3 maggio: quale libertà di stampa a Rovigo?

maggio 3, 2010

Nella giornata mondiale della libertà di stampa, occorre ricordare che l’Italia è paese “parzialmente libero”,  e per il secondo anno consecutivo, nella classifica mondiale della “libertà di stampa (al 72° posto – al pari del Benin). A Rovigo questa retrocessione si deve in primis ai tre capo-cronisti dei quotidiani locali, Donato Sinigaglia – Carlo Cavriani – Andrea Panozzo, seguiti a latere da pennivendoli come Franco Pavan – Nicola Chiarini – Daniela Muraca… Con resoconto della manifestazione per la “libertà di stampa”, del 7 maggio, con Santo Della Volpe.

                                   
Nell’immagine è visualizzato il comportamento dei giornalisti di Rovigo, che si comportano da ammaestrati amplificatori (e porta-voce) del padrone ma orbi – sordi – ciechi di fronte ai Diritti Umani ed alla Giustizia sociale, che andrebbero, invece, coniugati con la libertà d’informazione. 
.

IL PRIMO MAGGIO QUALUNQUISTA
Un esempio recente di questa genuflessione giornalistica ai “poteri forti” ed ecclesiastici, è dato dalla mancata notizia (salvo un “refuso” su “La voce di Rovigo” ad opera di un giornalista organizzatore della manifestazione), sui tre quotidiani di Rovigo della festa del “Primo maggio” a Stienta. Nonostante fosse promossa da una vasta rete di partiti, sindacati ed associazioni di volontariato e culturali di sinistra: dal Pd alla Federazione della Sinistra, dalla Cgil ai Cobas, da Emergency a Biancoenero…
Ma d’altronde, il Primo maggio da giornata di rivendicazione e di lotta promossa nel 1889 dalla Seconda Internazionale, è stato ridotto a giornata di preghiera coi cortei vescovili in diverse città d’Italia. Ormai il lavoro non è più in diritto sancito e profondamente radicato nella Costituzione (art. 1 e 4) ma una preghiera da messa vespertina da rivolgere, profondamente genuflessi – su invito dei preti e vescovi, ai padroni.
>
Primo Maggio dei Lavoratori a Stienta
.
GIORNATA MONDIALE DELLA LIBERTÀ DI STAMPA
3 maggio. Nella giornata mondiale per la libertà di stampa, proclamata dall’Onu nel 1991, occorre soffermarsi sulla classifica stilata il 29 aprile da Freedom House, per l’anno 2010 sulla libertà di stampa in 196 paesi del mondo. Il rapporto di Freedom House, organizzazione indipendente per la difesa della libertà e democrazia, vede l’Italia al 72° posto per libertà di stampa – alla pari con il Benin, Hong Kong e India.
Il rapporto sottolinea per il secondo anno consecutivo la posizione dell’Italia a Paese in cui la stampa non è libera – “free”, ma parzialmente libera – “partly free”. E questa retrocessione la si deve alla criminalità organizzata, alla compagine mediatica presieduta da Silvio Berlusconi ed all’atteggiamento servile di gran parte dei cosiddetti professionisti, una sorta di sindrome da “sicofante” diffusa come un virus nella categoria dei giornalisti. A Rovigo, in mancanza di appariscente criminalità organizzata ed interessi berlusconiani, la violazione della libertà di stampa, diritto – dovere di in-formare, è esercitata pienamente dagli stessi giornalisti: Cavriani – Panozzo – Sinigaglia, capocronisti dei tre quotidiani di Rovigo, seguiti a penna libera da enbedded come Muraca – Pavan – Chiarini. D’altronde è storica l’affermazione perentoria di Luca Gigli ad una manifestazione a Pezzoli, di qualche anno fa: «Travaglio è l’unico giornalista che scrive la verità!». Dal che si deduce che tutti i giornalisti, escluso Marco Travaglio – ma compreso Gigli, scrivono menzogne.

