il resto della voce del gazzettino
3 ottobre. Conferenza – dibattito, da Rovigo city, provincia del Benin, per quanto riguarda il dovere di informare, in adesione alla manifestazione nazionale per la libertà di stampa. Che va coniugata col diritto di in-for-mazione. Che, a Rovigo, dagli arresti domiciliari è passato al confino. Dossier sull’informazione negata a Rovigo.


                 GIALLO A ROVIGO CITY: SCOMPARSO ART. 21
Rovigo, 3 ottobre, ore 21 presso il Csv, viale Trieste 23
“Quotidiane violazioni del diritto di in-formazione sui giornali di Rovigo”. Inchiesta presentata da Roberto Costa, direttore di Biancoenero, periodico polesano di immigrati e minoranze – reg. Trib. Rovigo 1993.
Ogni riferimento al rapporto annuale di Freedom House, organizzazione indipendente per la difesa della libertà e democrazia, che vede l’Italia al 71° posto per libertà di stampa – alla pari con il Benin, è puramente vo-luto. Tra le cause della “caduta” dell’Italia, il ritorno al governo di Silvio Berlusconi. Il rapporto, presentato il 1° maggio a Washington, sottolinea addirittura la retrocessione dell’Italia a Paese in cui la stampa non è libera – “free”, ma parzialmente libera – “partly free”. Ne è una prova la notizia di questa conferenza pubblica sui quotidiani di Rovigo.
                                                    Comitato 3 ottobre – per l’art. 21, Rovigo
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La manifestazione
GIALLO A ROVIGO – SCOMPARSO L’ARTICOLO 21

Manifestazione rodigina per la libertà di stampa
Rovigo, 3 ottobre, ore 21 presso il Csv. Serata di informazione in adesione alla Manifestazione Civica per la libertà di stampa, che si tiene a Roma: «Informazione NO al guinzaglio, diritto di sapere, dovere di informare». Una mobilitazione di protesta nazionale che è stata definita “una farsa”, dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a “Porta a Porta”: “La manifestazione sulla libertà di stampa? E’ una farsa”.
Dell’iniziativa locale non si trova notizia, naturalmente, su “Il Resto de la Voce del Gazzettino”, quotidiano unico, e univoco di Rovigo. Nella serata, Roberto Costa, direttore di Biancoenero -1993, presenta una do-cumentata inchiesta sulle violazioni del diritto di informazione a Rovigo, corredate da una serie di segnalazioni all’Ordine dei Giornalisti pertinente, del Veneto e dell’Emilia Romagna.
                 il resto della voce del gazzettino
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DOVERE DI INFORMARE – DIRITTO DI SAPERE
“Dovere di informare – Diritto di sapere” è lo slogan scritto sul palco di Piazza del Popolo a Roma dove oggi si è tenuta la manifestazione per la libertà di stampa a cui hanno partecipato almeno 300 mila cosiddetti “farabutti”. Definizione coniata da Silvio Berlusconi in una intervista a Sky tg4 del 30 settembre: “Siamo circondati da farabutti, in tivù, stampa e politica”.
Una manifestazione a cui non hanno aderito i tre caporioni dell’informazione rodigina: Donato Sinigaglia e Carlo Cavriani, capi-cronisti delle redazioni locali de “Il gazzettino” e “il Resto del Carlino” e Andrea Panozzo, direttore de “la Voce di Rovigo”. Va sottolineato che la libertà di stampa, in Italia, esiste, ma manca il diritto di in-formare. Tanto più indispensabile poiché, nella “società dell’immagine”, chi non è rappresentato non ha figura. Ma se, da una parte, il diritto di in-formazione è negato, dall’altra c’è da constatare che anche la curiosità, il desiderio di sapere, è stata narcotizzata dalla società dei consumi.
                                 manifestazione FNSI
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IL DOSSIER
25 SETTEMBRE – “CLANDESTINO DAY”

Il “Clandestino day” oscurato, i clandestini arrestati 
Nessuna informazione sui tre quotidiani di Rovigo, Gazzettino – Carlino – La voce, della serata di mobilitazione a Rovigo, inserita nel “Clandestino day”. Né oggi, né nei giorni precedenti. Il “Clandestino day” è una mobilitazione nazionale che si tiene in settanta città e che coinvolge 400 organizzazioni sociali e migliaia di persone: una giornata per informare i cittadini e contrastare il clima razzista creato dal “pacchetto sicurezza” che introduce il reato di clandestinità. Pure inseriti in una manifestazione così ampia e nazionale, siamo diventati invisibili per la “stampa” locale.
Nonostante due comunicati firmati “Comitato 17 ottobre Rovigo”.
In questo caso, il “giornale unico” di Rovigo, dà risalto alle azioni di po-lizia contro i “clandestini”, e censura accuratamente le azioni umanitarie a supporto degli immigrati irregolari. 

GUERRA DI STATO AI CLANDESTINI
Ampia visibilità e rilievo, invece, su tutti e tre i quotidiani rodigini, della “guerra ai clandestini” sul territorio polesano, con termini usuali come “Blitz” (operazione militare): «E’ guerra dei carabinieri contro immigra-zione clandestina», scrive il Resto del Carlino. Nella maxi operazione di polizia una cinese è stata arrestata perché inottemperante al decreto di espulsione, altri quattro cinesi sono stati indagati per il reato di clan-destinità, un marocchino ed un nigeriano sono stati arrestati per inot-temperanza all’ordine del Questore di abbandonare il territorio nazio-nale, altri due marocchini arrestati per violazione della legge Bossi-Fini».

CLANDESTINO DAY, ROVIGO 25 settembre
25 settembre, ore 21 presso il Csv in viale Trieste 23 a Rovigo
Il 25 settembre è la giornata di sensibilizzazione sugli immigrati irregolari, “clandestini”, per lo Stato Italiano, nostri con-cittadini, per chi vuole ancora conservare umanità. In tale occasione si organizza una serata di in-formazione sul cosiddetto “pacchetto sicurezza”, legge n.94 2009, che condannando la clandestinità mette fuori legge anche la coscienza e la solidarietà.  Per una pedagogia della resistenza, di con-divisione dell’umanità e di propedeutica alla liberazione. Con la par-tecipazione di Solomon Osahenrumwen Obazee, dell’Informaimmigrati del comune di Rovigo e Roberto Costa, direttore di Biancoenero.

