Governo: per permanenza illegale, 4 anni di galera
Ottobre 16, 2008

Il Governo presenta un emendamento che introduce il reato di perma-nenza clandestina con carcere fino a quattro anni in caso di mancato rispetto di un ordine di espulsione o allontanamento. Ma a rischiare saranno non solo gli extracomunitari senza lavoro o che hanno com-messo un reato, ma anche le badanti con permesso di soggiorno sca-duto o che senza giustificato motivo permangono illegalmente nel territorio, o gli studenti stranieri e i turisti che si trattengono oltre i tre mesi previsti dalla legge. Con questo ddl rischiano la pena un milione di “badanti” e 650 mila immigrati irregolari.
650 MILA IMMIGRATI IRREGOLARI
12 maggio, 2008 – Sono 650 mila gli immigrati che lavorano nelle città’ italiane ma non hanno il permesso di soggiorno. E’ questa la stima dell’immigrazione clandestina in Italia ricostruita dal dipartimento di Demografia dell’Università’ di Milano Bicocca sulla base del decreto flussi 2007 e pubblicata il 12 maggio sul ‘Sole 24 Ore’.
BADANTI, UN MILIONE RISCHIANO 4 ANNI DI GALERA
Ecco la norma che mette a rischio le badanti: “Lo straniero che senza giustificato motivo permane illegalmente nel territorio… ovvero per non aver richiesto il permesso di soggiorno o non aver dichiarato la propria presenza nel territorio dello Stato nel termine prescritto, ovvero per essere stato il permesso revocato o annullato”.
10 giugno 2008 – Roma – “Secondo le nostre stime lavorano in Italia circa 1.700.000 badanti, di cui solo 650 mila regolarizzate”. È quanto afferma Carlo Pileri, presidente dell’Adoc, commentando il rapporto del Censis e sottolineando che “di quel milione e oltre di famiglie che hanno assistenti irregolari, circa il 60% sarebbe disposto a regolarizzare da subito la posizione se fosse possibile una sanatoria”.
REATO DI INGRESSO ILLEGALE
Il reato di «ingresso illegale nel territorio dello Stato» è previsto dall’ar-ticolo 7bis, contenuto nella bozza del ddl, disegno di legge, che va a modificare il testo unico sull’immigrazione del 1998. Una bozza snella che dovrebbe contenere al massimo 20 articoli. «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, lo straniero che fa ingresso nel territorio dello Stato in violazione delle disposizione del presente testo unico è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni», recita la norma che sarà affiancata da un’altra norma a tutela di tutte quelle straniere che svolgono compiti di assistenza familiare come badanti e colf.
LA CLANDESTINITA’ DA SUBITO AGGRAVANTE
Nel decreto legge invece, da subito, verrà introdotto il principio di clandestinità come aggravante. All’articolo 4 si stabilisce che «quan-do uno straniero commette un delitto durante la permanenza illegale nel territorio dello Stato la pena prevista è aumentata di un terzo».
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Immigrati, il governo ci riprova: in galera per ‘permanenza illegale’
Agenzia Dire, 16 ottobre
ROMA – Contrordine sul disegno di legge sicurezza. Mentre il governo al Senato si accinge con un emendamento a cancellare il reato di ingresso illegale nel territorio italiano, eliminando il carcere e introducendo una sanzione pecuniaria, ne presenta un altro che introduce il reato di permanenza clandestina con carcere fino a quattro anni in caso di mancato rispetto di un ordine di espulsione o allontanamento. Ma c’è di più, a rischiare saranno non solo gli extracomunitari senza lavoro o che hanno commesso un reato, ma anche le badanti con permesso di soggiorno scaduto o gli studenti stranieri e i turisti che si trattengono oltre i tre mesi previsti dalla legge.
Rischierà infatti fino a quattro anni anche chi con permesso di soggiorno scaduto o non rinnovato viene beccato ancora sul territorio italiano: in pratica, si mettono a rischio carcere tutte le badanti straniere che rimangono, sprovviste di permesso, a servizio presso una famiglia italiana. Il carcere scatta ancora “se lo straniero si è trattenuto nel territorio dello Stato in violazione dell’articolo 1, comma 3, della legge 28 maggio 2007″, e cioè quella che disciplina i soggiorni di breve durata degli stranieri per visite, affari, turismo e studio.
Ecco, nel dettaglio, il testo dell’emendamento. La norma prevede che “quando non sia stato possibile trattenere lo straniero presso un centro di identificazione ed espulsione, ovvero la permanenza in tale struttura non abbia consentito l’esecuzione con l’accompagnamento alla frontiera dell’espulsione o del respingimento, il questore ordina allo straniero di lasciare il territorio dello Stato entro il termine di cinque giorni. L’ordine è dato con provvedimento scritto, recante l’indicazione delle conseguenze sanzionatorie della permanenza illegale, anche reiterata, nel territorio dello Stato”. E ancora: “L’ordine del questore può essere accompagnato dalla consegna all’interessato della documentazione necessaria per rag-giungere gli uffici della rappresentanza diplomatica del suo paese in Ita-lia, anche se onoraria, nonché, per rientrare nello Stato di appartenenza ovvero, quando ciò non sia possibile, nello Stato di provenienza”.
Ed ecco la norma che mette a rischio le badanti: “Lo straniero che senza giustificato motivo permane illegalmente nel territorio dello Stato in vio-lazione dell’ordine impartito dal questore è punito con la reclusione da uno a quattro anni se l’espulsione o il respingimento sono stati disposti per ingresso illegale nel territorio nazionale, ovvero per non aver richie-sto il permesso di soggiorno o non aver dichiarato la propria presenza nel territorio dello Stato nel termine prescritto in assenza di cause di forza maggiore, ovvero per essere stato il permesso revocato o an-nullato”.
L’emendamento del governo continua: “Si applica la pena della reclu-sione da sei mesi ad un anno se l’espulsione è stata disposta perché il permesso di soggiorno è scaduto da più di sessanta giorni e non ne è stato richiesto il rinnovo, ovvero se la richiesta del titolo di soggiorno è stata rifiutata”. Ma anche, “se lo straniero si è trattenuto nel territorio dello Stato in violazione dell’articolo 1, comma 3, della legge 28 maggio 2007″ e cioè quella che disciplina i soggiorni di breve durata degli stra-nieri per visite, affari, turismo e studio. In ogni caso, prosegue l’emen-damento, “salvo che lo straniero si trova in stato di detenzione in carcere, si procede all’adozione di un nuovo provvedimento di espulsio-ne con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica per violazione all’ordine di allontanamento adottato dal questore”.
Il carcere per chi permane illegalmente in Italia sale fino a cinque anni se lo straniero destinatario del provvedimento di espulsione o di un nuovo ordine di allontanamento continua a permanere nello stato di clandesti-nità. L’emendamento del governo infine prevede che in questi casi si proceda con rito direttissimo e che l’arresto dell’autore del fatto sia obbligatorio.
Clandestini in galera: fino a quattro anni per ingresso illegale
il Giornale.it, 16 ottobre
Roma – L’immigrazione clandestina sarà reato. Non subito, non attra-verso il decreto legge ma seguendo l’iter parlamentare di un disegno di legge. Il principio però è fissato e resta fermo. A difendere con forza questa scelta prima di tutto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, convinto della necessità di un segnale forte da parte del governo. Una sorta di monito: l’Italia non sarà più il ventre molle dell’Europa.
L’istituzione di questo reato, afferma Maroni sarà «un ottimo deter-rente» contro gli ingressi non autorizzati in Italia. Non è vero poi, tiene a specificare il responsabile del Viminale, che l’Italia stia prendendo una strada solitaria perché, puntualizza, «questo reato è previsto in molti ordinamenti di Paesi europei». Ovviamente l’introduzione di questa nuova fattispecie di reato non ha soltanto un valore simbolico ma avrà anche effetti pratici perché renderà più agevoli «i provvedimenti di espulsione», conclude Maroni.
Il reato di «ingresso illegale nel territorio dello Stato» è previsto dall’ar-ticolo 7bis, contenuto nella bozza del ddl che va a modificare il testo unico sull’immigrazione del 1998.
Una bozza snella che dovrebbe contenere al massimo 20 articoli. «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, lo straniero che fa ingresso nel territorio dello Stato in violazione delle disposizione del presente testo unico è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni», recita la norma che sarà affiancata da un’altra norma a tutela di tutte quelle stra-niere che svolgono compiti di assistenza familiare come badanti e colf.
Nel decreto legge invece, da subito, verrà introdotto il principio di clan-destinità come aggravante. All’articolo 4 si stabilisce che «quando uno straniero commette un delitto durante la permanenza illegale nel territorio dello Stato la pena prevista è aumentata di un terzo». Dunque il fatto di commettere un reato essendo privi di permesso di soggiorno sarà circostanza aggravante.
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa spiega che quello che interessa il governo «non è comunque scrivere che è reato essere clandestini, soprattutto se ciò dovesse comportare una maggiore difficoltà dell’espul-sione attraverso i passaggi giudiziari». In sostanza, aggiunge, «il reato è utile soltanto se si riesce a determinare l’espulsione immediata con un giudizio per direttissima, senza prolungare la detenzione di un solo gior-no in più del normale». Al momento la soluzione più praticabile appare quella di «considerare la presenza clandestina un’aggravante specifica per chi commette reati, con l’impossibilità di equiparare questa ag-gravante a eventuali attenuanti».
Immagine, manifestazione Migranti: Brescia, 24 novembre 2001


