rovigo da bere
Secondo C. Darwin solo i migliori si adattano alle mutazioni ambientali. Resistere e vigilare con fantasia è la sfida di una crudele e torrida estate rodigina. Quando la melma ed il pantano partitocratico si induriscono occorre ridurre al minimo i movimenti per sopravvivere. Speriamo che piova. Notiziario da bere, quasi giornaliero: Vedere chiaro senza illusioni (Editoriale) - Alle Provinciali vince la Democrazia cristiana – Maddalena Torrido Park – Gianni Saccardin ed il gioco delle tre carte – Voci (stonate) per la libertà: Un inciucio per Amnesty – Il Comune offre 400 euro agli immigrati, perché e-migrino! - Berlinguer e gli “untorelli”, vuoto di memoria – Nicola Quadrelli da “ridada” – La vergogna di Claudio Luciano – Svecchiare il Pd con Vecchiatti – Eletto prima delle votazioni il Presidente Censer – Gigi Gioli assessore Cultura? – E’ ricomparso Vanni Destro – L’inquietante scritta su Beatrice Stevanin – Il Carlino a “luci rosse” – Carla Bley a Rovigo -  Amici (tossici) di Beppe Grillo di Rovigo – Sconcertando ed i “portatori di alcool” – L’alcool è la droga dei popoli – Renzo Marangon, il “gigantismo del nano” - Arci mazzetta ed il ‘68 – Giovanna Pineda assessore di partito? – L’urlo del Parco Curiel – Gianni Magnan contro Magnan Gianni - Casonato Giuliano, superpensionato del Comune o Ulss 18? – Le trombe di Eustacchio dei politici polesani – “Na motta e na busa” al comune di Rovigo - Ai bambini obesi del Polesine - Provincia, due pesi e due misure per contributi ad attività culturali – Patetici pacifisti cattolici per don Albino – “Tra ville e giardini” – Consiglio territoriale per l’immigrazione senza immigrati -  Ri-dada tossico “Savoir fest” – Carlo Cavriani Abominio del Carlino -  La “capona-ra” di piazza Vittorio - “La voce” di Forza Nuova – L’asinata di Federico Frigato – I quotidiani di Rovigo contro l’art. 21 – Adria in-fame – Cultura: miraggio al co-mune di Rovigo – Stipendi con scasso in Amministrazione pubblica – La mo-schea in regola, gli imbecilli no – Il gazzettino omofobo? – La fuga dell’estate… 
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                                       Fanciulle Tahitiane ben
Vedere chiaro, senza illusioni – EDITORIALE
Granzette, 25 luglio. Secondo William Shakespeare “vedere chiaro senza illusioni, questo è rivoluzione”. Cercare di “vedere chiaro”, s-velare le il-lusioni che impediscono di osservare la realtà, è anche uno dei compiti (oltre a pedagogia della resistenza, propedeutica di liberazione ed a con-serbare umanità) che ci prefiggiamo con queste pagine telematiche.
Mansioni per le quali siamo stati espulsi dalla governante società pole-sana. Cerchiamo di tenere accesa una fiammella, uno spiraglio di luce, nella notte che tutti i sensi ottenebra, ma siamo stati ridotti a fuochi fatui, misteriose e temporanee luminosità. Come “Garabombo”, quando portiamo istanze di giustizia sociale, siamo ridotti all’invisibilità.
Perché è sotto gli occhi di tutti, per chi volesse osservare, quale parti-tocrazia-clientelare, di Centro-destra, “governi” l’Italia arbitrariamente: con ingiustizia e prepotenza, dispensando privilegi, procurando xeno-fobia e razzismo e distruggendo l’ambiente. In Polesine, in sedicesimo, c’è una simile “ghenga”, epperò di Centro-sinistra.
“Se puoi vedere guarda, se puoi guardare osserva”, dal Libro dei Consigli, di Josè Saramago. Ma chi ha la fetta di prosciutto (di mortadella in questo periodo) davanti agli occhi ne viene ottenebrato. Vede il mondo filtrato dalla fetta di mangime che gli è stato somministrato.
Come mostrare il colore, ed il calore, di “fanciulle di Tahiti” (cm. 73×94, 1889) di Paul Gauguin a chi ha scelto di farsi oscurare? A chi vive consapevolmente nelle tenebre glaciali della dipendenza da “ghenga”? Continuiamo a raccogliere, e conservare, colori e calori, per chi vuole vedere chiaro, senza illusioni. Per una consapevolezza dell’umanità.
                                       Fanciulle Tahitiane particolare
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Al ballottaggio delle provinciali vince la Democrazia Cristiana
Rovigo, 22 giugno. Al ballottaggio per le elezioni provinciali, contro le previsioni (il Centro-destra in prima votazione era arrivato al 48% con dodici punti di distacco sul Centro-sinistra), vince proprio il Centro-sinistra con Tiziana Virgili. Altri cinque anni di partitocrazia, di Deltablues, di Festival dei popoli… Il buio dietro la siepe (cervicale). Salvano il posto di lavoro il 95% degli assunti in modo clientelare.
L’ex democristiano bisagliano Renzo Marangon, ora punto di forza nel nel Pdl, è riuscito a far perdere voti all’alleato Antonello Contiero candidato Lega Nord, così da far vincere la candidata del Pd (Tiziana Virgili) governato dal bisagliano ex-democristiano Gabriele Frigato.
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Maddalena – Torrido Park
Zitti gli ambientalisti, protesta la Fiamma per l’abbattimento di alberi secolari
Rovigo, 25 giugno. Inaugurato in mattinata il parco urbano Maddalena, frutto di un serio lavoro di riqualificazione del quartiere Commenda del quale diventerà punto focale, secondo l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco taglia-nastro Merchiori, accompagnato da bambini burattini. Una ristrutturazione costata la somma di un milione di euro (400 mila da un contributo Stato-Regioni) e che ha visto l’abbattimento di tutti gli alberi secolari, sostituiti da nuovi giovani virgulti che, però, impiegheranno anni a procurare adeguata ombra dalla calura estiva.
20mila metri quadrati di torrido solleone. Di fronte al silenzio degli ambien-talisti (Wwf, Italia Nostra, Verdi), la polemica sulla “riqualificazione asso-lutamente deplorevole” – “un milione di euro per distruggere”, proviene dal portavoce del Movimento sociale – Fiamma tricolore, Dario Fignagna-ni. Le critiche, oltre ai costi, riguardano l’esagerata cementificazione dell’area e la pressoché totale mancanza di ombra dovuta alla sop-pressione degli alberi secolari, considerati “vecchi e malati” dall’Ammi-nistrazione comunale, ma “che si potevano salvare” secondo la Fiamma.
(Un’altra incongruenza, che si segnala come Redazione, è la mancanza di servizi igienici).
                               parco maddalena riqualificato
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Gianni Saccardin ed il dna scudocrociato
Rovigo, 2 luglio. Gianni Saccardin risponde piccato al Direttore de “la Voce”, che lo aveva accusato, da bravo democristiano, di non smentire «il dna dello scudocrociato: trovare sempre un posto in cui far valere le proprie capacità…», affermando di avere accolto la proposta di fare l’as-sessore ai Servizi Sociali di Lendinara, guidato da Ferlin del Pdl, con spi-rito «cristiano che ha sempre davanti l’idea del servizio». Leggi il seguito.
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Gianni Saccardin ed il gioco delle tre carte
Vince sempre il banco demo-cristiano
Rovigo, 3 luglio. Come nel gioco delle tre carte, vince sempre Gianni Saccardin, il «cristiano che ha sempre davanti l’idea del servizio».
Un servizio (demo) cristiano prima di tutto per la famiglia, la sua, quella di Gianni Saccardin che da quando ha scoperto la partitica come fonte di reddito, ha usato tutti i trasformismi e gli inciuci da democristiano d’an-nata per prendere e conservare la carega e la paghetta. Così da asses-sore nella Giunta Avezzù di centro-destra, 2002-2006 (un servizio da 1800 euro al mese), è riuscito ad avere consulenza professionale per fotocopie al Teatro Sociale (un servizio da 5500 euro nell’ultimo anno) anche con la successiva Giunta Merchiori, di centro-sinistra.
Come portavoce di Moderati di centro, alle ultime elezioni provinciali è riuscito da una parte (per tenersi pronta la carega di centro-destra) ad esortare pubblicamente i suoi seguaci a non votare Tiziana Virgili, «non ci sentiamo di sostenere percorsi che vedano la presenza determinante di schieramenti “estremi” come collocazione politica dato che questi schieramenti hanno un modo di intendere la società che in molti punti è antitetico al nostro», dall’altra (per la carega di centro-sinistra), a dichiarare successivamente che «quando non ci sono le condizioni per schierarsi con l’una o l’altra coalizione è bene esprimersi a favore della persona che si ritiene più attenta», cioè la Virgili, invitando inoltre, per posta elettronica, i suoi sostenitori a votare la stessa Tiziana Virgili.
Per quanto riguarda Lendinara, ci si chiede quale competenza territoriale abbia il cristiano professore in pensione Saccardin e quanto sarà pagato per i suoi “servizi”. E quanto persone si potrebbero trovare a Lendinara a fare lo stesso ben remunerato servizio.
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La strage degli innocenti
In questa crudele estate rodigina: alcool contro la calura estiva
Nei bar, di ogni ordine e grado – pub, enoteche, cantine, si consuma quotidianamente, a preludio di pranzo e cena, la “strage degli inno-centi”, a base di “spritz”, birre ed alcoolici vari. Uno spaccio legale ed abituale di droga di Stato (così è considerato l’alcool dall’Organizzazione Mondiale Sanità) a narcotizzare le coscienze. [L'alcool danneggia, e riduce il cervello, e narcotizza la coscienza, riducendo la sensibilità e procurando, di riflesso, arroganza e prepotenza. Un'equipe di Boston ha studiato i cervelli di un gruppo di 60enni rispetto a chi non beve: la massa cerebrale dei forti con-sumatori di alcool risulta più piccola dell'1,6%]. A deformare la sensibilità e, in tal modo, a far crescere l’arroganza. Una moderna “strage degli innocenti” ad impedire la crescita di persone libere, usate come vuoto a perdere. E, da parte dei giovani, si assiste ad una resa incondizionata, a braccia (ed ombre) alzate, all’anestesia della coscienza, alla riduzione della dignità ed alla stroncatura della crescita consapevole.
Le immagini seriali, non pertinenti alle notizie riportate, che illustrano questo notiziario, fanno parte della serie “Rovigo tossico bar”.
                   cavour
Voci (stonate) per la Libertà – Un “inciucio” per Amnesty
Rovigo, 7 luglio. La prossima settimana, dal 15 al 19 luglio, si tiene a Villadose la XII edizione di “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”: «festival che da undici anni dà voce a coloro che attraverso la musica diffondono le tematiche promosse da Amnesty International, sostenendo l’associazione nella lotta per un mondo diverso, che consideri i Diritti Umani come Diritti di tutti e non privilegio di pochi».
Direttore artistico della manifestazione è Michele Lionello, che viene finanziato e sponsorizzato anche dal comune di Villadose, assessorato Pace e Diritti Umani guidato da Michele Lionello, in una pratica da “inciucio”, da partitocrazia clientelare da Prima Repubblica.
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Berlusconi e il reggiseno G8 – La copertina del Times
8 luglio. Il quotidiano britannico, in occasione dell’apertura del vertice a L’Aquila, pubblica sulla home page dell’edizione on line una vignetta che ironizza sul premier e i presunti festini a Villa Certosa e Palazzo Grazioli. Ma, si vuole sottolineare qui, Berlusconi è semplicemente la punta dell’iceberg Italia, da cui è stato votato – e per la terza volta. E segnala la profonda trasformazione sociale del Paese: di deriva culturale, morale, etica, della maggioranza degli elettori Italiani.
                                 berlusconi G8 reggiseno Times 8 luglio
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Il Comune offre 400 euro agli immigrati: che emigrino!
L’assessora di Rifondazione vara politiche di espulsione da Lega Nord
Rovigo, 8 luglio
. Il Comune di Rovigo, su promozione dell’assessore al-l’Immigrazione Giovanna Pineda, offre 400 euro agli immigrati regolari purché tornino al loro Paese. Un viaggio di sola andata, perché saranno immediatamente cancellati dall’anagrafe per impedire che ritornino. Il “bonus”, secondo l’assessore Pineda, virata all’Emigrazione, servirebbe a favorire il rientro in Patria di tutti gli immigrati che, a causa della crisi economica, hanno perso il lavoro. «Anche altre amministrazioni di diver-so schieramento come Treviso (guidata dalla lega Nord), hanno adottato questo provvedimento – spiega l’assessore di Rifondazione Comunista -, segno che questo fenomeno va affrontato a prescindere dall’apparte-nenza politica». Il provvedimento è criticato anche da don Dante, di-rettore della Caritas: «Un modo per liberarsi di queste persone». 
Un “bonus” anche per l’Assessora: che se ne vada!
La Redazione Biancoenero offre un “bonus” di 400 euro all’assessore all’Emigrazione del comune di Rovigo, Giovanna Pineda, perché, vista la sua incompetenza lavorativa, migri alla sua terra d’origine. L’assesso-rato che colei ha trasformato in Emigrazione e Privilegi, ritornerà subi-taneamente alla sua definizione d’origine: Immigrazione e Diritti Umani. 
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Toto scommesse per la Giunta
Nati non fummo per viver come bruti – o forse sì!
Rovigo, 9 luglio
. Di fronte alla più grave crisi economica, e morale, dal 1945 ad oggi, infuria una battaglia senza esclusione di colpi per le otto poltrone da Assessore in Giunta Provinciale. Una poltrona di prestigio da 2000 euro al mese. Una carrellata su alcuni “soliti noti”.
Spunta il nome dell’ex Presidente Sederico Saccardin (detto “Rico busìa”, ma anche il Presidente di tutto – a partire dell’Ente Parco) e scompare quello dell’ex vice-presidente Gino Spinello (detto “Gino busìa”), politico di professione, che resta disoccupato avendo perso il comune di Adria.
In lista, senza molte prospettive, anche l’ex Laura Negri di cui fra sei mesi sarà persa completamente memoria, come la precedente asses-sora Cultura (chi si ricorda più il suo nome?) che giustificò la struttura di Fabrizio Plessi da trecento milioni al Cen.ser di Rovigo, con queste
parole: “Me l’ha detto il Consigliere Regionale Renzo Marangon”.
Sinistra Unita è caparbiamente abbarbicata alla riconferma, in poltrona, per Guglielmo Brusco e battaglia invano per il doppio assessorato.
Così salta l’ipotesi di Lucia Riberto 3 che resta disoccupata. Ella, ha iniziato a fare politica, come “tecnica” (socia del Centro Documentazione Polesano) con la Giunta Baratella, del comune di Rovigo (1994-1998), quando i componenti, per effetto “Tangentopoli” dovevano rigorosa-mente non essere politici di professione. Ed infatti divenne politica di professione con i successivi mandati di Assessore (anche vice-pre-sidente) nelle due Giunte Saccardin di Provincia: 1999-2004 e suc-cessiva 2004-2009. Ha tentato fallendo per pochi voti, di essere eletta anche al Parlamento, in Sicilia, nelle precedenti elezioni politiche. Da tecnica a politica di professione: resta disoccupata avendo però sistemati tanti amici, a partire dal fratello al CNA.
In lista per la poltrona anche Federico Frigato, attuale Assessore alle Parentele (di Gabriele) in comune di Rovigo che vorrebbe traslocare in Provincia, rivendicando autonomia.
Fa il paio con l’altro assessore comunale, Nadia Romeo, che vuole pure trasferirsi in Provincia per permettere al papà Domenico (“Domenico è sempre Domenico”) di integrare la sua pensione da Senatore e da Direttore Inps con la Presidenza dell’IRAS, che gli è impedita, per assurdi cavilli burocratici, proprio perché la figlia è Assessore in Giunta.
Anche per queste nuove manovre e rivendicazioni salterebbe la poltrona per Francesco Ennio, dell’Italia dei Valori, già cacciato da assessore in Comune – anche dai due precedenti segnalati, che rivendica una poltrona in Provincia. Il nuovo che avanza, nell’Italia dei Valori, sarebbe il pluri e proto-Sindaco a vita di Borsea, Oscar Tosini.
A volte ritornano. Fra i “nuovi nomi” della politica polesana in lista per la poltrona da Assessore in Provincia, da segnalare Nello Chendi (Socialista Craxiano), Franco Vecchiatti (Comunista Berlingueriano) e Raffaella Sal-maso (dell’ufficio collocamento della Democrazia Cristiana) chiamata fa-miliarmente “nonna papera”.
Per curare i feriti da tante battaglie, Tiziana Virgili, Presidente e medico, avrebbe aperto un ambulatorio di Pronto Soccorso anche nella sede dell’Amministrazione Provinciale.
                   green pub
Gli “appelli” degli intellettuali per una società civile
10 luglio. In tempi più normali, anni ed anni ed anni fa, gli appelli e le denunce degli intellettuali funzionavano da preludi solistici a “suonate” di massa, a sensibilizzare e magari s-muovere le coscienze.
In questi tempi di deriva socio-culturale gli “appelli” sembrano fun-zionare da epilogo a marce funebri di regime. A scaricare un residuo di coscienza, con effetto ritualistico da usa-e-getta.
29 giugno. Dario Fo, il maestro, è tra gli 8 promotori di un appello alla Comunità Europea contro il razzismo di Stato Italiano, pubblicato anche su queste pagine.
8 luglio. Dario Fo, a seguito della repressione di manifestazioni anti G8, è capofila di un appello in cui si denunciano “segnali allarmanti sullo stato di salute delle granzie democratiche e dei diritti di libertà in Italia”.

