I candidati immigrati alle elezioni europee
giugno 4, 2009
Gli immigrati regolari in Italia sono ormai il 6,5% della popolazione (4 milioni) ma non hanno equivalente, rappresentazione politica. Alle Ele-zioni per il Parlamento Europeo su 792 candidati, quelli immigrati – natu-ralizzati italiani, sono appena 5.
LA CITTADINANZA PER IL VOTO
Al Parlamento Europeo possono esercitare il diritto di voto i cittadini italiani e quelli comunitari che ne abbiano fatta richiesta al Sindaco del comune di residenza entro il 9 marzo 2009. Per cui un cittadino romeno può votare ma un Ucraino o di altro continente no: deve possedere la cittadinanza italiana che si ottiene per residenza legale di almeno dieci anni, o per matrimonio (da almeno sei mesi) con coniuge italiano.
La cittadinanza italiana è una “concessione” dello Stato. Per fare la do-manda per residenza legale serve la documentazione di lavoro e di re-sidenza regolari degli ultimi dieci anni. La risposta arriva dopo due anni.
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IL NUMERO DEI CANDIDATI
Per il posto di 72 deputati italiani che saranno eletti al Parlamento Eu-ropeo concorrono 11 liste elettorali che presentano ognuna 72 candi-dati, per un totale di 729 persone.
Le liste: Popolo della libertà, Pd, Lega Nord, Italia dei valori, Unione di centro, Rifondazione – Comunisti italiani, Lista Bonino-Pannella, Lista MPA (Movimento per le autonomie), Destra sociale, Forza nuova.
Ogni lista presenta i suoi candidati in una Italia divisa in 5 circoscrizioni: Nord-ovest 19, Nord-est 13, Centro 14, Sud 18, Isole 8.
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CANDIDATI IMMIGRATI
Spulciando fra le liste dei partiti, sono stati rintracciati 5 candidati immi-grati, naturalizzati italiani.
Magdi Cristiano Allam, giornalista nato in Egitto, nelle liste dell’UDC; Lisa Clark, pacifista nata Usa, candidata nella lista Sinistra e libertà; Bassam Saleh, attivista Palestinese nato in Cisgiordania, Dijana Pavlovic, attivi-sta ed attrice Rom, nata in Serbia, Suad Omar Sheikh Esahaq, mediatri-ce culturale nata in Somalia, tutti e tre nella Lista di Rifondazione e Comunisti italiani. Se Bassem Salah rappresenta soprattutto la comunità palestinese e Dijana Pavlovic quella rom (anche italiana), la candidata ufficiale degli Immigrati italiani sembra essere Suad Omar. Ecco le sche-de dei tre candidati nelle liste Rifondazione – Comunisti italiani.

Suad Omar Sheikh Esahaq, una mediatrice culturale in Europa
Nata a Mogadiscio il 25/07/67. Laureata in letteratura e lingua somala presso l’Università di Mogadiscio, facoltà di Lingue, vive e lavora a To-rino dal 1989 e dal 1993 collabora con diverse associazioni ed enti pub-blici nel campo della educazione alla interculturalità con minori e adulti.
Nel 1993 ha conseguito il Diploma di Mediatore inteculturale e nel 2004 ha ottenuto la specializzazione in ambito scolastico. Militante associativa per i diritti delle donne immigrate è tra le socie fondatrici dell’Associazio-ne AlmaMater di Torino, che dal ’94 gestisce il Centro Interculturale di donne migranti e native. Fa parte della compagnia teatrale Almateatro come attrice e formatrice teatrale.
Il lavoro e l’impegno sociale e politico in Italia si combinano con il costan-te impegno civile nei confronti del suo paese di origine. Dal 2006 è rappre-sentante per l’Italia della vasta comunità di intellettuali somali emigrati in occidente a causa della guerra civile (diaspora somala) impegnata nella promozione della riconciliazione e della pace in Somalia.
E’ inoltre rappresentante per l’Italia della Somali Women Agenda, un programma politico promosso dalle donne, che designa priorità, strategie ed azioni su tutti i settori rilevanti del governo della Somalia.
Suad Omar è donna, immigrata, somala e dal 2004 anche italiana. Come tale e come madre di quattro figli nati e cresciti in Italia appena le è stato possibile si è impegnata politicamente con l’idea di farsi soggetto attivo nella trasformazione di una società che dovrà garantire pari diritti alle nuove generazioni. Nel 2006 è stata eletta consigliera per la Circo-scrizione 8 di Torino (San Salvario, Cavoretto, Borgo Po) e coordinatrice sottocommissione gioventù.

