un-giornale-del-pene-particolare… per dirla in modo forbito.  “Giornale del cazzo”, vedi in  fotografia, è invece, l’espressione più corrente con cui viene definita La Voce, diretta da Andrea Panozzo che, da questo retroterra culturale, si erge addirittura a difensore della moralità pubblica giornalistica.

 


Lo squallore de La Voce, è sempre offensivo

Rovigo, 18 aprile – Diritto di replica al giornale del pene e delle palle…
Che Andrea  Panozzo, direttore de La Voce, si erga a difensore della moralità pubblica giornalistica, lascia molto a desiderare, anzi è di uno squallore unico ed offensivo. Un giornale che ha fatto del quotidiano pettegolezzo il suo accento, che dà ampio risalto ad ogni commento di Destra – fascista e post fascista, che rifulge e si trasfigura nelle foto ed elzeviri vari dell’illustre poeta e filosofo Pietroni Giuseppe e che trasuda poi onestà ed etica morale nei corsivi da prima pagina di Iacopo Carlotti, già condannato per “tangentopoli”. Un giornale che per vendere qual-che copia in più spara titoli fallici a piena locandina e che recupera il pen-sionato immobiliare de “il gazzettino”, Roberto Rizzo. Il direttore de La Voce, poi, è testamentario illegale, ha lo stesso amministratore unico, del “Corriere di Rovigo” che ha chiuso per fallimento per non pagare mesi e mesi di lavoro ai propri collaboratori. Infatti si è tenuto gli archivi ed ha pubblicato anche qualche mia fotografia che non mi è stata pagata dal precedente “Corriere”. Che mi debba rivolgere all’avvocato per pubblicazione abusiva di mie fotografie? (Il direttore, Roberto Costa)

 

L’editoriale di La Voce: sabato 18 aprile.

“Lo squallore è sempre offensivo” titola Andrea Panozzo un editoriale in cui si scaglia contro la puntata “riparatrice” di Annozero, di due sere prima. Trasmissione televisiva in cui il giornalista Santoro doveva “ripa-rare” a presunte disinformazioni sul terremoto d’Abruzzo ed alle vignet-te satiriche di Vauro, della settimana prima, giovedì 9 aprile. Contro le nuove vignette di Vauro, la “via crucis” del precario”, si scaglia il penoso inquisitore Panozzo: “Chi ha visto la trasmissione sa quanto sia stato squallido lo spettacolo offerto. Qualche considerazione s’impone. In primis ho parlato col mio avvocato chiedendogli se ravvisa nelle vignette il reato di vilipendio della religione, nel caso, sporgerò personalmente querela nei confronti di Rai, Michele Santoro e Vauro. Non perché io sia un paladino del cristianesimo, non ne ho la statura. Ma perché lo squallore è offensivo. Sempre.”

A corollario del direttore, bronzaquerta catastale Gigi Berti, nell’occasione paraculo editoriale, a pag.13 titola: “Se ne vada anche Santoro”. Uno dei suoi afoni pezzi  con la lettera “s”: “sconfessato… scacciato… sciò-sciò. Santoro (e Vauro)”. E’ il caso di invitare Gigi Berti a fare anche un pezzo sul suo direttore, non con la lettera f di furbone, ma con la c di c…
                                    la voce del pene
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APPROFONDIMENTI
> L’in-formazione negata dai quotidiani di Rovigo
Rovigo, 3 ottobre. Manifestazione per la libertà di stampa, in adesione a quella nazionale promossa a Roma dalla Federazione Nazionale Stampa.
Nell’occasione Roberto Costa, direttore di Biancoenero, periodico polesano di immigrati e minoranze -1993, presenta un dettagliato dossier sulle violazioni dell’art. 21, diritto di in-formazione, perpetrate dai tre quotidiani di Rovigo. 
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Una Risposta a “La Voce di Rovigo, un quotidiano del pene…”

  1. Leonino detto

    Non riesco a capire come mai non riesco a visualizzare nessun scritto della Voce sul RUGBY,
    primo sport da sempre a ROVIGO.
    PERCHE?????

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