9 luglio. Dario Fo scrive una lettera-appello a Obama, “Ascolti la gente di Vicenza”.
In questi tempi di frammentazione totale delle r-esistenze, ci si chiede se gli appelli non siano diventati inutili proclami autoreferenziali e se gli intellettuali non possano, invece, usare della loro autorevolezza, agendo da catalizzatori per implementare processi di con-divisione e di messa in comune di più e più frammentate coscienze civili.
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I 21 aspetti – dritti, rovesci, angolature, della personalità umana
E la celebrazione retorica che s-vuota la persona da ricordare
Persona, dal latino, vuol dire maschera. Secondo la psicologia com-portamentale (una delle) ci sono 21 differenti e coabitanti maschere a comporre una complessa personalità. Come persone umane siamo formati da una struttura complessa, di luci ed ombre, di più e di meno. Ed il ricordo, dovrebbe contestualizzare questa poliedricità. Ma capita sempre più sovente che il ricordo di eminenti persone scomparse diventi celebrazione retorica che le svuota di spessore e le riduce a figurine bidimensionali da attaccare all’album tipo “anni ruggenti”, “che tempi quei tempi”, o da sventolare per farsi pubblicità.
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Berlinguer e gli “untorelli”, vuoto di memoria
Rovigo, sabato 11 luglio. Ieri sera, in Pescheria Nuova si è tenuto l’in-contro “Per esempio, Enrico – L’attualità del pensiero di Berlinguer”, a 25 anni dalla morte, promosso dal circolo Arci Ridada col patrocinio del-l’assessorato alla Cultura del comune di Rovigo.
Negli interventi di Severino Galante ed Elios Andreini, moderati da Gian-ni Belloni, a celebrazione della figura del Segretario del Partito Comu-nista, moralizzatore della politica e pioniere della questione ambientale, viene completamente celata e rimossa la figura dell’inquisitore e di-scriminatore del “movimento” degli anni settanta.
Il Segretario del potente Partito Comunista, alla Festa Unità di Modena, definì “untorelli” gli “autonomi” (paragonandoli agli squadristi che nel 1919 assaltavano le case del popolo), che facevano parte del “movi-mento” che ebbe fulgore a Bologna nel 1977, delineando una vera e propria campagna di criminalizzazione. E’ proprio del Partito Comunista, il Sostituto Procuratore della Repubblica di Padova, Pietro Calogero, che, con l’inchiesta del “7 aprile”, ha messo fuorilegge l’Autonomia Operaia con l’arresto, il 7 aprile 1979, di numerosi attivisti dell’organizzazione.
Per ritornare alla serata di memoria, se il primo aspetto dell’iniziativa è la falsa-retorica-vuota beatificazione di Enrico Berlinguer, la seconda nota riguarda la cultura pubblica a Rovigo che è ormai completamente in mano all’Arci (ed ai fratelli Munaro). Per applicare la moralizzazione della vita pubblica, l’attualità di Berlinguer 25 anni dopo, occorre allora ricordare il Presidente tirafili dell’Arci Polesano – a cui confluisce l’orga-nizzatrice dell’iniziativa Arci-Ridada, il già inquisito per “tangentopoli” Lino (posticino) Callegarin (già attivista del Pci di Enrico Berlinguer), che quando era assessore in Provincia finanziava con decine di milioni di lire i progetti dell’Arci, di cui era Presidente, e che venivano assunti rego-larmente la sua moglie, il suo amico di partito e di paese e di asses-sorato all’immigrazione Bolzoni, ed il cinefilo dell’Arci, e la figlia del Sindaco del suo paese… Del resto l’attualità di Berlinguer – 25 anni dopo, per applicare i canoni della moralizzazione pubblica, si è significata, nella sua valenza da “sepolcri imbiancati”, coi “saluti” portati da personaggi come il “sindaco delle nebbie” Fausto Merchiori, il bisagliano democristiano Segretario del Pd Gabriele Frigato, parente del patrocinatore dell’iniziativa assessore Cultura e Parentele Federico Frigato (appunto) e l’assessore ai Privilegi Giovanna Pineda.
                                           per esempio Enrico 10 luglio 2009
Nicola Quadrelli, il gemello Ridada
Chiamato in causa da un socio Arci-Ridada, vedasi il commento a fine pagina, scrivo queste note sull’uno dei due caratteristi Ridada-Pianzada.
Con tutto il rispetto per una nobildonna come Antonia Bertagnon, ci sono due pilastri portanti in Arci-Ridada, i gemelli Nicola, Chiarini e Qua-drelli: ambo dell’ufficio stampa del Deltablues, congiunti a presentare il libro “Liberamente solidali” al recente “Festival dei Popoli” del Centro Diocesano Polesano, uniti nelle celebrazioni del 25 aprile, contigui in altre manifestazioni ancora…
I gemelli Nicola Chiarelli sono addetti stampa del Deltablues organizzato, con patrocinio di pubbliche amministrazioni, dall’Ente Rovigo Festival presieduto dal terzo, ma discosto, gemello Sandro Quadrelli e dalla mul-tinazionale cooperativa Area rebus del potente Claudio Curina.
L’ultima relazione col Quadrelli l’ho avuta anni fa in piazza Roma quando, passeggiando di sera nell’area fontana, venni letteralmente aggredito da Colui in delirio alcoolico, che si trascinava con bicchiere di vino rosso in mano, mentre il socio Chiarini gli faceva da ombra, senza ombra. «Tu non puoi guardarmi dall’alto in basso come la settimana scorsa a Scon-certando – cominciò ad urlarmi addosso, – chi ti credi di essere?». E via di seguito su questo esagitato tono. Solo a stento, ed usando della mia proverbiale pazienza, sono riuscito ad uscire incolume da questo attentato di alcolista attivo ed ambulante per piazza Roma.
Mi sono sempre chiesto quale dei fratelli Quadrelli, il Nicola o il Sandro, dovesse fare il fotografo, al posto mio, al “Resto del carlino”, giornale al quale ero in tirocinio come assistente di Gianpaolo Milan, negli scorsi anni Ottanta, quando venne il giornalista Dino Quadrelli a dire al fotografo di lasciarmi a casa perché quel lavoro doveva farlo suo figlio. Che dopo non lo ha mai fatto.
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Beppe è Brillo: si candida a segretario del PDmenoelle
12 luglio. Beppe Grillo si candida a segretario del PDmenoelle: «Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c’è il Vuoto. Un Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. Una sinistra senza programmi, inciu-cista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali. Muta di fronte alla militarizzazione di Vicenza e all’introduzione delle centrali nucleari. Alfiere di inceneritori e della privatizzazione dell’acqua. Un mo-stro politico, nato dalla sinistra e finito in Vaticano. La stampella di tutti i conflitti di interesse. Una creatura ambigua che ha generato Consorte, Violante, D’Alema, riproduzioni speculari e fedeli dei piduisti che affollano la corte dello psiconano. Un soggetto non più politico, ma consortile, affaristico, affascinato dal suo doppio berlusconiano. Una collezione di tessere e distintivi. Una galleria di anime morte, preoccupate della loro permanenza al potere. Un partito che ha regalato le televisioni a Ber-lusconi e agli italiani l’indulto.
Io mi candido, sarò il quarto con Franceschini, Bersani e Marino. Par-tecipo per rifondare un movimento che ha tolto ogni speranza di op-posizione a questo Paese, per offrire un’alternativa al Nulla».
                     il blob di beppe brillo
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Carlino, Gazzettino, La voce: odierno Minculpop rodigino
Rovigo, 13 luglio. Fino al 25 aprile 1945, gli organi di informazione del Polesine, “Il gazzettino” – edizione di Rovigo e “La settimana cattolica” – organo della diocesi di Adria, non diedero alcuna notizia di espropri di beni, schedature, espulsione dal lavoro, arresti e deportazioni degli Ebrei di Rovigo. Perfettamente governati dal Minculpop del regime fascista mussoliniano. [Il Ministero Cultura Popolare, del Governo Italiano del Regno d'Italia, fu istituito col compito di controllare ogni pubblicazione e di difondere i cosiddetti ordini di stampa (o "veline")]
Oggi, all’approvazione del “pacchetto sicurezza” – 733-B, da molti paragonato alle “leggi razziali” del 1938, in un nuovo assetto da Mincul-pop da regime Berlusconiano, Gazzettino – Carlino – La voce, non danno alcuna notizia, nè prima – nè dopo, della manifestazione tenuta da Biancoenero, l’11 luglio proprio contro queste nuove leggi razziali. I “fiduciari” di Galeazzo Ciano di questo moderno Minculpop, sono, rispettivamente: Donato Sinigaglia, Carlo Cavriani, Andrea Panozzo.
> Contro il razzismo: appello al Presidente della Repubblica
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La vergogna di Claudio Luciano
Lettera non pubblicata da “la voce”, in risposta alla missiva lettera di Claudio Luciano, pubblicata in data 14 luglio, in cui l’autore esprime il suo dissenso civile contro il cosiddetto “pacchetto sicurezza”, affermando, tra l’altro: «Io provo vergogna per appartenere ad una comunità civile che ha espresso, democraticamente a maggioranza, un potere politico capace di vincolare per legge ogni cittadino di questo paese all’os-servanza di norme che negano in radice l’uguaglianza fra gli uomini…».
Rovigo, 15 luglio. Fa bene Claudio Luciano a vergognarsi, in una lettera proprio a “la voce” che ha accuratamente censurato la nostra ultima protesta pubblica, per l’approvazione del “pacchetto sicurezza” 733-B che precipita l’Italia in un baratro temporale da “leggi razziali” del 1938. Come Biancoenero, per chiarire da chi viene la perorazione, ci siamo costituiti in Associazione per promuovere processi di integrazione degli Immigrati. e per la difesa e tutela dei Diritti Umani, nel lontano 1990. Nello specifico, è da due anni che facciamo mobilitazione contro l’ap-provazione del cosiddetto “pacchetto sicurezza” e, per restare agli ultimi tempi – da maggio 2009, abbiamo fatto quattro mobilitazioni pubbliche contro queste “leggi”, e non abbiamo mai intravisto, neanche da lontano, Claudio Luciano. L’ultima mobilitazione è di sabato scorso in piazza Vittorio Emanuele con anche raccolta firme da inviare al Presidente della Repubblica perché non promulghi questa legge.
Non si vergogni Claudio Luciano (come non ci vergogniamo noi), di essere italiano, come don Luigi Di Liegro, Luigi Pintor, Dino Frisullo, Alex Langer, si vergognino quelli che hanno promosso e fatto questa “legge razziale” e si vergogni – caso mai, Claudio il Luciano, per quello che non fa, o che non ha fatto, per contrastarla adeguatamente.
Maria Angela Zerbinati, Redazione Biancoenero
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E’ Giunta l’ora della Provincia
Catto-comunismo, il nuovo che avanza, un assessore comunale Presidente
Rovigo, 15 luglio. La Presidente Tiziana Virgili ha firmato le nomine degli otto assessori di Giunta. Fra le novità il recupero dell’ex assessore Laura Negri, candidata perdente al Municipio del suo paese Bergantino, e la vice-presidenza a Guglielmo Brusco, pure ex-assessore, a caratterizzare una Giunta catto-comunista da “sepolcri imbiancati”. Ma, se Guglielmo Brusco si è già definito il don Milani del Polesine, ci si chiede se Tiziana Virgili potrebbe definirsi la Nilde Iotti della Provincia.
Nel nuovo che avanza, anche l’assessorato ai Lavori pubblici al socialista Giorgio Grassia, anche sindaco di Castelguglielmo, che resse questo incarico nella prima giunta Saccardin tra il 1999 e il 2004, e Giuliana Gul-manelli ex Consigliere provinciale e due volte sindaco di Castelmassa.
Di rilievo anche la Presidenza del Consiglio provinciale affidata all’as-sessore del comune di Rovigo, il 36enne geometra Federico Frigato, detto saccentemente “Pantalone” o, in vernacolo, “sbraghessone”.
Nessuno ha capito, se non come atto di tracotanza politica, cosa ci vada a fare in Provincia, a presiedere addirittura il Consiglio provinciale, un Assessore del Comune già pagato 2000 euro al mese. Il dubbio assilla anche la maggioranza visto che, in prima convocazione del Consiglio provinciale, il 14 luglio, il geometra Frigato è stato eletto Presidente per un solo voto (dodici a undici) determinante e di differenza, il suo.
Ma, forse, l’operazione Federico è solo il lancio di successione, a capoghenga del Pd, da parte dello zio Gabriele, il secolare notabile demo-cristiano, ora Segretario del Pd provinciale che, dopo avere perso il seggio alle ultime elezioni europee, ha dichiarato di volersi ritirare dall’arena politica, in cui è sceso dai primi anni Ottanta. Ed allora tocca al nipote Federico dare prova di sè, trasferendosi dalla nicchia comunale per andare ad appoggiare la Presidente democristiana di Provincia, Tiziana Virgili. Affari, e nepotismi, da Democrazia Cristiana.
                   zestéa 
15 luglio 2009 delle “leggi razziali”
Roma, 15 luglio. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato e promulgato – e sarà ricordato per questo, una “legge razzia-le” (il “pacchetto sicurezza” Ddl 733-B) che scava un baratro di profonda depravazione e deprivazione nella società italiana. Una fossa di malva-gità sociale da cui non sarà possibile risalire se non in tempi lunghi, una pietra tombale sui Diritti Umani, una croce anche sulla Costituzione.
> Napolitano firma: è discriminazione di Stato
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S-vecchiare il Pd con Franco Vecchiatti
Rifiuta di stare zitto, il dinosauro dell’era politica cambriana
Rovigo, 19 luglio. Negli ultimi giorni sale alla ribalta il dissenso nel Pd portato da Franco Vecchiatti area Ds, già amico di Gianni Magnan nel paleolitico Pci anni Ottanta, contro le poltrone assegnate solo all’area democristiana (Margherita) dal Segretario provinciale Gabriele Frigato, già delfino di Antonio Bisaglia nel paleolitico democristiano.
La prima polemica nasce il 14 luglio alla prima riunione del Consiglio Provinciale quando ne viene eletto Presidente il margherita-demo-cristiano Federico Frigato (nipote di Gabriele) per un solo voto di differenza, il suo. Nessuno capisce perché il Vecchiatti, e l’altro pari e simil contestatore Claudio Marzola (che si è solo astenuto), invece di blaterare a vanvera non abbiano votato contro (come la Riberto – Rifondazione) facendo saltare la nomina “nepotista”.
L’ultima polemica nasce il 17 luglio quando Gabriele Frigato, per sedare i dissensi interni, offre la dirigenza del Censer (Centro servizi Rovigo – fiere) prima a Marzola, che rifiuta, e poi a Vecchiatti, che gli risponde stizzito: «Scusa ma non siamo mica al mercato delle vacche, e i problemi non si risolvono in questo modo».
Vecchiatti è diventato così il capofila di una ristrutturazione del Partito.
«Non mi faranno stare zitto, al Pd occorre un nuovo gruppo dirigente e la discriminante non è l’anagrafe», proclama infatti Franco Vecchiatti che, più che ad una mucca parlante (da mercato) potrebbe essere pa-ragonato ad un Vanvera-sauro dell’epoca cambriana.
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Incontr-Arci per lo spritz
Rovigo 21 luglio. Della serie “Rovigo da bere” è uscito il nuovo numero, 8 pagine a colori, di “incontr-arci”, periodico di informazione dell’Arci pro-vinciale, presieduta da Lino Callegarin (già inquisito per “tangentopoli”, che durante i suoi due mandati da Assessore provinciale sono stati as-sunti regolarmente la sua moglie / il suo consociato di partito-di paese-di assessorato immigrazione Milko Bolzoni / il suo consulente di cinema, la figlia del suo amico sindaco paesano, che durante i suoi mandati contri-buiva a decine di milioni di lire i progetti dell’Arci di cui era presidente…).
Un giornale da singhiozzo e se il singhiozzo va combattuto a colpi di spritz, la bevuta, a tamponare la calura estiva è assicurata. Direttrice responsabile Rosanna Cavazzini… Hic! Hanno collaborato Sergio Gar-bato… Hic! Lino Callegarin… Hic! Fra i servizi, Garibaldi in Polesine… Hic! “Tra ville e giardini”, pagina a cura dell’ufficio stampa provinciale… Hic!
[Dopo Arci-caccia, Arci-pesca, Arci-ghenga, ecco l'Arci-stampa e l'Arci-spritz!] 
                                     arci-spritz Rovigo
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Recintare i buchi
“Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus?”
Rovigo, 22 luglio
. La foto curiosa. Recinzione dell’aera ferroviaria in zona Tassina, fatta dalla ditta “Busi recinzioni”, appunto.
                                       busi recinzioni
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Automania polesana: record del Nord-Est
Rovigo, 22 luglio. In Italia alla fine del 2008 circolavano 60 auto ogni 100 abitanti, il valore più alto in Europa e probabilmente nel mondo. Con notevole distacco dagli altri Paesi europei: in Germania, Spagna e Francia circolano 50 auto ogni 100 abitanti e nel Regno Unito 49. I dati provengono dal rapporto annuale, 2008, dell’Osservatorio Autopro-motec. Nella graduatoria nazionale il Polesine si distingue per il primato del Nord-Est con 61 automobili ogni cento abitanti.
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Eletto prima delle votazioni il presidente Censer
E’ Francesco Stocco designato dalla loggia del P(2)d del Partito democratico
Rovigo 22 luglio
. In assoluta anteprima si anticipa qui il nome del nuovo presidente del Censer che sarà eletto domani pomeriggio dal Consiglio di amministrazione. Si tratta di Francesco Stocco, del Pd, già sindaco di Villadose per due mandati e consigliere provinciale per due legislatu-re. La nomina di Stocco proviene dalla cellula polesana P(2)d, del Partito democratico, diretta da Gabriele Frigato, dopo i rifiuti politici dei de-signati Claudio Marzola e Franco Vecchiatti, e di Edo Boldrin incompatibile per motivi professionali.
Domani pomeriggio l’assemblea dei soci del Censer eleggerà quindi il nuovo Consiglio di amministrazione in rappresentanza di Comune, Pro-vincia, Unindustria, Camera di commercio e Fondazione Cariparo.
5 Consiglieri che saranno presieduti dal sunnominato Francesco Stocco, a sostituire, con voto libero, Massimo Borgato.
Ci si chiede perché spendere soldi (di sede e gettoni di presenza) e tempo per confermare “democraticamente” la persona già decisa uni-tariamente da Gabriele Frigato, un semplice cittadino che non è stato eletto a nessuna carica pubblica. Non si potrebbero risparmiare soldi della collettività conferendo gettone di presenza (e spese per la sede del Partito) direttamente al coordinatore del Pd?
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Gigi Gioli all’assessorato cultura del Comune?
Doccia fredda refrigerante-estiva sui possibili successori a Frigato
Rovigo, 23 luglio. Doccia fredda sui possibili successori a Federico Frigato, assessore cultura del comune di Rovigo, andato a presiedere il Consiglio provinciale. Fra i possibili candidati alla poltrona da duemila euro, era comparso Bruno Candita democristiano-margherita, avvantaggiato per-ché la moglie è già stata sistemata al Teatro Sociale. Alle sue spalle, per i Verdi, il consigliere Guido Romanin che, in un afflato di competenza professionale, avrebbe delegato il com-partitico Gigi Gioli, “icona”, assie-me a Diego Foresti, della sinistra radicale rodigina. Non stupisca questa avance, il Gioli non è nuovo a questa candidatura che gli era stata de-legata dal Movimento del Nord-Est alle elezioni comunali del 1998. Il Mo-vimento di Massimo Cacciari a cui confluivano, nella versione rodigina, sia i componenti dei Centri Sociali, come Gigi Gioli (e Milan Claudio e Guido Romanin), che i democristiani di Beppe Osti.
La doccia fredda, refrigerante estiva, riguarda l’assessore Frigato che, per volere del Sindaco Merchiori «ci sono dei percorsi avviati che chie-dono assolutamente la sua presenza», continuerà a fare il suo “lavoro” in Comune almeno fino al mese di ottobre. Continuando a ritagliarsi del tempo per fare anche il Presidente del Consiglio provinciale ed a intascare i gettoni di presenza.
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Estate, cresce la benzina
23 luglio. Misteri italiani – In coincidenza con le vacanze estive aumenta, come al solito, il prezzo di benzina e di gasolio. Nonostante il petrolio costi oggi meno della metà (67 dollari al barile) di un anno fa (140 dollari al barile). Quando il costo del petrolio cresce scattano automaticamente gli aumenti della benzina, quando, invece, diminuisce, il prezzo della benzina resta fisso o aumenta lo stesso.
Misteri italiani: non la strage di piazza Fontana del 1969, ma l’aumento della benzina a prescindere dal costo del petrolio.
                   pedavena
E’ ricomparso Vanni Destro!
Scomparso dalle Provinciali riappare nel “blog” di Gianni Magnan
Rovigo 24 luglio. Sogno o son desto, è ricomparso Vanni Destro! Il dis-sidente ed alternativo candidato Presidente di Provincia alle ultime ele-zioni, con le Liste Civiche per il Polesine, ha fatto la sua ricomparsa dispensando freddure estive a commento di un articolo sul “blog” Mo-nello Vianello di Gianni Magnan. “ROVIGOTI”, di Vanni Destro: Velocipedi alla rodigina / Senso vietato, controsenso assicurato. SUV e giùv per il Corso / Adriasterdam. Spinello proibito nella città etrusca. Il Bar Bujani non è un coffee shop. / VIA favorevole alla Nogara-mare. Non ci ba-stavano le buche della Transpolesana?…
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Al Censer i soldatini del Pd di Frigato
Eletto “democraticamente”, come da ordini, il nuovo Presidente
Rovigo, 24 luglio
. Come profetizzato su queste pagine – quattro paragrafi più sotto, in data 22 luglio, ieri pomeriggio l’assemblea del Censer, ente espositivo di viale Porta Adige, ha eletto il nuovo Consiglio di ammi-nistrazione ed il Presidente te-lo-dicevo Francesco Stocco. Infatti Stocco era stato già stato nominato Presidente, alcuni giorni fa, dal segretario della loggia polesana del Pd, Gabriele Frigato, nella bottega di via Mure.
L’assemblea di ieri pomeriggio ha semplicemente messo in fila i soldatini dell’impiegato di banca Frigato, che, con “libera espressione di coscien-za”, hanno eseguito pedantemente gli ordini ricevuti dal comandante.
Alla riunione assembleare hanno partecipato tutti i soci del Censer: la presidente della Provincia Tiziana Virgili (facente veci Frigato), il sindaco di Rovigo Fausto Merchiori (f.v. Frigato), il rappresentante della Fondazione Cariparo Fabio Ortolan (f.v. Frigato), il vice-presidente della Camera di Commercio Stefano Casalini (f.v. Frigato) e il rappresentante di Unin-dustria Roberto Gardina (f.v. Frigato).
Il nuovo Cda, eletto “democraticamente” e ridotto da nove a cinque, è composto, oltre che da Stocco, da Gianmario Scaramuzza (portaordini di Frigato) – in rappresentanza del Comune, Franca Bernini (p.o. di Frigato) – per la Provincia, Elia Lubian (p.o. di Frigato) per Unindustria, Giacomo De Stefani (p.o. di Frigato) – segretario Camera di Commercio.
Francesco Stocco, alla ribalta dopo uno “stoccaggio” per dissensi nel partito, ha profuso subito vassallaggio esprimendo riconoscenza per la “grazia ricevuta”: «Ringrazio per la stima accordatami la presidente della Provincia Virgili (Frigato), un grazie va anche al Consiglio di ammini-strazione (Frigato) ed alle istituzioni (Frigato) per la fiducia riposta nella mia persona. A loro (Frigato) porto rispetto e con loro (Frigato) colla-borerò per fare ciò che è meglio per il Polesine (e per Frigato)».
Il re è nudo e la Virgili è la foglia di fico, intanto che i servi si affannano a sequestrare e rompere tutti gli specchi polesani.
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L’inquietante scritta su Beatrice Stevanin
Rovigo, 25 luglio. “Beatrice Stevanin pedofila” è una scritta murale, a caratteri cubitali, apparsa la prima volta, un anno e mezzo fa, a lato di Porta S. Bortolo. Adesso è ricomparsa su diverse pagine del giornale murale cittadino: all’entrata del quartiere Tassina – in zona pista ciclabile ed a lato di via Petrarca – zona stazione.
Beatrice Stevanin, a quanto è dato sapere, è la direttrice dell’istituto Casa Sacra Famiglia di Fratta Polesine. Un Istituto di assistenza alla persona, verso anziani e giovani disabili.
                                   beatrice stevanin
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Il Carlino a “luci rosse”
Chiuse tre case d’appuntamento gestite da cinesi
Rovigo, 26 luglio. “La polizia mette i sigilli a tre case d’appuntamento”, squilla a tutta prima pagina il Resto del Carlino di Rovigo. E poi, in un articolo dal taglio razzista di pag. 3, Marco Signorini, partendo dal presupposto della “conquista” cinese del Polesine con bar, laboratori tessili e “case d’appuntamento” – appunto, informa che la Polizia ha chiuso due appartamenti di Rovigo, ed uno di Badia Polesine, in cui esercitavano prostitute cinesi non in regola col permesso di soggiorno e, probabilmente, sotto il controllo di organizzazioni criminali.
[Un problema che era già stato sollevato su queste pagine in una inchiesta sulla prostituzione in Polesine in data 12 marzo. E' da quella data che si è in attesa di intervista da parte del capo della Mobile di Rovigo Leo Sciamanna
Pubblicità ed induzione alla prostituzione del Carlino?
Anche oggi, come ogni giorno, sotto il titolo “Comunicazioni personali”, nella parte finale dell’inserto locale del Carlino, appaiono due pagine fitte fitte di annunci, corredati di località e numero di telefono, del tipo: Olandese 19 enne bionda 6° misura vogliosa irresistibile porcellina senza limiti / Alessia con amica: due maialine per tutto quello che vuoi senza fretta / Russa. bionda.bella.fine.disponibilissima.tutti i canali.vibro-attrezzi.pioggiadorata / Giovane schiava bolognese solo per facoltosi che la sappiano sottomettere e dominare. Anche domenica… 
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carla bley
Carla Bley – Big band a Rovigo
Evento musicale tra i “due di coppe” della cultura rodigina
Rovigo, 26 luglio. Note di notte. Per la rassegna estiva “Tra ville e giar-dini”, alle ore 21,30 – ingresso 5 euro, nel Chiostro Olivetano del Museo dei Grandi Fiumi, si tiene il concerto jazz della pianista e compositrice Carla Bley, accompagnata dalla sua Big band. Tra Ville e Giardini è una manifestazione realizzata nell’ambito dell’Accordo di Programma della Regione Veneto – Provincia di Rovigo, col sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.
Il concerto, nella cornice materica del Chiostro, viene presentato, ed impicciato, da alcuni “due di coppe – quando va a spade”, della cultura rodigina, a pavoneggiarsi sotto i riflettori accesi per Carla Bley: Andrea prezzemolo Pirani, super dirigente del Comune a 90 mila euro l’anno (quando il Sindaco ne prende 51 mila); Laura carneade Negri che, per il secondo mandato consecutivo, cerca di fare ricordare il suo nome (e cognome) di assessore Cultura della Provincia, Mister x – marito della giornalista Arci Rosanna Cavazzini, della Fondazione Cariparo, per finire col direttore artistico della rassegna Claudio tip-tap Ronda di Fabula saltica, così nominato per il suono in batti-ribatti del suo unico neurone (invece dei soliti 25 bilioni) contro la corteccia (nel vuoto) cervicale.
Fra gli spettatori altri vuoti a perdere della cultura rodigina tipo Enzo cartina-da-tornasole Valsecchi (Oakland ha partorito Carla Bley, Rovigo Enzo Valsecchi), Daniele che-rabbia-stasera Pavarin condirettore impavido del tragico Deltablues e la comparsata di Carlo cabròn Cavriani, il Resto/Scarto del Carlino, dopo la fuga di Nicoli-Ramazzina-Pifanelli-Mora.