Dijana Pavlovic, una Romnì al Parlamento Europeo
“Sono una romni, nata in Serbia nel 1976, cittadina italiana, di profes-sione faccio l’attrice di teatro. Impegnata per il riconoscimento dei diritti fondamentali del mio popolo, ho partecipato alla costituzione della Federazione Rom e Sinti Insieme, sviluppando in particolare l’iniziativa culturale con spettacoli teatrali, traduzioni della letteratura rom, collaborando a l’Unità. Ho costituito l’associazione culturale Uprè Roma, che in lingua romanès significa “alzatevi uomini” in ricordo di come un Rom in un congresso internazionale chiuse il suo discorso: “Seppellitemi in piedi, per tutta la vita sono stato in ginocchio.” Adesso in ginocchio non sono solo i Rom ma la vita democratica del Paese. La destra che governa mette sì in ginocchio un intero popolo, quello Rom e Sinto, con leggi razziste, ma criminalizza gli immigrati, nega diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione e dal diritto internazionale, dallo studio, alla salute, alla libertà di culto, mentre su un altro versante attacca i diritti del lavoro e precarizza la vita di intere generazioni.
Ho iniziato l’impegno politico come candidata alle elezioni comunali 2006 nella lista di Dario Fo, poi alle politiche 2008 con la sinistra Arcobaleno, mi candido ora con il PRC convinta che compito dell’Europa sia difendere i diritti degli ultimi per difendere i diritti di tutti.

Saleh Bassam Abdulrahim, per portare la Palestina in Europa
Bassam Saleh è nato nel 1951 a Burqa nella Cisgiordania ancora non occupata dagli israeliani. Dopo l’occupazione israeliana del 1967 la famiglia è costretta trasferirsi prima In Kuwait e poi in Giordania.
Arriva in Italia nell’ottobre del 1970, studia all’università di Perugia. Tra il 1972 e il 1979 è stato vicepresidente e presidente del GUPS ( Unione Generale degli Studenti Palestinesi) in Italia. È socio della Fondazione Internazionale “Lelio Basso” e della Lega per i Diritti e la Liberazione dei Popoli. Nel 1990 è diventato cittadino italiano.
PERCHÉ HO ACCETTATO DI CANDIDARMI ALLE ELEZIONI EUROPEE
«Ho accettato questa candidatura nelle liste unitarie dei comunisti PDC – PRC insieme al socialismo 2000 e di consumatori , per le elezioni euro-pee, spinto da un gruppo di amici, di attivisti delle associazioni di soli-darietà con la Palestina, dalle comunità palestinesi, arabi e immigrati, e da personalità democratiche impegnate nelle iniziative contro la guerra e per una pace giusta in Medio Oriente, attive nei progetti e nelle manifestazioni di solidarietà con il popolo palestinese.
Ho accettato, perché sono convito che l’unità di tutti comunisti sia il primo passo per cambiare questo paese e vincere un duro conflitto di classi, a favore delle classi più debole socialmente, ed essere prota-gonisti di un mondo migliore.
Ho accettato questa sfida politica e culturale, perché c’e ormai l’urgenza di portare l’emergenza politica e umanitaria della Palestina dentro il dibattito e le sedi decisionali dell’Unione Europea. In questi anni, di fronte alla tragedia del popolo palestinese, i governi europei hanno girato troppe volte la testa dall’altra parte permettendo ai governi israe-liani di realizzare una sempre più brutale oppressione coloniale contro i palestinesi. Se l’Europa vuole continuare ad ignorare il dramma della Palestina occupata diventa necessario portare la Palestina nel cuore politico dell’Europa, anche perché, sono convinto che nel cuore della parte migliori della società civile europea il popolo palestinese c’e già».