                  
La mappa dei 196 paesi del mondo, secondo la libertà, o meno, di stampa

DAL RAPPORTO
L’Italia al 72° posto, dopo Tonga e Sud Africa che, al 70°, aprono la lista dei paesi “partly free” – parzialmente liberi di stampa.
> La graduatoria di Freedom House 2010
Freedom House classifica l’Italia un paese “di serie B”, dove la libertà di stampa è limitata, nonostante l’esistenza dell’articolo 21 della Costituzione, che recita espressamente: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Senza dimenticare che: “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.                                                    Libertà di stampa a livello europeo
.
IL VUOTO SULLA LIBERTA’ DI STAMPA A ROVIGO
A Rovigo dove la libertà di stampa è un’Utopia
Rovigo, 7 maggio. Alle ore 21, presso la sala gran Guardia, conferenza-dibattito “Libertà di stampa”, con Santo Della Volpe, tra i fondatori di Art. 21. L’iniziativa è patrocinata dall’assessore ai Diritti Umani e Immigrazione del comune di Rovigo – Giovanna Pineda, dal sedicente presidente della Consulta Pace (che non c’è) Roberto Tommasi, e organizzata dalla parrocchia di San Francesco e Giustina
, in collaborazione anche con Fondazione Banca del Monte di Rovigo e con il sostegno di RovigoBanca.
Interessante la relazione di Santo Della Volpe sulla libertà di stampa, rivolta ad una platea di poche persone.
Assenti all’iniziativa tutti i giornalisti di Rovigo – perché la vicenda sembra non riguardarli, escluso un cronista sportivo – Andriolli, del Resto del Carlino ed un cronista di “La piazza”, mensile commerciale.
Assenti anche i difensori, a parole, dell’Art. 21 come Nicola Chiarini, che al gazebo del “popolo viola”, in piazza Vittorio lo scorso 31 gennaio, aveva letto ispirato l’Art. 21 della Costituzione e Francesco Casoni, relatore proprio sulla “libertà di stampa”, domenica scorsa – 2 maggio, alla fine della “biciclettata per la pace” Pezzoli – Rovigo.

VUOTO DI STAMPA – Naturalmente, nei giorni successivi, non si trova alcuna cronaca dell’avvenimento, sui tre quotidiani locali di regime. L’unico commento verrà pubblicato su “La piazza di Rovigo” a fine maggio. 

“Libertà di stampa: chi l’ha vista?”
“A volte l’ho vista, a volte no”, ha risposto Santo della Volpe giornalista Rai e fondatore dell’associazione “Articolo 21”. In passato i reporter erano intoccabili anche nei contesti di guerra, come la Croce Rossa. La svolta è avvenuta in occasione della prima Guerra del Golfo nel 1991, quando i giornalisti sono diventati parte in causa del conflitto: “Allora si è compreso che il messaggio televisivo è capace di suscitare sdegno e di modificare le posizioni dei governi ed è determinante per l’esito della guerra”. Anche in assenza di editori puri, il giornalista ha una responsabilità sociale, che può gestire con una certa libertà: “E’ importante distinguere il fatto dall’opinione e usare in modo corretto le parole”. Il pericolo attuale si chiama precariato: un giornalista senza contratto è più facilmente ricattabile. Mattia De Poli (da “La Piazza di Rovigo”)
                             I relatori: Moreno Ghisellini – Santo della Volpe – Roberto Tommasi

IL CONTESTO DELL’INIZIATIVA
L’ipocrisia come madre di tutte le battaglie
A Rovigo si può discutere e celebrare di tutto (compresa la Resistenza) basta non spostare di una virgola l’assetto partitocratico-clientelare che governa il territorio. Così alla gran Guardia si consuma un’altra serata da “sepolcri imbiancati” per restare in ambito religioso.
L’iniziativa infatti è patrocinata dall’assessore Giovanna Pineda che dirime i Diritti Umani e l’Immigrazione con metodo omeopatico (similia similibus curantur): violandoli lei stessa per prima. Ce ne siamo già occupati ampiamente su queste pagine, basti ricordare la segnalazione-esposto alla Procura della Repubblica per “sottrazione” di 200 euro all’Opera Nomadi per una manifestazione sul “Porrajmos” – lo sterminio degli “zingari”, l’assunzione dell’amica Bridget Yorgure Bolzoni a 20 mila euro l’anno e senza concorso, il “bonus” di 400 euro agli immigrati per espellerli da Rovigo con cancellazione immediata dall’ufficio Anagrafe…
Per per quanto riguarda le Banche, sostenitrici dell’iniziativa, occorre ricordare che è proprio di oggi la notizia che le Banche hanno rifiutato il prestito alla Bassano Grimeca, col rischio di perdita di lavoro degli 830 dipendenti. Inoltre sul sostegno di Rovigobanca va ricordato che 11 Consiglieri di amministrazione – compreso Presidente e vice-presidenti, sono stati condannati ad una sanzione di 4500 euro per attività irregolari nelle loro funzioni. > Dirigenti di Rovigobanca premiati per irregolarità 