Una sciamana del jazz
Dopo la presentazione dei mosconi polesani Carla Bley ha iniziato il concerto ed ha dovuto fronteggiare anche le ruspanti zanzare autoctone con alcune manate rivolte all’aria, più che al pianoforte, mentre anche alcuni musici si spruzzavano, in diretta, di copioso repellente.
Dopo questa necessaria contestualizzazione a definire la cornice della manifestazione,
resta da sottolineare la pregnanza e la valenza artistica di Carla Bley e della sua Big band, composta da 16 ottimi elementi, che ha portato in Polesine un vero a autentico dono rigenerante in que-sto periodo di afa, bassa pressione, umidità 100%. Chi ha voluto e saputo estraniarsi nell’ascolto, ha goduto di due ore di relax psico-fisico, di massaggio mentale, guidato dalla nervosa e scattante Carla Bley a guisa di una sciamana del jazz.

Carla Bley – scheda
Pianista, compositrice, arrangiatrice, band leader, Carla Bley, nata a Oakland, California, nel 1938, è uno dei personaggi più variegati della scena jazz: negli anni settanta, è l’indiscutibile signora dell’avanguardia, in quanto compositrice dei brani più significativi di Paul Bley e, insieme a Charlie Haden, ispiratrice e guida della Liberation Music Orchestra; al giorno d’oggi, signora del jazz in genere, in quanto leader di una delle jazz big band più versatili e longeve. Clarla Bley propone un concerto di gran classe, di un’artista che, nonostante una carriera sempre inquieta, dimostra di non conoscere crisi d’ispirazione; ispirazione che, quando la scena musicale è sempre alla disperata ricerca di novità per adeguarsi ai tempi, non teme di cercare proprio nella musica più dimenticata del passato e apparentemente fuori moda le strade più all’avanguardia.
Memoria: “Correva l’anno 1969 quando Charlie Haden, insieme a Carla Bley, pubblicò il primo disco della Liberation Music Orchestra, trasforman-do in musica le sue convinzioni politiche sulle tensioni di quel tempo”.
                                   carla blay e big band 
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La sensibilità al cambiamento
«Non è la specie più forte a sopravvivere, nemmeno la più intelligente, ma quella più sensibile al cambiamento». Charles Darwin
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Amici (tossici) di Beppe Grillo di Rovigo
La fontana di piazza Roma ad Aperol e prosecco
Rovigo, 28 luglio. Dal sito “Associazione amici di Beppe Grillo di Rovigo”.
«(brutto) SenzAnima organizza per domenica 9 agosto ore 17, ed invita a partecipare a: “Happy Hours” in piazza Merlin a Rovigo. La piazza della fontana non sarà ad acqua, ma ad aperol e prosecco!!! Ritrovo degli associati, ferie permettendo, cogliamo occasione per stare in compagnia e magari ritrovare vecchi compagni! Venite numerosi, con le/i fidanzate/i. Magari montiamo anche un gazebo per l’occasione».

Delirio alcolico giovanile: baratro generazionale
Della serie “Rovigo da bere” non poteva mancare, in questa cartolina-notiziario, il delirio alcoolico degli amici di Beppe in- questo-caso Brillo di Rovigo. Una iniziativa che scava un precipizio abissale fra generazioni. Noi, della Redazione, siamo cresciuti a Sandokan, Robin Hood, il Corsaro Nero, Capitan Miki, Capitan America e l’Isola del tesoro (l’adolescenza). Loro, i Grillini, sono cresciuti, invece, a James gin Brooke, il beone di Nottingham, il Corsaro Rosè, il generale tequila Calavera, Capitan Pipa e l’Isola del merlot (l’incoscienza).
E pensare che il sito dell’associazione informa:
«La lotta per la vera informazione è incominciata! In questo forum discu-teremo vari temi (energia, ambiente, consumi sostenibili, politica, tecnologie…) per poterli approfondire e organizzarci per migliorare le cose partendo dal basso». Partendo dal basso, verrebbe da dire, dalla fossa alcoolica. Chi forum forum, chi sotto sotto (nella fossa)!
                                         amici beppe grillo rovigo 
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S-Concertando ed i “portatori di alcool”
Rovigo, mercoledì 29 luglio. Pronti-partenza-cin-cin-e-via per “Scon-certando”, nove serate di musica (ad ingresso libero), dal 31 luglio all’8 agosto al centro sportivo La Marcona di Ceregnano. Si tratta della ventesima edizione della manifestazione, organizzata dall’associazione culturale My Way con il contributo del Comune di Ceregnano, della Provincia di Rovigo e della Regione Veneto. Una manifestazione che si è sempre più caratterizzata per il “rinfresco” alcoolico e musicale alla calura estiva. Una sorta di “panem et circenses” moderna.
La manifestazione è stata presentata ufficialmente, giovedì scorso, in Provincia, dall’assessore provinciale alla cultura Laura Negri e alcuni rappresentanti dell’associazione My Way, tra i quali Maurizio Zannato: quest’anno verrà dato un grosso spazio a formazioni musicali locali, ben quattordici su diciannove, e un’azione di attenzione nei confronti di co-loro che non fossero nella condizione di guidare a causa dell’assunzione di una dose eccessiva di alcol, mettendo a disposizione due auto e autisti per il riaccompagnamento. “Vogliamo evitare – ha detto Zannato – che una festa si trasformi in tragedia”. L’ingresso è gratuito e i concerti inizieranno alle ore 22,00 di ogni sera sul palco grande, proseguendo dopo mezzanotte su quello piccolo per delle jam session. 

Uno “Sconcertante” “Sconcertando”
Peccato che due assistenti ai “portatori di alcool” siano veramente esigui per una manifestazione imperniata proprio sull’ascolto “inebriante” della musica. Un accompagnatore per Guido Frezzato – l’usciere-odalisca de “il Gazzettino”, uno per Walter fonfo Sigolo, due degli abituali habitué, e Andrea mercante-di-liquore Bagno, il tertium non datur, dovrà andar-sene a piedi, e pantezzando, fino a Lendinara.
Quindi, ogni sera, resteranno centinaia di intossicati costretti a per-nottare allo stadio o ad andare in auto a rischio soppressione patente di guida per “stato di ebbrezza” causato dalla “droga di Stato”.
Il problema si potrebbe risolvere in due modi: utilizzando centinaia di autisti – disoccupati ad accompagnare gli utenti, oppure mettendo in vendita solo cedrate, chinotti, ginger e granatine al tamarindo. Ma allora, senza “guida alcoolica all’ascolto”, non ci sarebbe più alcuno spettatore.
Il tertium non datur, per restare in tema, sarebbe di coniugare musica e ribellione con una edizione speciale alla “M&M”: musica e marijuna (senz’altro meno tossica dell’alcool). Allora sì che sarebbe una edizione “Sconcertante”, ribelle e “stupefacente” della rassegna musicale.

                                           sconc

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Annullata la scritta su Beatrice Stevanin
Rovigo, 30 giugno. Potenza dell’informazione Biancoenero: pochi, ma buoni lettori (Digos). A pochi giorni dalla segnalazione “L’inquietante scritta su Beatrice Stevanin”, vedasi 6 paragrafi più sotto, le due scritte lì menzionate con tanto di indirizzo geografico, sono state annullate dal giornale murale cittadino. La seconda, quella in pista ciclabile – entrata Tassina, ha avuto però una postilla, vedasi immagine.
                           beatrice stevanin scritta panoramica
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                                L’ALCOOL E’ LA DROGA DEI POPOLI

A – Divieto vendita alcolici se sprovvisti di licenza
Niente birra agli ambulanti, a rischio sagre e feste
30 luglio. E’ entrato in vigore su tutto il territorio nazionale il divieto assoluto di vendita e di somministrazione di alcolici su aree pubbliche, sprovviste di licenza di pubblico esercizio, secondo quanto indicato dalla legge comunitaria numero 88 del 2008, approvata a fine giugno dal Parlamento. Sono previste sanzioni amministrative piuttosto severe per chiunque vende o somministra alcolici, senza apposita licenza, con punizione pecuniaria da 2mila euro a 12mila euro, con rischio di confisca della merce e delle attrezzature.

