Corso teatrale “Miniteatri” per massimi contributi

gennaio 24, 2010

Rovigo, 24 gennaio. Parte bene il corso di teatro della Fondazione Rovigo Cultura. Un progetto per il benessere dei pensionati (Gabbis Ferrari e Sergio Garbato) che in Polesine sono ormai un terzo della popolazione. Un corso gestito dalla compagnia “Minimiteatri”, per un massimo di fi-nanziamenti pubblici.

IL CORSO DEI MINIMITEATRI
E’ partito il 7 gennaio, con grande partecipazione, il corso teorico e pra-tico di teatro organizzato dalla compagnia Minimiteatri, un progetto da 10 mila euro della Fondazione Cultura del comune di Rovigo. Il numero previsto di 20 iscritti è stato abbondantemente superato così sono stati aggiunti anche 8 uditori ed una lista d’attesa per eventuali defezioni. Si tratta di un nuovo corso di teatro (più tradizionale) che si aggiunge a quello abituale del Lemming (più moderno e sperimentale) contribuito anch’esso dal comune di Rovigo, assessorato Cultura.
                                                

Minimiteatri, presidente Letizia Piva, direttore artistico Gabbris Ferrari, con sede presso il Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, «nasce dall’incontro di personalità artistiche provenienti da diversi ambienti: Conservatorio, Teatro, Università, Accademia dell’arte e porta sulla scena ciò che nella vita è “minimo”: una stanza, oggetti quotidiani, abitudini, rapporti uma-ni; ma anche il “minimo” in senso più ampio, le fondamenta dell’esisten-za che risiedono tanto nella quotidianità tangibile quanto in quella dei valori essenziali».

Il Sindaco ed il Direttore artistico presentano il corso
Rovigo, 12 gennaio. In un incontro con la stampa il Sindaco di Rovigo Fausto Merchiori ha presentato il corso di teatro promosso della Fonda-zione Cultura del Comune ed affidato alla gestione della compagnia Minimiteatri. Il laboratorio, partito il 7 gennaio scorso presso il Museo dei grandi fiumi, è suddiviso in 4 corsi, 3 pratici con regia (di Gabbris Ferrari), movimenti corpo e viso (di Thierry Parmentier) e dizione (di Letizia Piva), mentre uno è dedicato all’analisi dello spettacolo teatrale (di Sergio Garbato). A questi si aggiunge la partecipazione di Luigi Marangoni che propone l’indagine sulla parola e la poesia. Piena adesione al corso, con 20 iscritti e 8 uditori, che costa 50 euro per 80 ore di lezione.
«Attraverso questo laboratorio – ha detto il sindaco Fausto Merchiori -, si intende valorizzare aspetti della nostra identità di territorio, pensando di far emergere i talenti più significativi. Mi preme sottolineare come que-sto progetto sia realizzato all’interno delle iniziative promosse dalla Fon-dazione cultura». Il direttore artistico di Minimiteatri Gabbris Ferrari ha spiegato che «attraverso la Fondazione cultura, l’ente locale manda avanti questo progetto che ha trovato subito una forte e immediata risposta, sia per l’adesione degli allievi che per la valenza dei docenti.
E’ la prima volta – ha aggiunto Ferrari -, che l’ente pubblico sostiene una iniziativa di questo genere, volta a creare un tessuto teatrale di base che consenta in futuro di avviare professionalità. La volontà è di avere a Rovigo un gruppo teatrale di formazione veneta che abbia interesse nella riscoperta di questa drammaturgia abbastanza dimenticata».
                                                   
La Fondazione cultura del comune di Rovigo e della Regione Veneto
A colloquio col dirigente Cultura del comune di Rovigo
Rovigo, 19 gennaio. Andrea Pirani è il dirigente settore Cultura del comu-ne di Rovigo. Egli spiega che la Fondazione Rovigo Cultura è stata defi-nita giuridicamente l’anno scorso. Soci fondatori sono il comune di Rovigo e la Regione Veneto. Per statuto presidente è il Sindaco (che delega l’assessore alla Cultura) mentre il vice-presidente, proposto dalla Regione, è Marco di Lello dell’Accademia Veneta dello Spettacolo.
La Regione contribuisce con un fondo annuale di 100 mila euro ed il Co-mune mette la struttura operativa, amministrativa-contabile e la sede (presso il Monastero degli Olivetani). La scuola di teatro è uno dei pro-getti della Fondazione che contribuisce con una quota di 10 mila euro.
                                                   
Miniteatri per Banca e Amministrazioni pubbliche
L’ABATE DEGLI ILLUSI: sulle strade di Eugenio Ferdinando Palmieri
Domenica 22 novembre 2009, ore 21, Teatro Ballarin, Lendinara.
Progetto promosso da Fondazione Banca del Monte di Rovigo e Regione del Veneto. In collaborazione con Provincia di Rovigo, Comune di Rovigo e Comune di Lendinara.