                              siamo tutti clandestini brescia 24-11-2001
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“CARTA DI ROMA” – menù?
Alle redazioni dei giornali di Rovigo

Biancoenero alla manifestazione nazionale per i Diritti dei Migranti
Nella settimana di promozione per la “pedagogia dell’umanità”, iniziata sabato scorso in piazza Vittorio Emanuele a Rovigo, la Redazione Biancoenero – 1993, aderisce, invita e partecipa alla Manifestazione Nazionale “Da che parte stare” promossa da molteplici associazioni per i Diritti dei Migranti, che si terrà a Milano il prossimo 23 maggio
Chiedendo pubblicazione, ricordo a “La voce” che la “carta di Roma” non è il menù dei giornalisti in visita alla Capitale.
Mercoledì 20 maggio 2009, Redazione Biancoenero
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CARTA DI ROMA
La “Carta di Roma” è il codice etico, contro la xenofobia dei media, che i giornalisti dovranno seguire nel trattare di immigrati, rifugiati politici, richiedenti asilo. La Carta di Roma è stata approvata il 12 giugno 2008 dal consiglio nazionale dell’Odg e da Fnsi.
E’ un documento deontologico ufficiale, che invita i cronisti a «adottare termini giuridicamente appropriati», a «evitare la diffusione di infor-mazioni imprecise, sommarie o distorte» e «comportamenti superficiali e non corretti, che possano suscitare allarmi ingiustificati».
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Si riportano alcuni esempi storici di razzismo e xenofobia mediatica locale, anche dai quali, nasce la “Carta di Roma”
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- IL VIOLENTATORE ALBANESE E QUELLO ITALIANO
All’Ordine dei Giornalisti del Veneto
«Come mai il giornalista Egle Cocco nell’articolo in data 7 maggio nomina nome – cognome – indirizzo e famiglia del sospetto violentatore albanese, mentre, in data 20 maggio il sospetto violentatore italiano, e datore di lavoro, resta rigorosamente anonimo?»
Rovigo, 22 maggio 2000 – Roberto Costa
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«Caro collega,
il suo esposto a carico di Luca Egle Cocco, autore di due articoli, pubblicati il 7 ed il 20 scorso nell’edizione di Rovigo del gazzettino, è stato oggetto di attenta valutazione da parte del Consiglio, il quale non ha ravvisato trasgressioni di ordine deontologico ascrivibili al collega.»
Venezia, 7 giugno, 2000 – Il Presidente, Vittorio Pierobon
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- ALLARME TERRORISMO
Al Sindacato ed all’Ordine Giornalisti
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al direttore Bacialli de “il Gazzettino”.
A pag. II, cronaca di Rovigo de “il gazzettino” di domenica 23 febbraio 2003, sotto la dicitura ALLARME TERRORISMO compaiono due articoli:
1- Il 22 gennaio a Salvaterra viene sequestrato un chilo di esplosivo;
2- Tunisino ubriaco al volante denunciato dalla polizia.
A cosa servono l’Ordine ed il Sindacato giornalisti visto che non è la prima volta che segnalo episodi di questo tipo?
24 febbraio 2003, Roberto Costa
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Un esempio, invece, più recente di violazione della “carta di Roma”
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IL “CASO” MOSCHEA
1 – Lorenzo Zoli “la voce” dell’incitamento all’odio razziale
Ma andremo a manifestare anche per i killer mediatici?
Rovigo, 6 settembre. Verso la manifestazione del 19 settembre in difesa della libertà di stampa ed il diritto di informazione, promossa dalla Fede-razione Nazionale Stampa, occorre segnalare il “killeraggio mediatico”, per usare le recenti parole del Presidente della Camera Gianfranco Fini, di un tale giornalista locale di nome Lorenzo Zoli. Colui, in un articolo in bella evidenza, a pag. 3 de “la voce di Rovigo” – quotidiano epistolario de “La destra” e “Forza Nuova”, si esibisce in un vero e proprio incita-mento all’odio ed alla sommossa razziale verso la moschea e gli islamici che la frequentano. Un articolo che induce e procura allarme sociale: si attendono scritte razziste sulla strada prospiciente e sulle mura del capannone (come nel 2006) e la nascita di un Comitato di protesta, di quelli dai cappucci bianchi.
OCCHIELLO, TITOLO E SOMMARIO: «In questi giorni, decine di persone lo affollano durante il Ramadan – Moschea, tre anni e nulla di fatto? – Nel 2006 tanti strepiti ed interrogazioni per il caso Borsea. Oggi è ancora frequentatissimo». Ed il catenaccio: «In tarda serata l’area si riempie di persone. Ma le vecchie irregolarità sono state sanate o no?».
«Tre anni fa, a maggio 2006, in piena campagna elettorale per le am-ministrative di Rovigo pareva che il problema fondamentale della città fosse la presenza di una mosche abusiva» sistemata in uno dei ca-pannoni industriali in viale Maestri del Lavoro, inizia Lorenzo Zoli.
E continua. «All’annuncio della presenza della moschea seguirono nel-l’ordine: strepiti indignati e pioggia di interpellanze, mobilitazione della polizia locale con conseguente interessamento dell’Ufficio Urbanistica del Comune, roventi dibattiti tra le due fazioni nelle quali la città – e gli schieramenti politici – si erano divisi». Secondo Zoli, il problema principa-le era la “regolarità” del capannone utilizzato come luogo di preghiera. «Di conseguenza i competenti uffici comunali avevano promesso immediato interessamento e immediati provvedimenti.
E oggi, la situazione com’è? Come tre anni e quattro mesi fa. L’unico cambiamento pare essere registrato in questi giorni, che cadono in cor-rispondenza del rituale islamico del Ramadan: la presenza, ossia, nel capannone di viale Maestri del Lavoro, di un numero di islamici praticanti molto più alto di quello che si registrava nel 2006».
L’articolo prosegue descrivendo lo stupore dei passanti per la fervente attività, a causa del Ramadan e continua con interrogativi che, da giornalista, Lorenzo Zoli poteva verificare di persona.