B -Il Ministero salva le sagre dalla legge contro la vendita di alcolici
Fatta la legge, trovata la deroga
30 luglio. Il Ministero dello sviluppo economico, con una risoluzione, salva gli operatori commerciali e le manifestazioni su aree pubbliche dalla legge che vieta la somministrazione di alcolici. Gli operatori del commer-cio su aree pubbliche, sia che esercitino su posteggio isolato o posto all’interno di mercati o fiere, sia che commercializzino i propri prodotti in forma itinerante, potranno tranquillamente continuare ad effettuare la vendita di alcolici in recipienti chiusi, come d’uso. E anche chi effettua la somministrazione di alcolici su aree pubbliche nell’ambito di manife-stazioni quali sagre, feste e riunioni straordinarie di persone in genere, sulla base di autorizzazione temporanea alla somministrazione di alimenti e bevande, non avrà alcun problema a continuare le normali attività di somministrazione degli alcolici.

C- Bere per dimenticare (Berlusconi)
I milioni di tossici alcolisti italiani, bevono (si drogano) forse per cercare una qualche consapevole realtà (“in vino veritas”), ma subito dopo continuano a tracannare per dimenticare quella stessa verità (di regime berlusconiano) a cui sono pervenuti.
                   mc allan

Un “energumeno” all’Alìper
Dietro le nostre spese quotidiane, episodi di discriminazione quotidiana
Rovigo, 31 luglio, Alìper
. Sotto il sole perpendicolare e caliente delle ore 13, un energumeno in vestito-divisa, con tanto di cartellino, sbraita e smanaccia all’aria contro un mingherlino immigrato di pelle scura che staziona davanti ai carrelli per la spesa, probabilmente per elemosinare. Con parole tipo “Cazzo… qua non puoi stare…”, convince l’immigrato ad andarsene e poi si dirige all’ombra del supermercato continuando a sbraitare di copioso sudore e furore.

La quotidiana banalità del male
Una piccola storia ignobile nel quotidiano razzista che permea l’Italia dalle “leggi razziali” del 15 luglio 2009. In ogni supermercato, magari in zone poco evidenti, si trovano cartelli dove sono numerate divieti tipo: mendicare, volantinare, appendere avvisi senza contattare la direzione, ingombrare i passaggi… I supermercati sembrano diventati zone di guer-ra dove vengono sospesi normali Diritti Civili (perché mendicare non è un reato, per esempio). Ed ormai non ci si fa più caso. Perchè consumare è d’obbligo e l’essere consumati di conseguenza.
Tempo fa, addirittura alla Coop, io e la moglie fummo diffidati dal conver-sare con una “zingara” proprio da un “vigilante” in divisa e con pisto-lone, calzato multinazionale Nike. Secondo lui la donna disturbava i potenziali clienti ed anche solo per parlarci, dovevamo spostarci più in là, sempre più in là, fuori vista. A nulla valse l’alzare la voce, scrivere una lettera ai giornali locali ed alla Direzione. Dalla quale, pur essendo soci, siamo ancora in attesa di risposta dal maggio 2008.
                                        divieti al supermercato
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Renzo Marangon, il “gigantismo del nano”
Operazione di restyling per lo storico democristiano
Rovigo 1 agosto
. Da tre giorni sono comparsi, all’entrata ed uscita del Multipiano di Rovigo, due manifesti giganti, sette metri per tre, “Grazie Renzo”: la scritta è posta a lato della foto gigante di Renzo Marangon, inquadrato di tre/quarti, e sotto di essa sta la descrizione di quattro progetti dell’assessore regionale alle Politiche del territorio.
Più che un ringraziamento (?) per le recenti elezioni Provinciali perse alla grande dalla coalizione di Centro-destra, che si è mangiata un 12% di voti (30 mila voti) in più dal primo al secondo turno, sembra un preludio pubblicitario per le prossime elezioni regionali 2010. Ed anche una operazione di restyling (restauro di facciata) per Marangon, iscritto alla Democrazia Cristiana nel 1974, che negli ultimi tempi elettorali ha ingaggiato una lotta senza esclusione di colpi col coordinatore polesano del Pdl Mauro Mainardi, sostenuto dall’onorevole Luca Bellotti.
L’enorme manifesto manifesta la cosiddetta sindrome del “gigantismo da nanerottolo”, che potrebbe deflagrare, come la rana che scoppia per diventare bue nella favola di Fedro. Renzo è infatti noto per la sua statura da un “metro ed una spanna” alla quale accompagna anche una gibbosità che lo ha fatto soprannominare il “gobbo di Cantonazzo”. Una nomea che gli ha procurato orde di devoti che vogliono accarezzargli la protuberanza, quella posteriore per carità!, perché pare porti fortuna.

RESTYLING – lifting inevitabile per Renzo Marangon, già segretario pro-vinciale e regionale del Movimento giovanile democristiano – nella secon-da metà degli anni Settanta, già pupillo e segretario particolare del go-vernatore democristiano Antonio Bisaglia nel 1983. Fu anche eletto sin-daco di Rovigo nel 1993, “dalla parte dei cittadini” che abbandonò po-chissimo tempo per dopo per andare in Consiglio regionale (ad un milio-ne di lire in più al mese – dalla parte di Renzo Marangon) a sostituire l’a-mico geometra Giulio Veronese. Veronese (gran paròn del Polesine dal 1983 al 1993), assessore regionale agricoltura, quello dei viaggi di stu-dio truffa degli agricoltori veneti a Las Vegas (ai casinò, non nei campi agricoli), fu dismesso dal Consiglio regionale nel 1993 per corruzione e concussione sugli appalti degli ospedali veneti, e del monastero degli olivetani di Rovigo.
Renzo Marangon è stato candidato Presidente, e perdente, della pro-vincia di Rovigo, per Forza Italia, alle elezioni dell’anno 2004. Eletto alle regionali con 7010 preferenze (toccatine di gobba), è assessore regio-nale all’Urbanistica dal 15 aprile 2005.
                            renzo marangon 3x7
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Livello fognario del capo di Governo
3 agosto. «Non è facile illustrare a studenti americani che vorrebbero amare e apprezzare l’Italia a quale livello fognario sia discesa la mas-sima autorità politica e il capo del Governo nell’Italia 2009, senza demolire la loro passione per il nostro disgraziato Paese…».
Vittorio Zucconi in “Lo scudetto della turpitudine”, articolo del 3 agosto pubblicato nel “Tempo reale”, il blog del direttore (di Repubblica).
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L’Arci mazzetta ed il ’68 ri-pagato
La cultura strettamente connessa con gli affari e la partitica
Rovigo, 4 agosto. Con determinazione n.1669 del 28 luglio 2009, la Provincia di Rovigo dispone affinché venga liquidata la somma di 500 euro al circolo Arci “Il tempo ritrovato”, da delibera di Giunta provinciale 04-06-2009, a sostegno dell’iniziativa “il ’68 cinematografico”.
Si tratta di una rassegna di quattro film presentati presso la sala dell’Arci provinciale, viale Trieste, nel quarantennale del ’68.
1- lunedì 10 nov. 2008: Due o tre cose che so di lei, di Jean Luc Godard;
2- lunedì 17 novembre 2008: Butch Cassidy, di George Roy Hill;
3- lunedì 24 novembre 2008: Easy Rider, di Dennis Hopper;
4- lunedì 1 dicembre 2008: I pugni in tasca, di Marco Bellocchio.
Curatori della rassegna: Andrea Tincani, Claudio Luciano, Paolo Zorzato.
Logo della rassegna cinematografica Paul Newman (?). 

Vitalizio pubblico gratuito all’Arci
Sulla qualità dei film e sui curatori, si stenda un pietoso silenzio – li chia-mano “Ombre rosse” nel senso alcolico e nel senso di parvenze di sinistra, ma la cifra di 500 euro non pare proprio di “sostegno” ad una iniziativa di costo quasi zero (sponsorizzata anche da comune Rovigo, Banca di Credito, ASM, CGIL e Uil, ditta Guerrato) visto che i film sono scaricabili gratis da e-mule ed i relatori sono tutti dipendenti pubblici locali smaniosi di darsi lustro, sembra piuttosto il pretesto per una sovvenzione-elargizione pubblica ed arbitraria all’Arci provinciale, in offesa e spregio a tutte le associazioni che, nel territorio, continuano a produrre cultura a spese proprie escluse dai contributi pubblici.

Il ’68 dell’Arci e del Pdl
A Rovigo, le celebrazioni del ’68 sono state sovvenzionate dalle Ammini-strazioni Pubbliche (assessorati Cultura di Comune e Provincia) solo a chi quegli anni ribelli li ha visti in modo folcloristico da una balconata di sinistra o di destra, come l’Arci ed il Pdl. Basti ricordare che proprio a Biancoenero il comune di Rovigo ha negato, oltre a qualsiasi contributo, una semplice sala per una rappresentazione sul ’68, che ha messo in rilievo le canzoni e le tematiche del “movimento” di quegli anni.
> Comune di Rovigo vieta cartoline del ‘68
                                          Paul Newman e il '68
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Sindaco Merchiori, dittatore totalitario
Da “Sindaco delle nebbie” a “Iago bi-fronte”, a “dittatore totalitario”
Rovigo, 5 agosto
. Il Consigliere comunale di opposizione, Matteo Zangi-rolami (Pdl), in una nota stampa, affronta una questione spinosa del Comune, quella relativa al dipendente Fabio Raule, «prima colpito da un provvedimento disciplinare e oggi da una delibera di Giunta che dà mandato al legale del Comune di procedere per difendere l’immagine dell’ente: E’ un atto di intimidazione degno di dittature totalitarie. Se il sindaco ci tiene tanto a salvaguardare l’immagine del Comune, pensi a mantenere gli impegni presi».
Fabio Raule, rappresentante sindacale dell’Rdb, già colpito lo scorso 31 marzo da provvedimento disciplinare per avere resi noti i premi di produ-zione dei super dirigenti del Comune, è stato denunciato dal Sindaco per un recente volantino in cui rivendica, ancora, il rispetto degli impegni presi dal Comune, nell’anno 2007, di incrementare il fondo salario accessorio (premio di produzione) ai dipendenti per l’anno 2008. 

Vuoto a sinistra. Lo strano, come si è scritto l’1 aprile su questo blog, è che il sindacalista Raule venga difeso più dall’opposizione che non dalla “sinistra” e dai sindacati rodigini. Ma forse la sinistra (Pineda-Romanin-Masin-Pavarin) in appoggio alla Giunta Merchiori, ne è stata sinistrata.
                   crimi
Abuso politico del sito del Comune
Lega e Pdl accusano e chiedono al Sindaco di destituire l’assessore Pineda
Rovigo, 6 agosto
. Simone Bedendo, capogruppo in consiglio comunale della lega Nord, e Andrea Bimbatti, capogruppo del Pdl, puntano il dito contro l’assessore Giovanna Pineda, che per questo pomeriggio ha organizzato in sala consiliare, un incontro sui contenuti del Pacchetto si-curezza. Incontro annunciato anche sul sito internet del Comune. I due esponenti dell’opposizione non criticano l’iniziativa di approfondimento di una legge ma la nota messa a commento dell’incontro dove viene «ab-bondantemente citato il pensiero del ‘giurista’, di sinistra, Domenico Gallo». Gallo definisce il Pacchetto sicurezza come «una serie di misure persecutorie e discriminatorie nei confronti dei gruppi sociali più deboli, che nel nostro Paese non si vedeva dai tempi delle ‘leggi razziali».
«La stessa Pineda conclude la nota scrivendo che le norme del Pac-chetto sicurezza sono in netta violazione della Costituzione, forse di-menticando che il provvedimento è già stato controfirmato dal Pre-sidente della Repubblica Napolitano – sottolineano i due consiglieri -: è chiara la strumentalizzazione politica che si vuole dare a questo in-contro». Secondo i due consiglieri è gravissimo che un assessore del comune di Rovigo utilizzi il sito internet e la sala consiliare «per offen-dere il Parlamento italiano tacciandolo di razzismo e svolgere politica di partito in modo scandaloso».
Bimbatti e Bedendo chiedono al Sindaco di intervenire per bloccare que-sto incontro e per ritirare immediatamente le deleghe di assessore alla Pineda: «in caso contrario, significherà che il sito internet del Comune non è finalizzato a comunicazione istituzionale con i cittadini ma un fo-rum politico al servizio della sola maggioranza di sinistra e cosa ben più grave – affermano – che il Sindaco avvalla e condivide l’accusa di Razzi-smo al Governo e al Parlamento Italiano. Valuteremo perciò di interes-sare il Prefetto per quello che potrebbe apparire come un abuso Isti-tuzionale». (il Resto del Carlino – Rovigo, 6 agosto)
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“Pacchetto sicurezza”: incontro pubblico (dal sito comune di Rovigo)
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A passionale difesa di Giovanna Pineda, assessore di partito
Accusata dall’opposizione di abuso partitico di sito ed aula del Comune
Rovigo, 7 agosto, ai giornali locali.
Egregio direttore,
scrivo questa lettera a difesa dell’assessore Giovanna Pineda accusata dai capogruppo comunali dell’opposizione, Simone Bedendo Lega Nord – Andrea Bimbatti Pdl, di usare il “sito” internet e l’aula del Comune per propaganda partitica. Bedendo e Bimbatti in questa occasione ci fanno la figura dei “Gianni e Pinotto” della politica locale, lo vadano a raccontare al Consiglio comunale dei ragazzi che gli Assessori ed il Sindaco fanno gli interessi dei cittadini e non dei partiti…
> Politiche partitiche dell’immigrazione a Rovigo
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L’urlo del Parco Curiel, violato e mutilato
Rovigo, 7 agosto – di Lp. Soprattutto nelle notti di luna piena, quando la sensibilità si dilata – come in questo periodo, si sentono le urla di paura e terrore del Parco di via Curiel: ferito, ridotto, violato, alluvionato, as-sordato, arbitrariamente. Perché Ella è una creatura vivente.
> L’urlo del Parco Curiel
                                     nuova casa di cura tabella
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Gianni Magnan contro Magnan Gianni
Rovigo, 9 agosto – pettegolezzo estivo. Nel vuoto a perdere della politica estiva – chiusa per ferie, si recupera una polemica, passata sotto tono, del 18 giugno scorso, in pieno periodo elettorale per il Presidente della Provincia: Tiziana Virgili o Antonello Contiero.
Un’”Ombra” si aggira nei meandri della partitocrazia polesana. Si tratta di Gianni Magnan, plenipotenziario del Polesine Pci-Pds negli anni ottan-ta e novanta che a Roma si presentava così: «Il Polesine sono io». Poi uscito a tangenziale, dalla scena politica: fu indagato per gli appalti dell’ ospedale di Castelmassa e poi, nell’aprile 1993, assieme a diversi suoi collaboratori, per la cosiddetta “tangentopoli veneta” (il caso “La ri-sposta”, finanziamento illecito ai partiti). Fu indagato, successivamente, nel 2001, per il crac “Eurobic” (gestione fondi europei per lo sviluppo).

Magnan contro Magnan
Iacopo Carlotti (alter ego di Gianni Magnan) polemista de “la voce di Rovigo”, risponde stizzito a Monello Vianello (alter ego di Magnan Gian-ni), “blogger” di satira politica, sui voti del Nuovo Psi per Antonello Contiero, il nuovo che avanza della Lega Nord.
«Alle ultime elezioni provinciali – spiega Iacopo Carlotti (G. Magnan) – Gianni Magnan si è presentato col Nuovo Psi a sostegno della can-didatura di Antonello Contiero, il nuovo che avanza, della Lega Nord. Nel suo blog Monello Vianello (Magnan G.) dà i numeri, nel senso che fornisce cifre sbagliate. Gianni Magnan ha infatti dichiarato che vorrebbe, col Nuovo Psi, essere l’ago della bilancia col suo 0,8% di voti, a favore di Antonello Contiero, Presidente della Provincia». La “risposta” segue la dichiarazione di Monello Vianello (Magnan) che alcuni giorni prima, nel suo blog, aveva pubblicato un articolo dal titolo “Gianni Magnan, una piuma per Contiero”. Nel “post” si descrivono le aspettative del Nuovo Psi guidato da Gianni Magnan. «Gianni Magnan ha rilasciato una inter-vista – si legge nell’articolo – in cui dichiara: “Se Fausto Merchiori (Sinda-co di Rovigo – nota di Redazione) è stato eletto con 15 voti di differenza – quelli dei giovani del Centro sociale, amici di sua figlia – io spero che i tre voti del nostro Nuovo Psi siano in pari modo determinanti per Antonello Contiero, il nuovo che avanza della Lega Nord, anche se colui ha di-chiarato che non vuole i miei voti”».
[Risposta di tipo omeopatico al "post" di Monello Vianello (Magnan G.) pubbli-cato lo scorso aprile, dal titolo "Roberto Costa contro Roberto Costa"]
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Super dirigenti all’Ulss 18
Rovigo, 10 agosto. In una nota stampa l’assessore veneto alla Sanità, Sandro Sandri, attacca deciso «Sanità, bisogna tagliare gli sprechi». Per l’assessore «È intollerabile che in molte regioni la sanità sia considerata una sorta di ammortizzatore sociale con migliaia di assunzioni». 

