Terrorismo per immagini di pacifisti rodigini
gennaio 15, 2009
La deriva culturale, morale, politica, del sedicente Pacifismo rodigino sta nelle mani dell’assessore alla Pace – Diritti Umani del comune di Rovigo che spara, a tutto schermo, primi piani di bambini feriti che urlano, di bambini morti e composti nella bara col papà che piange. Manca solo che aprano gli occhi ai bimbi morti, come è stato fatto col “Che” in Bolivia”, o che vestano a festa i feti di bambini, come fece “Il gazzettino” tempo fa.
La raffica sgranata di immagini terroristiche, con rallentamenti e compia-cimenti, guidata dall’assessore Giovanna Pineda, continua per tutta la conferenza-dibattito, “Straordinaria Consulta per Gaza”, organizzata da Consulta Pace e Comune di Rovigo, mercoledì 14 gennaio dalle ore 21 presso la locale Gran Guardia. Una Consulta “straordinaria” sì, ma di pressapochismo, di demagogia e di ipocrisia.
MILAN UNO JUVE ZERO
La serata si potrebbe riassumere con una metafora sportiva: Milan uno, Juve zero. Pareva di essere ad una serata del Milan club dove tutti i rela-tori si affannano a spiegare agli spettatori, tutti milanisti e partecipi, le malefatte ben documentate della Juve, sottolineando, invece, tutti gli innegabili pregi della loro squadra. Una serata da tifosi, di parte, e non da amanti dello sport in generale.
CRONACA
Di fronte ad un nutrito pubblico, con numerosi arabi, apre e porge i saluti l’assessore Pace e Diritti Umani Giovanna Pineda, seguita a ruota dal coordinatore della Consulta Pace del comune di Rovigo Roberto Tommasi che elenca le sue attività di Pacifista storico. Poi il palestinese dottor Abed Abusheire introduce l’argomento e chiede ai presenti un minuto di silenzio per i palestinesi uccisi. La parola passa poi al palestinese dottor Mofak Mouadi che parte dalla descrizione accurata degli abitanti e della condizione di Israele e di Palestina, per poi soffermarsi sui numeri di Ga-za, una delle zone più densamente abitate del Pianeta, con l’80% degli abitanti ridotti in povertà dall’embargo israeliano, prima della guerra. Che a povertà ha aggiunto un migliaio di vittime, a fronte dei quattro civili israeliani uccisi. Poi il dottor Mouadi si dispiega in una relazione storica del “sionismo”, movimento politico nato alla fine del 1800 tra gli Ebrei dell’Europa orientale il cui fine era di creare uno Stato ebraico. E per la nascita di questo Stato fu scelta la Palestina. La dotta relazione traccia la storia dettagliata a partire dal primo Congresso Sionista in Svizzera nel 1897 per arrivare alla spartizione della Palestina nel 1947. E da lì risalire fino ai giorni nostri.
Il 30 novembre 1947 l’ONU decide la spartizione della Palestina: agli Ebrei il 56% delle terre anche se rappresentavano il 35% della popola-zione; agli Arabi il 42%, anche se erano il 65% della popolazione; le rimanenti zone restavano sotto controllo dell’ONU. Agli Arabi, oltre alle zone più impervie e montagnose, sono sottratte le tre più grandi città, tra cui Gerusalemme. Da lì, da quella prima iniqua spartizione, che traccia una vera e propria disuguaglianza, il dottor Mouadi arriva ai giorni nostri, evidenziando accuratamente tutte le ingiustizie ed i soprusi di Israele, appoggiato dalla Comunità Internazionale Occidentale, omettendo eventuali ingiustizie palestinesi e tralasciando accuratamente “Hamas”, il Movimento di Resistenza Islamico, nato nel 1997 come appendice ai “Fratelli musulmani”, che richiede la distruzione dello Stato di Israele e nella sua Carta costitutiva dichiara che “Non esiste soluzione alla questione palestinese se non nel “jihad” (Guerra Santa).
A seguire ancora Roberto Tommasi che lancia l’adesione alla manifesta-zione nazionale del 17 gennaio ad Assisi, promossa dalla Tavola della Pace. E poi il dibattito, generico e di maniera.
NEI FUMI DELLA NEBBIA (dell’ipocrisia)
Da evidenziare l’intervento, breve ma succinto di una redattrice di Bian-coenero, che chiede informazioni su “Hamas”, ed amplia l’informazione spiegando che il 17 ci sarà anche la manifestazione nazionale promossa dalla Comunità palestinese e propone anche il “boicottaggio” fra le forme di lotta. Il tentativo, non raccolto, da alcuno dei relatori e sedicenti pacifisti presenti, è quello di aprire spiragli nella cappa di ipocrisia e asservimento generale. I relatori che denunciano “il bavaglio dell’infor-mazione sull’aggressione a Gaza”, omettono anche le manifestazioni al di fuori della Tavola della pace, coloro che “si indignano per il silenzio sull’attacco di Israele a Gaza”, sono gli stessi a fare silenzio nei primi dieci giorni di guerra di fronte a due manifestazioni di Biancoenero, coloro che chiedono il “consenso di tutti” sono gli stessi, invitati e contattati per le nostre manifestazioni – magari con lo stesso volantino di Luisa Morgantini, che non ci avvisano e ci interpellano per quelle loro.
