Il documentario sul “manicomio” di Granzette

maggio 17, 2010

Rovigo, 17 maggio. “L’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Rovigo – Luogo di condizione umana separata”, di Gianfranco Rizzo – 1997, è un docu-mentario filmico importante di memoria dal “manicomio” di Granzette.
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L’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Rovigo
– Luogo di condizione umana separata
Di Gianfranco Rizzo, 1997 – Video-dvd, 42 minuti

Il documentario è condotto dalla giornalista Federica Broglio che rico-struisce, con documenti circostanziati, la lunga gestazione della nascita del “manicomio” di Granzette: dal 1906, quando il Consiglio Provinciale decise di aprire, con un progetto da un milione di lire, un Ospedale Psi-chiatrico a Rovigo per riunirvi i malati polesani sparsi in 41 Ospedali di tutta Italia, fino all’apertura ufficiale avvenuta, dopo varie vicissitudini e sospensioni dei lavori, il 20 marzo 1930.
Dopo l’introduzione seguono le interviste, intervallate da riprese dell’O-spedale Psichiatrico – ormai avviato alla chiusura, a diversi personaggi che hanno operato all’interno della struttura.

Domenico Furlanetto, Amministratore per decenni, spiega che l’Ospedale fu costruito per ospitare 400 persone ma utilizzato per una media di set-tecento. Descrive la struttura ed i servizi, i vari incarichi del personale, il lavoro della colonia agricola, della stalla…

A seguire la testimonianza di suor Paolina, dell’Ordine di San Vincenzo De’ Paoli, in servizio all’Ospedale per 50 anni, dal 1948 alla chiusura. Ella racconta l’impatto emotivo avuto al suo arrivo, spiega le mansioni delle 15 suore, con funzioni anche da capo-reparto e narra i suoi ricordi: a partire dall’esodo, temporaneo, dei malati per l’alluvione del 1951 per arrivare all’apertura del 1979 e via via fino alla fine, con i pazienti dirot-tati verso altre strutture.

Poi testimonia il dottor Sergio Spoladori, direttore dal 1985 fino alla chiu-sura. Egli ha cominciato a fare servizio all’Ospedale nel 1965 quando i mezzi di “cura” erano molto limitati ed il supporto principale era l’elettro-choc ed un altro metodo, “molto violento”, come l’insulinoterapia.
“Il secondo giorno di lavoro, conservo questo ricordo ancora intatto per-ché tremendo – narra il dottor Spoladori – c’era una lunga fila di pazienti che si snodava dalle scale fino al letto dove si faceva l’elettrochoc. Ed uno dietro l’altro, completamente svegli, i malati venivano sottoposti all’elettrochoc. Io rimasi veramente sconvolto da questa vicenda. Poi scoprii, tra i vari carteggi, un dossier, un librone dove erano registrati dei poveracci che avevano subito perfino duemila sedute di elettrochoc”. D’altronde, spiega il dottor Spoladori, a quei tempi,  era una pratica, ca-lata dall’alto e considerata l’unica terapia possibile. Un altro intervento di base era la “costrizione” al letto per “sedare” gli animi e le ansie da so-vraffollamento. Poi con gli anni e con lo sviluppo della farmacoterapia gli “ospiti” sono stati visti con “un’ottica diversa”, hanno iniziato ad usufrui-re di più libertà ed anche a uscire. Con la legge 180 i pazienti, fino ad allora considerati tutti “indistinti”, hanno cominciato ad essere suddivisi in tre fasce: quella degli “anziani”, degli “psichiatrici” e del “sociale”. Più o meno 300-300-300 su circa mille ricoverati, ed è allora che sono nati i cosiddetti “centri ospiti”, due reparti dove stavano le persone che pote-vano essere dismesse. Ed il lavoro principale è stato rivolto soprattutto verso queste persone.

Da ultimo, la parola passa al dottor Tessari, Direttore generale Asl 18 di Rovigo, che, con “gli ultimi laboratori trasferiti” dice che l’Ospedale sarà definitivamente chiuso entro il 31 dicembre 1997. La nuova destinazione sarà non sanitaria, ma eventuali ipotesi di riutilizzo sono ancora vaghe.
Informazioni – Gianfranco Rizzo, via Mascagni 27, Rovigo
                     
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GIANFRANCO RIZZO, operatore cinematografico
Gianfranco Rizzo cine-amatore, è un personaggio unico nella produzione di documentari filmici sul paese di Granzette. Lo si vedeva in vespa, die-tro don Arrigo o Vasco, che percorreva il territorio con la 16 millimetri a spalla come ”l’uomo con la macchina da presa” di Dziga Vertov.
A lui si devono documentari preziosi come “Il nostro asilo” – del 1953, il “Grest dei ragazzi” – del 1955, “In visita a Laggio di Cadore” – del 1956, il “Carnevale a Granzette” (la sfilata dei carri) – del 1960, “I nostri vec-chi” – del 1960. Per arrivare, via via con gli anni, ai più recenti “Granzet-te ieri e oggi” – del 1982. Coi suoi documenti visivi Gianfranco ha costrui-to una vera e propria cineteca della memoria del paese di Granzette, da-gli anni ’50 alla fine del secolo.
                     