Dal sito dell’azienda sanitaria Ulss 18, di Rovigo.
Integrato da informazioni chieste e fornite dall’Azienda. Per un numero com-plessivo di 2376 dipendenti, i dirigenti dell’azienda Ulss 18 sono 433. La media dello stipendio annuale di codesti è di 70-80 mila euro. Al di sopra di questa media ci sono 165 dirigenti con quota 80-100 mila euro, 29 sopra i 100 mila ed infine 9 sopra i 130 mila (massimo 148 mila euro). Al di sopra dei dirigenti stanno i quattro vertici dell’Azienda con un compen-so fissato dal Ministero nell’anno 2001 (DM 319/2001): reddito comples-sivo Direttore Generale 154.000 euro; reddito complessivo Direttore Sanitario 132.00 euro; reddito complessivo Direttore Amministrativo 132.00; reddito complessivo Direttore Servizi Sociali 132.00 euro.
I dirigenti sono stati assunti col profilo, per la quasi totalità, di medici, alcuni psicologi e qualche ingegnere, veterinario, biologo, fisico.
Spigolature: Potenza Rocco, medicina trasfusionale, 148 mila; Cenzi Ro-berto, specialista in chirurgia maxillo-facciale, quello dei numerosi studi dentistici privati Cenzi, 74 mila euro; Antonella Zangirolami, medico Spisal, la pasionaria della sinistra rodigina, di alcuni anni fa, 111 mila euro; Psicologi 65 mila euro; Monge Francesco, veterinario, 134 mila; Ramazzina Emilio, medico, 133 mila.
                   franchin
Casonato Giuliano super dirigente in pensione, Comune o Ulss18?
Rovigo, 11 agosto. Giuliano Casonato è uno dei super dirigenti del comune di Rovigo, a 90 mila euro l’anno. Ormai in età da pensione pare stia organizzando (aiutato dalla Lega Nord) il trasferimento all’Ulss 18, da cui, anni fa, è stato distaccato. L’idea sarebbe di prendere il posto del pensionando direttore Servizi Sociali Alberto Poirè, quarta carica nell’or-ganigramma dell’azienda sanitaria, con stipendio superiore ai 140 mila euro. Con una considerevole variazione di super stipendio, al Casonato spetterebbe anche una considerevole variazione di super pensione.

Scheda. Il laureato in Scienze Politiche Casonato Giuliano è uno degli esempi di “regolare” assunzione in Amministrazione Pubblica. La storia funziona così: le amministrazioni pubbliche conferiscono incarico a tempo determinato, senza alcun concorso, solo con accordi fra partiti, alle persone concupiscenti la loro linea politica. Quando scatta il concorso pubblico, fra i requisiti per la regolare assunzione figurano le esperienze lavorative presso l’Amministrazione. Cosicché l’assunzione clientelare di partito, senza nessuno controllo, viene “regolarizzata” per concorso pubblico. Così Casonato Giuliano diventa dipendente e dirigente Ulss 18, poi, per dissidi interni, viene relegato in una postazione di seconda categoria. Allora, dopo 20 anni di azienda sanitaria, chiede ed ottiene il trasferimento al comune di Rovigo, con la giunta Baratella di centro-sinistra, nell’anno 2000. Il suo trasferimento provoca una interrogazione – senza risposta del consigliere di opposizione Paolo Avezzù e la dichiarazione dell’assessore ai Servizi Sociali Raffaella Salmaso “ordini dall’alto”. Nell’anno 2001, con la giunta Avezzù di centro-destra, gestisce un concorso per l’assunzione a tempo determinato di una figura nel “progetto rifugiati” del Comune che aderisce al Piano Nazionale Asilo. Viene assunta Ornella Mercadante, figlia del primario del Pronto Soccorso dell’Ulss 18. Con la pedissequa assistente sociale Floriana Nicolè, egli dirige i Servizi Sociali in concordia col compaesano assessore Antonio Saccardin (quello della “Cristoterapia”). Al cambio di Giunta, col rientro del centro-sinistra con Fausto Merchiori, diventa la lunga mano del nuovo assessore (già compagno di Psi) Gastone Moschin.
                                       dirigente giuliano casonato
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Le trombe di Eustacchio dei politici polesani
Spinello trombato ad Adria, alla guida di Ecogest
Rovigo, 13 agosto. Orecchie da mercante dei politici verso gli elettori.
Nei dirigenti della partitica polesana sembra funzionare in modo alta-nante la tromba di Eustacchio, un condotto dell’orecchio che permette la buona funzione uditiva. Per cui gli squilli di tromba degli elettori vengono ridotti in sordina a scapito degli squilli dalla dirigenza amplificati a fanfara trionfale. E così, di questi giorni, suona la fanfara di trombe per Gino Spinello eletto alla guida (Amministratore delegato) dell’Ecogest (consor-zio di raccolta e smaltimento rifiuti in 49 comuni del Polesine), recente-mente trombato, proprio in sordina, alle elezioni per il Sindaco di Adria.
A conferma della “legge dei perdenti”, riciclati nelle Amministrazioni pub-bliche. Come Laura Negri, trombata a sindaco di Bergantino e premiata, perciò, con l’assessorato Cultura della Provincia.
Una legge dei perdenti antitetica alla lista dei preferenti. Infatti Claudio Marzola, che ha avuto il record delle preferenze del Pd con il 34,58% al primo turno delle provinciali, non ha ricevuto nessun incarico ammini-strativo. Come Oscar Tosini, primo dei votati con l’Italia dei valori che è stato scavalcato, dal segretario del partito Francesco Ennio, all’asses-sorato ai Lavori Pubblici. Come Marinella Mantovani, del Pd, trombata dagli elettori a Sindaco di Taglio di Po, ma insediata dalla dirigenza di partito all’assessorato provinciale delle Politiche sociali.
Da cui si potrebbe dedurre che l’iniziale funzione, amplificazione-sordina, della tromba di Eustacchio dei dirigenti di partito polesani, sia stata ulteriormente potenziata nella variante sordina che è stata ridotta al totale silenzio. Da sordina a silenziatore. Orecchio politico da mercante.
[Fotografia: Gabriele orecchio-da-mercante Frigato, coordinatore Pd polesano]
                                               frigato orecchio da mercante
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Na’ motta e na’ busa al comune di Rovigo
Rovigo, ferragosto. “Na’ motta e na’ busa fa un guaivo” si dice in dialetto a significare la parificazione fra un più ed un equivalente meno.
Proverbio ampiamente disatteso in comune di Rovigo dove le buse di alcuni assessori non sono pianificate dalle motte dei rimanenti. E così di fronte agli avvallamenti, di elettroencefalogramma mentale, di personag-gi come Gigi menestra Osti – Urbanistica e Giovanna figlia di Abramo Pi-neda – Emigrazione, per non dire della fossa di Graziano Azzalin vice-sin-daco e Lavori pubblici, di Federico nipote di Frigato – Cultura, di Gian-carlo brustolina Moschin – Servizi sociali, non si registra alcun rialzo piani-ficatore, anzi!, da parte dei rimanenti Nadia ping-pong Romeo – Politiche ambientali, Giovanni particola Cattozzi – Sport e politiche giovanili, Ange-lo carneade Milan – Politiche per lo Sviluppo economico, per finire con Fausto Merchiori detto Sindaco delle nebbie.
Se il traffico tra gli avvallamenti comunali è abbastanza insidioso in tempi normali, aumenta pericolosamente in caso di pioggia quando, mentore il vecchio detto “buca con acqua”, si rischiano scianzi ed ammolli garantiti. 

Indovinello: Il lupo, la capra e il cavolo
L’indovinello di ferragosto. Nella figura, della serie “salvare capra e ca-volo”, un indovinello per gli esperti di salvataggio della giunta comunale.
Un contadino sta sulla riva di un fiume e deve trasportare dall’altra parte del fiume con la sua barchetta una capra, un cavolo e un lupo. La barca è piccola e il contadino può trasportare solo un soggetto alla volta (può portare o solo il cavolo, o solo la capra o solo il lupo). Come può fare a trasportare tutti sull’altra riva senza che, lasciati soli, il lupo mangi la capra o la capra mangi il cavolo?
                            lupo - capra - cavolo
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Ai bambini obesi del Polesine
Stili di vita: il 90% dei polesani ha un fattore di rischio, i bambini l’obesità
Rovigo, 18 agosto. Obesità, alcool e fumo sono i maggiori rischi per i polesani. I ragazzini, inoltre, sono i più sovrappeso del Veneto.
Venerdì scorso, 14 agosto, le aziende sanitarie Ulss 18 e 19, di Rovigo e Adria, hanno presentato, presso la cittadella sanitaria di Rovigo, uno studio, patrocinato dalla Provincia, sugli stili di vita, ed i conseguenti “fattori di rischio”, della popolazione polesana per l’anno 2006-07.
Per “Fattore di rischio” si intende qualunque elemento che possa favorire lo sviluppo e il progredire di una malattia o altro evento legato sempre alla salute della persona. Il fattore di rischio dipende dal comportamento, dall’ambiente e dallo stile di vita.
A grandi linee i fattori di rischio più diffusi in Polesine sono risultati essere il sovrappeso (43,5%), la sedentarietà (42%), seguiti dal fumo (17,7%) e dal consumo di alcool (11%). Analizzando l’associazione dei fattori di rischio è risultato che solo il 10% del campione non ne pre-senta, il 29% ne ha uno, mentre il 61% del campione mostra più di un fattore di rischio e che le associazioni più frequenti sono rappresentate da “dieta inadeguata più sovrappeso-obesità” e “dieta inadeguata più inattività, più sovrappeso-obesità” nelle fasce d’età compresa tra i 41 e 60 anni, in particolare di genere maschile. La presenza di uno stile di vita con almeno un fattore di rischio coinvolge quindi ben il 90% della popolazione adulta.
Per quanto riguarda i bambini delle elementari sono in sovrappeso per il 26%, mentre l’11% è obeso. Come già rilevato nel 2004 e nel 2006, il territorio dell’Ulss 18 ha la percentuale più alta di bambini obesi rispetto alle altre aziende sanitarie della regione.
Ai bambini sovrappeso del Polesine, abbandonati, violati, umiliati, riempiti di paccottiglia invece che nutriti d’amore, un saluto da Pippo portafortuna, colorato a mano. Con tanto affetto.
                                   pippo da colorare pippo colorato
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Dalla Regione oltre 3 milioni di euro per prevenzione alle dipendenze
Finanziamenti alle Ulss contro la dipendenza da alcool e droghe
Rovigo 18 agosto. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Politiche Sociali Stefano Valdegamberi, ha approvato il piano di interventi 2009/10 mettendo a disposizione una somma di 3.150.000 euro (950 mila euro all’Azienda Ulss 16 di Padova, 2.200.000 tra le rimanenti Ulss del Veneto) per progetti innovativi di interesse regionale nel piano annuale di lotta alle dipendenze.
«Il provvedimento – spiega l’assessore – è inserito nel Progetto Dipen-denze con il quale la Regione ha definito le strategie per combattere l’abuso di alcool, tabacco, eroina, cocaina, ecstasy e altre sostanze psicoattive tra la popolazione, in particolare tra giovani e giovanissimi. Gli aspetti qualificanti sono il consolidamento del modello integrato pubblico/privato, la razionalizzazione del sistema delle comunità tera-peutiche, la riorganizzazione dei Ser.T (Servizi tossicodipendenze), la sperimentazione di nuovi modelli organizzativi».
                   iras
Provincia, contributi ad attività culturali: due pesi, due misure
L’Arci ’68 a peso d’oro, il “Porrajmos” Biancoenero a peso piuma – elemosina
Rovigo, 19 agosto. Due esempi di manifestazioni culturali promosse da differenti associazioni e contribuite dall’Amministrazione provinciale.
1 – 28 luglio 2009. La Provincia di Rovigo liquida la somma di 500 euro al circolo Arci “Il tempo ritrovato”, a sostegno dell’iniziativa “il ’68 cinema-tografico”. Una iniziativa contribuita molto di più delle spese sostenute. Un vero e proprio finanziamento indebito.
2 – 30 luglio 2009. La Provincia di Rovigo emette mandato di pagamento per la somma di 100 euro all’associazione Biancoenero, come contributo per lo svolgimento della commemorazione “Porrajmos”, ricorrenza nel “Giorno della memoria”. Una iniziativa contribuita molto meno delle spe-se sostenute. Una vera e propria elemosina.
> Manifestazioni culturali, due pesi due misure
                                            due pesi due misure

Immigrati clandestini, 9 espulsi in una mattina
Rovigo, 19 agosto. Nove immigrati clandestini espulsi in un solo giorno dalla Questura di Rovigo. Dei nove stranieri tre di nazionalità sene-galese, quattro marocchina, un tunisino ed un bosniaco. Alcuni stranieri sono arrivati negli uffici di via Donatoni dopo essere stati scoperti dai carabinieri, altri dalla polizia locale, altri dagli agenti delle “volanti”, sono finiti tutti ai Centri di identificazione ed espulsione prima di essere e-spulsi. (I tre senegalesi sono probabilmente venditori ambulanti, fino a poco tempo fa conosciuti e tollerati - Jao, Mustafà, Giorgio -, ora perseguitati). 

Morti di fame. Il reato è quello di essere nati un Paese povero e di avere cercato la sopravvivenza in uno più ricco. Con la “legge razziale” n.94 2009, la clandestinità è diventata un reato: punito con una sanzione amministrativa, da 5 a 10 mila euro e l’espulsione (in caso di non ottem-perata espulsione c’è il carcere da uno a quattro anni). Ed allora ven-gono perseguiti per legge persone che davanti alla legge sono diventate disuguali, in violazione dell’articolo 3 della Costituzione. E così, di fronte alle ferie ed alla vacanze estive (anche dei cervelli e dell’indignazione) scattano le retate ed i rastrellamenti dei poveri, degli immigrati irregolari. Occorre ricordare che il 90% dei quattro milioni di immigrati regolari presenti in Italia è passato attraverso la clandestinità.
                                            seck, 25 aprile 1990

Clandestino
Salve, il mio nome è clandestino!
A dire la verità ce l’avevo un nome, un luogo, una casa ed anche parenti, amici, avevo dei sogni. Da dove vengo? Fate voi, sono tanti i posti da cui si fugge: dalla guerra, dalla fame, dai massacri, dalle persecuzioni, dalla disperazione, dalla morte. Vengo dal Kosovo, dalla Bosnia, dal Kurdi-stan, dal Ruanda, dalla Cina, dall’Eritrea, dalla Sierra Leone, dalla Somalia, dallo Zaire, dall’Iraq, dal Pakistan, dall’Albania, dal Marocco, dalle Filippine, dalla Tunisia. Ho tanti nomi, tanti volti, sono uomo, donna, ragazzina, bambino. Sbarco di notte sulle vostre coste, il viaggio è stato pericoloso, a volte la nave, o il gommone, affonda ed io annego. Ho pa-tito il freddo, la fame, le minacce di chi ci ha trasportato e poi abbando-nato, non conosco la vostra lingua e vengo rinchiuso in una prigione, che chiamano “centro di identificazione ed espulsione”. Perdo il mio nome, non sono più una persona, sono diventato un clandestino, un invasore, un pericoloso criminale, un problema di ordine pubblico. A volte penso che se fossimo bestie avreste più pietà di noi e qualche animalista insorgerebbe in nostro favore.
                                          sbarchi - ilmessaggero.it
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22 agosto la giornata comunale del focolarino
Comune di Rovigo: alle 10 intitolazione del “percorso Chiara Lubich” e alle 22 concerto del gruppo Gen Rosso. Hanno offerto il patrocinio: la Provincia di Rovigo, il Comune di Rovigo, l’Ufficio Pastorale Sport e Tempo Libero della Diocesi Adria-Rovigo. (Vedasi paragrafi seguenti)
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Pista ciclabile dedicata a Chiara Lubich
Fra cittadine onorarie e vie civiche a gruppi e bande
Rovigo, 22 agosto
– Giornata del focolarino. Con una cerimonia ufficiale, i-niziata alle ore 10 all’inizio dei giardini Marconi (vicino alla Stazione), è stata intitolata la pista ciclabile stazione di Rovigo – Cen.ser, a Chiara Lubich, cittadina onoraria del comune di Rovigo, la fondatrice del movi-mento dei focolarini, movimento cristiano (detto anche “opera di Maria”) legato all’applicazione del vangelo alla vita quotidiana. Presenti, in pom-pa magna – che pareva una pista ciclabile dello Stato del Vaticano, le Autorità cittadine e gli interventi, tra l’altro, della Presidente della Provincia Tiziana Virgili, di Sua Ecc. Mons. Lucio Soravito De Franceschi, Vescovo di Adria-Rovigo. Assente giustificato il sindaco Fausto Merchiori in trasferta ecumenica al meeting di Comunione e liberazione di Rimini.

Cittadinanza onoraria. Il comune di Rovigo, giunta Baratella di centro-si-nistra, conferì la cittadinanza onoraria a Chiara Lubich, in data 6 dicem-bre 2000, per richiesta dell’opposizione, a “bilanciare” quella conferita precedentemente a Leyla Zana, attivista kurda per i diritti civili, all’epoca incarcerata con la condanna a dieci anni in Turchia, anche per avere pronunciato il giuramento da parlamentare in lingua kurda. Ma di Leyla Zana la sinistra se ne è completamente dimenticata per rincorrere i voti dell’area cattolica. > Rovigo scorda la cittadinanza onoraria a Leyla Zana

Gruppi e bande per le vie civiche
Il mondo sociale umano va a bande, gruppi, sette, ghenghe, a rispec-chiare quello animale che si muove in branchi. E queste mandrie devono essere adeguatamente nutrite e foraggiate dalle amministrazioni pub-bliche, in cui dimorano i loro rappresentanti, in cambio dei loro voti. E così, a livello comunale, per i boy scout è intitolata una ciclabile – pedo-nabile, la Baden Powell, per i fascisti (Fronte della gioventù) la via Sergio Ramelli, per i Verdi il parco (abbandonato) Alex Langer, per i focolarini la recente pista ciclabile a Chiara Lubich. L’unico gruppo che sembra non essere rappresentato nelle ultime intestazioni delle vie cittadine sembra essere quello dei comunisti, con tutte le differenze possibili, da Giovanna Pineda a Guido Romanin, a Vito Piccininno. Ma forse, tali comunisti sono stati beneficiati ed appagati, della loro appartenenza in branco, con l’intestazione di piazza Tien an men di alcuni anni fa.
                                      inaugurazione pista ciclabile chiara lubich
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Pacifisti patetici rodigini per don Albino
Nella giornata del focolarino, pacifisti ed assessori in piazza coi focolarini
Rovigo, 22 agosto -
Giornata del focolarino. Dalle 18 alle 24 un gruppo di pacifisti cattolici polesani sosta in piazza Vittorio Emanuele con un banchetto a raccogliere sostegno all’iniziativa di don Albino Bizzotto, “Pace senza sosta: digiuno ad agosto”. Don Albino, fondatore dei “Beati costruttori di pace”, ha iniziato un digiuno alimentare, dal 19 agosto scorso, per portare attenzione e solidarietà ai cittadini vicentini (No dal Molin) che si oppongono alla costruzione della nuova base statunitense. I responsabili del banchetto sono Antonio Gambato (Assopace), Ma-riangela Zecchini (Beati costruttori di pace), l’assessore comunale Gio-vanna Pineda (Rifondazione comunista) e l’assessore provinciale Fran-cesco Ennio (Italia dei valori). Il banchetto è inserito nella giornata polesana del focolarino poiché alle ore 22, sul palco della piazza, si esibisce il gruppo musicale dei focolarini, Gen Rosso. 

Patetici pacifisti cattolici ed assessori connessi
Risultano patetici portatori di messaggi i pacifisti cattolici polesani Gam-bato e Zecchini visto che non erano presenti all’ultima manifestazione contro la base Dal Molin a Vicenza dello scorso 4 luglio. Anche perché sembra troppo comodo portare solidarietà a pancia piena a chi digiuna: «Non ce la sentiamo di fare un digiuno a staffetta di 24 ore in solidarietà a don Albino», confessa la Zecchini. Risultano patetici gli assessori Pi-neda e Ennio che, invece di rappresentare gli interessi di tutti i cittadini, si mettono in piazza a raccogliere firme e consensi per uno specifico gruppo cattolico. In linea con l’attivismo dei personaggi fervono i preparativi per la prossima iniziativa del coordinamento gruppi cattolici polesani per la pace, la “marcia della pace” piazza Vittorio – piazza Garibaldi, con fermata al bar Franchin per gelato e spritz.
                                     pacifisti gambato e zecchini
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Tra ville e giardini, i conti della decima edizione
Sotto la banca la cultura campa
Rovigo, 26 agosto. Si è conclusa la settimana scorsa la X edizione della manifestazione culturale “Tra ville e giardini”, itinerario di danza e mu-sica nelle ville e corti del Polesine, promossa dalla Provincia di Rovigo col contributo della Regione Veneto e della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. 18 appuntamenti con una presenza di circa dodici-mila spettatori per un impegno totale di spesa di 220 mila euro: 60 mila dalla Provincia, 100 mila dalla Fondazione e 60 mila dalla Regione. Da cui si evince una media di 12.222 euro e 666 (il numero del diavolo) spetta-tori per spettacolo. Esempio: Alessandro Bergonzoni, “Nel”, 27 luglio Badia Polesine, piazza Vangadizza, costo 10.380 euro; Italian Saxo-phone Quartet, 11 agosto Trecenta, Corte Spalletti, costo 5200 euro.
L’assessore recuperata (dalla stroncatura a Sindaco di Bergantino) e riconfermata alla Cultura Laura acquasanta Negri, ha riconfermato la manifestazione anche per l’anno prossimo, diretta dall’onnipresente (a proposito del numero del diavolo) Claudio tip-tap Ronda (l’etimologia del nome va ricercata sopra, al paragrafo “Carla Bley a Rovigo”).
                                        tra ville e giardini logo
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Tra villa e giardino di Pietro Callegarin
Strabiliante notizia da bere da “la voce di Rovigo”
Rovigo, 26 agosto
. «Erano presenti i compagni di avventura che si tro-vano tutti gli anni in questa stagione. Certo, si è mangiato. Si è bevuto qualche bicchiere di vino buono, procurato dalla raffinatezza di Cal-legarin…». A proposito di “Tra ville e giardini” ci si chiede se “Quattro ciacole con rinfresco alcolico nel giardino della mia villa”, promossa da Pietro Callegarin, sia stata sponsorizzata
dall’Amministrazione Provin-ciale di cui egli è stato vice-presidente o dall’Arci Provinciale di cui egli è presidente. La manifestazione è stata organizzata con l’aiuto della moglie assunta regolarmente in Provincia durante la sua vice-presidenza. Per la serie “una crudele estate rodigina” si riporta la cronaca integrale, con tanto di foto, del convivio, da “la voce di Rovigo”, di sabato 22 agosto, diretta dall’eroico premio “spritz-er” Andrea Panozzo.
                                 nel giardino di callegarin
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Consiglio territoriale per l’immigrazione senza immigrati
Rovigo, 27 agosto. Ieri in tarda mattinata, presso la Prefettura di Rovigo, si è tenuto il Consiglio territoriale per l’immigrazione. Che dovrebbe coinvolgere le associazioni e le istituzioni del territorio sulle tematiche legate all’immigrazione. Coordinati dal Prefetto Aldo Adinolfi, hanno partecipato i rappresentanti istituzionali, come gli assessori immigra-zione di Comune e Provincia Giovanna Pineda e Leonardo Raito, i rappresentanti dei Sindacati, di Cna, della Questura, don Dante della Caritas, della Cna… «Presente anche un rappresentante dell’Inps che normalmente non fa parte del Consiglio territoriale, ma che è stato invitato – spiega il dottor Vitetti, Capo di Gabinetto del Prefetto, – per la tematica della riunione basata sulla emersione dal lavoro irregolare».
Quindi note tecniche (come sarà effettuata la domanda, il contributo di 500 euro…) sulla cosiddetta “regolarizzazione” che coinvolge le lavo-ratrici familiari (badanti, colf e collaboratrici domestiche) e che entra in vigore nel periodo 1-30 settembre. Se a livello nazionale si ipotizza una cifra di circa 700 mila domande, a livello provinciale il dottor Vitetti consiglia di attendere il 30 settembre per indicazioni precise, ma ricorda che nella regolarizzazione dell’anno 2007-2008 sono rimaste escluse più di 500 domande di “badanti”. A margine occorre segnalare la signi-ficativa, con sorpresa dello stesso assessore Raito, mancanza totale dei quattro rappresentanti delle associazioni degli Immigrati: Nigeriani, Marocchini, Cinesi, ass. Immigrati nel Polesine.
> Verso il 17 ottobre dei migranti
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Ridada “Savoir fest”: sedativo democratico a Borsea
Moderatamente tossici, moderatamente ghenga e anti-democratici
Rovigo, 27 agosto. Dal 26 al 30 agosto, a Borsea, presso il parco della Festa dell’Unità, si tiene la seconda edizione del ”Savoir Fest”, musiche e dibattiti per i giovani, organizzato dal circolo Arci Ridada di Rovigo, con il patrocinio di Provincia e Comune. Per ogni giornata è previsto, a partire dalle 18, un dibattito aperto a tutti su temi quali: il lavoro, i servizi al cittadino e il consumo di sostanze stupefacenti, seguito alle 20 dall’hap-py hour, analcolico per i minori di sedici anni, per responsabilizzare i giovani su un consumo responsabile di alcolici. Alle 22 inizieranno i concerti con band appartenenti ai generi musicali attualmente più seguiti dai giovani, con contorno di bevande alcoliche per responsabilizzare i maggiorenni di 16 anni al consumo responsabile di alcoolici.
Il Ridada savoir fest, dopo la prima edizione tenuta all’interno della festa dell’Unità, si arricchisce di uno spazio mostre (a celebrare gli 85 anni del quotidiano l’Unità – in collaborazione col Comitato provinciale Arci), di uno spazio per associazioni del territorio (in collaborazione col Centro servizi volontariato) e di un ampio spazio bar di ristoro a base di piadine e panini, ben rifornito di bibite di ogni tipo e di cocktail speciali come: Mojito, Cuba libre, Coca Havana, Parti democratique, Arci ghenga…
Da segnalare la discussione-dibattito di sabato, alle ore 18, dal titolo “Sostanze legali e illegali: motivi e significati del consumo” che sarà condita da birra, alcoolici e coktail vari. 

Moderatamente sedatori di ribellione giovanile. “Bevi ma responsabil-mente e moderatamente”, è lo slogan del festival. Una manifestazione per moderatamente e responsabilmente tossici, visto che l’alcool è considerata una droga e sostanza tossica dall’Organizzazione Mondiale Sanità. Moderatamente e responsabilmente “ghenga”, visto che l’Arci Ridada è perfettamente inserita nella gestione partitocratica della cultura locale governata dall’Arci, moderatamente anti-democratici, visto che l’addetto stampa Nicola Chiarini, interpellato per spiegare in cosa consiste il patrocinio di Comune e Provincia, si rifiuta di rispondere.
                                              locandina savoir fest
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Carlo Cavriani Abominio del Carlino
All’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna e del Veneto
OGGETTO: Abominio giornalistico di Carlo Cavriani, capocronista R.d.C.
Egregio Ordine, mi chiedo e vi chiedo
se non sia un vero e proprio abominio giornalistico, violazione di etica professionale, titolare un articolo ‘Ru 486: un pesticida umano’? Quando la Ru 486 è normalmente usata negli ospedali d’Italia. L’articolo, in allegato, si trova a pagina 2 de “il Resto del Carlino” cronaca di Rovigo in data 28 agosto. Tanto più significativo, l’abominio, quanto a tutta prima pagina (sempre dell’inserto rodigino) viene sparata l’immagine dei due promotori della crociata con bella evidenza del manifesto con la scritta: “RU 486 IL PRIMO PESTICIDA UMANO”.
E’ come, per fare un esempio comprensibile e terra-terra, che io titolassi un articolo “Carlo Cavriani abominio del Carlino” e poi, e seguire, la descrizione accurata della scritta che si trova in via Oroboni n.10. E per completare l’articolo, a somiglianza del caso della pillola anti-abortiva, andassi ad intervistare sulla tematica intellettuale, di Carlo Cavriani i suoi omologhi ed epigoni Donato Sinigaglia de “il Gazzettino” e Andrea Panozzo de “la voce di Rovigo”.
Rovigo, 28 agosto – Distinti saluti: R.C.
                                     pesticida umano 28 agosto 2009
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La falsità di Federico Frigato
Rovigo, 29 agosto. Le bugie hanno le gambe corte. Oggi, su “la voce di Rovigo”, in una intervista a tutto campo, da manuale Cencelli della po-litica nostrana, Federico Frigato illustra la sua attività partitica di as-sessore alla Cultura del comune di Rovigo (referato che sta lasciando per presiedere il Consiglio Provinciale), affermando, tra l’altro: «E’ motivo d’orgoglio il fatto di avere agito con imparzialità, cercando di valorizzare il lavoro di chiunque indipendentemente dalle logiche politiche».
Una frase falsa, bugiarda, menzognera perché… Perché nel quaran-tennale del ’68, l’anno scorso, siamo andati di persona dall’assessore Frigato a chiedere una sala (il San Michele) per una rappresentazione – memoria su quegli anni ribelli. La Giunta del Comune ci ha negato lo spazio, adducendo futili e pretestuosi motivi, senza darci in cambio altro spazio alternativo, come la Gran Guardia. Lo stesso assessore, e la stessa Giunta, che ci hanno negato uno spazio fisico su questa tematica, hanno invece patrocinato, per “logiche politiche”, sia la commemo-razione, da destra, del ’68 di Forza Italia e Popolo della Libertà (ade-guatamente rappresentate in Comune), concedendo la Gran Guardia per la mostra sulla “primavera di Praga”, sia il prestigioso “ridotto” del Teatro Sociale per una manifestazione folcloristica sul ’68 promossa dall’Arci (rappresentata in Comune dall’allora presidente commissione cultura Claudio Curina).
Dalle falsità del Comune a quelle della Provincia. Le bugie hanno le gambe corte e ruzzolano miserevolmente sulle scale della storia.
> Comune di Rovigo vieta “cartoline dal ‘68”
                   fortino alcolico
I nostri corpi contro la guerra e l’ingiustizia
In adesione al digiuno di don Albino contro la base Dal Molin
“La costruzione della base al Dal Molin non può costituire problema soltanto per i vicentini che in questi anni con grande creatività, conti-nuità e determinazione stanno lottando, chiedendo la nostra parteci-pazione. Ci riguarda tutti. Per questo motivo don Albino Bizzotto ha iniziato mercoledì 19 agosto un digiuno a sola acqua, a tempo indeter-minato, proprio per condividere una responsabilità che è di tutti gli italiani”. (Dal comunicato dei Beati costruttori di Pace).
Rovigo, 31 agosto – I fatti sono le parole del cuore. La Redazione Bianco-e-nero, che ha partecipato a diverse manifestazioni a Vicenza promosse dal comitato “No Dal Molin”, contro la costruzione della nuova base militare statunitense, nella convinzione che il colore della consape-volezza nasce anche dalle differenti con-divisioni di umanità, aderisce all’iniziativa di don Albino Bizzotto e si mobilita con un digiuno alimentare a staffetta, di 24 ore, a partire dalle ore 20 di lunedì 31 agosto.

Per adesioni, Redazione Biancoenero: tel. 0425-411101
indirizzo di posta elettronica: red.biancoenero@tele2.it
Le adesioni si raccolgono anche presso il banchetto, in solidarietà a don Albino Bizzotto, promosso dal Coordinamento gruppi per la pace, in piazza Vittorio Emanuele a Rovigo, tutti i giorni dalle ore 18 alle 20.
I digiunatori a staffetta
- lunedì 31 agosto, dalle ore 20: Maria Angela Zerbinati
- martedì 1 settembre, dalle ore 20: Roberto Costa
- mercoledì 2 settembre, dalle ore 20: …
> No Dal Molin, digiuno ad agosto – Rovigo
                                             biancoenero per un mondo a colori
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La “caponara” di piazza Vittorio
Da manufatto storico a pensatoio per ordinanze del sindaco
Rovigo, 1 settembre – La foto curiosa. Della serie “se puoi vedere guar-da…” (vedasi l’editoriale) si pubblica un vero e proprio obbrobrio visivo di piazza Vittorio Emanuele II, che è considerata il salotto della città. Un orrore pubblico tanto visibile quanto ignorato, tanto trash da diventare cult (la spazzatura che diventa di culto, Nota di Redazione). Pare ci sia addirittura un interessamento da parte della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Veneto, per la tutela e prote-zione di tale manufatto risalente agli anni ’60 del secolo scorso: una autentica “caponara” (pollaio rustico) con tanto di antenna televisiva.
La “Soprintendenza” si sarebbe detta disposta ad accogliere il refe-rendum promosso da Beppe Osti per togliere da piazza Vittorio Ema-nuele la statua del re sabaudo, che in effetti, oltre ad essere di scarsa qualità, interrompe e disturba lo sguardo che da sotto i portici – al-l’entrata da via Laurenti – si stenderebbe fluido per tutto il listòn, ma non alla rimozione dell’ultima “caponara” che «definisce e qualifica – se-condo la Spraintendenza – con il suo stile e la sua funzione un periodo storico importante del ‘900 polesano». Anzi, con lo spostamento della statua di Vittorio Emanuele, la piazza centrale potrebbe diventare pro-prio piazza “Caponara”, quella del Comune. Il manufatto si trova proprio sopra, adiacente e contiguo alle soffitte municipali e pare sia diventato, tramite un passaggio segreto, il refugium peccatorum del “sindaco delle nebbie” (così chiamato per le cortine fumogene sulla gestione politica, dal rimpasto di Giunta, ai lavori sul Corso, alle duecento euro sottratte all’Opera Nomadi – NdR) che va a smaltire lì, se ci riesce, i fumi che gli ottenebrano il cervello anche in periodo estivo: allietato, nella sua pensosa soli-tudine, da programmi d’annata tipo “Non è mai troppo tardi” del maestro Alberto Manzi, a risonanza del suo tardivo ingresso nella vita partitica.
Ma proprio la canicola estiva, arroventando le lamiere, ha trasformato il pensatoio in una fucina infernale inducendo il Sindaco a prendere fischi per fiaschi, come l’ordinanza recente contro l’alcool e gli schiamazzi nelle piazze cittadine. Una prescrizione che sembra una vera e propria “proie-zione” di tipo psicologico (l’atto di spostare al di fuori di sé i propri problemi nel tentativo di risolverliNdR): infatti, alle 11 di sera la pubblica piazza comunale, detta ormai “caponara”, diventa sgombera e silenziosa come un pollaio dopo il tramonto, mentre nella sua privata “caponara” resta il solitario Sindaco a stringersi dolente la testa, che continua ad essere piena di fumi e clangore. Che qualcuno vada a liberarlo!
                                        caponara piazza vittorio
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Invito alla lettura consapevole: dal profondo blu telematico
Rovigo, 4 settembre, di Lp. Un problema dell’età contemporanea è la sua singolare mancanza di comunicazione. Viviamo nell’era dell’informazione, ci si informa continuamente, anche in tempo reale, per internet, giornali, telefono, radio e televisione, ma non si comunica. Perché l’in-formazione resta fredda, quando diventa calda, allora è comunicazione.
Dalla barchetta Biancoenero ci siamo tuffati nel “profondo blu telema-tico”, come Jean nel fiume nel film “L’Atalante”, per “vedere” la nostra amata (che è l’in-formazione libera e indipendente). Il logo di questo giornale è proprio un primo piano di Jean, dal film di Jean Vigo, del 1934.
Ma questi sono tempi cupi per fare informazione, opinione e mobilita-zione modello Biancoenero: denuncia delle ingiustizie, pedagogia della resistenza, propedeutica alla liberazione. Tempi oscuri non per carto-grafare o de-scrivere la realtà, ma perché sembra manchi la voglia, la curiosità, di osservare e di capire. Da qui un invito ai pochi lettori con-sapevoli, di diffondere ai propri amici e conoscenti questo giornale te-lematico, gratuito e con articoli anche completamente inediti rispetto ai quotidiani cartacei a pagamento. Per mantenere la nostra capacità di continuare a produrre in-formazione: fuori orario e fuori bandiera.
Chi volesse veicolare la lettura di questo “notiziario”, mandi a conoscenti ed amici, per posta elettronica, il seguente titolo (con collegamento incorporato): > Una crudele estate rodigina – notiziario da bere
                                         jean e l'amata da l'Atalante
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Biancoenero, stella del mattino?
Annotazione di luna piena. Nel “profondo blu telematico”, come viene anche chiamato il crudele spazio cibernetico, l’esploratore, il “viaggiatore leggero”, si può trovare disorientato e, anche se questa potrebbe essere una buona condizione temporanea ad interconnettere desuete sinapsi - perdersi/trovare del tempo da perdere, possono servire dei punti di riferimento, dei segnali di orientamento per non essere “pescati” dalla “rete” e non smarrire la strada nei meandri dei “siti” travestiti ed edulcorati da in-formazione libera e indipendente. Perché occorre dirlo, nella “rete”* gli spazi di cultura si contano non sulla punta ma sulle fa-lange di un dito. Ma quando il saggio punta il dito, lo stolto guarda il dito e non la luna ed ognuno, naturalmente, si fa fagocitare ed invischia-re dal ragno reticolare che si merita… Ma, fra i sentieri tortuosi ed i labi-rinti di desuetudine della “rete“, brillano, come la “stella del mattino”, alcune luminosità ad in-dicare e suggerire la strada…
                                             dal profondo blu telematico
*Postilla: “fare “rete” è quel mettere assieme le proprie maglie (reticoli di fili) individuali ad accrescere le nostre capacità, a superare, con la rete ampliata, mura ed asperità più alte, oppure a raccogliere più materiali da utilizzare in collettività. Perché la nostra “rete” è quella di comunità, non quella del ragno individuale che fagocita ed imprigiona tutto-per-sé. Quella è una ragnatela che invischia, la nostra è un intreccio e interconnette
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Lorenzo Zoli “la voce” dell’incitamento all’odio razziale
Ma andremo a manifestare anche per i killer mediatici?
Rovigo, 6 settembre
. Verso la manifestazione del 19 settembre in difesa della libertà di stampa ed il diritto di informazione, promossa dalla Fede-razione Nazionale Stampa, occorre segnalare il “killeraggio mediatico”, per usare le recenti parole del Presidente della Camera Gianfranco Fini, di un tale giornalista locale di nome Lorenzo Zoli. Colui, in un articolo in bella evidenza, a pag. 3 de “la voce di Rovigo” – quotidiano epistolario de “La destra” e “Forza Nuova”, si esibisce in un vero e proprio incita-mento all’odio ed alla sommossa razziale verso la moschea e gli islamici che la frequentano. Un articolo che induce e procura allarme sociale: si attendono scritte razziste sulla strada prospiciente e sulle mura del capannone (come nel 2006) e la nascita di un Comitato di protesta, di quelli dai cappucci bianchi.

