Domenica è sempre domenica anche per il direttore che, quando può, spagaia sul canotto “explorer 200″ sull’Adige d’estate. Ad esplorare spiagge ed isolotti emersi dalle acque, a scrutare lungo-”costa” a seguire, lasciarsi andare, e perdersi nella corrente.
 

Seguire il corso, e risalirlo per brevi tratti, diventa un’arte su un piccolo canotto gonfiabile senza timone. Un’arte da acquisire con la diretta conoscenza: a volte basta una piccola torsione del polso a trasmettere una variazione di guida attraverso il remo nell’acqua.
Alla de-riva guidata fra le rive in uno spazio-tempo che è ponte verso le porte della percezione, che si dilata e comprime nel flusso medesimo che smuove le nuvole là dietro i pioppi ed i salici che sciolgono i rami all’acqua. In teoria. In pratica, “scivola sul fiume”, si riduce ad una tecnica di decompressione e di riduzione dello stress di vita quotidiana, una semplice riduzione del danno.
“Il flusso di tutte le cose non è un movimento nel tempo, perché tutto il tempo è compreso nella singola parte del processo…”.
Patrologia Latina di Giovanni Scoto Eriugena.
L’attenzione è alla partenza ed all’arrivo: la de-riva e l’approdo. Perché le rive sono spesso frastagliate, piene di rovi e di “brec-cane”, e rendono aspra l’impresa. Ma poi è il flusso che respira in corrente e coerente, metafora ma anche risonanza diretta: il flusso come movimento, da ex-movere -emozione. 
                                            
LA GEOGRAFIA DEI
FIUMI E GLI ZINGARI
Gli zingari, ma tra loro si chiamano Rom, che vuol dire uomo, sono un popolo senza patria e la loro storia è quella dei loro grandi movimenti e dei centri della loro diffusione. Fattori fondamentali nella ricostru-zione del grande esodo dalla regione indiana al continente europeo sono: a) le segnalazioni degli storici (cronache, notizie, testimo-nianze, anche di viaggiatori e pellegrini); b) la geografia dei fiumi: i corsi d’acqua sono le vie naturali dei loro spostamenti; c) lo studio della lingua. Nell’immagine il “Romano dives”, Verona 8 aprile 2002 
                       
LA TEORIA DEI
QUANTI
La meccanica quantistica elimina anche la distinzione tra particelle e onde che aveva caratterizzato la fisica del XIX secolo. L’evoluzione temporale di un sistema quantistico, infatti, presenta le carat-teristiche tipiche delle onde (fenomeni di interferenza e diffrazione). All’atto della misura viene osservato un comportamento corpu-scolare, vale a dire le grandezze estensive associate alla radiazione non vengono rilevate come un flusso continuo, ma diviso in quanti (dal latino quantum, quantità, da cui il nome della teoria). In questo modo, non si è costretti a dire che la materia si comporta “contem-poraneamente” come onde e particelle, che sarebbe una contrad-dizione, ma che l’evoluzione della distribuzione delle probabilità ha caratteristiche ondulatorie, mentre all’atto della misura si riscontrano proprietà corpuscolari. Questa doppia natura prende il nome di dualità onda-corpuscolo ed è spesso considerata come una carat-teristica fondamentale della teoria; tuttavia, i due concetti sono tipici della meccanica classica, in quanto non soggetti al principio di indeterminazione, perciò spesso la terminologia discendente da essi non è del tutto adatta alla meccanica quantistica. 
                                            
LETTURE: Il fiume della vita

Philip José Farmer, Arnoldo Mondadori editore, 1993.
Farmer è uno dei più grandi autori di fantascienza e si è conquistata grande fama coi cinque romanzi del ciclo del “Mondo del fiume”.
Riverworld, il Mondo del Fiume, un pianeta percorso da un fiume in-finito, sulle cui rive è radunata tutta l’umanità di tutti i tempi:
tretacinque miliardi di uomini e donne che si sono svegliati all’im-provviso per ricominciare una nuova vita dopo la morte. Vagano sulle sponde di questo incredibile fiume, uniti da un solo obiettivo: raggiungere le sue sorgenti ma, soprattutto, scoprire il segreto del-l’origine del mondo e dei misteriosi esseri che hanno riportato in vita l’umanità per chissà quale strano esperimento. Le loro appassionanti vicende sono narrate nei cinque romanzi che formano il ciclo di Riverworld, un affascinante viaggio narrativo verso la méta più ambita: la verità assoluta sull’esistenza umana.
                                             
CINEMA: La morte corre sul fiume
, un film di Charles Laughton
Titolo originale: The Night of the Hunter – Produzione: USA, United Artists 1955 – Durata: 90 minuti – Regia: Charles Laughton.
Sceneggiatura: James Agee – Soggetto: Davis Grubb – Interpreti: Robert Mitchum (Rev. Harry Powell), Shelley Winters (Willa Harper), Lilian Gish (Rachel Cooper), James Gleason (Birdie Steptoe), Peter Graves (Ben Harper), Don Beddoe (Walt Spoon), Billy Chapin (John Harper), Sally Jane Bruce (Pearl Harper), Gloria Castillo (Ruby).
LA STORIA: il predicatore Harry Powell (Mitchum) sposa e uccide una vedova (Winters) cercando il bottino di una rapina del marito; i due figlioletti (Chapin e Bruce) fuggono, trovando rifugio presso un’an-ziana signora che ospita trovatelli, ma Powell è sulle loro tracce…
                                             
INDOVINELLO: Il lupo, la capra, il cavolo

La metafora del mediatore interculturale.
Un contadino sta sulla riva di un fiume e deve trasportare dall’altra parte, con la sua barchetta, una capra, un cavolo e un lupo. La barca è piccola e il contadino può trasportare solo un soggetto alla volta (può portare o solo il cavolo, o solo la capra o solo il lupo). Come può fare a trasportare tutti sull’altra riva senza che, lasciati soli, il lupo mangi la capra o la capra mangi il cavolo? 
   

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Una Risposta a “De-rive ed approdi nel flusso della corrente”

  1. marco milani detto

    Meno male che ogni tanto qualcuno si ricorda del grande Filippo Giuseppe Farmer.. :)

    Ciao.

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