S-memoria di Basaglia con l’Arci di Rovigo

maggio 15, 2010

L’Arci,  nell’atto di “celebrare” Franco Basaglia – promotore della legge a chiusura dei manicomi, lo svuota di significato e ne umilia la memoria praticando discriminazione ed emarginazione verso le uniche persone che nel territorio hanno lavorato per l’abolizione del manicomio.

Rovigo, 10 maggio 2010. L’Arci provinciale ha concluso il ciclo di tre incontri per ricordare (?) la figura di Franco Basaglia a trent’anni dalla morte.
                           
ALLUCINARCI: PROGRAMMA
Con lo scopo di far conoscere la figura dello psichiatra…
Per aprire un dibattito sugli effetti della legge 180/78…
Per sensibilizzare e togliere i pregiudizi sulla malattia mentale…
Allucinarci, in senso letterale. Tre incontri organizzati presso la sala Sichirollo dell’Archivio di Stato di Rovigo, per ricordare la figura di Franco Basaglia – a trent’anni dalla morte, con film ed “esperti”: lunedì 26 aprile, lunedì 3 maggio, lunedì 10 maggio, ore 21 ingresso libero.
Una rassegna di tre film sul manicomio (Il magnifico sette – La seconda ombra – Elling) – ma manca il recentissimo “La città dei matti” proprio sull’esperienza di Franco Basaglia, per mettere in risalto alcuni “esperti” tra cui spicca – al secondo incontro, per assoluta incapacità di recepire il messaggio basagliano, il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl 18 di Rovigo Emanuele Toniolo*, un solerte “appuntato” da “istituzione totale”, laureato in Medicina un anno dopo la morte di Basaglia.  Da segnalare, al primo incontro, il politichese Marcello Mazzo, direttore Sert Asl 18 di Rovigo, già Consigliere comunale (e coordinatore) del Pd, poi dismesso (15-1-2010) perché la politica fa “perdere tempo” (perché non era stato eletto al Consiglio di amministrazione dell’Iras, Ndr), che, anche per età (nato nel 1962), è lontano anni luce dall’epoca e dal bagliore dei sessantottini moti basagliani. In coppia, costui, con Andrea Tincani, che da quando è stato assunto “regolarmente” in Provincia con l’allora assessore Lino Callegarin – Presidente Arci, gli fa da servile cinefilo tuttologo a vita: non ha fatto il ’68 ma discerne di ’68, non ha mai visto un manicomio ma discerne di manicomio, discerne pure di omosessuali…

*Emanuele Toniolo, laureato in medicina nel 1981, specializzato in Psichiatria nel 1985. Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl 18 di Rovigo dall’anno 2000. Ed è da quell’anno che Biancoenero attende una semplice risposta  alla proposta di organizzare una manifestazione “A 20 anni dalla morte di Franco Basaglia”, così articolata: Convegno sulla Psichiatria e territorialità con la presenza di Franca Ongaro Basaglia, “La seconda ombra” – proiezione dibattito del Film di Silvano Agosti su Franco Basaglia, “Visita guidata al manicomio di Rovigo” – evocazione teatrale della Compagnia Biancoenero.

IL MEZZO È IL MESSAGGIO
Per dirla con Marshall Mc Luhan. Una delle solite iniziative Arci Provinciale, ben coadiuvate e remunerate da Amministrazioni Pubbliche, che dietro qualsiasi retorica (e per questo vuota) celebrazione hanno lo scopo di dare lustro alla figura del Presidente Arci Lino Callegarin (insegnante di chimica in pensione ed esempio vivente del secondo principio della termodinamica) che si è autoproclamato il Puškin rodigino.

I PROMOTORI E SCAGNOZZI DELL’INIZIATIVA
L’iniziativa mette in rete autentici tromboni – sfiatati, dell’orchestrina musicale del “regime” (da Minculpop) economico-partitocratico locale (dicasi criccaghenga), che usa la “cultura” per disciplinare i soldatini e per a-nestetizzare le coscienze dai problemi reali. Promotore è l’Arci Provincia-le presieduto dal gerarca Lino Callegarin, con gli scagnozzi Arci Ridada – Arcisolidarietà – Galileo Cavazzini – Il tempo ritrovato. Coadiuvato dal Comune di Rovigo – Giancarlo brustoina Moschin assessore dis-Servizi alla Persona, con il patrocinio della Provincia di Rovigo della presidente Tiziana Virgili che presentò il libro “Un altro mondo racconti dal manicomio” dolendosi proprio della chiusura dei manicomi, perchè avevano interrotto il legame fra gli operatori ed i reclusi: «Quando la Legge Basaglia decretò la chiusura degli Ospedali Psichiatrici per molti ospiti fu l’apertura dei cancelli alla libertà, ma anche l’interruzione di un legame d’affetto, quasi famigliare, che negli anni si era instaurato tra loro e gli operatori».
Vedasi > Un altro mondo – racconti dal manicomio

A casa Luigi Contegiacomo da Amministrazione Pubblica! Fra i “collabo-razionisti”, l’Archivio di Stato diretto da Luigi Contegiacomo, già segnalato per rimozione e censura di eventi storici al ministero della Cultura.
Vedasi > Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali

A casa il Csv dal volontariato locale! Si continua con il Csv – Centro Servizio Volontariato, presieduto da tal Vani Franceschi, di cui si mormora a bassa voce, nei corridoi della Cgil, che avrebbe ben alzato la voce per fare assumere la figlia, senza trasparenza e pari opportunità, presso la CGIL di Rovigo – absit iniuria verbo. D’altronde che il Csv diretto da tal Luca Dall’Ara e presieduto in ombra e poi per mandato da Lucia Cominato, sia contiguo e fisiologico al sistema partitocratico locale (dicasi “cricca” o “ghenga”), a cominciare dal primo periodo (di fondazione) con l’assessore provinciale del presidente Arci Callegarin, è risaputo ed è stato scritto in più esempi su queste pagine. 

A casa, della Curia, il Cdp! Da segnalare anche il Centro Documentazione Polesano – dicasi Centro Diocesano Parrocchiale, che è riscito ad estromettere dal Centro il “padre” fondatore Pier Antonio Castello per svilirne e tradire gli scopi, le finalità e gli ideali.

                                                           °°°
“La Legge 180 ha restituito alle persone i loro diritti. Ha abolito ogni forma di discriminazione e di segregazione.” Organizzazione Mondiale della Sanità
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“Spesso l’apertura dei manicomi, voluta dalla legge 180-1979 promossa da Franco Basaglia, non sorretta da strutture territoriali adeguate – come auspicava lui stesso, ha prodotti tanti “manicomi diffusi”. Ghetti di segregazione per chi non è omologato o conformato al sistema partitocratico dominante”.
Roberto Costa, direttore di Biancoenero

L’ARCI EMARGINA LA MEMORIA BASAGLIANA DEL TERRITORIO
Il manicomio diffuso creato dall’Arci-ghenga e dai con-sociati
“Allucinarci”, iniziativa, che vorrebbe ricordare gli ideali di Franco Basaglia, discrimina ed emargina – rinchiudendole in ghetti e privandole di parola che è memoria – proprio le persone ed i gruppi che nel territorio polesano si sono attivati ed hanno lottato per la chiusura e l’abolizione dei manicomio: in linea ed in sintonia col progetto di Basaglia e dei suoi collaboratori. A partire dai primi anni Settanta: Centro Atomico Ca’ Matte – detti i mimi, il Gruppo intervento di Granzette, gli Psichiatri Piergiorgio Prudenziato ed Eutichiano Ferraccioli, gli Operatori Giancarlo Saccardin e Maria Cristina Costa che nel 1976 istituirono una sezione proprio di Psichiatria Democratica, persone del quartiere e paese, la Tribù Scaronge…

RIFERIMENTI: per non dimenticare
> Cronache dal manicomio di Granzette, Rovigo
Granzette, 25 novembre 2008. Cronache manicomiali, sotto forma di appunti di viaggio illustrati, degli in-terventi sociali nell’Ospedale Psichiatrico di Rovigo dai primi anni settanta ai primi anni novanta. Un pezzo di storia rimossa anche dai pochi documenti ufficiali proprio perché gli interventi stavano dalla parte dei vinti. Cronache: – il Centro Atomico al manicomio, primi anni settanta; – la Festa di Liberazione, I maggio 1979; – la Tribù Scaronge, anni ottanta; –Tutti i colori della festa, I maggio 1991; e altro ancora, fino al 2004. Con epiloghi vari.
IMMAGINI: Franco Basaglia dal sito di PD, il volantino Arci, la “madonnina delle nebbie” ed altre immagini dal “manicomio” abbandonato di Granzette – Rovigo.
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                                > Il sito di Psichiatria Democratica

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3 Risposte to “S-memoria di Basaglia con l’Arci di Rovigo”

  1. la Redazione said

    Le minacce di Vani Franceschi – Gerarca
    17 maggio, ore 18,30. Telefona Vani Franceschi: “Vigliacco, se non levi l’articolo vengo a casa tua con i Carabinieri!”

  2. julie bego said

    Non conosco il dr. Toniolo e quindi non posso commentare quanto descritto nell’articolo. Ma per quanto attiene invece al dr. Mazzo, ritengo sia un medico che ha sempre lavorato per e con i suoi pazienti, cercando, a fronte delle problematiche che portavano alla sua attenzione, di valorizzarne le capacità e le attitudini personali. E poco importa se, per motivi squisitamente anagrafici, si è trovato a vivere in un momento storico diverso da quello in cui si è trovato ad operare il dr. Basaglia. L’impostazione mentale e i risultati sono ciò che conta. Se c’è un medico che non ha mai considerato le persone come dei semplici numeri e che ha abbattuto la distanza col paziente, è proprio il dr. Mazzo. Se c’è un medico che ha cercato di integrare in società i propri pazienti, aiutandoli a ritrovare le proprie energie, per riproporsi in una vita serena, è proprio il dr. Mazzo. Dunque, secondo me, ben vengano le cariche pubbliche per persone di questo tipo che hanno voglia di mettersi in discussione e che hanno le capacità per dare qualcosa al proprio paese.

  3. massimo scocco said

    avendo una persona in una struttura, vorrei scambiare due parole.

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