OCCHIELLO, TITOLO E SOMMARIO: «In questi giorni, decine di persone lo affollano durante il Ramadan – Moschea, tre anni e nulla di fatto? – Nel 2006 tanti strepiti ed interrogazioni per il caso Borsea. Oggi è ancora frequentatissimo». Ed il catenaccio: «In tarda serata l’area si riempie di persone. Ma le vecchie irregolarità sono state sanate o no?».
«Tre anni fa, a maggio 2006, in piena campagna elettorale per le am-ministrative di Rovigo pareva che il problema fondamentale della città fosse la presenza di una mosche abusiva» sistemata in uno dei ca-pannoni industriali in viale Maestri del Lavoro, inizia Lorenzo Zoli.
E continua. «All’annuncio della presenza della moschea seguirono nel-l’ordine: strepiti indignati e pioggia di interpellanze, mobilitazione della polizia locale con conseguente interessamento dell’Ufficio Urbanistica del Comune, roventi dibattiti tra le due fazioni nelle quali la città – e gli schieramenti politici – si erano divisi». Secondo Zoli, il problema principa-le era la “regolarità” del capannone utilizzato come luogo di preghiera. «Di conseguenza i competenti uffici comunali avevano promesso immediato interessamento e immediati provvedimenti.
E oggi, la situazione com’è? Come tre anni e quattro mesi fa. L’unico cambiamento pare essere registrato in questi giorni, che cadono in cor-rispondenza del rituale islamico del Ramadan: la presenza, ossia, nel capannone di viale Maestri del Lavoro, di un numero di islamici praticanti molto più alto di quello che si registrava nel 2006».
L’articolo prosegue descrivendo lo stupore dei passanti per la fervente attività, a causa del Ramadan e continua con interrogativi che, da giornalista, Lorenzo Zoli poteva verificare di persona.
«L’interrogativo è piuttosto quanto sia regolare la situazione all’in-terporto: se, cioè, siano stati risolti quei problemi che vennero ravvisati oltre tre anni fa, se siano state conseguite quelle autorizzazioni e quei nullaosta che nella primavera del 2006 risultavano mancanti, tanto da far parlare di possibili sanzioni, sino alla chiusura; se, infine, il locale, dal momento che ospita decine di persone, abbia l’agibilità e sia in regola con tutte le prescrizioni, in termini di sicurezza, che dovrebbero garantire l’incolumità, anche in situazioni di emergenza, di chi lo frequenta».
«Che in questi giorni l’attività nella moschea sia davvero
fervente non ci sono dubbi. Lo abbiamo verificato di persona con numerosi sopralluoghi, ai quali non sono seguite fotografie unicamente per il fatto che non sa-rebbe nostro compito “schedare” persone in base alla loro fede reli-giosa. Se, davvero, tutte le “pecche” ravvisate nel 2006 sono state sanate, bene»… «Se, invece, così non è, e l’occupazione del capannone è ancora irregolare, sarà necessario capire per quale motivo un problema segnalato – e con tanto fervore! – oltre tre anni fa sia poi stato “dimenticato per strada”».
                                   moschea la voce 6-10-2009
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“La voce” di Forza Nuova
Continua la campagna mediatica contro la moschea di Rovigo
Rovigo, 7 settembre. Occhiello e titolo de “la voce di Rovigo”, data odier-na, di pag.6: Fn: “Ancora nessuna verifica sul rispetto delle norme”. Be-dendo: “Chiederò spiegazioni” - “Capannone-moschea, sarà sicuro?”.
L’ardito direttore Andrea Panozzo continua la campagna contro la mo-schea rodigina affidando a Roberta Paulon l’articolo a reazione di quello di incitamento sulla presunta irregolarità pubblicato ieri. Dopo un breve riepilogo della vicenda la parola passa subito all’ardito Baroni.
«E’ vero che in tre anni e mezzo quasi nessuno si è preoccupato di ac-certare se la situazione sia regolare – ha commentato Fabio Baroni coor-dinatore di Forza Nuova – nonostante le richieste all’amministrazione comunale. I problemi che potrebbero insorgere, già segnalati, sono di sicurezza e ordine pubblico. Non si sa di cosa parlino là dentro, né si può sapere vista la lingua straniera e viste le vedette che non fanno entrare estranei». A seguire Simone Bedendo della Lega Nord: «L’amministra-zione dovrebbe rispondere sulla regolarità delle condizioni di sicurezza per chi prega dentro un capannone». E avanti di questo passo (dell’oca).
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L’asinata di Frigato, Presidente del consiglio provinciale
Volo pindarico, ad alzo zero, dell’assessore alla cultura del Comune
Rovigo, 8 settembre. Se la prima riunione del Consiglio provinciale – epoca Virgili, era stata caratterizzata dalla bagarre per la nomina di Frigato (assessore Cultura del Comune) a Presidente, la seconda riu-nione del convitto è caratterizzata dalla bagarre per l’ignoranza di Federico Frigato Presidente del consiglio.
Cronaca, palazzo Celio, sette settembre. Il tema della seconda convo-cazione del Consiglio provinciale, sono le linee programmatiche dell’Am-ministrazione. Federico Frigato, presidente, dopo avere negato a Ivano Cibin della Lega Nord, un secondo intervento, si rivolge a Franco Grotto, capogruppo del Pd, che tenta, a sua volta di fare una nuova orazione: «Le ricordo che secondo il regolamento ognuno ha diritto di parlare una sola volta». Allora Franco Grotto, con il regolamento in mano, legge l’ar-ticolo secondo cui (a differenza di quello comunale) ogni Consigliere può fare due interventi. E scoppia la bagarre.
Su queste solide basi, direttive, programmatiche e di competenza (sic!), il Consiglio provinciale prosegue poi
la sua attività a carico dei cittadini. 

Vola basso, vola crasso, il geometra Frigato
A scuola, e nel lavoro civile, l’ignoranza e l’incapacità non pagano: ci sono i crediti formativi, la bocciatura, il licenziamento. In partitica, quan-do paga lo Stato, l’ignoranza e l’incapacità tanto più sono crasse, tanto più diventano un valore aggiunto. Ne è un esempio storico “ciccio” Fabio Baratella, l’unico sindaco sfiduciato dal 1945 al 2000 e, per questo, promosso al Senato della Repubblica. Ne è un esempio recente il geo-metra Federico doppio stipendio Frigato, nipote di Gabriele e assessore alla Cultura del comune di Rovigo, promosso per le sue (in)dubbie capacità (prima di tutto genetiche) alla presidenza del Consiglio pro-vinciale, dove si è subito distinto per la bagarre procurata. Doppio sti-pendio, non nel senso di doppio lavoro – che tale non è, ma nel senso che, da luglio 2009, alle 1800 euro che percepisce come Assessore comunale, aggiunge altre 2000 euro come Presidente provinciale.
Avrebbe voluto dare le dimissioni dal Comune, Egli – il Frigato nipote, ma il “sindaco delle nebbie” Merchiori le ha posticipate almeno fino a no-vembre – il mese proprio delle nebbie, perché avrebbe bisogno delle sue capacità. Il condizionale è d’obbligo perché tali doti naturali, pur e se usate per il Comune (?), lo lascerebbero sprovvisto e svuotato per la Provincia. Dove ci fa una figuraccia da asino. E la fa fare alla Presidente della Provincia Tiziana Virgili che pur di averlo al suo fianco, il Frigato nipote, ha scatenato la bagarre nella maggioranza, durante la prima seduta del Consiglio provinciale, minacciando di rassegnare le dimissioni al Frigato zio, il reggente coordinatore del Partito democratico provinciale.
Sembra che l’ignoranza e la bagarre, a misura del sistema dei frattali, co-lorino di sé la struttura provinciale: dal piccolo Presidente (del Consiglio) al grande Presidente (della Provincia), senza soluzione di continuità.
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La disoccupazione salva i lavoratori dalla morte
La strategia di Governo e Industriali per salvare la vita degli operai
10 settembre – La crisi economica salva la vita dei lavoratori. Secondo l’Art. 1 della Costituzione della Repubblica Italiana, «L’Italia è una repub-blica democratica fondata sul lavoro». Forse, proprio per questo, l’Italia ha il triste primato europeo: una media di quattro morti al giorno sul po-sto di lavoro. Una media confermata dai dati di ieri, mercoledì, 9 settem-bre: quattro morti e cinque seriamente feriti, per infortuni sul lavoro.
Per risolvere questa immane tragedia sembra che il Governo e gli Indu-striali abbiano concordato un piano per “la riduzione del danno”, appro-fittando della crisi economica. Per ridurre le “morti bianche” occorre-rebbero, infatti, costosi investimenti per mettere a norma i luoghi di lavo-ro, danari che, in epoca di crisi come questa, non sono facilmente rintracciabili. Allora è più semplice disoccupare, per salvare la vita degli operai dagli incidenti sul posto di lavoro. E’ su questa linea program-matica che sembra muoversi il Ministro del Lavoro Sacconi quando disserta di aumentare la sicurezza dei lavoratori e della Confindustria che, in uno studio pubblicato ieri, «vede la luce in fondo al tunnel della crisi. Ma la ripresa non è lenta e distruggerà altri 700 mila posti di lavoro nei prossimi due anni».
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Lavori privati su suolo pubblico -1
Ai dirigenti Lavori Pubblici ed Ambiente, del comune di Rovigo
Rovigo, 11 settembre. Mentre a casa nostra non otteniamo il permesso per la costruzione di un semplice capanno porta attrezzi, l’insediamento edilizio, in costruzione in zona Mezzavia di Granzette, entrata da via Chiarugi 128, sembra avere la più grande volumetria cubica del comune di Rovigo. Dove c’era una semplice villetta, ora stanno ultimando un palazzone di appartamenti e due edifici trifamiliari.
E così, invece di finire i lavori dall’interno del lotto di proprietà, si spo-stano su un’area agricola e sul suolo pubblico adiacenti, per completarli.
Il cantiere sul suolo pubblico è stato installato su una aiola dalla parte di via Cavalletto, con betoniere, tubi (messi lì da un mese e recintati da nastro bianco-rosso) ed arnesi per tagliarli, camion o furgoni, ruspe ed attrezzi per lavori vari. Ultimamente, scavando sul lato nord, invece di trasportare la terra per l’interno del lotto, la portano dentro per una entrata arbitraria, percorrendo il lato nord e sud – attraverso l’aiola.
In questo modo, per costruire dei palazzi su suolo privato si utilizza, si rende impraticabile e si distrugge l’aiola pubblica, dove dimora una vecchia “pioppa”, simbolo del quartiere, che ne ha viste tante ed avrebbe bisogno di tranquillità. Pioppa che, come l’aiola, non può parlare e rivendicare i propri diritti. Ma noi sì.
Biancoenero, sezione “nessuno tocchi l’aiola di Mezzavia”
                                 
lavori privati su aiola mezzavia
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La censura dei quotidiani di Rovigo a Biancoenero
Rovigo, 11 settembre. In morte di Donato Sinigaglia, Carlo Cavriani e An-drea Panozzo, capicronisti dei quotidiani di Rovigo, “killer dell’infor-mazione”, periti miseramente nell’esercizio della violazione reiterata e decennale dell’articolo 21, diritto e libertà di informazione. Non aderenti, perché controparte sediziosa, alla manifestazione nazionale del 19 settembre a Roma per la “libertà di stampa”. Artefici locali, assieme ai “nazionali” Feltri e Belpietro e Fede, della caduta dell’Italia al 71° posto per libertà di stampa, alla pari con il Benin.
Alcuni esempi, come epigrafi mortuarie incise sulla lapide della libertà di in-formazione, della censura totale de “Il Gazzettino”, “Il Resto del Carlino”, “la voce di Rovigo” nei riguardi di Biancoenero.
> Quotidiani di Rovigo contro l’art. 21
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Adria in-fame
Con un ordinanza del Sindaco messi fuori-legge gli accattoni
Vietato l’accattonaggio nei luoghi pubblici del Comune e delle frazioni, pena un’ammenda dai 25 ai 500 euro ed il sequestro dei beni.
Adria (Ro), 14 settembre. Domani, martedì 15 settembre scatta l’ordi-nanza del sindaco, Massimo Barbujani, che vieta l’accattonaggio in tutto il territorio comunale, pena un’ammenda dai 25 ai 500 euro.
Ordinanza motivata dalla «presenza di soggetti che, specie nelle vie del centro storico, presso le intersezioni stradali, davanti le chiese e agli in-gressi del cimitero e dell’ospedale, nel viale della stazione, durante il mercato, nelle aree adibite a parcheggio ed in altri luoghi analoghi dove maggiore è la concentrazione o il passaggio di persone, chiedono dena-ro anche in forma petulante e molesta, a volte accompagnandosi in mo-do ripugnante o vessatorio, ovvero esibendo o simulando malformazioni o menomazioni e analoghi mezzi fraudolenti per destare altrui pietà».
L’ordinanza è giustificata «per tutte le implicazioni di sicurezza urbana che vi si associano, dal senso di degrado che tali manifestazioni compor-tano, al rischio per l’incolumità degli stessi mendicanti quando si soffermano nel mezzo di intersezioni stradali, alle speculazioni criminali che gravano sui soggetti deboli impiegati nel mendicantato, quali minori, le donne, gli anziani e i portatori di handicap».
Quindi dal 15 settembre, i questuanti nel centro storico e nel centro abitato di Adria e delle frazioni saranno multati con una sanzione di 100 euro, per quelli presso le intersezioni stradali, la sanzione sale a 250 euro, infine, per i mendicanti nei parcheggi, nelle aree prospicienti la stazione ferroviaria, l’ospedale e la casa di riposo, nei pressi di luoghi di culto e dei cimiteri, degli ingressi di esercizi commerciali o in prossimità di uffici pubblici e degli istituti bancari, l’ammenda sarà di 500 euro.
La sanzione accessoria prevede anche la confisca amministrativa del denaro provento della violazione e di eventuali attrezzature impiegate.

ADRIA INVASA DAI MENDICANTI?
A leggere le note dell’ordinanza sembra di essere in presenza di decine e centinaia di accattoni che intasano le vie del centro storico, bloccano le intersezioni stradali, ingombrano parcheggi, aree del supermercato, cimiteri, adiacenze di uffici pubblici e bancari… Ma invece così non è. A sentire Fiorella Giolo, nota attivista sociale di Adria, l’accattonaggio nella cittadina etrusca è praticato dalle solite poche persone, conosciute. Alcuni immigrati, qualche donna rom da Villanova (il mercoledì ed il sabato ma senza bambini), alcuni indigenti.