IN EDICOLA A ROVIGO CONTRO L’ART.21 – SUPPLEMENTO GRATUITO
> L’in-formazione negata dai quotidiani di Rovigo
Biancoenero Punctum, 3 ottobre 2009
Manifestazione per la libertà di stampa, in adesione a quella nazionale promossa a Roma dalla Federazione Nazionale Stampa. Nell’occasione Roberto Costa, direttore di Biancoenero, periodico polesano di immigrati e minoranze -1993, presenta un dettagliato dossier sulle violazioni dell’art. 21, diritto di in-formazione, perpetrate dai tre quotidiani di Rovigo.

> Quotidiani di Rovigo contro l’art. 21
Biancoenero Punctum, 10 settembre 2009
In morte di Donato Sinigaglia, Carlo Cavriani e Andrea Panozzo, capicro-nisti dei quotidiani di Rovigo, “killer dell’informazione”, periti miseramente nell’esercizio della violazione reiterata e decennale dell’articolo 21, diritto e libertà di informazione. Parafrasando Leonarso Sciascia, ci sono giornalisti, ominicchi e quaraqquaquà, i suddetti non sembrano giornalisti.

> Tre quotidiani “unificati” di Rovigo
Biancoenero Punctum, 13 ottobre 2009
Rassegna stampa dei tre quotidiani, per uno, rodigini. La quotidiana ba-nalità delle notizie nei quotidiani di Rovigo a matrice unica, “Il Resto de la Voce de Il gazzettino”, richiama alla mente – chissà perché? – i “Minima Moralia: meditazioni sulla vita offesa”, un saggio di Theodor Adorno, della scuola di Francoforte.
                                     

“PENNE A SFERA” CITTADINE
> Franco Pavan, scribacchino del Gazzettino
Rovigo, 15 dicembre 2009. Un “coccodrillo” a ricordo di Franco Pavan, affinché, tanto insipido e nullo e ta(p)pino, lasci traccia nella storia. Uno scribacchino nato per “Il gazzettino”: detto, per faccia e per la parlantina, Pavan “codice gallina”. Si descrive qui dell’arroganza petulante e priapica del Pavan Franco che diffama Biancoenero, e viene segnalato all’Ordine dei Giornalisti del Veneto, ma quando gli si ricorda “Impara a leggere prima di scrivere” minaccia “Io ti denuncio. Te la faccio pagare”.

Nicola Chiarini a difesa dell’Art.21, gulp?
Vedasi specifiche in “L’in-formazione negata dai quotidiani di Rovigo”
Rovigo, 30 gennaio 2010
. Alle ore 12, in piazza Vittorio Emanuele, al gazebo del “popolo viola” a difesa della Costituzione, il giornalista Nicola Chiarini legge un intervento a difesa dell’art. 21. E sembra una barzelletta di cattivo gusto: prima viola l’Art.21, poi lo difende. Nicola Chiarini che ha già “rubato” una foto da Biancoenero sulla bandiera di Forza Nuova a Rovigo… Nicola Chiarini addetto stampa del Delta blues da cui la Redazione Biancoenero (testata giornalistica registrata al tribunale di Rovigo nell’anno 1993), attende ancora notizia (dal 9 luglio 2009) dei contributi pubblici a tale manifestazione dopo 5 richieste ufficiali (di cui l’ultima anche all’ordine dei Giornalisti).

> Daniela Muraca rettificata a norma di legge
Rovigo, 17 marzo 2010. All’Ordine dei Giornalisti si chiede “rettifica a norma di legge” verso articolo fuorviante e non veritiero di Daniela Muraca (la topolona) del Carlino che non perde il pelo e neanche il vizio. Con la direzione del capocornista (formaggista) Carlo Cavriani.

IMMAGINI: da Articolo 21 – quotidiano online per la libertà di espressione, da “il manifesto”, dal sito di Freedom House, Redazione Biancoenero e l’edicola: dalle edizioni Daim press – poi Bonelli editore.
.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: