Genova per noi … per voi, Genova per loro …

dicembre 18, 2008

Rovigo 17 dicembre.  Discriminazione  politica  e insulti alla serata per la giustizia su Genova. Roberto Costa, l’unico giornalista indipendente di Rovigo accreditato al Genoa Social Forum di luglio 2001, interrotto, insultato,  ed aggredito verbalmente da una “banda” di fascisti rossi, in significato reichiano, alla serata per la Giustizia sui fatti di Genova. Giustizia che passa anche per il diritto di parola e di espressione e di memoria da parte di chi ha vissuto e continua a vivere ed a promuovere gli ideali del Genoa Social Forum.  


                                      genoa social forum, accredito biancoenero
GENOA SOCIAL FORUM
Il Genoa Social Forum nel luglio 2001 ha organizzato una grande mobi-litazione contro il vertice dei G8 (gli otto Paesi più industrializzati del mondo), che ha visto nascere, a mio parere, il più grande “movimento” per i Diritti Umani e la “giustizia sociale” che si è sviluppato in Italia dopo il ’68. Un movimento che è stato bloccato, annichilito ed inibito per anni e anni –e continua, dalla dura e illegale repressione poliziesca, su manda-to e copertura delle alte sfere istituzionali. Di Genova 2001 ormai si è persa la memoria, che è la storia, ed ognuno ne disquisisce con la sua identità, cosicchè le 700 associazioni che aderivano al Genoa Social Fo-rum, hanno ora 700 verità alle quali assommare le versioni di chi a Genova non c’è stato, l’ha vista per televisione e, nonostante ciò, ne vuole dare giudizio…

 

IL TRADIMENTO DEGLI IDEALI
«A Genova 2001 è stata tradita una grande istanza di giustizia sociale che continua ad essere tradita nel Polesine dalla partitocrazia-clientelare che vede coinvolta anche una certa ‘sinistra’, compresa Rifondazione Comunista, che ha partecipato agli ideali del Genoa Social Forum».
Per tentare di dire queste osservazioni, arrivato a Rifondazione comuni-sta,  sono stato aggredito verbalmente da numerosi individui, uno dopo l’altro senza soluzione di continuità, interrotto dal parlare, insultato ed ingiuriato, invitato ad uscire e a non più partecipare a quel tipo di mani-festazioni. Un classico esempio di gruppo che per difendere gli “interes-si” di alcuni suoi adepti si fa banda e produce atteggiamenti di stampo fascista (reichiano) nel nome di quegli stessi ideali anti-fascisti che pro-clama nei suoi intenti. Annichilendo e interdicendo i pochi presenti che erano favorevoli a farmi finire. Fra questi l’unico “giovane” presente e testimone a Genova 2001, assieme al gruppo dell’allora Centro Sociale, che aveva addirittura osato applaudire l’inizio del mio intervento.

 

LABORATORIO DI CLASSE (a quattro stelle)
Il tutto in una manifestazione promossa dal “Laboratorio di classe” (che si definisce “anti-fascista, per la Costituzione e per la giustizia sociale”) all’Hotel di lusso (a quattro stelle) Regina Margherita, dove, presenti Giuliano Giuliani e Simone Sabatini, un avvocato del Genoa Legal Forum, si discuteva della giustizia e degli ideali negati a Genova 2001, in primis dalle Forze di Polizia. Un filmato ben documentato ha messo in evidenza alcune “verità negate” a partire dall’uccisione di Carlo Giuliani da parte delle forze di polizia. Poi i relatori hanno fatto “luce” sui tre processi che hanno giudicato i “fatti” di Genova.
1 – molto male il processo contro i manifestanti, con condanne pesantis-sime, e duri risvolti sociali, verso alcuni di loro. 2 – male il giudizio contro Poliziotti e Carabinieri per le violenze contro i manifestanti alla caserma Bolzaneto. Condannati alcuni persecutori, da accurate prove fotografi-che, ma non i Co-mandanti. 3 – malissimo, peggio degli altri, il processo per le violenze, botte indiscriminate, agli occupanti della scuola-dormi-torio Diaz.  Qui erano coinvolti i massimi livelli di Polizia, Intelligence, Anti-terrorismo, Anti-mafia. E’ fallito miseramente il tentativo di imputare ai Capi gli atti dei sottoposti. La Polizia di Stato  si è comportata come una “banda” (a parere di Giuliano Giuliani) ed ha deciso che eventuali ingiustizie non passano presso i Tribunali e per questo si possono anche falsificare le prove. E promuovere, come premio, tutti i Co-mandanti. 


L’INTERDIZIONE A DIRE (quando il gruppo si fa banda)
Ho partecipato ed aderito a Genova 2001 come attivista sociale e gior-nalista indipendente. Per tutto il Genoa Social Forum che va dai Forum tematici alla grande manifestazione dei migranti del 19 luglio, alle mani-festazioni contro la “zona rossa” dei G8, all’assassinio di Carlo Giuliani, alla grande manifestazione di chiusura del 21 luglio.
Ho continuato ad aderire ed a co-organizzare, a scrivere (a rappresen-tare anche teatralmente) delle varie manifestazione per la verità e la giustizia su Genova: cito la conferenza-dibattito “Genova per noi”, a Ro-vigo il 9 dicembre 2005, con, anche, la presenza di Giuliano Giuliani e Luca Casarini, oppure la manifestazione del 17 novembre 2007 a Geno-va – La storia siamo noi. Per questo a conferenza-dibattito ufficialmente chiusa dal moderatore-giornalista (assente a Genova) nell’interloquire ormai dialogante, quando ormai la tematica si era spostata sulla Sinistra Democratica e la Cgil che avevano aderito a metà al Genoa Social Forum mi sono permesso di portare la “mia verità” e testimonianza: 
Che Giuliano Giuliani le critiche, anche pertinenti, a Luca Casarini le po-teva fare nel 2005 a Rovigo con Casarini presente. Che la commissione d’inchiesta sui “fatti” di Genova, pure prevista dal programma del Gover-no Prodi, precedente all’attuale, era stata impedita da Di Pietro senza che Rifondazione Comunista si ergesse ad imporla: un atteggiamento troppo sottomesso riconosciuto dallo stesso segretario di Rifondazione Comunista, ed allora Ministro,  Paolo Ferrero. Che gli ideali di Genova non riguardavano i Democratici di Sinistra (ora Pd) ma un grande movimento, soprattutto giovanile, cattolico e radicale e comunista nello stesso tempo. Che quegli ideali erano stati rimossi ed abbandonati dalla stessa “sinistra” che governa, in modo partitico-clientelare  il Polesine…
A questo punto l’interruzione, gli insulti – “Pagliaccio… Ti sei arricchito con i progetti sull’immigrazione… Hai ucciso Carlo Giuliani un’altra volta… Fai il gioco di Berlusconi…” -  tutti fatti da persone che a Genova 2001 non ci sono state, senza che il moderatore e gli organizzatori facessero niente per impedirli e permettermi di finire il mio intervento. E per questi insulti non censurati, anzi alimentati, “Laboratorio di classe” ed Arci-rida-da dovranno rendere conto anche penalmente: si chiama incitazione alla discriminazione ed all’ingiuria di gruppo costituito in banda.

UNA LEZIONE DA BLACK-BLOCK
E così la serata per ristabilire la verità su Genova si conclude con un as-salto generale in cui tutto il gruppo organizzatore, con i suoi accoliti, or-mai diventato “branco”, è coinvolto ad attaccarmi, a criticarmi ad impe-dirmi di finire l’intervento, ad “invitarmi” ad uscire, a non farmi più vede-re…  Una bella lezione di ristabilire la verità su Genova, in perfetto stile Black-block, in perfetto stile “Minculpop”, in perfetto stile da repressione poliziesca con copertura istituzionale (la sedicente assessora comuna-le alla Pace ed ai Diritti Umani, che teleguida il “laboratorio di classe”).
Una bella lezione di “siamo nati per accogliere le differenze”, come ave-va detto il giovane teleguidato del “laboratorio”, ma quando le differen-ze differiscono vengono aggredite. A dimostrare che i fatti contraddicono le belle parole. E che la sinistra è ormai spesso “sinistra” e sinistrata.  

OLTRE LA PARTITOCRAZIA-CLIENTELARE
La fine dell’ intervento se la banda di teppisti  rossi  me l’avesse permesso.
«Va ricordato che Carlo Giuliani non è stato assassinato dalle forze di polizia durante il gruppo di preghiera di Pax Christi o la discussione “Genova sì-o-no” dei giovani Democratici di Sinistra, ma mentre parte-cipava al corteo dei Disobbedienti diretto all’assalto della “zona rossa”.
Per finire, se l
a questione morale attraversa anche il Pd in tutta Italia, la partitocrazia-clientelare che governa il Polesine ha fagocitato oltre il Pd anche Rifondazione e l’Arci. Occorre perciò ripartire dai temi dei Diritti Umani, della Giustizia Sociale e dell’Ambiente. Occorre ripartire dai Forum Sociali che sono stati la punta più avanzata del “movimento” e di demo-crazia reale in Italia. Ed impedire che i rottamati della sinistra si prenda-no la nostra storia – il ’68, Genova 2001, il movimento di liberazione dei manicomi, il movimento per e con gli Immigrati, per l’auto-determinazione dei Popoli (Palestina, Kurdistan…), per le minoranze (Rom e Sinti), per l’Ambiente e la giustizia sociale -  per farne folclore e recuperare una identità “sinistrata”. Ma prioritario e urgente, prima di tutto, è ricostituire a Rovigo uno spazio sociale di libertà, di relazione e comunicazione, una “zona temporaneamente liberata”, un Centro Sociale. Sennò fra poco dovremo scappare per sopravvivere con i nostri ideali. Ma forse sarà una fuga solitaria, perchè sembra che queste tematiche riguardino solo me».

                        Roberto Costa, direttore di Biancoenero,
                periodico polesano di immigrati e minoranze -1993

                             genoa social forum

 
RIFERIMENTI
Mi ritrova il cuore a (di) Genova
Genova, 17 novembre 2007. Ri-torna e ri-parte da Genova.
Il Movimento per i Diritti, represso e bloccato nel 2001, torna a ritrovare se stesso, a ripartire con nuovi giovani e nuove speranze. “Genova con noi”, sotto il colore della comunanza: quelli che c’erano nel 2001, quelli che all’epoca sono stati sconvolti e molti altri, che non c’erano ma sono venuti a stringere solidarietà e intenti, per una ripresa del cammino per pratiche di giustizia e di libertà…
                     La storia siamo noi


Genova per noi –
documento Pdf
Rovigo, 9 dicembre 2005: “GENOVA PER NOI”
2001: le giornate del G8, dalle verità negate alla Commissione d’inchiesta
Venerdì 9 dicembre al Don Bosco si tiene la conferenza-dibattito “GE-NOVA PER NOI – 2001: le giornate del G8, dalle verità negate alla Com-missione d’inchiesta”, con Giuliano Giuliani, del comitato “Carlo Giuliani”, Aurora D’Agostino, Verdi – avvocato collegio di difesa imputati del G8 di Genova, Luca Casarini, imputato del G8 di Genova a Cosenza, Graziella Mascia, parlamentare di Rifondazione Comunista. La conferenza è or-ganizzata da AdL Cobas, BiancoeNero, Migro, Rifondazione Comunista e Verdi, per raccogliere fondi a favore del Genoa Legal Forum e sostenere le spese dei processi in corso.
                       Genova per noi, 2005     

                                             ______________°°°_____________

 

                                                                            .
NOTE A MARGINE
RATATUIA DI CLASSE E TEPPISTI DEMOCRATICI DI SINISTRA
Alcune note e
chiarimenti sugli insultatori e manovratori della serata per la giustizia su Genova.

