Fatima da Mostar, il dramma

Novembre 24, 2008

Lunedì 24  novembre,  Verona.  Presso il  Giudice di pace si è tenuto il ri-corso all’espulsione. L’avvocato ha guadagnato  quattro mesi di tempo. Se non si trova un lavoro per Fatima c’è l’espulsione per lei ed i figli minori verrebbero internati in Istituto.
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La nota dell’avvocato:
“Caro Roberto, il Gdp avrebbe dato corso tranquillamente all’espulsione agganciandosi alla formale sussistenza dei necessari requisiti di legge, che in effetti sussistono.
A forza di discutere si è convinto che una situazione del genere non possa essere che decisa dal Tribunale
dei minori. Ora tale scelta, che abbiamo sempre rinviato, diventa imprescindibile ed irrinunciabile. Mi ha dato tempo fino a marzo e quindi bisogna fare presto. Certo presentarsi in Tribunale minori con un lavoro per Angela (sto tempestando la Que-stura di Verona perché autorizzi) e con un progetto concreto per Rasema (Fatima) o meglio un lavoro anche per Lei sarebbe ottimo”.

Il lavoro di Angela, che lo scorso mese di agosto ha ricevuto un “diniego di permesso di soggiorno”, è la disponibilità della Provincia di Rovigo ad un tirocinio-formativo di tre mesi presso una ditta di Badia Polesine. Ma, per questo, occorre l’autorizzazione della Questura.
“Ho sessant’anni, sono una zingara, chi vuoi che mi dia un lavoro?”, esclama disperata Fatima che, in Italia dal 1990, ha sempre accudito i figli e la casa.

 

RIFERIMENTI:  Fatima da Mostar: la storia e l’anima

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