«L’interrogativo è piuttosto quanto sia regolare la situazione all’in-terporto: se, cioè, siano stati risolti quei problemi che vennero ravvisati oltre tre anni fa, se siano state conseguite quelle autorizzazioni e quei nullaosta che nella primavera del 2006 risultavano mancanti, tanto da far parlare di possibili sanzioni, sino alla chiusura; se, infine, il locale, dal momento che ospita decine di persone, abbia l’agibilità e sia in regola con tutte le prescrizioni, in termini di sicurezza, che dovrebbero garantire l’incolumità, anche in situazioni di emergenza, di chi lo frequenta».
«Che in questi giorni l’attività nella moschea sia davvero
fervente non ci sono dubbi. Lo abbiamo verificato di persona con numerosi sopralluoghi, ai quali non sono seguite fotografie unicamente per il fatto che non sa-rebbe nostro compito “schedare” persone in base alla loro fede reli-giosa. Se, davvero, tutte le “pecche” ravvisate nel 2006 sono state sanate, bene»… «Se, invece, così non è, e l’occupazione del capannone è ancora irregolare, sarà necessario capire per quale motivo un problema segnalato – e con tanto fervore! – oltre tre anni fa sia poi stato “dimenticato per strada”».
                              moschea la voce 6-10-2009
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2 – “La voce” di Forza Nuova
Continua la campagna mediatica contro la moschea di Rovigo
Rovigo, 7 settembre. Occhiello e titolo de “la voce di Rovigo”, data odier-na, di pag.6: Fn: “Ancora nessuna verifica sul rispetto delle norme”. Be-dendo: “Chiederò spiegazioni” – “Capannone-moschea, sarà sicuro?”.
L’ardito direttore Andrea Panozzo continua la campagna contro la mo-schea rodigina affidando a Roberta Paulon l’articolo a reazione di quello di incitamento sulla presunta irregolarità pubblicato ieri. Dopo un breve riepilogo della vicenda la parola passa subito all’ardito Baroni.
«E’ vero che in tre anni e mezzo quasi nessuno si è preoccupato di ac-certare se la situazione sia regolare – ha commentato Fabio Baroni coor-dinatore di Forza Nuova – nonostante le richieste all’amministrazione comunale. I problemi che potrebbero insorgere, già segnalati, sono di sicurezza e ordine pubblico. Non si sa di cosa parlino là dentro, né si può sapere vista la lingua straniera e viste le vedette che non fanno entrare estranei». A seguire Simone Bedendo della Lega Nord: «L’amministra-zione dovrebbe rispondere sulla regolarità delle condizioni di sicurezza per chi prega dentro un capannone». E avanti di questo passo (dell’oca).
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3- La moschea è in regola, gli imbecilli no
Rovigo, 19 settembre. Nessuna irregolarità nel capannone di Borsea adibito a “moschea”. Alla interrogazione della Lega Nord in Consiglio co-munale, sulla autorizzazione e sulla richiesta di controlli, risponde il Sin-daco Merchiori: «E’ tutto a posto, non siamo in presenza di alcuna irre-golarità o abuso. Se in quello spazio pregano non c’è nulla di scanda-loso, se fanno politica, liberi di parlare di qualsiasi argomento come facciamo noi cattolici. Da tre anni, in costante collegamento con la Que-stura, facciamo un’attività di sorveglianza discreta e costante – continua il Sindaco – anche per quantificare i flussi presenti. L’ultimo sopralluogo è stato effettuato giovedì 10, quello precedente l’8, entrambi dalle 17,45 alle 19,30. Nel primo caso c’erano 9 persone, nel secondo 19. Anche per quanto riguarda la destinazione è tutto in regola. E’ stato effettuato anche un sopralluogo dagli uffici dell’Urbanistica».
Quindi, la moschea è a norma, come lo è sempre stata negli ultimi tre anni. “E’ da sempre stata in regola”, conferma il Sindaco a richiesta della Redazione Biancoenero. E così si chiude un “caso” completamente inventato ed alimentato dai quotidiani di Rovigo nelle ultime settimane.
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L’INVENZIONE DEL “CASO MOSCHEA”
Il “caso moschea”, un vero e proprio incitamento alla discriminazione verso religioni diverse, è stato inventato da Andrea Panozzo direttore de “la voce di Rovigo”, proprio in occasione della ricorrenza del “Ra-madan” (il mese del digiuno), una delle colonne portanti dell’Islam, che ha visto aumentare l’afflusso di credenti verso la “chiesa islamica”.
Data 6 settembre, “la voce di Rovigo”, occhiello, titolo, sommario, cate-naccio: «In questi giorni, decine di persone lo affollano durante il Rama-dan – Moschea, tre anni e nulla di fatto? – Nel 2006 tanti strepiti ed interrogazioni per il caso Borsea. Oggi è ancora frequentatissimo – In tarda serata l’area si riempie di persone. Ma le vecchie irregolarità sono state sanate o no?». . Invece di fare una semplice verifica con domanda al Sindaco, come farebbe un serio giornalista, lo scribacchino de “la voce”, Lorenzo Zoli, solleva un grande polverone chiedendosi ad alta voce, in un roboante soliloquio fumoso a sei colonne, cosa ne è stato delle proteste di tre anni prima e come mai nessuno ha più verificato la situazione. Seminando vento proprio in un periodo (il Ramadan) in cui i fedeli si ritrovano più numerosi in preghiera.
Data 7 settembre, “la voce” passa Roberta Paulon che, sullo stesso gra-cidare di frequenza – sulla notizia della moschea abusiva inventata dal collega – chiede il parere, guarda un po’, a Fabio Baroni di Forza Nuova ed a Simone Bedendo di Lega Nord.
Data a seguire. E così adeguatamente istigati ed imbeccati, Simone Be-dendo e Alessandro Zanforlini D’Isanto, della Lega Nord, presentano in Consiglio comunale un interrogazione per chiedere al Sindaco se la struttura in zona industriale, utilizzata dai mussulmani come luogo di preghiera, abbia tutte le autorizzazioni in regola. La notizia viene ade-guatamente pubblicata e rinforzata dagli epigoni di Panozzo (Sinigaglia e Cavriani) su Gazzettino e Carlino con approfondimento intervista a An-tonello Contiero, Segretario provinciale Lega Nord, che si profonde in penose riflessioni tipo, “non vanno in moschea solo a pregare, parlano e si scambiano anche informazioni”.
