l'urlo del parco curielRovigo,  7  agosto.   Soprat-tutto nelle notti di luna piena, quando la sensibili-tà si dilata – come in que-sto periodo, si sentono le urla di paura e di terrore del Parco di via Curiel:  ferito, violato, assordato. Perché Ella è una creatura vivente.
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                                        S-sguardi sul parco Curiel
parco via curiel -sguardi
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Il parco ha forma di trapezio isoscele coi lati più lunghi, di circa 200 metri, rivolti rispettivamente a est verso via Curiel (con una rientranza di una striscia di una trentina di metri nella metà superiore) ed a ovest verso una zona libera ed incolta, area delle suore Serve di Maria; mentre la base minore, di circa 96 metri, è rivolta a nord, verso la città (le suore Carmelo della trasfigurazione) e l’altra, quella maggiore, di circa 200 metri, poggia a sud e confina con la Circonvallazione ovest. Per una superficie complessiva di circa 19.000 metri quadri.
                       parco curiel dall'alto 
Era l’inizio del 1990 quando l’area veniva piantumata, anche da orde di ragazzini accompagnati dalle insegnanti della scuola media Parenzo, per diventare nel giro di pochi anni un parco selvaggio da esplorare con curiosità, un mini bosco cittadino, un’oasi di quiete naturale in piena “macchinopoli”, luogo d’avventura e di romantici appuntamenti notturni, l’unica “wilderness” rodigina con divieto anche di entrata biciclette. 
Il parco è formato da macchie boscose, attraversate da stretti sentieri che sbucano in improvvise e solari radure. Uno scenario in cui era possibile, per pochi istanti, anche “perdersi”, smarrirsi. Un parco per poche e curiose persone, selezionate in senso darwiniano.
                        parco fiorito curiel
Ricordi – memoria di presente. Ho ancora nella retina un primo piano biancoenero della mano di Roberta Reali che infila una piantina nel ter-reno il 12 giugno 1990. Rammento l’esposizione virtuale di un quadro-tabella, sei metri per tre, su Rimbaud convalescente per il colpo di pistola di Verlaine (Jef Rosman 1873). Una visione che si apriva d’improvviso uscendo dall’ombra del bosco nel lucore di una radura, il 20 ottobre 2004, nel 150° anniversario della nascita del poeta-cartografo.
Ricordo le soste sul “promontorio del biancospino” (al confine coi frati), in rialzo proprio per osservare chi entrava nella radura: lì andavo talvolta a leggere il giornale, od un libro, con bibita e panino. Ricordo anche visite da solo o con famiglia coi coloratissimi fiori di primavera. Ricordo il parco di neve e le prove di Polesine migrante…
                         rimbaud al parco curiel
Il parco ferito
Ora, da un anno e mezzo sono iniziati i lavori, l’area sul lato ovest del parco è stata ridotta e recintata con l’abbattimento di alberi di confine: di là è iniziata la assordante e veicolata da camion, ruspe e gru, co-struzione della nuova Casa di Cura Città di Rovigo, con apposito mega parcheggio in cemento libero. Come se ci fosse bisogno di un altro ospedale in piena città per intasare di più le strade cittadine.
Tutto il parco è stato “pulito”, una costa sul margine del lato sud-ovest, larga circa 15 m. per 55 di lunghezza, è stata espropriata e disboscata per l’entrata, a rotatoria della Casa di Cura. Grossi tubi rossi di plastica, anche a serpentina, scaricano acqua nel parco dalla zona dei lavori e, l’inverno scorso, hanno allagato interi avvallamenti. 
Il dirigente del settore urbanistica del Comune, Giampaolo Ferlin, spiega che l’area da pubblica è diventata privata e che è stata fatta una con-cessione edilizia per la costruzione della nuova Casa di Cura con par-cheggio, mentre la “rotatoria” d’entrata è ancora in fase di appro-vazione. La zona del Parco resta ad “uso pubblico” ma sarà gestita dalla Casa di Cura. Sembra la solita speculazione edilizia: la Società (di area politica di Giunta comunale) acquista un lotto come terreno agricolo a basso costo (quello delle suore, contiguo al Parco), poi c’è il piano edilizio che trasforma il terreno in zona edificabile e così si può costruire risparmiando una cifra ingente (una quota del risparmio è naturalmente investita per fare approvare la variante edilizia).
