i rappresentanti di partito – a titolo personale, però!]
                                       
*Nichi Vendola è uscito da Rifondazione comunista (dopo avere perso le elezioni a Segretario) per formare un partito che mettesse assieme tutti i partiti di sinistra. Poi ha fondato le “Fabbriche di Nichi”, aperte a tutti, contro i personalismi della politica. E’ di oggi la notizia che ha invitato il segretario del Pd, P.L. Bersani, proprio ad un “cantiere” per la nascita del nuovo Ulivo.
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Rassegna stampa ragionata sul “Cantiere”
Alle fiera giovanile delle falsità della politica strumentale
Rovigo, 15 settembre
. Ad approfondimento della cronaca di ieri, si offre una rassegna stampa ragionata sulla nascita della nuova associazione “Cantiere per Rovigo”, tratta da “La voce” e da “il Resto del Carlino”.
> Il Cantiere della nuova politica si presenta a Rovigo
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Pineda e Piantavigna metabolizzano la mafia
Rovigo 16 settembre. Senza alcun pudore Giovanna Pineda, assessore berlusconiana del comune di Rovigo, ed il suo contribuito Luca Piantavigna, di Tuttorogas, presentano un dibattito contro la mafia, in ricordo di Peppino Impastato. In un’operazione che sembra legittimare la partitocrazia locale. Che è il retroterra culturale della mafia vera e propria.
> La mafia è anche da noi – Giovanna Pineda
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Asm – Censer, speculazione edilizia?
O copioso contributo pubblico ai privati?
Rovigo, 20 settembre
. Nel caso della compravendita dell’area del Censer all’Asm, dopo variante urbanistica al Prg che ne decuplicherà il valore, sembra di assistere al contrario delle note speculazioni edilizie. Dove, di solito, un privato compra un’area a destinazione d’uso bassa (verde pubblico, agricola), per poi ottenere una variante urbanistica dagli “amici” della Commissione edilizia, così completando la speculazione (che vuol dire moltiplicare il denaro): perché l’area comprata a pochi soldi diventa edificabile a tanti soldi. Nel caso Asm – Censer, invece, è l’esatto contra-rio: il Comune fa una variante urbanistica decuplicando il valore di un’area che andrà lui stesso, con la municipalizzata Asm, ad acquistare. Una operazione tanto strana che ha visto coinvolta anche l’autorità giudiziaria: le carte sull’operazione Asm-Censer sono arrivate in Procura, mercoledì 8 settembre. Il sostituto procuratore dovrà valutare se andare avanti nelle indagini o archiviare tutto.
Sperpero di denaro pubblico
Il Censer spa (Centro servizi – fiere), società mista pubblico-privato (17% del Comune, 49% di privati), con circa tre milioni di euro di debito con le banche, ha chiesto la variante urbanistica per quasi un ettaro di terreno di sua proprietà. Su quell’ettaro ha indetto un bando di vendita con base d’asta 959 mila euro: l’Asm Spa (Azienda servizi municipalizzati – gas, rifiuti, a totale partecipazione comunale), unica partecipante, si è aggiudicata il lotto l’8 giugno scorso. L’offerta di Asm decadrebbe in caso non passi la variante urbanistica. Il 14 settembre il Consiglio comunale doveva votare se approvare o meno la variante al Prg che cambia la destinazione d’uso dell’ettaro in questione, da verde agricolo a edificabile per servizi, non residenza. Ma è saltato per mancanza di numero legale. Se l’opposizione al progetto è sostenuta soprattutto da Andrea Bimbatti, Matteo Zangirolami e Paolo Avezzù consiglieri del Pdl, anche nella maggioranza si sono schierate posizioni contrarie o astensionistiche alla compravendita: i consiglieri di Rifondazione comunista, il verde Romanin, il socialista Maldi, il Pd Guerrato. Ma la situazione pare in aggiustamento perché, a partire da Rifondazione, vedi quattro paragrafi sopra, sarebbe possibile “compravendere” le criticità. Il prossimo Consiglio comunale, per decidere la variante urbanistica sarà mercoledì 22 settembre.
Il Comune ci guadagna lo stesso
Il Comune decide di acquistare l’area del Censer dopo averla decuplicata di valore, a danno di se stesso: ma l’operazione risulta complessivamente redditizia. perchè l’ASM venderebbe la sede di via Alighieri, quotata sette milioni di euro e con questi soldi si rifarebbe dalla spesa per la compravendita del terreno al Censer e dei costi di costruzione della nuova sede. Con un avanzo di soldi incassati che andrebbero a finire nelle casse del Comune, quale proprietario della società dei rifiuti e del gas.