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L’Ordine e la Federazione Nazionale dei Giornalisti, hanno firmato la “Carta di Treviso” a tutela dei minori, la “Carta di Roma”, a tutela di immigrati, rifugiati politici e richiedenti asilo, fra poco toccherà alla tutela di gay e lesbiche…
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POLIZIOTTA LESBICA
“Il gazzettino di Rovigo” omofobo?
In periodo di una vera e propria “campagna” di omofobia dilagante sul territorio nazionale, con aggressioni alle persone ed ai luoghi di ritrovo degli omosessuali, c’è da segnalare un articolo de “il Gazzettino di Rovigo” – online, che, in data 17 settembre, titola: «Poliziotta lesbica a processo per calunnia nei confronti di un collega». Una definizione, “lesbica”, che non centra nulla con il fatto descritto ma che mira a svilire l’azione della poliziotta: in una nota di servizio Luana Zanaga aveva accusato un collega di cedere cocaina a ragazze in discoteca.
«ROVIGO (17 settembre) – Luana Zanaga, la poliziotta rodigina lesbica in servizio alla questura di Padova è stata rinviata a giudizio con l’accusa di calunnia. Difesa dall’avvocato padovano Luca Motta dovrà comparire di fronte al giudice alla fine di aprile. L’agente, che ha dichiarato di aver dovuto rivelare pubblicamente le sue preferenze sessuali per difendersi dall’ostilità che avrebbe incontrato sull’ambiente di lavoro da parte dei colleghi, avrebbe accusato un ispettore della questura di Rovigo di cedere droga a ragazze in un noto locale polesano in cambio di favori sessuali…».
                              poliziotta lesbica di rovigo
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POLIZIOTTA GAY A PROCESSO PER CALUNNIA
Dal “Corriere del Veneto”
                               poliziotta gay corriere
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… Poi toccherà ad un protocollo deontologico (“carta”) a tutela di Rom (“zingari” e “nomadi”), ad un altro a tutela dei lavoratori in “nero”, per non dire dei soggetti svantaggiati, dei mendicanti…
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KILLER FOTOGRAFICO DI MENDICANTI
Chi gli prende la vita, chi gli prende l’anima
Emarginati, sfruttati, esclusi, discriminati e condannati da un sistema sociale che gli prende la dignità. Violati e predati anche dell’immagine.
Rovigooggi.it, quotidianoon line, 12 settembre 2009.
Titolo: “Linea dura contro i mendicanti
Per quanto riguarda i giornali “on line”, c’è da segnalare questa fo-tografia di vera e propria messa al muro di soggetto svantaggiato. Immagine di Luca Biasioli, fotografo anche del Corriere Veneto, a il-lustrare, in modo indegno, l’ordinanza anti-accattoni del Sindaco di Adria. Qui, oltre alla violazione della sensibilità umana, c’è anche la violazione della “privacy”.
                              mendicante biasioli
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Dalle foto rubate alla persona a quelle rubate al fotografo
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LA FOTO DI FORZA N-UOVA RUBATA
Alla lista telematica di Biancoenero (persone)
SCRITTE COME SIMBOLI DI TRAGEDIA
Scritte nazi-fasciste sono state fatte al cimitero ebraico di Roma la notte dei “mondiali” di calcio. “Zidane ebreo” è un’altra scritta che sintetizza l’ideologia politica e la capacità mentale di questi individui. Anche a Rovigo bandiere nazi-fasciste sono apparse in concomitanza coi cam-pionati del mondo, ma non è una novità. Proprio sopra la farmacia al numero 23 di piazza Vittorio Emanuele sventolano da una settimana, ed ancora oggi, svastiche -appena decurtate di un’astina, accanto a ban-diere italiane. Si tratta della sede di Forza Nuova. Da qui, da dove sen-nò?, partono i “raid” ad imbrattare di croci celtiche, svastiche e “cinesi raus” i negozi di cittadini africani e cinesi. Forza Nuova, le svastiche, le bandiere nazi-fasciste a fianco del tricolore rappresentano i cittadini di Rovigo? Sono un segnale di accoglienza nel “salotto” della città? …
13 luglio 2006, Redazione Biancoenero
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Caro Nicola Chiarini,
la foto che illustra l’articolo “Togliete le bandiere con le svastiche”, pubblicata a pag. 9 sul “Corriere veneto” in data 14 luglio, mi pare, uguale identica, a quella spedita alla “lista” di Biancoenero. Sono 12.00 euro per la pubblicazione senza citazione che ti prego di far pervenire alla Redazione Biancoenero.
14 luglio, 2006, il Direttore Roberto Costa
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Caro Roberto Costa,
scusa se mi sono permesso di dare visibilità a una denuncia che anch’io reputo giusta. In ogni caso, non detenendo io i cordoni della borsa, se avrai voglia potrai inoltrare la cortese richiesta all’amministrazione del giornale assieme a un curriculum se vorrai continuare la collaborazione.
A presto e buon lavoro,
14 luglio 2006, Nicola Chiarini
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Alla cortese attenzione del capocronista del Corriere del Veneto
La foto che illustra l’articolo “Togliete le bandiere con le svastiche”, pubblicata a pag. 9 sul “Corriere Veneto” il 14 luglio, è della Redazione Biancoenero che l’ha spedita con comunicato stampa ad una propria “lista telematica” di cui fa parte Nicola Chiarini. Avendola vista pub-blicata sul Corriere Veneto, senza citazione, ho chiesto rimborso spese al giornalista Chiarini, che mi ha rimandato alla redazione del “Corriere”.
14 luglio 2006, Roberto Costa
                             
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VUOTO A SINISTRA: CHIARINI ED IL DELTABLUES
A Nicola Chiarini
e per conoscenza, all’Ordine dei Giornalisti del Veneto
OGGETTO: contributi pubblici a Deltablues
Messaggio numero 5.
Caro Nicola – addetto stampa Deltablues,
ti ricordo che è dalla data del 6 luglio 2009, con quattro richieste scritte, che attendo di conoscere i contributi delle Amministrazioni pubbliche, alla manifestazione Deltablues 2009. L’ultima risposta mi chiedevi di aspettare ai primi di settembre… che sono passati.