NON ESISTE REATO DI MENDICITA’
In Italia il reato di mendicità (previsto dall’art.670 c.p.) è stato dichiarato incostituzionale nel 1995, e formalmente abrogato nel 1999. Per cui l’accattonaggio non è punibile in se stesso. E quindi ci si trova di fronte ad un arbitrio giuridico.

IL 4 OTTOBRE: ACCATTONE ANCH’IO
Il 4 ottobre prossimo si celebra san Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, fondatore dell’ordine mendicante che da lui prese il nome.
I fatti sono le parole del cuore e, come Redazione Biancoenero, aderiamo volentieri alla iniziativa di Sua Eminenza il Vescovo di Adria-Rovigo Lucio Soravito de Franceschi (se egli volesse proporla) di mani-festare ad Adria, il 4 ottobre prossimo, giorno del santo patrono d’Italia – il mendicante san Francesco, davanti alle chiese, ai supermercati, alle intersezioni stradali, nelle aree di parcheggio, in zona stazione ferrovia-ria, davanti all’ospedale ed alla casa di riposo, davanti ed in prossimità agli edifici pubblici ed istituti bancari, con dei cartelli “Accattone anch’io”.
Di manifestare dalla parte degli ultimi, perché loro saranno i primi.

ADRIA MACCHIA NERA
Adria, zona geografica del basso basso polesine sprofonda nella miseria civile. Da puntino sulla carta geografica a macchia oscura di vergogna.
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Cultura sempre più lontana dal comune di Rovigo
Come un baluginante effetto “fata Morgana”
Rovigo, 15 settembre
. La cultura è una severa maestra e, spesso, spec-chio della società in cui si vive. Così per il comune di Rovigo dove vige la legge dei frattali: lo stesso disegno, partitocratico, dal piccolo al grande. Partitocratico nel senso che le deleghe non vanno assegnate per com-petenza tecnica ma per appartenenza partitica (per interesse privato), che è l’esatto contrario della politica (per il bene comune). E così se al-l’assessorato all’Ambiente c’è Nadia figlia-di Romeo, a quello alla Cultura c’è Federico nipote-di Frigato. Federico che, spostandosi alla Presidenza del Consiglio provinciale, anche lì per meriti nepotisti, lascia libero il po-sto in comune ed allora partono subito le fazioni per occupare una “ca-rega” da duemila euro, non per capacità specifiche, alla Cultura, ma per appartenenza partitica. E così, subito messi da parte personaggi, opina-bili ma pertinenti, della cultura rodigina, come Sergio Garbato e Gabbis Ferrari, saltano fuori i nomi di Fabio Osti (Lista Stocco), Giorgio Marassi (frazione Udc), Guido Romanin (dei Verdi fedeli a Merchiori), Bruno Candi-ta (Margherita del Pd), Claudio Curina (Ds del Pd), Pippo Tano (lista Pi-comazzo): personaggi che con la cultura hanno ben poco a che spartire. A meno che non l’abbiano intra-vista come un miraggio, nella loro deso-lata desertitudine culturale: come una “fata Morgana”. Sembra lì, pro-prio lì a portata di mano, tanto vicina da poterla toccare e concupire ma è, invece, lontana, irraggiungibile.
                   roverella
Furto in Amministrazione Pubblica
Gli stipendi dei dirigenti della Provincia: da 80 a 150 mila euro
Rovigo, 16 settembre –
Piove che Dio la manda. In campagna elettorale Silvio Berlusconi aveva promesso di abolire le Province come enti inutili, anche il Pd era d’accordo. Le Province, infatti, rappresentano una co-stosa anomalia solo italiana nel panorama europeo. Un super baraccone per disoccupati partitocratici sistemati a vita in cambio di voto perpetuo.
Le Province in Italia sono 110, con 62.778 tra dirigenti e impiegati.
Nel 2006 le spese sostenute dalle Province sono state pari a 13 miliardi di euro: il 18,3% da spese per i redditi da lavoro dipendente (2 miliardi e 379 milioni), il 28,4% da consumi intermedi, il 22,3% da investimenti fissi lordi ed il 31% dalle altre voci di spesa. Nell’ipotesi in cui il personale delle Province venisse reimpiegato in altre amministrazioni o istituzioni locali, ci sarebbe un risparmio complessivo pari a 10,6 miliardi di euro, dal momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa attuali.

Stipendio con scasso dei Dirigenti Provincia di Rovigo
La Provincia di Rovigo occupa 320 persone. Lo stipendio base di un impiegato è sui 14 mila euro annuali. Nel sito della Provincia, alla voce “trasparenza amministrativa”, si trovano gli stipendi lordi dei sette diri-genti per l’anno 2008. Luigi Ferrari, ambiente: 80.541 euro; Vanni Bel-lonzi, attività produttive, caccia e pesca: 81.102; Monica Zanforlin, per-sonale e lavoro: 90.441 euro; Valerio Mauro Gasparetto, lavori pubblici: 108.650; Claudio Zerbinati, territorio e trasporti: 135.959; Carla Elisa Bernecoli, avvocatura: 136.346; Raffaele Savino, direttore generale: eu-ro 151.645. Lo stipendio tabellare parte da quota 40.142 euro, escluso il direttore generale che parte da una cifra di 34.949, poi coi premi di produzione e altro le quote decuplicano, triplicano ed ancora oltre.
Piove Governo ladro.
                        stipendi dirigenti provinciali 2008
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Lavori privati su suolo pubblico -2
Per il sequestro di mezzi parcheggiati arbitrariamente su aiola
Rovigo, 17 settembre

Ai dirigenti Lavori Pubblici ed Ambiente, del comune di Rovigo
e p.c. al Comando polizia locale (e Resto del Carlino – la voce di Rovigo)
Egregi dirigenti,
a distanza di sei giorni nulla è cambiato: si ri-segnala l’utilizzo di aiola pubblica per uso privato. Ci chiediamo se non sia il caso di coinvolgere la Polizia Municipale per la rimozione forzata, ed il sequestro, di mezzi ed attrezzature che, posteggiati arbitrariamente, deturpano una aiola pub-blica, in frazione Mezzavia. Si allega immagine in data odierna: “lavori privati su suolo pubblico 17 settembre”. (Leggasi cinque paragrafi sopra)
Biancoenero, sezione “nessuno tocchi l’aiola di Mezzavia”
                                     lavori privati in aiola II
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Macchinetta tutta rossa, dove vai?
Granzette, 18 settembre…
«Macchinetta tutta rossa, dove vai?»
«A Pettorazza!»
«Quanti chilometri farai?»
«Ventisei!»
«Uno, due, tre… ventiquattro, venticinque, ventisei.
Chi fora fora, chi sotto sotto! Mi so’ fora, ti te sì sotto!»
                                         macchinina tutta rossa
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La moschea è in regola, gli imbecilli no
Rovigo, 19 settembre. Nessuna irregolarità nel capannone di Borsea adibito a “moschea”. Alla interrogazione della Lega Nord in Consiglio co-munale, sulla autorizzazione e sulla richiesta di controlli, risponde il Sin-daco Merchiori: «E’ tutto a posto, non siamo in presenza di alcuna irre-golarità o abuso. Se in quello spazio pregano non c’è nulla di scanda-loso, se fanno politica, liberi di parlare di qualsiasi argomento come facciamo noi cattolici. Da tre anni, in costante collegamento con la Que-stura, facciamo un’attività di sorveglianza discreta e costante – continua il Sindaco – anche per quantificare i flussi presenti. L’ultimo sopralluogo è stato effettuato giovedì 10, quello precedente l’8, entrambi dalle 17,45 alle 19,30. Nel primo caso c’erano 9 persone, nel secondo 19. Anche per quanto riguarda la destinazione è tutto in regola. E’ stato effettuato anche un sopralluogo dagli uffici dell’Urbanistica».
Quindi, la moschea è a norma, come lo è sempre stata negli ultimi tre anni. “E’ da sempre stata in regola”, conferma il Sindaco a richiesta della Redazione Biancoenero. E così si chiude un “caso” completamente inventato ed alimentato dai quotidiani di Rovigo nelle ultime settimane. (Leggasi anche 10 paragrafi sopra).

L’INVENZIONE DEL “CASO MOSCHEA”
Il “caso moschea”, un vero e proprio incitamento alla discriminazione verso religioni diverse, è stato inventato da Andrea Panozzo direttore de “la voce di Rovigo”, proprio in occasione della ricorrenza del “Ra-madan” (il mese del digiuno), una delle colonne portanti dell’Islam, che ha visto aumentare l’afflusso di credenti verso la “chiesa islamica”.
Data 6 settembre, “la voce di Rovigo”, occhiello, titolo, sommario, cate-naccio: «In questi giorni, decine di persone lo affollano durante il Rama-dan – Moschea, tre anni e nulla di fatto? – Nel 2006 tanti strepiti ed interrogazioni per il caso Borsea. Oggi è ancora frequentatissimo – In tarda serata l’area si riempie di persone. Ma le vecchie irregolarità sono state sanate o no?». . Invece di fare una semplice verifica con domanda al Sindaco, come farebbe un serio giornalista, lo scribacchino de “la voce”, Lorenzo Zoli, solleva un grande polverone chiedendosi ad alta voce, in un roboante soliloquio fumoso a sei colonne, cosa ne è stato delle proteste di tre anni prima e come mai nessuno ha più verificato la situazione. Seminando vento proprio in un periodo (il Ramadan) in cui i fedeli si ritrovano più numerosi in preghiera.
Data 7 settembre, “la voce” passa Roberta Paulon che, sullo stesso gra-cidare di frequenza – sulla notizia della moschea abusiva inventata dal collega – chiede il parere, guarda un po’, a Fabio Baroni di Forza Nuova ed a Simone Bedendo di Lega Nord.
Data a seguire. E così adeguatamente istigati ed imbeccati, Simone Be-dendo e Alessandro Zanforlini D’Isanto, della Lega Nord, presentano in Consiglio comunale un interrogazione per chiedere al Sindaco se la struttura in zona industriale, utilizzata dai mussulmani come luogo di preghiera, abbia tutte le autorizzazioni in regola. La notizia viene ade-guatamente pubblicata e rinforzata dagli epigoni di Panozzo (Sinigaglia e Cavriani) su Gazzettino e Carlino con approfondimento intervista a An-tonello Contiero, Segretario provinciale Lega Nord, che si profonde in penose riflessioni tipo, “non vanno in moschea solo a pregare, parlano e si scambiano anche informazioni”.
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“Il gazzettino di Rovigo” omofobo?
Rovigo, 20 settembre. In periodo di una vera e propria “campagna” di omofobia dilagante sul territorio nazionale, con aggressioni alle persone ed ai luoghi di ritrovo degli omosessuali, c’è da segnalare un articolo de “il Gazzettino di Rovigo” – online, che, in data 17 settembre, titola: «Poli-ziotta lesbica a processo per calunnia nei confronti di un collega». Una definizione, “lesbica”, che non centra nulla con il fatto descritto ma che mira a svilire l’azione della poliziotta: in una nota di servizio Luana Zana-ga aveva accusato un collega di cedere cocaina a ragazze in discoteca.
«ROVIGO (17 settembre) – Luana Zanaga, la poliziotta rodigina lesbica in servizio alla questura di Padova è stata rinviata a giudizio con l’accusa di calunnia. Difesa dall’avvocato padovano Luca Motta dovrà comparire di fronte al giudice alla fine di aprile. L’agente, che ha dichiarato di aver dovuto rivelare pubblicamente le sue preferenze sessuali per difendersi dall’ostilità che avrebbe incontrato sull’ambiente di lavoro da parte dei colleghi, avrebbe accusato un ispettore della questura di Rovigo di cedere droga a ragazze in un noto locale polesano in cambio di favori sessuali…».
                                     poliziotta lesbica di rovigo
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Al Polesine il record dei lavoratori in nero
Primi nel Veneto per imprenditori fuorilegge
Rovigo, 21 settembre. La provincia di Rovigo si aggiudica il record dei lavoratori in nero, o irregolari, che sono stati scoperti dai controlli dei militari della Guardia di Finanza da inizio gennaio a fine agosto: 428 in Polesine, 426 a Treviso, 307 a Padova, 223 a Vicenza, 186 a Venezia, 175 a Verona, 62 a Belluno.
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La fuga dell’estate dal Polesine
Rovigo, 22 settembre. La fuga dell’estate, la più calda degli ultimi cento anni, ci lascia, oltre a 4150 pistoloni che proprio ieri sono scesi in caccia forsennata nel territorio, in un Polesine a 3d: il più desolato, disperato e desolante del dopoguerra (come se fosse stato aperto il vaso di Pandora a denominazione geografica mirata).
Dal punto di vista culturale, sociale, partitico: col teatro del Lemming di Massimo Munaro, Raffaela Salmaso con la lista Marino del Pd, Gabriele Frigato della lista Frigato del Pd, Bellotti e Coppola nel Pdl, Antonello Contiero della Lega Nord, don Dante Bellinati direttore della Caritas e Luca dall’Ara del Csv, Fausto Merchiori sindaco di Rovigo e Barbujani ad Adria, Tiziana titti Virgili presidente della Provincia, l’Arci caccia-pesca-ghenga di Callegarin ed il Ridada di Pizzardo, i quotidiani locali col trio da merendina Panozzo-Sinigaglia-Cavriani, Antonio Costato presidente Ac-cademia dei Concordi, Luigi Contegiacomo dell’Archivio di stato, Adriano Buoso presidente della Fondazione Banca del monte e Ilario Bellinazzi del conservatorio statale “F. Venezze” di Rovigo, per non trascurare il volontariato col Cdp, Voci per la Libertà, il Fiume di Stienta, Amici in bici ed Antonio Gambato dell’Assopace a cervello impoverito.
Un Polesine in rovina dove è stata frantumata anche la voglia di alcuna ricostruzione perché le macerie sono ormai radicate nel Dna della popo-lazione. Un Polesine rasoterra da cui, per sopravvivere, si può solo fug-gire applicando la teoria di Henri Laborit, “Elogio della fuga”, per la con-servazione della vita. Perché dopo la ritirata dell’estate arriverà un tiepi-do e pavido autunno, come anticipo di un vigliacco inverno. Quando il freddo pungente e boia congelerà le ultime, residue, ed improbabili resi-stenze. Ed allora, per chi non avesse aderito all’elogio della fuga non re-sterà che applicare l’”elogio della follia”, di Erasmo da Rotterdam. Cin-cin!
                  crimi1
IMMAGINI. “La strage degli innocenti”, “Gioventù bruciata”, “Tossici di Stato”, potrebbe essere il titolo delle immagini seriali che illustrano questo notiziario. Ogni sera, prima di cena a Rovigo, si consuma l’aspra battaglia dei giovani rodigini per la dose giornaliera di droga alcolica di Stato. Una battaglia che raggiunge il culmine di sabato sera quando gli spacci cittadini sono addirittura presi d’assalto e la ressa si espande ai marciapiedi ed alle strade contigue. Allora, il sabato sera – con continuum fino alle prime ore del mattino, calano le bombe alcoliche di profondità a sconquassare le depressioni di coscienza ed i cannoni – bicchieroni sparano a gomito zero a sradicare ogni residua idealità…
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3 Risposte a “Una crudele estate rodigina –notiziario da bere”

  1. mynameis detto

    All’evento per Berlinguer non era presente nè Cuffaro tantomeno Federico Frigato, quindi prima di parlare è importante essere presenti e ASCOLTARE.
    Seconda cosa, prima di pubblicare foto, dovrebbe chiedere il permesso. Non trova?
    a buon rendere.

  2. Biancoenero detto

    Caro Mynameis, non è scritto che Federico Frigato, il berlingueriano demo-cristiano era presente, lo zio bisagliano democristiano, sì. La foto è un vo-lantino pubblico riprodotto integralmente, quindi non c’è bisogno di permessi di alcunché. I permessi che dovreste chiedere voi per attaccarli sugli spazi pubblici, tipo cassetta postale Mezzavia. Restano i distinguo su Berlinguer, non fatti a gratis, ma con una premessa che definisce i vari aspetti della persona-lità. Ed anche Marco, un figlio, criticò durissimamente il padre dopo l’inter-vento di Modena. Restano le note, non smentite, sull’Arci-ghenga e sul suo Presidente. “A buon rendere”, che fai minacci? Non so se voi dell’Arci siete marci, ma avete in mano quasi tutta la sotto-cultura rodigina (vedi l’Arci ed il ’68 patrocinato dallo stesso assessore Frigato del Comune, che però a noi ha negato uno spazio per una testimonianza-memoria proprio sul ’68) e venite anche qui a spigolare con prepotenza da monopolio culturale di regime?
    L’articolo parte da una ricerca-approfondimento (sui giornali e da persone presenti), l’ultima presenza all’Arci Ridada l’ho fatta alla commemorazione su Genova 2001 con Chiarini moderatore e, per aver espresso la mia opinione (di giornalista rodigino accreditato al Genoa Social Forum), a dibattito ufficial-mente concluso, sono stato insultato, davanti a moglie e figlia, minacciato ed “invitato” a uscire. Quindi all’esibizione retorica-folcloristica su Berlinguer non ho proprio partecipato, sia perché si capiva subito l’operazione da s-vuoto di memoria, sia per motivi di incolumità fisica. Il direttore (mynameis) R.C.

  3. “Gianni Magnan contro Magnan Gianni”. [Risposta di tipo omeopatico al "post" di Monello Vianello (Magnan G.) pubblicato lo scorso aprile, dal titolo "Roberto Costa contro Roberto Costa"]…

    Touché! Un affondo divertente. Saluti con stima,

    MV

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