                                                           faccia-donna
Giovanna Pineda
Dietro il “laboratorio di classe” c’è colei che ha tradito gli ideali di “movimento” –se ce li aveva, per fare i suoi interessi e quelli degli amici, da sedicente asses-sore alla Pace e Diritti Umani convertita in assessore ai Privilegi. Classico esem-pio di ipocrisia, da sepolcro imbiancato, catto-comunista, ha costruito una vera e propria ghenga a difesa dei propri privilegi.  L’attacco alla mia persona è sca-turito proprio da una critica politica al suo operato. Di lei si è già documentato in queste pagine telematiche. Basti dire che per farla venire a 20 km. da Rovigo a visitare una famiglia di Rom a rischio di vita mi ci sono voluti ben 15 giorni di sciopero della fame. 

Monia la pelosa – Astolfi

Già dei giovani Democratici di Sinistra, amica di Giovanna Pineda e soprattutto di Milko Bolzoni, mai vista ad una manifestazione per i Migranti, Rom o Diritti Civili o Ambiente da otto anni fa quando fu vista ad una manifestazione per la Palestina dei Sinistri Democratici. Da spalate di fango sulla coscienza, se ce l’ha, e da denuncia penale la frase: “Hai ucciso un’altra volta Carlo Giuliani”.

                                                          faccia-uomo
Milko Bolzoni, chi è pagliaccio e si è arricchito con l’immigrazione

Perso il lavoro a Padova, trova impiego presso Italia Lavoro (settore immigra-zione  in sinergia-collusione con la Provincia di Rovigo) e da lì in Provincia all’Ufficio Lavoro, per le sue capacità di trovare lavoro.

In Provincia fu assunto regolarmente nonostante fosse dello stesso paese del-l’assessore alla Pace e Diritti Umani, Callegarin –Giunta 1999-2004 (all’epoca la Provincia era l’unica d’Italia con due assessori alla Pace), nonostante fosse egli stesso assessore alla Pace e Diritti Umani dello stesso paese di Callegarin, nonostante fosse dello stesso partito di Callegarin (DS), nonostante fosse stato assunto, precedentemente, da Italia Lavoro che operava in sinergia con l’assessore provinciale Callegarin con i fondi regionali sull’immigrazione.

Da denuncia: “pagliaccio… ti sei arricchito con l’immigrazione”; che va inter-pretata come un’autoconfessione pubblica: pagliaccio basta vederlo, con l’immi-grazione – e assessori amici, ha trovato ricco lavoro per sè e per la moglie.
Mirko Bolzoni è pure amico, e stessa lista Arcobaleno alle ultime elezioni, del-l’assessore alla Pace e Diritti Umani del comune Giovanna Pineda. La moglie di Bolzoni è stata assunta, a prestazioni professionali a 20mila euro l’anno, ai pro-getti interculturali gestiti dall’assessora Pineda, nonostante provenisse da Me-stre e non avesse conoscenze del territorio, nonostante sia di etnia nigeriana (l’ottava in Polesine) e la realtà della donna immigrata, sia sempre più pro-veniente dai Paesi dell’est Europa di cui, in Polesine ci sono mediatrici preparate ed operanti da anni.

Giovani di Laboratorio di classe

Alcuni già plagiati ed aggressivi a spiegarmi, a 18 anni, le norme dell’etrica e della morale. “E’ da quarant’anni che faccio l’attivista sociale” cerco di spiegare -fuori, “E’ ora che tu vada in pensione”, mi risponde un furbetto.

Biondino, il tossico
Il drogato del gruppo. Mi agita la sigaretta spenta dentro la sala e fuori mi alita fumo tossico a tre centimetri dal naso insegnandomi di tutto e di più anche se lo esorto, più e più volte, a lasciarmi stare che non mi interessa.