Rovigo, 24 settembre, Roberto Costa
                                         deltablues  
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LA FOTO DELLA FONTANELLA RUBATA
RETTIFICA DI LEGGE
Preso atto dell’articolo con fotografia apparso su “il gazzettino” di Rovigo del 4 giugno 2004 pag.1, cronaca locale, dal titolo “I pesciolini torneranno presto a secco”, chiedo formalmente che, ai sensi dell’art.8 della legge 8 febbraio 1948, n.47, venga pubblicata la seguente rettifica: la fotografia che illustrava l’articolo “I pesciolini torneranno presto a secco” è stata fatta da Roberto Costa da cui è stato preso anche lo spunto per l’articolo medesimo. Ricordo che, a norma di legge, la rettifica va fatta con lo stesso spazio e risalto della celatura medesima.
Chiedo anche mi venga pagata la fotografia in questione secondo le tariffe professionali.
Venerdì, 4 giugno 2004, Roberto Costa
                                pesciolino fontanella diurno
IL “MANTRA” DELLA FONTANELLA dei pessetti in corso del Popolo
Spaurito, a bocca aperta ed occhi sgranati, erutta un rivolo d’acqua il verde pessetto di città, ri-portato alla funzione originaria di fontanella. Forse sorpreso, anzi stranito, di essere ritornato l’unico acqua-in-bocca mentre i tre familiari, che gli sono accanto, sono rimasti, è proprio il caso di dirlo, a bocca asciutta.
Ringrazio il cielo di giugno, di cuore, che a quasi un anno di distanza sia stata ripristinata, proprio in questi giorni, la fontanella dei pessetti situata a lato del corso del Popolo, tra palazzo Angeli e vicolo San Rocco, di fronte alla torre Donà. Ne era stata bloccata l’erogazione d’acqua a seguito della calura soffo-cante e siccitosa dell’estate scorsa ed anche ad emergenza finita non era stata più riattivata nonostante lamentele e lettere di protesta. E’ una fontanula impor-tante, anzi unica, in quanto rappresenta il solo punto a garganella della città: luogo di ristoro e sollievo per gli accaldati ciclisti di solleoni estivi, ma anche angolo di spruzz’acqua per soprassalti giovanili e immergi mani di frescura.
Il getto d’acqua è un sussurro dolce-lieve, proto magico e riempie l’aria di risonanza in un vibrato quasi magnetico. Un trinulo sottono sottovoce e rilassante che calma ansia e tristezze pendule. Un occhio si ri-posa nello sguardo d’acqua, l’altro si posa nell’orecchio e la litania si leva leggera, per chi la sa ascoltare: “Soffice augurio, siccome bambagia illuminante. Soffice sicuro segno perenne d’auspicio migliore”. E’ un “mantra” reiterante ed incessante che ordina a schemi fluidi, distesi e casuali, le sinapsi cervicali. Onde theta…
Spero, io e continuerò a farlo ardentemente, che anche gli altri tre pessetti riprendano a vivere, sgorgando acqua tonica a cascatella a creare un coro in quartine soavi ed armoniche, stavolta sì, mozzafiato e concentriche l’una con l’altra rincorrentesi ed allora non sarà tanto semplice riuscire a scrivere, perché venga inteso, il “mantra” della salmodia d’acqua dei quattro pessetti tutti assieme ritrovati nella fontanella. Così sperando, intanto che la luna di là della strada si insinua dietro torre Donà – e che spasimo di luce ad esserci sopra e guardare in giù il paesaggio che si distende piano a kilometri tutt’intorno!, mi sovviene snocciolante alla memoria un aforisma, quasi un “mantra” portoghese, di un poeta sudamericano: “As pessoas não morrem, ficam encantadas”.
Sì, mi auguro che le persone non muoiano e restino in-cantate, magari sottoforma di pesciolini stralunati, ad occhi sbarrati e sogni color seppia, in un angolo della città di Rovigo, di fronte alla torre Donà! 

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CIALTRONE CAPOCRONISTA FRANCHIN (o chi per esso)
Al presidente Ordine dei Giornalisti
e per conoscenza al Sindacato Giornalisti
e per conoscenza al capocronista Franchin.
- Caro Presidente, in data 23 giugno 2003, rispetto ad una mia richiesta di rettifica scrivevi al Direttore del Gazzettino: “…il Consiglio dell’ordine sottolinea come il diritto di rettifica e replica da parte del cittadino è considerato “inviolabile” e rientra tra i doveri deontologici del giornalista. Ti invitiamo quindi a valutare se la richiesta di rettifica riguardi -come sostiene l’esponente – notizie inesatte o ritenute ingiustamente lesive”. Peccato che l’oste – pardòn, il Direttore Bacialli, abbia deciso che non avevo diritto di rettifica.
- Caro Presidente in data 28 giugno 2004, rispetto ad una mia richiesta di rettifica perché “il Gazzettino” di Rovigo ha pubblicato una fotografia da me inviata senza indicarne la paternità, mi hai scritto: “Ti comunichiamo che la materia, di carattere privatistico, fuoriesce dalle competenze di codesto ordine e che, pertanto, siamo nell’impossibilità di porre in essere alcuna attività a proposito. Non si ravvisa, inoltre, nei fatti esposti alcuna violazione deontologica. Siamo costretti, pertanto, ad archiviare la Tua segnalazione”.
- Caro Presidente, dopo essermi rivolto all’Ordine perché intervenga a mio favore, sono costretto a procedere all’autodifesa: ritengo che un capocronista (Vittorino Franchin, o chi per esso) che usa una mia fotografia senza rivelarne l’autore (non dico pagarla!), neanche dopo mia richiesta inoltrata anche all’Ordine ed al Sindacato dei Giornalisti, sia un emerito cialtrone.
Granzette 14 agosto 2004, Roberto Costa,
direttore di Biancoenero, periodico polesano di immigrati e minoranze,
direttore di Romano Lil rivista nazionale dell’Opera Nomadi,
direttore di Anteprima, rivista di promozione culturale
                                               ordine giornalisti veneto
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IL PARADOSSO DEL GIORNALISTA VERITIERO -Travaglio
Il paradosso crea una sorta di cortocircuito razionale, un salutare effetto disorientamento. Fra i più celebri e storici, quello di Epimenide (VI secolo a.C.): “Tutti i cretesi sono bugiardi” – Epimenide di Creta.
