Rovigo, domenica 11 gennaio. I nostri corpi contro la guerra: presen-za, testimonianza, r-esistenza,  per il popolo palestinese. 

 

I nostri corpi contro la guerra: fermiamo il massacro di Gaza!

DOMENICA 11 GENNAIO 2009

PRESIDIO – R-ESISTENZA – TESTIMONIANZA

ROVIGO: davanti alla Gran Guardia, piazza Vitt. Emanuele ore 16.00

VITA, TERRA E LIBERTA´ PER IL POPOLO PALESTINESE!!!

                                                            bandiera palestina 


“Voi che state al sicuro nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici,

considerate se questo è un uomo, una donna, un bambino,

che vive nel fango, che lotta per mezzo pane,
che muore di missile israeliano…”

Da Shemà di Primo Levi
                                   Biancoenero per la Palestina
                   Rovigo 28 dicembre – 4 gennaio – 11 gennaio

 


              FERMIAMO IL MASSACRO DI GAZA

 Quanti bambini, quante donne, quanti innocenti dovranno essere ancora uccisi, prima che qualcuno decida di intervenire e di fermare questo massacro? Quanti morti ci dovranno essere ancora prima che qualcuno abbia il coraggio di dire basta?

Vergogna! Quanto sta accadendo è vergognoso. Vergognoso è il silenzio dell’Italia e del mondo. Vergognosa è l’inazione dei governi europei e del resto del mondo che dovevano impedire questa escalation. Vergognoso è il veto con cui gli Stati Uniti ancora una volta stanno paralizzando le Nazioni Unite. Vergogna!  Niente può giustificare un bagno di sangue. Nessuna teoria dell’autodifesa può farlo. Nessuno può rivendicare il dirit-to di compiere una simile strage di bambini, giovani, donne e anziani sen-za subire la condanna della comunità internazionale. Nessuno può arro-garsi il diritto di infliggere una simile punizione collettiva ad un milione e mezzo di persone. Nessuno può permettersi di violare impunemente la Carta delle Nazioni Unite, la legalità e il diritto internazionale dei diritti umani. (Tavola della Pace)

LE PROPORZIONI DEI MORTI

Basta un morto per dire no, ma anche le proporzioni contano. Dal 2002 ad oggi per lanci di razzi di estremisti palestinesi sono state uccise 20 persone. Troppe, ma a Gaza nello stesso tempo sono stati distrutte mi-gliaia e migliaia di case ed uccise più di tre mila persone tra loro centina-ia di bambini che non tiravano razzi.
(4 gennaio, Luisa Morgantini Parlamentare europeo)

L’ASSEDIOPrima dell’attacco. La Striscia di Gaza, sotto assedio da qua-si due anni, è oggi il più grande campo di concentramento del mondo: un milione e mezzo di persone in una striscia di 360 km quadrati. Sette vali-chi in tutto che collegano Gaza con il resto del mondo sono stati chiusi. Materie prime, cibo, ricambi, macchinari per le cure sanitarie e decine di prodotti di prima necessità non sono potuti entrare a Gaza. Questo ha significato la cessazione di progetti di costruzione e riparazione di case e infrastrutture essenziali, che ha lasciato Gaza in uno stato d’acuta pover-tà e caos con disoccupazione al 60%, e l’80% delle famiglie costrette a vivere di aiuti umanitari. La malnutrizione infantile è in aumento come i casi di bambini che muoiono per mancanza di cure sanitarie. 

LA TREGUA SCADUTA

La  tregua di sei mesi  è scaduta, secondo quanto preventivamente con-cordato tra le parti, il 16 dicembre del 2008. Non è stata rinnovata, per-ché Israele durante la sua vigenza l’aveva ripetutamente violata ucci-dendo con “attacchi mirati” 25 palestinesi e soprattutto perché non ave-va aperto le frontiere come si era impegnata a fare. Così la popolazione di Gaza, malgrado la tregua, ha continuato a rimanere senza elettricità, gasolio, medicine ed alimenti.

L’ATTACCO MILITARE – E’ partito il 27 dicembre l’attacco dell’esercito di occupazione israeliano sulla popolazione palestinese, già stremata da un lungo embargo, che ha reso insufficienti e privi di strumenti adeguati gli ospedali della Striscia di Gaza.  Si tratta del più sanguinoso conflitto tra le due parti degli ultimi quarant’anni, avviato da Israele con l’intento di fer-mare il lancio di razzi intensificatosi, da parte di Hamas,  dopo la rottura della tregua di sei mesi, lo scorso 19 dicembre. Il 3 gennaio è iniziato l’attacco via terra dell’esercito israeliano.  

L’ONU CHIEDE INVANO IL CESSATE IL FUOCO

Una risoluzione del Consiglio di Sicurezza chiede il cessate il fuoco.

9 gennaio – Nella notte il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato un risoluzione con cui si reclama un cessate il fuoco ”immediato e duraturo” nella Striscia di Gaza, che porti a un ”ritiro totale” delle forze israeliane dal territorio palestinese.  La risoluzione ”chiede la fornitura e la distribuzione senza ostacoli in tutta la Striscia di Gaza di assistenza umanitaria, tra cui cibo, benzina e cure mediche” e accoglie con favore le iniziative mirate a ”creare e aprire corridoi umanitari e altri meccanismi per la consegna prolungata di aiuti umanitari”.

VITTIME DI GUERRA – RAPPRESAGLIA

Venerdì 9 gennaio.  Nel tredicesimo giorno di bombe 768 morti palestinesi, 3129 i feriti, 219 bambini morti ammazzati. Il computo delle vittime civili israeliane è fermo a quota quattro, una decina i feriti.  I morti e i feriti di Gaza sono l’ennesima testimonianza della pulizia etnica che lo Stato israeliano da 60 anni sta portando avanti attraverso una guerra di occupazione, di apartheid, di violenza militare sull’intera popolazione palestinese.

                            NON C’E’ TEMPO DA PERDERE!
                        FERMIAMO IL MASSACRO DI GAZA!
-
PER L’IMMEDIATO STOP ALL’ATTACCO MILITARE ISRAELIANO SULLA STRISCIA DI GAZA 
- PER LA FINE DELL’EMBARGO CONTRO LA POPOLAZIONE DI GAZA
- PER CONGELAMENTO DI TUTTI GLI ACCORDI POLITICI, ECONOMICI E MILITARI TRA ITALIA E ISRAELE

               VITA, TERRA E LIBERTA’ PER IL POPOLO PALESTINESE 

 

Sabato 17 gennaio 2009, Roma: manifestazione nazionale

FERMIAMO IL MASSACRO DEI PALESTINESI A GAZA > Forum Palestina

Sabato 17 gennaio 2009, Assisi: manifestazione nazionale

ROMPIAMO IL SILENZIO DELL’ITALIA > Tavola della pace

palestina 1946 2005 

                                     La Palestina dal 1946 al 2005


DI QUA E DI LA’ DEL PONTE
di sviluppo

Per quanto voi vi sentiate assolti siete lo stesso coinvolti
Ormai il ponte che univa le due parti del Pianeta, quella Ricca e Povera – l’Occidente ed il Sud – il Primo ed il Terzo Mondo, sembra definitivamente crollato sotto le bombe dell’ingiustizia, della disuguaglianza, dello sfrut-tamento, della tirannide e dell’oppressione. 

DI QUA E DI LA’ DEL PONTE VERSO GAZA
Di qua piove neve, di là piovono bombe,

di qua il cenone di Capodanno, di là l’embargo degli alimentari,

di qua il gelo invernale, di là il fuoco siderale,

di qua il consumo delle coscienze, di là il consumo dei corpi,
di qua chiudono le scuole per  neve, di là chiudono le scuole per bombe

di qua c’è l’emergenza rifiuti, di là la sospensione degli aiuti umanitari,

di qua i lumi del brusa-vecia, di là i razzi per illuminare i bersagli,

di qua la Befana porta doni, di là i Re magi portano bombe,

di qua jogging per smaltire i cenoni, di là la fuga per sfuggire alle bombe,

di qua la strage consumistica delle menti, di là la strage degli innocenti,

di qua la fila per lo spritz, di là la fila per l’acqua potabile,

di qua la marcia della pace, di là la lotta per la sopravvivenza,

di qua la privacy sui bambini, di là i bambini “sparati” sui giornali,

di qua l’Italia prima per cocaina, di là Gaza in emergenza umanitaria,

di qua papà cosa facciamo contro la guerra,
di là papà perché sei stato ammazzato dalla guerra…

 

PIANETA MEDIOEVALE, INGIUSTIZIA GLOBALE
Senza giustizia tra paesi industrializzati e paesi in via di sviluppo non sarà possibile arginare la crisi ambientale (e sociale) globale ed im-boccare la strada verso uno sviluppo sostenibile (ed umano).

L’11% delle persone, dei Paesi ricchi, usa-consuma e spreca l’88% delle risorse del Pianeta. L’1% dei più ricchi possiede il 40% della ricchezza mondiale, il 10% ne detiene l’85%; il 50% più povero della popolazione fruisce dell’1% della ricchezza globale. I miliardo di persone vive con meno di un dollaro al giorno. Le 200 famiglie più ricche hanno un reddito complessivo che equivale a quello di due miliardi di persone più povere.
I 300 milioni di abitanti del Nord America, consumano più energia dei tre miliardi e 700 milioni di abitanti dell’Asia e dell’Africa. La Spesa militare mondiale è di oltre 1.200 miliardi di dollari l’anno: 184 dollari procapite. Gli Stati Uniti, la cui popolazione equivale al 5 per cento di quella mondia-le, hanno una spesa militare pari al 48 per cento di quella mondiale.

Dentro questa ingiustizia globale, questa prepotenza di pochi potenti, sta la guerra ingiusta, incivile, inumana, che Israele sta portando ai Palestinesi. La guerra terroristica di Israele è figlia dell’ingiustizia e della tirannia che governa il Pianeta. 

               la torta del pianeta centro nuovo modello di sviluppo 

CONTRO LA GUERRA, CONTRO L’INGIUSTIZIA

Per una sola umanità – Lottare contro la guerra – per una sola umanità, vuol dire lottare contro l’ingiustizia e la prepotenza dei tiranni e dei potenti. Chi depreda e affama e inquina il Pianeta produce ingiustizia e guerra. Anche quell’ingiustizia Italia, consociata e complice alla guerra d’Israele, che nasce da tangentopoli, dalla mafia, dalla malavita organiz-zata in partitica clientelare, dalle associazioni che portano assistenza invece che uguaglianza. Italia prima in Europa per morti sul lavoro, per consumo di cocaina, per stipendio dei Parlamentari: – oltre il 40% della ricchezza nazionale è illegale; – il lavoro nero e sommerso è il 27% del Pil; – l’evasione fiscale: 200 miliardi di euro; – esportazione illecita di capitali: 90 miliardi di euro; – beni consolidati delle mafie: 1.000 miliardi di euro. Lottare per la Pace e per l’umanità a Gaza vuol dire lottare per la giustizia, anche in Italia, anche a Rovigo. Lottare per quella famiglia di Rom bosniaci, in Italia dal 1990, che sta morendo di fame, di freddo, di mancanza di acqua potabile, di espulsione, a pochi km. dalla “civile” Rovigo. Lottare contro la legge sull’immigrazione “Bossi-Fini”, del 2002, già definita xenofoba e razzista dal Relatore Speciale dell’ONU: la legge “Bossi-Fini” è “ispirata dalla filosofia di scontro di civiltà” e “incita alla discriminazione e alla criminalizzazione degli immigrati”. Con queste leggi e condizioni, si attivano processi di integrazione o di emarginazione-guerra  ai 3,5 milioni di immigrati per lavoro nel nostro Paese?

                                     Redazione Biancoenero – Rovigo 10 gennaio 2009

 presidio palestina 11 gennaio 

              Presidio per la Palestina con Rom bosniaca 11 gennaio 2009


RIFERIMENTI
> Solidarietà per il popolo palestinese a Rovigo
Redazione Biancoenero – Ogni giorno una notizia, una riflessione.

                      

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