Il Presidente della Casa di Cura, Ilario Bellinazzi, informa che i lavori sono iniziati a settembre 2007, ma sono stati ritardati dal quel freddo inverno, per terminare a fine 2010. «Amo questa città – continua il Presidente, – la riduzione del parco, di una minima parte sul lato sud-ovest, è stata decisa dalla Commissione edilizia del Comune per situarvi l’entrata, con rotatoria, alla Casa di Cura». La nuova area edilizia coniuga, secondo Bellinazzi, il privato con il pubblico. «Amo questa città – conclude – e non è possibile tenere un parco così incolto. Alla fine della costruzione dell’ospedale sarà opportunamente pulito, potato e recintato, con chiusura notturna, per la sicurezza dei cittadini».
                         parco via curiel ridotto
Ordinare il wilderness
Da parco selvaggio e selvatico, contiguo ad area incolta, si passerà ad un parco opportunamente ripulito, depiantificato, con ordinate aiuole e panchine, recintato e illuminato,  con chiusura notturna: un bel parchetto annesso ad un’area completamente cementificata con ospedale.
La ristrutturazione dell’area (parco e zona agricola annessa) è passata nel silenzio generale. Nessuno dei giovani frequentatori e difensori, come preannunciato – e riferito da Checco, è andato ad incatenarsi ad una pianta per impedire la limitazione del parco di via Curiel. Tommaso, uno di coloro, si è iscritto ad una associazione naturalista ma, rin-tracciato per telefono, ha spiegato che la ristrutturazione del parco è già decisa e non si può più intervenire. Gli Ambientalisti si occupano di energia (come l’interpellato presidente Legambiente), oppure  hanno cause più importanti come i Verdi (la centrale di Polesine Camerini), i politici delegano agli ambientalisti, i cittadini non contano o si lamentano individualmente solo quando gli rovinano il prato davanti casa.
Resta l’urlo di dolore di un Parco ferito e violato, come una creatura vivente. Ma Luigi Osti (già socialista Craxiano ora Pd, detto “Gigi-minestra”) assessore Urbanistica del Comune e Ilario Bellinazzi (notabile democristiano ora Pdl) presidente della Casa di Cura privata Città di Rovigo, non hanno orecchie per ascoltare, neanche nelle notti di luna piena, quando la sensibilità è dilatata. Forse sono diventati sordi a suon di appalti, di variazioni urbanistiche, concessioni d’uso…
                         nuova casa di cura tabella
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APPROFONDIMENTI
Il Parco retrocesso
13 agosto. «In riscontro alla e-mail sotto riportata, preciso che agli atti dell’ Ufficio Patrimonio non è depositato alcun fascicolo sul Parco Curiel, nè dal 1998 ad oggi è mai stata seguita alcuna pratica che lo riguardi.
L’unico documento presso l’Ufficio è la copia della sentenza della Corte d’Appello di Ve n.1295 del 1994, che stabilisce la retrocessione dell’area agli espropriati dietro pagamento di una somma, con la motivazione che l’opera pubblica è stata eseguita a dichiarazione di pubblica utilità sca-duta. Sempre dalla sentenza si evince che l’esproprio si è concluso con la cessione bonaria del bene mediante atto di compravendita.
Preciso inoltre che è stato retrocesso soltanto il mappale n. 70 di circa mq. 13.000, mentre il mappale 1573 di circa mq. 6.000 è ancora di pro-prietà del Comune. Rimane da chiarire l’accesso al mappale comunale posto che attualmente sembra intercluso». Cordiali saluti:
Dott.ssa Carla Bravetti – Funzionario Sez. Patrimonio ed Espropri 

Traduzione ed approfondimenti
Nell’anno 1990, l’area del parco Curiel è stata espropriata dal Comune (con la cessione bonaria del bene) mediante atto di compravendita, utilizzando i fondi della Regione Veneto (150 milioni di lire) per farne un’area di verde pubblico a bosco. Alcuni degli espropriati hanno fatto ricorso per irregolarità e la Corte d’Appello di Venezia, nel 1994, ha riconosciuto le loro istanze. Quindi una parte del parco Curiel, di circa 13.000 mq. è ritornata in possesso dei privati (con la medesima destinazione d’uso: “verde pubblico”), mentre, la parte minore, di 6000 mq è rimasta proprietà (espropriata) del Comune. In seguito, la por-zione più estesa del Parco è stata acquistata dalla Casa di cura città di Rovigo, che ne usa una piccola fetta per costruirci la rotatoria d’entrata alla nuova Casa di cura, che sta edificando nel terreno contiguo
                        planimetria parco curiel  
Dal Piano Regolatore Generale del comune di Rovigo: la planimetria del parco Curiel (verde) suddiviso in due parti, e quella limitrofa (rossa) di costruzione della nuova Casa di cura.

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