Minimiteatri anche per il Teatro Sociale
Uno spettacolo in omaggio a 3000 euro
Il comune di Rovigo, delibera 2009/156 del 9 ottobre, approva l’ipotesi artistica e finanziaria della Stagione di Prosa anno 2009/10 in cui è inse-rita «la proposta dell’Ass.ne Minimiteatri di effettuare uno spettacolo in omaggio agli abbonati della prosa dal titolo “La luna è un corpo diafano” a fronte di un contributo di € 3.000,00». Un “omaggio” (da 3000 eu-ro) agli abbonati previsto per il 14 maggio 2010.
                                                   
UN ALTRO CORSO DI TEATRO, DEL LEMMING
Tra marzo e maggio 2010 a Rovigo si tiene un altro corso di teatro, stavolta organizzato dal teatro del Lemming. Esso è finanziato per 4000 euro da Comune, Provincia e Fondazione cultura. Il Laboratorio è aperto ad un massimo di 20 iscritti e prevede due incontri settimanali di tre ore ciascuno tra marzo e maggio 2010. La durata di ogni singolo incontro sarà di tre ore giornaliere: dalle 19.00 alle 22.00. Il costo dell’intero Laboratorio è contenuto ad una tassa di iscrizione di euro 50,00, per consentire la più larga partecipazione possibile.
[Ma c’è pure il Mosaico che fa corso di teatro nel periodo gennaio-maggio ed a febbraio, sempre a Rovigo, parte anche quello a due moduli, di teatro e di dizione, promosso da Raffaella Brancaglion].
                                                   

3 DOMANDE CON BIS SUL CORSO DI TEATRO
1 – I pensionati del Polesine rappresentano 1/3 degli abitanti: 79.279 su un totale di 246 mila e più della metà sono al di sotto della soglia di po-vertà. A Rovigo, città “più vecchia” del Veneto, coloro sono ben 19 mila. Perché l’Amministrazione pubblica promuove attività per due pensionati di lusso quali Gabbis Ferrari e Sergio Gabbato (l’uno con la retribuzione da docente all’Accademia, l’altro con quella da insegnante) trascurando tutti gli altri, tanti dei quali non riescono ad arrivare a fine mese?
2 – Una sola nota di competenzialità sui conduttori del corso: proprio Thierry Parmentier, con l’espressione fissa alla Nicolas Cage, conduce un corso di mimica facciale?
3 – Grazie ai contributi del Comune, il costo della partecipazione al corso è notevolmente ridotto – di 50 euro per ben 80 ore di lezione, rispetto a quelli privati del territorio che costano una media di 40 euro per 10 ore di lezione. Perché il Comune finanzia ben due corsi di teatro (Miniteatri e Lemming), ed il Sindaco spiega che la Fondazione cultura nasce «pensando di far emergere i talenti più significativi», e non anche quelli di Yoga, Reiki, Feldenkrais, ballo latino, di Educazione all’ambiente ed altro ancora, che pure sono importanti laboratori culturali?
3 bis – Forse perché questi ultimi non aprono le porte della percezione e della consapevolezza (per dirla alla Allen Ginsberg) come quelli dei Mini-teatri o del Lemming? Ma sarà poi vero che i laboratori teatrali dei “Minimi” e dei “Topoloni” schiudono l’area della consapevolezza?
“Open your box” alla Yoko Ono o “Open my portfolio” alla polesana?
                                                    
                                                          ***
SCHEDA GABBIS FERRARI (classe 1936) [> Il mese di Gabbis Ferrari]
In Commenda lo chiamavano il fratello più furbo di Oscar Ferrari. Docente all’Accademia Belle Arti di Venezia e poi a quella di Urbino. Inizia la car-riera politica come consulente culturale, assieme al socio di merendine Sergio Gabbato, dell’estate teatrale in Provincia promossa dal Presiden-te della Provincia Giorgio Nonnato (socialista, poi condannato per “tan-gentopoli”). Segnalato, nell’occasione, da una bacheca del Collettivo Immagine a misura della celebre poesia di Ferdinando Palmieri: «Quando a Rovigo mezzogiorno sona, Gabbis e Gabbato se dà del mona, “Stè boni fioi” da sotto el campanon, ghe urla Nonnato col scagaròn…».
Negli anni ’90 (1994-2000) diventa assessore cultura comune di Rovigo, giunta Baratella – centro-sinistra, e si distingue come Assessore delle sue “opere”: faceva le regie delle scritture teatrali del “compagno” Sparapan proprio al Teatro Sociale di cui era assessore (“I pisani”, di Gianni Sparapan Teatro Sociale di Rovigo 1995, e “Matteotti ad memo-riam”, sempre di Sparapan e regia di Gabbis Ferrari, Teatro Sociale di Rovigo 1998). Come Assessore Cultura finanziava a centinaia di milioni anche le attività dell’associazione Turismo e Cultura che, inaugurava l’Ac-cademia Musica e Teatro mettendo in scena il “Siddharta” con regia dello stesso Gabbis Ferrari ed interprete Luigi Marangoni, figlio del presiden-te Turismo e Cultura. E’ di questo periodo assessoriale il secondo nomi-gnolo (il terzo, in verità dopo “il fratello più furbo” e “Pinotto” nell’accop-piata col “Gianni” Gabbato) di “Lo schizzato della Commenda ovest” per l’ossessione a fare lo schizzo – il logo, di tutti i gruppi finanziati dal suo assessorato: il Lemming, il teatro Sociale, l’Ente Rovigo festival…
                                                           ***
                                                      
                                                La kultura a Rovigo
Disegno da sequenza per zootropio. Cliccare sopra per vedere l’animazione.
Lo zootropio, strumento girevole che dà l’illusione del movimento, fu inventato nel 1832 da William George Horner ed è il precursore della macchina da proie-zione. Il movimento non esiste è una illusione ottica basata su un difetto del nervo ottico a “leggere” immagini singole, leggermente sfalsate l’una dall’altra, proiettate in rapida successione: l’occhio le fonde arbitrariamente e le differen-ze, tra l’una e la seguente, vengono percepite come movimento.
Anche la Cultura a Rovigo è una illusione ottica, un trompe l’œil da pittori. E’ un semplice passatempo, per pensionati o no, un falso movimento generato da una sequela di statuarie fissità (uno dietro l’altro nel trenino del ciappa-ti-ca-ciappo-mi), creato ad “arte” per dimenticare, o celare, le avversità sociali basate sul-l’ingiustizia. Come all’epoca dell’impero romano: “Panem et circenses”.
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