Ma se Epimenide è di Creta, dice il falso e, quindi, i Cretesi dicono la verità… ma se i cretesi dicono la verità allora non sono bugiardi…
L’aneddoto del paradosso del “giornalista veritiero”, è stato riferito a Marco Travaglio con Luca Gigli presente, il 25 giugno a Stienta.
Si riferisce proprio ad un intervento del giornalista del Gazzettino, chiamato come moderatore una serata – dibattito organizzata a Pezzoli da don Giuliano Zattarin: “Marco Travaglio è l’unico giornalista che dice la verità!”, affermò perentorio Gigli. Ma se Gigli è un giornalista – e non è Travaglio – allora dice una bugia e quindi Travaglio non è l’unico giornalista che dice la verità…
                                                 marker
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FALSO DI VILLANOVA E L’ORDINE DEI GIORNALISTI
All’Ordine dei Giornalisti del Veneto
(e Gazzettino e Gazzettino – Rovigo)
OGGETTO: RETTIFICA A NORMA DI LEGGE
Il gazzettino di Rovigo 1 settembre, cronaca Adria. Articolo di Moreno Tenani, titolo: “Villanova Marchesana – Preoccupazione…”
« Preoccupazione per i problemi che potrebbe causare il presidio indetto per la mattina dell’11 settembre, giorno di ripresa delle lezioni, di fronte alla scuola elementare di Villanova Marchesana e al Centro servizi amministrativi di Rovigo (ex Provveditorato agli studi)…»
NOTE: La frase evidenziata e ripresa più volte nell’articolo è FALSA. Nel comunicato spedito ai giornali si riferisce di presidio davanti al municipio di Villanova.
Chiedo formalmente che, ai sensi dell’art.8 della legge 8 febbraio 1948, n.47, venga rettificata la notizia, tanto più che l’articolo sembra costruito proprio su questa falsità.
Rovigo 1 settembre 2006
Roberto Costa, presidente Opera Nomadi Rovigo
ALLEGATO: articolo da “il Gazzettino” on line.
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A Roberto Costa
Ordine dei Giornalisti del Veneto – Consiglio Regionale
DELIBERA N. 712/2006
Il Consiglio regionale, riunito il giorno 18.10.2006,
preso atto della segnalazione datata 1/9/2006 e giunta via posta elettronica, da parte del sig. Roberto Costa, presidente Opera Nomadi di Rovigo, relativa ad una richiesta di rettifica del contenuto di un articolo apparso sul quotidiano Il gazzettino (cronaca Rovigo) in data 1/9/2006 di cui l’esponente invia copia estratta dal relativo sito internet;
ritenuto che per quanto concerne la responsabilità per omessa rettifica si deve fare riferimento al Direttore responsabile, in tale ipotesi Roberto Papetti; rilevato che Roberto Papetti risulta iscritto all’ordine dei Giornalisti della Lombardia; sentita la relazione del consigliere Maria Fiorenza Coppari, delegata dal presidente per la presunta procedura;
delibera di trasmettere il procedimento all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, territorialmente competente, per le valutazioni e le de-terminazioni del caso.
Venezia, 16 ottobre 2006
Il Presidente, Maurizio Paglialunga
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Egregio Consiglio dei Giornalisti,
DELIBERA N.712/2006,
la delibera dice che il responsabile de “il Gazzettino” on line, è Roberto Papetti, iscritto all’Ordine Giornalisti della Lombardia. E quindi è la che va chiesta la rettifica. Faccio presente che per comodità ho segnalato la notizia riportata su “il gazzettino online” di cui responsabile è Colui.
Ma la stessa notizia, uguale identica è anche su “il Gazzettino” tipografico, cronaca di Adria 1 settembre 2006 (che allego), quindi la competenza è del responsabile de “il Gazzettino” a Mestre-Venezia e la competenza è dell’Ordine Giornalisti del Veneto.
PER LEGGE richiedo RETTIFICA.
Resta la “questione morale”, al di là delle leggi, che s-qualifica e di-sonora il signor Tenani e la Redazione di Rovigo, nome e cognome, per non essere capaci di fare una semplice rettifica ad una informazione FALSA. Bisognerebbe che fossero pagati con moneta falsa.
Granzette, 25 gennaio 2007
Ri-Roberto Costa.
                              gazzettino villanova 1-9-06
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Più nessuna risposta dall’Ordine dei Giornalisti, sia da quello della Lombardia, che da quello del Veneto.
Chissà cosa è e cosa vuol dire “Diritto di rettifica?”
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EMERGENZA UMANITARIA FALSIFICATA
«SEGNALAZIONE SUL PREFETTO DI ROVIGO: al Ministro dell’Interno», in cui si segnalano inadempienze del Prefetto rispetto a situazioni di emergenza di famiglie di Rom e Sinti nel Polesine, diventa: « Emergenza umanitaria per Rom e Sinti, il prefetto Lomastro intervenga presto».
LA SEGNALAZIONE: Al Ministero dell’Interno
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Al capocronista de “Il Resto del Carlino” di Rovigo
e per conoscenza al direttore de “Il Resto del Carlino”
e all’Ordine dei Giornalisti del Veneto
Preso atto del contenuto dell’articolo apparso su “Il Resto del Carlino”, cronaca di Rovigo, di martedì 7 settembre – a pagina VII, “Agenda e lettere”, dal titolo “Emergenza umanitaria per Rom e Sinti, il prefetto Lo-mastro intervenga presto” – chiedo formalmente che, ai sensi dell’art.8 della legge 8 febbraio 1948, n.47, venga pubblicata la seguente rettifica: “La segnalazione per emergenza umanitaria di Rom e Sinti nel Polesine, non era rivolta al prefetto Lomastro ma al Ministro dell’Interno proprio per segnalare eventuali omissioni dello stesso Prefetto in merito alle e-mergenze umanitarie più e più volte segnalate.
La sezione di Opera Nomadi di Rovigo”.
Ricordo che, ai sensi del citato art. 8 L.47/1948, la rettifica (testo di trenta righe) deve essere pubblicata entro due giorni dal ricevimento della presente (art.8, 2° comma, L.47/48), nella stessa pagina e con lo stesso rilievo tipografico della notizia da rettificare.