Approvata la variante, il Censer può vendere
Rovigo, 23 settembre. La variante di un terreno al Censer è stata approvata e così la società potrà venderlo all’Asm. Il via libera del Consiglio, di ieri, è stato dato sul filo del voto con il rischio di vedere rinviata la delibera: 17 voti a favore, 17 contrari, tre astenuti. Quindi, passati alle votazioni, la variante è stata approvata con 19 voti favorevoli e 16 contrari (la minoranza più Stefano Guerrato) del Pd, con le astensioni di Placido Maldi (Socialisti) e Guido Romanin (Verde dei centri sociali). Anche Rifondazione, con Matteo Masin e Cristiano Pavarin, si è schierata a favore  nonostante l’astensione precedente. Col dissenso alla maggioranza  messo sotto controllo, resta da segnalare un commento di Aldo Guarnieri del Pdl, «Questa è la peggiore porcata mai arrivata in aula».
                                        
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La squadra è “mobile” in questura di Rovigo
Rovigo, 21 settembre. A volte ci si chiede che fine facciano le piante di cannabis sequestrate da Polizia e Carabinieri in tutto il Polesine. A volte viene il sospetto che gli agenti possano fumarla per verificarne il principio attivo e così, intontiti, perdere il controllo delle “operazioni”. Come nel caso di 28 piante estirpate e sequestrate a Roverdicrè, salvo scoprire – il giorno dopo, che erano regolarmente piantate dal Centro di ricerca per le culture industriali. > “Stupefacente” squadra mobile rodigina

LA FUGA DELL’ESTATE: scopri le differenze
“La fuga dell’estate del Polesine”, a seguire, è un “remake”- rifacimento, di un articolo dell’anno scorso a chiusura del notiziario. Con pochissime difformità rispetto ad oggi. Le differenze sono segnate con un asterisco per invitare il lettore a scoprirle. La soluzione, in tutti i casi, si trova sotto all’articolo, rovesciata.

La fuga dell’estate dal Polesine
Rovigo, 23 settembre. La fuga dell’estate, la più calda degli ultimi cento anni*, ci lascia, oltre a 4150 pistoloni* che proprio ieri sono scesi in caccia forsennata nel territorio, in un Polesine a 3D: il più Desolato, Disperato e Desolante del dopoguerra, come se fosse stato aperto il vaso di Pandora a denominazione geografica accuratamente mirata.
Un Tre-D dal punto di vista culturale, sociale, partitico: col teatro del Lemming di Massimo Munaro, Raffaela Salmaso*con la lista Marino del Pd, Gabriele Frigato della lista Frigato del Pd, Bellotti e Coppola nel Pdl, Antonello Contiero della Lega Nord, [Giovanna Pineda* assessore emigrazione del Comune], don Dante Bellinati direttore della Caritas e Luca dall’Ara del Csv*, Fausto Merchiori sindaco di Rovigo e Barbujani ad Adria, Tiziana titti Virgili presidente della Provincia, l’Arci caccia-pesca-ghenga di Callegarin ed il Ridada di Pizzardo, i quotidiani locali col trio da merendina Panozzo-Sinigaglia-Cavriani*, Antonio Costato presidente Accademia dei Concordi, Luigi Contegiacomo dell’Archivio di Stato, Adriano Buoso presidente della Fondazione Banca del monte e Ilario Bellinazzi del conservatorio statale “F. Venezze” di Rovigo, per non trascurare il volontariato col Cdp, Voci per la Libertà, il Fiume di Stienta, Amici in bici ed Antonio Gambato dell’Assopace a cervello dall’uranio impoverito.
[“Me cojoni!”, per citare Immanuel Kant*]
Un Polesine in rovina dove è stata frantumata anche la voglia di alcuna ricostruzione perché le macerie sono ormai radicate nel Dna della popolazione. Un Polesine rasoterra da cui, per sopravvivere, si può solo fuggire applicando la teoria di Henri Laborit, “Elogio della fuga”, per la con-servazione della vita. Perché dopo la ritirata dell’estate arriverà un tiepido e pavido autunno, come anticipo di un vigliacco inverno. Quando il freddo pungente e boia congelerà le ultime, residue, ed improbabili resistenze. Ed allora, per chi non avesse aderito all’elogio della fuga non resterà che applicare l’”elogio della follia”, di Erasmo da Rotterdam. Cin-cin!
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