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A PROPOSITO DEL MANICOMIO
A colloquio con Gianfranco Rizzo sul documentario sul manicomio
Gianfranco parla molto volentieri, ma con una nota di amarezza, del documentario “L’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Rovigo – Luogo di condizione umana separata”, realizzato nel 1997, a “manicomio” ormai dismesso, con gli ultimi 23 ospiti  ed in prossimità della chiusura defi-nitiva, avvenuta il 31 dicembre 1997.
L’amarezza è morale e riguarda il tentativo, fin’ora inutile, di pubblicare e diffondere il prodotto, pur realizzato in versione economica – dvd, con l’Asl 18, o con l’Archivio di Stato, o con l’Amministrazione Provinciale. 

«Abitavo a Granzette, in un padiglione concesso alla Pollicoltura – per farla nascere (nel 1917, Ndr), vicino al reparto della “agitate”, e, a tutte le ore, sentivi le loro urla. Il “manicomio” lo si poteva visitare in occasio-ne della processione del Corpus Domini. Abitando in un luogo adiacente, il manicomio ha fatto parte della mia infanzia. L’anno prima del filmato ho portato due figli ed una nipote a farci una visita e poi, facendo qualche ripresa ai nipotini ed al gruppo mi sono detto “fra poco questo grande spazio sarà chiuso ed inutilizzato”, ed allora mi è venuta voglia di fare delle riprese per salvare le immagini dell’ambiente. Ho chiesto l’autoriz-zazione all’assistente sociale Corradi e sono anche riuscito ad accedere all’archivio dell’Ospedale Psichiatrico dove c’erano due album di foto-grafie, ma ne erano rimaste solo un quarto, e ne ho riprese alcune.
Fotografie scomparse, abbandono e l’incuria del luogo. Quando nel filmato si parla di elettrochoc non si è più riusciti a trovare il macchinario ed ho dovuto andare a riprenderlo al San Servolo di Venezia.
Ho fatto le riprese per salvaguardare la memoria del territorio e poi ho completato con interviste all’Amministratore, a suor Paolina che ha ser-vito lì dentro per 50 anni, all’ultimo Direttore ed al Direttore dell’Asl – Tessari per conoscere la destinazione di questa struttura.
Ho corredato la ricerca con materiale storico recuperato all’Archivio di Stato e all’Accademia dei Concordi. La fotografia aerea di apertura l’ho, invece, recuperata al Museo dei Grandi Fiumi da Raffaele Peretto.
A me interessava che la memoria del manicomio venisse recuperata e fosse divulgata da parte dell’Asl 18, magari in un Convegno specifico, anche perché ci sono tanti giovani dottori che non sanno cosa è stato l’Ospedale Psichiatrico. Ma non ho trovato grande sensibilità. Il mio rammarico, adesso, è vedere questa struttura abbandonata. Dopo la prospettiva di un possibile Centro Oncologico (ventilata ai primi anni del Duemila – Ndr), che è stata persa per la mancanza di peso politico di Rovigo rispetto a Padova, questa area è rimasta senza un futuro: è un peccato vedere condannata al deperimento ed al degrado una struttura che era curata come un giardino».
                     
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RIFERIMENTI
> Cronache dal manicomio di Granzette, Rovigo
Granzette, 25 novembre 2008. Cronache manicomiali, sotto forma di ap-punti di viaggio illustrati, degli in-terventi sociali nell’Ospedale Psichia-trico di Rovigo dai primi anni settanta ai primi anni novanta. Un pezzo di storia rimossa anche dai pochi documenti ufficiali proprio perché gli interventi stavano dalla parte dei vinti. Cronache: – il Centro Atomico al manicomio, primi anni settanta; – la Festa di Liberazione, I maggio 1979; – la Tribù Scaronge, anni ottanta; – Tutti i colori della festa, I maggio 1991; e altro ancora, fino al 2004. Con epiloghi vari.

                                      
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6 Risposte to “Il documentario sul “manicomio” di Granzette”

  1. Gentile Redazione,
    sono Luca Giommi, bibliotecario del Centro Documentazione Handicap di Bologna. Volevo chiedervi se potevate darmi qualche informazione utile per recuperare il film di G. Rizzo, “L’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Rovigo – Luogo di condizione umana separata”. Non riesco a trovare recapiti del regista, nè altre biblioteche che ne siano in possesso. Mi interesserebbe molto aggiungere quel doc. alla nostra sezione audiovideo. Grazie mille per l’attenzione e buon lavoro.
    Luca Giommi
    Centro Documentazione Handicap – via Legnano, 2 40132 Bologna

  2. Biancoenero said

    Gianfranco Rizzo, via Mascagni 27, 45100 ROVIGO, tel. 0425-34172

  3. CRISTINA said

    bellissimo e commovente. sono un amministrativo di una rsa.
    a volte dobbiamo apprezzare quello che abbiamo senza troppa superficialità.
    grazie Cristina.

  4. marta said

    lo sapete che io lavoro in manicomio!!!
    se volete qualche informazione io veli posso dare
    mi potete contattare se volete:cucca23@hotmail.it
    oppure:selenaangolo@hotmail.it
    arrivederci!!

  5. Volevo chiedervi se potevate darmi qualche informazione utile per recuperare il film di G. Rizzo, “L’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Rovigo – Luogo di condizione umana separata”. Grazie.
    Cordialmente, Patrizia Argento

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