Con riserva di ogni diritto. Distinti saluti.
10 settembre 2004, Roberto Costa, presidente di Rovigo Opera Nomadi
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Al Direttore del Carlino, all’Ordine dei Giornalisti
Siamo ancora in attesa di rettifica per evidente violazione del diritto di informazione. Quando un capocronista fa un titolo perfettamente con-trario alla lettera pubblicata e poi non rettifica, sta violando apertamen-te il codice professionale (se ce l’ha, o magari è pagato proprio per que-sto). Naturalmente dopo il vile atto di disinformazione non pubblicherà più nessun altro articolo sulla nostra associazione.
Con tanti saluti ai collaborazionisti della redazione di Rovigo.
Rovigo, 26 settembre 2004, Rovigo Opera Nomadi
                              il prefetto intervenga carlino 7-9-2004
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I “s-maître à penser” DEL POLESINE
Vuol dire s-guida morale e intellettuale
Alcuni dei più prestigiosi “s-maître à penser” del Polesine siedono dietro la scrivania di capo-cronista nelle redazioni dei quotidiani locali.
1 – “Testa da cazzo”
Donato Sinigaglia, capocronista de “Il gazzettino” di Rovigo
Rovigo, via Mazzini, ore 11, 18 aprile 2003: «Ti porterò un’altra volta in Tribunale, testa di cazzo!». La frase è rivolta al fotografo Roberto Costa che gli sta facendo una fotografia.
Il fotografo, chieste invano le scuse per posta elettronica al direttore del quotidiano, denuncia il fatto alla Questura di Rovigo.
Donato Sinigaglia è presidente Associazione polesana della stampa, designato dal Consiglio direttivo eletto nel seggio del Gazzettino di Rovigo il 16-17 ottobre 2004 e così composto: 8 professionali (7 del Gazzettino) e due collaboratori.
2- Il giustiziere dell’automobile
Andrea Panozzo, direttore de “La voce di Rovigo”
«Voglio dire: se uno ti taglia la strada in auto gli si può rivolgere un pensiero poco gratificante, oppure lo si può insultare. In qualche caso si può inseguirlo per insegnargli che le regole vanno rispettate: e se non lo capisce con le buone, allora bisognerà pure ficcarglielo in quella zucca vuota che si ritrova. Non dico che quest’ultima sia la reazione più frequente: lo diventa però sempre più spesso». (La voce, 11 giugno 2009. Editoriale: “La politica non è mediazione” – Di Andrea Panozzo)
3- L’ipocrita colonizzatore
Carlo Cavriani, capocronista “il Resto del Carlino”
«La nostra storia negli ultimi tempi assomiglia sempre di più a quella di un popolo sottomesso e colonizzato». (Il Resto del Carlino, 29 agosto 2009. Editoriale di Carlo Cavriani: “Sempre più sottomessi e colo-nizzati”). A conferma del Cavriani pensiero, quattro pagine più in là, a chiusura dell’inserto locale ci sono due pagine piene di annunci a “luci rosse”. Da cui deriva il soprannome di Carlino, il “giornale della gnocca”.
                                     erotici carlino
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IL CARLINO A “LUCI ROSSE”
Chiuse tre case d’appuntamento gestite da cinesi
Rovigo, 26 luglio 2009. “La polizia mette i sigilli a tre case d’appuntamento”, squilla a tutta prima pagina il Resto del Carlino di Rovigo. E poi, in un articolo dal taglio razzista di pag. 3, Marco Signorini, dopo la premessa «Non solo bar, ristoranti e laboratori tessili ma anche case d’appuntamento… La ‘conquista’ del Polesine che stanno mettendo in pratica ormai da anni i cittadini cinesi sembra aver preso anche la strada del sesso…», informa che la Polizia ha chiuso due appartamenti di Rovigo, ed uno di Badia Polesine, in cui esercitavano prostitute cinesi non in regola col permesso di soggiorno e, probabilmente, sotto il controllo di organizzazioni criminali.
Pubblicità ed induzione alla prostituzione del Carlino?
Anche oggi, come ogni giorno, sotto il titolo “Comunicazioni personali”, nella parte finale dell’inserto locale del Carlino, appaiono due pagine fitte fitte di annunci, corredati di località e numero di telefono, del tipo: Rovigo: Orientale per ogni tipo di massaggio rilassante / Olandese 19 enne bionda 6° misura vogliosa irresistibile porcellina senza limiti / Alessia con amica: due maialine per tutto quello che vuoi senza fretta / Russa. bionda.bella.fine.disponibilissima.tutti i canali.vibro-attrezzi.piog-giadorata / Giovane schiava bolognese solo per facoltosi che la sappiano sottomettere e dominare. Anche domenica…
                             annunci carlino
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PILLOLA ANTI-ABORTIVA COME “PESTICIDA UMANO”
‘Ru 486: un pesticida umano’
All’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna e del Veneto
OGGETTO: Abominio giornalistico di Carlo Cavriani, capocronista R.d.C.
Egregio Ordine, mi chiedo e vi chiedo,
se non sia un vero e proprio abominio giornalistico, violazione di etica professionale, titolare un articolo ‘Ru 486: un pesticida umano’? Quando la Ru 486 è normalmente usata negli ospedali d’Italia. L’articolo, in allegato, si trova a pagina 2 de “il Resto del Carlino” cronaca di Rovigo in data 28 agosto. Tanto più significativo, l’abominio, quanto a tutta prima pagina (sempre dell’inserto rodigino) viene sparata l’immagine dei due promotori della crociata con bella evidenza del manifesto con la scritta: “RU 486 IL PRIMO PESTICIDA UMANO”.
E’ come, per fare un esempio comprensibile e terra-terra, che io titolassi un articolo “Carlo Cavriani abominio del Carlino” e poi, e seguire, la descrizione accurata della scritta che si trova in via Oroboni n.10. E per completare l’articolo, a somiglianza del caso della pillola anti-abortiva, andassi ad intervistare sulla tematica intellettuale, di Carlo Cavriani i suoi omologhi ed epigoni Donato Sinigaglia de “il Gazzettino” e Andrea Panozzo de “la voce di Rovigo”.
Rovigo, 28 agosto 2009 – Distinti saluti: R.C.