                                                          faccia-uomo
Nicola Chiarini, giornalista derappato

Il moderator che non modera, che mi viene a fare la predica, fuori
Giornalista, de il Corriere Veneto, e moderatore per Arci-ridada della serata su Genova: dall’Eternit all’Arci-mafia, senza soluzione di continuità. Da Giovane Comunista uscì da Rifondazione sbattendo la porta e insultando e minacciando una persona onesta come Giulio Azzalin, in nome di pretenziosi ideali per an-dare a co-fondare il Centro Sociale Eternit – 1998: all’epoca mi schierai anche  a sua difesa quando vennero aggrediti dai “disobbedienti”. Poi si prese un anno sabbatico (che dura da ormai nove anni) per fare il giornalista e “intortarsi” con tutte le realtà più para-partitiche-clientelari della città, a partire dall’Arearebus. Il conflitto di interessi ed etico si verifica anche quando il Chiarini, giornalista del Corriere veneto, organizza manifestazioni per l’Arci e quando fa l’addetto stampa per l’Ente Rovigo Festival finanziato dalle Amministrazioni rodigine.
Giornalista tuttologo egli modera e presenzia il Delta blues e dieci giorni fa anche una serata sul manicomio a trent’anni dalla legge Basaglia, senza avere mai visto il manicomio di Rovigo. Ora modera una serata su Genova senza mai essere stato a Genova. Come collega del Chiarini, rivelo che avanzo ancora i soldi per una mia fotografia, su Forza n-Uova, che ha usato e pubblicato sul Corriere, pure senza firma.  

Gigolò della new age, fighetto gratta-checca

“Ma lo sai chi sono io, ma lo sai chi sono io” mi minaccia, naso contro naso, il gigolò della new age nonostante gli avessi più volte detto che non intendevo parlare con lui. E’ colui che mi molesta ripetutamente e poi mi “invita” fuori e a non più tornare alle iniziative della sua banda. Non l’ho mai visto a nessuna manifestazione sociale o ambientale e non conosco il nome ma, si dice, sia Luca Piantavigna fotomodello con seguito di ragazzine di parrocchia. E’ il palestrato, col codino e jeep alla moda, soprannominato pure“fighetto gratta-checca”.
 
                    disegni-su-cabina 

NOTE A RI-MARGINE
RISPOSTA A MILKO BOLZONI: i contributi a Biancoenero
SPECIFICO che come direttore di Biancoenero ho ricevuto per un anno (periodo 2003-04) un modico contributo dalla Provincia (votato all’unanimità dalla Con-sulta Provinciale Immigrazione), assieme ai “Polesani nel mondo”, per produrre e gestire sulla rivista, e passare ai Polesani, un notiziario sull’immigrazione. Coi fondi regionali sull’immigrazione (180 mila euro annuali) che avevo contribuito, come coordinatore volontario di uno dei tre gruppi di lavoro della Consulta Im-migrazione, a fare pervenire. Dopo un anno i contributi sono cessati ed ho fatto, invano, 42 giorni di sciopero della fame per riaverli. Mentre l’Arcisolidarietà di Rovigo che ha ricevuto contributi molto più sostanziosi dei miei (senza appro-vazione della Consulta), dall’assessore immigrazione Callegarin (pure presi-dente Arci), li ha rinnovati per anni ed anni senza alcun sciopero della fame. Neanche Mirko Bolzoni ha mai fatto sciopero della fame per rinnovare i suoi sostanziosi contributi di lavoro, da anni ed anni, dall’Amministrazione Provin-ciale. Neanche sua moglie fa scioperi della fame per vedersi rinnovare i sostan-ziosi contributi loavorativi per le sue attività dal Comune.

SPECIFICO che dal 1990 lavoro come volontario nel settore immigrazione (fe-ste, tornei di calcio, rivista, convegni, corsi di mediazione culturale, interventi nelle scuole, teatro, manifestazioni, sportelli legali per immigrati…), ho fondato e co-fondato associazioni pertinenti, sempre come volontario a spese della mia famiglia e MAI ho visto Milko Bolzoni  operare in questo volontariato sociale. 
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