Pasticcio costituzionale alla “napoletana”

marzo 8, 2010

Roma, 6 marzo. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha fir-mato ieri notte il decreto interpretativo varato dal Consiglio dei Ministri che reintegra le liste del Pdl escluse per irregolarità dalla campagna elettorale nel Lazio e in Lombardia. Un’altra firma anti-costituzionale, dopo il “lodo” Alfano, le norme razziali anti-immigrati e lo scudo fiscale. Rassegna stampa illustrata.

IL PRESIDENTE (DEL PDL)
Roma, 6 marzo. Non era possibile lasciare fuori dalle elezioni la più gran-de regione italiana e i rappresentanti del maggiore partito italiano: in sostanza in gioco c’era una questione di democrazia. Questo il pensiero di fondo della risposta che il presidente della Repubblica Giorgio Napoli-tano ha dato, sul sito del Quirinale, a due cittadini che gli anno scritto (con mail) sulla questione del ‘pasticcio’ delle elezioni e sul decreto salva-liste.

                      

LA NOTIZIA
Il Quirinale ha firmato il ‘decreto salvaliste’ per le regionali
Roma, 5 marzo – Il Quirinale ha firmato il decreto interpretativo varato stasera dal Consiglio dei ministri per superare il caos delle liste in Lazio e Lombardia. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ema-nato il decreto legge una volta verificato che il testo – si spiega al Qui-rinale – approvato dal governo corrisponde alle caratteristiche di un provvedimento interpretativo della normativa vigente. Il provvedimento d’urgenza è stato adottato dall’esecutivo per sanare la situazione che si è venuta a creare sulle liste del centrodestra a Roma e in Lombardia non ammesse. In una breve dichiarazione alla stampa, il ministro dell’Inter-no, Roberto Maroni, stasera aveva affermato che si tratta di una “inter-pretazione autentica di alcune disposizioni del procedimento elettorale”, mentre non rappresenta “nessuna modifica alla legge elettorale”. Mira invece a fornire uno “strumento interpretativo” ai Tar che dovranno valutare i ricorsi contro l’esclusione della lista del Pdl nella provincia di Roma, e della lista Formigoni in tutta la Lombardia.
                              
RASSEGNA-STAMPA

Travaglio: Furto con scasso nella notte
Di Marco Travaglio – 6 marzo, MicroMega
Come i ladri professionisti, che agiscono nottetempo con passo felpato, il Pdl (Partito dei Ladri) ha svaligiato ieri notte un altro pezzo di legalità e di democrazia. Il decreto che fornisce la cosiddetta “interpretazione au-tentica” delle leggi elettorali stravolgendole ex post a immagine e somi-glianza delle illegalità commesse presentando la lista del presidente Formigoni in Lombardia e quella del Pdl nel Lazio, è un obbrobrio giu-ridico, l’ultimo sputo sulla Costituzione.
La consueta firma di Ponzio Napolitano è anche peggio di quelle apposte su altre leggi vergogna come il Lodo Alfano, le norme razziali anti-immi-grati e lo scudo fiscale. Stavolta cambiano in corsa le regole della partita elettorale per riammettere in campo chi ne era stato espulso per eviden-ti illegalità. Cioè per consentire di vincere a chi, secondo la legge, non dovrebbe proprio giocare. Il tutto in barba ai diritti di coloro che hanno rispettato le regole, raccolto firme autentiche, presentato le liste in tem-po utile. Senza contare la legge (nr. 400/1988) che vieta espressamen-te i decreti in materia elettorale.
Personalmente era da un pezzo che non mi sentivo più rappresentato da Giorgio Napolitano e nutrivo sempre maggiore nostalgia per i veri garanti della Costituzione come Einaudi, Pertini, Scalfaro e persino Ciam-pi. Da ieri – a giudicare dai centralini intasati del Quirinale – ho l’impres-sione di essere in ottima compagnia.
Per 50 anni Napolitano è stato accompagnato dal nomignolo di “figlio del Re” per la sua straordinaria somiglianza con Umberto II di Savoia. Ma era il re sbagliato: Napolitano è il degno erede di Vittorio Emanuele III, il sovrano che nel 1922 non mosse un dito contro la marcia su Roma e nel 1943 fuggì a Brindisi. Anche lui, nella notte.
                                