I BOMBARDAMENTI PER IMMAGINI
Non si uccidono così ancora i bambini – A proposito della violenza gratuita, per immagini, di sedicenti pacifisti, assessore ai Diritti Umani alla mitragliera, che sparano sequenze di immagini crudeli.
Nella società dell’immagine l’acculturazione visiva dovrebbe essere obbligatoria (si chiama alfabetizzazione), soprattutto in campo pacifista – ci sono immagini violente e non-violente, ma così non è. Per tutta confe-renza ed il dibattito, sul muro alle spalle dei relatori vengono mitragliate dolorose e violente immagini, soprattutto primi piani, di bambini che ur-lano feriti, di bambini morti coi genitori che piangono, di bambine strac-ciate e bombardate… dolore, sofferenza, tragedia umana. Una assoluta mancanza di rispetto per i bambini che muoiono e soffrono: chi gli spara col fucile chi con la macchina fotografica. Una forma di pedofilia della sofferenza. Una violenza per immagini, gratuita e fuorviante. Un colpo allo stomaco, un altro, un altro ancora, finché poco a poco le violente immagini sfumano e si amalgamano alle parole d’ipocrisia. E l’assuefazio-ne visiva si accoppia all’assuefazione culturale, ipocrita e demagogica.
IL BAMBINO DENUTRITO E QUELLO CHE RIDE
La violenza per immagini dei sedicenti pacifisti nostrani
A parte la violazione della “privacy”, in Italia non si può ritrarre un bam-bino in primo piano a Gaza sì anche se urla di dolore, è assodata la inutilità e fuorvianza, e l’effetto narcotico, delle immagini crudeli. Una immagine di morte non viene elaborata né metabolizzata, finito lo splatter iniziale viene rimossa. Questo non vuol dire che non si possano mostrare immagini di guerra, dare notizia e fare cronaca. Ma col rispetto del volto e della sofferenza. La pedagogia insegna, invece, che le imma-gini positive possono levitare e risuonare. Ed esiste anche una pedago-gia e didattica della Pace e della Non-violenza, anche visiva. E’ noto l’e-sperimento di una associazione tipo “Aiutiamoli a vivere, a non morire di fame”, di sostegno a bambini denutriti in Africa. Manifesto numero uno: bambino che muore di fame, con la pancia gonfia –tipo Biafra 1967; in un mese di pubblicità furono raccolte diecimila euro. Manifesto numero due: bambino a scuola che scrive sorridendo; in un mese di pubblicità furono raccolte centomila euro. Quindi l’immagine negativa non funziona, nean-che a livello di mercato. Basta vedere qualsiasi promozione pubblicitaria.
VERRA’ LA MORTE E AVRA’ I TUOI OCCHI
Le immagini di bambini che urlano sono trasversali, come la donna, a tutti i giornali e partiti. Uno straniero vede immagini simili su tutti i quotidiani e potrebbe pensare che scrivano le stesse cose a commento. Un primo piano di padre urlante con bimbo ferito e piangente in braccio, si può trovare “sparato” sia su “il manifesto” (che, di solito, è sempre stato riguardoso sulle immagini di guerra) che su “Il resto del carlino”. Le immagini sembrano accumunare i due quotidiani, ma le parole no, sono contrapposte. “Il manifesto” scrive di genocidio a Gaza (come la stessa ONU), “Il Resto del carlino” scrive, invece, di autodifesa di Israele.
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QUALE PACIFISMO RODIGINO
Complici e co-organizzatori della “serata” storici presidenti delle sedicen-ti associazioni pacifiste di Rovigo. Oltre all’assessore Pineda, alla Pace e Diritti Umani, il presidente dell’Assopace Antonio Gambato – nell’occasio-ne usciere ed officier, la presidente di Donne in nero e Arci-solidarietà Donata Tamburin e il coordinatore della Consulta Pace Roberto Tommasi. Tutti a urlare le complicità dell’Italia e dell’Europa e degli Stati Uniti nel massacro dei palestinesi a Gaza, ma tutti zitti e proni e complici nel massacro per immagini dei bambini di Gaza.
LETTURA CONSIGLIATA
Davanti al dolore degli altri, di Susan Sontag, edizione Mondadori, 2003.
RIFERIMENTI
> Solidarietà per il popolo palestinese a Rovigo
Redazione Biancoenero – Cronaca, notizie, riflessioni…