                               pesticida umano
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CARLO CAVRIANI, IL LADRO DEL CARLINO
Furto di articolo e di fotografia
Al Presidente Ordine Giornalisti Emilia Romagna,
al Presidente Ordine Giornalisti del Veneto,
e per conoscenza al Direttore de “il Resto del Carlino”
OGGETTO: Esposto per furto di nome
In data 28 maggio 2009 ho spedito un articolo con fotografia, sullo sportello legale per immigrati della Cgil, al capocronista Cavriani del “Carlino” di Rovigo, “per una eventuale pubblicazione”, con tanto di no-me e cognome e di numero di telefono.
L’articolo – con fotografia, viene pubblicato in data 2 giugno, senza alcuna firma. Mercoledì 3 giugno ho scritto al capocronista chiedendo perché l’articolo non era stato firmato.
Non avendo ricevuta alcuna risposta, oggi, in data 9 giugno, chiedo all’Ordine di intervenire perché il ladro di nome ripari al torto.
9 giugno 2009, Roberto Costa
Iscritto all’Ordine Giornalisti del Veneto (elenco pubblicisti) dal 1992
ALLEGATI
- Qui non si respinge nessuno, articolo e foto inviati al Carlino Rovigo
- Re: qui non si respinge nessuno, domanda del perché manca la firma
                             carlino rovigo 2 giugno 2009 pag.7
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BRUSA E FRANCHIN, GIORNALISTI NAZISKIN
Carlino e Gazzettino non danno notizia di “Cartolina dalla Shoah”
A redazione Carlino e Gazzettino di Rovigo
Che proprio nel “Giorno della memoria” istituito dal Presidente della Repubblica per ricordare gli Ebrei, i perseguitati politici e le altre vittime del nazi-fascismo, si continui a fare discriminazione di informazione nei confronti, di “Rovigo: cartolina dalla Shoah”, la dice lunga sulle qualità professionali di (Andrea) Brusa-Franchin (Vittorino).
Sono l’unico autore rodigino che ha realizzato una pubblicazione spe-cifica sulla Shoah e sugli Ebrei di Rovigo deportati nei campi di sterminio. Sono l’unico autore rodigino che rappresenta, con quattro professionisti, “Rovigo: cartolina dalla Shoah” il 27 gennaio, “Giorno della memoria”, dove si ricordano – uno per uno, tutti gli Ebrei di Rovigo deportati, ma. nonostante inviti e conferenze-stampa, sul Carlino e Gazzettino di oggi non se ne trova notizia.
Il Presidente della Repubblica invitava, poco tempo fa, i giornalisti a rialzare la schiena: ma Brusa-Franchin strisciano nel pantano…
D’altronde “Il gazzettino” (edizione di Rovigo), assieme alla “Settimana cattolica” (della diocesi di Adria), fino al 25 aprile 1945 non dette notizia dei sequestri dei beni, dell’autodenuncia, dei licenziamenti razziali e poi degli arresti e deportazioni degli Ebrei da Rovigo e Provincia.
27 gennaio 2006, Roberto Costa
                               
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LE IGNOBILI DIMENTICANZE DI SERGIO GARBATO
Responsabile, da decenni, della pagina culturale del Carlino Rovigo
All’attenzione di Sergio Garbato, presso redazione Carlino
1- E’ dal 2003 che organizzo e rappresento “Rovigo: cartolina dalla Shoah”, orazione civile dove, tra l’altro, si dicono, uno per uno, i nomi di tutti gli ebrei deportati da Rovigo e per ognuno viene acceso un lumino. Questa orazione è stata anche rappresentata all’Archivio di Stato e se ne è fatta una pubblicazione (anche di ricerca storica) in archivio all’Accademia dei Concordi.
2- Alma Swing (gruppo musicale) stasera all’agriturismo (come evi-denziato sul Carlino) ma al pomeriggio, con due discendenti Reinhardt, al San Michele a ricordare il “Porrajmos” dei Rom/Sinti con l’associazione presieduta da Roberto Costa.
3- Luigi Marangoni attore e Livia Carmignani attrice, protagonisti di “Migrare nel pianeta terra”, un mio spettacolo, più e più volte rap-presentato in Polesine, anche in diverse scuole.
4- “Rovigo: una città in Rimbaud” nel 150° anniversario della nascita.
Questi alcuni esempi di pratica effettiva da Minculp di un Garbato firmatario delle leggi della partitocrazia clientelare di fine novecento, e “dimentico” di qualsiasi attività culturale di Roberto Costa, anche istituzionale, in Polesine negli ultimi venti anni.
Condivido appieno il giudizio di Ferrari (Gabbris) su di Lei,
egregio cialtrone di Regime.
28 gennaio 2007, Roberto Costa
                                                busta
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PER CHIUDERE: LA FARSA NAZIONALE E LOCALE
Allora, la “farsa” ed i capocomici – per rispondere a Silvio Berlusconi -, non sono tra le file di chi manifesta a Roma ed a Rovigo, per il diritto di in-formazione, ma sono ben intruppati (ed in-trippati) tra le fila delle “escort” di regime, tra chi amplifica “la voce del padrone”, tra chi all’etica professionale ha anteposto la servitù padronale. Loro “farabutti”, noi difensori dell’etica professionale e della giustizia sociale.
                                                   marker
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INCHIESTA – edicola
> Quotidiani di Rovigo contro l’art. 21
In morte di Donato Sinigaglia, Carlo Cavriani e Andrea Panozzo, capicro-nisti dei quotidiani di Rovigo, “killer dell’informazione”, periti miseramen-te nell’esercizio della violazione reiterata e decennale dell’articolo 21, diritto e libertà di informazione. Parafrasando Leonarso Sciascia, ci sono giornalisti, ominicchi e quaraqquaquà, i suddetti non sembrano giornalisti.
> Tre quotidiani “unificati” di Rovigo
Rovigo, 13 ottobre. Rassegna stampa dei tre quotidiani, per uno, rodigini. La quotidiana banalità delle notizie nei quotidiani di Rovigo a matrice u-nica, “Il Resto de la Voce de Il gazzettino”, richiama alla mente – chissà perché – i “Minima Moralia: meditazioni sulla vita offesa”, un saggio di Theodor Adorno, della scuola di Francoforte. 
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