Perché il decreto è incostituzionale
Di Massimo Villone – il manifesto, 7 marzo.
Alla fine, il misfatto si compie. Il governo con decreto-legge modifica le regole in corsa, e stravolge la competizione elettorale a vantaggio della propria parte. Questo infatti è accaduto. È del tutto inconsistente lo schermo di una norma che si autodefinisce interpretativa. Anzitutto, a nulla vale argomentare che la decisione è lasciata ai giudici. Il problema non è chi deciderà applicando la norma, ma quale norma si dovrà appli-care. Perché la norma sia davvero interpretativa, bisogna supporre che in una medesima disposizione preesistente in realtà convivano più po-tenzialità normative… Anzitutto, in materia costituzionale ed elettorale il decreto-legge è precluso. Lo stabilisce l’art. 72, comma 4, della Co-stituzione…
                              

Tabucchi: “Napolitano garante di Berlusconi, non della Costituzione”
Decreto salva-liste, tutte le colpe del Presidente
Di Antonio Tabucchi – MicroMega, 7 marzo.
Un intervento audio di 15 minuti di Antonio Tabucchi a commento del decreto salva-liste approvato dal governo e controfirmato dal Presidente della Repubblica: “Un’altra legge vergogna. Ritengo responsabile in prima persona Giorgio Napolitano. Per gli esegeti del regime non poteva non firmare. Invece poteva, bastava che volesse. Le leggi razziali nel ’38 non le firmò Mussolini, ma Vittorio Emanuele III. Nelle vere democrazie l’operato del Presidente della Repubblica è sottoposto alle giuste critiche dell’opinione pubblica, ma in Italia non si può, è lesa maestà. Napolitano, questa volta in maniera flagrante, ha rotto i patti con gli italiani. Oggi, con questa legge illegale e totalitaria, quando ci dice che, fra le regole della legge e il dover impedire ai cittadini di votare una lista, lui sceglie di rompere le regole perché sono una forma, ebbene io rispondo che tutte le leggi che abbiamo sono una forma, anche la Costituzione è una forma perche è fatta di regole. E se si rompono le regole della Costituzione si rompe la Costituzione. In questo momento storico Napolitano non è ga-rante della mia Costituzione, mi pare si sia fatto garante di Berlusconi. Se Napolitano non capisce che deve prima di tutto difendere la Costitu-zione con le sue forme, nessuno lo obbliga a stare al Quirinale: è un dovere e questo dovere richiede molta, molta attenzione, perché ormai in Italia la Costituzione è stata divorata”.
                                  

La firma di Sarajevo
Di Marco Travaglio, 8 marzo – Voglio scendere.it
Buongiorno, oggi mi sembra inevitabile parlare del Decreto Salvaliste, come lo chiamano, è la solita truffa per dare un nome sbagliato a una cosa vergognosa e cercare di renderla meno vergognosa questo non è un Decreto Salvaliste, questo è un decreto, tanto per cambiare, Salva Berlusconi, perché salva solo la lista del Pdl nel Lazio e quella di Formi-goni in Lombardia…
                       

Questione d’interpretazione
Avete mica un passaporto francese da prestarmi?
Dal sito di Alessandro Robecchi – 7 marzo
Prima di applicare il settimo comandamento, leggete bene il decreto interpretativo. Serve un decreto interpretativo per gli appalti in Abruzzo, per le belle scopate di palazzo Grazioli, per lo schiavismo a Rosarno, per i senatori del PdL eletti dalla ‘ndrangheta. Per il coro di Ratisbona e per i gay a tassametro del Vaticano. Per Maroni che dice “è stata data una interpretazione autentica della legge”, urge un decreto interpretativo che lo faccia sembrare una persona seria. Il decreto interpretativo che rende regolari i fuorigioco del Milan dovrà essere rapidissimo, mica si può restare allo stadio al freddo due giorni ad aspettare il Tar. Con un buon decreto interpretativo la bella Noemi avrebbe avuto 18 anni già a sedici e mezzo…
                                                   
 

IMMAGINI: esclusa la vignetta di Vauro – da il manifesto, le immagini sono tratte da MAMMA, rivista di satira politica. 
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