Il lato B delle cooperative sociali di Rovigo
Aprile 16, 2009
Rovigo 20 marzo. Le cooperative sociali di tipo B di Rovigo, spesso rap-presentano semplicemente il lato B della partitocrazia locale. Riserve di posti lavoro, serbatoi di voti elettorali. Talvolta, come nel caso a seguire, Porto Alegre, Progetto ’81 e Laerte, più che cooperative sociali per l’in-serimento lavorativo di persone svantaggiate, operano come corpora-zioni private che inducono a criminalità e prostituzione proprio persone svantaggiate. Con appoggio solidale del Centro Servizio Volontariato.

IL CASO DI SELMA ……………….
Selma ………………., di 19 anni, è nata in Jugoslavia nel 1990 ma risiede con la famiglia (la mamma e tre fratelli) in Italia dal 1991 ed ha frequentato regolarmente le scuole. Al compimento del 18° anno di età, secondo la legge sull’immigrazione (Bossi-Fini del 2002), Selma può restare in Italia solo con permesso di soggiorno. per motivi di studio – che non ha prose-guito, o di lavoro. L’agosto scorso, la morte del papà.
SENZA PERMESSO DI SOGGIORNO L’ESPULSIONE
Selma non lavora e, quindi, senza permesso di soggiorno rischia concre-tamente l’espulsione (è stata segnalata più volte dai vigili urbani nella casa di residenza) verso la sua terra natia, ora Bosnia-Erzegovina, di cui non conosce la lingua e da cui manca dall’età di otto mesi. In Bosnia non conosce nessuno, non ha soldi né alcuna speciale capacità professionale per trovare lavoro. In Bosnia, per Selma, c’è la morte sociale.
MORTE CIVILE IN ITALIA
In caso di decreto di espulsione, se non viene direttamente internata in un CIE – Centro per l’identificazione e espulsione degli immigrati irre-golari, Selma può allontanarsi da casa e vivere da clandestina in Italia. Senza possibilità di lavorare in regola, senza accesso alla patente ed ad altri servizi, per i quali serve il permesso di soggiorno: graduatorie di lavoro, di accesso a case popolari, assistenza medica, iscrizione a corsi professionali, matrimonio… Quindi Selma deve restare in clandestinità, in luoghi ed abitazioni in cui non possa essere registrata, e sopravvivere di lavoro in nero e di sotterfugi: furto, prostituzione, criminalità.
UNA SOLA POSSIBILITA’: TIROCINIO FORMATIVO
Dopo dure battaglie e genuflessioni, si è riusciti ad ottenere una “borsa lavoro”, in tirocinio formativo di tre mesi, per Selma, dalla Provincia di Rovigo. Quindi occorre trovare una Ditta che assuma la ragazza in tiro-cinio formativo a spese della Provincia. Questo permetterebbe a Sel-ma di mettersi in regola col permesso di soggiorno per due anni.
LE COOPERATIVE SOCIALI DI TIPO B
Trovare lavoro, anche in tirocinio formativo, presso una ditta per una ra-gazza rom, è quasi impossibile. Soprattutto nel periodo attuale di crisi economica e lavorativa. Non resta che provare presso le cooperative sociali di tipo B, che ottengono contributi e commesse anche dalle Isti-tuzioni e sono nate proprio per favorire l’inserimento lavorativo di sog-getti svantaggiati (handicappati, tossicodipendenti, psichiatrici, misure alternative al carcere…). Tralasciando alcune cooperative sociali, pure interpellate, come Speranza e Nike kai dike, si segnalano le seguen-ti, più volte consultate e con dettagliate spiegazioni sulla condizione da emergenza umanitaria di Selma.
Nessuna possibilità a Progetto ’81, presidente Luigi Frigato, nonostante innumerevoli tentativi: risposte sempre evasive. Nessuna possibilità, do-po una parvenza iniziale, neanche alla cooperativa Laerte, presidente Federico Vigato. Pareva esserci una opportunità, per Selma, ad aiutare una signora che fa le pulizie alla “piccola casa” di padre Leopoldo. Ma in una seconda fase la signora non ne vuole sapere di una assistente trop-po giovane. Federico Vigato suggerisce la cooperativa Aliante che gesti-sce due bar: Laerte rifiuta una ragazza rom alle pulizie e l’Aliante la metterebbe al bancone di un bar? Nessuna possibilità neanche a Porto Alegre, assediata con continuità, presidente Carlo Zagato. Zagato non può assumere Selma perché ha già un numero sufficiente di tirocinanti. Dopo deroga della Provincia al numero dei tirocini, non può perché ci sono dei problemi con i lavoratori cooperanti turbati.
Selma, in ultima speranza, potrebbe essere assunta al Csv, Centro se-rvizio volontariato –nato per dirimere le associazioni di volontariato, ed essere magari de-localizzata presso altre associazioni. Come, in questo periodo, si fa per una operatrice in Servizio Civile presso il Csv, ma in servizio effettivo presso Porta Amica. Luca Dall’Ara il direttore del Csv, avendo ben compreso la situazione di Selma, spiega che, purtroppo, po-trebbero esserci problemi perché il presidente Vani Franceschi è anche responsabile legale del Csv: se la ragazza si fa male fuori dal Csv?
(E la ragazza in servizio civile?)
RIASSUNTO: INDUZIONE ALLA CRIMINALITA’
Induzione alla clandestinità, al furto, alla prostituzione, alla criminalità, da parte di tre cooperative sociali di Rovigo, col patrocinio solidale del Csv: per mancata assunzione, a spese della Provincia, di una ragazza rom in tirocinio formativo per tre mesi, ma basterebbe anche un mese a dare speranza di vita civile a Selma. A Progetto ’81 niente donne, a Laerte niente giovani, a Porto Alegre niente ragazze, al Csv niente re-sponsabilità fuori dall’ufficio.
Disegno da “Persepolis”, di Marjane Satrapi
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RIFERIMENTI
La criminalizzazione istituzionale degli zingari
Biancoenero, 28 febbraio. E’ in atto una vera e propria criminalizzazione Istituzionale degli “zingari” (soprattutto verso i Rom profughi dalla guer-ra in ex Jugoslavia), con costrizione alla devianza sociale. E con parti-colare, spietato, accanimento anche verso i minori.